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IR Notes 158 – 24 febbraio 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Franck Bonot, co-animatore della rete Sharers & Workers (*)
Considerare tutti i lavoratori
delle piattaforme online come dipendenti, per legge o tramite
pronunce giurisprudenziali, è la soluzione per migliorare le
loro condizioni di lavoro? Dal 2018 si evidenzia un’accelerazione del
contenzioso tra le piattaforme e i loro lavoratori, con una tendenza
a riclassificare il rapporto di fornitura di servizi come lavoro
subordinato. Eppure non è questa la sola strada da percorrere, oltre
al fatto che non sempre è questa la richiesta dei lavoratori delle
piattaforme digitali. Su circa 400 controversie in Francia tra
autisti e piattaforme, la maggior parte degli autisti ha lasciato la
professione perché la piattaforma ha modificato strada facendo le
condizioni di remunerazione. L’unico modo per essere risarciti della
perdita subita è essere riclassificati come dipendenti. Si tratta
però di un mezzo, piuttosto che di un fine. Si parte da una situazione in cui i diversi
operatori si sono affermati in un mercato sfuggendo ad ogni tipo di
regolamentazione: il Far West! Occorre quindi civilizzare questi
modelli attraverso strategie win-win. Prefissarsi l’obiettivo di
applicare il modello della subordinazione non risolve tutti i
problemi: non garantisce il pagamento di un reddito decente, né
risolve le questioni di salute e sicurezza sul lavoro, né gli
effetti della gestione algoritmica. Nell’ambito di un progetto guidato dalla
Fondazione Brodolini (Don’t
GIG up!) abbiamo lavorato alla definizione di un
luogo di lavoro per i ciclofattorini. Se consideriamo che sia la
strada, è difficile intervenire. Abbiamo così individuato un luogo
di lavoro virtuale, la piattaforma. Questa qualifica, che riconosce
la piattaforma come sede di lavoro, consente di far rientrare la
piattaforma nel campo di applicazione della direttiva quadro europea
del 1989 sulla salute e la sicurezza sul lavoro. In altre parole,
questa assimilazione della piattaforma allo “stabilimento” ai sensi
della direttiva, obbliga la piattaforma ad assumersi gli obblighi
del datore di lavoro in materia di salute e sicurezza sul
lavoro. Occorre incidere
sul modello per renderlo più virtuoso, per i lavoratori, per
l’ambiente e per gli spazi pubblici delle città. Nella sentenza
della Corte Suprema del Regno Unito, il punto di maggiore
importanza, che ha maggiore impatto, non è tanto la
riclassificazione in “worker“, quanto il fatto di ritenere
che non appena un fattorino si collega all’applicazione, ed è pronto
a prendere una corsa, sta già lavorando. Qui andiamo a toccare il
cuore di questo modello economico: i rider sono spinti a connettersi
il più possibile, in modo da avere la disponibilità di un numero
massimo di fornitori e rispondere a una richiesta in tempi brevi.
Dire che questo tempo di disponibilità deve essere remunerato
modifica l’equilibrio del rapporto contrattuale e costringe le
piattaforme a ripensare il loro modello.
(*) Link al sito di Sharers & Workers,
specializzato nell’analisi dell’economia collaborativa e delle
piattaforme digitali.
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Agenda
3 marzo Bruxelles
Adozione del piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali.
11 marzo
Online
Conferenza organizzata dal Comitato per il dialogo sociale della Camera
di Commercio nazionale polacca (KIG) su “Il
mondo del lavoro e il dialogo dopo la pandemia”, con interventi
di Piotr Ostrowski, Vicepresidente dell’OPZZ, e Maciej Witucki,
Presidente della confederazione imprenditoriale Lewiatan.
11
marzo Online Seminario
organizzato congiuntamente dall’IRES e l’Università di Rennes su “Sindacalismo
e azione collettiva dei lavoratori delle piattaforme. Analisi
comparativa Italia-Francia ”.
15
marzo Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica sociale.
25
marzo Online Seminario
internazionale dell’Ires, sul tema “Italia: il ruolo dei collettivi
auto-organizzati nella rappresentanza dei rider”, con Cristina Nizzoli,
ricercatrice dell’Ires, Arthur Jan, dottorando al Lise-Cnam e Martin
Willems, responsabile nazionale ACV-CSC United Freelancers.
27 -29 aprile
Online
Conferenza e congresso della federazione sindacale europea UNI Europa
(programma).
