 |
| |
IR Notes 253 – 28 maggio 2025
www.irshare.eu |
|
|
| |
| |
Una domanda a… Camilla Kring, direttrice della società di consulenza Super Navigators
Nel suo ultimo libro (*), lei riflette sulle sue esperienze di consulenza alle organizzazioni per l’adozione di una cultura del lavoro flessibile che vada oltre la semplice alternanza tra smart working e lavoro in ufficio. In che modo è possibile introdurre una cultura di questo tipo in azienda? La cultura del lavoro flessibile che promuovo da vent’anni, da quando ho fondato Super Navigators, si propone di superare l’impostazione temporale ereditata dall’era industriale, ormai obsoleta, e di valorizzare la diversità delle strutture familiari e dei ritmi circadiani individuali. Oggi, circa l’80% delle persone sono tendenzialmente “pigri al mattino” e “attivi la sera”, e la sveglia le costringe a svegliarsi prima del necessario, con effetti negativi sulla salute, come diabete, malattie cardiovascolari e disturbi mentali. Dal momento che gran parte del valore prodotto dalle aziende è oggi immateriale, è necessario ripensare i ritmi di lavoro in funzione delle persone. Se i lavoratori possono gestire il proprio tempo in modo più autonomo, adattandolo alla propria realtà familiare e ai propri ritmi biologici, e sincronizzando meglio le diverse dimensioni della loro vita quotidiana, ne beneficeranno sia la produttività dell’impresa sia il benessere e la salute individuale del lavoratore. Le nostre organizzazioni continuano a proporre un modello di lavoro uniforme per tutti, un’impostazione che poteva funzionare nell’epoca industriale, quando esisteva una maggiore omogeneità tra le strutture familiari e le modalità lavorative. Tuttavia, il lavoro intellettuale non si adatta a uno schema rigido 9–17, perché le persone sono produttive in momenti diversi della giornata e hanno esigenze familiari differenti. Per questo motivo, misure come il blocco delle e-mail dopo le 18, pensato per tutelare i lavoratori, rischiano di essere controproducenti. Questi ritmi non sono adatti a chi ha un ritmo circadiano tipico dei nottambuli. Bisogna consentire di iniziare più tardi, come anche nel sistema scolastico, in particolare per gli adolescenti. È necessario progettare architetture del tempo di lavoro differenziate, e questo può avvenire solo attraverso un confronto collettivo all’interno delle organizzazioni, coinvolgendo i rappresentanti del personale o ricorrendo alla contrattazione collettiva. Solo così è possibile ancorarsi alla realtà concreta e trovare un equilibrio vantaggioso per tutti. Le aziende, da parte loro, possono offrire un ambiente di lavoro più attrattivo, mentre per i lavoratori il guadagno in autonomia – ovvero nel “controllo sulla propria vita” – si traduce in un impatto positivo sul benessere. Uno degli elementi essenziali è che il management abbia fiducia nella capacità delle persone di svolgere il proprio lavoro con responsabilità, contribuendo attivamente alla diffusione di una cultura del lavoro flessibile.
(*) Camilla Kring, Chronoleadership, LID, 2025, 160 p. @12,99
|
|
|
 |
|
|
 |
| |
Chi siamo?
IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo numero è stato redatto da Inès Bollet, Victoria Fonseca, Ambre Grenier-Boley, Iris Turlan et Frédéric Turlan.
Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.
Abbonarsi a IR Notes Con un semplice click sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu
Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet – Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393
|
|
|
 |
| |
Seguici su LinkedIn! Per seguire l’attualità tra due numeri di IR Notes, iscriviti alla nostra pagina LinkedIn: IR Notes. Seguici! Siete già in 703 a seguirci!
