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IR Notes 189 – Il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro diventa un diritto fondamentale

  IR Notes 189 – 28 giugno 2022
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Manal Azzi, Senior Specialist per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (OSH) presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)

Qual è concretamente la portata dell’inclusione del diritto a un ambiente di lavoro sano e sicuro tra i diritti fondamentali dell’ILO (cfr. Prima Pagina)?
Questa decisione apre chiaramente una nuova era per la salute e la sicurezza sul lavoro. Nel 1998, per accompagnare la globalizzazione, l’ILO aveva pubblicato una Dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro, in cui vengono stabiliti quattro obblighi che discendono dall’adesione all’ILO: garantire la libertà di associazione e l’effettivo riconoscimento del diritto alla contrattazione collettiva; eliminare ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio; abolizione effettiva del lavoro minorile; eliminazione della discriminazione in materia di impiego e occupazione. I 187 Stati membri dell’ILO, anche quelli che non hanno ratificato le convenzioni ILO che tutelano tali diritti, sono obbligati a promuoverli, rispettarli e attuarli. Inoltre, in considerazione del fatto che per godere di questi quattro diritti, occorre essere in buona salute, il Consiglio direttivo dell’ILO ha deciso, nel 2019, in occasione della Conferenza Internazionale del Lavoro, sessione del Centenario dell’ILO, di avviare un dibattito al fine di individuare un quinto principio da aggiungere al novero dei diritti in materia di lavoro. Nella Dichiarazione per il futuro del lavoro è stato definito che tale diritto dovesse essere la salute e la sicurezza sul lavoro. Pertanto, dopo tre anni di dialogo con i governi, i rappresentanti imprenditoriali e dei lavoratori dei 187 Paesi membri dell’ILO, si è giunti alla decisione di includere il diritto a un ambiente di lavoro sano e sicuro tra i principi e i diritti fondamentali dell’ILO. Si tratta di un ambito vasto , che mira non solo a rilevare gli infortuni e le malattie professionali, bensì a creare una vera e propria cultura della prevenzione, sia in termini di integrità fisica che di salute mentale o di lotta alle molestie.
La prima conseguenza di tale decisione è l’elevazione delle Convenzioni 155 e 187 dell’ILO al rango di convenzione fondamentale. Ciò implica che i governi, che abbiano o no ratificato queste due convenzioni, sono tenuti ad applicarle. Il contenuto di queste è vincolante per tutti i paesi, che devono pertanto render conto dei progressi compiuti nella loro attuazione. Inoltre, il rispetto di questi cinque principi e diritti fondamentali deve essere previsto anche dai futuri accordi commerciali internazionali. Oltre a ciò, la natura fondamentale delle due convenzioni ILO avrà un effetto trainante favorevole per l’applicazione dei quaranta standard dell’ILO in materia di salute e sicurezza sul lavoro relative ad alcuni settori e rischi specifici, in quanto, per “recepire” le due Convenzioni, gli Stati dovranno tener conto del contenuto di tutti gli  standard previsti.
Per quanto riguarda le multinazionali, esse dovranno individuare i rischi per la salute e la sicurezza nell’ambito dei loro obblighi di due diligence rafforzando  i sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro al fine di stare al passo con queste evoluzioni. Inoltre, nessun Paese in cui esse operano potrà sottrarsi ad allineare la propria legislazione alle due Convenzioni dell’ILO di cui sopra, le quali, come ripeto, contengono diritti reali che possono essere fatti valere dai lavoratori, come ad esempio il diritto di tirarsi indietro nel caso riscontrino una situazione di pericolo sul lavoro.

 
  Agenda

 


11 luglio
Online

Webinar internazionale organizzato dall’ILO, dalle 14.30 alle 16.00, sul tema “A Safe and Healthy Working Environment as a Fundamental Principle and Right at Work“ (Un ambiente di lavoro sicuro e sano come principio e diritto fondamentale del lavoro). Esso è volto a fare il punto sulla decisione di rendere il diritto a un ambiente di lavoro sicuro e sano un principio e un diritto fondamentale dell’ILO.  Il webinar  si terrà  via Zoom in inglese con interpretazione simultanea in francese e spagnolo. Iscrizione online entro il 7 luglio 2022.