7-8
maggio Porto
Vertice sociale europeo.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a
La squadra: questo
numero è stato redatto da Tamás
Gyulavári, Pascale Turlan,
Frédéric
Turlan e
Aimee Waldon. Vedi sul sito la squadra di
lavoro di IR Share.
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Note legali.
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(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0621 Z 93933.
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Prima
Pagina
Le corti
supreme resistono all’Uberizzazione
Mercoledì 24 febbraio il Collegio dei Commissari doveva adottare (ha adottato) una posizione sulle iniziative
destinate a migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme
online (cfr. comunicato).
L’iniziativa giunge una settimana dopo la pubblicazione di diverse sentenze da parte
di giurisdizioni nazionali in cui è stato negato il carattere di lavoro autonomo in
relazione al rapporto che lega gli autisti alla piattaforma Uber. Dopo la Corte di
Cassazione francese, che nel marzo 2020 aveva riclassificato il rapporto
contrattuale di un autista di Uber come lavoro subordinato (cfr. IR Notes 137), è
giunta ora anche la sentenza della Corte Suprema del Regno Unito, che riclassifica
il rapporto di lavoro di un autista di Uber in “worker“, escludendo che
possa trattarsi di lavoro autonomo. Quello di “worker” è uno status
intermedio tra lavoratore dipendente e autonomo, che conferisce ai lavoratori alcuni
diritti, quali il salario minimo o le ferie retribuite (cfr. sentenza
e sintesi).
In Olanda, poi, la Corte d’Appello di Amsterdam ha emesso una sentenza,
il 16 febbraio scorso, riclassificando anch’essa, in un procedimento giudiziario
sostenuto dalla confederazione sindacale FNV, i rider di Deliveroo in lavoratori
dipendenti. Come ha dichiarato Nuna Zekić, professore associato all’Università di
Tilburg, «Questa sentenza dovrebbe segnare la fine del dibattito sullo status dei
rider in Olanda». Infatti, «La maggior parte delle sentenze emesse dalle
giurisdizioni nazionali negli ultimi mesi adottano tutte questo orientamento»,
conferma Valerio De Stefano, professore di Diritto del Lavoro all’Università
Cattolica di Lovanio (KU Leuven). Pur accogliendo con grande favore queste recenti
sentenze (cfr. comunicato),
la Confederazione Europea dei Sindacati ritiene necessaria l’adozione di una
legislazione europea, in quanto i successi ottenuti in tribunale «a volte rendono
giustizia solo a singoli o a piccoli gruppi di lavoratori, mentre le aziende della
gig-economy continuano a sfruttare milioni di lavoratori». È quindi molto atteso il
lancio della consultazione delle parti sociali europee, il primo passo verso una
futura legislazione che però vedrà la luce solo tra diversi anni. Occorre però
rilevare che il susseguirsi di sentenze sfavorevoli a un modello che si limita ad
assoggettare i lavoratori autonomi agli algoritmi comincia a produrre effetti:
alcune piattaforme digitali, infatti, al fine di limitare le controversie,
migliorano le condizioni di lavoro dei loro addetti, mentre altre hanno adottato la
decisione di convertire i loro lavoratori autonomi in lavoratori dipendenti, come ad
esempio la società di consegne Just Eat in Francia, che ha annunciato l’assunzione
di 4.500 persone entro la fine dell’anno.
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1. Unione
Europea
Progetti
- La Commissione discute i dossier sociali :
In vista della riunione
del 3 marzo, figurano all’ordine del giorno del collegio dei commissari
diverse tematiche sociali: 1) il piano d’azione per l’attuazione de Pilastro
europeo dei diritti sociali; 2) l’iniziativa tanto attesa sulle misure per la
trasparenza salariale volte a ridurre il divario retributivo; 3) la strategia
per rafforzare i diritti delle persone con disabilità.
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Attualità
sociale
Salari minimi adeguati :
Il Parlamento Europeo ha adottato il 10
febbraio, una Risoluzione
sulla riduzione delle disuguaglianze con particolare attenzione alla povertà
lavorativa » in cui gli Eurodeputati sostengono la proposta di direttiva
della Commissione Europea su salari minimi adeguati nell’UE (cfr. IR Notes 151).
