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IR Notes 245 – 5 febbraio 2025
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Estelle DEVOS, Rappresentante sindacale FCE-CFDT e membro del comitato
dell’accordo mondiale sulla responsabilità sociale e ambientale del
Gruppo EDF (CMDRSE)
Quali
sono le principali novità del nuovo accordo mondiale sulla
RSI del Gruppo EDF rispetto a quello precedente firmato nel
2018? (cfr. 3. Aziende) Come
negoziatrice, sono convinta che questo nuovo accordo quadro mondiale
contenga importanti progressi rispetto al precedente del 2018. È un
accordo ambizioso e impegnativo che potrà servire da riferimento per
altri grandi gruppi. Il
testo afferma chiaramente che non sarà tollerata alcuna violazione
dei diritti umani fondamentali e adotta una politica di “tolleranza
zero” per quanto riguarda le molestie, la discriminazione e ogni
altra forma di violenza sui luoghi di lavoro. Stabilisce, inoltre,
obiettivi più ambiziosi in termini di salute e sicurezza sul lavoro,
puntando non solo all’eliminazione degli infortuni letali, come già
previsto nell’accordo del 2018, ma anche a quella degli infortuni
gravi. Infine, l’accordo contiene diversi nuovi capitoli,
riguardanti, ad esempio, il dovere di diligenza, il ricorso
all’intelligenza artificiale, la transizione giusta, o ancora
l’ambiente e il clima. Il
testo, che sarà ufficialmente presentato nel corso di una cerimonia
prevista il 12 febbraio, è stato co-firmato dal Gruppo EDF, tramite
il suo CEO Luc Rémont, e da tutte le federazioni sindacali
rappresentate nelle diverse società del Gruppo nel
mondo. In termini di
governance, il comitato dell’accordo mondiale sulla responsabilità
sociale e ambientale del gruppo EDF è presieduto dal CEO di EDF SA,
o da una persona debitamente autorizzata, ed è composto da 25
rappresentanti dei lavoratori del gruppo nominati dalle rispettive
organizzazioni sindacali. Il segretario/a del comitato dispone
oramai di un monte annuale di 80 giorni per coordinare i lavori dei
membri. Oltre al
cambiamento di governance, il comitato tiene una volta l’anno una
riunione plenaria di due giorni, almeno due riunioni del comitato
direttivo (come minimo) e organizza una visita in loco.
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Agenda
5 febbraio
Bruxelles La
federazione sindacale IndustriAll Europe ha invitato tutti i sindacati
europei dell’industria manifestare a favore di «una politica industriale
europea proattiva, basata su investimenti, solidarietà, occupazione di
qualità e innovazione, in linea con i nostri impegni in materia di
clima» (cfr. comunicato).
7 febbraio Parigi Seminario
MoveS: Libera
circolazione dei lavoratori vulnerabili, organizzato da Sophie
Robin-Olivier e Jean-Philippe Lhernould, esperti MoveS per la Francia.
11
febbraio Bruxelles Presentazione
del programma di lavoro 2025 della Commissione Europea
20-21 febbraio
Danzica
Conferenza organizzata dalla Presidenza di turno polacca dell’Unione su
“Il
futuro del lavoro in un’Europa digitale, l’economia sociale, il
sostegno alle persone con disabilità e le sfide demografiche”.
26 febbraio
Bruxelles
Presentazione da parte della Commissione Europea del “pacchetto
Omnibus”, che comprende una comunicazione e una proposta di direttiva.
5 marzo
Bruxelles
Presentazione del progetto di “Unione delle competenze” da
parte della commissaria Mînzatu.
10 marzo Bruxelles Consiglio
Occupazione e Affari sociali (sito)
20-21
marzo Bruxelles Consiglio
Europeo (sito)
3-4 aprile Varsavia Conferenza
organizzata dalla Presidenza di turno polacca dell’Unione dal titolo “Costruire
un futuro digitale nel contesto della salute e della sicurezza sul
lavoro“.
4-6 giugno Bordeaux 5a
conferenza mondiale della rete CIELO Laboral: “ Verso una
riconfigurazione del diritto sociale di fronte alle trasformazioni
del lavoro ”, con il sostegno di COMPTRASEC, CIEST e del
programma europeo Care4Care.
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Ambre Grenier-Boley,
Victoria Fonseca,
Iris Turlan e Frédéric
Turlan
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lavoro di IR Share
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet –
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
Una
“bussola” per guidare l’Unione Europea fuori dall’impasse
La Commissione europea ha presentato, il 29 gennaio, la «bussola per la
competitività», una comunicazione da essa stessa definita la «prima grande
iniziativa » del suo nuovo mandato (cfr. comunicato).
