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IR Notes 241 – L’UE indecisa tra austerità fiscale e investimenti massicci

  IR Notes 241 – 27 novembre 2024
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Gilles Telal, Segretario del comitato aziendale europeo di Exxonmobil e Presidente della federazione CFE-CGC Enermine e Industrie Trasversali.

Quali iniziative sono state adottate dal vostro comitato aziendale europeo dopo la ristrutturazione annunciata in Francia ad aprile dal gruppo petrolifero americano ExxonMobil, con i conseguenti tagli di occupazione?
Come nei precedenti casi di cessione di raffinerie, in Italia (2018) e in Norvegia (2019), il comitato aziendale europeo ha voluto essere consultato. La risposta dell’azienda è però sempre la stessa: malgrado i progetti siano sempre di natura transnazionale, in quanto riguardano i centri di servizi condivisi di Praga e Budapest, la direzione sostiene ogni volta che l’impatto non è significativo in termini di attività e numero di lavoratori interessati. Il nostro accordo, sottoscritto oramai tanto tempo fa, non prevede una soglia oltre la quale un progetto di riorganizzazione può essere ritenuto significativo. Per l’azienda non è mai così. Nel caso presente, l’11 aprile, la ExxonMobil ha annunciato la chiusura delle attività chimiche nel sito di Gravenchon (Seine-Maritime), il taglio di 677 posti di lavoro entro il 2025 e la cessione della raffineria di Fos-sur-Mer (310 lavoratori). Ancora una volta il progetto non sarebbe significativo. Se volessimo contestare la loro decisione di non consultare il comitato aziendale europeo, dovremmo avviare un’azione giudiziaria, il che significa adire una giurisdizione belga e, preliminarmente, ottenere il consenso dei membri del CAE per poterlo fare. Occorre però considerare che molti di loro non sono dipendenti protetti o iscritti al sindacato e potrebbero temere per il loro futuro professionale. Alcuni membri sono inoltre nominati dalla direzione dell’azienda, il che rende difficile avviare un’azione collettivamente. È davvero giunto il momento di rivedere la direttiva sui comitati aziendali europei per consentire la rinegoziazione di questi vecchi accordi che rappresentano un ostacolo per i rappresentanti dei lavoratori europei e non ottimizzano un dialogo sociale costruttivo. Quanto ai i nostri lavoratori, abbiamo deciso di aiutarli attivando le autorità pubbliche francesi, attraverso le nostre federazioni sindacali, per presentare una richiesta di sostegno europeo ed ottenere finanziamenti per la riconversione dei lavoratori licenziati, in particolare tramite Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Questo tipo di richieste presenta, tuttavia un’enorme complessità, e non sappiamo se l’azienda dedicherà risorse interne per poterla presentare al Ministero del Lavoro, che a sua volta deve sollecitare la Commissione Europea.

 
  Agenda

 


2-3 dicembre
Bruxelles

Consiglio Occupazione e Politica Sociale

 
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La squadra: questo numero è stato redatto da Francisco Javier Gómez Abelleira, Ambre Grenier-Boley, Victoria Fonseca, Iris Turlan e Frédéric Turlan .
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Prima Pagina
L’UE indecisa tra austerità fiscale e investimenti massicci

