IR Notes

Lavorare insieme per costruire un'Europa sociale

Una fonte di informazione indipendente, affidabile e imparziale sulle relazioni industriali e il diritto del lavoro in Europa.

IR Notes 152 – L’Unione Europea adotta i colori della bandiera arcobaleno

  IR Notes 152 – 18 novembre 2020
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Marc Angel, eurodeputato (S&D), membro della Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo

La nuova strategia europea LGBQTI deve essere presa in considerazione dalle parti sociali nelle aziende? (cfr. Prima Pagina)
Consentitemi innanzitutto di sottolineare la coerenza tra le tre strategie presentate dalla Commissione Europea: la strategia a favore dell’uguaglianza di genere pubblicata lo scorso marzo, quella riguardante le persone LGBTQI e quella attualmente in discussione in seno alla Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo riguardante le persone disabili. Sono tutte sotto l’egida della Commissaria per l’Uguaglianza, Helena Dalli, a riprova che la creazione di questo nuovo incarico di Commissario è un successo. Queste tre strategie vanno ad incidere sensibilmente sulle questioni occupazionali: molte persone LGBTIQ sono discriminate sul posto di lavoro, soprattutto le persone transgender o intersessuali. Per questo motivo apprezzo particolarmente l’impegno della Commissione a fare il bilancio sulla direttiva antidiscriminazione entro il 2022 e a proporre successivamente modifiche legislative, tra le quali il rafforzamento degli organismi nazionali per la parità. Confido che le parti sociali facciano propria questa strategia nel loro operato.
L’adozione da parte delle aziende di “Carte della diversità” è una fatto positivo. Tuttavia, al di là degli impegni assunti in questo quadro, è necessario che il management dell’azienda dimostri la propria determinazione nominando un manager responsabile dell’attuazione della politica di integrazione delle persone LGBTQI all’interno dell’azienda. Accanto a ciò, la direzione delle risorse umane può anche utilmente organizzare percorsi formativi per sensibilizzare i dipendenti. Numerosi studi dimostrano che nelle aziende la diversità riveste un ruolo positivo in termini di innovazione, creatività e performance. Le persone discriminate tendono infatti a nascondersi, ad autocensurarsi, e questo ha un impatto sul gruppo e sui risultati del lavoro, mentre quando si sentono pienamente riconosciute e protette, sono in grado di dare il meglio di sé. Garantire la diversità è nel pieno interesse delle aziende. Oltre al fatto che è possibile ottenere finanziamenti europei per l’attuazione delle politiche in favore della diversità.

 
  Dì la tua su…
L’Europa sociale

La Commissione europea ha lanciato un sondaggio online per contribuire ad alimentare i contenuti del Pilastro europeo dei diritti sociali che sarà presentato all’inizio del 2021. Invita tutti i partner a comunicare entro il 30 novembre 2020 i loro commenti sulle nuove misure politiche o iniziative normative necessarie ai diversi livelli (UE, nazionale, regionale, locale) per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e/o ad assumere impegni concreti come Stato membro, regione, città o organizzazione.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Predrag Bejakovic, Tamas Gyulavári, Pascale Turlan, Frédéric Turlan e Aimee Waldon. 
Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


Abbonarsi a IR Notes Con un semplice click sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu


Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP: 0621 Z 93933.

 

IR Share est une entreprise à capitaux privés, indépendante et apolitique, dont l’objectif est d’informer et d’aider l’ensemble des acteurs du dialogue social en Europe et au-delà. Elle est le correspondant de la Fondation européenne pour l’amélioration des conditions de vie et de travail (Eurofound) pour la France depuis 2009.

 