8-10 settembre
Barcellona

13e ILERA European Congress, sul tema “Industrial relations and Green transition”  (Relazioni industriali e transizione verde).

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 248 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Pascale Turlan e Frédéric Turlan.
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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro diventa un diritto fondamentale

Elevare il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro allo status di principio e diritto fondamentale del lavoro è il principale risultato della 110° sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro, il consesso che ha riunito i sindacati, le organizzazioni imprenditoriali e i governi dei 187 Stati membri dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra dal 27 maggio all’11 giugno. Il principio di un ambiente di lavoro sano e sicuro è ora uno dei principi e diritti fondamentali del lavoro già adottati dall’ILO nel 1998 (cfr.  Health and Safety). Esso va infatti ad aggiungersi al novero di quelli già riconosciuti: 1) la libertà di associazione e l’effettivo riconoscimento del diritto alla contrattazione collettiva; 2) l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato o obbligatorio; 3) l’effettiva abolizione del lavoro minorile; e 4) l’eliminazione della discriminazione in materia di impiego e occupazione. In virtù della Dichiarazione del 1998, gli Stati membri dell’ILO si impegnano a rispettare e promuovere i suddetti principi e diritti, a prescindere dal loro livello di sviluppo economico e dalla ratifica, da parte loro, delle Convenzioni OIL che li sanciscono. Infatti, anche gli Stati che non le hanno sottoscritte sono tenuti a rispettare le due convenzioni fondamentali: la Convenzione sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, 1981 (C155) e la Convenzione sul quadro promozionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, 2006 (C187) (cfr. comunicato stampa ILO). Tali progressi sono accolti con favore dalla Confederazione Sindacale Internazionale (ITUC), che intende proseguire la propria azione. Essa rivendica infatti il diritto di tutti i lavoratori 1) ad essere consultati sulla valutazione dei rischi; 2) all’«eliminazione delle sostanze chimiche tossiche» e delle «organizzazioni di lavoro tossiche», in particolare a causa dei lunghi orari di lavoro; 3) a dispositivi di protezione e di formazione gratuiti, nonché 4) il «diritto di rifiutare un lavoro pericoloso». Un ulteriore obiettivo è  «estendere l’accesso ai servizi di salute sul lavoro oltre il 20% dei lavoratori  in tutto il mondo che attualmente già ne usufruiscono, e di rendere universale l’indennità di malattia fin dal primo giorno». Nelle aziende, l’ITUC chiede maggiori poteri per i rappresentanti dei lavoratori responsabili della sicurezza sul lavoro e di aumentare il numero degli organismi paritetici in materia di sicurezza (cfr. comunicato). Qual è l’impatto in Europa? Come sottolinea la Confederazione Europea dei Sindacati (CES), sebbene questa decisione sia stata ampiamente sostenuta dagli Stati membri dell’UE, rimane il fatto che «una dozzina di Paesi europei non hanno ancora ratificato la Convenzione 155 dell’ILO (…). E, tra questi, vi sono alcuni dei paesi in cui, secondo l’ILO, si registra il più alto tasso di infortuni al mondo. Tali dati collocano Francia, Austria, Svizzera e Germania tra i 20 Paesi con il maggior numero di infortuni» (cfr. comunicato). Il vice-segretario generale della CES Claes-Mikael Stahl ha invitato i 12 Paesi europei, che ancora non l’anno fatto, a firmare la Convenzione, in quanto «sarebbe la peggiore forma di ipocrisia e di eccezionalismo europeo votare per rendere la sicurezza sul lavoro un diritto in altre parti del mondo senza applicare le stesse regole nel proprio paese» (cfr. comunicato). Segnaliamo che la confederazione sindacale spagnola UGT si rallegra tanto più per questa decisione in considerazione del crescente numero di infortuni sul lavoro e di malattie professionali, oltre che per la sempre maggiore attenzione rivolta alla salute mentale e alla lotta contro la violenza e le molestie sul lavoro (cfr. comunicato).


