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IR Notes 141 – Lo smart working in soccorso a un’Europa confinata

  IR Notes 141 — 6 maggio 2020
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Tamas Gyulavari, professore di Diritto del Lavoro e capodipartimento di Diritto del Lavoro presso l’Università cattolica Pázmány Péter di Budapest

Nel contesto dell’emergenza Coronavirus, il Governo ungherese ha adottato un pacchetto di misure al fine di flessibilizzare il diritto del lavoro vigente. Ritiene che tali cambiamenti possano essere considerati una violazione del diritto del lavoro dell’UE?
Durante il periodo interessato dalla pandemia, denominata “Stato di pericolo”, la filosofia legislativa del Governo è volta a rafforzare il potere unilaterale del datore di lavoro consentendogli di derogare alle norme applicabili, sia legali che contrattuali. Le suddette modifiche legislative sono state adottate tramite decreto governativo sulla base di una legge autorizzativa che conferisce al Governo poteri speciali per un periodo di tempo illimitato. Ad esempio, in virtù di tali prerogative estese, l’azienda, può ordinare unilateralmente il telelavoro durante tutta la durata dello “Stato di pericolo”. Essa ha inoltre la facoltà di stabilire unilateralmente un periodo di riferimento di ventiquattro mesi per il calcolo dell’orario di lavoro, ovvero di estendere il periodo di riferimento dell’orario esistente fino a ventiquattro mesi. Pertanto, l’orario di lavoro settimanale può variare da zero a sessanta ore in questo periodo senza ricorrere ad un accordo collettivo. Tuttavia, il cambiamento più rilevante è la facoltà di derogare al Codice del Lavoro tramite accordo tra il datore di lavoro e il dipendente. Ciò significa che è possibile, tramite accordo tra le parti, derogare a qualsivoglia norma del Codice del Lavoro, sia essa a vantaggio o a scapito del dipendente. Questa regola si diverge naturalmente dalle norme di ordine pubblico del Codice del Lavoro, secondo le quali l’accordo tra le parti può derogare alle disposizioni del Codice del Lavoro e dei Contratti Collettivi soltanto a vantaggio del lavoratore (in melius), fermo restando che, in regola generale, il Codice del Lavoro non ammette deroghe.  Questo ritorno alla libertà contrattuale del XIX secolo implica che le parti possano aggirare l’applicazione di tutte le disposizioni del Diritto del Lavoro, in particolare quelle in attuazione del diritto comunitario o dei diritti costituzionali. Ciò va pertanto ritenuto non solo incostituzionale, ma anche in violazione del Diritto del Lavoro dell’UE. Inoltre, non è stato adottato alcun provvedimento legislativo volto a rafforzare il partenariato sociale. Al contrario, la contrattazione collettiva è vietata in alcuni ambiti, in particolare la fissazione del periodo di riferimento di ventiquattro mesi, per il quale non è ammessa alcuna deroga tramite contratto collettivo. In tal modo, il Governo conferisce al datore di lavoro e alla pattuizione tra le parti il solo potere di risolvere i problemi che dovessero insorgere, con la conseguenza di porre maggiori vincoli a carico dei lavoratori.

 
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Prima Pagina
Lo smart working in soccorso a un’Europa confinata

