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IR Notes 179 – 9 febbraio 2022
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Pablo Sanz de Miguel, ricercatore presso il Centro di Ricerca Sociale
Applicata, Notus (Barcellona)
In Spagna sono state introdotte in
passato molte riforme del mercato del lavoro. Qual è
l’originalità della riforma adottata il 3
febbraio? Nel
2006 fu negoziata con le parti sociali una riforma del mercato del
lavoro con l’obiettivo di dare più certezza all’occupazione
riducendo il ricorso ai contratti a tempo determinato. I risultati
non sono stati purtroppo all’altezza. Nel 2012 il governo
conservatore decise pertanto di adottare una riforma molto più
radicale senza ricercare un accordo con le parti sociali. La riforma
capovolgeva il sistema di contrattazione collettiva, dando il
primato agli accordi aziendali a scapito dei contratti collettivi di
categoria e stabilendo l’estinzione dei contratti collettivi dopo la
disdetta, invece di mantenerli in vigore, in virtù del principio
della “ultraactividad“, fino alla stipula del nuovo
accordo. La riforma ha inoltre semplificato i licenziamenti, ridotto
gli indennizzi per licenziamenti illegittimi e aumentato la
flessibilità interna delle aziende (modulazione dell’orario di
lavoro, ecc.).
È arrivata poi la crisi, e il mercato del
lavoro si è scontrato con problematiche nuove, in particolare
l’aumento del precariato dovuto allo sviluppo delle cosiddette
aziende “multiservizi”, aziende costituite senza specificare
un’attività precisa all’atto dell’iscrizione nel registro delle
imprese, in modo da non essere assoggettate a nessun contratto
collettivo. Esse sono quindi libere di stabilire la retribuzione dei
loro lavoratori. Ad esempio, alcune di esse occupano un gran numero
di cameriere per il settore alberghiero, ma non rispettano i salari
minimi fissati dal contratto collettivo applicabile ai servizi di
pulizia negli alberghi. Lo sviluppo di queste società ha generato
molta insicurezza.
Di fronte a questa situazione, il nuovo
Governo si è impegnato a rivedere la riforma del 2012. Prima di
tutto, ha raggiunto un accordo con le parti sociali. Il fatto che
la riforma sia il risultato del dialogo sociale è già una notevole
conquista rispetto alla precedente riforma del 2012. Oltre a ciò,
occorre rilevare tre punti: 1) in termini di contrattazione
collettiva, la riforma ripristina il primato dell’accordo di
categoria sull’accordo aziendale in materia retributiva, cosa che
dovrebbe porre fine al dumping sociale. L’accordo aziendale mantiene
però il primato in altri ambiti, come l’organizzazione dell’orario
di lavoro. Quest’ultimo è però un punto positivo, in quanto consente
un migliore equilibrio tra centralizzazione e decentralizzazione
della contrattazione collettiva. La riforma ripristina inoltre il
principio dell’ultraactividad dei contratti collettivi.
Quest’ultimo aspetto ha riscosso il favore dei sindacati. 2) La
riforma mira a ridurre il precariato e a eliminare gli abusi
rilevati nel subappalto a favore di società multiservizi, le quali
sono oramai tenute a fissare le retribuzioni nel rispetto del
contratto collettivo di categoria applicabile all’attività svolta
dal lavoratore. Ciò ridurrà il precariato dei lavoratori più
vulnerabili. 3) La riforma affronta la dualità del mercato del
lavoro limitando le possibilità di ricorso e rinnovo dei contratti a
tempo determinato e facilitando la riqualificazione in contratto a
tempo indeterminato in caso di successione di contratti a termine,
al fine di ridurre la quota totale di contratti a termine nel
mercato del lavoro, attualmente ancora intorno al 25%. Vengono
inoltre aboliti i contratti a progetto, che consentivano di evitare
i contratti a tempo indeterminato. Nel complesso, il ricorso ai
contratti a termine sarà nettamente più difficile, tanto più che
sono state aumentate le sanzioni pecuniarie.
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Agenda
14 febbraio Bordeaux Riunione
informale del Consiglio Occupazione e Politica sociale.