1. Unione Europea
Progetti

Verso l’adozione della Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria : È stato raggiunto il 21 giugno un accordo politico provvisorio  tra il Consiglio e il Parlamento Europeo sulla revisione della Direttiva per quanto riguarda la comunicazione societaria sulla sostenibilità (CSRD) (cfr. IR Notes 182) (cfr. Due diligence). Il testo, che si applicherà alle aziende con organico uguale o superiore a 250 lavoratori, deve ora essere formalmente adottato dal Consiglio e dal Parlamento prima di essere pubblicato sulla GUUE. Esso dovrà poi essere recepito dagli Stati membri entro 18 mesi (cfr. comunicati del Consiglio e del Parlamento, nonché l’orientamento generale adottato dal Consiglio con in allegato la proposta di direttiva). La direttiva era stata presentata dalla Commissione Europea il 21 aprile 2021 (cfr. IR Notes 163). Essa si applicherà dal 1° gennaio 2024 alle imprese già soggette alla direttiva sulla rendicontazione non finanziaria e, dal 1° gennaio 2025, alle imprese di grandi dimensioni (ai sensi dell’art. 3 della Direttiva “contabile” 2013/34) attualmente non assoggettate. Infine, dal 1° gennaio 2026 si applicherà anche alle altre aziende, in particolare le PMI quotate. La relazione sulla sostenibilità consentirà in particolare ai rappresentanti dei lavoratori di comprendere l’impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società, nonché la sua strategia di sostenibilità. Essa dovrà includere informazioni sociali riguardanti, tra l’altro, la parità di genere, la parità di retribuzione per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, la formazione, lo sviluppo delle competenze, le condizioni di lavoro, le retribuzioni, il dialogo sociale, la contrattazione collettiva e la partecipazione dei lavoratori, il work-life balance, nonché un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato.



Verso l’adozione di un regolamento per rendere più sicuro l’uso delle macchine : Il Consiglio ha adottato il 24 giugno un mandato negoziale con il Parlamento Europeo per l’adozione della Proposta di Regolamento europeo sui prodotti macchina (cfr. comunicato del Consiglio e la sintesi della relazione sulla valutazione d’impatto della Commissione). Questo testo modifica la Direttiva “Macchine” del 2006 e la trasforma in un regolamento, cioè in una atto legislativo europeo di immediata applicazione, che non richiederà il recepimento nella legislazione degli Stati membri. L’obiettivo è duplice: promuovere la libera circolazione dei macchinari all’interno del mercato unico e garantire un elevato livello di tutele ai lavoratori e dei cittadini dell’UE. Il regolamento mantiene il sistema di autovalutazione della conformità da parte dei produttori e ripristina l’intervento degli organismi di valutazione della conformità per un elenco di prodotti ad alto rischio, abolito dalla direttiva del 2006. Come afferma la Confederazione Europea dei Sindacati, ciò spiegherebbe l’aumento del numero dei lavoratori feriti in infortuni correlati all’utilizzo di macchine, salito a oltre 80.000 nel 2019, dai 75.000 nel 2014 (cfr. comunicato e position paper della CES sulla proposta di regolamento).


Dialogo sociale europeo

Nuovo programma di lavoro : Le parti sociali europee (CES, BusinessEurope, SGI Europe e SMEunited) hanno adottato il 28 giugno il nuovo programma di lavoro 2022-2024, che in cui è contenuto, in particolare, l’impegno a negoziare un accordo giuridicamente vincolante su “smart working e diritto alla disconnessione” (cfr. European social partners). Il programma prevede sei azioni congiunte: 1) revisione dell’accordo autonomo sul telelavoro del 2002, al fine di proporlo in adozione quale accordo giuridicamente vincolante da attuarsi attraverso una direttiva, una grande prima dal 2010; 2) adozione di un «quadro d’azione volto garantire una giusta transizione»; 3) elaborazione di una dichiarazione congiunta sull’occupazione giovanile al fine di esplorare le migliori pratiche, le sfide e gli strumenti per agevolare l’occupazione giovanile; 4) organizzazione di un seminario con l’obiettivo di definire linee guida sulle tecnologie di monitoraggio e sorveglianza dei luoghi di lavoro; 5) organizzazione di un seminario seguito da un progetto di ricerca congiunto riguardo all’effettivo accesso alla formazione, al coinvolgimento delle parti sociali in materia di intelligenza delle competenze e di risoluzione degli squilibri e delle carenze di competenze; 6) avvio di un progetto congiunto al fine di esaminare l’efficacia delle azioni di capacity building e individuare gli ostacoli all’attuazione degli  accordi quadro autonomi delle parti sociali (cfr. comunicato).


