IR Notes 278 – Una ventata di novità nel coordinamento dei regimi previdenziali nell’UE

  • July 23, 2026

Una ventata di novità nel coordinamento dei regimi previdenziali nell’UE

Prima Pagina

Una ventata di novità nel coordinamento dei regimi previdenziali nell’UE 

Via libera definitivo il 7 luglio dal Parlamento europeo alla revisione del regolamento sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, sotto la pressione delle parti sociali europee e di alcuni gruppi politici.

Per risolvere il rompicapo della libera circolazione dei lavoratori nell’UE, sancita dal Trattato istitutivo del 1958, mantenendo la competenza degli Stati membri sui rispettivi sistemi previdenziali, l’UE ha messo a punto un meccanismo senza precedenti volto a coordinare, e non ad armonizzare, i regimi previdenziali statali attraverso una serie di regolamenti succedutisi nel tempo: dapprima nel 1958, poi nel 1971 e, infine, nel 2004, con il Regolamento 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. In tal modo ogni Stato membro mantiene le proprie norme e l’entità delle prestazioni, ma i regolamenti stabiliscono su quale Paese ricade la responsabilità e in che modo deve avvenire il cumulo dei diritti acquisiti in più Paesi, al fine di evitare che i lavoratori che si avvalgono della mobilità europea siano penalizzati, ad esempio perdendo, anche in parte, tali diritti. Pertanto, al momento della liquidazione della pensione in uno Stato, vengono totalizzati tutti i periodi maturati in altri Paesi dell’UE.

Da circa un decennio, gli Stati membri e il Parlamento hanno cercato di apportare modifiche al testo, divisi soprattutto per questioni di soldi, come ad esempio il rifiuto storico del Lussemburgo di farsi carico delle indennità di disoccupazione dei lavoratori che, dopo aver lavorato nel Granducato, tornavano senza impiego nel proprio paese d'origine. Ora, infine, spinta dalle parti sociali europee (cfr. dichiarazione congiunta del 23 marzo 2026) e da alcuni gruppi politici nell’Europarlamento, la revisione è stata approvata in via definitiva il 7 luglio dal Parlamento (cfr. comunicato e IR Notes 273). Il Consiglio deve ancora approvare formalmente il testo affinché possa poi essere pubblicato nella GUUE. Il testo aggiorna i criteri per la determinazione della legislazione applicabile ai circa 16 milioni di cittadini europei che vivono o lavorano in un altro Stato membro, intervenendo in particolare su: indennità di disoccupazione per i lavoratori mobili, definizione comune di assistenza di lungo periodo, distinzione delle prestazioni familiari in denaro e un quadro normativo più rigoroso per il distacco, la cui durata è limitata a 24 mesi, a condizione che vi sia stata una precedente iscrizione di tre mesi nel paese d’origine. Il regolamento adottato precisa che, per i lavoratori che svolgono attività in due o più Stati membri, la normativa aggiornata consente di individuare la «sede legale o lo stabilimento» dell’azienda al fine di determinare quale sia la normativa previdenziale applicabile. A tal fine, i fattori rilevanti includono il luogo in cui vengono adottate le decisioni essenziali, quello in cui viene generato il fatturato e i luoghi in cui si tengono le assemblee degli azionisti. Il regolamento rafforza inoltre la cooperazione tra le amministrazioni nella lotta contro le frodi.

Questo progresso è stato accolto con favore dalle parti sociali europee: «i regolamenti rivisti aprono la strada a una maggiore certezza giuridica e a strumenti più efficaci per combattere le frodi e gli errori nelle situazioni transfrontaliere», ha dichiarato con soddisfazione la Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. comunicato). Sul fronte delle imprese, il 23 aprile, a seguito del compromesso raggiunto in sede di trilogo, BusinessEurope ha accolto con favore l’esenzione dalla notifica preventiva per trasferte di lavoro e i distacchi di breve durata, fino a tre giorni – con l’eccezione del settore edile –, e ha sollecitato una rapida adozione, auspicando al contempo ulteriori misure di semplificazione nel futuro pacchetto sulla mobilità del lavoro (cfr. comunicato).