16 febbraio Online Apertura del
Mooc “Diritto
del Lavoro europeo” (in francese), organizzato dal Cnam. Il
corso online è gratuito e si svolge dal 16 febbraio al 4 aprile 2022 (le
iscrizioni sono aperte). IR Notes è partner di questa iniziativa guidata
da Michel Miné, professore del Cnam e titolare della cattedra di Diritto
del Lavoro e Diritti Umani.
17-18
febbraio Strasburgo Conferenza
organizzata dalla Presidenza di turno francese dell’UE e dal Comitato
economico e sociale europeo dedicata all’economia sociale e solidale.
28 febbraio-1
marzo Online Corso di
formazione organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) sui
comitati aziendali europei nelle multinazionali statunitensi. Scrivere
a: lcoremans@etui.org
14 marzo Bruxelles Consiglio
Occupazione e Politica sociale.
22-23
marzo Bruxelles
Corso di formazione organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI)
sul dialogo sociale europeo rivolto ai segretari dei comitati aziendali
europei. Scrivere a : esantaniello@etui.org
24 marzo Online Conferenza
organizzata da IR Share (in francese) su “Un
anno di giurisprudenza sociale europea“, con Jean-Philippe
Lhernould, professore di Diritto presso l’Università di Poitiers.
16
giugno Lussemburgo Consiglio
Occupazione e Politica sociale.
27-28 giugno Amburgo 22ª
Conferenza dell’EWC Academy rivolta ai comitati aziendali europei e
ai comitati di SE, con la partecipazione in particolare, di
Gabriele Bischoff, Udo Rehfeldt e Ilaria Armaroli.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pablo
Sanz, Pascale Turlan
e
Frédéric
Turlan. Vedi
sul sito la squadra di
lavoro di IR Share.
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Con un semplice click
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Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81
41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle
imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 9393.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a
disposizione i link
del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni
dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente
trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima
Pagina
La riforma
del mercato del lavoro spagnolo segna una svolta a livello europeo
Come nel calcio si percepisce sempre un certo disagio quando un giocatore segna un
autogol, ma la storia ricorda soltanto il risultato finale, così avverrà per
l’adozione definitiva, il 3 febbraio, del Decreto-legge del 28 dicembre sulla
riforma del mercato del lavoro spagnolo, resa possibile per un solo voto (cfr. Note IR 177). Il
voto è quello di un deputato conservatore del Partito Popolare, contrario alla
riforma, che però, votando da casa, da remoto, ha commesso un errore nella procedura
di voto, votando, quindi, a favore. Con 175 voti a favore e 174 contro, la riforma è
stata quindi approvata per il rotto della cuffia, offrendo un successo inaspettato a
Yolanda Diaz (foto), seconda vicepresidente del Governo e Ministro del Lavoro e
dell’Economia Sociale. Poco prima del voto Yolanda Diaz aveva salutato i leader
delle due confederazioni sindacali, CC.OO e UGT, venuti ad assistere alla sessione
nella galleria del Parlamento. La gaffe del deputato conservatore ha così consentito
l’adozione di una riforma del mercato del lavoro che, Spagna a parte, mette fine al
lungo ciclo di riforme del mercato del lavoro adottate nell’UE per rendere più
flessibile l’occupazione. Se la riforma è considerata importante in Spagna (cfr.
intervista a fianco e analisi
di Francisco Gomez Abelleira), essa è importante anche a livello europeo: essa segna
un cambio di paradigma. Da un lato, come sottolinea Pablo Sanz de Miguel, la riforma
si basa sul dialogo tra le parti sociali, che troppo spesso sono state poco
ascoltate, o addirittura escluse dall’elaborazione delle riforme del mercato del
lavoro attuate nell’Unione. D’altro, l’obiettivo di combattere la “dualità” del
mercato del lavoro – cioè l’eccessiva quota di lavoro temporaneo nell’occupazione
totale – era sostenuto dalla Commissione Europea, che aveva fatto di tale riforma
una condizione per ottenere l’assegnazione dei fondi europei. Una posizione certo
più lodevole rispetto quella sostenuta nell’ambito della Troika per introdurre tagli
alla spesa pubblica e la liberalizzazione di interi capitoli del diritto del lavoro.