In essa viene tracciato il quadro delle future iniziative volte a rispondere alle
debolezze dell’Unione evidenziate nelle relazioni di Enrico Letta e Mario Draghi.
Tre aree di intervento principali: 1)
Colmare il divario in materia di innovazione con la proposta di
creare uno status adatto alle start-up e alle giovani imprese in espansione,
denominato “28° regime giuridico”. In altre parole, una sorta di 28° Stato membro
fittizio in cui le imprese potranno fruire di norme semplificate, in particolare in
materia di diritto del lavoro. 2)
Definire una tabella di
marcia per la decarbonizzazione e la competitività, con l’obiettivo di dare respiro
all’industria europea. Tra le misure previste figurano un piano d’azione per
un’energia a prezzi accessibili e piani d’azione su misura per alcuni settori ad
alta intensità energetica, come l’acciaio, i metalli e i prodotti chimici. 3) Ridurre la
dipendenza eccessiva e rafforzare la sicurezza, al fine di garantire
l’approvvigionamento di materie prime, energia pulita e carburanti sostenibili. La
Commissione intende inoltre riesaminare le norme sugli appalti pubblici entro il
2026, al fine di introdurre una preferenza europea nell’aggiudicazione degli appalti
per i settori e le tecnologie critiche. Oltre a questi tre ambiti, la Commissione
annuncia «cinque attivatori trasversali per la competitività», uno dei quali è la
«semplificazione», che punta a ridurre gli oneri normativi e amministrativi. Ricorda
i diversi pacchetti «omnibus» per semplificare la legislazione, tra cui la prossima
proposta di direttiva «omnibus», che semplificherà «l’informativa sulla
sostenibilità, il dovere di diligenza e la tassonomia» (cfr. IR Notes
244). Un ulteriore «attivatore» mira a «promuovere le competenze e i posti
di lavoro di qualità» garantendo al contempo la «giustizia sociale». Per garantire
«una buona corrispondenza tra competenze e esigenze del mercato del lavoro», la
Commissione presenterà un’iniziativa per costituire l’Unione delle competenze,
nonché un’iniziativa sulla «portabilità delle competenze». La Commissione intende
collaborare con le parti sociali al fine di «presentare una tabella di marcia per
posti di lavoro di qualità» e ricorda che «il dialogo sociale continuerà ad essere
il fondamento».
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Consigli di amministrazione : La
Commissione Europea ha inviato una lettera di costituzione in mora a 11 Stati membri
per mancata comunicazione delle rispettive misure di recepimento della Direttiva 2022/2381
del 23 novembre 2022 relativa al miglioramento dell’equilibrio di genere fra gli
amministratori delle società quotate e relative misure, e ad altri sei Stati
membri per notifica solo parziale del recepimento della direttiva. Questa direttiva
mira a garantire una rappresentanza più equilibrata tra uomini e donne nei consigli
di amministrazione delle società quotate in tutti gli Stati membri dell’Unione. Essa
stabilisce un obiettivo del 40% per il sesso sottorappresentato tra gli
amministratori senza incarichi esecutivi delle grandi società europee quotate e del
33% del totale delle posizioni di amministratore. La direttiva doveva essere
recepita entro il 28 dicembre 2024 (cfr. comunicato).
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Industria automobilistica : Il
30 gennaio, la Presidente von der Leyen ha riunito i principali leader
dell’industria automobilistica europea, le parti sociali e gli stakeholder per
avviare il dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica europea. La
Commissione, riconoscendo «l’urgente necessità di adottare misure a tutela» del
settore, ha incaricato il Commissario Tzitzikostas di presentare un piano d’azione
il 5 marzo (cfr. comunicato).
Per alimentare il dibattito, il 27 gennaio la Fondazione europea per il
miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ha pubblicato uno studio
iniziale sull’occupazione nel settore automobilistico, che precede uno studio
sull’impatto della doppia transizione sul settore automobilistico previsto per
quest’anno. Sebbene l’occupazione nell’industria automobilistica rappresenti l’1,5%
dell’occupazione totale nell’UE, alcuni Paesi risultano particolarmente esposti a
una crisi nel settore, con una quota molto più elevata dell’occupazione complessiva.