Come si evolveranno le politiche economiche, di bilancio, sociali e ambientali dell’UE nei prossimi mesi? La risposta è contenuta nella prima parte del «pacchetto d’autunno» presentato dalla Commissione Europea il 26 novembre (cfr. comunicato). Si tratta di una delle tappe del semestre europeo, istituito nel 2010, al fine di determinare il quadro annuale per il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dell’UE e della zona euro (cfr. European Semester). Questo pacchetto è il primo dopo l’entrata in vigore della riforma del nuovo quadro di governance economica dell’UE nell’aprile 2024 (cfr. comunicato del Consiglio). A giugno, la Commissione ha inviato agli Stati membri le linee guida per la stesura dei piani di bilancio e strutturali a medio termine, in cui si definiscono gli obiettivi di bilancio, le riforme e gli investimenti prioritari. Gli Stati membri hanno poi presentato i loro piani a settembre, e la Commissione li ha appena approvati, talvolta con alcune riserve. Nel frattempo, è stata presentata alla Commissione la relazione di Mario Draghi che esorta l’UE a investire massicciamente per ridurre il divario di competitività con gli Stati Uniti e la Cina (cfr. IR Notes 236). Ufficialmente, il nuovo quadro aiuta gli Stati membri a raggiungere la stabilità macroeconomica, la crescita e la sostenibilità di bilancio, «aspetti essenziali per la forza economica dell’UE nel difficile contesto mondiale odierno», promuovendo «riforme e investimenti che getteranno le basi per la stabilità economica a lungo termine e la crescita sostenibile». Infine, esso « contribuisce a rendere l’economia dell’UE più resiliente, equa, competitiva e sicura per il bene dei cittadini ». Tale esercizio mira a raggiungere «una riduzione graduale e realistica dei livelli del debito pubblico, che sono aumentati notevolmente dopo pandemia di COVID-19 e la crisi energetica», un obiettivo che deve essere incluso nei piani di riforma e di investimento a medio termine adottati da ciascun paese per soddisfare le priorità condivise a livello europeo (transizione green e digitale, resilienza sociale ed economica, sicurezza energetica e rafforzamento delle capacità di difesa). Una volta approvati i piani a medio termine da parte del Consiglio, la Commissione verificherà il rispetto degli impegni assunti da parte degli Stati membri, che presenteranno relazioni annuali sui progressi compiuti. Nelle prossime settimane la Commissione presenterà la seconda parte del pacchetto d’autunno del semestre europeo, che comprende la strategia annuale per la crescita sostenibile, le raccomandazioni relative alla zona euro, la relazione sul meccanismo di allerta, nonché la proposta di una relazione congiunta sull’occupazione. Questa nuova fase salverà l’economia europea dalla stagnazione? Gli orientamenti, di difficile comprensione, rappresentano un tentativo di compromesso tra gli Stati opposti a qualsivoglia spesa comune, e quelli che contano che l’UE si indebiti per attuare il piano shock per gli investimenti richiesto da Mario Draghi, e sono la migliore garanzia perché non cambi nulla. «Questi piani non hanno nulla a che vedere con le sfide economiche che deve affrontare l’Europa, le sue industrie e i suoi lavoratori», dichiara Ludovic Voet, segretario confederale della CES, e prosegue: «Questi piani dimostrano ancora una volta che il Patto di stabilità e crescita impone restrizioni autolesionistiche alla spesa degli Stati membri. L’Europa ha bisogno di una politica fiscale che incoraggi gli investimenti, dia priorità al benessere dei lavoratori e protegga il pianeta».


1. Unione Europea
Legislazione

Lavoro forzato : Il 19 novembre il Consiglio ha adottato il regolamento volto a vietare i prodotti ottenuti con il lavoro forzato. Il testo vieta l’immissione sul mercato dell’UE e la messa a disposizione sul mercato dell’UE, nonché l’esportazione dal mercato dell’UE, di qualsiasi prodotto ottenuto con il lavoro forzato (cfr. comunicato stampa, IR Notes 192 e IR Notes 229). Il regolamento entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella GUUE e si applicherà tre anni dopo l’entrata in vigore.


Progetti

Dichiarazione elettronica di distacco : Il 13 novembre la Commissione ha proposto la creazione di un portale unico per le dichiarazioni digitali delle società di servizi che distaccano dipendenti in un altro Stato membro. È questo il contenuto della Proposta di regolamento relativo a un’interfaccia pubblica connessa al sistema di informazione del mercato interno per le dichiarazioni di distacco dei lavoratori e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012. La piattaforma, che si basa su quella istituita per le dichiarazioni di distacco nel settore del trasporto stradale, dovrebbe consentire di: 1) ridurre l’onere amministrativo derivante dalle procedure relative al distacco dei lavoratori, con un risparmio di tempo medio per effettuare le dichiarazioni da parte delle aziende del 73%; 2) promuovere la cooperazione tra gli Stati membri attraverso il portale, che farà parte del sistema di informazione del mercato interno (IMI); 3) rafforzare la tutela dei lavoratori, in particolare agevolando «ispezioni efficaci (…) e mirate» negli Stati membri. Gli Stati membri potranno utilizzare questo sistema su base volontaria. Secondo la Commissione, nove Stati membri hanno già annunciato di volerlo introdurre. Il Segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) ha denunciato il «costo sociale della proposta», che «supererebbe di gran lunga i piccoli risparmi ottenuti dalle imprese». La considera un esempio della «falsa economia» derivante dal programma di deregulation «in stile Trump della Commissione», che mira a ridurre l’onere burocratico del 25% (cfr. lettera della CES). «Questa proposta consentirà alle società di comodo (letterbox company), di continuare e persino di espandere il loro modello commerciale di falsi distacchi», afferma il segretario generale dell’EFBWW/FETBB Tom Deleu. Il progetto incontra il sostegno della parte imprenditoriale. Nella recente Dichiarazione congiunta sulla relazione relativa all’applicazione della direttiva sul distacco dei lavoratori, le imprese hanno invitato la Commissione a introdurre rapidamente la dichiarazione elettronica unica. Anche BusinessEurope accoglie con favore l’iniziativa e ritiene che, a lungo termine, il mercato unico «trarrebbe beneficio dall’esistenza di un portale di notifica unico con obblighi di informazione e documentazione unificati» (cfr. comunicato).