Infine, questo errore di voto potrebbe forse innescare un circolo virtuoso se gli
Stati membri dell’UE ammettessero infine che l’aumento della flessibilità e la
precarizzazione in massa dei lavoratori rappresentano una minaccia per la giustizia
sociale, e, quindi, per il cemento della pace. Come ha spiegato Yolanda Diaz al
microfono del Parlamento, «riformare il lavoro per dargli la centralità sociale e
politica che merita significa difendere la democrazia» (cfr. articolo in El
Diaro). Un piccolo errore di voto, un grande passo verso una maggiore
giustizia sociale… > Per maggiori informazioni:
si e analisi di Francisco Gomez
Abelleira
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1. Unione
Europea
Legislazione
Nuove regole sul distacco dei camionisti :
Sono entrate in vigore il 2 febbraio le nuove regole sul
distacco dei conducenti stabilite dalla Direttiva 2020/1057. Gli Stati membri
dovranno ora fornire informazioni trasparenti sulla retribuzione versata ai
camionisti che trasportano merci su strada, i quali sono considerati lavoratori
distaccati. Tali informazioni sono disponibili online sul sito Your
Europe. Inoltre, gli autotrasportatori saranno tenuti a presentare le
dichiarazioni di distacco dei loro autisti su un sito dedicato (cfr. comunicato dell’Autorità
Europea del Lavoro) (cfr.
European Labour
Authority).
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Attualità
sociale
Salute e sicurezza sul lavoro (1) :
Il 1° febbraio è stata adottata a larga maggioranza (43 voti a
favore, 3 contro e 8 astenuti) dalla Commissione per l’Occupazione e gli Affari
sociali del Parlamento Europeo la relazione sul Quadro strategico dell’UE in materia
di salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027, presentato dalla
Commissione Europea nel giugno 2021 (cfr. IR Notes 167). In
questo testo gli eurodeputati chiedono in particolare una migliore considerazione
della salute mentale degli operatori sanitari e degli altri lavoratori cosiddetti di
“prima linea”, nonché l’adozione di una «direttiva europea sui rischi psicosociali e
il benessere sul lavoro per prevenire efficacemente i rischi psicosociali sul posto
di lavoro, in particolare ansia, depressione, burnout e stress». Chiedono alla
Commissione di presentare un testo che stabilisca i requisiti minimi per lo smart
working nell’UE e ribadiscono la richiesta rivolta alla Commissione da oltre un anno
(cfr. IR Notes 156)
di presentare una direttiva sul diritto alla disconnessione. La relazione sarà
sottoposta a votazione in plenaria a marzo (cfr. comunicato)(cfr.
Framework Directive on health and
safety).
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Salute e sicurezza sul lavoro (2) :
Lo scorso 19 gennaio il Comitato Economico e Sociale Europeo
(CESE) ha adottato un parere su “Il
dialogo sociale come strumento per la salute e la sicurezza sul lavoro”. In
risposta al Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro
per il periodo 2021-2027, presentato dalla Commissione Europea nel giugno 2021 (cfr.
IR Notes 167), il
CESE chiede l’adozione di una legislazione UE in materia di rischi psicosociali
(RPS) che agisca sull’ambiente di lavoro, nonché la riattivazione del progetto di
direttiva sui disturbi muscoloscheletrici (DMS). Nel parere si chiede che venga
emendata la legislazione sull’intelligenza artificiale (IA) in quanto «i dispositivi
che valutano il comportamento, l’orario di lavoro, le prestazioni del lavoratore o
rilevano le sue emozioni, se considerati come IA ad alto rischio, dovrebbero essere
soggetti ad una valutazione di conformità da parte di un terzo». Inoltre, il ricorso
allo smart working dovrebbe essere «disciplinato dalla contrattazione collettiva per
evitare le difficoltà evidenziate in molte indagini». Dal parere emerge inoltre che
«l’accordo quadro europeo firmato nel 2002 non consente di rispondere a queste nuove
sfide» e che è necessario stabilire «nuove linee guida, con particolare attenzione
alla prevenzione di RPS e DMS».
