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IR Notes 157 – È tempo di rafforzare la contrattazione collettiva

  IR Notes 157 – 10 febbraio 2021
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Andrea Nahles, Consigliere speciale per il dialogo sociale del Commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali

Quali tra le proposte contenute nella Relazione sul rafforzamento del dialogo sociale da lei presentata (v. 1. Unione Europea) le sembrano più rilevanti?
Era mia intenzione presentare una relazione breve e con proposte concrete, quali, ad esempio, la nomina di un coordinatore per il dialogo sociale in seno ad ogni direzione generale (DG) della Commissione europea. La proposta ha avuto una forte risonanza durante le audizioni delle parti sociali europee, che spesso lamentavano di trovare un ascolto tardivo o non necessariamente sugli argomenti giusti. Con un coordinatore in seno alle DG che si occupa di temi importanti per le parti sociali, quali l’energia, i trasporti o il commercio, la Commissione potrebbe così tenere maggiormente conto delle opinioni delle parti sociali in una fase iniziale. Un’altra proposta che mi sta particolarmente a cuore è il programma destinato a formare all’Europa sociale i giovani dirigenti delle organizzazioni sindacali o imprenditoriali. Ciò consentirà loro di dialogare, di comprendere meglio le diverse culture di relazioni industriali: in molti paesi la cultura del dialogo sociale è scarsa e si afferma con difficoltà, in particolare nei paesi dell’Europa Centrale e Orientale, o ancora talvolta si è indebolita nei paesi colpiti dalla crisi del 2008 sottomessi alla Troika. Quando ero una giovane dirigente della SPD ho partecipato a un programma di scambio, trascorrendo un mese negli Stati Uniti, un’esperienza che mi ha dato molto e mi ha consentito di mantenere legami con persone provenienti da orizzonti diversi. Come ha dichiarato Nicolas Schmit, potremmo immaginare una sorta di mini Erasmus per questi futuri leader, in modo da forgiare gradualmente una cultura del dialogo sociale europeo. Dovremmo cogliere l’occasione dei ricambio generazionale in atto in alcuni paesi per riunire i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, perché possano imparare a conoscersi, a stringere legami e capire come funziona l’Europa sociale. Sarebbe questo un modo per agire in favore del nostro futuro. Nicolas Schmit si è mostrato sensibile a questa proposta ed ha chiesto la mia disponibilità a continuare a sostenerlo in seno alla Commissione per contribuire ad attuarla.

 
  Agenda

 


15 febbraio-26 marzo
Online

Prima sessione in tedesco del corso online proposto dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) su “Le regole del gioco dei comitati aziendali europei”.


22-23 febbraio
Vilamoura (Portogallo)

Riunione informale del Consiglio Occupazione e Politica sociale.


24-25 febbraio
Online

Seminario organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) per i nuovi membri dei comitati aziendali europei e dei comitati di Società Europee.


24-25 febbraio
Online

Seminario organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) su “Gli aspetti strategici del contenzioso in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.


3 marzo
Bruxelles
Adozione del piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali.


15 marzo
Bruxelles

Consiglio Occupazione e Politica sociale.


7-8 maggio
Porto

Vertice sociale europeo.

 
  Partecipa anche tu!
Una ricerca su CAE e Covid-19

L’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) vi invita tutti a partecipare a un breve sondaggio dedicato ad accertare come la pandemia abbia influenzato l’informazione e la consultazione nei comitati aziendali europei. Gli esiti saranno analizzati in modo anonimo dall’ETUI per scopi di ricerca e formazione. I primi risultati saranno presentati in occasione della conferenza annuale dell’European Workers’ Participation Competence Centre (EWPCC) il 29-30 marzo prossimo.
> Per qualsiasi informazione sul contenuto del sondaggio scrivere a: Aline Hoffmann (ahoffmann@etui.org).