Prima Pagina
L’Unione Europea adotta i colori della bandiera arcobaleno

Il giorno dopo l’incendio a Varsavia, da parte di estremisti, di un appartamento che esponeva la bandiera arcobaleno, la Commissione europea ha presentato la prima Strategia dell’UE per l’uguaglianza delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non binarie, intersessuali e queer (LGBTIQ) (cfr. comunicato stampa). In materia di occupazione, la Commissione ha affrontato il tema della la Direttiva 2000/78 del 27 novembre 2000 che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e che mira a lottare contro «le discriminazioni fondate sulla religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali per quanto riguarda l’occupazione e le condizioni di lavoro» (articolo 1) (cfr. anche Discrimination). La Commissione intende innanzitutto fare il bilancio dell’applicazione di questa direttiva nel 2021, e, contemporaneamente, procedere alla valutazione della Direttiva che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica. Oltre ad accertare la corretta applicazione di entrambi i testi da parte degli Stati membri, la relazione è tesa a verificare che tutti i paesi abbiano istituito un organismo di parità di trattamento in conformità delle Raccomandazioni del 22 giugno 2018 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità. Nonostante il contributo di alcune sentenze della Corte di Giustizia, la Commissione osserva che «il quadro normativo non menziona ancora esplicitamente le caratteristiche sessuali come motivo di discriminazione vietato» e che ciò la potrebbe condurre a proporre una revisione delle due direttive. In alcune legislazioni nazionali esistono tali previsioni (cfr. relazione European Commission, Trans and inter sex equality Ritz in Europe – a comparative analysis, novembre 2018), ma non ovunque. Pertanto, la Commissione esaminerà come le persone non binarie, intersessuali e queer possano essere meglio protette contro la discriminazione.
Un ulteriore campo d’intervento riguarda la libera circolazione delle persone nell’Unione (Direttiva 2004/38 del 29 aprile 2004), che a volte trova ostacolo in alcuni Stati che non riconoscono tutte le dimensioni delle famiglie “arcobaleno”. La Commissione intende quindi accertare che il termine “coniuge” rispetti la definizione della sentenza Coman (CGUE, 5 giugno 2018, causa C‐ 673/16) e che sia quindi applicato anche ai partner dello stesso sesso; diversamente, avvierà le necessarie azioni giudiziarie. La Commissione prevede di rivedere le linee guida sulla libera circolazione nel 2022, al fine di agevolare l’esercizio del diritto alla libera circolazione per tutte le famiglie, comprese quelle arcobaleno. Ciò riguarda, ad esempio, i partner sposati e registrati che hanno difficoltà a viaggiare e a stabilirsi in un altro Stato membro.
La Commissione ricorda che la lotta contro le disuguaglianze nell’UE è una «responsabilità condivisa» che «richiede impegno e azioni comuni a tutti i livelli», comprese le imprese. Per raggiungere queste ultime, promuoverà la creazione di Carte nazionali della diversità e si impegnerà a promuovere l’uguaglianza LGBTIQ attraverso azioni specifiche nel quadro della piattaforma europea delle Carte della diversità.


1. Unione Europea
Attualità sociale

Reazioni delle parti sociali alla strategia LGTBIQ : Il testo presentato dalla Commissione, ignorato dalle principali organizzazioni imprenditoriali a livello europeo, ha invece ricevuto ampio sostegno da parte delle organizzazioni sindacali. La Confederazione Europea dei Sindacati (CES) ha accolto con favore l’iniziativa e «si è impegnata ad sviluppare la propria collaborazione con i sindacati nazionali al fine di sostenere l’uguaglianza LGBTIQ sul lavoro, e a fare pressione sugli eurodeputati e sui ministri affinché l’UE adotti una strategia efficace in materia di parità LGTBIQ» (comunicato della CES). IndustriAll Europe sostiene pienamente la strategia: «Siamo lieti che la Commissione abbia chiarito che la direttiva sulla parità di genere, che sancisce il diritto a non essere discriminati nel mondo del lavoro in base al sesso, si applica anche alla rassegnazione del genere», spiega Judoista Judith Kirton-Darling, vice segretario generale. «IndustriAll Europe auspicherebbe altresì un appello rivolto alle aziende affinché sostengano i lavoratori durante i periodi di transizione» (cfr. comunicato di IndustriAll Europe).



Parità retributiva e trasparenza delle retribuzioni : Stanca di rimanere in attesa del testo promesso dalla Commissione Europea su «misure vincolanti in materia di trasparenza delle retribuzioni», la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) ha pubblicato, il 4 novembre, la propria direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni, in occasione della Giornata europea per la parità retributiva (cfr. comunicato della CES). Successivamente e dopo i diversi rinvii, la Commissione ha reso noto che presenterà a breve la proposta di direttiva, probabilmente prima del 15 dicembre, ultima data annunciata (cfr. Tweet della Commissione). Dal canto suo, la CES ha incaricato alcuni esperti in diritto del lavoro europeo proprio con l’obiettivo di elaborare una proposta di direttiva giuridicamente valida che possa essere in qualche modo “d’ispirazione” al lavoro della Commissione. In particolare, propone di vietare le clausole di riservatezza sui livelli salariali o di obbligare tutti i datori di lavoro a produrre auditing di informazioni salariali e piani d’azione.