Attualità Sociale Europea

Legislazione

Un nuovo passo avanti nella semplificazione della rendicontazione in materia di sostenibilità. Il 3 luglio la Commissione Europea ha approvato un pacchetto di misure volto a semplificare la rendicontazione sociale e ambientale delle imprese, a seguito dell’adozione della direttiva Omnibus I, che ha rivisto le direttive relative alla rendicontazione delle imprese in materia di sostenibilità e agli obblighi di due diligence. Più precisamente, la Commissione ha adottato un Regolamento delegato recante i principi europei di rendicontazione sulla sostenibilità (ESRS) (cfr. anche allegati) nonché un Regolamento delegato sulla rendicontazione volontaria destinata alle piccole imprese (cfr. anche allegati). Questi testi saranno ora trasmessi al Parlamento Europeo e al Consiglio dell’UE per essere sottoposti a esame. Al termine di un periodo di esame di due mesi, prorogabile di ulteriori due mesi, i regolamenti e i relativi allegati saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) ed entreranno in vigore dalla data di pubblicazione. Tali norme mirano a fornire agli investitori e alle altre parti interessate informazioni idonee a consentire loro di comprendere i rischi legati alla sostenibilità cui sono esposte le imprese, nonché il loro impatto sulle persone e sull’ambiente (cfr. comunicato). Sebbene, secondo la Commissione, il numero di dati obbligatori sia stato ridotto di oltre il 60%, le imprese saranno comunque tenute a pubblicare informazioni che continueranno a essere rilevanti,  in particolare per i comitati aziendali europei e i rappresentanti dei lavoratori delle imprese che intendono istituire tale organo, poiché dovranno indicare, tra l’altro, il numero di dipendenti per ciascuno dei Paesi in cui contano impiegano almeno 50 lavoratori dipendenti e che figurano tra i dieci Paesi con il maggior numero di dipendenti.

Una guida all’applicazione delle norme sul lavoro forzato. Il 26 giugno la Commissione Europea ha pubblicato le linee guida relative all’applicazione del Regolamento (UE) 2024/3015 che vieta i prodotti ottenuti col lavoro forzato nel mercato dell’Unione. La federazione sindacale europea IndustriAll Europe ha accolto favorevolmente la pubblicazione delle linee guida, pur evidenziando alcune lacune che restano ancora da affrontare (cfr. comunicato).

Attualità sociale

Destino degli accordi istitutivi di CAE cosiddetti «volontari». Il gruppo di esperti istituito per agevolare il recepimento della Direttiva 2025/2450 del 26 novembre 2025, che modifica la direttiva 2009/38/del Consiglio, ha pubblicato i verbali della terza riunione, tenutasi il 16 aprile e il 17 aprile scorsi, che fanno seguito a quelli adottati durante le precedenti due riunioni (23-24 marzo e 12-13 febbraio) (cfr. IR Notes 273). Il rappresentante della Commissione ha chiarito la natura giuridica degli accordi volontari precedenti alla direttiva, sottolineando che gli organi istituiti da tali accordi non costituiscono comitati aziendali europei ai sensi della direttiva. Di conseguenza, i diritti e gli obblighi delle parti di tali accordi, nonché dei membri di tali organi, non rientrano nell’ambito del diritto dell’Unione Europea, ma derivano dagli accordi stessi o, a seconda dei casi, dal diritto del lavoro nazionale, dal diritto dei contratti, o da altre discipline ad essi applicabili. Tuttavia, i miglioramenti apportati a tali accordi mediante l’integrazione delle disposizioni contenute nelle direttive non sono messi in discussione dall’abolizione dell’esenzione che si applicava agli accordi volontari, i quali rimangono giuridicamente vincolanti. Alla domanda se tali accordi «volontari» cesserebbero automaticamente con la costituzione di un nuovo comitato aziendale europeo o se potrebbero protrarsi a tempo indeterminato, la Commissione non ha escluso che un organo istituito da un accordo volontario possa continuare a funzionare parallelamente a un comitato aziendale europeo di nuova costituzione ai sensi degli artt. 5 e 6, qualora le parti dell’accordo volontario non lo risolvano conformemente ai termini dell’accordo stesso. Secondo le nostre informazioni, la relazione finale del gruppo di esperti sarà pubblicata in ottobre.

