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IR Notes 171 – 6 ottobre 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Christophe Teissier, project manager ASTREES e co-leader della rete
Sharers & Workers
Lei ha partecipato all’evento
finale del progetto europeo condotto dalla Confederazione
Europea dei sindacati (CES) in partnership con la rete Sharers
& Workers, e animato dalla sua associazione, ASTREES in
collaborazione con l’Istituto per la Ricerca Economica e
Sociale (IRES). Quali strade stanno emergendo a livello europeo
per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori delle
piattaforme digitali? Il progetto mirava essenzialmente a censire
le pratiche nazionali in difesa dei lavoratori delle piattaforme
digitali avviate dalle organizzazioni sindacali affiliate alla CES.
Successivamente sarebbe partita la fase della discussione, dello
scambio di idee e della riflessione sui problemi riscontrati e
condividere le pratiche in corso di elaborazione, in particolare al
fine di avviare un negoziato con le piattaforme. Attraverso tale
lavoro, si intendeva altresì alimentare le rivendicazioni della CES
a favore dell’attuazione di una normativa europea. Durante la
conferenza finale, la rappresentante della Commissione Europea ha
illustrato i tre campi su cui sta lavorando la Commissione, la quale
prevede di presentare una sua iniziativa in materia a dicembre. Lo
status lavorativo è il tema principale. Si vuole infatti garantire
condizioni di lavoro dignitose ai lavoratori delle piattaforme. Gli
altri due temi riguardano la gestione algoritmica dei lavoratori
(trasparenza dell’algoritmo nell’assegnazione delle task, esclusione
dalla piattaforma, ecc.) e il lavoro transfrontaliero attraverso le
piattaforme digitali, ossia la cosiddetta “click economy”. Queste
tre aree potrebbero essere oggetto di una direttiva e/o di
iniziative non vincolanti, in assenza di una volontà comune delle
parti sociali europee ad avviare un negoziato europeo in materia.
La CES, dal canto suo, sta spingendo verso un cambiamento del
modello economico delle piattaforme digitali, tramite l’istituzione
della presunzione automatica della subordinazione per i loro
lavoratori, che consentirebbe a questi di usufruire delle tutele
riconosciute ai lavoratori dipendenti e di avvalersi della
contrattazione collettiva. Detta presunzione eviterebbe la necessità
per ogni lavoratore di intraprendere un’azione legale per far
riconoscere il nesso di subordinazione. Esistono attualmente
numerose sentenze giudiziarie nell’UE riguardanti la
riqualificazione del rapporto di lavoro come subordinazione. Esse
comportano tuttavia lunghe procedure, con l’onere della prova a
carico del lavoratore. La CES propende per una soluzione globale,
anziché lasciare i lavoratori portare singolarmente il proprio caso
di fronte ai tribunali nazionali. Sarà questo uno dei punti focali
della campagna dedicata al lavoro tramite piattaforma che la CES
condurrà domani in occasione della giornata mondiale per il lavoro
dignitoso. Resta da vedere cosa esattamente conterrà l’iniziativa
della Commissione e come si evolverà. Un ulteriore aspetto di
particolare interesse del nostro progetto mira ad approfondire il
modo in cui le organizzazioni sindacali si rapportano alle
piattaforme. Anche se alcune di esse hanno costituito dei team
dedicati ai lavoratori delle piattaforme, non è sempre agevole
convincere un’organizzazione a liberare risorse per lavoratori che
essa stessa ha difficoltà ad organizzare. Nondimeno, il modello
economico delle piattaforme digitali tende fortemente a diffondersi
e ad interessare un numero sempre maggiore di attività. Non si
tratta di un micro-problema limitato ad alcuni rider, bensì di un
profondo cambiamento del modello produttivo delle aziende, una
trasformazione che deve portare i sindacati ad elaborare una
strategia più ambiziosa.
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Agenda
11-12 ottobre Bruxelles et online
Conferenza sul tema “I CAE per la democrazia sul lavoro”,
organizzata dalla Confederazione Europea dei Sindacati (Programma
e link
per iscriversi e partecipare online).
11-14 ottobre
Online Forum annuale di alto livello del
dialogo sociale nel quadro del Global Deal su “Beyond the pandemic:
social dialogue shaping the new labour market” (Oltre la
pandemia: il dialogo sociale modella il nuovo mercato del lavoro)
(agenda e registrazione).