Giurisprudenza

Periodo preso in considerazione per il riconoscimento di un licenziamento collettivo : La Corte di Giustizia ha emesso una sentenza in materia di licenziamenti collettivi (cfr. Collective redundancy) con rilevanti conseguenze pratiche in un contesto di forte aumento delle ristrutturazioni (CGUE, 11 novembre 2020, causa C-300/19, Marclean Technologies). Il caso riguarda l’interpretazione della Direttiva 98/59 del 20 luglio 1998 sui licenziamenti collettivi). Nell’art. 1 della direttiva si definisce licenziamento collettivo «ogni licenziamento effettuato da un datore di lavoro per uno o più̀ motivi non inerenti alla persona del lavoratore se il numero dei licenziamenti effettuati» dall’azienda supera una certa soglia relativamente a un periodo di 30 o 90 giorni. Si deve tener conto dei licenziamenti avvenuti nel corso dei 30 o 90 giorni precedenti il licenziamento individuale oggetto di impugnazione? Si deve tener conto di questo stesso periodo dopo il licenziamento? Oppure, come sostenuto dall’avvocato generale della Corte di Giustizia (cfr. IR Notes 145) si dovrebbe prendere in considerazione come riferimento il periodo di 30 o 90 giorni intorno alla data del licenziamento? Secondo la Corte di giustizia, solo quest’ultima soluzione dovrebbe essere adottata. «Dall’economia e dalla finalità di tale direttiva risulta che essa impone che tale periodo sia continuo». Pertanto, al fine di «valutare se un licenziamento individuale contestato faccia parte di un licenziamento collettivo, il periodo di riferimento (…) per determinare l’esistenza di un licenziamento collettivo deve essere calcolato prendendo in considerazione tutti i periodi di 30 o di 90 giorni consecutivi nel corso dei quali tale licenziamento individuale è intervenuto, e durante i quali si è verificato il maggior numero di licenziamenti effettuati dal datore di lavoro per uno o più motivi non inerenti alla persona del lavoratore». Solo questa soluzione è conforme allo scopo della direttiva, che è quello di «rafforzare la tutela dei lavoratori in caso di licenziamenti collettivi».


2. Stati membri
Germania

L’IG-BCE vuole riformare la cogestione : La federazione dei sindacati chimici (IG-BCE) ha messo sul tavolo, il 10 novembre, una proposta per rinnovare il sistema di cogestione nelle imprese. La Legge sulla Cogestione del 1976 prevede, nelle imprese con oltre 2000 dipendenti in Germania, l’istituzione di un consiglio di vigilanza composto per metà da rappresentanti dei lavoratori e per metà da rappresentanti dell’azienda stessa. In questo caso, l’azienda, che presiede il consiglio di vigilanza, possiede un doppio diritto di voto, che consente l’adozione di decisioni nelle situazioni di blocco. Per Michael Vassiliadis, presidente della IG-BCE, questa legislazione «risale ai tempi in cui i vecchi bianchi pensavano di poter governare intere società soltanto battendo il pugno sul tavolo». Questa regola «ha urgente bisogno di essere aggiornata», sottolinea, citando l’esempio della Continental, dove il presidente del Consiglio di Vigilanza ha imposto, grazie al suo secondo voto, la cancellazione di 30.000 posti di lavoro e la chiusura di interi siti «senza prima aver ponderato le alternative congiuntamente». La riforma proposta prevede che in caso di una decisione importante (cambiamenti di forma giuridica, trasferimenti di sede all’estero, cessioni d’azienda, fusioni, acquisizioni, chiusure di stabilimenti o licenziamenti collettivi), venga nominato un “arbitro neutro”, precedentemente scelto dal Consiglio con la maggioranza dei due terzi, per effettuare la conciliazione. In tal modo, invece di lasciare che sia il presidente a decidere, le parti si rimettono al conciliatore, che deve presentare una proposta entro un termine ragionevole. La proposta potrà essere respinta solo con la maggioranza dei due terzi.



  • Aumento del salario minimo. Il 28 ottobre il Gabinetto Federale ha approvato il terzo decreto sull’adeguamento del salario minimo. Il salario minimo legale sarà inizialmente innalzato a 9,50 euro lordi all’ora il 1° gennaio 2021, per poi aumentare in fasi successive a 9,60 euro lordi il 1° luglio 2021, 9,82 euro lordi il 1° gennaio 2022 e 10,45 euro lordi il 1° luglio 2022. Il Ministro Federale del Lavoro Hubertus Heil (SPD) ha ribadito il suo auspicio che il salario minimo possa continuare a crescere rapidamente in futuro (cfr. comunicato).