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Transizione giusta nell’aviazione civile :
Durante il “Vertice dell’Aviazione”, organizzato lo scorso 3-4
febbraio dalla presidenza francese a Tolosa (Francia), è stata adottata la Dichiarazione di Tolosa sullo
sviluppo sostenibile e la decarbonizzazione dell’aviazione al fine di
sostenere l’obiettivo della carbon neutrality nel trasporto aereo entro il 2050. I
firmatari evidenziano «l’importanza di promuovere altresì, nel trasporto aereo, la
sostenibilità sociale», affrontandola contemporaneamente alla «sostenibilità
ambientale ed economica». Riconoscono, inoltre, «la dimensione sociale della
transizione verso un’aviazione sostenibile, nonché l’importanza di promuovere la
sostenibilità sociale e una transizione giusta, anche attraverso un adeguato dialogo
sociale in tutte le fasi, e il miglioramento delle qualifiche e delle competenze
dei lavoratori» (cfr. comunicato).
«I sindacati si sono detti soddisfatti che il principio di una transizione giusta e
il dialogo sociale siano stati inclusi come fattori chiave nel processo verso
un’aviazione più verde», rileva la federazione sindacale europea IndustriAll Europe
(cfr. comunicato). La
dichiarazione ha riscosso inoltre il favore della Federazione Europea dei Lavoratori
dei Trasporti (ETF) (cfr. comunicato).
Soddisfazione anche sul fronte delle compagnie aeree riunite in A4E (cfr. comunicato),
nonché da parte dell’organizzazione rappresentativa delle società che forniscono il
controllo del traffico aereo (CANSO) (cfr. comunicato).
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2. Stati
membri
Francia
Contratto collettivo unico nel settore
metallurgico : Dopo sei anni di trattative, le parti sociali
del settore metallurgico hanno firmato il 7 febbraio un contratto collettivo
nazionale unico che va a sostituirsi ai settantotto oggi esistenti (settantasei
contratti collettivi territoriali, un contratto settoriale per l’industria
dell’acciaio e un contratto nazionale relativo a ingegneri e dirigenti). Questo
nuovo contratto, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2024, sarà integrato da accordi
territoriali che andranno a coprire gli aspetti non trattati dal contratto
collettivo unico. Si applicherà a 1,4 milioni di dipendenti (cfr. comunicato).
- Whistleblower. Dopo
l’accordo raggiunto in seno alla Commissione mista paritetica (CMP) sulla Proposta di legge volta a
migliorare la protezione dei whistleblower, che recepisce la direttiva
2019/1937 del 25 settembre 2019, il Parlamento dovrebbe adottare definitivamente
il testo di legge il 16 febbraio. La coalizione di trentasei associazioni e
sindacati riuniti dalla Maison des Lanceurs d’Alerte si rallegra per «i
grandi progressi compiuti per la protezione degli whistleblower» (cfr. comunicato).
Il testo dà la possibilità ad associazioni e sindacati di diventare
“facilitatori di denunce” e di beneficiare della protezione concessa ai
whistleblower. La legge pone fine all’obbligo per i whistleblower di rispettare
la procedura interna che li porta a doversi rivolgere al proprio datore di
lavoro prima di adire un’autorità.
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Irlanda
Diritto di richiedere lo smart working :
È stato presentato dal Governo, il 25 gennaio scorso, un atteso
progetto di legge nell’ambito della ripresa del lavoro in azienda dopo la pandemia
da Covid-19 e dello sviluppo del lavoro a distanza (remote working) nelle
aree rurali in Irlanda (cfr. IR Notes n° xxx EN ES DE IT). Il progetto regolamenta
il diritto dei lavoratori con un’anzianità minima di sei mesi di richiedere il
lavoro da remoto all’azienda (Draft
Scheme of the Right to Request Remote Working Bill 2022) (cfr. comunicato).