Il programma sociale della presidenza irlandese dell’UE. Dal 1° luglio, l’Irlanda ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea. Il programma pone l’accento sulla tabella di marcia per l’occupazione di qualità e sull’atto legislativo relativo ai posti di lavoro di qualità, nonché sul pacchetto di misure atteso in materia di mobilità equa della manodopera. «L’atto legislativo sui posti di lavoro di qualità» mira ad «aggiornare le norme europee a tutela dei lavoratori, sostenendo al contempo la produttività e la competitività. Il programma fa eco ad un argomento spesso avanzato dal mondo imprenditoriale europeo, secondo cui « spesso, la richiesta di una nuova legislazione non deriva da una lacuna normativa, bensì dal fatto che le norme e i regolamenti esistenti non vengono pienamente interpretati e applicati». L’obiettivo è pertanto «promuovere un dibattito su come garantire che i programmi di attuazione e applicazione dell’UE sostengano una protezione effettiva dei diritti sanciti dal diritto dell’Unione».

Interventi del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Il 16 luglio la Commissione Europea ha proposto di sbloccare 6,5 milioni di euro del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) a sostegno dei 1.928 lavoratori licenziati dagli ipermercati Cora in Belgio e nel settore automobilistico in Spagna (cfr. comunicato).

Dialogo sociale europeo

Seconda fase di consultazione sui posti di lavoro di qualità. Il 20 luglio la Commissione Europea ha avviato la seconda fase di consultazione delle parti sociali europee in vista del prossimo «regolamento sui posti di lavoro di qualità» che intende adottare entro la fine dell’anno (cfr. anche il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il documento di consultazione).

Dall ’Europa

Google (Noto Color Emoji 17.0)Germania

Progetti di modernizzazione del mercato del lavoro e dei servizi per l’impiego. La coalizione di governo ha presentato, il 1° luglio, un programma di riforme che riguarda anche il mercato del lavoro (cfr. programma). Una delle principali proposte consiste nel consentire, per un periodo massimo di quattro anni, fino a sei proroghe dei contratti a tempo determinato senza giustificato motivo, rispetto ai due anni e alle tre proroghe attualmente previsti (cfr. comunicato). Tra le altre misure figurano: uno sgravio fiscale sulle indennità di fine rapporto in caso di rapido rientro al lavoro; l’abolizione dei certificati che autorizzano le assenze dal lavoro rilasciati telefonicamente; e l’obbligo di presentare un certificato medico fin dal primo giorno di assenza, anziché dal quarto giorno come previsto dalla normativa vigente, accompagnato da un inasprimento delle sanzioni contro il rilascio abusivo di certificati medici. Il Governo ha inoltre adottato, il 15 luglio, un progetto di legge relativo alla modernizzazione e alla digitalizzazione della promozione dell’occupazione, che mira a facilitare l’accesso ai servizi dell’agenzia per l’impiego tramite canali digitali (cfr. comunicato). Il sindacato Verdi ha criticato tali riforme; il presidente Frank Werneke ritiene infatti che «la diffidenza nei confronti dei lavoratori e il dilagare dei contratti a tempo determinato non favoriscono la crescita» (cfr. comunicato).

Google (Noto Color Emoji 17.0)Paesi Bassi

Approvazione definitiva della legge che rafforza le tutele dei lavoratori flessibili. Dopo l’approvazione da parte della Camera dei rappresentanti il 12 maggio, la legge è stata definitivamente approvata dal Senato il 7 luglio (cfr. IR Notes 274). Essa fa parte di un pacchetto di misure di riforma del mercato del lavoro (cfr. comunicato). I contratti a zero ore sono sostituiti da contratti a fascia oraria (che prevedono un numero minimo e massimo di ore lavorative, con un limite massimo alla differenza tra i due valori), ad eccezione dei pensionati, gli studenti e i giovani con un lavoro secondario. Inoltre, dal mese di gennaio erano già state introdotte pari condizioni di lavoro tra lavoratori temporanei e dipendenti a tempo indeterminato; tale equiparazione viene ora estesa anche alle retribuzioni, con effetto dal 31 dicembre 2026. Il sindacato FNV accoglie con favore la legge, ma insiste sulla necessità di adottare un pacchetto organico di riforme, in particolare per contrastare il fenomeno dei falsi lavoratori autonomi (cfr. comunicato).