Giurisprudenza

Le prestazioni familiari non possono variare in base al Paese di residenza dei figli : L’Austria deve rivedere la propria legislazione in materia di prestazioni familiari. L’Avvocato generale della Corte di Giustizia ha ricordato, nelle proprie conclusioni, che la legislazione europea sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale «si basa sul concetto generale secondo il quale, se un lavoratore paga contributi previdenziali e imposte in uno Stato membro, deve poter beneficiare delle medesime prestazioni spettanti ai cittadini nazionali». Nella sentenza, la Corte di Giustizia ritiene che il «meccanismo di adeguamento, che si fonda sul criterio della residenza all’estero dei figli per determinare l’ammontare delle prestazioni familiari e dei vantaggi sociali e fiscali, incide maggiormente sui lavoratori migranti» e «costituisce quindi una discriminazione indiretta fondata sulla cittadinanza, ammissibile soltanto se oggettivamente giustificata». Ma non lo è. Questa «differenza di trattamento (…) non è né adeguata né necessaria al fine di assicurare la funzione di sostegno nonché l’equità del sistema sociale» (cfr. CGUE, 16 giugno 2022, causa 328/20, Commissione c/ Austria e comunicato). L’organizzazione sindacale dei lavoratori autonomi Vidaflex evidenzia che tale decisione, che attendeva con impazienza, riguarda soprattutto i lavoratori che si occupano 24 ore su 24 di una delle 35.000 persone che hanno bisogno di assistenza domiciliare continua. Chiede al Governo di rivedere la legislazione al più presto , risarcendo i lavoratori interessati (cfr. articolo pubblicato da APA OTS). La confederazione sindacale austriaca ÖGB «ha messo in guardia contro questo adeguamento, secondo il diritto europeo, illegale, e contro calcoli irrealistici» che dovrebbero consentire un risparmio di 114 milioni di euro all’anno alle casse dello Stato. Secondo la risposta a un’interrogazione parlamentare del maggio 2022, il Ministro della Famiglia Susanne Raab (ÖVP) ha già effettuato accantonamenti per 220 milioni di euro per eventuali pagamenti futuri (cfr. comunicato).


2. Stati membri
Spagna

Cooperazione sindacale per contrastare la LGTBIfobia : Le due confederazioni sindacali CCOO e UGT hanno sottoscritto il 27 giugno un Accordo diretto a contrastare le disuguaglianze e le molestie nei confronti delle persone LGTBI+ sul posto di lavoro. Entrambe le organizzazioni ritengono che sia «importante pianificare misure che fin dalla contrattazione collettiva siano volte a sradicare e prevenire le molestie basate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e la pressione di genere, nonché rafforzare l’impegno delle aziende a garantire le condizioni di accesso al lavoro e a migliorare l’occupabilità delle persone LGTBI+» (cfr. comunicato). Da parte sua, l’organizzazione CCOO ha pubblicato il 16 giugno una Guida per garantire l’uguaglianza e la diversità nei contratti collettivi, in particolare al fine di eliminare tutte le clausole che potrebbero condurre a discriminazioni nei confronti delle persone LGBTI+.


Italia

Anticorruzione : È stato sottoscritto il 16 giugno, tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e le tre confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL un Protocollo d’intesa che prevede la collaborazione tra le tre sigle sindacali e l’Autorità, in particolare attraverso la costituzione di un osservatorio permanente sugli appalti. I sindacati potranno, ad esempio, fornire all’Autorità informazioni sulla corretta applicazione dei Ccnl, il contrasto al dumping contrattuale e al lavoro nero. L’iniziativa mira a garantire che i fondi sbloccati nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza siano utilizzati correttamente e che le semplificazioni adottate nella legislazione sugli appalti pubblici siano «definite e attuate nel rispetto dei contratti collettivi e della tutela dei lavoratori».


