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IR Notes 132 – Verso un’Unione Europea ambientalista?

  IR Notes 132 – 18 Dicembre 2019
www.irshare.eu
 
 
 

*** IR Share porge a tutti i suoi lettori i migliori auguri di buone feste.  Dopo una breve pausa invernale, ci rivedremo il 15 gennaio 2019 con l’IR Notes 133***

 
  Una domanda a…
Sonia Cattaneo (CISL), segretaria del comitato aziendale europeo di Air Liquide

Quali sono le azioni condotte dal comitato aziendale europeo nell’ambito del riorganizzazione che ha interessato 500 lavoratori dei servizi finanziari (85 esuberi) a seguito della creazione di un centro di servizi condivisi a Lisbona?
Nel corso dell’intero processo d’informazione e consultazione abbiamo sempre cercato di rimanere in contatto con i lavoratori e le loro istanze rappresentative a livello locale, almeno nei paesi maggiormente colpiti, tenendoli informati regolarmente delle discussioni in corso, tramite informative scritte nella loro lingua madre. Non è un compito facile, soprattutto quando esistono diverse organizzazioni sindacali a livello locale. Ci siamo però riusciti, e bene, seppur con qualche piccola differenza locale.  Le decisioni del comitato aziendale europeo sono state adottate tutte all’unanimità dei membri dei sindacati rappresentati. Da parte nostra, avevamo anche formulato una controproposta migliorativa del progetto, richiedendo maggiormente tempo per l’implementazione. La proposta è stata respinta dall’azienda che ha confermato la propria volontà di portare a termine la riorganizzazione entro la fine del 2019. Il CAE ha emesso un parere negativo durante la plenaria del CAE (cfr. IR Notes 122) siamo però riusciti ad ottenere l’impegno da parte del management di  adottare ammortizzatori sociali. Abbiamo concordato un certo numero di principi da rispettare negli undici paesi interessati dalla riorganizzazione: innanzitutto, in via prioritaria, il ricollocamento dei lavoratori, poi ammortizzatori sociali (riqualificazione, outplacement, ecc.) a favore di coloro che lasceranno il gruppo, anche se l’intervento economico non sarà uguale per tutti. Siamo riusciti ad ottenere che ai lavoratori dei paesi interessati dalla riorganizzazione che accetteranno di trasferirsi in Portogallo saranno riconosciute condizioni identiche. Infine, abbiamo concordato di costituire un comitato di monitoraggio che dovrà riunirsi mensilmente per seguire l’attuazione del progetto. Esso terrà le due ultime riunioni a gennaio e marzo 2020, al termine del processo. Inoltre, a novembre scorso, come comitato ristretto del CAE, abbiamo potuto visitare la nuova piattaforma di servizi condivisi, dove lavorano già un centinaio di persone, discutere con l’azienda delle prime tappe delle nuove attività, e incontrare alcuni lavoratori.


Ora è nostra intenzione andare oltre, in vista di eventuali riorganizzazioni future che potrebbero interessare altri rami. In questo senso, vorremmo condurre il management a sedersi al tavolo per discutere un accordo europeo sugli ammortizzatori sociali. Giacché sempre più decisioni vengono adottate a livello di gruppo, mi sembra più che mai necessario discutere e negoziare una sorta di accordo “quadro” a questo livello. Non ci può più limitare a discuterne a livello nazionale. Quando è necessario gestire processi di riorganizzazione a livello transnazionale occorrono maggiori sinergie e una cooperazione sindacale più ampia e di migliore qualità tra i livelli nazionale e sovrannazionale.

 
  Agenda

 


17 gennaio
Parigi
“Grand débat” organizzato da Droit social, la rivista di riferimento sul diritto del lavoro, sul tema “Juges et accords collectifs de travail” (Giudici e contratti collettivi di lavoro). Una sezione sarà dedicata a “Comment font-ils ailleurs” (Cosa accade altrove?), con la partecipazione di François Biltgen (CGUE) e Achim Seifert (Università di Jena). Il “Dibattito” sarà moderato da Jean-Emmanuel Ray; è previsto l’intervento di Laurent Berger (CFDT), presidente della Confederazione Europea dei Sindacati.


23 gennaio
Dublino
Conferenza organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo e l’Irish National Worker Directors Group, sul tema “Reviving Economic Democracy in Ireland after the Crisis” (Rilanciare la democrazia economica in Irlanda dopo la crisi), con Aline Hoffmann (Etui) e Patricia King (Ictu).


27-28 gennaio
Amburgo

12° seminario annuale dell’EWC Academy destinato ai CAE e ai comitati di società europee. Informazioni e modulo d’iscrizione.


