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IR Notes 195 – La Corte di Giustizia garantisce la tutela della cogestione in caso di trasformazione in Società Europea

  IR Notes 195 – 2 novembre 2022
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Judith Kirton-Darling, Vice Segretario Generale di IndustriAll Europe

Lo scorso ottobre, la sua Federazione sindacale ha organizzato un corso di formazione rivolto ai membri dei comitati aziendali europei sul tema della transizione giusta (1). Quale ruolo dovrebbero svolgere i CAE in questo campo?
Negli ultimi due anni abbiamo organizzato una ventina di tavole rotonde a livello regionale, in diversi settori, che hanno portato alla stesura del Manifesto “Just Transition” di IndustriAll Europe (2), destinato ai decision maker politici. Il  manifesto si rivolge anche le aziende, mettendo in luce alcune buone pratiche. Abbiamo inoltre pubblicato, contemporaneamente, un secondo documento “di base”, più dettagliato, in cui sono riportati esempi di iniziative atte a garantire una giusta transizione. Abbiamo poi avviato altre e due iniziative allo scopo, la prima, di esaminare le modalità per fare della giusta transizione una tematica della contrattazione collettiva, e, la seconda, al fine di elaborare raccomandazioni rivolte ai membri dei comitati aziendali europei e a i coordinatori sindacali dei comitati aziendali europei (3). Tali raccomandazioni sono state oggetto di esame durante il seminario di Bratislava con l’obiettivo di approvarle o di modificarle. Con i cambiamenti climatici, i comitati aziendali europei sono infatti portati ad affrontare una trasformazione inedita: invece dei  cambiamenti strutturali delle aziende, motivati da un cambiamento tecnologico o da una nuova strategia aziendale, il motore del cambiamento è ora politico. Un esempio è la recente introduzione del divieto vendita delle automobili con motore a combustione dal 2035. Nelle raccomandazioni da noi emesse, chiediamo a tutti i CAE di essere proattivi, di utilizzare il loro diritto all’informazione e alla consultazione, nonché le clausole presenti nei loro accordi, nonché di esaminare i potenziali impatti sulle attività dell’azienda. Lo scopo è anticipare quanto più possibile e coinvolgere i lavoratori delle sedi più colpite nell’individuazione di soluzioni tempestive. Chiediamo inoltre ai comitati aziendali europei di sollecitare il management aziendale al rispetto dell’Accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Le nostre raccomandazioni contengono strumenti che consentono di verificare che l’azienda si adegui a tale impegno internazionale e di “interpretare” la carbon footprint, senza fermarsi al “greenwashing”. Illustriamo esempi di buone prassi e suggerimenti utili per la revisione degli accordi CAE al fine di inserire l’Accordo di Parigi nel preambolo, come è stato fatto l’anno scorso per EDF, estendendo esplicitamente le competenze dei comitati aziendali europei agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2.


(1) cfr. comunicato di IndustriAll Europe
(2) Manifesto e documento base, disponibili in diverse lingue; pagine Just transition, con esempi di accordi.
(3) Sono disponibili le raccomandazioni per gli affiliati a IndustriAll. Per informazioni: aline.conchon@industriall-europe.eu

 
  Agenda

 


1° dicembre
Noisy-Le-Grand
(e online)
Seminario internazionale dell’IRES: “Lobbying sindacale europeo sul sistema di scambio delle quote di emissione”, con Adrien Thomas, ricercatore presso LISER, Jean-Marie Pernot, ricercatore associato presso l’IRES e Joël Decaillon, ex vice segretario della CES.


30-31 gennaio 2023
Amburgo
(e online il primo giorno)
Quindicesima conferenza dei comitati aziendali europei e dei comitati di SE, organizzata dalla EWC Academy, con una prima giornata dedicata alla revisione della Direttiva relativa ai comitati aziendali europei, all’accordo sottoscritto con il CAE di Engie per garantire tutele ai dipendenti trasferiti a Bouygues e all’intervento della segretaria del CAE Orpéa, licenziata e reintegrata due volte. Programma e iscrizione, interpretazione francese-tedesco.

