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IR Notes 135 – Alcuni studi per contribuire alla riflessione sul salario minimo europeo

  IR Notes 135 – 12 febbraio 2020
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Janet Williamson, Senior Policy Officer, Dipartimento per i diritti, internazionale, sociale ed economico, TUC

Quali saranno le conseguenze immediate della Brexit per i CAE istituiti secondo il diritto britannico e per i membri dei CAE britannici?
Il Regno Unito ha lasciato l’UE, ma fino al termine del 2020 ci troveremo in un “periodo transitorio”, in cui continuerà ad applicarsi tutto il complesso di legislazione e di norme britanniche ed europee attualmente vigenti. Ciò significa che, in teoria, non vi sarà alcun cambiamento immediato in relazione ai CAE, giacché per il momento il Regno Unito rimarrà nel campo di applicazione delle norme del TFUE che regolano l’istituzione e il funzionamento dei CAE. Ciò che accadrà alla fine del periodo transitorio dipenderà dall’esito del negoziato condotto tra l’UE e il Regno Unito e che dovrà disciplinare le loro future relazioni.
Alla fine del periodo transitorio, e salvo diverso accordo, le norme UE sui CAE non si applicheranno più al Regno Unito. Ciò significa che i lavoratori britannici non sanno più conteggiati nelle soglie di organico previste a carico delle aziende per l’obbligo di istituzione dei CAE e che i lavoratori britannici non avranno più il diritto di diventare rappresentanti in seno agli stessi CAE. Ciò significa anche che i CAE non potranno più avere sede nel Regno Unito o operare secondo il diritto britannico. Molte aziende hanno già anticipato questo scenario trasferendo la sede del CAE in Irlanda.
Di fatto, però, i CAE potrebbero ancora includere i lavoratori britannici su base volontaria. Sono infatti sempre esistiti accordi contenenti disposizioni specifiche sulla rappresentanza dei paesi extra-UE, ed altri CAE hanno recentemente modificato i loro regolamenti in modo da mantenere la copertura e la partecipazione dei lavoratori britannici nel CAE di appartenenza. Il TUC, la CES e le federazioni sindacali internazionali chiedono che i CAE modifichino le loro regole in modo che i lavoratori del Regno Unito continuino a rientrare nel campo di applicazione dei loro accordi.
Un periodo transitorio che si concluda con un “no-deal” sarebbe lo scenario peggiore. Nella bozza di posizione negoziale recentemente pubblicata dall’UE, relativa all’accordo commerciale con il Regno Unito, si richiedevano standard comuni sia in materia di “diritti di informazione e consultazione a livello aziendale”, che di tutela del dialogo sociale tra lavoratori e aziende. Sul fronte sindacale, il TUC e la CES richiedono un accordo che tuteli gli standard occupazionali esistenti e i diritti al dialogo sociale, compresa la partecipazione ai CAE, nonché il futuro allineamento dei diritti. Noi continueremo a lottare per raggiungere questi obiettivi nei mesi a venire.

 
  Agenda

 


18 febbraio
Bruxelles

Forum mensile dell’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) “Cosa sappiamo del lavoro digitale? Dibattito sui risultati dell’indagine ETUI sul lavoro su internet e sulle piattaforme”, con la partecipazione di Agnieszka Piasna e Jan Drahokoupil  (Etui), e Irene Mandl (Eurofound).


18 febbraio
Parigi

Seminario informativo sull’iniziativa dei cittadini europei organizzato dal Comitato economico e sociale europeo e dal Consiglio economico, sociale e ambientale.


5 marzo
Lovanio

Seminario organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) e l’Università Cattolica di Lovanio (UCLouvain) sul tema:  “Distacco dei lavoratori: a che punto siamo oggi e dove stiamo andando?”.


12 marzo
Parigi
Conferenza europea organizzata da Eurogip su “Prévenir les risques professionnels dans le secteur des soins aux personnes âgées dépendantes” (Prevenire i rischi professionali nel settore della presa in carico della perdita di autonomia delle persone anziane).


19-20 marzo
Treviri
Conferenza annuale 2020 sul diritto del lavoro europeo, organizzata dall’Accademia di Diritto europeo (ERA – European Right Academy).


19-20 marzo
Zagabria
Conferenza organizzata dalle parti sociali europee del settore delle sul tema “Il lavoro non dichiarato nell’edilizia“.


24-26 giugno
Bruxelles

Conferenza ETUI e CES: Verso un nuovo contratto socio-ecologico.

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.