«È solo un’impressione personale, che vale soprattutto per il mio Paese, il Lussemburgo, ma ritengo che nel telelavoro siano stati fatti più progressi in una settimana che negli ultimi anni», evidenzia Gabriel Di Letizia, segretario del comitato aziendale europeo di BNP Paribas. «Il gruppo Axa è stato uno dei primi a garantire la sicurezza dei dipendenti ricorrendo al telelavoro in tutto il mondo per il 90% dei dipendenti confinati», spiega Patricia Nunez, vice segretario del comitato aziendale europeo del gruppo Axa. «Questa è stata una delle prime misure attuate a livello europeo», afferma Guy de Trazegnies, segretario del comitato aziendale europeo di Orange. «Siamo passati rapidamente a un sistema di telelavoro generalizzato che riguarda circa il 97% dei dipendenti», sottolinea Patrick David, segretario del comitato aziendale europeo di Dassault Systèmes. Per Worldline, «la percentuale dei dipendenti in telelavoro è del 98%», afferma Marie Lopez, Direttore delle Relazioni sociali del gruppo. Una percentuale che sale al 100% nella compagnia di riassicurazione Scor. L’era post-Covid-19 segnerà l’avvento del telelavoro, lo strumento idealizzato per la conciliazione tra vita familiare e attività professionale, la lotta al cambiamento climatico (riduzione delle superfici destinate a uso ufficio, meno trasporti) e la protezione rispetto ai rischi da esposizione al virus? Da un lato, la visione del telelavoro è cambiata radicalmente ed esso è destinato a svolgere un ruolo importante; dall’altro, il telelavoro “stile Covid-19” è lungi dall’essere una condizione ideale, come sottolinea l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (vedi infra). «Questa situazione di telelavoro generalizzato in ambiente chiuso, con la propria cerchia familiare più o meno estesa, si rivela più complicata di quanto sembri, osserva Patrick David, evidenziando alcune situazioni per cui sarà possibile valutare i rischi solo quando saremo in grado di prendere maggiore distanza». «Pur disponendo di un certo margine di libertà per occuparsi dei propri figli e svolgere compiti domestici» – rileva Denis Suire, vice segretario del comitato aziendale europeo di GSK – «il carico di lavoro, anche a distanza, rimane immutato, quindi troppo elevato per i colleghi». Per questa ragione alcuni gruppi hanno cercato di rendere più sostenibile il telelavoro in periodo d’emergenza. Axa ha istituito un servizio di telemedicina rivolto ai dipendenti e organizzato un supporto psicologico, avviando inoltre un’indagine a livello mondiale, “Checking”, per raccogliere i feedback dei dipendenti. Scor conduce indagini settimanali per valutare come si attua la conciliazione tra attività professionale e vita familiare. Orange ha attivato delle linee telefoniche per fornire un supporto psicologico. Nessuno prevede oggi di tornare rapidamente al lavoro, né da parte dei segretari di CAE, né da parte delle direzioni aziendali. Ad esempio, Scor mantiene il regime di telelavoro al 100% fino al 30 giugno. BNP Paribas, spiega Gabriel Di Letizia, parla ufficialmente «di una ripresa dell’attività, non di un ritorno in ufficio». Anche SAP non prevede di riaprire prima dell’inizio di giugno, con un obiettivo dichiarato da parte dell’azienda di un «massimo del 30% dei lavoratori in sede per garantire condizioni di sufficiente sicurezza all’atto del ritorno in ufficio» con turnazioni, come per Scor. Non più del 10% dell’organico tornerà in ufficio, rileva Patricia Nunez, per il comitato aziendale europeo di Axa. E questo presuppone un numero sufficiente di maschere, un’opportuna pianificazione degli spazi e l’adozione di una segnaletica».


1. Unione Europea
Attualità sociale

Prepararsi a tornare al lavoro : L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (OSHA-UE) ha emesso il 24 aprile gli orientamenti da seguire nel contesto della crisi da sanitaria, in particolare per il ritorno al lavoro dopo il periodo di confinamento (COVID-19: Back to the workplace – Adapting workplaces and protecting workers (Fare ritorno al luogo di lavoro – Adeguare i luoghi di lavoro e proteggere i lavoratori). La guida sarà aggiornata regolarmente. Il documento osserva che la preoccupazione di tornare al lavoro con il rischio di esposizione al virus e la necessità di adattarsi ai cambiamenti del lavoro «può sicuramente tradursi in stress e problemi di salute mentale». Inoltre, poiché l’emergenza Coronavirus sta portando molti dipendenti a telelavorare «per la prima volta», l’«ambiente di lavoro “casalingo” può essere per molti versi carente rispetto al posto di lavoro vero e proprio». Di conseguenza, l’OSHA-EU ha formulato alcune raccomandazioni «per ridurre al minimo i rischi per i lavoratori che non siano stati in grado di organizzare in modo adeguato il loro luogo di lavoro a casa propria».


Giurisprudenza

Lavoratore autonomo o dipendente : Adita da una giurisdizione inglese riguardo alla qualificazione del rapporto di lavoro tra un’impresa di consegne e un fattorino, la Corte di Giustizia ha ritenuto che non si possa qualificare lavoratore dipendente una persona che adempie i seguenti requisiti: 1) ricorrere a subappaltatori o a sostituzioni per l’esecuzione del servizio che si è impegnato a prestare; 2) accettare o rifiutare i diversi incarichi proposti dal presunto datore di lavoro o fissarne unilateralmente il numero massimo; 3) prestare i propri servizi a terzi, ivi compreso i concorrenti diretti del presunto datore di lavoro; 4) fissare il proprio orario di “lavoro” entro certi parametri e organizzare il proprio tempo in base alla propria convenienza personale piuttosto che nell’esclusivo interesse del presunto datore di lavoro. Essa osserva inoltre che l’indipendenza del fattorino «non sembra essere fittizia e, d’altra parte, non sembra, a priori, esistere alcun nesso di subordinazione tra questi e il presunto datore di lavoro» senza dubitare della realtà di questa flessibilità. Una decisione emessa mediante ordinanza, giacché, secondo la Corte, la soluzione può essere «chiaramente dedotta» dalla sua precedente giurisprudenza, quando invece sarebbe stato auspicabile che il caso desse luogo a una sentenza di principio per dare lumi alle giurisdizioni nazionali in materia di controversie relative alla gig-economy  (CGUE 22 aprile 2020, causa C-692/19, B. contro Yodel Delivery Network).