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a


La squadra: questo numero è stato redatto da Pascale Turlan e Frédéric Turlan. 
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IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
È tempo di rafforzare la contrattazione collettiva

Caduta in disgrazia nel periodo d’oro del dogma neoliberista, la contrattazione collettiva (cfr. Collective bargaining) è tornata in primo piano: nel 2019, l’OCSE ha pubblicato uno studio secondo il quale «la contrattazione collettiva è essenziale per aiutare lavoratori e aziende ad adeguarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro e per garantire la prosperità e l’inclusività del mondo del lavoro stesso». (cfr. IR Notes 130). Alla fine del 2020, la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva su salari minimi adeguati nell’UE che annovera tra i principi basilari il rafforzamento della contrattazione collettiva negli Stati membri, con l’obiettivo di coprire il 70% dei lavoratori tramite contratto collettivo. Nell’intento della Commissione, la generalizzazione della contrattazione collettiva attraverso piani d’azione nazionali deve rendere possibile l’aumento dei salari minimi nell’UE. Quale che sia la sorte riservata a questa proposta di direttiva, è probabile che l’ingiunzione agli Stati membri di rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva sarà confermata dalle raccomandazioni che la Commissione rivolge ogni anno agli Stati membri nel quadro del processo del semestre europeo, che punta alla convergenza delle politiche economiche e sociali. La Relazione sul rafforzamento del dialogo sociale, presentata il 3 febbraio da Andrea Nahles, Consigliere speciale per il dialogo sociale di Nicolas Schmit, Commissario per l’occupazione e i diritti sociali, assegna altresì alle parti sociali un ruolo importante nell’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e mira a rafforzare i soggetti del dialogo sociale negli Stati membri (cfr. infra). La contrattazione collettiva è anche il mezzo costantemente promosso per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme digitali. A questo scopo si rende necessaria la revisione del diritto europeo della concorrenza per evitare che i contratti collettivi conclusi dai lavoratori “autonomi” siano considerati intese illecite restrittive della concorrenza. Infine, il ruolo della contrattazione collettiva è stato evidenziato a più riprese durante la conferenza ETUC-ETUI tenutasi dal 3 al 5 febbraio scorso (ci torneremo nel prossimo numero) quale strumento indispensabile per adeguare l’organizzazione del lavoro alle sfide imposte dalla decarbonizzazione dell’economia. Alla contrattazione è stato altresì fatto riferimento per ripensare con urgenza l’organizzazione del lavoro per far fronte alla pandemia e stabilire un quadro per il ricorso allo smart working. Grandi sono le aspettative riposte nella contrattazione collettiva. Occorrerà però individuare i mezzi per rafforzare i soggetti che ne sono i protagonisti. Ancora una sfida evidenziata dalla relazione di Andrea Nahles.


1. Unione Europea
Progetti

  • Fondo Sociale Europeo : Il 28 gennaio il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sul Fondo Sociale Europeo+. Con una dotazione di circa 88 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, esso contribuisce all’inclusione sociale, alla creazione di nuova occupazione e alla lotta contro la povertà (cfr. comunicato del Parlamento).