Malgrado l’astensione di circa 200 eurodeputati, il testo ha ottenuto 365 voti a
favore (e 118 voti contrari). La Commissione Occupazione e Affari sociali del
Parlamento ha inoltre nominato i due europarlamentari che sosterranno la posizione
del Parlamento nelle discussioni con il Consiglio e la Commissione. La scelta è
ricaduta su due pesi massimi della Commissione, l’olandese Agnes Jongerius (S&D)
e il tedesco Denis Radtke (PPE), che spiegano: «I salari decenti sono un elemento
fondamentale dello zoccolo europeo dei diritti sociali: è giunto il momento di
attuare questo principio e noi siamo pronti a cogliere questa opportunità unica»
(cfr. comunicato).
Sui salari minimi, il Parlamento evidenzia il ruolo della contrattazione collettiva:
gli Stati membri devono «promuovere la contrattazione collettiva» e «adeguare la
propria legislazione nazionale, qualora essa ostacoli la contrattazione collettiva e
il diritto di associarsi, di negoziare e concludere accordi collettivi». Attraverso
i contratti collettivi o, in mancanza, attraverso i salari minimi legali,
l’obiettivo è garantire che «nessun lavoratore, o la rispettiva famiglia, sia a
rischio di povertà e che tutti possano vivere del proprio lavoro e partecipare alla
società». Secondo l’opinione dei due europarlamentari, la direttiva «dovrebbe
garantire che i salari minimi legali, dove applicabili, siano sempre fissati al di
sopra della soglia di povertà». In altre parole, dovrebbero essere pari ad almeno il
60% del salario mediano, un livello attualmente in vigore in soli tre Stati membri.
Nello stesso tempo, i salari minimi devono essere fissati dalle parti sociali o
dagli Stati membri tenendo conto «della loro incidenza sulla competitività, sulla
creazione di posti di lavoro e sulla povertà lavorativa».
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Riduzione delle disuguaglianze, smart working,
piattaforme e tirocini : La Risoluzione
sulla riduzione delle disuguaglianze con particolare attenzione alla povertà
lavorativa (cfr. supra) va oltre la questione dei salari minimi e
mira alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze. Obiettivi che «possono
essere conseguiti facendo ricorso a strumenti quali, ad esempio, un reddito minimo,
un salario minimo e una pensione minima nell’ambito del primo pilastro». Tra le
richieste degli europarlamentari figurano inoltre: 1) un «quadro legislativo volto a
regolamentare le condizioni del telelavoro all’interno dell’UE, al fine di garantire
condizioni lavorative e occupazionali dignitose nell’economia digitale»; 2) una
proposta legislativa sui lavoratori delle piattaforme digitali
«includendo tali lavoratori nelle leggi vigenti in materia di lavoro e nelle
disposizioni in materia di sicurezza sociale, al fine di migliorarne le condizioni
di lavoro, le competenze e la formazione e di garantire loro orari di lavoro
prevedibili». La proposta dovrebbe inoltre garantire che essi «possano costituire
rappresentanze dei lavoratori e formare sindacati per concludere contratti
collettivi»; 3) una revisione «urgente» del quadro europeo di qualità in materia di
tirocini, «al fine di includere, tra i criteri qualitativi, il principio della
remunerazione dei tirocini». Infine, occorre rilevare che gli Eurodeputati hanno
respinto per un voto (319 contro 320 e 57 astenuti) l’inclusione di un protocollo
sul progresso sociale nei trattati europei al fine di garantire che vengano trattati
in pari modo le libertà economiche del mercato unico e i diritti sociali.
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Dialogo
sociale settoriale
- Mercato dello zucchero. A
seguito della riunione del comitato settoriale di dialogo sociale l’8 febbraio,
le parti sociali europee del settore dello zucchero hanno adottato delle
conclusioni congiunte in cui si richiedono politiche europee più coerenti per
garantire una transizione giusta (cfr. comunicato
dell’Effat).
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Giurisprudenza
Monopolio dei lavoratori portuali :
La Corte di Giustizia ha emesso una sentenza che consente agli
Stati di mantenere le legislazioni di monopolio a favore dei lavoratori portuali per
le attività di movimentazione nelle aree portuali. Il caso in esame riguardava una
normativa belga secondo la quale le imprese che svolgono attività portuali sono
tenute ad utilizzare soltanto lavoratori portuali riconosciuti come tali in
conformità della suddetta normativa, con il divieto di ricorrere a personale proprio
o assumere operai non riconosciuti come tali. Pur trattandosi di una restrizione
alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione di servizi, essa è
giustificata da «motivi imperativi di interesse generale», ossia garantire la
sicurezza nelle aree portuali e prevenire gli infortuni sul lavoro. Nondimeno, la
Corte ha ritenuto che per raggiungere il suddetto obiettivo non risultava né
necessario né appropriato l’intervento di una commissione paritetica amministrativa
per il riconoscimento dei lavoratori portuali (CGUE,
11 febbraio 2021, cause C-407/19 e C-471/19, Katoen et Middlegate, cfr. comunicato).