Google (Noto Color Emoji 17.0)Paesi Bassi

Nuovo sistema dei congedi. Il Governo ha sottoposto a consultazione un progetto di legge che istituisce un regime di congedi semplificato (cfr. comunicato). In linea con il parere del SER – l’organo consultivo tripartito composto da rappresentanti dei datori di lavoro, delle organizzazioni sindacali e da membri indipendenti –, l’esecutivo propone di suddividere i congedi in tre categorie: quelli legati alla nascita e alla cura dei figli, quelli destinati all’assistenza ai familiari e quelli concessi per motivi personali.

Danimarca

Il governo inasprisce la lotta contro il dumping sociale nel settore edile. Il Governo ha presentato due disegni di legge volti a contrastare il dumping sociale e rafforzare il controllo sull’impiego della manodopera straniera. Un primo testo riguarda l’obbligo della carta d’identità (id-kort) nei grandi cantieri (di valore superiore a 13 milioni di euro) (cfr. comunicato), mentre  il secondo , al fine di agevolare il ricorso alla manodopera straniera «regolamentata», istituisce un nuovo regime di soglia retributiva («beløbsordning») basato sui contratti collettivi. Annunciato per il 2025 (cfr. comunicato), tale regime mira a semplificare l’assunzione di lavoratori stranieri. A tal fine, le imprese sono tenute ad applicare il contratto collettivo stipulato tra la confederazione imprenditoriale DA e la confederazione sindacale FH. Il suddetto regime è limitato ai cittadini di determinati Paesi con cui la Danimarca intrattiene relazioni economiche e commerciali, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Cina, l’India, il Montenegro e la Serbia. Entrambi i testi godono del sostegno delle parti sociali.

Dalle aziende

Comitati Aziendali Europei

Timori per l’occupazione legati al ricorso all’IA. L’introduzione su larga scala dell’IA presso Amex GBT (22.000 addetti) suscita le preoccupazioni del comitato aziendale europeo di questa spin-off di American Express specializzata nella gestione dei viaggi d’affari. Il 4 maggio, l’azienda ha annunciato la propria acquisizione da parte di Long Lake Management per 6,3 miliardi di dollari, con un premio di oltre il 60% per azione (cfr. comunicato). Un portavoce di Amex GBT ha assicurato che il cambio di proprietà «non avrà alcun impatto negativo sul personale». Dal canto suo, il CEO di Long Lake, Alexander Taubman, ha dichiarato a maggio, nel podcast No Priors, che l’intelligenza artificiale consente ai dipendenti di aumentare la produttività del 30-40%, permettendo così di servire un maggior numero di clienti a parità di organico, anziché ridurre i posti di lavoro. Il comitato aziendale europeo aveva richiesto la convocazione di una riunione entro la fine di giugno, ma la richiesta è stata respinta: secondo la direzione, la questione non presenta una dimensione transnazionale poiché riguarda esclusivamente gli Stati Uniti, dove il passaggio di proprietà delle azioni non comporta modifiche né per quanto riguarda il management né la strategia aziendale. Il CAE ha tuttavia ribadito la propria richiesta di informazione e consultazione, in un contesto di dialogo sociale compromesso dalla crisi del Covid-19 che all’inizio dell’anno aveva già reso necessaria una mediazione tra la direzione, il CAE e una mediatrice olandese. Ha inoltre chiesto l’attivazione della clausola di arbitrato prevista dall’accordo istitutivo del CAE, ma anche questa richiesta è stata respinta dalla direzione. È stato quindi incaricato un avvocato per esigere l’avvio della procedura di informazione e consultazione, poiché i rappresentanti del personale intendono essere informati sulle conseguenze del crescente ricorso all’intelligenza artificiale per l’organizzazione del lavoro, le competenze e l’occupazione.