  • Revisione della direttiva sui comitati aziendali europei : Gli eurodeputati della Commissione per l’Occupazione e gli Affari sociali del Parlamento Europeo saranno chiamati a votare il 3 dicembre il mandato negoziale del Parlamento per avviare i negoziati con il Consiglio, in vista dell’adozione della proposta di direttiva presentata dalla Commissione Europea (cfr. ordine del giorno).

Attualità sociale

Direttiva sui tirocini : È stata pubblicata il 20 novembre, da parte di sei organizzazioni imprenditoriali, una dichiarazione congiunta in cui si richiede il ritiro della Proposta di Direttiva relativa alla regolamentazione dei tirocini, sulla quale gli Stati membri stanno tentando di raggiungere un accordo. Per le aziende, il testo «non rispetta il principio di sussidiarietà» né l’obiettivo della Commissione di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese. «Data la diversità dei sistemi e dei quadri normativi nazionali, i firmatari ritengono che la questione dei tirocini debba essere affrontata a livello nazionale».



Direttiva sui salari minimi adeguati. : È scaduto il 15 novembre il termine a disposizione degli Stati membri per il recepimento della direttiva sui salari minimi adeguati nel diritto nazionale (cfr. IR Notes 192 e IR Notes 188). La Commissione Europea si è rallegrata in un comunicato che la direttiva abbia già iniziato a produrre «effetti positivi anche prima dello scadere del periodo di recepimento, stimolando dibattiti a livello nazionale sull’adeguatezza dei salari minimi». Lo studio annuale di Eurofound sui salari minimi ha infatti evidenziato che la pratica di correlare i salari minimi a una percentuale della retribuzione media o mediana, come suggerito dalla direttiva, è continuata» nel 2023, con «un numero crescente di Paesi che l’hanno adottata». Inoltre, «negli ultimi due anni i salari minimi legali sono aumentati in modo significativo nella maggior parte degli Stati membri», rimarca la Commissione, «compensando l’impatto dell’alta inflazione sul potere d’acquisto dei lavoratori con salari bassi». La Commissione dichiara di voler valutare se la direttiva è stata pienamente e correttamente recepita nel diritto nazionale da parte degli Stati membri e, all’occorrenza, adotterà provvedimenti. La Confederazione Europea dei Sindacati è molto meno positiva: pur riconoscendo gli effetti positivi descritti dalla Commissione (cfr. studio dell’Istituto Sindacale Europeo), condanna tuttavia il fatto che la maggior parte dei paesi non abbia rispettato la data di recepimento (cfr. comunicato).



Competitività e gare d’appalto : In occasione dell’audizione di conferma davanti agli eurodeputati il 12 novembre, Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, commissario designato per la Prosperità e la Strategia industriale, ha presentato la sua visione della politica industriale dell’UE, affrontando anche una serie di tematiche sociali. Ha sostenuto, in particolare, la creazione di un Fondo europeo per la competitività, in cui siano abbinati garanzie pubbliche e capitali privati, nonché lo sviluppo di nuovi prodotti di risparmio su scala europea. In materia di appalti pubblici, si è impegnato a promuovere l’introduzione di garanzie obbligatorie, quali migliori condizioni di lavoro. Ha altresì evidenziato la necessità di garantire posti di lavoro di qualità, difendendo un approccio equilibrato tra progresso sociale e competitività economica.



