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IR Notes 131 – Un Europarlamento molto verde e una Commissione sotto pressione

  IR Notes 131 – 4 Dicembre 2019
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Klara Rydström, Project manager di MENSEN – Forum för menstruation

L’associazione MENSEN ha appena portato a termine il primo programma pilota per spingere le aziende a tener conto dei problemi incontrati dalle donne lavoratrici durante il ciclo. Qual è il suo bilancio?
Il programma è nella fase conclusiva, ma siamo in discussione con la Swedish Gender Equality Agency per ottenere, da gennaio 2020, nuovi finanziamenti e continuare il lavoro.  È infatti in corso di sviluppo, da dicembre 2018, un programma che si prefigge lo scopo di adeguare l’ambiente di lavoro alle diverse esigenze connesse al ciclo mestruale, e per quanto possibile, farlo rientrare in una più ampia politica aziendale volta al miglioramento delle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori. La start-up Forza Football, 60 addetti, è stata la prima società ad ottenere la “Menstrual certification” rilasciata da MENSEN a seguito di un auditing interno. Non imponiamo misure specifiche; seguiamo un approccio olistico basato su interviste, incontri e attività formative rivolte a tutti i lavoratori, con l’obiettivo di giungere ad un piano confacente alle esigenze della società.  Lo scopo è che le donne possano sentirsi a loro agio al lavoro durante il ciclo mestruale, sentendosi libere di parlare liberamente delle loro difficoltà e adottare misure semplici, quali ad esempio un distributore di assorbenti in bagno, oppure il diritto ad applicare orari flessibili, poter arrivare più tardi al lavoro, andar via prima, o anche ritornare a casa quando il dolore è troppo forte, e lavorare da lì. Attualmente sono cinque le società interessate a questo approccio e sono in corso contatti con i sindacati per generare una presa di coscienza. Per le aziende il vantaggio è l’aumento della produttività, il miglioramento dell’immagine e dell’attrattività sul mercato del lavoro, in particolare nei confronti dei talenti che si mira ad attirare.
> Per saperne di più: www.mensen.se.

 
  Agenda

 


9-10 dicembre
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica Sociale.


11 dicembre
Bruxelles
Conferenza organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo, sul tema “La négociation collective dans un monde du travail en mutation” (La contrattazione collettiva in un mondo del lavoro in piena mutazione) in occasione della pubblicazione del nuovo rapporto dell’OCSE, Negotiating Our Way Up. Collective bargaining in a changing world of work. Con la partecipazione di Sandrine Cazes, Andrea Garnero e Chloé Touzet, in rappresentanza dell’OCSE, e gli interventi di Esther Lynch (CES), Jörg Tagger (DG Occupazione e Affari Sociali) e Torsten Müller (Etui).


13 dicembre
Parigi
Conferenza congiunta France Stratégie – OCSE dedicata alla presentazione delle principali conclusioni del nuovo rapporto dell’OCSE, Negotiating Our Way Up. Collective bargaining in a changing world of work, con la partecipazione di Sandrine Cazes e Andrea Garnero, economisti, Direzione Occupazione, Lavoro e Affari Sociali dell’OCSE (cfr. p. 1), e Frédéric Lerais, direttore dell’Ires.


17 gennaio
Parigi
“Grand débat” organizzato da Droit social, la rivista di riferimento sul diritto del lavoro, sul tema “Juges et accords collectifs de travail” (Giudici e contratti collettivi di lavoro). Una sezione sarà dedicata a “Comment font-ils ailleurs” (Cosa accade altrove?), con la partecipazione di François Biltgen (CGUE) e Achim Seifert (Università di Jena). Il “Dibattito” sarà moderato da Jean-Emmanuel Ray; è previsto l’intervento di Laurent Berger (CFDT), presidente della Confederazione Europea dei Sindacati.

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.