Irlanda

Intelligenza artificiale : Il Governo ha pubblicato AI Skills il rapporto sulle competenze necessarie per l’implementazione, la gestione e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, presentato il 23 giugno da un gruppo di esperti. Il documento sottolinea la necessità per ciascuno, individualmente, indipendentemente dal fatto che lavori o meno nel settore tecnologico, di acquisire un certo livello di conoscenza e di comprensione dell’IA. Lo studio si incentra su quattro gruppi target, individuando le esigenze in termini di competenze non soltanto per gli sviluppatori e gli esperti di IA, ma anche per i dipendenti del settore pubblico, gli insegnanti e gli educatori, nonché il pubblico in generale. Esso evidenzia la necessità per le organizzazioni e gli individui di individuare l’impatto dell’IA sul proprio lavoro o settore e di prepararsi ricercando la necessaria formazione. Una delle proposte in esso contenute è volta a rendere ampiamente disponibili, a coloro che sono in fase di apprendimento, nonché ai lavoratori di tutti i settori economici le “micro-credenziali” legate all’AI, sia a livello di istruzione superiore sia di formazione professionale (cfr. comunicato). Secondo gli esperti,  «La trasformazione dei posti di lavoro, piuttosto che la loro sostituzione, dipenderà in larga misura da quanto i punti di forza dell’IA e i punti di forza degli esseri umani potranno completarsi a vicenda per ogni posto di lavoro».


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Ristrutturazioni : Il segretario del comitato aziendale europeo di Unilever, Hermann Soggeberg, ha annunciato che il CAE è stato informato dall’azienda in merito alla prospettata cessazione, nel 2023, della produzione nello stabilimento di Röszke in Ungheria. In tal modo, l’80% dei 190 dipendenti e le loro famiglie «rischiano di perdere i loro mezzi di sostentamento», ha dichiarato Hermann Soggeberg, affermando di contare che l’azienda «si assuma le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori di Röszke e offra loro delle prospettive». Il comitato aziendale Europeo fa assegnamento sulla procedura di consultazione appena avviata per aiutare i lavoratori ungheresi.


Società europee

Trasformazione : In seguito alla trasformazione del gruppo in società europea, Korian, che gestisce centri residenziali per anziani non autosufficienti, ha firmato, con la delegazione speciale di negoziazione, appoggiata dall’EPSU, un accordo istitutivo del comitato di società europea. Il nuovo accordo riprende ampiamente il contenuto  dell’Accordo istitutivo del comitato aziendale europeo del 2019 (cfr. IR Notes 119). Tale nuovo accordo, che metteremo online dopo aver ricevuto il via libera dalla direzione, rafforza il ruolo del comitato ristretto, che si riunirà quattro volte all’anno (invece di due) e potrà essere consultato su alcuni argomenti «che non richiedono il coinvolgimento della plenaria», come si legge nel comunicato stampa. Il testo introduce anche «soglie di consultazione in base all’importanza e all’impatto delle tematiche presentate» e «chiarisce l’elenco delle tematiche soggette all’informazione e alla consultazione». L’accordo conferma la presenza degli «osservatori», quali, ad esempio, i lavoratori delle cooperative in Italia (già rappresentati nell’accordo precedente) e quelli del Regno Unito. Inoltre, ai venti membri sono riconosciute un minimo di due giornate formative all’anno.


4. Studi e rapporti

I salari minimi nel 2022 : La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro ha pubblicato il 15 giugno lo Studio annuale sui salari minimi nel UE, un testo che rappresenta oramai un punto di riferimento. Il  rapporto assume ancor maggiore importanza quest’anno, in quanto l’UE-27 sta ultimando la direttiva sui salari minimi e l’inflazione ritorna in primo piano. Esso sottolinea che mentre i salari minimi sono sicuramente aumentati in modo significativo tra il 1° gennaio 2021 e il 1° gennaio 2022 in termini nominali, l’impatto sulla vita reale non si è tradotto in un miglioramento del tenore di vita se si tiene conto dell’aumento dell’inflazione. Infatti, i lavoratori che percepiscono il salario minimo in quindici dei ventuno Stati membri in cui esso esiste legalmente hanno piuttosto subito una diminuzione in termini reali. Eurofound avverte pertanto che qualora le attuali tendenze inflazionistiche fossero confermate, nel 2022 i salari minimi aumenteranno solo marginalmente in termini reali in tutti i Paesi, e, il tema dominate, diventerà piuttosto la perdita significativa di potere d’acquisto dei lavoratori che li percepiscono.

 

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  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
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