Comitati di società europea

Nuovo accordo sul comitato europeo: Clariane promuove il dialogo sociale a livello nazionale. Clariane, leader nel settore sanitario (70.000 addetti), ha rinnovato, all’unanimità e con il sostegno della federazione sindacale europea EPSU, l’Accordo istitutivo del comitato di società europea (CE-SE). Il testo, siglato il 2 luglio, apporta alcune limitate modifiche all’accordo precedente, stipulato nel 2022 a seguito della trasformazione di Korian in società europea (diventata successivamente Clariane). La principale novità riguarda il coordinamento tra il dialogo sociale europeo e quello nazionale. L’accordo prevede ora che in ciascun paese sia sistematicamente organizzata almeno una riunione annuale tra la direzione delle risorse umane locale e i membri del CE-SE nominati per il medesimo paese. Tale disposizione attua un impegno sancito nella Carta europea dei principi fondamentali del dialogo sociale, sottoscritta con l’EPSU nell’ottobre 2023. L’obiettivo è favorire il confronto sull’attuazione, a livello nazionale, degli impegni assunti a livello europeo e di rafforzare la diffusione e la visibilità dei lavori dell’organo nei singoli Paesi. «Riunioni di questo tipo esistono già da alcuni anni in Spagna e hanno dimostrato la loro efficacia contribuendo a costruire un dialogo sociale maturo», precisa Mathilde Tabary, direttrice delle relazioni sociali del gruppo. Questo rinnovo interviene dopo un primo mandato ricco di risultati: dal 2020, oltre alla carta sopra menzionata, i lavori svolti nell’ambito del CE-SE hanno portato all’elaborazione di una Guida europea per la prevenzione dell’assenteismo, di un Accordo europeo sulla salute e la sicurezza sul lavoro e di una Carta volta ad accelerare la riduzione delle emissioni di carbonio. Per questo nuovo mandato, la direzione e il comitato prevedono la creazione di un gruppo di lavoro permanente dedicato all’intelligenza artificiale e l’elaborazione di un protocollo europeo in materia di salute e sicurezza sul lavoro dedicato all’onboarding dei nuovi collaboratori. Questo testo «introdurrà azioni nelle quattro fasi del percorso di inserimento di un collaboratore: prima del giorno dell’inserimento, il giorno stesso, tra il giorno successivo e il decimo giorno, e infine azioni di follow-up», precisa Mathilde Tabary.

La questione del ritorno in ufficio si complica in Airbus. Regna la confusione in Airbus SE a seguito della comunicazione interna inviata dal CEO Guillaume Faury ai collaboratori, con cui è stato annunciato il passaggio da due giorni di smart working a settimana a uno solo, con decorrenza dal 1° settembre 2026. Si tratta di un annuncio unilaterale che si scontra con i diversi sistemi di relazioni industriali vigenti nei Paesi dell’Unione Europea. In Francia, i sindacati sono immediatamente intervenuti, costringendo la direzione ad ammettere, durante la riunione del comitato aziendale europeo tenutasi il 7 luglio, che l’accordo francese sulla qualità della vita e le condizioni di lavoro, il quale prevede due giorni di smart working a settimana, sarebbe stato rispettato fino alla scadenza, il 31 agosto 2028. In Spagna, l’annuncio ha innescato uno sciopero, avviato il 1° luglio nello stabilimento di Getafe (Madrid su iniziativa del sindacato SIPA, al quale hanno rapidamente aderito UGT, CGT e, successivamente, CC.OO (organizzazione maggioritaria in Airbus Spagna). La mobilitazione si è estesa a tutti gli stabilimenti per sostenere, in particolare, le rivendicazioni salariali e il mantenimento dei due giorni di smart working. Il 17 luglio è stato raggiunto un accordo tra la direzione e il sindacato CC.OO, che è stato, tuttavia, respinto dagli altri sindacati i quali hanno giudicato insufficienti gli aumenti retributivi previsti. In Germania, nello stabilimento di Amburgo, il clima è parimenti teso. «Non passerà senza resistenza», hanno dichiarato i rappresentanti del personale dello stabilimento, citati dal quotidiano Hamburger Abendblatt. La questione dello smart working è soggetta alla codeterminazione e l’accordo aziendale che ne disciplina le modalità non può essere modificato con una semplice e-mail.

Dati & Analisi

Grande confusione nell’applicazione della legislazione sociale al settore del trasporto aereo.