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La squadra: questo numero è stato redatto da Elma Paulauskaite e Frédéric Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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  IR Notes ha scelto…
Il lavoro di Jean-Emmanuel Ray, professore di diritto presso l’Université Paris I Sorbonne e l’Istituto di Scienze Politiche – Sciences Po…

… il quale propone un manuale di diritto del lavoro francese rivolto ai “non addetti”. Appena meno voluminosa del Codice del Lavoro, quest’opera di riferimento illustra il diritto del lavoro sul piano individuale e collettivo, rendendolo comprensibile ai profani. In questo senso è particolarmente raccomandata alle persone che non conoscono la cultura giuridica francese e si trovano ad affrontare questa materia sovente ingrata. L’opera tratta delle più recenti e numerose riforme del diritto del lavoro adottate in Francia, senza trascurare le tematiche di attualità, dalla qualifica del rapporto contrattuale dei lavoratori della new economy allo sciopero virtuale organizzato dai lavoratori di IBM in tutto il mondo tramite il loro alter ego cibernetico, l’avatar, manifestando sui diversi spazi digitali del gruppo.
>
Droit du travail, droit vivant 2020 (Diritto del lavoro, diritto vivo) 2020), Jean-Emmanuel Ray, Wolters Kluwer, 28a edizione, 806 pp., 42 euro.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoroper la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Un Europarlamento molto verde e una Commissione sotto pressione

Dopo il via libera ottenuto il 27 novembre dal Parlamento Europeo, la nuova Commissione Europea è ora al lavoro. Nel discorso d’apertura, la nuova Presidente, Ursula von der Leyen ha posto l’accento sulla sua grande priorità: il “Green Deal” europeo, che sarà illustrato entro i primi cento giorni del mandato.  «È la nostra nuova strategia di crescita» che ci consentirà di «ridurre le emissioni e creare occupazione». Voltando le spalle a qualsiasi idea di declino o sobrietà, ha sottolineato che «l’elemento centrale di questo sistema sarà una strategia industriale che consentirà alle nostre aziende di innovare e sviluppare nuove tecnologie creando al contempo nuovi mercati». Per Ursula von der Leyen «la transizione deve essere equa e inclusiva, altrimenti non avverrà». Verrà pertanto istituito un «meccanismo di transizione mirata e giusta», ancora da specificare e, soprattutto, da finanziare. Il “Green Deal” rappresenta una risposta all’Europarlamento che all’indomani dell’investitura della nuova Commissione aveva adottato due risoluzioni: la prima al fine di dichiarare lo «stato di emergenza climatico e ambientale»  e chiedere «un’azione immediata e ambiziosa», «accompagnata da forti misure sociali e di inclusione per assicurare una transizione giusta ed equa che consenta la creazione di posti di lavoro», garantendo «un elevato livello di protezione sociale e «l’accesso a posti di lavoro e formazione di buona qualità». La seconda, sulla COP25, in cui si sottolinea che «il rafforzamento delle partnership sociali (…) è essenziale per raggiungere la neutralità ambientale per tutti i settori della società in modo equo, inclusivo e socialmente sostenibile». L’Europarlamento sarà quindi in prima linea sulle questioni ambientali e sociali, il che promette di causare notevoli turbolenze con gli Stati membri non appena bisognerà finanziare le misure per una transizione giusta. In campo sociale, la nuova Commissione si è prefissata due priorità entro i primi cento giorni (cfr. programma della presidente : 1) presentare proposte volte «all’introduzione di misure vincolanti sulla trasparenza delle retribuzioni» al fine di ridurre le disparità retributive tra donne e uomini; 2) predisporre uno «strumento giuridico per garantire che ogni lavoratore dell’UE benefici di un salario minimo equo»  che consenta di «garantire un tenore di vita dignitoso».


1. Unione Europea
Legislazione


Attualità sociale

Giurisprudenza

Riporto delle ferie retribuite non godute : La Corte di Giustizia aveva già ha puntualizzato che quando un lavoratore si ammala durante le quattro settimane di ferie retribuite obbligatorie, previste dalla direttiva 2003/88 del 4 novembre 2003 concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, i giorni di ferie non goduti a causa della malattia debbano essere riportati perché il lavoratore possa beneficiare del proprio diritto fondamentale a quattro settimane di riposo e di svago. Che cosa accade invece quando il lavoratore gode di cinque, sei o sette settimane di ferie retribuite all’anno, per riconoscimento legislativo, o tramite accordo collettivo, e si ammala dopo la quarta settimana? Si applica la regola del riporto? La Corte di Giustizia risponde negativamente. Quando gli Stati concedono o consentono alle parti sociali di concedere diritti alle ferie annuali retribuite che superano la durata minima di quattro settimane «tali diritti o, ancora, le condizioni di un eventuale riporto di questi ultimi in caso di malattia intervenuta durante le ferie rientrano nell’esercizio della competenza conservata dagli Stati membri, senza essere disciplinati da tale direttiva né rientrare nell’ambito di applicazione di quest’ultima» (CGUE, 19 novembre 2019, causa C-609/17, TSN e AKT).