15 ottobre Lussemburgo Consiglio
Occupazione e Politica Sociale,, dedicato in particolare al
semestre europeo e alla preparazione del vertice sociale tripartito.
Segnaliamo due dibattiti politici: il primo sul futuro del semestre
europeo; il secondo sulla salute e la sicurezza “al centro del lavoro
del futuro” (cfr. ordine
del giorno provvisorio).
20 ottobre Bruxelles Vertice
sociale trilaterale.
20-21 ottobre Online Formazione
destinata ai nuovi membri dei comitati aziendali europei, organizzata
dall’Istituto Sindacale Europeo (iscrizione).
28-29 ottobre Bruxelles
Conferenza dell’Istituto Sindacale Europeo su “Diritto
del lavoro e transizione digitale”.
9-10 novembre Online Formazione
destinata ai nuovi membri dei comitati aziendali europei, organizzata
dall’Istituto Sindacale Europeo (iscrizione).
6 dicembre Bruxelles Consiglio
Occupazione e Politica Sociale.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a
La squadra: questo
numero è stato redatto da Francisco
Gomez Abeillera,
Predrag
Bejakovic, Pascale
Turlan, Frédéric
Turlan e Aimée
Waldon.
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lavoro di IR Share.
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(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 93933
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Prima
Pagina
Una condanna
esemplare per molestie sessuali in Irlanda
La Workplace Relations Commission (WRC), il tribunale del lavoro di
Dublino, ha emesso una condanna storica per molestie sessuali. Il caso riguarda un
manager di uno dei Costa Coffee che ha postato su Facebook Messenger, l’app
utilizzata per trasmettere gli orari di lavoro di tutto lo staff, una foto di se
stesso in boxer, dopo aver chiesto “Dov’è Shauna?”, il nome una dipendente di 19
anni che lavora come barista (prepara e decora i caffè). Due giorni dopo, il
medesimo manager ha pubblicato un video di un barista che disegnava genitali
maschili nella chat room dello staff, commentando: “Chiunque riesca a farlo, sarà
immediatamente promosso Maestro Barista”. La giovane Shauna Quilty ha pertanto
richiesto un’indagine formale e sporto denuncia di fronte Workplace Relations
Commission (WRC) contestando una discriminazione sessuale, una
discriminazione riguardo alle condizioni di lavoro, nonché molestie sessuali
(cfr. Harassment and violence at
work). La WRC ha accolto la denuncia soltanto in parte, ritenendo
che rientrasse nella categoria meno grave e riconoscendo un risarcimento di 3.500
euro, pari a 12 settimane di lavoro. La giovane donna ha presentato ricorso,
sostenendo di essere stata vittima di un atto di elevata gravità, di non essere
stata protetta dal suo datore di lavoro contro le molestie sessuali e che un importo
di 3.500 euro non deterrente sufficiente. Il tribunale del lavoro ha accolto le
motivazioni della ricorrente, ordinando all’azienda di versare un risarcimento di
20.000 euro. Nella sentenza
del 1° settembre, la Corte ha messo in evidenza come «non fosse semplice (…)
misurare il livello di gravità di una denuncia per molestie sessuali. Pur essendo
evidente che il livello più grave è costituito dalle aggressioni sessuali, non è
possibile determinare con certezza quali fattispecie potrebbero essere configurate
come esempi di minore gravità in quanto molto può dipendere dall’impatto delle
molestie sull’individuo. Ogni caso deve essere esaminato in base ai fatti specifici
Nel caso di specie è pacifico che la ricorrente abbia il diritto di recarsi al
lavoro senza essere sottoposta a foto indesiderate del suo manager in boxer, o a
rappresentazioni infantili e offensive dei genitali maschili. Sebbene la natura di
tale comportamento offensivo possa essere diversa da quella di un’aggressione
fisica, è molto più che un innocuo scherzetto». La Corte ha inoltre contestato al
datore di lavoro l’assenza di una politica sull’uso dei social media per scopi
professionali in cui siano esplicitamente vietate il tipo di molestie sessuali cui è
stata sottoposta la ricorrente. Il datore di lavoro è responsabile del contenuto
della piattaforma Facebook Messenger. Per la Corte, tale omissione rafforza il
pensiero che se il comportamento di un dipendente ha determinato la denuncia, il
datore di lavoro «ha una responsabilità significativa per quanto accaduto». Infine,
la Corte ha ordinato al datore di lavoro di attuare quattro tipi di misure al fine
di proteggere i dipendenti da comportamenti come le molestie sessuali: 1) sviluppare
una politica di contrasto ad ogni tipo di molestia nei luoghi di lavoro, e, in
particolare, alle molestie sessuali; 2) sviluppare una politica anti-bullismo nei
luoghi di lavoro; 3) sviluppare una politica adeguata riguardo ai social media; 4)
adottare ogni misura utile al fine di garantire, attraverso interventi di
sensibilizzazione e formazione adeguati e necessari, che le politiche non solo siano
comunicate in modo verificabile a tutti i lavoratori, ma anche comprese da tutti.