L’Autorità europea del lavoro (ELA) ha pubblicato, l’8 luglio, una relazione approfondita sull’applicazione delle norme relative alla mobilità dei lavoratori e al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale per i membri degli equipaggi dell’aviazione civile (cfr. comunicato e allegati). Le compagnie aeree ricorrono a un’ampia gamma di modelli occupazionali e organizzativi, spesso caratterizzati da un elevato livello di complessità. La relazione evidenzia come, per le autorità nazionali degli Stati membri dell’UE, sia difficile verificare la corretta osservanza delle disposizioni applicabili in materia di lavoro e di sicurezza sociale, anche tenuto conto del fatto che, in media, almeno quattro organismi per Paese sono incaricati dei controlli in questo settore. La relazione presenta alcune raccomandazioni, tra cui l’elaborazione di orientamenti più chiari sull’applicazione della normativa al settore del trasporto aereo o una migliore informazione agli equipaggi e alle imprese. Tali proposte sono tuttavia considerate insufficienti dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF), che invoca interventi di natura legislativa (cfr. comunicato). Josef Maurer, responsabile del settore Aviazione e Marittimo presso l’ETF, denuncia il persistere dell’incertezza giuridica riguardo all’applicazione delle norme in materia di distacco agli equipaggi e la crescente diffusione del lavoro atipico nel settore. A tale proposito, osserva che «in alcuni Stati membri, la quasi totalità dei piloti neoassunti e un’ampia maggioranza del personale di cabina esercitano la propria attività come lavoratori autonomi».

Statistiche chiave

21

Tra i 22 Stati membri che prevedono un salario minimo legale, 21 hanno registrato un aumento del potere d’acquisto dei lavoratori retribuiti con il salario minimo tra gennaio 2016 e gennaio 2026.

L’unica eccezione è rappresentata dalla Francia che ha registrato una diminuzione. Il dato emerge da un articolo tratto da uno studio di Eurofound sul salario minimo in Europa, la cui pubblicazione è prevista per il mese di settembre.

Editoriale

Care lettrici, cari lettori

Ecco l’ultimo numero prima della pausa estiva! L’intera redazione di IR Notes vi augura una splendida estate e vi dà appuntamento al numero 279, in uscita il prossimo 10 settembre.

Nell’ultimo anno abbiamo lanciato un nuovo sito web, ci siamo aggiudicati la gara d’appalto per diventare corrispondente nazionale per la Francia della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) per i prossimi quattro anni e abbiamo ripensato IR Notes, con una newsletter più essenziale e una versione web più completa e di più facile consultazione. Una pausa ce la siamo meritata, no? 😉

Per continuare a migliorare i nostri servizi, vi invitiamo a partecipare a un sondaggio di soddisfazione dedicato alla nuova formula di IR Notes così da poter tenere conto dei vostri commenti e presentarvi a settembre un’offerta ancora migliore. Avete già ricevuto un link via e-mail a inizio settimana, ed ecco anche quello per accedervi direttamente: https://forms.gle/VoJ8kbWuThx4M5nM8

La redazione della newsletter IR Notes

IR Dictionary

Accordo multisettoriale

Le parti sociali europee appartenenti a diversi settori di attività possono negoziare accordi collettivi multisettoriali nell’ambito delle disposizioni previste dagli articoli 154 e 155 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. A oggi, l’unico accordo di questo tipo è l’Accordo sulla tutela della salute dei lavoratori attraverso la corretta manipolazione e l’utilizzo della silice cristallina e dei prodotti che la contengono, sottoscritto il 26 aprile 2010 dalle parti sociali rappresentative di 15 settori industriali e di circa 2 milioni di lavoratori. Successivamente, il 16 luglio 2010, diversi settori di attività hanno adottato, al termine di un negoziato intersettoriale, le “Linee guida multisettoriali per affrontare la violenza da parte di terzi e le molestie sul lavoro”, il cui contenuto è sostanzialmente analogo a quello di un accordo collettivo europeo. Tali linee guida sono state aggiornate il 6 maggio 2025.

Prossimi eventi

22 luglio
Bruxelles

Pilastro europeo dei diritti sociali

Commissione Europea: adozione del nuovo piano d'azione relativo al Pilastro europeo dei diritti sociali (cfr. ordine del giorno).

16-18 settembre
Oslo

Disuguaglianze nel mercato del lavoro

Il team

O numero è stato curato da Inès Bollet, Victoria Fonseca, Sea Ange Gonebo, Ambre Grenier-Boley, Frédéric Turlan, Iris Turlan e Paula Villalobos. Scopri il team editoriale di IR Share sul sito.
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