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IR Notes 164 – Vertice di Porto: il mantra dell’Europa sociale

  IR Notes 164 – 19 maggio 2021
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  Una domanda a…
Fanny Högrell, responsabile sindacale per il genere e la parità, IF Metall

Il sindacato svedese dei lavoratori metalmeccanici, IF Metall (300.000 iscritti), ha lanciato la campagna annuale a favore dei diritti delle donne al fine di rendere i luoghi di lavoro più accoglienti per le donne durante il ciclo mestruate. Come spiega questa scelta?
Il nostro sindacato si è dichiarato “sindacato femminista” nel 2014, quando abbiamo affermato che la parità di trattamento non si attua prendendo posizioni, ma attraverso la conoscenza e l’educazione. Dal nostro congresso del 2017, ogni anno lanciamo una campagna l’8 marzo a favore della promozione dei diritti delle donne. Nel 2019, la campagna era dedicata al duplice stress subito dalle donne, quello connesso al lavoro e quello dovuto alle incombenze domestiche. Nel 2020, riguardava le “misure attive” ossia le misure di prevenzione e promozione al fine di impedire la discriminazione e le molestie sessuali. Quest’anno, con il sostegno dell’associazione Mensen, essa è volta a rendere i luoghi di lavoro più accoglienti per le donne durante il ciclo mestruale (cfr. Intervista con Klara Rydström, in IR Notes n°131). Secondo un sondaggio condotto tra i nostri membri una donna su tre è stata obbligata a prendere un congedo per malattia negli ultimi due anni a causa delle mestruazioni; una donna su tre ha subito sul luogo di lavoro un linguaggio offensivo riguardo alle mestruazioni; infine, oltre una donna su dieci dichiara di non potersi allontanare dal posto di lavoro per cambiare la protezione igienica. Benché la Svezia sia uno dei paesi più avanzati del mondo in termini di parità di trattamento tra donne e uomini, questo sondaggio mostra la persistenza di disuguaglianze che si ripercuotono sulle condizioni di lavoro delle donne e possono incidere negativamente  sulla valutazione del loro lavoro, e finanche sulla loro carriera. Il confronto con altri paesi del mondo, in particolare l’Asia, evidenzia che su questo tema ci sono margini di miglioramento, che occorre aprire il dibattito e agire. Oltre al sondaggio, abbiamo organizzato un webinar con i rappresentanti delle aziende e distribuito manifesti e volantini nei luoghi di lavoro evidenziando cinque misure: 1) organizzare il lavoro in modo da rendere possibili le pause per recarsi in bagno quando necessario, o in una sala di riposo per potersi sdraiare; 2) accesso a servizi igienici dotati di cestino, lavandino, e protezioni igieniche a disposizione; 3) migliorare la conoscenza delle mestruazioni e dei loro sintomi, coinvolgendo i lavoratori uomini; 4) creare un dialogo aperto sui luoghi di lavoro in modo che una donna che un giorno si senta male, possa rimanere a casa senza provare sensi di colpa nei confronti dei colleghi, sia che la causa sia un raffreddore o un dolore mestruale; 5) includere il tema delle mestruazioni nella politica di salute e sicurezza sul lavoro. La documentazione è stata inviata a tutte le aziende. La copertura della campagna da parte dei I mass media è stata davvero ottima. Ogni azione in questo campo deve essere intrapresa in collaborazione con i datori di lavoro, sia a livello di aziendale sia a livello settoriale.  La campagna, della durata di un anno, comincia a dare i suoi frutti: Meritor, un subappaltatore dell’industria automobilistica, mette oramai a disposizione protezione igieniche gratuite.

 
  Agenda

 


20 maggio
Online

Conferenza organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo sul tema “Exploring the link between growth and welfare states” (Esplorare il legame tra crescita e stato sociale), con Anke Hassel e Bruno Palier, che presentano il loro libro di recente pubblicazione.


21 maggio
Online

Webinair, dalle 10 alle 11.30, organizzato dal Gruppo Lavoratori del Comitato economico e sociale europeo (CESE) dedicato alla proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati nell’UE, con la partecipazione del Commissario europeo Nicolas Schmit, i relatori del Parlamento Europeo Agnes Jongerius (S&D) e Dennis Radtke (PPE), il Presidente del Gruppo Lavoratori Oliver Röpke e Cinzia Del Rio, membro del CESE e co-relatrice del parere sulla proposta di direttiva.