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2. Stati
membri
Germania
Progetto di legge sulla due diligence :
L’articolo 1 della Legge fondamentale tedesca
proclama: «La dignità dell’essere umano è inviolabile». «In esso non si dice però
che ‘la dignità dell’essere umano tedesco è inviolabile’», ha puntualizzato
il Ministro Federale del Lavoro Hubertus Heil (SPD) motivando l’adozione del progetto di legge sul dovere di
vigilanza applicabile alle imprese tedesche. Occorre tutelare tutti gli
esseri umani, in tutto il mondo, contro qualsivoglia violazione dei diritti
fondamentali. Hubertus Heil ha annunciato il 12 febbraio che il progetto di legge,
oggetto di acerbe discussioni in seno alla grande coalizione CDU-SPD per un intero
anno, sarà adottato durante l’attuale legislatura del Bundestag, entro settembre
2021. Secondo tale progetto di legge, le aziende avranno l’obbligo di garantire il
rispetto dei diritti umani e la tutela dell’ambiente nelle loro operazioni
all’estero e presso i loro fornitori. La legge si applicherà inizialmente alle
aziende con oltre 3.000 dipendenti dal 2023, e, successivamente, dal 2024, alle
aziende con oltre 1.000 dipendenti. Il progetto iniziale promosso da Hubertus Heil
era rivolto alle aziende con oltre 500 addetti. Il compromesso faticosamente
raggiunto con il Ministro dell’Economia, Peter Altmaier (CDU), fermamente opposto
all’imposizione di ulteriori vincoli alle imprese tedesche, rimane tuttavia fragile
e gli oppositori non si sono arresi.
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Ungheria
- Salari minimi. Il 31
dicembre 2020 il Governo ha adottato un decreto (n. 731/2020) prendendo atto del
mancato accordo tra le parti sociali sul livello del salario minimo per il 2021
senza però adottatare unilateralmente la decisione di un aumento, diversamente
da quanto era avvenuto finora, quando, in caso di fallimento dei negoziati, era
lo stesso Governo a decidere l’ammontare del salario minimo per l’anno
successivo. L’accordo tra le parti sociali sul livello salario minimo e sul
salario minimo garantito è stato infine trovato il 25 gennaio. Dal 1° febbraio
2021 il salario minimo ammonterà a 167.400 HUF, e il salario minimo garantito a
219.000 HUF (+4%). Tuttavia, rispetto al 2020, il valore reale del salario
minimo in euro è diminuito a causa della svalutazione della moneta ungherese
rispetto all’euro. Nel 2021 il suo valore è pari a 309 euro, rispetto a 317 euro
nel 2020 e 311 euro nel 2019. Il valore del salario minimo garantito è pari a
404 euro. Rileviamo che sia il salario minimo, sia il salario minimo garantito,
sono notevolmente inferiori al salario minimo vigente negli altri paesi della
regione (Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, ecc.).
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Italia
- Metalmeccanici : Firmato il
5 febbraio dalle organizzazioni sindacali italiane del settore metalmeccanico
(FIOM-CGIL, FIM-CISL e UIL-UILM) il nuovo CCNL che prevede aumenti retributivi e
la riforma dell’inquadramento professionale, in vigore dal 1973. Le
organizzazioni sindacali hanno ottenuto inoltre il rafforzamento dei diritti
collettivi, delle clausole sulla violenza di genere e lo smart working, ivi
compreso il diritto alla disconnessione al di fuori dell’orario lavorativo (cfr.
comunicato
di IndustriAll Global Union).