Tra questi, Slovacchia (5%), Repubblica Ceca (4,4%), Romania (3,1%), Ungheria (3%) e
Germania (2,6%). Eurofound segnala anche i tagli occupazionali annunciati per il
2024, che ammonteranno a oltre 88.000 perdite nette di posti di lavoro. Nel corso di
un’audizione tenutasi il 30 gennaio, IndustriAll Europe ha avanzato tre richieste:
1) un piano d’azione per
salvaguardare i posti di lavoro nel settore e un rafforzamento del quadro giuridico
per anticipare e gestire meglio i cambiamenti strutturali; 2) l’attuazione e l’integrazione del
Green Deal con una strategia industriale e di investimento a livello europeo, come
raccomandato dal rapporto Draghi; 3) un piano d’azione europeo per
produrre auto pulite e renderle accessibili a tutti (cfr. comunicato).
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Distacco dei lavoratori : Mentre
sembrano finalmente riprendere i lavori di revisione dei regolamenti sul
coordinamento delle norme di sicurezza sociale (cf. Portability of social security
rights), in corso dal 2016, le parti sociali europee del settore
delle costruzioni hanno pubblicato un comunicato
stampa congiunto a favore del mantenimento dell’obbligo di notifica
preventiva per tutti i lavoratori distaccati nel settore edile. Tale notifica
«garantisce trasparenza e responsabilità nei distacchi transfrontalieri. Previene
pratiche abusive come i falsi distacchi e il lavoro non dichiarato, fornisce alle
autorità gli strumenti per controllare» il rispetto della legislazione e facilita le
ispezioni. «Ancora una volta si discute della cosiddetta semplificazione e della
competitività a scapito dei diritti dei lavoratori delle costruzioni», denuncia Tom
Deleu, segretario generale dell’EFBWW. «Tale esenzione comprometterebbe il principio
di mobilità equa che noi sosteniamo», aggiunge Domenico Campogrande, Direttore
generale della FIEC.
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Transizione giusta : Il 28
gennaio, la Commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento
Europeo ha approvato una risoluzione che invita la Commissione Europea a presentare
una direttiva sulla transizione giusta con l’obiettivo di rafforzare la democrazia
nei luoghi di lavoro, nel contesto delle sfide poste dai cambiamenti climatici,
aella trasformazione digitale e dalla ristrutturazioni aziendali (cf. Just transition). Il testo,
adottato con 40 voti favorevoli, 13 contrari e 4 astensioni, pone l’accento anche
sulla prossima revisione della direttiva europea sugli appalti pubblici. Gli
europarlamentari chiedono alla Commissione di promuovere la contrattazione
collettiva e il trattamento preferenziale per le aziende che applicano i contratti
collettivi ai propri lavoratori. Di conseguenza, non dovrebbe essere concesso nessun
sostegno finanziario dell’UE alle aziende che non rispettano le condizioni di lavoro
e di occupazione. Il Parlamento voterà questo progetto di risoluzione in una delle
prossime sessioni plenarie (cfr. comunicato).
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2. Stati
membri
Finlandia
Gruppo di lavoro trilaterale sulle piattaforme :
Il Ministero dell’Occupazione e dell’Economia ha istituito un
gruppo di lavoro che riunisce le organizzazioni dei datori di lavoro e dei
lavoratori, nonché i ministeri responsabili della sicurezza e della salute sul
lavoro, della protezione dei dati personali e della previdenza sociale (cfr. comunicato)
al fine di trasporre la direttiva europea volta a migliorare le condizioni di lavoro
dei lavoratori delle piattaforme entro dicembre 2026 (cfr. IR Notes
240).
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Francia
Molestie morali istituzionali :
La Corte di Cassazione ha posto fine al caso “France Télécom”
relativo all’attuazione, nel 2006, di una politica aziendale che ha interessato un
quarto dei lavoratori del gruppo di telecomunicazioni France Télécom: un piano di
riduzione degli organici con una taglio previsto di 20.000 posti di lavoro e un
piano di mobilità interna riguardante 10.000 persone. L’attuazione del piano ha
provocato un’“ondata di suicidi”, che ha portato i sindacati a intentare un’azione
legale contro i dirigenti dell’epoca, alcuni dei quali, condannati a pene detentive
e multe, avevano impugnato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello. La Corte di
Cassazione era pertanto chiamata a giudicare, in diritto, se il comportamento dei
dirigenti si configurasse come “molestie morali”, di cui all’articolo 222-33-2 del
Codice Penale francese, anche in assenza di relazione diretta con le vittime. Nella
sentenza
del 21 gennaio, la Corte di Cassazione evidenzia che per la configurazione del reato
di molestie morali, quando gli atti contestati mirano al deterioramento delle
condizioni di lavoro, non occorre che riguardino uno o più dipendenti in relazione
diretta con il soggetto che li commette, né che i dipendenti vittime siano designati
individualmente. La Corte ha ritenuto che costituiscono atti di molestie morali
«tali da qualificare una situazione di molestie morali istituzionali» gli atti
seguenti: decidere e attuare, consapevolmente, «una politica aziendale mirante a
degradare le condizioni di lavoro di tutto o parte dei lavoratori al fine di
ottenere una riduzione degli organici o di raggiungere un qualsiasi altro obiettivo,
sia esso manageriale, economico o finanziario, o che abbia come effetto tale
deterioramento, che possa ledere i diritti e la dignità di detti lavoratori,
alterare la loro salute fisica o mentale o compromettere il loro futuro
professionale» (cfr. comunicato).