Croazia

  • Aumento del salario minimo : Il Governo ha fissato il 30 ottobre il livello di salario minimo netto per il 2021 a 3.400 kune (453,3 euro) o 4.250 kune (566,6 euro) lordi. Si tratta di un aumento di 150 kune (20 euro), pari al 4,61% rispetto al salario minimo netto medio per l’anno 2020. Il salario minimo è aumentato del 36,21 % in quattro anni. Il nuovo salario minimo è ora superiore al 46% del salario medio lordo, come richiesto dall’Unione dei sindacati autonomi della Croazia (UATUC), la più grande confederazione sindacale del paese, che auspica altresì un aumento superiore per il 2022.

Ungheria

  • Telelavoro durante l’emergenza Covid-19 : È entrato in vigore il 12 novembre scorso il decreto governativo n. 487/2020 «Applicazione delle norme sul telelavoro durante lo stato di pericolo», che resterà in vigore fino all’8 febbraio 2021. Il decreto prevede, in particolare, di poter derogare all’applicazione dell’articolo 86/A della legge 93 del 1993 sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, che contiene disposizioni specifiche in materia di telelavoro. L’azienda e il lavoratore possono inoltre derogare all’articolo 196 del Codice del Lavoro dedicato al telelavoro, rendendo possibili deroghe anche a discapito del dipendente. Le parti sono libere di pattuire le modalità del telelavoro, modificare il luogo di lavoro o applicare il telelavoro parziale (alcuni giorni alla settimana o parte della giornata).

3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Garanzie minime nel quadro di ristrutturazioni : Nella riunione plenaria del 20 ottobre, i membri del comitato aziendale europeo del gruppo aeronautico Safran hanno richiesto l’adozione di un accordo europeo, sulla falsariga di quanto è stato negoziato in Francia, per evitare licenziamenti forzati. Tale accordo dovrebbe includere, in particolare, «misure per la agevolare la mobilità in seno al gruppo al fine di preservare i posti di lavoro e le competenze dei lavoratori»; incentivi per gli esodi volontari e formazione per soddisfare le esigenze dei dipendenti di adattarsi alle professionalità del futuro. Nonostante la crisi senza precedenti, «il gruppo continua a registrare una redditività a due cifre» che deve consentire «l’attuazione di un modello sociale realmente europeo per la gestione della stessa» (cfr. comunicato stampa).


Accordi transnazionali

Superare l’emergenza Covid-19 : A seguito della dichiarazione congiunta siglata con Inditex, la federazione sindacale mondiale IndustriAll Global Union e il gruppo tedesco Tchibo hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta, riaffermando e rafforzando pubblicamente il loro impegno a lavorare insieme per aiutare l’industria dell’abbigliamento a risollevarsi dopo la crisi provocata dalla pandemia. Il testo include, ad esempio, l’impegno a «garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori lungo tutte le catene di approvvigionamento non alimentare di Tchibo» o ancora a stabilire con i fornitori condizioni finanziarie «che consentano loro di onorare i pagamenti e di preservare il livello di occupazione e di reddito dei loro dipendenti».


Sindacalismo

  • Comitato sindacale mondiale : I 90 sindacalisti della rete sindacale globale di ArcelorMittal, riunitisi il 3 e 4 novembre, hanno adottato una dichiarazione invitando il management a negoziare un accordo quadro internazionale teso all’istituzione di un comitato sindacale globale «con adeguati processi di informazione e consultazione sulle questioni transnazionali, non solo in materia di salute e sicurezza, ma anche e soprattutto sulle strategie del gruppo per quanto riguarda l’ubicazione dei suoi impianti a livello globale e la tipologia di prodotti che Arcelor Mittal svilupperà per il futuro mercato globale dell’acciaio. (cfr. comunicato). La rete sindacale mondiale del gruppo Shell, chiede una transizione giusta per i lavoratori (cfr. comunicato di IndustriAll), mentre quella di Fresenius critica il management per l’insufficiente protezione dei dipendenti nel contesto della pandemia (cfr. comunicato della FSESP/EPSU).