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1. Unione
Europea
Progetti
Trasparenza delle comunicazioni finanziarie :
Il 28 settembre il Consiglio ha adottato la posizione sulla Proposta
di direttiva che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la
comunicazione delle informazioni sull’imposta sul reddito da parte di talune
imprese e succursali comunemente denominata direttiva sulla comunicazione
pubblica paese per paese (CBCR), aprendo la strada alla sua adozione definitiva da
parte del Parlamento Europeo (cfr. comunicato
del Consiglio). La direttiva obbligherà le società multinazionali con fatturato
superiore a 750 milioni di euro a rendere pubblica, mediante una specifica
comunicazione, l’imposta sul reddito da esse versata. La comunicazione conterrà
anche «un elenco di tutte le imprese figlie consolidate nel bilancio dell’impresa
capogruppo», nonché una «breve descrizione della natura delle loro attività»,
insieme al «numero di dipendenti su base equivalente a tempo pieno» (articolo 48
quater). Come ricorda il considerando n. 4, «la comunicazione pubblica paese per
paese potrebbe avere anche un impatto positivo sui diritti dei lavoratori
all’informazione e alla consultazione di cui alla direttiva 2002/14/CE che
istituisce un quadro generale relativo all’informazione e alla consultazione dei
lavoratori e, grazie all’aumento delle conoscenze delle attività delle imprese,
sulla qualità del dialogo che si svolge all’interno delle imprese».
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Trasparenza retributiva :
Il 30 settembre è stato avviato dalle
Commissioni Occupazione (EMPL) e Uguaglianza di genere (FEMM) del Parlamento Europeo
l’esame del progetto di relazione di Samira Rafaela (Renew Europe) e Kira
Peter-Hansen (Gruppo dei Verdi/ALE) sulla proposta di direttiva UE relativa alla
trasparenza retributiva. Uno dei principali punti di divergenza riguarda l’articolo
8, che obbliga le aziende con oltre 250 addetti di pubblicare le informazioni
annuali relative ai divari retributivi tra i lavoratori donne e uomini. La proposta
della Commissione Europea fissa la soglia per questo obbligo a 250 lavoratori,
laddove i due europarlamentari prevedono una soglia di 10 dipendenti, con un obbligo
modulato nel tempo (ogni tre anni per le aziende da 10 a 50 lavoratori, ogni due
anni per le aziende da 50 a 250 lavoratori, e ogni anno per le aziende con oltre 250
lavoratori). Sylvie Brunet (Renew) propende per una soglia di 50 lavoratori, mentre
sul fronte socialdemocratico, alcuni, come Marc Angel, ritengono che tutte le
aziende dovrebbero ricadere nell’obbligo. La relazione dovrebbe essere adottata in
commissione il prossimo 9 dicembre.
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Attualità
sociale
Valori limite di esposizione all’amianto :
È stata adottata il 27 settembre scorso dalla Commissione per
l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo, a larghissima
maggioranza, la relazione d’iniziativa presentata dal deputato danese Nikolaj
Villumsen (GUE) che mira a fissare un valore limite di esposizione professionale
all’amianto (cfr. Asbestos), contro il parere
della Commissione Europea. Nella relazione si chiede alla Commissione di produrre
uno standard al fine di tutelare i lavoratori dall’esposizione all’amianto, in
particolare quando operano in cantieri per la ristrutturazione termica degli
edifici, progetti destinati ad aumentare di numero al fine di soddisfare gli
obiettivi del Green Deal e di riduzione delle emissioni di gas serra. L’obiettivo è
elaborare una strategia europea per l’eliminazione totale dell’amianto e fissare un
valore limite di esposizione professionale a 1000 fibre/m3 (cioè 0,001 fibre/cm3).