Il testo non istituisce un vero e proprio «diritto al lavoro da remoto», in quanto
il datore di lavoro non è obbligato in nessun caso ad accettarlo. Esso contiene,
infatti, un lungo elenco, non esaustivo, di tredici «motivi aziendali» (business
grounds) che possono essere addotti dal datore di lavoro a base del rigetto
della richiesta di lavoro da remoto, motivazioni che spaziano dalla natura delle
mansioni, che non consentono di svolgere il lavoro da remoto, alla salute e
sicurezza, o ancora alla protezione dei dati o ancora alle preoccupazioni del datore
di lavoro relativamente al tragitto tra il luogo da cui si lavora da remoto e la
sede dell’azienda. Il testo definisce il quadro formale e le regole che devono
essere rispettate tanto dal datore di lavoro quanto dal lavoratore richiedente, e
che devono figurare nel «Remote Working Policy», la guida sul lavoro da
remoto di cui si deve dotare ogni azienda. Questa guida, che deve essere portata
all’attenzione dei dipendenti da parte datore di lavoro, deve specificare
chiaramente le regole formali da seguire al fine di presentare la richiesta, per
accettarla o respingerla, il termine entro il quale deve essere adottata la
decisione, nonché le condizioni specifiche che si applicano al lavoro da remoto.
Qualora la richiesta fosse respinta, il lavoratore dovrà attendere dodici mesi prima
di poterla ripresentare. L’inosservanza da parte dell’azienda dell’obbligo di
dotarsi di tale testo è passibile di una multa di 2.500 euro. Il progetto di legge,
che sarà oggetto di esame da parte del Parlamento, è criticato dalla confederazione
sindacale Irish Congress of Trade Unions (ICTU). La segretaria generale,
Patricia King, ritiene che «i 13 criteri generali e soggettivi» che consentono al
datore di lavoro di respingere la richiesta «non rispettano l’equilibrio tra le
esigenze dei datori di lavoro e dei lavoratori» (cfr. comunicato).
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Portogallo
- Sostegno alle aziende : Il
Governo ha creato una piattaforma su cui le aziende possono registrarsi per
ricevere un sostegno al fine di compensare l’aumento del salario minimo da 665 a
705 euro il 1° gennaio. Il sostegno può ammontare anche a 112 euro per ogni
dipendente. Per poterne beneficiare la registrazione deve avvenire entro il 1º
marzo.
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3. Stati
terzi
Regno
Unito
Ferie retribuite per i finti lavoratori autonomi
: Il 1° febbraio, la England and Wales Appeal Court
ha emesso un’importante sentenza in
materia di ferie annuali retribuite riguardo ai finti lavoratori autonomi. Il caso
riguarda l’applicazione del diritto alle ferie annuali retribuite garantito
dall’articolo 7 della direttiva UE 2003/88 del 4 novembre 2003 e dall’articolo 31
della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE. Per memoria, la società Pimlico
Plumbers , per cui Gary Smith, aveva lavorato come tecnico di caldaie dal 2005 al
2011, lo aveva considerato non lavoratore dipendente, bensì autonomo, e aveva
ritenuto che avesse certo diritto a alle ferie, ma non retribuite. Dopo la rottura
del contratto da parte dell’azienda, Gary Smith aveva ottenuto dalla Corte Suprema
il riconoscimento dello status di “worker“, il quale, secondo la
legislazione britannica di recepimento della direttiva UE (cfr. IR Notes 100), gli
riconosce il diritto alla fruizione di quattro settimane di ferie. Poiché Gary Smith
aveva goduto delle ferie, Pimlico Plumbers ha ritenuto che egli avesse usufruito dei
periodi di riposo previsti dalla legislazione, ma, non avendo rispettato il termine
legale (due anni) per richiederne il pagamento, fosse oramai troppo tardi per
ottenere un indennizzo. È questo l’approccio abbracciato dal tribunale inferiore, ma
respinto dalla Corte d’Appello. Fondandosi sulla sentenza King (CGUE,
29 novembre 2017, causa C-214/16), la Corte d’Appello ha ricordato che il
diritto alle ferie retribuite è un tutto unico: il diritto alle ferie, e retribuite.