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Olanda
Sicurezza e smart working :
Un’indagine condotta dalla confederazione sindacale FNV fa
emergere la scarsa attenzione rivolta ai problemi di sicurezza che interessano i
lavoratori in smart working, come ad esempio il cyberbullismo, o il sexting (cfr. comunicato)).
Il 47% circa dei lavoratori che hanno vissuto un evento di questo tipo non lo
segnalano per mancanza di fiducia, o per paura di ritorsioni. Alcuni lavoratori che
hanno osato segnalarli sono stati costretti al silenzio o minacciati. Secondo la
FNV, sono necessarie nuove procedure per regolamentare questa evoluzione del lavoro.
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Svezia
Piano d’azione la parità delle persone LGBTQ+ :
Il piano adottato mira a garantire l’uguaglianza dei diritti e
delle opportunità, con misure volte a promuovere migliori condizioni di lavoro (cfr.
comunicato).
Le persone LGBTQ+ sono infatti maggiormente esposte alla discriminazione, alle
molestie e alle microaggressioni sul lavoro (cfr. rapporto
Eurofound). L’Autorità svedese per l’ambiente di lavoro e l’Agenzia svedese
per la conoscenza dell’ambiente di lavoro sono state investite come autorità
strategiche per la supervisione di queste iniziative (cfr. piano).
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3.
Aziende
Accordi
tranasnazionali
Responsabilità sociale : Mentre
la Commissione Europea, nel quadro della futura proposta di direttiva «omnibus»,
sta rimaneggiando i testi del Green Deal e le direttive sul dovere di diligenza e la
rendicontazione societaria di sostenibilità (cfr. IR Notes
244), il gruppo energetico francese EDF e le federazioni sindacali
internazionali IndustriAll Global Union e PSI hanno rinnovato, il 28 gennaio, il precedente
accordo sulla responsabilità sociale, rafforzando il contenuto perché esso
diventi un accordo di riferimento in materia. Nel nuovo
accordo sono stati inclusi numerosi capitoli inediti rispetto a quello del
2018, in particolare sull’esercizio del dovere di diligenza, la tutela dell’ambiente
e la lotta contro i cambiamenti climatici. La parte riguardante la trasformazione
digitale contiene ora una sezione sull’intelligenza artificiale. Nel testo il gruppo
si obbliga a condurre «uno studio di impatto sociale e ambientale per tutti i
progetti di sviluppo» presentati al comitato esecutivo (…) «sotto forma di
identificazione dei rischi associati ai progetti». I firmatari aprono
progressivamente la strada a una base di protezione sociale per tutti i dipendenti
del gruppo. Nel periodo di validità dell’accordo, il gruppo «si impegna a effettuare
un inventario e una valutazione dei sistemi di previdenza sociale e dei benefici per
i dipendenti», nonché a considerare la «fattibilità di una politica di che copra
tutto o parte di questo settore». Il gruppo si impegna inoltre a studiare la
fattibilità di un dispositivo di salario dignitoso (Living wage). Inoltre,
«le entità più esposte alle conseguenze fisiche del cambiamento climatico sviluppano
e implementano un piano di adattamento al cambiamento climatico e lo aggiornano ogni
5 anni». Infine, il monitoraggio dell’accordo è oggetto di una disposizione molto
esauriente che prevede tutti i livelli di applicazione, dal locale al mondiale.