|
|
|
 |
| |
Diccionario Europeo de las Relaciones Sociales Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
|
|
|
 |
|
|
|
Prima Pagina
Fumata bianca per la revisione della direttiva sui comitati aziendali europei
Il 21 maggio, i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta di direttiva per la revisione della normativa relativa ai comitati aziendali europei. Sebbene il testo aggiornato non sia stato ancora reso pubblico, i comunicati stampa delle due istituzioni indicano che l’obiettivo è chiarire con maggiore precisione cosa debba intendersi per questione transnazionale. L’intento è assicurare che le decisioni con impatti significativi sui lavoratori di più Stati membri dell’UE siano soggette a una procedura preventiva di informazione e consultazione del comitato aziendale europeo, «senza che tale obbligo sia esteso alle decisioni o questioni quotidiane che riguardano i lavoratori solo in modo trascurabile» (cfr. comunicati del Consiglio e del Parlamento). La formulazione finale della definizione consentirà di valutare se essa apporterà maggiore chiarezza o introdurrà nuove ambiguità. La direttiva introduce anche un obiettivo volto a promuovere una composizione equilibrata dei comitati aziendali europei, prevedendo che almeno il 40% dei seggi sia attribuito a rappresentanti di ciascun i genere. Tra le novità più significative del testo rivisto figura un aspetto particolarmente delicato: la possibilità per i comitati aziendali europei di far valere i propri diritti per via giudiziaria, «anche garantendo la copertura delle spese per la rappresentanza legale e la partecipazione». In pratica, ciò significa che le imprese saranno tenute a sostenere i costi legali qualora un comitato aziendale europeo decida di avviare un’azione giudiziaria. Inoltre, gli Stati membri – con particolare riferimento all’Irlanda – dovranno modificare le rispettive normative nazionali per garantire l’effettività di tale diritto. Le imprese saranno inoltre obbligate a fornire l’accesso alle informazioni rilevanti e a motivare l’eventuale rifiuto di divulgarle, in particolare nei casi in cui venga opposta la riservatezza. Per garantire l’effettiva applicazione dei diritti dei comitati aziendali europei, il Consiglio ha sottolineato la necessità di prevedere sanzioni pecuniarie «sufficientemente dissuasive», che tengano conto «di diversi fattori, quali la gravità, la durata, le conseguenze, nonché il carattere doloso o colposo della violazione». Il Parlamento europeo, che inizialmente auspicava un allineamento del livello delle sanzioni a quello previsto dal RGPD (fino al 4% del fatturato globale), ha dovuto rivedere la propria posizione. Ha tuttavia ottenuto progressi in altri ambiti, tra cui l’incremento del numero minimo di riunioni annuali del comitato aziendale europeo, che passano da una a due all’anno, con l’esplicita indicazione che tali incontri debbano svolgersi «in presenza». I deputati hanno inoltre rafforzato il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori, prevedendo che «gli esperti che assistono i comitati aziendali europei, inclusi i rappresentanti sindacali, possano partecipare, a titolo consultivo, alle riunioni con la direzione». Una volta completata la revisione giuridico-linguistica del testo, l’accordo provvisorio sarà sottoposto all’approvazione formale del Consiglio, verosimilmente in occasione della riunione “Occupazione e affari sociali” del 19 giugno, e del Parlamento europeo, nella sessione plenaria che si aprirà il 16 giugno.
|
1. Unione Europea
Progetti
Rafforzamento del mercato unico : Il 21 maggio la Commissione Europea ha presentato una Comunicazione relativa alla strategia per il mercato unico, con l’obiettivo di «creare un mercato interno europeo più semplice, più fluido e più forte» affrontando quelli che definisce i «terribili 10», ovvero i principali ostacoli al pieno funzionamento del mercato unico (cfr. comunicato e European single market). Il documento, ispirato alle raccomandazioni dei rapporti Draghi e Letta, affronta un ampio spettro di tematiche, inclusi alcuni aspetti in campo sociale. Tra le proposte figura anche l’introduzione di un 28° regime pensato su misura per le imprese che operano in tutto il mercato unico, che prevede semplificazioni normative in materia di «diritto fallimentare, diritto del lavoro e diritto tributario». La Commissione propone diverse linee di intervento da esplorare entro il quarto trimestre del 2026 per facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali, attraverso misure quali procedure più rapide e meccanismi di riconoscimento automatico. Intende inoltre semplificare le procedure relative al distacco dei lavoratori (cfr. infra), incluso il rilascio dei certificati A1, che attestano il versamento dei contributi previdenziali nel Paese d’origine. Come già anticipato, la Commissione punta a limitare il volume di informazioni che le grandi imprese possono richiedere alle PMI nella loro catena del valore ai fini della rendicontazione di sostenibilità. A questo proposito, annuncia una raccomandazione relativa allo standard volontario per le PMI sviluppato dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), la cui pubblicazione è prevista entro l’estate del 2025.
