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IR Notes 121 – 5 giugno 2019
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Gabriele Bischoff (SPD), Membro del Parlamento Europeo (S&D)
Dopo aver presieduto il gruppo
“Lavoratori” del Comitato economico e sociale europeo, quale
ruolo intende svolgere nel nuovo Parlamento
Europeo? Intendo partecipare attivamente ai lavori
della Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento
Europeo e garantire l’applicazione del pilastro europeo dei diritti
sociali. L’obiettivo è ottenere l’adozione di direttive-quadro al
fine di instaurare: 1) un salario minimo europeo fissato al 60% del
salario mediano di ogni Stato membro; 2) un reddito minimo perché i
cittadini possano uscire dalla povertà; 3) una democrazia rafforzata
sui luoghi di lavoro, anche prevedendo il diritto dei lavoratori a
partecipare alle decisioni adottate dalle aziende. Questo programma,
chiamato 3M (“Mindestlohn und Tarifbindung stärken,
Mindesteinkommen, Mitbestimmung”) è essenziale per attuale
una convergenza ascendente nell’UE e fare in modo che l’integrazione
europea vada a vantaggio dei più, e non soltanto di alcuni.
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
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La squadra: questo
numero è stato redatto da
Predrag
Bejakovic, Tamas
Gyulavari e Frédéric Turlan.
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lavoro di IR Share.
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia
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Prima
Pagina
Un
Parlamento più progressista del previsto
Contrariamente alle previsioni più pessimistiche di sei mesi fa, è stato evitato lo
spettro di un Parlamento dominato dagli euroscettici e l’estrema destra. I risultati
delle elezioni sono una buona sorpresa per la costruzione europea da diversi punti
di vista: 1) l’aumento della partecipazione al voto rilevata in quasi tutti i paesi
ha dimostrato l’attaccamento dei cittadini alla costruzione europea e l’opposizione
a chiunque punti sulla fuoriuscita dall’Unione. Schematizza Markus J. Beyrer,
direttore dell’organizzazione imprenditoriale BusinessEurope, «i cittadini europei
hanno fatto propria l’UE» (cfr. video
in inglese); 2) la divisione degli euroscettici e dell’estrema destra in due o tre
gruppi politici in seno al Parlamento dovrebbe limitare la loro capacità di
disturbo; 3) dovrebbe emergere una maggioranza stabile tra le diverse formazioni
“progressiste”, oppure a seconda delle tematiche, tramite alleanze tra i
conservatori del PPE e i socialdemocratici (S&D), i due gruppi finora dominanti,
ma usciti indeboliti dal voto, con i due vincitori delle elezioni, i democratici
liberali e i Verdi; 4) la necessità di raggiungere un consenso a quattro sarà
certamente un fattore di arricchimento del dibattito. Questa nuova coalizione «deve
basarsi su un programma che guarda al futuro – sottolinea Luca Visentini, segretario
generale della Confederazione Europea dei Sindacati -, favorendo l’emergenza di un
modello economico sostenibile che coniughi giustizia sociale e azioni in favore del
clima» (cfr. comunicato
della CES); 5) tradizionalmente più progressista della Commissione Europea e del
Consiglio, il Parlamento dovrebbe esserlo oggi ancor di più data la sua nuova
formazione che vede rafforzata l’influenza dei Verdi… cosa che dovrebbe spingere i
governi ad accelerare la transizione ecologica e sociale; 6) infine, nel ritratto
del candidato alla presidenza della Commissione tratteggiato dai ventotto paesi,
questi dovrebbe «promuovere un programma preciso – sottolinea il quotidiano Libération
(29.05) – che affronti la crescita e l’innovazione, l’ambiente, l’immigrazione, la
politica di difesa e l’Europa sociale». Sembrerebbe pertanto confermato il risveglio
dell’Europa sociale di Jean-Claude Juncker. > cfr.
anche: i risultati completi delle elezioni
del Parlamento paese per paese; i commenti
di Juan Menéndez-Valdés, direttore, sulla base del rapporto Living and working in Europe
2015-2018.