Ha considerato che se il lavoratore fruisce di ferie non retribuite perché il datore
di lavoro contesta tale diritto e rifiuta di corrispondere la retribuzione, il
lavoratore di fatto non ha esercitato il proprio diritto alle ferie retribuite. Pur
se la legislazione nazionale prevede la perdita del diritto alle ferie al termine di
ogni anno se non godute, la Corte ha ritenuto che per perdere tale diritto, il
lavoratore debba aver potuto disporre dell’effettiva opportunità di esercitarlo. Un
dipendente può perdere il proprio diritto alle ferie soltanto qualora il datore di
lavoro sia in grado di dimostrare di avergli dato in modo specifico e trasparente
l’opportunità di fruire delle ferie, e di averlo informato che avrebbe perso tale
diritto alla fine dell’anno qualora non le avesse godute. Quando il datore di lavoro
non adempie a tale obbligo, il diritto alle ferie retribuite non decade, ma continua
e si accumula fino al termine del rapporto di lavoro, quando il lavoratore può
legittimamente ottenere il pagamento di tutte le ferie godute e non retribuite,
senza limiti di tempo. Questa decisione, secondo alcuni esperti (cfr.
infra), dovrebbe colpire in particolare le piattaforme digitali che
impiegano finti lavoratori autonomi il cui rapporto di lavoro potrebbe essere
riqualificato come lavoro subordinato o come “worker”*.
* Quello di “worker” è uno status ibrido previsto dalla legislazione britannica, cui
sono riconosciuti un insieme di diritti sociali.
> Per
maggiori informazioni: si veda l’analisi
della sentenza da parte di Lewis Silkin.
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- Menopausa e luoghi di lavoro :
Dopo l’adozione della prima strategia governativa a favore
della salute delle donne, che mira a colmare il divario sanitario tra i sessi,
il 3 febbraio si è tenuta la prima riunione della UK Menopause
Taskforce (cfr. comunicato).
La task force affronterà le tematiche legate alla menopausa, in particolare il
miglioramento dell’accesso ai trattamenti (uno dei quali dovrebbe essere
disponibile in farmacia, senza ricetta medica), mettendo fine ai tabù e allo
stigma che ancora circondano le discussioni sulla menopausa. Il gruppo di lavoro
si riunirà ogni due mesi per diciotto mesi e uno degli incontri previsti sarà
dedicato a “Menopausa sui luoghi di lavoro”.
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4.
Aziende
Società
europee
Istituzione di CAE : È stato
sottoscritto il 23 novembre 2021 l’Accordo sul coinvolgimento dei
lavoratori nella J.P.Morgan
SE in occasione della trasformazione della banca in società
europea. L’accordo si applica ai 2.752 addetti della banca statunitense occupati
nell’UE. I principali paesi rappresentati nel comitato della società europea sono
l’Irlanda (685 dipendenti) e la Germania (557) con 4 rappresentanti, seguiti da
Lussemburgo (508) e Francia (481) con 3 rappresentanti. In totale il comitato
dispone di 26 seggi e copre 14 paesi. Il Regno Unito non è rappresentato. Il testo
chiarisce fin dall’inizio che senza la previa informazione e consultazione del
comitato della SE, non verrà attuata alcuna decisione che rientri nell’ambito di
competenza del comitato stesso, a livello europeo, nazionale, locale, o di sito. La
clausola relativa alla transnazionalità di una decisione stabilisce la competenza
del comitato della SE anche qualora detta decisione riguardi i lavoratori di un solo
paese, se questi ultimi non dispongono di una rappresentanza dei lavoratori.
L’informazione-consultazione in caso di circostanze eccezionali è limitata a
progetti aventi «un impatto sostanziale», nel senso che devono riguardare almeno il
4% dell’organico del gruppo. I membri hanno diritto a cinque giorni di formazione
all’anno; a tal fine dispongono di un budget di 1.000 euro ciascuno per coprire i
costi di formazione e di viaggio. Per evitare anticipi di cassa, ogni membro riceve
una carta di credito aziendale. L’azienda è stata costituita secondo il diritto
tedesco e ha un consiglio di sorveglianza di cui un terzo dei membri sono
rappresentanti dei lavoratori.
> Si
veda anche: l’accordo, recentemente messo
online, sul coinvolgimento dei dipendenti in TIER Mobility SE.