24 maggio-27 luglio
Online
Formazione gratuita online organizzata dall’lstituto  Sindacale Europeo (ETUI) destinata ai membri (o futuri membri) dei comitati aziendali europei sul tema “The rules of game” (Le regole del gioco dei comitati aziendali europei”). Dodici ore di corso con una cadenza di due ore settimanalidal 24 maggio al 2 luglio per la lingua spagnola (2a edizione).


26-28 maggio
Online
Formazione gratuita online organizzata dall’lstituto  Sindacale Europeo (ETUI) sul dialogo sociale verde “Green social dialogue”. La formazione approfondirà il ruolo della contrattazione collettiva e del dialogo sociale alla luce dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile, con un’attenzione particolare alle “clausole ambientali” da inserire nei contratti collettivi.


1-2 giugno
Online
Terzo congresso di IndustriAll Europe.


2 giugno
Lubiana

La rete MoveS (Free Movement of Workers and Social Security Coordination), finanziata dall’UE, organizza un seminario su “The future of social security coordination in the EU” (Il futuro del coordinamento dei regimi previdenziali e assicurativi nell’UE), che si incentrerà su tre temi: l’assistenza sanitaria transfrontaliera, l’assistenza a lungo termine e le prestazioni in materia di disoccupazione.


10 giugno
Online

Conferenza EWPCC 2021 sul ruolo dei comitati aziendali europei e dei comitati di società europea nell’indirizzo delle politiche aziendali volte a far fronte alle sfide poste dalla Covid in materia di salute, occupazione e organizzazione del lavoro.


11 giugno
Online
Seminario della rete MoveS, organizzato dai membri francesi, sul tema “L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla libera circolazione dei lavoratori: riflessione sulle categorie emergenti e il loro potere di trasformazione “, con un approfondimento dedicato al telelavoro transfrontaliero (programma non ancora disponibile online).


14-15 giugno
Lussemburgo
Consiglio Occupazione e Affari sociali.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a


La squadra: questo numero è stato redatto da Pascale Turlan e Frédéric Turlan
Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP: 0621 Z 93933.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Vertice di Porto: il mantra dell’Europa sociale

I capi di Stato e di Governo dei ventisette Stati membri hanno adottato l’8 maggio a Porto la Dichiarazione di Porto ribadendo il loro «impegno ad adoperarsi per un’Europa sociale». È occorso tuttavia molto tempo perché alcuni paesi nordici, i quali temono ancora che l’Unione Europea voglia modificare il loro modello sociale, accettassero il termine «Europa sociale», preferendo l’espressione:  «continente della coesione sociale e della prosperità». Alla fin fine, nella dichiarazione si ritrovano entrambe le formulazioni. Così va l’Europa e i suoi laboriosi compromessi a Ventisette, che hanno escluso anche il concetto di «parità di genere», il quale indispone l’Ungheria e la Polonia. Per che cosa ricorderemo questo summit? Innanzitutto, è la prima volta, in oltre vent’anni, che l’UE riafferma la propria dimensione sociale. I rappresentanti degli Stati membri hanno infatti ricordato che «La dimensione sociale, il dialogo sociale e il coinvolgimento attivo delle parti sociali sono sempre stati al centro di un’economia sociale di mercato altamente competitiva». I Ventisette hanno poi approvato la componente sociale della nuova strategia dell’Unione europea che comprende il piano di recupero e il “piano verde”. In concreto, i Ventisette hanno convalidato, da un lato, il piano di attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali presentato dalla Commissione Europea (cfr. IR Notes n° 159), e, dall’altro, i tre obiettivi da raggiungere entro il 2030: 1) occupazione di almeno il 78% delle persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni; 2) partecipazione ogni anno di almeno il 60% degli adulti ad attività formative; 3) diminuzione di almeno 15 milioni del numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale. I progressi compiuti dagli Stati nel raggiungimento di questi obiettivi e nell’applicazione dei venti principi del pilastro saranno misurati ogni anno «nell’ambito del quadro di coordinamento delle politiche nel contesto del semestre europeo» e monitorati «attentamente, anche al più alto livello». Tali impegni sociali sono «un elemento fondamentale della ripresa» che deve garantire una «transizione digitale verde ed equa».
Per quanto non fossero attesi impegni concreti, i Ventisette hanno messo in rilievo l’importanza a loro avviso dei testi in discussione o in preparazione, quali ad esempio quelli relativi ai «cambiamenti legati alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, al telelavoro e all’economia delle piattaforme (…) al fine di rafforzare i diritti dei lavoratori, i sistemi di sicurezza sociale e la salute e la sicurezza sul lavoro». Nello stesso tempo, si sono voluti celare i dissensi, evitando di menzionare direttamente la proposta di direttiva sui salari minimi adeguati – anche se i Ventisette si sono detti determinati «a difendere i salari equi» -, o quella sulla trasparenza finanziaria – pur avendo dichiarato la loro volontà a lavorare attivamente al fine di «colmare i divari di genere a livello occupazionale, retributivo e pensionistico». Infine, i Ventisette hanno accolto con favore «la presentazione, ad opera delle parti sociali europee, di una proposta congiunta relativa a un insieme alternativo di indicatori per misurare i progressi economici, sociali e ambientali, che integri il PIL come misura del benessere per una crescita inclusiva e sostenibile».