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Un congresso nel segno della continuità :
Il congresso della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) si
è svolto a Vienna dal 21 al 25 maggio, in un’atmosfera di grande incertezza riguardo
ai risultati delle elezioni europee. La posta in gioco era alta. È infatti
soprattutto grazie al Parlamento che possono essere costruiti i miglioramenti
sociali quando manca un dialogo sociale efficace a livello europeo. «È un congresso
nel segno della continuità – spiega Philippe Pochet, direttore dell’Istituto
Sindacale Europeo (Etui). Obiettivo del congresso non era tanto definire una nuova
linea politica, quanto garantire quella votata nel 2015, renderla più operativa,
fissando obiettivi concreti da raggiungere entro quattro anni». «C’è la volontà, da
parte di Tedeschi e Francesi, di rendere la CES più pragmatica e di non trasformarla
in un semplice strumento istituzionale al servizio di una lobby sindacale», spiega
Fabrice Warneck, direttore della sede di Bruxelles dello studio Syndex. La CES
intende essere più attiva su tematiche come l’informazione e la consultazione dei
lavoratori, i comitati aziendali europei o il dovere di vigilanza delle
multinazionali nel campo del rispetto dei diritti umani e sociali. Durante i lavori
è stata spesso sollevata la questione dell’aumento del numero di aderenti e del
coinvolgimento del giovani. Pierre Scherrer, ex-segretario confederale della CES
ammonisce: «I sindacati devono riguadagnare credito presso i giovani, intendo dire
soprattutto i giovani impegnati in favore del clima, perché solo così sarà possibile
ringiovanire la base, e continuare ad essere un interlocutore nel dibattito sulla
transizione ecologica». Intervenendo sul tema, Philippe Pochet puntualizza: «I
giovani non chiedono ai sindacati un sostegno, ma di agire e di promuovere un
discorso a favore di una transizione ecologica e sociale giusta». Forse non tutto il
movimento sindacale ne è ancora conscio – osserva – ma intanto è «stata avviata una
dinamica».
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Una nuova squadra : Il congresso
della CES ha riconfermato Luca Visentini alla carica di segretario generale. Laurent
Berger, segretario generale della CFDT, la principale confederazione sindacale
francese, dovrebbe presiedere l’organizzazione per due anni. Pur trattandosi di una
carica onorifica, Laurent Berger ha precisato che non è sua intenzione stare a
guardare alla finestra. Luca Visentini sarà affiancato da due vicesegretari: Esther
Lynch, irlandese, eletta segretario confederale al congresso di Parigi nel 2015, che
seguirà le tematiche relative all’attuazione del pilastro europeo dei diritti
sociali, e da un nuovo volto, lo svedese Per Hilmersson, ex direttore internazionale
e responsabile degli affari europei e giuridici della TCO, la confederazione
sindacale dei colletti bianchi, che riunisce quattordici federazioni. La nuova
compagine comprende anche tre segretari confederali: Liina Carr, estone, già eletta
a questa carica nel 2015; Isabelle Schömann, francese, sostenuta dalla
confederazione sindacale tedesca DGB, giurista ed ex-ricercatrice presso l’Istituto
Sindacale Europeo; Ludovic Voet, che lascia la carica di responsabile giovani presso
la confederazione sindacale belga CSC. La squadra attuale ha un membro in meno
rispetto alla precedente: il calo degli iscritti si fa sentire anche sulle finanze
della CES. > Per saperne di più, cfr.:
Manifesto
della CES ; Programma
d’azione 2019-2023 ; Rapporto
d’attività 2015-2019, Comunicato
della CES sulla composizione del nucleo dirigente e la sua presentazione.
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Attualità
sociale
- Amianto : È stato adottato
dal Comitato economico e sociale europeo (Cese) lo scorso 15 maggio un parere
d’iniziativa sul tema «Lavoro
con l’amianto nella ristrutturazione energetica» che sollecita a una
migliore protezione dei lavoratori impegnati in attività di ristrutturazione
promosse nel quadro della direttiva sull’efficienza energetica modificata nel
2018.
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Giurisprudenza
- Trasferimenti di imprese :
In una sentenza riguardante il trasferimento di un’impresa
in Belgio (CGUE,
16 maggio 2019, causa C-509/17, Plessers), la Corte di Giustizia ha
puntualizzato che la direttiva 2001/23 del 12 marzo 2001 relativa ai
trasferimenti di imprese, e segnatamente gli artt. 3-5, devono essere
interpretati nel senso che ostano a che una legislazione «in caso di
trasferimento di un’impresa intervenuto nell’ambito di una procedura di
riorganizzazione giudiziale mediante trasferimento soggetto a controllo
giudiziario, applicata al fine di conservare in tutto o in parte l’impresa
cedente o le sue attività, preveda, per il cessionario, il diritto di scegliere
i lavoratori che intende riassumere».
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2. Stati
membri
Croazia
Fallimento di un simbolo industriale :
Il tribunale commerciale di Pazin ha aperto il 24 aprile un
procedimento fallimentare nei confronti dell’Uljanik, il cantiere navale di Pola.
L’Uljanik occupa 1.118 lavoratori, di cui 1.058 à Pola e 60 a Fiume, che verranno
tutti licenziati. Il fallimento del cantiere navale di Uljanik, simbolo economico e
culturale dell’Istria che fa vivere migliaia di famiglie da 163 anni, avrà
conseguenze traumatiche su tutta l’economia croata.