|
Dichiarazione elettronica per i lavoratori distaccati : Il 22 maggio il Consiglio ha adottato la propria posizione sulla Proposta di regolamento volto ad agevolare la dichiarazione elettronica per i lavoratori distaccati. L’obiettivo del testo è ridurre «gli oneri amministrativi per le imprese mediante la presentazione completamente digitalizzata di dichiarazioni di distacco e per le autorità nazionali facilitando la vigilanza sul rispetto della direttiva relativa al distacco dei lavoratori» (cfr. comunicato). Il Consiglio dà quindi mandato alla Presidenza del Consiglio di avviare i negoziati con il Parlamento, che inizieranno non appena quest’ultimo avrà adottato la propria posizione. Va ricordato che la proposta è oggetto di contestazione da parte della Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. posizione) e dalle parti sociali europee del settore delle costruzioni, che criticano, in particolare, l’abolizione dell’obbligo di dichiarazione preventiva di distacco (cfr. posizione comune).
|
Semplificazione e riduzione degli oneri per le PMI : Il 21 maggio la Commissione Europea ha presentato il pacchetto “Omnibus IV”, con l’obiettivo di ridurre di 400 milioni di euro all’anno i costi amministrativi a carico delle imprese (cfr. comunicato). Tra le misure principali figura l’introduzione di una nuova categoria di imprese: le mid-cap, ovvero aziende con meno di 750 dipendenti e un fatturato annuo fino a 150 milioni di euro (si vedano i testi normativi interessati). Questa fascia intermedia, composta da circa 38.000 imprese, si colloca tra le PMI tradizionali (con meno di 250 dipendenti) e le grandi imprese (d’ora in avanti, quelle con almeno 750 dipendenti) e potrà beneficiare di alcune agevolazioni già previste per le PMI, come determinate deroghe al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Il pacchetto prevede inoltre il rinvio al 2027 dell’obbligo di attuazione del dovere di diligenza per le imprese attive nel settore delle batterie (cfr. Proposta di regolamento).
|
Attualità sociale
Revisione della direttiva CAE (reazioni) : Il mondo sindacale accoglie con favore l’accordo provvisorio raggiunto in trilogo il 21 maggio (cfr. Prima Pagina). «In un momento caratterizzato da un aumento delle ristrutturazioni e da migliaia di posti di lavoro a rischio in tutta Europa», sottolinea Isabelle Barthès, vicesegretaria generale della federazione sindacale europea IndustriAll Europe, «questo accordo dovrebbe fornire strumenti più efficaci ai comitati aziendali europei, permettendo loro di esercitare pienamente i diritti all’informazione e alla consultazione» (cfr. comunicato). Tuttavia, sia IndustriAll Europe che la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) sottolineano che «una valutazione definitiva sarà possibile solo quando sarà disponibile il testo completo» (cfr. comunicato). La CES ricorda tre delle sue principali richieste: sanzioni più incisive, la possibilità per i tribunali di sospendere decisioni aziendali e la garanzia che i comitati aziendali europei dispongano della capacità giuridica e delle risorse necessarie per intraprendere azioni legali. Queste posizioni sono condivise da IndustriAll Europe, che ritiene altresì che «siano stati compiuti progressi significativi su temi essenziali quali la definizione delle questioni transnazionali» e «i limiti all’utilizzo della riservatezza». È da notare che né questi comunicati, né quelli del Parlamento e del Consiglio, fanno menzione dell’apertura di un periodo di rinegoziazione degli accordi CAE per adeguarli alla futura direttiva. Infine, le organizzazioni imprenditoriali europee non hanno ancora espresso una posizione sull’accordo provvisorio.