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 248 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Pascale Turlan, Frédéric Turlan e Aimee Waldon.
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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
La Corte di Giustizia garantisce la tutela della cogestione in caso di trasformazione in Società Europea

La Corte di Giustizia dell’UE ha emesso lo scorso 18 ottobre una sentenza a lungo attesa in un caso riguardante il rispetto della legislazione tedesca in materia di cogestione all’atto della trasformazione del gruppo tedesco SAP in Società Europea (SE) (CGUE, 18 ottobre 2022, causa C-677/20, IG Metall, ver.di c/ SAP SE e, per i fatti, cfr. IR Notes 185) (cfr. European company). La questione sottoposta alla Corte era se la votazione distinta, prevista dalla legge tedesca per l’elezione dei rappresentanti dei sindacati nel consiglio di sorveglianza, dovesse essere mantenuta anche all’atto della trasformazione di una società di diritto tedesco in SE, in conformità dell’articolo 4, paragrafo 4, della Direttiva 2001/86 (il principio “prima/dopo”), ovvero se potesse essere accantonata, per motivi di autonomia delle parti, nel contesto della negoziazione dell’accordo sul coinvolgimento dei lavoratori nella SE, di cui all’articolo 4, paragrafo 1 della Direttiva. La Corte di Giustizia ha ritenuto che detta votazione  «costituisce un elemento caratteristico del sistema nazionale di partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori», il quale «ha (…) natura imperativa» ai sensi la legislazione tedesca. Pertanto, detto elemento procedurale deve essere considerato parte del «coinvolgimento dei lavoratori (…) in tutti i suoi elementi» di cui all’articolo 4, paragrafo 4, che devono essere mantenuti all’atto della trasformazione in SE. Il principio dell’autonomia delle parti non può quindi giustificare l’accantonamento di tale procedura nell’accordo sul coinvolgimento dei lavoratori nella SE. Una decisione logica, in quanto, come evidenzia la Corte, lo spirito della Direttiva, e l’intento del legislatore, è « scongiurare il rischio che la costituzione di una SE, in particolare mediante trasformazione, porti alla riduzione, o addirittura alla scomparsa, dei diritti di coinvolgimento di cui godevano i lavoratori della società da trasformare in SE in forza della legge e/o delle prassi nazionali». Le federazioni sindacali IG Metall e ver.di hanno accolto con favore la sentenza, evidenziando che  «la SE non deve essere utilizzata in modo abusivo allo scopo di privare i dipendenti dei loro diritti alla partecipazione». Chiedono pertanto al Governo la revisione della legislazione sulla SE (SEBG), come previsto dall’accordo di coalizione, al fine di «impedire l’aggiramento della cogestione» (cfr. comunicato e intervista a Kerstin Jerchel, responsabile della cogestione di ver.di).


1. Unione europea
Legislazione

Salari minimi : È stata pubblicata nella GUUE la Direttiva 2022/2041 del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell’Unione Europea (cfr. IR Notes 192 e IR Notes 188) (L 275 del 25.10.2022). La nuova direttiva fissa il quadro volto a: 1) garantire «l’adeguatezza dei salari minimi legali al fine di conseguire condizioni di vita e di lavoro dignitose»; 2) promuovere la «contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari; 3) migliorare «l’accesso effettivo dei lavoratori al diritto alla tutela garantita dal salario minimo ove previsto dal diritto nazionale e/o da contratti collettivi».