Attualità sociale

Proposta di rafforzamento del dialogo sociale : Andrea Nahles, Consigliere speciale per il dialogo sociale di Nicolas Schmit, Commissario per l’occupazione e i diritti sociali, ha presentato il 3 febbraio la Relazione sul rafforzamento del dialogo sociale come contributo al piano d’azione sull’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali che sarà presentato dalla Commissione nel prossimo mese di marzo (cfr. Social Pillar), e successivamente adottato dai Ventisette in occasione del vertice sociale di Porto del 7 e 8 maggio. Andrea Nahles, già Segretaria generale della SPD e Ministra Federale del Lavoro dal 2013 al 2017, ha presentato dieci proposte: 1) creare un premio europeo che vada a riconoscere le buone pratiche in materia di dialogo sociale, da assegnare ogni due anni, al fine di dare visibilità alle innovazioni in tale settore; 2) creare un programma formativo della durata di due o tre settimane dedicato al dialogo sociale europeo e rivolto ai futuri leader delle organizzazioni sindacali o imprenditoriali nazionali; 3) consentire una maggiore partecipazione delle parti sociali nazionali nell’elaborazione dei piani di ripresa e di resilienza predisposti dai paesi nell’ambito del semestre europeo; 4) rivedere il funzionamento sia del Vertice sociale trilaterale (cfr. Tripartite Social summit), che riunisce le parti sociali e i rappresentanti delle istituzioni europee alla vigilia del Consiglio Europeo, sia del Comitato del dialogo sociale, il forum di discussione delle parti sociali europee a livello interprofessionale; 5) migliorare il processo di consultazione delle parti sociali europee (a livello interprofessionale o settoriale) sulle iniziative della Commissione in campi diversi da quello sociale (energia, ambiente, trasporti, ecc.). La relazione propone che ogni direzione generale (DG) della Commissione nomini un responsabile del dialogo sociale che possa assicurare una consultazione efficace fin dalla fase iniziale di tali iniziative; 6) aumentare il numero di accordi europei. La relazione non fornisce soluzioni chiavi in mano, ma informa che la Commissione prenderà posizione una volta emessa la sentenza della CGUE nella causa EPSU contro la Commissione (cfr. IR Notes 156) al fine di «chiarire il modo in cui saranno trattate le future richieste delle parti sociali europee di incorporare i loro accordi nel diritto comunitario. È necessaria una procedura trasparente basata su criteri chiari»; 7) sostenere finanziariamente la creazione, in ogni paese, di banche dati nazionali per accedere ai contratti collettivi, compresi quelli aziendali. Tali banche dati «costituiscono una risorsa preziosa di informazioni, garantiscono la trasparenza e possono aiutare le parti sociali durante la negoziazione di nuovi contratti collettivi». Occorre ora convincere i firmatari stare al gioco, obiettivo che sembra essere molto complicato in alcuni paesi; 8) finanziare, in particolare attraverso il Fondo Sociale Europeo, programmi volti a sviluppare le capacità delle parti sociali negli Stati membri; 9) incoraggiare gli scambi di esperienze e di buone pratiche tramite la creazione di una piattaforma sostenuta dalla Commissione; 10) aumentare il dialogo sul futuro del lavoro (digitalizzazione, cambiamenti climatici) con il supporto delle agenzie europee competenti (Eurofound, EU-OSHA e CEDEFOP). Le parti sociali potrebbero inoltre proporre «di includere un dialogo lungimirante di questa natura» nei loro futuri programmi di lavoro. Infine, il rapporto si conclude con un cauto suggerimento: proporre una revisione della direttiva quadro europea 2002/14 relativa all’informazione e alla consultazione dei lavoratori, «al fine di includere standard minimi comuni per le imprese europee e nazionali, ed evitare abusi sotto forma di società di comodo o catene di subappaltato». Una proposta che non figura nel programma di lavoro della Commissione e non suscita gli entusiasmi del commissario Nicolas Schmit.



  • Reazione delle parti sociali europee : Sebbene vengano accolte favorevolmente gran parte delle richieste formulate dalle parti sociali europee nella Dichiarazione congiunta pubblicata il 18 dicembre 2020, la relazione di Andrea Nahles rimane evasiva sul finanziamento del dialogo sociale settoriale europeo. Le parti sociali europee del settore dei servizi lamentano infatti legittimamente in una Dichiarazione congiunta che la Commissione abbia trasferito loro i costi di funzionamento dei comitati di dialogo sociale settoriale (cfr. Comunicato UNI-Europa). La Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici sottolinea che questa relazione arriva in un momento in cui la fiducia tra la Commissione e le parti sociali è ai minimi storici e si dice in attesa di avviare il lavoro con il commissario Nicolas Schmit sul «trattamento riservato agli accordi negoziati» (cfr. comunicato).


Dovere di vigilanza : La Commissione affari giuridici del Parlamento Europeo ha adottato, con 21 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astenuto, un progetto di iniziativa legislativa volto ad introdurre un dovere di vigilanza a carico delle aziende europee. Il testo invita la Commissione a presentare con urgenza una legislazione che garantisca che le aziende siano chiamate a rispondere dei pregiudizi arrecati – o che hanno concorso ad arrecare-  ai diritti umani, all’ambiente e alla sana gestione. Questa stessa legislazione dovrebbe garantire alle vittime l’accesso ai mezzi di ricorso legale (cfr. comunicato).
> Per saperne di più:
si rimanda ai documenti messi online dai servizi del Parlamento: 1) Studio del Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS): Corporate due diligence and corporate accountability; 2) Briefing del Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS): Towards a mandatory EU system of due diligence for supply chains.
> Per agire:
si veda la campagna a favore dell’introduzione di un obbligo di vigilanza sostenuta da diverse organizzazioni sindacali e ONG.