4. Studi e rapporti

Trasparenza retributiva : Su richiesta della Commissione Europea, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ha esaminato tre tipi di misure destinate a garantire la trasparenza delle retribuzioni e il diritto alla parità retributiva tra uomini e donne (cfr. Gender equality): 1) riconoscere il diritto al lavoratore di ottenere informazioni sul proprio livello retributivo rapportato a quello dei colleghi; 2) produrre relazioni che riportino i livelli retributivi medi per categoria e/o livello gerarchico, suddivisi per genere; 3) effettuare audit sulle retribuzioni. Sulla base di 124 interviste con il management e i rappresentanti dei dipendenti di 14 paesi, lo studio valuta i costi e la pertinenza di questi strumenti (Measures to promote gender pay transparency in companies : How much do they cost and what are their benefits and opportunities?). Un’ampia maggioranza dei rappresentanti delle aziende e dei lavoratori (66%) ritiene che gli audit retributivi siano più utili delle relazioni sulle retribuzioni (44%). Evidenziando i limiti delle relazioni, suggeriscono di andare oltre nelle analisi, ad esempio includendo ulteriori disaggregazioni, eseguendole separatamente per unità diverse o includendo una prospettiva longitudinale. Come ha affermato Christine Aumayr-Pintar, ricercatrice presso Eurofound, «Lo studio ha dimostrato che gli audit sulle retribuzioni non sembrano porre particolari problemi alle aziende» (cfr. Are simple statistics enough? On the benefits of gender pay reports and audits).

 

IR Notes

Introduzione

IR Notes è una nota informativa indipendente, affidabile e bilanciata sulle relazioni industriali e il diritto del lavoro in Europa.

Pubblicata in 6 lingue e disponibile su abbonamento, questa newsletter offre un accesso a informazioni concise, mirate e pratiche sui grandi temi dell'Europa sociale e del dialogo sociale transnazionale.

Insieme ai nostri esperti e corrispondenti nazionali, adottiamo un approccio dinamico, pratico e utile al monitoraggio del panorama sociale europeo.

Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

  • Un'intervista a un professionista del settore delle relazioni industriali, che offre una prospettiva unica su una questione sociale di attualità, su un accordo o su un esempio di buone pratiche.
  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
  • Infine, "IR Notes" ti tiene informato sui principali studi e ricerche condotti sul mondo del lavoro.

IR Notes
Costruire insieme un'Europa sociale

La newsletter IR Notes offre a tutti in Europa l'accesso a una fonte di informazione indipendente, affidabile e imparziale sui temi relativi alle relazioni industriali.

Three questions for Delphine Rudelli

Three questions for Delphine Rudelli

Three questions for Delphine Rudelli, Director General of CEEMET (*) On the delays in transposing the ‘pay transparency’ directive “We are calling for the application of the directive to be suspended while we assess what can be simplified – not to reduce rights, but...

read more...
European Union – Social update

European Union – Social update

European Works Councils The Expert Group set up by the European Commission to help Member States transpose the new Directive (EU) 2025/2450 on European Works Councils is due to submit its report this summer. This report may constitute a useful point of reference when...

read more...
A step in coordination of national social security systems

A step in coordination of national social security systems

At last, a step forward for freedom of movement for workers in the EU On 22 April, representatives of the Council and Parliament reached a provisional agreement on revising the rules on coordination of national social security systems, as provided for by regulation...

read more...
Picture of Nora Krokovay

A question for… Nora Krokovay

A question for…Nora Krokovay, Senior Analyst at Kopint-Tárki What changes can we expect in terms of social dialogue and labour law in Hungary following the elections that brought an end to Viktor Orbán’s 16-year leadership? The atmosphere was very euphoric and joyful...

read more...
Improvements in job quality

Improvements in job quality

Eurofound notes improvements in job quality in Europe Now that the European Commission has announced its intention to present a bill on job quality by the year end, the results of the latest European Working Conditions Survey (EWCS) will be scrutinised very...

read more...
Is pay transparency the new enemy to be targeted?

Is pay transparency the new enemy to be targeted?

After seeing off the corporate sustainability reporting and due diligence directives, Member States appear ready to tackle the pay transparency directive, which is due to be transposed in Member States by 7 June 2026.Not only are many countries behind schedule, but a...

read more...
A question to… Lidia Gil Otero

A question to… Lidia Gil Otero

A question for…Lidia Gil Otero, PhD Assistant Professor in Labour and Social Security Law at Santiago de Compostela University In the context of the Digilare project (*), you advocate using the transposition of the Platform Work Directive, which is due to be completed...

read more...