1. Unione Europea
Attualità sociale

Gli impegni dell’UE a Porto : Nell’Impegno sociale di Porto adottato il 7 maggio, i rappresentanti delle istituzioni europee, le parti sociali e i rappresentanti della società civile hanno rivolto all’UE un appello a «mantenere le misure di emergenza per tutto il tempo necessario, promuovendo nel contempo un approccio strategico volto ad agevolare la creazione di nuovi posti di lavoro di qualità e la transizione da un posto di lavoro all’altro» (cfr. comunicato). È stato altresì concordato di «promuovere un dialogo sociale autonomo in quanto elemento strutturante del modello sociale europeo, di consolidarlo a livello europeo, nazionale, regionale, settoriale e aziendale, garantendo in particolare un quadro favorevole alla contrattazione collettiva nei diversi modelli esistenti negli Stati membri». Il vertice dovrebbe segnare il ritorno in primo piano della contrattazione collettiva. Nel discorso di chiusura, il Commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali, Nicolas Schmit, ha sottolineato che l’UE intende rafforzare il dialogo sociale e promuovere la contrattazione collettiva, «che dovrebbe essere la “regola d’oro” da seguire nei nostri mercati del lavoro».



  • Conti individuali per l’apprendimento : La Commissione Europea ha avviato, il 28 aprile, una consultazione aperta a tutti i cittadini europei fino al 16 luglio, riguardante il progetto da essa promosso per sviluppare conti individuali di apprendimento che consentano di affrontare le due grandi sfide dell’Unione: da un lato, gli importanti cambiamenti in termini di competenze dovuti alla duplice transizione, digitale e ambientale, e, dall’altro, la necessità di agevolare l’accesso alla formazione professionale dei lavoratori atipici, quali i lavoratori temporanei o i lavoratori della gig-economy. I risultati della consultazione contribuiranno alla futura proposta di raccomandazione del Consiglio sui conti individuali di apprendimento che la Commissione intende presentare a fine anno.
    > Si veda anche:
    lo studio dell’Istituto Jacques Delors dedicato a tale tema, che sostiene la creazione di un conto individuale europeo di apprendimento per «garantire la portabilità dei diritti non solo da un posto di lavoro o da uno status all’altro, ma anche da un paese all’altro».


Revisione della strategia industriale : La Commissione Europea ha presentato il 5 maggio i diversi documenti di aggiornamento della strategia industriale dell’Unione: una comunicazione (in inglese) e una Proposta di regolamento per porre rimedio alle distorsioni causate dalle sovvenzioni estere nel mercato unico (in inglese) accompagnata da un’Analisi d’impatto (cfr. comunicato). Essa ha altresì pubblicato la Relazione annuale 2021 sul mercato unico; un’Analisi sulle dipendenze e capacità strategiche dell’Europa, nonché un Documento su un’industria siderurgica europea competitiva e pulita (cfr. comunicato e comunicato domande e risposte). La federazione sindacale europea IndustriAll Europe si è rallegrata che i suoi ripetuti avvertimenti sulla deindustrializzazione siano finalmente stati ascoltati. È ora «fondamentale che i Governi europei e l’UE agiscano con decisione per affrontare le dipendenze strategiche attraverso la reindustrializzazione, l’economia circolare e le misure di politica commerciale». Esprimendo il proprio accordo riguardo al pacchetto di misure in materia di lotta contro «la concorrenza sleale dovuta alle sovvenzioni estere», IndustriAll richiede «un dialogo sociale attivo a tutti i livelli». «Il dialogo sociale e la partecipazione dei lavoratori sono strumenti essenziali – poco riconosciuti da molti Stati membri – rimarca la federazione, e devono essere meglio promossi e rafforzati dalle istituzioni europee» (cfr. comunicato di IndustriAll Europe). Sul fronte imprenditoriale, l’iniziativa è stata favorevolmente accolta dalla Ceemet (cfr. comunicato).