  • Chi è il “datore di lavoro” degli autotrasportatori? L’avvocato generale della CGUE ha emesso importanti conclusioni (che potrebbero essere accolte dalla Corte nella futura sentenza) riguardanti alcune imprese di autotrasporti olandesi le quali ricorrevano, in Olanda, a conducenti dipendenti di una società cipriota. Per quanto concerne l’applicazione della legislazione previdenziale e assicurativa, l’avvocato generale ritiene che si debba considerare “datore di lavoro” l’azienda olandese, e non la società cipriota che intratteneva con essi il rapporto contrattuale. Ne discende che gli autotrasportatori devono essere assoggettati al regime previdenziale e assicurativo olandese. Il magistrato ha ritenuto che non si trattasse di distacco, bensì di una costruzione puramente artificiosa rientrante nell’abuso di diritto (cfr. comunicato della Corte di Giustizia).


Dialogo sociale settoriale

2. Stati membri
Francia

Inquadramento delle piattaforme : La loi d’orientation des mobilités (legge in materia di orientamento sul lavoro mobile), adottata il 19 novembre scorso, ha introdotto misure volte a «regolamentare sul piano sociale» il settore delle piattaforme digitali (consegne in bicicletta, autotrasporto di passeggeri, etc.): 1) le piattaforme sono tenute a rispettare gli obblighi di trasparenza nei confronti dei propri collaboratori per quanto riguarda il servizio da prestare (distanza, prezzo minimo garantito al netto della commissione, diritto di rifiutare l’assegnazione, ecc.); 2) i lavoratori possono scegliere le fasce orarie per l’attività e l’inattività; possono disconnettersi durante la fascia oraria lavorativa senza che ciò possa rappresentare motivo di risoluzione del contratto da parte della piattaforma; 3) le piattaforme possono stipulare una “carta della responsabilità sociale” in cui siano fissati i loro diritti e obblighi nei confronti dei lavoratori; 4) ai lavoratori è riconosciuto il diritto alla formazione professionale; 5) il governo può definire, per decreto, le modalità di rappresentanza collettiva dei lavoratori autonomi delle piattaforme. Il giorno stesso in cui è stata adottata la legge, quindici piattaforme (Deliveroo, Uber Eats…) riunite hanno costituito l’Association des plateformes des indépendants (API – (Associazione delle piattaforme degli autonomi) adottando una Carta di impegni comuni.


Lituania

  • Salario minimo. Entrerà in vigore il 1° gennaio 2020 l’aumento del salario minimo da 555 a 607 euro deciso dal governo, che ha anche innalzato la base retributiva che determina la tassazione della diaria applicabile alle trasferte.

> Si veda anche: la sentenza di un Employment tribunal del Regno Unito che per la prima volta applica le tutele riconosciute ai lavoratori in caso di trasferimenti d’azienda ai “workers”, e non più soltanto agli “employees”, dipendenti con contratto (cfr. nota dello studio legale Lewis Silkin).


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Digitalizzazione : È stata sottoscritta il 28 novembre scorso dal gruppo francese Engie (160.000 addetti), specializzato nella fornitura d’energia e nei servizi, e dal comitato aziendale europeo, una dichiarazione comune sulle sfide del digitale. La dichiarazione, a firma della direttrice generale del gruppo, Isabelle Kocher, e del segretario del comitato, Robert Textoris (CGT) (cfr. foto), è scaturita da un gruppo di lavoro costituito in seno al CAE. Tutte le entità del gruppo, in collaborazione con le loro istanze rappresentative del personale, esaminano «sistematicamente, e con il maggiore anticipo possibile», gli impatti connessi all’evoluzione delle modalità lavorative consentite dagli strumenti digitali, «allo scopo di individuare le misure di accompagnamento più idonee» ed «evitare qualsiasi deterioramento delle condizioni di lavoro e delle garanzie collettive». I firmatari si impegnano inoltre a richiedere l’avvio di un negoziato nel corso del secondo semestre del 2020 con le Federazioni Sindacali Europee mirato alla conclusione di un accordo quadro europeo in materia.