28 gennaio
Bruxelles
Conferenza organizzata da Eurofound, ACC e SMEunited dedicata ai cambiamenti nel mondo del lavoro autonomo (“The changing environment of the self-employed“).


12 marzo
Parigi
Conferenza europea organizzata da Eurogip su “Prévenir les risques professionnels dans le secteur des soins aux personnes âgées dépendantes” (Prevenire i rischi professionali nel settore della presa in carico della perdita di autonomia delle persone anziane).


19-20 marzo
Treviri
Conferenza annuale 2020 sul diritto del lavoro europeo, organizzata dall’Accademia di Diritto europeo (ERA – European Right Academy).


19-20 marzo
Zagabria
Conferenza organizzata dalle parti sociali europee del settore delle sul tema “Il lavoro non dichiarato nell’edilizia“. (EN)

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.


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La squadra: questo numero è stato redatto da Frédéric Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoroper la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Verso un’Unione Europea ambientalista?

I cambiamenti climatici sono oramai una realtà per l’Unione Europea. I capi di stato e di governo riuniti l’11 e il 12 dicembre hanno adottato delle conclusioni che confermano l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Soltanto la Polonia, altamente dipendente dal carbone, non ha firmato l’accordo. Pur ritenendo che «la transizione verso la neutralità̀ climatica offrirà opportunità significative», in particolare un potenziale di crescita economica, «di nuovi modelli di business» o di creazione di nuova occupazione, il Consiglio riconosce la necessità di «predisporre un quadro favorevole […] per assicurare una transizione […] socialmente equilibrata ed equa (…)». A tal fine, il Consiglio approva la creazione imminente di un “meccanismo per una transizione giusta” a favore delle «regioni e (de)i settori maggiormente colpiti dalla transizione che beneficeranno di un sostegno su misura», con una dotazione di cento miliardi di euro. Il Consiglio fa pertanto propri gli obiettivi ambiziosi fissati dalla Commissione Europea nella comunicazione sul Green Deal europeo che illustra in modo preciso ed esauriente come intende implementare questo vasto progetto. La Commissione proporrà pertanto entro marzo 2020 la “prima legge europea sul clima” affinché «l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 (sia) sancito per legge». Nel marzo 2020, la Commissione adotterà «una strategia industriale dell’UE per affrontare la duplice sfida della trasformazione verde e digitale», presentando «un nuovo piano d’azione per l’economia circolare» con «misure volte a incoraggiare le imprese a offrire, e a consentire ai consumatori di scegliere, prodotti riutilizzabili, durevoli e riparabili». La Commissione evidenzia che «Il pilastro europeo dei diritti sociali guiderà gli interventi per garantire che nessuno sia escluso da questo processo». L’accordo è stato accolto alquanto favorevolmente dalle ONG e dalle parti sociali europee. La Confederazione Europea dei Sindacati che dal canto suo rivendica «misure volte ad assicurare una transizione socialmente giusta per tutti i lavoratori verso un’economia verde» ha l’impressione che la Commissione «ne abbia tenuto conto» (cfr. comunicato). Sul fronte imprenditoriale, BusinessEurope evidenzia come «sia essenziale collegare il Green Deal  a una strategia industriale forte che mobiliti le centinaia di miliardi di euro di investimenti necessari» (v. comunicato). A fronte di ambizioni così elevate e agli sconvolgimenti annunciati, il vero nodo è quello del finanziamento. Le discussioni tra i governi per l’adozione del prossimo quadro finanziario dell’Unione per il 2021-2027 lasciano intravvedere quale sia la difficoltà: come assicurare i livelli d’investimento richiesti e nello stesso tempo garantire che nessuno ne sia escluso, quando poi ci si accontenta di impegnare l’1,06 % del reddito nazionale lordo europeo (1.080 miliardi di euro), con l’unica conseguenza prevedibile di sottrarre risorse ad alcuni fondi europei per poterne concedere ad altri? Se tale dovesse essere la scelta che si profila, l’accompagnamento della transizione sarà necessariamente insufficiente, col rischio di allontanare i cittadini e i lavoratori da questa pur necessaria transizione.