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La squadra: questo numero è stato redatto da Francisco Gomez Abelleira, Sylvain Nadalet e Frédéric Turlan.
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IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoroper la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Alcuni studi per contribuire alla riflessione sul salario minimo europeo

Mentre la Commissione europea ha avviato circa un mese fa la prima fase di consultazione delle parti sociali europee sui salari minimi equi nell’Unione, diverse pubblicazioni hanno fatto luce su questo tema. Eurostat ha aggiornato le sue statistiche annuali sui salari minimi nel 2020, evidenziandone le disparità nell’UE : ad esempio, tra il salario minimo più basso (Bulgaria, 312 euro) e il più alto (Lussemburgo, 2142 euro), il divario oscilla tra uno e sette. Quando poi si tiene conto della parità del potere d’acquisto, esso si riduce da uno a tre. Di particolare interesse è una tabella che mostra il livello del salario minimo in ogni paese riferito al salario mediano lordo nazionale a tempo pieno. Secondo quanto suggerito dalla Commissione, il salario minimo dovrebbe rappresentare il 60% del salario mediano, un livello che corrisponde alla soglia di povertà. Dei diciannove paesi di cui si dispongono dati sui salari minimi, soltanto tre superano questa soglia (Slovenia, Francia, Portogallo). Ciò significa che l’obiettivo sarà molto impegnativo per la maggior parte degli Stati membri, in particolare per i cinque paesi in cui il salario minimo rappresenta tra il 40% e il 50% del salario mediano. Da parte sua, l’Istituto Sindacale Europeo ha pubblicato un documento di lavoro “The European minimum wage on the doorstep” in cui sostiene un approccio pragmatico riguardo alla soglia del 60%. Occorrerebbe testare questa formula in ogni paese, ad esempio, sulla base di un paniere specifico di beni e servizi definito con le parti sociali, per verificare che un salario minimo pari al 60% del salario mediano nazionale consenta realmente di garantire un tenore di vita dignitoso. La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), che pubblicherà una relazione completa il 20 maggio prossimo (Minimum wages in 2020: Annual review), ne ha già reso noti alcuni elementi nel suo blog. L’autore ricorda in particolare due conclusioni di ricerche precedenti: 1) i salari minimi non avranno probabilmente un impatto significativo sull’occupazione (almeno non in modo sostanziale nel complesso); 2) è provato che essi tendono ad avere un impatto più limitato sulla lotta contro la povertà dei lavoratori. Infine, va ricordato anche uno studio, questa volta americano, pubblicato il 7 gennaio nel Journal of Epidemiology and Community Health, dal quale emerge che gli aumenti del salario minimo sembrano ridurre il tasso di suicidio tra le persone con diploma di scuola superiore o con un’istruzione scolastica di livello inferiore.


1. Unione Europea
Attualità sociale

Programma di lavoro 2020 : La Commissione Europea ha adottato, il 29 gennaio scorso, il suo programma di lavoro che definisce le azioni da intraprendere nel 2020 tra quelle già menzionate nella sua comunicazione “Un’Europa sociale forte per transizioni giuste” (cfr. IR Notes 133). Quest’anno la Commissione presenterà diverse “strategie”, ovvero pacchetti di misure che combinano strumenti non vincolanti e finanziamenti europei, a favore della parità di genere, del rafforzamento delle capacità dei lavoratori, dell’alfabetizzazione digitale e delle persone LGBTI. Il programma contiene pochi testi vincolanti in campo sociale, a parte uno strumento volto a stabilire un salario minimo europeo e misure per obbligare le aziende a garantire una maggiore trasparenza salariale nel settore delle retribuzioni tra donne e uomini (cfr. comunicato stampa). Il programma può anche essere letto sulla base di quello che non contiene: nulla sulla nuova strategia in materia di salute e sicurezza sul lavoro, né sull’informazione e la consultazione dei lavoratori, né sul dovere di diligenza delle imprese multinazionali, aspetto di cui si rammarica la Confederazione Europea dei Sindacati (v. comunicato stampa). Inoltre, è stato rinviato al 2021 tutto il pacchetto relativo al miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori della gig-economy per lasciare il tempo necessario di procedere ad una concertazione durante quest’anno.



  • Salario minimo. Reagendo alla prima fase di consultazione delle parti sociali europee riguardo ai salari minimi equi, avviata dalla Commissione Europea il 14 gennaio scorso (cfr. IR Notes 133), l’organizzazione imprenditoriale BusinessEurope si è dichiarata «fortemente opposta a una legislazione europea in materia di salario minimo» (cfr. comunicato stampa).

  • Divario retributivo di genere. In una risoluzione adottata a larghissima maggioranza il 30 gennaio scorso relativa al divario retributivo tra donne e uomini, gli eurodeputati hanno rivendicato una strategia ambiziosa che preveda misure vincolanti volte a ridurre tale divario e auspicato «il ripristino, la promozione e la difesa della contrattazione collettiva» (cfr. comunicato), insieme a «rigorose politiche coercitive». Gli eurodeputati segnalano in tal modo agli Stati membri che si troveranno di fronte ad un Parlamento unito e determinato a compiere progressi sulla questione della parità retributiva.