La Commissione ha ribadito di non essere favorevole alla fissazione di un valore
limite, preferendo lasciare alle parti sociali il compito di determinare la migliore
tutela dei lavoratori dall’esposizione all’amianto. Il testo dovrebbe essere
adottato in plenaria durante la seconda sessione di ottobre. La Commissione dovrà
poi rendere note le sue intenzioni. La Confederazione Europea dei Sindacati e otto
delle federazioni aderenti hanno chiesto ai deputati di votare a favore della
relazione e del limite di esposizione e contro l’emendamento presentato dai
conservatori che mirava ad eliminare il valore limite.
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Sindacalismo
Transizione giusta : Il comitato
esecutivo della federazione sindacale europea IndustriAll Europe ha adottato il 22
settembre un documento
politico al fine di richiedere «un forte quadro europeo per una transizione
giusta per tutte le industrie e i lavoratori interessati» dagli obiettivi di
riduzione delle emissioni di gas serra. Pur sostenendo pienamente tali obiettivi, i
sindacati richiedono altresì: 1) risorse aggiuntive ad integrazione di quelle
previste dal Fondo per una transizione giusta al fine di poter sostenere realmente
le transizioni occupazionali; 2) una mappatura chiara e dettagliata delle
conseguenze di una transizione verso un’industria climaticamente neutra
sull’occupazione a livello regionale; 3) la riattivazione della proposta di
direttiva sull’anticipazione e la gestione del cambiamento presentata nel 2013
dall’ex eurodeputato Alejandro Cercas (S&D); 4) il diritto ad una formazione di
qualità e permanente lungo tutto l’arco della vita per ogni lavoratore; 5) oltre
alle transizioni regionali, un quadro europeo su una transizione giusta per alcuni
settori particolarmente colpiti (cfr. comunicato di
IndustriAll Europe).
- Due diligence delle
multinazionali. La Confederazione Europea dei Sindacati
ha presentato, insieme a molte delle federazioni aderenti, una posizione congiunta in
occasione dell’incontro con i membri del gabinetto del commissario europeo
Thierry Breton (Mercato interno) al fine di chiedere alla Commissione Europea di
presentare rapidamente una proposta di iniziativa sul rispetto dei diritti
fondamentali e l’obbligo di diligenza delle multinazionali, promessa in giugno e
da allora rinviata (cfr. comunicato di
IndustriAll Europe).
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2. Stati
membri
Germania
- Retribuzione dei membri del Betriebsrat :
Il Tribunale di Braunschweig in Bassa Sassonia ha assolto
quattro dirigenti, uno dei quali ancora in carica, della casa automobilistica
Volkswagen, per aver concesso stipendi elevati a membri influenti del consiglio
aziendale (Betriebsrat), tra cui l’ex presidente, Bernd Osterloh. La
retribuzione di quest’ultimo è salita fino a 750.000 euro annuali, bonus
compresi. Dal 2017, il gruppo ha poi fissato un limite al trattamento economico
dei membri dei consigli aziendali al livello della fascia superiore del
contratto collettivo di lavoro, e non ampiamente oltre. Nel caso di specie, che
ha scosso il modello della cogestione, il tribunale ha ritenuto che i dirigenti
del gruppo non hanno infranto alcuna regola nel versare una retribuzione elevata
ai rappresentanti dei lavoratori. La legge sull’Ordinamento aziendale (BetrVG),
non sembra contenere regole precise sui livelli retributivi.
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Croazia
Primo contratto collettivo Ikea :
È stato siglato il 23 settembre scorso, da parte del sindacato
croato del ramo commercio, e IKEA Hrvatska d.o.o., il primo contratto collettivo per
i lavoratori di IKEA Hrvatska d.o.o. Il contratto ha una durata di cinque anni. È il
primo contratto collettivo concluso dalla multinazionale nella regione dell’Europa
sudorientale. L’accordo prevede garanzie per i diritti esistenti e miglioramenti per
alcuni. Ad esempio, l’indennità versata ai dipendenti in occasione del Natale e
delle ferie retribuite è stata aumentata, così come il numero di giorni di ferie
annuali. Il testo limita altresì il ricorso al lavoro temporaneo e ai contratti a
tempo determinato. Le parti sociali hanno evidenziato l’importanza di tale contratto
collettivo, che segna l’inizio dello sviluppo del dialogo sociale e della
collaborazione su tutte le tematiche rilevanti per i lavoratori (cfr. comunicato).