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Ungheria
- Privacy : Un emendamento
del Codice del Lavoro entrato in vigore il 26 aprile adegua la legislazione
nazionale in materia di lavoro al Regolamento generale per la protezione dei
dati personali (GDPR). La principale differenza consiste nel fatto che, a fini
professionali, è previsto che il lavoratore utilizzi esclusivamente il computer
fornito dall’azienda. Le parti possono tuttavia concordare esplicitamente che il
lavoratore si serva di strumenti informatici propri. In entrambi i casi,
all’azienda è riconosciuta la facoltà di verificare i dati contenuti nel
computer utilizzato. Il testo limita inoltre i casi in cui l’azienda può
richiedere un estratto della fedina penale del lavoratore.
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Lussemburgo
- Settore privato: approvata la riserva di
ore per motivi personali : È stata promulgata la legge
12 aprile 2019 che istituisce un “compte épargne-temps” (CET – conto
risparmio tempo) per i lavoratori del settore privato. L’obiettivo è
migliorare la conciliazione tra la vita professionale e la vita privata
consentendo ai lavoratori di “risparmiare” dei giorni di congedo e di riposo non
goduti sul proprio “conto” e poi di servirsene per motivi personali. Il CET deve
essere istituito dall’azienda tramite accordo collettivo di settore o aziendale.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Un accordo minimalista : È stato
sottoscritto il 22 maggio dal gruppo Lactalis (30.824 addetti
nell’UE) l’accordo istitutivo del
comitato aziendale europeo a seguito di una procedura giudiziaria avviata
dai sindacati in Francia (IR Notes 91) per
ottenere l’apertura del negoziato. Il testo, adottato col voto favorevole di undici
sui diciannove membri della delegazione speciale di negoziazione, è stato definito
dall’Effat «il peggiore accordo mai sottoscritto». L’accordo Lactalis è
probabilmente l’unico, per quanto ci sia dato sapere, ad istituire una procedura di
consultazione su eventi già accaduti. Inoltre, la competenza del CAE è limitata a
due ambiti: 1) le «riorganizzazioni e fusioni di società che abbiano un impatto
transnazionale»; 2) le «riduzioni o chiusure di aziende che abbiano un’origine
transnazionale, strutturale o congiunturale». Inoltre su questi due unici ambiti di
competenza, il comitato europeo è consultato soltanto sulle «questioni
transnazionali verificatesi successivamente alla precedente riunione» annuale.
Benché la direttiva 2009/38 relativa ai comitati aziendali europei riservi ampio
spazio all’autonomia delle parti nell’elaborazione del contenuto dell’accordo,
l’azienda rischia, in caso di contenzioso, l’annullamento, da parte di giudici
nazionali, delle clausole contrarie alla lettera e allo spirito della direttiva. È
lecito infatti dubitare della validità della consultazione di un’istanza soltanto a
cose fatte. Ciò sarebbe probabilmente considerato un’evidente violazione
dell’effetto utile della direttiva.
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4. Studi e
rapporti
Curva dei salari minimi nel 2019 :
«I salari minimi sono aumentati in tutta Europa, ma sentiranno
la differenza i lavoratori con bassi livelli retributivi?». È questo l’interrogativo
che pone la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di
lavoro (Eurofund) in uno studio pubblicato il 4 giugno. Infatti, sebbene i salari
minimi siano aumentati in tutti gli Stati membri dell’UE rispetto al gennaio 2018,
con incrementi rilevanti in Lituania (+39%), Spagna (+22%), e Grecia (+10%), ma
anche nei nuovi Stati membri in cui i livelli retributivi sono inferiori, l’impatto
degli aumenti è spesso limitato a causa del tasso d’inflazione, delle modifiche
della fiscalità e del fatto che molti gruppi di lavoratori non hanno accesso a tali
minimi salariali. Il rapporto sarà senz’altro di grande utilità nelle discussioni
sull’instaurazione del salario minimo europeo. Esso evidenzia inoltre che dopo la
Germania nel 2015, altri paesi, quali l’Italia e Cipro, prevedono la creazione di un
salario minimo legale. Secondo gli autori «aumenti improvvisi ed elevati del salario
minimo possono riscuotere popolarità, ma non sono privi di rischi per l’occupazione
e il rispetto della legislazione sul salario minimo. Per questa ragione è importante
coinvolgere le parti sociali nel processo di creazione dei meccanismi e di
adeguamento dei livelli dei minimi salariali». >
Scarica la versione integrale del rapporto:
Minimum
wages in 2019 – Annual review.
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