Trasporti pubblici urbani

Transports publics urbains : Le parti sociali europee del settore dei trasporti pubblici urbani (UITP e ETF), hanno rinnovato il 29 gennaio scorso le loro raccomandazioni congiunte in materia di lotta contro la violenza e l’insicurezza (cfr. comunicato di ETF). Si tratta di un impegno assunto da ambo le parti ad applicare le raccomandazioni che figurano nei testi esistenti: 1) l’Accordo quadro europeo in materia di molestie e violenza nei luoghi di lavoro del 2007; 2) le dichiarazioni congiunte adottate dalle organizzazioni omologhe a livello internazionale (UITP e ITF) riguardanti le Raccomandazioni in materia di lotta contro la violenza e l’insicurezza nei trasporti pubblici urbani del 2015, un testo che «modernizza e concretizza» le Raccomandazioni congiunte sull’insicurezza e la sensazione d’insicurezza adottate dall’UITP e dall’ETF nel 2003. Violenza, aggressioni e altre forme di «comportamento antisociale sul lavoro» scoraggiano «l’arrivo di nuovi lavoratori, in particolare le donne, già sottorappresentate nel settore dei trasporti», e dissuadono «le persone dall’utilizzare il trasporto pubblico urbano», nonostante che il suo sviluppo sia fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici. Le parti sociali richiedono l’attuazione di questi testi attraverso workshop e conferenze, nonché il monitoraggio della loro applicazione a livello nazionale. Queste raccomandazioni possono anche ispirare direttamente il dialogo sociale all’interno delle aziende interessate da tali fenomeni, ivi compreso in settori diversi dal trasporto urbano.


Giurisprudenza

  • Ferie pagate : Un lavoratore ha diritto alle ferie annuali retribuite in relazione al periodo compreso tra la data del licenziamento e quella della reintegrazione nel posto di lavoro qualora sia accertato che siffatto lavoratore è stato illegittimamente licenziato da detto impiego? A questa domanda ha risposto l’avvocato generale della Corte di Giustizia. Nelle sue conclusioni, generalmente riprese dalla Corte di Giustizia, l’avvocato generale ha evidenziato che il lavoratore, per ragioni indipendenti dalla propria volontà, non è stato in condizione di esercitare il suo diritto alle ferie annuali retribuite prima della cessazione del rapporto di lavoro. Questi ha quindi diritto ad un’indennità finanziaria calcolata in modo da porlo in una situazione analoga a quella in cui si sarebbe trovato se avesse esercitato tale diritto nel corso del rapporto di lavoro (CGUE, concl. 29 gennaio 2020, causa C-762/18 C-37/ 19).

2. Stati membri
Belgio

  • Salute sul lavoro : È stato pubblicato il regio decreto del 12 gennaio 2020 che modifica l’elenco delle soglie massime di esposizione agli agenti chimici  (cfr. comunicato). Recependo la direttiva 2017/2398 del 12 dicembre 2017, il testo aggiunge a questo elenco i «lavori che comportano un’esposizione a polveri di silice cristallina respirabile derivante da processi di lavorazione». Come puntualizzato dal Ministero del Lavoro, questo tipo di sostanza viene pertanto «inequivocabilmente definita come cancerogena».

Spagna

  • Riforma del diritto del lavoro : Il nuovo governo ha avviato un dialogo con le parti sociali al fine di ridiscutere la riforma del lavoro adottata nel 2012 (cfr. le grandi linee della riforma del 2012 sul sito Reformwatch dell’Istituto Sindacale Europeo). I principali argomenti in discussione sono: 1) la preminenza degli accordi aziendali rispetto ai contratti collettivi di settore; 2) la proroga dei contratti collettivi oltre la scadenza; 3) il ricorso al subappalto e al lavoro a tempo determinato; 4) la modifica delle condizioni di lavoro; 5) i licenziamenti. Le discussioni dovrebbero durare fino all’estate. Il governo ha annunciato l’immediata abrogazione del licenziamento determinato da assenze del lavoratore. Questo motivo di licenziamento consente alle aziende di licenziare i dipendenti versando un’indennità pari a venti giorni retributivi per ogni anno lavorato quando il dipendente raggiunge un certo numero di assenze, anche giustificate, nel corso di un determinato periodo. Una pratica che penalizza i lavoratori che prendono frequenti e brevissime assenze per malattia.

Italia

Congedo per motivi familiari : La legge finanziaria ha portato a sette giorni (dai cinque precedenti) la durata del congedo di paternità obbligatorio e retribuito al 100%, che deve essere goduto durante i primi cinque mesi di vita del bambino. Viene mantenuta la possibilità di aggiungere un ulteriore giorno di congedo, a condizione che la madre rinunci a una giornata di quello di maternità. Inoltre, il governo sta studiando la fattibilità finanziaria di estendere il congedo di paternità obbligatorio a un mese.