  • Ristrutturazioni. Il management del gruppo siderurgico Tata Steel ha annunciato lo scorso 18 novembre, il taglio di 3.000 posti di lavoro in Europa. Lo stesso giorno si è tenuto un primo incontro tra la direzione centrale e il CAE per affrontare questa tematica. Il CAE ha poi pubblicato una dichiarazione in cui espone la propria posizione sul processo di consultazione.


Accordi transnazionali

Diritti fondamentali : Il gruppo spagnolo specializzato nella costruzione di pale eoliche, Siemens Gamesa (23.000 addetti) e la federazione sindacale internazionale IndustriAll Global Union hanno rinnovato il 25 novembre l’accordo quadro mondiale sottoscritto nel 2015. Secondo IndustriAll, questo testo contiene miglioramenti significativi rispetto all’accordo iniziale (cfr. comunicato).


4. Studi e rapporti

Il futuro del lavoro : A proposito di polarizzazione del mercato del lavoro, il rapporto pubblicato dal MIT nell’ambito del progetto multidisciplinare “MIT work for the future“, sostiene che «i paesi che investono nell’istruzione e nella formazione in modo mirato e lungimirante saranno probabilmente in grado di offrire posti di lavoro, reddito e stabilità lavorativa alla stragrande maggioranza dei loro lavoratori – e non solo a quelli con una formazione elitaria». Gli autori criticano il modello in cui vince il primato degli azionisti e, contemporaneamente, i sindacati si atrofizzano, e in cui «nel corso degli ultimi quarant’anni i lavoratori con qualifiche elementari non hanno globalmente beneficiato dell’aumento della produttività».  Secondo l’opinione degli autori, «l’adozione da parte degli Stati Uniti di un capitalismo azionario puro, e come unico modello, deve essere ripensata. «Sebbene probabilmente non esista un modello ottimale per la rappresentanza dei lavoratori, due punti sembrano chiari: 1) che la semplice efficienza economica evidenzia come sia necessario che i lavoratori debbano pesare come stakeholder nelle aziende che li occupano, altrimenti, quale che siano le decisioni adottate, non si riuscirà comunque a internalizzare i costi reali connessi alla perdita di posti di lavoro, non solo per i lavoratori, ma anche per la società nel suo complesso»; 2) facendo riferimento al modello tedesco e pur non essendo in grado di determinare «esattamente quali regole debbano governare la rappresentanza dei lavoratori negli Stati Uniti», gli autori sono «certi che il modello pressoché “privo di voce” che il paese ha adottato negli ultimi quarant’anni è squilibrato».


> Si veda anche: il rapporto sul dialogo sociale nel settore dei servizi sociali in cinque paesi (Bulgaria, Cipro, Lituania, Malta e Romania) realizzato per conto del CEEP, l’organizzazione imprenditoriale europea, da WPM Consult e, per la Lituania, dalla nostra corrispondente, Elma Paulauskaite (cfr. sintesi).

 

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Introduzione

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Pubblicata in 6 lingue e disponibile su abbonamento, questa newsletter offre un accesso a informazioni concise, mirate e pratiche sui grandi temi dell'Europa sociale e del dialogo sociale transnazionale.

Insieme ai nostri esperti e corrispondenti nazionali, adottiamo un approccio dinamico, pratico e utile al monitoraggio del panorama sociale europeo.

Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

  • Un'intervista a un professionista del settore delle relazioni industriali, che offre una prospettiva unica su una questione sociale di attualità, su un accordo o su un esempio di buone pratiche.
  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
  • Infine, "IR Notes" ti tiene informato sui principali studi e ricerche condotti sul mondo del lavoro.

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