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Spagna
- Aumento del salario
minimo. Il Regio
decreto 817/2021, pubblicato il 29 settembre, aumenta il salario minimo
nazionale da 1.108,33 euro a 1.125,83 euro al mese. Esso è entrato in vigore
con azione retroattiva al 1° settembre 2021. L’aumento era previsto sin
dall’inizio del 2021, ma era stato rinviato a causa della crisi del Covid-19. Il
nuovo importo si applica fino al 31 dicembre 2021. Un ulteriore aumento potrebbe
intervenire nel gennaio 2022. Secondo il decreto, «scopo di tale aumento è
continuare a rendere effettivo il diritto a una remunerazione giusta e adeguata
che assicuri ai lavoratori e alle loro famiglie un livello di vita dignitoso, in
coerenza con quanto stabilito dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali, secondo
il quale detta soglia è pari al 60% del salario medio, garantendo il potere
d’acquisto dei salari per far fronte al costo della vita e tenendo conto della
situazione economica generale».
- Proroga della cassa
integrazione. Il Regio
decreto 18/2021 del 28 settembre proroga automaticamente le misure
temporanee a favore del mantenimento delle relazioni di lavoro durante la crisi
COVID-19 fino al 31 ottobre 2021. Un’ulteriore estensione è possibile fino al 28
febbraio 2022, a condizione che l’azienda presenti una richiesta all’Autorità
del Lavoro, comunicando il numero di ore e di giorni di lavoro non lavorati
durante i mesi di luglio, agosto e settembre per ogni dipendente interessato.
Durante il periodo di sospensione dal lavoro, le aziende appartenenti ad alcuni
settori particolarmente colpiti possono essere esonerate dall’obbligo di
versamento dei contributi assistenziali. La nuova misura prevede che la
riduzione percentuale del contributo dipenda dal fatto che l’azienda svolga o
meno attività formativa per i dipendenti. Ad esempio, una piccola azienda può
ricevere una riduzione del 40% se non svolge alcuna attività di formazione; la
riduzione può salire all’80% se l’azienda offre formazione ai suoi dipendenti.
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Francia
Dialogo sociale con le piattaforme digitali :
Il Governo prosegue sulla strada
dell’elaborazione di nuove normative volte a migliorare le condizioni di lavoro dei
lavoratori che collaborano con le piattaforme di consegne e di noleggio auto con
conducente. Il 28 settembre, l’Assemblea Nazionale ha adottato in via definitiva
una Legge
di ratifica del decreto (ordonnance) n. 2021-484 del 21 aprile 2021 sulla
rappresentanza dei lavoratori autonomi che utilizzano piattaforme digitali per la
loro attività (cfr. IR Notes 163) Essa
prevede elezioni dei rappresentanti dei lavoratori, da tenersi, secondo le
intenzioni del Ministero del Lavoro, all’inizio del 2022. La medesima legge
autorizza il Governo ad adottare, sempre tramite decreto (ordonnance),
nuove misure relative: 1) alla negoziazione di “accordi di settore” applicabili alle
piattaforme che operano nello stesso settore e ai loro lavoratori; 2) alla
negoziazione di “accordi di piattaforma” per fissare le condizioni di lavoro
all’interno di una stessa piattaforma; 3) l’istituzione di un’Autorità per le
relazioni sociali con le piattaforme di lavoro (Autorité des relations sociales
des plateformes d’emploi – Arpe) deputata, in particolare, ad organizzare
le elezioni ed omologare gli “accordi di settore” per conto dello Stato.
- Legge sulla salute al
lavoro. La Legge
n° 2021-1018 volta a rafforzare la prevenzione in materia di salute sui
luoghi di lavoro, pubblicata il 3 agosto, recepisce l’accordo nazionale
interprofessionale sottoscritto il 10 dicembre 2020 dalle parti sociali al fine
di riformare il sistema in materia di salute sul lavoro. Oramai nel quadro dei
negoziati periodici obbligatori in azienda, le parti sociali dovranno affrontare
ogni quattro anni il tema della «qualità della vita e delle condizioni di
lavoro». La legge armonizza altresì la definizione di molestie sessuali del
Codice del Lavoro con quella del Codice penale; inoltre, commenti o
comportamenti con connotazione sessista possono anche configurare una molestia
sessuale.