1. Unione Europea
Legislazione

Mobilità transfrontaliera delle aziende : È stata pubblicata sulla gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva 2019/2121 del 27 novembre 2019 che modifica la direttiva 2017/1132 per quanto riguarda le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere. La direttiva prevede che la società che effettua l’operazione rediga una relazione al fine di «informare i (propri) dipendenti […]». La relazione deve «illustrare e motivare gli aspetti giuridici ed economici della trasformazione transfrontaliera proposta e le sue implicazioni per i dipendenti». È previsto che i lavoratori o i loro rappresentanti possano esprimere il loro parere sulla relazione. Il considerando 13 puntualizza che nella relazione deve essere illustrata «in particolare, l’eventualità̀ di cambiamenti sostanziali delle condizioni d’impiego previste dalla legge, dei contratti collettivi e degli accordi aziendali transnazionali e dell’ubicazione dei luoghi di attività̀ delle società, come l’ubicazione della sede amministrativa». Nel considerando 29, si afferma che «per effettuare un’analisi della relazione destinata ai dipendenti, la società̀ che effettua l’operazione transfrontaliera dovrebbe fornire ai rappresentanti dei lavoratori le risorse necessarie per consentire loro di esercitare in modo adeguato i diritti derivanti dalla presente direttiva». La direttiva prevede inoltre che un’operazione di trasformazione transfrontaliera non debba recare «indebito pregiudizio alla partecipazione dei lavoratori», proprio al fine di evitare che venga aggirato il diritto dei lavoratori a detta partecipazione. Inoltre «è opportuno, se la società che effettua l’operazione è gestita in regime di partecipazione dei lavoratori, imporre alla o alle società derivanti dall’operazione transfrontaliera di assumere una forma giuridica che renda possibile l’esercizio di tali diritti di partecipazione, anche in termini di presenza dei rappresentanti dei lavoratori nei pertinenti organi di direzione o di vigilanza della o delle società» stesse. La direttiva propone inoltre meccanismi per negoziare la partecipazione dei lavoratori, e puntualizza i casi in cui l’azienda ha la facoltà di non conservare una forma di partecipazione.


Attualità sociale

Il Consiglio indica la road map alla Commissione : In occasione della riunione del Consiglio tenutasi il 9 e 10 dicembre, i ministri dell’occupazione e degli affari sociali hanno adottato diversi testi in cui sono illustrate alcune nuove iniziative:



  • Mercato del lavoro inclusivo. Il Consiglio ha adottato le conclusioni sul tema mercati del lavoro inclusivi, in cui sottolinea il valore economico di poter proporre migliori possibilità di occupazione alle persone in condizione di vulnerabilità̀.

  • Parità di genere. Sono state altresì adottate delle conclusioni sulla Parità di genere nelle economie dell’UE, in cui il Consiglio chiede alla Commissione «di inserire esplicitamente la parità̀ di genere come priorità politica nel suo attuale mandato» e adottare «una comunicazione che definisca una strategia indipendente ad alto livello dell’UE in materia di parità di genere per il periodo successivo al 2019» (cfr. comunicato del Consiglio).

  • Salute e sicurezza sul lavoro. Nelle conclusioni “Un nuovo quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, il Consiglio invita la Commissione a: 1) aggiornare la legislazione in vigore in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare la Direttiva relativa ai luoghi di lavoro (89/654) e la Direttiva relativa alle attrezzature munite di videoterminali (90/270), oramai superate; 2) pubblicare una comunicazione sui fattori di rischio psicosociali; 3) proporre una strategia sulla salute mentale; 4) fornire materiale di orientamento in materia di ergonomia riguardo alle MMS; 5) includere approcci “Vision Zero” in materia di salute riguardanti gli infortuni mortali e le malattie professionali con esito mortale; 6) proporre ulteriori valori limite vincolanti per gli agenti cancerogeni prioritari e altre sostanze pericolose; 7) aggiornare, se necessario, i valori limite esistenti, tra cui, ove pertinente, i valori limite biologici. Il documento delude ampiamente le aspettative della Confederazione Europea dei Sindacati, che aveva adottato in materia una posizione nell’ottobre scorso richiedendo azioni precise e una nuova legislazione, in particolare per i rischi psicosociali.
    >
    Cfr. anche : sintesi e interventi in occasione del dibattito organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo sul “Futuro della salute sui luoghi di lavoro” in Europa.


  • Direttive in materia di informazione e consultazione e comitati aziendali europei. In una nota della presidenza finlandese dell’UE su “Il futuro dell’acquis sociale dell’UE in materia di occupazione e relazioni industriali“, presentata nel quadro di un dibattito d’orientamento in occasione di una riunione del Consiglio si precisa che «il dialogo sociale svolge un ruolo importante nell’aiutare sia le imprese che i loro dipendenti ad adattarsi all’evoluzione del mercato del lavoro ed è quindi un fattore di successo nell’attuazione dell’acquis sociale». Il documento rileva altresì che devono essere risolti i «problemi connessi individuati dalla Commissione, che riguardano l’informazione e consultazione dei lavoratori e i comitati aziendali europei».