|
Autorità Europea del Lavoro : Il 26 maggio la Commissione Europea ha pubblicato la Relazione di valutazione sull’Autorità Europea del Lavoro (ELA) con l’obiettivo di trarre insegnamenti dal primo mandato di questo organismo, istituito nel 2020 (cfr. European Labour Authority). L’ELA è stata finora priva dei poteri normalmente associati a un’“autorità”, non potendo svolgere attività sostanziali senza il consenso degli Stati membri (cfr. IR Notes 128). Sulla base di questa valutazione, la Commissione propone una revisione del regolamento istitutivo, al fine di ampliare la possibilità per l’ELA di trattare dati personali, rafforzare la sua capacità di «richiedere la cooperazione degli Stati membri per ispezioni concertate e congiunte» e migliorare la gestione delle situazioni che coinvolgono cittadini di Paesi terzi (cfr. comunicato). Secondo Isabelle Schömann, vicesegretaria generale della Confederazione Europea dei Sindacati, la relazione evidenzia chiaramente che l’ELA «ha bisogno di maggiori poteri e risorse per contrastare il massiccio sfruttamento dei lavoratori transfrontalieri» (cfr. comunicato).
|
Giurisprudenza
Discriminazione diretta : Un ex dipendente spagnolo, al momento del calcolo della pensione, contesta l’importo assegnatogli, in quanto non considera l’integrazione pensionistica prevista dalla legislazione sociale per ridurre il divario tra uomini e donne. Tale integrazione mira a colmare il divario esistente tra i sessi nel sistema previdenziale, compensando il danno economico che le madri subiscono nella loro carriera professionale a causa del loro ruolo predominante svolto nell’educazione dei figli. Uno svantaggio che si traduce, in particolare, nel versamento di contributi previdenziali inferiori e, di conseguenza, nell’erogazione di prestazioni di previdenziali ridotte. Il pensionato, padre di due figli, sostiene che tale normativa determini un trattamento meno favorevole per gli uomini rispetto alle donne, in quanto alle donne titolari di pensione con uno o più figli viene automaticamente riconosciuto il diritto all’integrazione pensionistica, mentre agli uomini in situazione analoga sono richiesti requisiti aggiuntivi, in particolare un’effettiva interruzione della carriera e del versamento dei contributi previdenziali. Con una sentenza del 15 maggio, la Corte di Giustizia conferma l’esistenza di una discriminazione diretta fondata sul sesso e ne dichiara l’assenza di giustificazione, evidenziando che tale integrazione pensionistica «non appare idonea a compensare gli svantaggi ai quali sarebbero esposte le donne aiutandole in tale carriera e ad assicurare così l’effettiva e completa parità tra uomini e donne nella vita lavorativa».
|
2. Stati membri
Spagna
Allentamento della politica migratoria : È entrato in vigore il 20 maggio il Regio Decreto 155/2024 del 19 novembre 2024, adottato con l’obiettivo di rendere più flessibile la politica migratoria (cfr. comunicato). Il provvedimento introduce diverse modifiche, tra cui la l’estensione del visto per la ricerca di lavoro da 3 a 12 mesi e la definizione di nuovi criteri per l’accesso all’arraigo, ovvero i percorsi di integrazione che consentono la regolarizzazione degli stranieri in situazione irregolare. Essi tengono conto, in particolare, dell’inserimento sociale, del percorso socio-professionale o di formazione professionale, nonché dei legami familiari. Inoltre, in diversi casi, la durata minima del soggiorno necessaria per richiedere l’arraigo è stata ridotta da tre a due anni. Le misure adottate mirano ad agevolare l’integrazione sociale e lavorativa degli stranieri che hanno sviluppato legami con la Spagna.