Svezia

Qualità della vita sul lavoro : L’associazione MENSEN ha ottenuto dal governo un finanziamento che le consente di proseguire il lavoro avviato nel 2019 al fine di incoraggiare le aziende ad ottenere, previo auditing, organizzazione di corsi di formazione e adozione di un piano d’azione, la “certificazione mestruale” (cfr. intervista di Klara Rydström in IR Notes n°131). Come ha dichiarato MENSEN, «L’obiettivo è contribuire alla creazione di un ambiente di lavoro all’insegna della parità, sicuro ed equo, dove le diverse esigenze delle lavoratrici in periodo mestruale siano riconosciute e rispettate». Il progetto è sostenuto da The Body Shop e dal sindacato Akademikerförbundet SRR.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Tre livelli di consultazione eccezionale : Dopo tre anni di trattative, la direzione di Coca-Cola European Partners (22.500 addetti) e la federazione sindacale europea Effat hanno firmato l’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo. La società risulta dalla fusione, nel 2016, dei tre imbottigliatori europei di The Coca-Cola Company, due dei quali avevano già precedentemente istituito il CAE, Coca-Cola Enterprises e Coca-Cola Iberian Partners (cfr. comunicato stampa dell’Effat). La prima riunione è prevista verso la fine di marzo a Heathrow (Regno Unito). Va rilevato che il testo contiene una disposizione molto dettagliata, specifica alla consultazione in caso di circostanze eccezionali, che prevede tre diversi scenari, a seconda del numero di dipendenti interessati (meno di 100 lavoratori, tra 100 e 300, oltre 300). Le soglie modificano il numero delle riunioni (da una a tre), l’organo convocato (comitato ristretto, o plenaria) e il calendario della procedura (fino ad un massimo di otto settimane). L’accordo sottoscritto il 28 gennaio in seno alla filiale francese specifica la composizione della delegazione francese al comitato aziendale europeo (quattro rappresentanti), due dei quali possono partecipare alle riunioni straordinarie del comitato ristretto.



  • Clausole post-Brexit : Un protocollo aggiuntivo del 16 ottobre 2019 all’accordo sul comitato aziendale europeo del gruppo canadese Bombardier,  pubblicato online dall’Istituto Sindacale Europeo, mira a mantenere i rappresentanti britannici in seno al comitato, anche qualora il Regno Unito dovesse fuoriuscire dall’UE o dallo Spazio Economico Europeo e, di conseguenza, la direttiva sui comitati aziendali europei non fosse più applicabile a tale paese. Degna di nota è anche una clausola esplicita (articolo 4.6) dell’accordo istitutivo del CAE di Coca-Cola European Partners, che mantiene valido a tutti gli effetti l’accordo relativo al Regno Unito, il cui organico è di 3.625 dipendenti: i rappresentanti britannici rimangono titolari e il CAE mantiene la competenza per tutte le questioni transnazionali che riguardano il Regno Unito.


Rinnovo di accordi : La multinazionale italiana produttrice di cemento, Cementir (3.000 addetti), con sede in Olanda, ha rinnovato il 5 dicembre 2019 l’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo sotto l’egida della legislazione italiana. Il comitato, che comprende sette rappresentanti dei lavoratori, potrà accogliere osservatori in rappresentanza di paesi non appartenenti all’UE. La segreteria del Comitato è composta da cinque rappresentanti, tra cui un coordinatore nominato congiuntamente dalle federazioni sindacali italiane


> Altri accordi: Sono stati messi online sul sito dell’Istituto Sindacale Europeo alcuni nuovi accordi. Berckers & Colart, Österreichische Bundesbahn (ÖBB), Wilsonart.


Responsabilità sociale

Diritti sociali fondamentali : Il gruppo cosmetico L’Oréal (86.000 addetti) ha annunciato, il 31 gennaio, il lancio della sua nuova ”Politica dei diritti umani nei confronti dei dipendenti”. Il gruppo si impegna «a rispettare uno “zoccolo” di diritti umani e sociali universali nei confronti dei propri dipendenti, quale che sia il lavoro svolto e ovunque si trovino nel mondo » (cfr. comunicato stampa). Il testo ricorda un accordo quadro internazionale, con la differenza che non è stato elaborato congiuntamente con un partner sindacale. L’articolo 9, relativo alle retribuzioni e alle prestazioni di welfare aziendale, prevede «un congedo di maternità di quattordici settimane a stipendio pieno e dieci giorni di congedo di paternità, anch’esso a stipendio pieno». In caso di decesso o di invalidità permanente, i dipendenti (o i familiari) ricevono «almeno ventiquattro mensilità di stipendio e il rimborso per le cure mediche, anche rilevanti,» è garantito «fino a coprire come minimo il 75% dei relativi costi».

 

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