Attualità sociale

Lavoratori delle piattaforme : È stata firmata da otto Stati membri la lettera inviata lo scorso 14 ottobre alla Presidenza ceca dell’UE, con in copia al Commissario UE Nicolas Schmit, perché la Proposta di direttiva della Commissione Europea sul miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali non sia snaturata nel corso delle discussioni in seno al Consiglio (cfr. Platform work). Nel testo di compromesso, la Presidenza ceca, che si è prefissato l’obiettivo di raggiungere un accordo in materia entro la fine dell’anno, propone un ammorbidimento della presunzione di subordinazione. Gli otto paesi (Belgio, Spagna, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Slovenia) firmatari chiedono «una presunzione legale efficace e forte, ma confutabile, del rapporto di lavoro» che rifletta «l’effettivo controllo e direzione esercitata dalle piattaforme di lavoro digitali», mettendo in guardia sul fatto che l’introduzione di «restrizioni o deroghe a detta presunzione legale non farebbe altro che perpetuare lo squilibrio che esiste oggi tra piattaforme» e lavoratori «che ha portato all’esistenza di migliaia di falsi lavoratori autonomi in Europa e a condizioni di lavoro precarie attraverso l’abuso di contratti atipici». Il Ministro del Lavoro spagnolo, Yolanda Diaz, all’origine dell’iniziativa, ha ricordato che la proposta si richiama ad una legislazione spagnola adottata nel maggio 2021, sottolineando che il suo Governo non può «permettere che i diritti dei lavoratori siano indeboliti in questo nuovo quadro lavorativo aperto dalle piattaforme»  (cfr. IR Notes 164). Alcuni giorni dopo, il 25 ottobre, la Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo ha dato audizione all’ex lobbista di Uber, diventato informatore, Mark MacGann, in merito alla pressione esercitata da Uber nei confronti delle istituzioni europee (cfr. comunicato). Inoltre, l’ONG Observatoire des multinationales ha pubblicato uno studio, commissionato dal Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo, sulle pratiche di lobbying di Uber, i suoi network in seno alle istituzioni e i sui suoi incontri con i decision maker europei (cfr. comunicato EN). Un’attività di lobbying che ora mira all’indebolimento della direttiva proposta.



  • Vertice sociale trilaterale : In occasione del Vertice sociale trilaterale del 19 ottobre, le parti sociali europee hanno lanciato l’allarm (cfr. Tripartite Social Summit)e. La Confederazione Europea dei Sindacati ha sottolineato la necessità di preservare il potere d’acquisto e salvare i posti di lavoro nelle industrie ad alta intensità energetica attraverso un nuovo SURE (lo strumento europeo di sostegno temporaneo contro i rischi di disoccupazione). BusinessEurope ha messo in guardia contro il rischio di trasferimenti di produzione fuori dall’Europa, nonché di chiusura di imprese (cfr. comunicato). Presente all’incontro, e in vista della presidenza di turno dell’UE che la Spagna  assumerà a luglio, il Ministro del Lavoro Yolanda Diaz ha evidenziato la «mancata applicazione di soluzioni congiunte tra le parti sociali europee», rammaricandosi «che da oltre 12 anni non si sia raggiunto in Europa un grande accordo di dialogo sociale».


  • La CES si allarga all’Ucraina e alla Moldavia : La Confederazione Europea dei Sindacati (CES) ha accolto le confederazioni sindacali ucraine FPU e KVPU e la CNSM moldava. La CES, che sostiene anche l’adesione della Georgia all’UE, «spera di accogliere il sindacato georgiano GTUC nel prossimo futuro»  (cfr. comunicato).

2. Stati Membri
Alemania

Reddito di cittadinanza : Il Ministro federale del Lavoro, Hubertus Heil, ha presentatolo scorso 13 ottobre in Parlamento un progetto di Bürgergeld (traducibile come “reddito” o “assegno di cittadinanza”) (cfr. discorso). Si tratta di un’importante revisione del sistema di sostegno e indennizzo a favore dei disoccupati di lungo periodo, con l’obiettivo della loro inserzione a lungo termine nel mercato del lavoro attraverso la formazione. La riforma, «una delle più grandi riforme sociali degli ultimi 20 anni», secondo Hubertus Heil, abolirà il meccanismo di sostegno alla disoccupazione di lungo periodo Hartz IV, che ha gettato molti tedeschi nella precarietà. La riforma dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2023 (cfr. comunicato, e nota della Fondazione Jean Jaurès).