  • Intervento del FEG. Il 6 maggio, la Commissione Europea ha proposto uno stanziamento di 6,8 milioni di euro del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione a sostegno dagli ex lavoratori di KLM (1.200 persone) in Olanda e di Finnair in Finlandia (500 persone) che hanno perso il lavoro a causa dell’impatto della crisi da COVID-19 sul trasporto aereo di passeggeri (cfr. comunicato).

  • Conferenza sul futuro dell’Europa. La Conferenza sul futuro dell’Europa è stata avviata ufficialmente il 9 maggio a Strasburgo (cfr. comunicato) con l’adozione del regolamento interno che stabilisce la composizione della plenaria della Conferenza e le sue modalità di funzionamento (cfr. (v. comunicato). È stata creata una piattaforma digitale al fine di dare ai cittadini l’opportunità di «esprimersi, di raccontare l’Europa» in cui vorrebbero «vivere e contribuire a plasmare il nostro futuro». Tra i temi scelti figura “giustizia sociale e occupazione”. La piattaforma consente di condividere le idee, partecipare a un evento o di organizzare un evento.

  • Fronte imprenditoriale contro il salario minimo. Dieci organizzazioni datoriali europee hanno adottato il 5 maggio una Posizione comune al fine di chiedere alla Commissione Europea di riconsiderare la proposta di direttiva sui salari minimi adeguati. Dichiarano che la Commissione, volendo rafforzare la contrattazione collettiva, mina l’autonomia delle parti sociali, e che una raccomandazione (non vincolante) sarebbe più adeguata di una direttiva, e più rispettosa delle prerogative degli Stati membri, i soli competenti ad intervenire in materia di salari.


2. Stati membri
Spagna

Lo statuto dei lavoratori si adatta agli algoritmi : Il Regio decreto-legge 9/2021, dell’11 maggio, recante modifiche dello Statuto dei Lavoratori, contiene soltanto due articoli, ma di contenuto molto innovativo: 1) aggiunge una disposizione che riguarda tutti i lavoratori dipendenti: i datori di lavoro sono tenuti ad informarli «dei parametri, delle regole e delle istruzioni su cui si basano gli algoritmi o i sistemi di intelligenza artificiale che influenzano il processo decisionale incidendo sulle condizioni di lavoro, l’accesso e il mantenimento dell’occupazione, ivi compreso la profilazione». Si tratta di un primo, importante passo verso la necessaria trasparenza in materia di ricorso all’IA, seppur non ancora sufficiente. Ad esempio, la disposizione non specifica quale uso possa fare l’azienda dei risultati ottenuti dal sistema basato sull’IA o il peso rispettivo dei diversi parametri contenuti nell’algoritmo; 2) conformemente all’accordo raggiunto tra il Governo e le parti sociali il 10 marzo, il testo stabilisce una presunzione di subordinazione a favore di tutti coloro che prestino servizi retribuiti consistenti nella consegna o distribuzione di qualsivoglia prodotto di consumo o merce, per conto di datori di lavoro che esercitano poteri di organizzazione, gestione e controllo dell’impresa direttamente, indirettamente o implicitamente, mediante la gestione algoritmica del servizio o delle condizioni di lavoro, attraverso una piattaforma digitale.


Francia

Progetto di legge contro i cambiamenti climatici : I deputati hanno adottato, in prima lettura, il Progetto di legge in materia di lotta contro i cambiamenti climatici, ampiamente criticato per la limitatezza delle ambizioni rispetto ai nuovi obiettivi di riduzione dei gas serra. Nondimeno, il testo contiene interessanti disposizioni in materia sociale che i deputati hanno inteso rafforzare. Così, la competenza dei comitati sociali ed economici (comité social et économique), detti precedentemente “comitati aziendali” (comité d’entreprise), verrebbe estesa alle conseguenze ambientali delle decisioni aziendali relative alla gestione e allo sviluppo economico e finanziario dell’impresa. Le informative che l’azienda è tenuta a mettere a disposizione dei rappresentanti del personale dovranno includere, oltre ai dati economici e sociali attuali, i dati sulle conseguenze ambientali dell’attività dell’azienda. La consulenza economico-finanziaria cui ha diritto il comitato aziendale verrebbe estesa anche ai dati ambientali necessari alla comprensione degli orientamenti strategici dell’impresa, della sua politica sociale, delle condizioni di lavoro e dell’occupazione. Gli attuali interventi formativi in campo economico, sociale e sindacale destinati ai lavoratori che esercitano una carica sindacale andrebbero anch’essi coprire le questioni ambientali.
>
Per maggiori informazione sul progetto: Dossier legislativo dell’Assemblea Nazionale.