- Piano a favore dei lavoratori
autonomi. Il Presidente della Repubblica, Emmanuel
Macron, ha presentato, il 16 settembre, il Piano
a sostegno dei lavoratori autonomi. Il piano contiene venti misure volte
a migliorare le tutele sociali dei lavoratori autonomi, nonché ad agevolare
l’accesso alla formazione e alla riqualificazione. Una disposizione presenta un
particolare interesse per i lavoratori delle piattaforme digitali, in quanto il
piano prevede una riduzione di circa il 30% dell’aliquota contributiva al fine
di agevolare l’accesso dei lavoratori autonomi al regime di assicurazione
volontaria contro il rischio di infortuni e le malattie professionali. Tale
misura rappresenterà altresì un vantaggio indiretto per le piattaforme digitali
che sono tenute a rimborsare tali contributi volontari.
> Per
saperne di più: abbiamo messo online gli ultimi Flash
report on labour law (maggio, giugno, agosto) prodotti dal Network
of Labour Law Experts, la rete di esperti del diritto del lavoro coordinata dalla
Goethe University (Francoforte) e dall’ICF per la Commissione Europea, al fine di
monitorare l’evoluzione del diritto del lavoro nei ventisette Stati membri.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Costituzione di nuovi comitati :
È stato sottoscritto il 5 marzo scorso da parte del gruppo
americano Aptar (13.000
addetti), specializzato nelle materie plastiche, l’Accordo istitutivo del comitato
aziendale europeo. Il gruppo, che produce, tra l’altro, imballaggi per
medicinali e cosmetici, occupa oltre 7.700 persone nell’UE e 154 nel Regno Unito,
il quale rientrerà nel campo d’applicazione dell’accordo per i primi quattro anni. I
principali paesi rappresentati sono la Francia (7 seggi per 4.655 dipendenti) e la
Germania (4 seggi per 2.030 dipendenti). I quattro paesi con un organico superiore a
20 addetti disporranno di un seggio ciascuno. L’accordo contiene alcune clausole
interessanti; si tratta infatti di uno dei pochi a fornire indicazioni precise
quanto ai dati da trasmettere al comitato aziendale europeo. L’elenco dei temi
abituali oggetto di consultazione (andamento dell’attività del gruppo, evoluzione
dell’organico, ecc.) è integrato da informazioni precise. L’azienda è tenuta a
comunicare i risultati «relativi all’anno precedente per segmento, regione, business
unit e divisione, accompagnati da proiezioni sugli obiettivi a cinque anni circa,
includendo i seguenti indicatori: crescita delle vendite, EBITDA (risultati
finanziari) e ritorno sugli investimenti». Oltre ai temi sopra elencati, le parti
hanno individuato due tematiche che saranno oggetto di discussione approfondita nel
corso del primo mandato: “Salute e sicurezza” per i primi due anni del mandato, e
“Sviluppo sostenibile e ambiente” per gli ultimi due anni. In caso si verifichino
circostanze eccezionali, la direzione informa il Bureau del comitato aziendale
europeo e procede ad uno scambio di opinioni prima della riunione di informazione e
consultazione del comitato aziendale europeo in sessione plenaria. I membri del
Bureau, possono nominare l’esperto o gli esperti di loro scelta al fine ricevere
consulenze specifiche. Il comitato aziendale europeo esprime il proprio parere entro
otto giorni di calendario successivi alla riunione plenaria straordinaria del
comitato. Tuttavia, a seconda dell’importanza del progetto sottoposto a
consultazione, è possibile organizzare un’ulteriore riunione «al fine di disporre di
maggior tempo per esaminare gli elementi forniti, al termine della quale il comitato
aziendale europeo esprime il proprio parere entro un pari termine di otto giorni di
calendario». I membri dispongono di un monte ore di permesso sindacale (generalmente
64 ore; 96 ore per i membri del Bureau e 128 ore per il segretario), nonché di un
budget di 60.000 euro per finanziare la consulenza finanziaria annuale volta ad
analizzare il bilancio della società. Infine, questo è uno dei primi accordi a
includere una clausola sul funzionamento del comitato aziendale europeo in caso di
crisi sanitaria, consentendo la tenuta di riunioni «in via eccezionale, in
videoconferenza o in modo ibrido (presenza/remoto), con un servizio di
interpretazione a distanza».
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