> Inoltre: il Governo ha aperto il ricorso meccanismo di sostegno alla disoccupazione parziale ai lavoratori interinali (cfr. comunicato) e ha confermato l’aumento del salario minimo a 12 euro all’ora dal 1° ottobre (cfr. comunicato).


Spagna

  • Piano per la parità : in occasione di una conferenza sulla parità di genere, la vice segretaria generale dell’UGT, Cristina Antoñanzas, ha sottolineato che solo il 24,22% su un totale di 24.666 aziende (con oltre 50 addetti) ha progettato, elaborato e registrato un piano per la parità entro il 30 settembre 2022, sebbene l’obbligo fosse entrato in vigore il 7 marzo 2022 (cfr. comunicato UGT).

Portogallo

  • Asili nido gratuiti : Nel presentare in Parlamento il progetto di bilancio 2023, il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, Ana Mendes Godinho, ha evidenziato che il Governo è riuscito a creare «a tempo di record»  un’assistenza all’infanzia gratuita. «Nel settembre 2022, 37.000 bambini erano già coperti. Nel 2023, raggiungeremo 70.000 bambini e 100.000 nel 2024», ha dichiarato, sottolineando che «si tratta di una misura trasformativa», che risponde a una logica di lotta alla povertà e di promozione delle pari opportunità.

3. Paesi terzi
Regno Unito

Tutela dei futuri genitori : Il Governo ha annunciato il 21 ottobre il proprio sostegno alla Proposta di legge, presentata da un membro della Casa dei Comuni, diretta a migliorare le tutele dei futuri genitori (cfr. comunicato e studio preparatorio). Secondo la normativa attuale, una donna in congedo di maternità il cui posto di lavoro viene soppresso ha diritto a ricevere (prima della scadenza del contratto) un’altra proposta di lavoro presso la stessa azienda relativa a ogni altra posizione vacante adeguata che offra un lavoro adatto alle sue esigenze e condizioni che non siano significativamente meno buone rispetto a quelle della sua precedente occupazione. Obiettivo della proposta di legge è consentire al Governo a emanare regolamenti al fine di estendere tale tutela alle donne incinte, non appena abbiano informato il datore di lavoro della loro gravidanza, nonché ai neo-genitori che rientrano al lavoro dopo la maternità, un’adozione o il congedo parentale.



  • Congedo per i prestatori di assistenza. Lo stesso 21 ottobre il Governo ha annunciato il proprio sostegno ad un’altra Proposta di legge promossa da un membro della Casa dei Comuni volta ad istituire il riconoscimento del diritto a una settimana di congedo non retribuito ai lavoratori dipendenti che si prendono cura di un familiare. Attualmente non esiste alcun diritto al congedo legale per i caregiver informali, costringendoli a ricorrere ad altre forme di congedo per assistere i propri familiari a carico. Non sarà richiesta alcuna anzianità per la fruizione (cfr. comunicato).