  • I discorsi omofobi sono assimilati a una discriminazione all’accesso al lavoro. Un avvocato italiano ha dichiarato in un intervento radiofonico di non voler assumere o impiegare omosessuali nel suo studio. Per queste sue parole è stato condannato al pagamento di una pena pecuniaria di 10.000 euro a un’associazione di difesa dei diritti delle persone LGBTI. Come nella sentenza Asociata Accept (CGUE, 25 aprile 2013, causa C-81/12, Asociata Accept), la Corte di Giustizia ha rilevato che le dichiarazioni che suggeriscono l’esistenza di una politica di assunzioni omofoba rientrano nella nozione di «condizioni di accesso all’occupazione […] o all’impiego» tutelate dalla direttiva 2000/78, pur se provenienti da persona non legalmente in grado di assumere, a condizione che vi sia un collegamento non ipotetico tra tali dichiarazioni e la politica di assunzioni del datore di lavoro. L’essenza stessa della tutela offerta dalla direttiva sarebbe illusoria se tali dichiarazioni non rientrassero nell’ambito di applicazione della direttiva per il fatto che siano state espresse in un programma di intrattenimento ovvero costituiscano un’opinione personale (CGUE, 23 aprile 2020, causa C-507/18, Associazione Avvocatura per i diritti LGBTI e comunicato della Corte di Giustizia).


Dialogo sociale settoriale

Sindicalismo

  • Malattie professionali : La Confederazione Europea dei Sindacati e le dieci federazioni affiliate hanno rivolto una lettera al Commissario Europeo per l’Occupazione, Nicolas Schmit, chiedendo il riconoscimento della patologia da Covid-19 come malattia professionale al fine di migliorare le prestazioni previste e la gestione delle conseguenze della malattia per i contagiati sul lavoro (cfr. comunicato EPSU).

2. Stati membri
Germania

  • Riunioni virtuali di comitati aziendali : È stato emendato tramite un disegno di legge l’art. 129 della legge sull’Ordinamento aziendale (BetrVG) al fine di consentire, a determinate condizioni, e fino al 31 dicembre 2020, lo svolgimento di riunioni e l’adozione di delibere per via telefonica e tramite videoconferenza.  La deroga si applica anche ai comitati aziendali europei, ai comitati di SE e alle delegazioni speciali di negoziazione.
    > Si veda anche
    la sintesi dei provvedimenti adottati dal Governo tedesco a metà aprile nel quadro del contrasto al Covid-19.

Francia

Organizzazione della “ripartenza” : È stato pubblicato il protocollo nazionale per il deconfinamento in cui sono contenuti gli orientamenti destinati alle aziende per  la ripresa dell’attività a partire dall’11 maggio, garantendo al contempo la tutela della salute dei lavoratori. Il protocollo va ad integrare le 48 guide per professione elaborate insieme alle parti sociali (cfr. comunicato).


Italia

  • Protocollo sulla salute e sicurezza sul lavoro : In un decreto pubblicato il 27 aprile sono state fissate le condizioni da rispettare per la ripartenza dell’economia. Un protocollo d’intesa con le parti sociali specifica le precauzioni da adottare, nonché l’organizzazione dei locali e del lavoro. Sono stati inoltre negoziati accordi nel settore delle costruzioni e in quello dei trasporti e della logistica (cfr. comunicato della CGIL).

3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Equo trattamento : Il comitato di gruppo europeo (CGE) di Air France KLM ha adottato una dichiarazione a seguito di una riunione straordinaria con il management dedicata all’impatto “rovinoso” sull’azienda della crisi dovuta al Covid-19. I componenti hanno lanciato un appello all’azienda perché adotti misure eque e dimostri di avere «un volto sociale nei confronti di ogni dipendente del gruppo» e garantisca che tutto il personale a contatto con i clienti sia protetto.



  • Comitato ristretto temporaneo. Si è riunito il 24 aprile con la direzione dell’azienda per fare il punto in merito alla pandemia da Covid-19 il comitato ristretto temporaneo, nato a seguito dell’accordo concluso tra la delegazione speciale di negoziazione (DSN) e Coca-Cola European Partners. Questo organo temporaneo è stato istituito su richiesta dei componenti della DSN, in attesa della riunione plenaria del comitato aziendale europeo in cui sarà possibile eleggere un comitato ristretto nella debita forma.