Un piano europeo per sconfiggere il cancro : Il 2 febbraio la Commissione Europea ha presentato una comunicazione su «Un piano europeo di lotta contro il cancro» in cui si sottolinea l’importanza di «ridurre l’esposizione agli agenti cancerogeni in ambienti specifici, come i luoghi di lavoro, considerato che il 52% dei decessi annuali per causa professionale nell’UE può essere attribuito a cancro lavoro-correlato». La Commissione prevede di «presentare una proposta legislativa nel 2022 per ridurre ulteriormente l’esposizione dei lavoratori all’amianto al fine di proteggerli dai rischi di cancro». Inoltre, il nuovo quadro strategico sulla salute e la sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027 stabilirà impegni precisi per ridurre l’esposizione professionale alle sostanze chimiche». Nel 2022 la Commissione avvierà altresì uno studio sul ritorno al lavoro dei sopravvissuti al cancro al fine di valutare le politiche nazionali in questo settore e individuare gli ostacoli e le sfide ancora sussistenti. La Confederazione Europea dei Sindacati ritiene che il «livello di ambizione» della Commissione sia «deludente». «Muoiono ogni anno di cancro lavoro-correlato oltre 100.000 persone, un dato che rappresenta circa il 10% del totale delle vittime del cancro in Europa. Il cancro professionale dovrebbe essere una specifica “iniziativa faro” nel piano», ha dichiarato Per Hilmersson, Vice segretario generale della CES (cfr. comunicato).


Dialogo sociale settoriale

Giurisprudenza

Discriminazione tra lavoratori disabili : Al fine di godere di uno sgravio contributivo nei confronti dell’ente pubblico competente per l’inserimento dei lavoratori disabili, la direzione di una clinica polacca ha deciso, a seguito di una riunione del personale tenutasi nel 2013, di attribuire bonus ai dipendenti per incoraggiarli a presentare un certificato di riconoscimento della disabilità. Tredici lavoratori hanno così potuto usufruire di un bonus di 60 euro al mese, ma non una lavoratrice della stessa struttura che aveva presentato la certificazione di accertamento qualche anno prima, ritrovandosi quindi esclusa da tale misura retributiva, alla stessa stregua di altri 16 colleghi nel suo caso. Nell’interpretare l’articolo 2 della direttiva 2000/78, la Corte di Giustizia chiarisce che la tutela contro la discriminazione non copre solo la discriminazione tra persone senza disabilità e persone con disabilità (cfr. Discrimination). «La tutela conferita da tale direttiva sarebbe tuttavia attenuata» se si dovesse ritenere che la discriminazione all’interno di un gruppo di persone che presentino tutte una disabilità si sottragga, «per definizione, al divieto di discriminazione da essa previsto soltanto per il motivo che la differenza di trattamento ha luogo tra disabili» (35). La direttiva «è volt(a) a tutelare un lavoratore che presenta una disabilità  (…) contro qualsiasi discriminazione basata su di essa, non solo rispetto ai lavoratori non disabili, ma anche rispetto agli altri lavoratori disabili» (36) (CGUE, 26 gennaio 2021, causa C-16/19, VL. e comunicato).


2. Stati membri
Belgio

  • Contratto collettivo di lavoro temporaneo sullo smart working : Le parti sociali, riunite nel Consiglio nazionale del lavoro, hanno adottato, il 26 gennaio, il Contratto collettivo di lavoro sul telelavoro raccomandato o reso obbligatorio a causa dell’emergenza coronavirus (CCT – Convention Collective du Travail – n.149) che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021. Esso non si sostituisce alla CCT n. 85, la normativa di recepimento dell’accordo europeo sul telelavoro, in quanto si riferisce al solo lavoro da remoto reso obbligatorio o raccomandato dalle autorità per combattere la pandemia. Alle imprese che non disponevano di un regime di telelavoro “normale” corre l’obbligo di concludere accordi che stabiliscano un quadro chiaro per il telelavoro imposta dall’emergenza coronavirus.

Danimarca

  • Accordo per i rider : Il sindacato 3F ha concluso un accordo di categoria con l’organizzazione imprenditoriale Danks Erhverv che coprirà i lavoratori della piattaforma digitale per la consegna di pasti a domicilio Just Eat fino al 2023. L’accordo prevede un salario orario minimo di 16,60 euro dal 1° marzo 2021 e di 17,22 euro dal 1° marzo 2022. Il numero minimo di ore lavorative settimanali è fissato a otto, con la possibilità di arrivare fino a 37 ore, con un limite massimo di 44 ore, inclusi gli straordinari (cfr. comunicato dell’ETF).