Giurisprudenza

  • Indebito impiego di autotrasportatori : L’avvocato generale della CGUE ha emesso importanti conclusioni riguardanti alcune imprese di autotrasporti olandesi le quali impiegavano come conducenti i dipendenti di una società cipriota. Il magistrato rileva che il vincolo contrattuale, ai sensi del quale l’azienda cipriota sarebbe formalmente il datore di lavoro degli autotrasportatori, ha valore meramente indicativo; pertanto, appare legittimo rimettere in discussione la qualità di “datore di lavoro” da essa fatta valere. Tali conclusioni sono state accolte con grande favore dalla FETBB, la federazione sindacale europea delle costruzioni (cfr. comunicato).

Dialogo sociale interprofessionale

Salario minimo europeo : Il nuovo commissario per l’Occupazione e gli Affari sociali Nicolas Schmit ha annunciato in occasione del Consiglio del 10 dicembre che la Commissione invierà alle parti sociali europee un documento di consultazione il prossimo 14 gennaio relativo all’istituzione di un salario minimo europeo sulla base giuridica dell’articolo 153 del TFUE che consente alla Commissione di avviare iniziative legislative volte al miglioramento delle condizioni di lavoro. Lo stesso giorno presenterà una comunicazione sulle iniziative della Commissione in materia di politiche sociali.


Dialogo sociale transnazionale

  • Dialogo sotto l’egida dell’OCSE : Il management del gruppo Deutsche Post DHL e i rappresentanti delle due federazioni sindacali internazionali ITF e UNI Global Union hanno sottoscritto il 25 novembre scorso un nuovo protocollo al fine collocare il proseguimento del dialogo sociale sotto l’egida del punto di contatto nazionale che si occupa della diffusione e del rispetto delle Linee Guida dell’OCSE nelle imprese multinazionali   (cfr. comunicati ITF, UNI Global Union).

2. Stati membri
Francia

Responsabilità sociale : Il Gruppo Rocher (25.000 addetti), proprietario del marchio cosmetico Yves Rocher, ha annunciato l’adozione dello status di “entreprise à mission”, una sorta di società benefit di diritto francese. Questo nuovo status, introdotto in Francia dalla legge  2019-486 del 22 maggio 2019 (articolo 176), prevede, oltre allo scopo di lucro, una finalità d’ordine sociale o ambientale. Il Gruppo Rocher si è prefissata la mission di «riconnettere le persone alla natura» a favore del benessere dei clienti  e del pianeta.


> Per maggiori informazioni si veda l’ultima newsletter “Collective bargaining” dell’Istituto Sindacale Europeo e l’ultimo “Flash Report on Labour Law” realizzato per la Commissione Europea.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Ristrutturazioni : Il comitato ristretto del CAE del gruppo bancario italiano Unicredit ha adottato il 3 dicembre scorso una dichiarazione a seguito di una riunione in cui il l’azienda aveva annunciato un nuovo piano strategico che prevede il taglio di 8.000 posti di lavoro. Il comitato aziendale europeo ha ribadito la necessità di «attuare un pieno dialogo sociale attraverso le fasi di informazione e consultazione previste dalla Direttiva UE».



Perdita di fiducia : Il comitato aziendale europeo del gruppo Michelin (125.000 addetti), riunitosi nei giorni 18-21 novembre, ha espresso preoccupazione sull’efficienza della logistica richiedendo al management «di migliorare il dialogo sociale e di garantire più regolarmente la trasparenza al fine di essere ancora più presente nelle strategie e non limitarsi al ruolo di semplice ascolto» (cfr. comunicato).
>
ll gruppo ha appena concluso con IndustriAll Global Union il negoziato relativo all’istituzione di un comitato aziendale mondiale.
>
Leggere anche la dichiarazione di un membro tedesco del comitato aziendale europeo riguardo alla rottura degli impegni da parte di Michelin in seguito all’annuncio della chiusura del sito di Bamberg (Germania).


Dialogo sociale transnazionale

Dialogo sotto l’egida dell’OCSE : Il management del gruppo Deutsche Post DHL e i rappresentanti delle due federazioni sindacali internazionali ITF e UNI Global Union hanno sottoscritto il 25 novembre scorso un nuovo protocollo al fine collocare il proseguimento del dialogo sociale sotto l’egida del punto di contatto nazionale che si occupa della diffusione e del rispetto delle Linee Guida dell’OCSE nelle imprese multinazionali (cfr. comunicati ITF, UNI Global Union).


Responsabilità sociale

Congedo di paternità : Il gruppo assicurativo Zurich estenderà dal 1° gennaio il congedo paternità senza riduzione della retribuzione a tutti i suoi collaboratori in Svizzera (5.100 addetti) dalle tre settimane attuali a sei, per arrivare fino a sedici se il padre (o il coniuge dello stesso sesso) intende prendersi cura del bambino in via prioritaria (cfr. comunicato).

 

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Insieme ai nostri esperti e corrispondenti nazionali, adottiamo un approccio dinamico, pratico e utile al monitoraggio del panorama sociale europeo.

Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

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  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
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