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Irlanda
Lotta contro il mobbing sul lavoro :
È entrato in vigore il 23 dicembre 2020 un
nuovo Codice di Condotta in materia di prevenzione e contrasto al mobbing sui luoghi
di lavoro rivolto alle aziende e ai lavoratori (Code
of Practice for Employers and Employees on the Prevention and Resolution of
Bullying at Work). Il nuovo codice sostituisce i due precedenti che
coesistevano, quello della Health and Safety Authority (HSA) del 2007 e
della Workplace Relations Commission (WRC) del 2002. Esso si applica a
tutte le tipologie occupazionali in Irlanda, a prescindere se i dipendenti lavorino
in una sede fissa, a casa o siano mobili. Esso contiene consigli pratici sulla
gestione delle segnalazioni e la prevenzione del mobbing sul lavoro. Il codice mira
altresì ad armonizzare i rapporti di lavoro, promuovere l’uguaglianza e fornire
meccanismi di risoluzione delle controversie, promuovendone la rapida composizione
attraverso la mediazione e la conciliazione. Il Codice di Condotta non ha valore
legale, tuttavia, ai sensi dell’Industrial Relations Act del 1990, e del
Safety, Health and Welfare at Work Act del 2005, esso è può essere ammesso
come prova della violazione contestata. (cfr. comunicato
stampa).
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- Dimissioni di una lavoratrice e Covid-19 :
Il Workplace Relation Commission (WRC) ha riclassificato
in licenziamento ingiustificato le dimissioni di una lavoratrice che aveva due
familiari a rischio Covid, ordinando al datore di lavoro di versare alla
dipendente un’indennità pari a cinque settimane di stipendio al fine di
compensare la perdita di retribuzione tra il momento delle dimissioni e l’inizio
del nuovo lavoro. La lavoratrice chiedeva di lavorare da casa e di poter
effettuare una rotazione con i suoi due colleghi per assicurare la presenza in
ufficio a turni. L’azienda ha ritenuto che il lavoro da casa non fosse
possibile, e ha proposto un riassetto degli uffici. Dopo un congedo per
malattia, la dipendente ha ritenuto di dover dare le dimissioni al fine di
proteggere i propri familiari dal rischio Covid a cui continuava ad essere
esposta al lavoro, date le insufficienti o inesistenti misure adottate. Il WRC
ha ritenuto che «il convenuto non avesse fornito una spiegazione adeguata della
non accettazione della richiesta della lavoratrice. La natura essenziale della
presenza in loco sarebbe stata coperta dalla rotazione dei coordinatori delle
operazioni e la significativa mole di lavoro online avrebbe potuto essere svolta
a distanza». Il WRC ha ritenuto che la lavoratrice «avesse formulato
contestazioni chiare, e suggerito come il lavoro potesse essere svolto nel modo
più sicuro possibile. Il convenuto non aveva tuttavia preso in sufficiente
considerazione il problema, non lasciandole altra scelta se non le dimissioni».
Si tratta della prima decisione di questo tipo in Irlanda, e benché non
introduca il diritto allo smart working, obbliga i datori di lavoro a dare
priorità alla salute e alla sicurezza dei lavoratori e a fare ogni sforzo per
riuscirvi positivamente.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Cambiamento del diritto applicabile. :
Al fine di tener conto delle conseguenze
scaturite dalla Brexit, è stato sottoscritto, a fine gennaio, tra il gruppo American Express Global Business
Travel e il comitato aziendale europeo, un Protocollo aggiuntivo all’accordo
istitutivo del comitato aziendale europeo. Secondo i termini del predetto
protocollo aggiuntivo, dal 1° gennaio 2021, la filiale olandese rappresenterà la
direzione centrale dell’azienda in seno al comitato aziendale europeo, in
sostituzione della filiale britannica, con la conseguente scelta di assoggettare
l’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo al diritto olandese, anziché al
diritto britannico. Infine, l’accordo prevede che i membri britannici del comitato
aziendale europeo continuino ad esercitare il loro mandato e che il Regno Unito
rimanga all’interno del campo di applicazione dell’accordo. L’organico inglese
continuerà inoltre ad essere conteggiato ai fini del calcolo del numero di seggi in
seno al CAE e della loro ripartizione tra i diversi paesi rappresentati.