Sviluppo delle competenze e qualità dell’occupazione : Come per Stéphane Séjourné (cfr. supra), l’audizione della vicepresidente esecutiva per le Persone, le Competenze e la Preparazione, Roxana Mînzatu, è stata tra le ultime previste per completare la composizione della nuova Commissione. Occorreva ottenere l’approvazione delle nomine dei commissari conservatori e di estrema destra, prima di quelli di Renew e dei socialdemocratici. Il titolo della carica ha suscitato critiche da parte dei presidenti delle commissioni Occupazione (EMPL) e Cultura (CULT), per l’assenza delle parole «occupazione» e «diritti sociali». In risposta, Roxana Mînzatu ha puntualizzato che questi temi restano al centro delle sue priorità. Nel suo primo discorso, ha sottolineato la necessità di promuovere posti di lavoro di qualità insieme alla formazione per l’intero arco della vita professionale, ponendo l’accento sulla portabilità delle competenze. Ha inoltre chiesto una maggiore inclusione delle persone con disabilità nel mercato del lavoro e, per sviluppare competenze chiave, ha incoraggiato l’uso di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale. Si è impegnata ad attuare un nuovo e ambizioso piano d’azione per il pilastro europeo dei diritti sociali (cfr. verbale dell’audizione, risposte scritte ai deputati).


2. Stati membri
Germania

Accordo retributivo nell’industria metalmeccanica : Nel corso di negoziati pilota a livello regionale, è stato raggiunto, il 12 novembre, l’accordo tra le parti sociali dell’industria metalmeccanica ed elettronica nelle regioni della Baviera e del litorale tedesco su un nuovo contratto collettivo. I risultati saranno trasposti nelle altre regioni tedesche. L’accordo prevede aumenti retributivi del 2% il 1° aprile 2025 per i 4 milioni dei lavoratori del settore, seguito da un aumento del 3,1% nell’aprile 2026, nonché il pagamento di un bonus una tantum di 600 euro entro febbraio 2025. Ai  230.000 apprendisti è stato riconosciuto un aumento mensile pari a 140 euro a partire da gennaio 2025. IG Metall ha inoltre ottenuto una “componente sociale” con un aumento di 8 punti dell’“indennità integrativa contrattuale” annuale, che sale dall’attuale 18,5% della retribuzione di riferimento al 26,5% a partire da febbraio 2026, ossia da 630 a 900 euro (cfr. comunicato).


Spagna

Colloquio preliminare al licenziamento : Il 18 novembre la Camera sociale della Corte Suprema ha emesso un’importante sentenza che impone alle aziende di convocare il dipendente al colloquio preliminare prima a ogni licenziamento disciplinare. Si tratta di un requisito che, a parte alcune eccezioni, non esiste nella legislazione spagnola. L’unico requisito formale è l’invio di una lettera di licenziamento prima della data effettiva di risoluzione del contratto di lavoro. Sebbene la decisione del datore di lavoro possa essere impugnata dinanzi al tribunale del lavoro, resta il fatto che il dipendente non ha il diritto di difendersi dalle accuse dell’azienda finché non ha ricevuto la lettera di licenziamento. La Corte Suprema ha applicato la Convenzione ILO N. 158, il cui art. 7 stabilisce che «il lavoratore non può essere licenziato per motivi dovuti alla sua condotta o al suo lavoro prima che gli sia stata data la possibilità di difendersi dalle accuse mosse, a meno che non si possa ragionevolmente prevedere che il datore di lavoro gli dia tale opportunità». Tramite questa sentenza, la Corte Suprema modifica la precedente giurisprudenza, che risaliva alla fine degli anni Ottanta, secondo la quale, il sistema della lettera di licenziamento globale soddisfaceva i requisiti di cui all’art. 7 della Convenzione, ritenendo che tale articolo non potesse essere considerato direttamente applicabile senza un intervento legislativo. La Corte ha invece deliberato che l’articolo 7 è una disposizione direttamente applicabile. A partire dalla data di pubblicazione della suddetta sentenza, tutti i licenziamenti disciplinari dovranno essere preceduti da un colloquio con il dipendente (cfr. articolo del professor Francisco Javier Gómez Abelleira e comunicato della Corte Suprema).


Romania

Salari minimi : E stata promulgata dal Presidente Klaus Iohannis la “Legge sul salario minimo europeo” che recepisce la direttiva europea sui salari minimi adeguati. Dal 1° gennaio 2025, la retribuzione minima salirà a 4.050 lei (815 euro circa). L’importo è stato oggetto di negoziati tra il Governo, le organizzazioni dei lavoratori e imprenditoriali (cfr. comunicato).

 


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