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Accordi
transnazionali
Violenza e molestie sul lavoro :
Il gruppo energetico italiano ENI (33.000 addetti) ha firmato
lo scorso 27 gennaio un addendum al proprio accordo quadro globale, congiuntamente
con la federazione sindacale internazionale UNI Global Union e le federazioni
sindacali italiane (Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL), al fine di includere le
disposizioni della Convenzione 190 e della Raccomandazione 206 dell’ILO contro la
violenza e le molestie sul posto di lavoro. Secondo il testo, poiché il gruppo
adottato la politica della «tolleranza zero», l’«ENI deve offrire un ambiente di
lavoro libero violenza e molestie». L’accordo si applica a tutti i lavoratori,
indipendentemente dal loro status, e ricomprende, come previsto dalla Convenzione
ILO 190, la violenza e le molestie che si verificano oltre il luogo di lavoro
fisico, incluse quelle commesse attraverso l’uso di strumenti digitali. Le parti
concordano i meccanismi di informazione, formazione e segnalazione (cfr. comunicato
IndustriALL
Global Union).
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Diritti fondamentali nelle supply chain :
Lo scorso 21 gennaio il gigante britannico del commercio al
dettaglio, Tesco (380.000
addetti), ha sottoscritto un accordo innovativo con la federazione sindacale globale
UITA-IUF volto a garantire i diritti fondamentali dei lavoratori nella catena di
fornitura del gruppo. Il Memorandum d’intesa, che non
si applica al commercio al dettaglio, si concentra su come le donne, nelle supply
chain alimentari globali, possano usufruire di «meccanismi di reclamo efficaci» (in
caso di violazioni dei diritti umani, violenza o molestie sessuali), nonché della
«libertà di associazione e rappresentanza sindacale». Considerato che «
l’agricoltura è una delle tre industrie più pericolose, l’UITA-IUF evidenzia che
l’accordo include impegni ad attività congiunte dirette a promuovere luoghi di
lavoro sicuri». A tal fine, sono previste riunioni tre volte all’anno tra Tesco e
l’UITA-IUF (cfr. comunicato UITA-IUF
e Tesco).
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Sindacalismo
- Salute e sicurezza sul lavoro :
Le federazioni sindacali internazionali BWI e IndustriAll
Gobal Union, congiuntamente con la federazione sindacale europea EFBWW, hanno
inviato, il 1° febbraio, una lettera al management del
gruppo HeidelbergCement al
fine di richiedere che la salute e la sicurezza sul lavoro siano oggetto di una
maggiore attenzione e che venga avviato un dialogo sociale con le tre
federazioni sul tema garantendo che siano presenti, in ogni sito, comitati per
la salute e la sicurezza (cfr. comunicato).
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5. Studi e
rapporti
Smart working : L’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) hanno
pubblicato la nuova nota di sintesi “Healthy
and Safe Telework” per richiedere l’applicazione di misure
a tutela della salute dei lavoratori che lavorano da remoto. La nota rileva inoltre
che lo smart working offre diversi vantaggi in grado di migliorare la salute fisica
e mentale, nonché il benessere sociale. > Segnaliamo
altresì: la pubblicazione da parte dell’ILO del World
Employment and Social Outlook: Trends 2022, che fornisce il quadro
dei mercati del lavoro dopo due anni di pandemia.
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Vertenze collettive : La
Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro ha
pubblicato l’8 febbraio un rapporto sulle controversie nel campo del lavoro nell’UE
(cfr. sintesi
e relazione
completa). Il rapporto evidenzia la diversità delle legislazioni che
disciplinano il diritto di sciopero, non armonizzato a livello UE, insieme alla
tendenza alla diminuzione della conflittualità, per lo meno sotto forma di scioperi.
Il rapporto classifica le controversie in materia di lavoro in cinque categorie
(detti cluster) al fine di valutarne successivamente il peso rispettivo nei
diversi Stati membri. Gli autori lamentano tuttavia la difficoltà di effettuare
comparazioni a livello internazionale data la mancanza di statistiche affidabili in
materia, e chiedono l’adozione di uno standard internazionale.
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