Francia

  • Distacco dei lavoratori : Il 21 gennaio, il Ministero del Lavoro ha emesso un’Istruzione in materia di distacco internazionale dei lavoratori in Francia da parte delle imprese con sede in paesi diversi dalla Francia, nonché sul controllo di tali distacchi. Il testo specifica la legislazione e normative applicabili al distacco dei lavoratori, in particolare lo “zoccolo duro” delle norme obbligatorie del diritto del lavoro francese, insieme alle modalità di calcolo delle retribuzioni.

Irlanda

Strategia di sviluppo del telelavoro. I : l Governo ha pubblicato, lo scorso 15 gennaio, la prima Strategia nazionale in favore del telelavoro, che mira fare del lavoro da remoto una scelta stabile di vita dopo la pandemia. La strategia definisce le azioni in favore del rafforzamento dei diritti e doveri dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché per l’implementazione delle infrastrutture necessarie per il lavoro da remoto. Il governo intende inoltre legiferare per riconoscere ai lavoratori il diritto di richiedere il telelavoro ed emettere un Codice di buona condotta sul diritto alla disconnessione.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Istituzione di comitati : Il management del gruppo americano Aptar e la Delegazione Speciale di Negoziazione (DSN) si riuniranno il 15 febbraio per una revisione della bozza di accordo istitutivo del comitato aziendale europeo. Il gruppo ha nominato la succursale francese della sua filiale britannica come suo rappresentante ai fini della negoziazione dell’accordo, che sarà quindi assoggettato al diritto francese. Nel comitato aziendale europeo è attribuito un seggio ad ogni paese con un organico minimo di 20 dipendenti, e un totale di 17 seggi. Il rappresentante del Regno Unito sarà membro del comitato aziendale europeo per i primi quattro anni dalla costituzione; verrà poi avviato, durante il terzo anno, il negoziato per decidere del suo futuro all’interno del comitato stesso. Le delegazioni più numerose provengono dalla Francia (4.647 dipendenti e 7 seggi) e dalla Germania (2.156 dipendenti e 4 seggi). Il comitato aziendale europeo copre i poco oltre 7.800 addetti nell’UE. La bozza di accordo contiene una clausola molto dettagliata sulle competenze del CAE e include due temi oggetto di approfondimento: “salute e sicurezza sul lavoro” e “sviluppo sostenibile e ambiente” che saranno discussi durante due giornate di formazione. È riconosciuto ai membri del CAE un monte di 64 ore all’anno per esercitare il loro mandato. Il monte ore annuale sale a 96 per i membri del comitato ristretto e a 128 ore per il segretario. I membri del CAE sono liberi di rivolgersi all’ente di loro scelta per l’organizzazione di un corso di formazione di due giorni da tenere durante il loro mandato. Il CAE ha altresì la facoltà di rivolgersi a un esperto di propria scelta per richiedere una consulenza entro i limiti di un massimo di 60.000 euro all’anno. Esso può anche essere assistito da un esperto nominato da IndustriAll Europe, che ha già sostenuto la DSN durante il negoziato. Per quanto di nostra conoscenza, questa è la prima bozza di accordo a prendere in considerazione il rischio di pandemia, autorizzando riunioni a distanza del comitato aziendale europeo in caso di crisi sanitaria (videoconferenze, o forme ibride con riunioni fisiche).


Accordi transnazionali

  • Maternità e co-genitorialità : È oramai disponibile online l’Emendamento all’Accordo globale del 2017 su uno zoccolo minimo di tutele dei lavoratori, concluso il 15 dicembre 2020 tra il management di Solvay e il Solvay Global Forum. I firmatari estendono la politica globale di 14 settimane di congedo di maternità portandolo a 16 settimane, ricomprendendo dal 2021 i co-genitori dipendenti dell’azienda, quale che sia il sesso.
 

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Pubblicata in 6 lingue e disponibile su abbonamento, questa newsletter offre un accesso a informazioni concise, mirate e pratiche sui grandi temi dell'Europa sociale e del dialogo sociale transnazionale.

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Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

  • Un'intervista a un professionista del settore delle relazioni industriali, che offre una prospettiva unica su una questione sociale di attualità, su un accordo o su un esempio di buone pratiche.
  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
  • Infine, "IR Notes" ti tiene informato sui principali studi e ricerche condotti sul mondo del lavoro.

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