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Cambio del rappresentante della direzione :
Il Central Arbitration Committee
(CAC), la giurisdizione competente per le controversie in materia di relazioni
industriali nel Regno Unito ha emesso, il 15 febbraio, una sentenza in un caso che
opponeva la direzione di Adecco al comitato aziendale
europeo. In seguito alla Brexit, il gruppo, con sede in Svizzera, ha inteso nominare
un nuovo rappresentante della direzione centrale ai fini del CAE, trasferendone la
responsabilità dal Regno Unito all’Irlanda. Esso ha altresì reso nota l’intenzione
di modificare l’accordo per assoggettarlo al diritto irlandese. Quanto alla nomina
del nuovo rappresentante della direzione centrale, il CAC ha fatto riferimento
all’accordo istitutivo del CAE, il quale, già all’atto dell’ultima revisione, aveva
previsto una clausola volta a consentire alla direzione centrale di nominare un
nuovo rappresentante in uno Stato membro dell’UE già al termine del periodo di
transizione successivo alla fuoriuscita effettiva del Regno Unito dall’UE, ossia dal
31 dicembre 2020. Secondo l’opinione del CAC, la direzione non ha fatto altro che
applicare tale clausola e, pertanto, non si poneva la necessità di ottenere il
consenso della maggioranza dei membri del comitato aziendale europeo. Quanto poi
all’intento di modificare il diritto applicabile a favore di quello irlandese, il
CAC ha ritenuto che l’azione del comitato aziendale europeo mirante a contestare il
progetto della direzione fosse prematura, in quanto la direzione non aveva apportato
le suddette modifiche in via unilaterale. Tuttavia, come ha dichiarato Philip Sack,
il legale del comitato aziendale europeo, «il CAC ha confermato che la clausola sul
diritto applicabile all’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo di Adecco
– che attualmente prevede l’applicazione del diritto britannico – può essere
modificata solo previo ottenimento del parere favorevole della maggioranza dei
rappresentanti dei lavoratori». Siffatta decisione dovrebbe dissuadere la direzione
delle imprese multinazionali dal modificare unilateralmente il diritto applicabile
agli accordi sui comitati aziendali europei.
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- Ristrutturazioni :
Il comitato aziendale europeo di Schneider Electric ha emesso
il 10 febbraio un parere
negativo dettagliato riguardo alla proposta di riorganizzazione
dell’attività di media tensione (MT) e al conseguente taglio di 370 posti di
lavoro in due siti in Ungheria e tre siti in Francia. Il comitato aziendale
europeo ha inoltre evidenziato come l’azienda, dopo aver rifiutato la conduzione
di uno studio economico da parte del CAE per il motivo che si trattasse di una
problematica francese, proceda ora alla consultazione dello stesso CAE su una
riorganizzazione che riguarda proprio i due paesi.
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Accordi
aziendali
Transizione energetica : È stato
sottoscritto il 3 dicembre 2020, tra il gruppo energetico italiano ENI e le federazioni sindacali
Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, un accordo su un nuovo Modello
di relazioni sociali a supporto del percorso di transizione energetica (cfr.
comunicato
di IndustriAll Global Union). Di fronte alle incertezze e agli sconvolgimenti legati
alla transizione energetica, le parti «ritengono che un sistema di relazioni
industriali ancor più efficace e partecipativo sia necessario per accompagnare i
processi di trasformazione». L’obiettivo a tutti i livelli è quello di incoraggiare
una «cultura del rapporto bilaterale, continuo, costante e inclusivo, basato sulla
ricerca delle migliori iniziative tese alla crescita dell’Impresa e alla
partecipazione attiva dei lavoratori». Il testo istituisce inoltre due comitati
congiunti, un comitato sulla strategia del gruppo e l’altro sul welfare aziendale.
Le parti condividono inoltre di istituire un’apposita commissione che valuterà nuove
modalità di estensione e applicazione del lavoro agile.
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4. Studi e
rapporti
- Salari minimi : La
Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
(Eurofound) ha reso noti il 3 febbraio i
primi risultati del suo studio annuale sui salari minimi nel 2021.
Malgrado gli aumenti piuttosto cauti adottati dalla maggior parte dei paesi, i
bassi livelli di inflazione hanno fatto sì che il valore dei salari minimi sia
aumentato in misura superiore all’aumento dei prezzi. Il rapporto sottolinea
come le risposte politiche apportate nel contesto della pandemia da Covid-19
differiscano dall’approccio adottato durante la crisi finanziaria globale del
2008, quando molti paesi decisero rapidamente di congelare i salari minimi
nominali.
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- Tornare al lavoro dopo il cancro :
L’Economic and Social Research Institute (ESRI) ha
pubblicato un rapporto il 16 febbraio sul ritorno al lavoro dopo il cancro (Returning
to employment following a diagnosis of cancer: An Irish Survey). Secondo
gli autori, la metà circa di coloro che riprendono il lavoro dopo una diagnosi
di cancro dichiarano che la malattia ha avuto un impatto negativo sulla loro
carriera. Le donne, i lavoratori più giovani, i lavoratori autonomi, insieme ai
pubblici impiegati, hanno maggiori probabilità di segnalare un impatto negativo
(cfr. comunicato
stampa).
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