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Azione
sindacale
Sciopero contro la fine del telelavoro :
L’azienda energetica catalana Holaluz è al
centro di una vasta protesta dopo aver annunciato la fine del telelavoro e
l’eliminazione di una serie di benefit per i propri dipendenti. La decisione ha
portato, secondo i sindacati, all’abbandono volontario di circa il 25% della forza
lavoro, pressocché 50 dipendenti. I sindacati considerano la misura un
“Expediente de Regulación de Empleo (ERE) encubierto”, in altre
parole un licenziamento collettivo mascherato. Tra i benefici ritirati figurano
l’assicurazione medica, i corsi di lingua, le attività ricreative per i figli dei
dipendenti e, soprattutto, la fine del telelavoro e il ritorno al 100% del lavoro in
sede a partire dal 28 gennaio. In risposta a questa decisione, la Confederazione
Generale del Lavoro (CGT) spagnola ha indetto uno sciopero totale e illimitato, con
inizio nella stessa data. La direzione aziendale giustifica questi cambiamenti con
la necessità di aumentare l’efficienza e affrontare il calo delle vendite e della
clientela. I sindacati ritengono invece che l’obiettivo principale della misura sia
ridurre il personale senza ricorrere ad una procedura formale di licenziamento,
spingendo i lavoratori a lasciare l’azienda di propria iniziativa.
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4. Studi e
rapporti
Intelligenza artificiale : Il
Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) ha adottato, il 22 gennaio, un parere
d’iniziativa sull’intelligenza artificiale al servizio dei lavoratori. Il
CESE propone, in particolare, di estendere l’ambito di applicazione delle
disposizioni della direttiva relativa al lavoro tramite piattaforma, al fine dare
«risposta alle sfide che i sistemi di gestione algoritmica pongono a tutti i
lavoratori», e di rafforzare le norme applicabili ai sensi della direttiva 2002/14
sull’informazione e la consultazione dei lavoratori quando vengano introdotti
sistemi di IA ad alto rischio. Chiede inoltre linee guida esplicite riguardanti le
disposizioni della direttiva 89/391 in materia di sicurezza e la salute sul lavoro
(v. comunicato).
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Salari minimi nell’UE : Secondo
i primi
risultati dello studio annuale sui salari minimi nell’UE, che sarà pubblicato
a metà del 2025, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni
di vita e di lavoro (Eurofound) evidenzia che la direttiva sui salari minimi
adeguati, minacciata dalla Corte di Giustizia (cfr. IR Notes
244), ha iniziato a produrre i suoi effetti. Un numero crescente di paesi ha
recepito nella propria legislazione i «valori di riferimento indicativi»
raccomandati dalla direttiva per valutare l’adeguatezza dei salari minimi: ovvero un
livello equivalente al 50% della retribuzione media o al 60% della retribuzione
mediana. Resta da vedere se questi valori di riferimento saranno sufficienti a
garantire l’adeguatezza dei salari minimi in tutti gli Stati membri.
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Il morale in calo degli europei :
La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di
vita e di lavoro (Eurofound) ha presentato, il 13 gennaio, i risultati di un’indagine
poco incoraggiante condotta su diverse decine di migliaia di europei. Questa ha
fatto emergere le maggiori difficolta riscontrate dagli europei nel 2024 nel far
quadrare i conti a fine mese rispetto al 2023 (30% contro 22%, e addirittura 56% tra
le famiglie a basso reddito rispetto al 40% nel 2023). Questa situazione spiega in
parte anche il peggioramento della salute mentale che colpisce tutte le fasce d’età,
ad eccezione degli over 65, con un aumento dei sentimenti negativi come tensione,
ansia e solitudine, soprattutto tra i giovani adulti, nonché del numero di persone
che dichiarano di sentirsi regolarmente abbattute. Il 30% degli intervistati
dichiara di pensare frequentemente al lavoro al di fuori dell’orario lavorativo, un
ritorno al livello osservato durante la pandemia di Covid-19. L’indagine rileva
anche una diminuzione dello smart working al 100%: tra le posizioni che possono
essere svolte in telelavoro, la percentuale di dipendenti che lavorano
esclusivamente da casa è del 14% nel 2024, rispetto al 19% nel 2023 e al 24% nel
2022. Il 44% è in modalità ibrida (rispetto al 45% nel 2023) e il 41% lavora solo
nella sede dell’azienda (rispetto al 36% nel 2023). Il divario rimane significativo
tra i lavoratori che desiderano telelavorare e quelli che ne sono autorizzati, tanto
più che il desiderio di lavorare esclusivamente da casa è passato dal 13% nel 2020
al 24% nel 2024, mentre oltre il 50% desidera telelavorare più volte alla settimana.
Il livello di soddisfazione nei confronti della democrazia rimane basso, ed è
persino sceso a 4,5 punti nel 2024 rispetto ai 4,8 punti nel 2023 su 10. Solo cinque
paesi superano i 5 punti (Danimarca a 6,4; Lussemburgo a 5,9; Svezia a 5,8; Irlanda
a 5,7; Germania 5,3). L’Ungheria chiude la classifica (2,7) dietro la Bulgaria (3) e
a pari merito Grecia e Croazia (3,2).
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