Regno Unito

garantire le competenze e lavoro flessibile : Nel Discorso della Regina, il Sovrano britannico ha annunciato l’11 maggio l’adozione di una futura legislazione volta a garantire le competenze lungo tutto l’arco della vita e a consentire un accesso flessibile ad un’istruzione e formazione di alta qualità per tutta la vita. Il progetto di legge “Skills and post-16 Education Bill” (Competenze e formazione dopo i 16 anni) è stato presentato al Parlamento il 18 maggio (cfr. comunicato). Esso mira a creare più percorsi che diano accesso a posti di lavoro qualificati in settori di cui ha bisogno l’economia (ingegneria, digitale, energie pulite…) prevedendo la collaborazione tra aziende e istituti di istruzione secondari e superiori allo scopo di sviluppare piani di competenze «che rendano possibile un’offerta formativa che risponda alle esigenze delle aree locali, di modo che le persone non siano più costrette a lasciare la loro città per trovare un buon lavoro». Quanto ad una legislazione in materia di diritto del lavoro, e in particolare sul diritto al lavoro flessibile, non sono state annunciate novità. La confederazione sindacale TUC (Trades Union Congress) si è detta «preoccupata che il Governo non condivida la stessa urgenza» per l’introduzione del lavoro flessibile, «dato che le politiche e le pratiche delle aziende subiranno con ogni probabilità notevoli cambiamenti a seguito della pandemia» (cfr. comunicato).


4. Aziende

Diritti fondamentali : La Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo ha annunciato un’audizione pubblica il 27 maggio dedicata al tema: “Gli attacchi di Amazon nei confronti dei diritti e delle libertà fondamentali dei lavoratori: libertà di riunione e di associazione e diritto alla contrattazione e azione collettiva”. Essa sarà presieduta dalla Presidente della Commissione Lucia Duris Nicholsonova. Sarà l’occasione per accertare le informazioni rivelate da diversi mass media riguardo ai possibili controlli da parte di  Amazon nei confronti dei suoi lavoratori, nonché al ricorso a pratiche in possibile violazione del diritto europeo del lavoro, in materia di dati e di privacy  (cfr. anche comunicato di UNI Europa).


5. Studi e rapporti

L'”eruzione vulcanica” del dialogo sociale settoriale. : Mai come nel 2020, dalle sue origini alla fine degli anni ’70, il dialogo sociale settoriale europeo è stato così attivo per individuare risposte alla pandemia da Covid-19. Questo è uno dei risultati quantitativi dello Studio (EN) condotto da Christophe Degryse, ricercatore senior responsabile dell’unità di studi previsionali dell’Istituto Sindacale Europeo. L’autore evidenzia che «mai un tema ha dato luogo a tante discussioni e negoziati paritetici in Europa». «Diversamente dalla crisi del 2008», prosegue, «la crisi generata dalla Covid-19 mostra la natura essenziale del dialogo sociale, delle buone condizioni di lavoro e delle misure di sostegno all’occupazione». Viene parimenti evidenziata «in tutti i settori l’importanza del dialogo sociale, dell’informazione-consultazione dei lavoratori, nonché della formazione». La pandemia ha pertanto «rilanciato il dialogo sociale europeo meglio e più di quanto avrebbe potuto fare una qualsivoglia conferenza» organizzata dalle istituzioni europee e dalle parti sociali. Se «l’utilità di un dialogo sociale settoriale inclusivo» nella gestione della crisi è chiara, rimane ancora una «prova della verità» alle parti sociali per dimostrare la loro utilità: «stimolare e rafforzare il dialogo sociale e la contrattazione collettiva a livello nazionale».



  • Competenze in materia dati. Il Ministero britannico per il digitale, la cultura, i media e lo sport ha pubblicato uno studio sulla necessità di competenze in materia di dati. «Con il progredire della tecnologia, la domanda di competenze in materia di dati continua ad aumentare in modo strabiliante». Lo studio presenta una valutazione quantitativa dello sfasamento tra domanda e offerta di competenze in materia di dati, raccomandando misure regionali e settoriali. A tal fine, sono state condotte interviste con 1.045 aziende in tutto il paese, 5.000 lavoratori e 1.000 studenti al fine di definire i fabbisogni specifici di competenze in materia di dati a seconda delle dimensioni e del settore di appartenenza dell’azienda e insieme individuare i fabbisogni allo scopo di sviluppare la formazione (sintesi del rapporto e rapporto completo).

 

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  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
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