4. Aziende
Comitati aziendali europei

Inflazione e questione salariale (segue) : Nel nostro ultimo numero (cfr. IR Notes 194), abbiamo dedicato un articolo al ruolo dei sindacati europei in questo periodo di inflazione. Abbiamo ora ricevuto nuovi input. Alcuni CAE ci hanno informato di non avere ancora avuto modo di affrontare la questione nonostante le richieste provenienti da diversi membri (SAP); altri intendono farlo presto (Vaillant). Solvay, il cui comitato aziendale europeo, aveva discusso il tema della compensazione dell’inflazione nella sessione plenaria di giugno, ha annunciato un’indennità calcolata, per ogni paese, in base alla differenza tra l’inflazione “ufficiale” e gli aumenti retributivi decisi negli ultimi negoziati. Tuttavia, la posizione prevalente tra le aziende è rimandare la questione retributiva al livello locale. Per il CAE di Amex GTB, che ha sollevato la questione dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi dell’energia durante la riunione annuale, la direzione generale Europa «conta sul management a livello locale al fine di adottare le misure necessarie». Anche il gruppo Legrand rimanda alla competenza del management locale. Per la direzione di J.P.Morgan, come per quella di Thales, il tema non rientra nelle competenze del CAE. Tuttavia, pur senza oltrepassare le competenze del comitato aziendale europeo, talvolta le discussioni in questa sede sono state seguite da effetti. Ad esempio, durante la riunione del comitato aziendale europeo di Thales, i membri hanno denunciato il rifiuto della direzione, in diversi paesi, di aprire un tavolo negoziale, in particolare in Spagna. «Lo scambio ha portato la direzione centrale a chiedere alle direzioni dei paesi interessati di intavolare il negoziato», sottolinea Anthony Perrocheau, segretario del CAE. Alcuni comitati aziendali europei affrontano il tema da un altro angolo. Ad esempio, il comitato aziendale europeo di BNP Paribas tratta il tema dal punto di vista della qualità del dialogo sociale: intende discutere con la direzione centrale lo squilibrio tra i paesi in cui il dialogo sociale è ben istituzionalizzato, e consente  di negoziare compensazioni, e gli altri paesi in cui esiste solo un processo annuale di revisione delle retribuzioni individuali. «Questo rischia di condurre a una politica retributiva a due velocità di fronte allo stesso problema», rimarca Alexandre Huchet, segretario del CAE. L’assenza di risposta da parte delle aziende può condurre a nuove rivendicazioni. Al comitato aziendale europeo di Legrand, che aveva formulato diverse domande all’azienda riguardo alle compensazioni finanziarie, chiedendo di trasferire l’aumento dei prezzi dell’energia sui dividendi versati agli azionisti, la direzione «ha dato risposte vaghe, affermando nel contempo la necessità di salvaguardare gli azionisti», ha dichiarato Cristina Filippelli, segretaria del CAE. Quest’ultimo ha pertanto incaricato il proprio esperto di effettuare un’analisi delle retribuzioni nei diversi paesi rappresentati nel CAE, nonché un’analisi dell’orario di lavoro. L’idea è verificare «se una delle possibilità per superare la crisi non possa essere la riduzione dell’orario di lavoro».


Société européenne

Un comitato low-cost : L’azienda Westwing Group (2.300 addetti), un sito tedesco di e-commerce di mobili e accessori per l’arredamento ha sottoscritto, nel febbraio 2022, in occasione della trasformazione in società europea un Accordo sulla partecipazione dei lavoratori in Westwing Group SE. Il negoziato era stato avviato a metà del 2021, quando il gruppo occupava circa 1.900 lavoratori, per evitare l’introduzione della gestione paritetica. Secondo la legislazione tedesca, infatti, il consiglio di vigilanza deve rispettare una composizione paritetica quando il livello di organico supera i 2.000 addetti in Germania. Come anche altre start-up tedesche (Zalando, Delivery Hero, HelloFresh), il gruppo ha quindi optato per lo status di SE per aggirare tale vincolo. Il comitato della società europea è composto da otto membri, tre tedeschi e tre polacchi, uno spagnolo e uno in rappresentanza dei paesi con un minor livello di organico (attualmente Italia e Paesi Bassi). L’accordo esclude la Svizzera e il Regno Unito. Nella sua unica sessione plenaria annuale, vengono trattate solo questioni che riguardano oltre il 15% dei lavoratori europei. Il comitato ristretto viene convocato in circostanze eccezionali quando è interessato almeno il 30% dell’organico europeo (oltre 700 addetti), e informato se il 90% dei lavoratori di un paese è interessato da un progetto. Le riunioni telefoniche o in videocall sono la norma; quelle fisiche l’eccezione. Il comitato ristretto può proporre corsi di formazione; tuttavia l’azienda si riserva il diritto di contestarne l’utilità in giudizio. Vige la stessa regola per il ricorso a un esperto.

 

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