|
Finlandia
Riforma del mercato del lavoro : Il Ministero dell’Occupazione ha istituito tre gruppi di lavoro a composizione trilaterale al fine di predisporre tre misure previste dal programma di governo (cfr. comunicato). Tra le proposte, figura la riduzione da 150 a 100 del numero minimo di dipendenti necessario per istituire una rappresentanza dei lavoratori all’interno dell’azienda. Un’ulteriore modifica riguarda la gestione delle ferie accumulate nei conti di risparmio tempo: d’ora in avanti anche l’impresa, e non più esclusivamente il lavoratore, potrà decidere il momento della loro fruizione. Il Governo prevede inoltre di chiarire le disposizioni relative alla protezione dei dati professionali e di semplificare gli obblighi amministrativi a carico delle imprese.
|
Olanda
Maggiori tutele per i lavoratori temporanei : Un progetto di legge recentemente presentato mira a rafforzare le tutele nei rapporti di lavoro flessibili (cfr. comunicato). I lavoratori temporanei dovrebbero beneficiare di condizioni occupazionali equivalenti a quelle dei dipendenti con contratto standard, con l’obiettivo di ridurre il rischio di sfruttamento. La proposta prevede un limite massimo di tre contratti di lavoro temporaneo nell’arco di 36 mesi. Essa punta inoltre a sostituire i contratti a zero ore con contratti che definiscano un numero minimo e massimo di ore lavorabili, stabilendo che la differenza tra i due non superi il 130%. L’unica eccezione prevista riguarda i lavori occasionali svolti dai giovani, come gli studenti. Se approvata da entrambe le Camere, la legge entrerà in vigore nel gennaio 2027. Secondo il sindacato VCP e le organizzazioni imprenditoriali VNO-NCW e MKB-Nederland, si tratta di un passo significativo nel quadro del nuovo pacchetto di riforme per un mercato del lavoro più giusto (cfr. comunicati VCP e VNO-NCW).
|
3. Aziende
Comitati Aziendali Europei
Istituzione : A seguito dell’acquisizione, nel 2022, di alcune attività degli editori Thomson Reuters in Spagna e di Wolters Kluwer in Spagna, Francia e Portogallo, l’editore svedese Karnov ha avviato la creazione di un comitato aziendale europeo che rappresenta i circa 1 200 dipendenti all’interno dell’UE. L’accordo istitutivo, firmato il 12 marzo, è conciso e si rifà in larga parte alle disposizioni fondamentali contenute nella direttiva. Al fine di favorire uno scambio di informazioni il più possibile aperto, l’accordo definisce chiaramente i limiti in materia di riservatezza: per impostazione predefinita, tutte le informazioni sono da considerarsi riservate, a meno che la direzione non specifichi per iscritto che determinati contenuti o documenti sono esenti da tale vincolo. Il CAE si riunisce trimestralmente in videoconferenza, senza la partecipazione della direzione (che può comunque essere invitata, se ritenuto opportuno), e una volta all’anno in sessione plenaria in presenza. La lingua ufficiale per le comunicazioni e gli scambi è esclusivamente l’inglese.
|
Accordi transnazionali
Riconoscimento sindacale : Il 14 maggio, la direzione del gruppo cooperativo danese Arla Foods (19.500 addetti) e la federazione sindacale IUF/UITA hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa che fa seguito all’Accordo transnazionale sulla prevenzione delle molestie sessuali. Con questo nuovo documento, le parti «ribadiscono il reciproco impegno a proseguire gli incontri tra i responsabili delle relazioni industriali di Arla Foods e i rappresentanti dell’IUF/UITA e dei suoi affiliati, al fine di mantenere un dialogo costruttivo e continuo». Le riunioni si svolgeranno con cadenza semestrale. Arla Foods riconosce che la collaborazione con l’IUF/UITA rappresenta un contributo concreto al rispetto dei propri obblighi in materia di diritti umani e dovere di diligenza, in conformità con quanto previsto dalla direttiva europea. Il protocollo contempla inoltre la possibilità di affrontare ulteriori tematiche, quali la transizione climatica, l’occupazione sostenibile, la salute e sicurezza sul lavoro, il contrasto al lavoro forzato, la prevenzione delle molestie sessuali e la promozione della parità di genere.
|
|
|