Accordi transnazionali

Pilastro sociale comune : Nel momento stesso in cui è in corso il negoziato su un accordo quadro mondiale tra il colosso energetico francese Engie (177.000 addetti) e le federazioni sindacali internazionali IndustriALL Global Union, PSI e BWI, il gruppo ha deciso di attuare fin da ora uno dei capitoli del futuro accordo che istituisce un pilastro comune in materia di tutele sociali (cfr. comunicato di IndustriAll). In una dichiarazione adottata dalle tre organizzazioni, il gruppo annuncia: 1) il lancio di un programma per coprire il 100% delle spese ospedaliere dovute al Covid-19 e almeno il 75% per altre patologie; 2) la creazione di una polizza assicurativa sulla vita che si applica a tutti i decessi avvenuti dall’inizio dell’emergenza da Covid-19, per un importo pari a un massimo di dodici mesi di retribuzione lorda (cfr. comunicato di Engie).


Responsabilità sociale

Denuncia presentata all’OCSE in relazione al Covid-19 : Quattro federazioni sindacali francesi hanno presentato una denuncia il 17 aprile al punto di contatto francese presso l’OCSE contro il gruppo di call center Teleperformance (310.000 addetti) che opera, tra gli altri, per Apple, Google e Amazon. «È la prima denuncia connessa al Covid-19 presentata in riferimento alle Linee Guida dell’OCSE destinate alle imprese multinazionali», evidenzia la federazione sindacale internazionale UNI Global Union, che denuncia la messa in pericolo del personale a causa della pandemia da Covid-19 (cfr. comunicato di UNI Global Union). «La risposta lenta e inadeguata di Teleperformance all’emergenza coronavirus ha messo in pericolo migliaia di lavoratori in periodo durante una pandemia letale», ha affermato il segretario generale di UNI Global Union Christy Hoffman, che lotta da anni perché Teleperformance negozi un accordo-quadro internazionale. In risposta, il 27 aprile il gruppo ha rilasciato un comunicato stampa, spiegando di essere «mobilitato per garantire la piena sicurezza dei propri dipendenti attraverso il telelavoro e ogni altra misura adottata per garantire il rigoroso rispetto delle norme igieniche e di distanziamento sociale». Il gruppo fa inoltre notare che il numero di telelavoratori è salito da 5.000 alla fine del 2019 a 155.000 (66% dell’organico). In un altro comunicato stampa, la direzione cita una dichiarazione del comitato aziendale europeo di Teleperformance, adottata il 1° aprile, in cui il comitato di rallegra per le  «misure adottate». «Per quanto riguarda l’Unione Europea, la risposta del management è adeguata.» – conferma il segretario del comitato aziendale europeo Stephan Sielemann – «Malgrado alcune difficoltà che si sono potute verificare localmente, i progressi sono stati rapidi. Non si possono collocare tutti i dipendenti in telelavoro da un giorno all’altro».



  • Protezione dei lavoratori dei supermercati. Le multinazionali alimentari Auchan, Carrefour, Casino e El Corte Inglés hanno sottoscritto una dichiarazione con la federazione sindacale internazionale UNI Global Union in cui si impegnano a collaborare con essa per tutelare i lavoratori dei supermercati e i clienti durante la pandemia da Covid-19 (cfr. comunicato UNI Global Union).


Sindacalismo

Negoziati in seno ai CAE e alle DSN : In seguito alle Raccomandazioni congiunte delle Federazioni Sindacali Europee a coordinatori CAE/SE e ai rappresentanti dei lavoratori in seno a DSN, CAE e SE, pubblicate all’inizio di aprile, le federazioni sindacali europee hanno pubblicato una seconda serie di Raccomandazioni su come affrontare i negoziati in corso in seno ai comitati aziendali europei o ai comitati di SE o alle delegazioni speciali di negoziazione formulate in vista dell’istituzione di tali organi  (disponibili anche in olandese, svedese e ceco). Nel contesto dell’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19, sono due le parole d’ordine delle federazioni: 1) nessuna riunione di negoziazione deve svolgersi tramite telefono o in videoconferenza: gli incontri devono essere rinviati fino a quando non saranno nuovamente consentiti faccia a faccia; 2) gli iscritti devono richiedere il rinvio delle riunioni o la sospensione del negoziato (cfr. comunicato dell’EPSU).


4. Studi e rapporti

Lavoro sommerso. : Il 2 aprile scorso la Commissione Europea ha pubblicato un rapporto sulla cooperazione tra gli Stati membri nell’ambito della Piattaforma europea contro il lavoro sommerso. La piattaforma, istituita nel 2016, diventerà presto un gruppo di lavoro della nuova Autorità Europea del Lavoro. Ciò dovrebbe conferire «un maggiore impulso ad un efficace contrasto al lavoro sommerso e trasformarlo in lavoro dichiarato, contribuendo a condizioni di lavoro eque, una concorrenza leale e una mobilità equa, nell’interesse dei lavoratori, dell’economia e della società nel suo complesso».

 

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