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IR Notes 259 – 8 ottobre 2025
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Una domanda a… Delphine Rudelli, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’EEI
La sua organizzazione datoriale, il CEEMET, insieme ad altre otto organizzazioni europee e otto nazionali, ha creato un nuovo centro di ricerca, l’European Employers’ Institute (EEI), da lei presieduto. L’EEI ha appena pubblicato i primi studi (*). Quali esigenze hanno portato alla nascita di questo istituto? L’EEI non è un’organizzazione di rappresentanza imprenditoriale come quelle già presenti a Bruxelles e non intende assumere posizioni politiche. Il suo scopo è condurre attività di ricerca e fornire dati concreti su cui i membri possano basare le proprie istanze. Abbiamo constatato la mancanza di analisi, giuridiche e quantitative, necessarie per sostenere con rigore e neutralità le posizioni delle parti sociali. A Bruxelles i dibattiti si fondano spesso su esperienze individuali o soggettive. Ci siamo resi conto che un approccio basato su analisi sistematiche e dati verificabili è più convincente. Pur potendo elaborare internamente analisi giuridiche, esse non hanno lo stesso peso di studi prodotti da ricercatori indipendenti. Per questo abbiamo affidato un primo lavoro a Erik Sinander, professore associato all’Università di Stoccolma, incaricato di valutare, alla luce del Trattato e della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la possibilità di introdurre una normativa europea volta a limitare le catene di subappalto. La conclusione è chiara: una simile legislazione sarebbe giuridicamente infondata. Disponiamo così di una base solida e autorevole per intervenire nel dibattito in corso. I nostri membri rappresentano la maggior parte dei settori coinvolti nel dialogo sociale europeo (banche, industria chimica, metallurgia, commercio, lavoro interinale, ospitalità e ristorazione, ecc.). Si è unita a noi anche un’organizzazione intersettoriale, SMEUnited. BusinessEurope, per il momento, ha scelto di non aderire, ma manteniamo un coordinamento costante. Contiamo inoltre su nove affiliati nazionali, soprattutto nei Paesi nordici e tra le organizzazioni dei datori di lavoro della metallurgia tedesca (Gesamtmetall) e francese (UIMM). Il finanziamento proviene oggi in gran parte dai nostri membri, ma intendiamo ampliarlo attraverso il cofinanziamento della Commissione Europea nell’ambito dei progetti europei. Vogliamo anche creare una rete tra gli istituti di ricerca già esistenti e i docenti universitari con cui collaboriamo. Partiamo da zero e non possiamo assumere dieci ricercatori da un giorno all’altro, ma stiamo procedendo con determinazione. Seguiamo i temi in funzione dell’agenda europea, ma a lungo termine il nostro obiettivo è definire la nostra agenda ed essere protagonisti attivi nel dibattito pubblico.
(*) Sinander, E., Can subcontracting practices be restricted? e Redoulès, O., Understanding the EU-US labour productivity gap #1 – The broad perspective.
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Chi siamo?
IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco, polacco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo numero è stato redatto da Inès Bollet, Victoria Fonseca, Ambre Grenier-Boley e Frédéric Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.
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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet – Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393
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Prima Pagina
Ultime fasi per le direttive sui CAE, il dovere di diligenza e la rendicontazione di sostenibilità
Dopo diversi mesi di attesa, è finalmente arrivato il momento decisivo per la revisione della direttiva sui comitati aziendali europei. Il testo di compromesso raggiunto a maggio dai negoziatori del Parlamento Europeo e del Consiglio (cfr. IR Notes 253) sarà sottoposto al voto dei deputati europei giovedì 9 ottobre, durante la sessione plenaria del Parlamento. Se verranno mantenuti gli equilibri politici trovati in sede di voto nella commissione occupazione e affari sociali (cfr. IR Notes 254), il testo dovrebbe essere approvato senza difficoltà. Resterebbe quindi solo l’adozione formale da parte del Consiglio, prima della pubblicazione ufficiale della direttiva. Resta da vedere se i deputati conservatori del PPE seguiranno in numero sufficiente il loro relatore, Dennis Radtke, o se i mesi trascorsi tra l’adozione del compromesso e il voto in plenaria saranno stati utilizzati per indebolire la maggioranza. Consapevole dei rischi, la vicesegretaria generale della Confederazione Europea dei Sindacati (CES), Isabelle Schömann, ha pubblicato un post su LinkedIn in cui presenta tutti gli argomenti a favore del voto, insistendo sugli aspetti economici, al fine di evitare che la revisione venga travolta dall’attuale corrente anti-regolamentazione, sostenuta dall’estrema destra e da una parte dei deputati conservatori, già inclini ad allearsi con i primi per affossare la direttiva sul dovere di diligenza. Isabelle Schömann mira a rassicurare le imprese sottolineando che il testo «non comporta nuovi costi per le imprese che rispettano la legge», «non crea nuovi diritti né nuove procedure» e «garantisce una maggiore prevedibilità giuridica, riducendo in modo significativo i rischi legali e offrendo così possibilità di anticipazione e di risparmio». Per la revisione delle direttive sul dovere di diligenza e sulla rendicontazione di sostenibilità, il relatore del Parlamento Europeo ha elaborato due versioni: una pensata per raccogliere il consenso della maggioranza filoeuropea, l’altra suscettibile di ottenere il sostegno del PPE e delle forze di estrema destra. Secondo Andreas Rasche, professore alla Copenhagen Business School, queste alternative ridurrebbero drasticamente il campo di applicazione delle norme, escludendo circa il 70% delle imprese attualmente interessate dalla direttiva sul dovere di diligenza e tra il 90% e il 92% delle società coperte dalla direttiva CSRD. Non si tratterebbe più, osserva Rasche, di una “semplificazione normativa”, bensì di un ritorno «a un’epoca in cui la sostenibilità era un lusso riservato alle grandi aziende. L’idea che l’azione volontaria possa colmare il vuoto è un pio desiderio, non supportato dalla ricerca». Auspicando un «ritorno alla ragione entro mercoledì, giorno previsto per l’adozione della relazione aggiunge: andare a «ricercare una maggioranza che metta in discussione i valori condivisi dell’Unione non fa che accentuare la polarizzazione» (cfr. post su LinkedIn).
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1. Unione Europea
Attualità sociale
Divario retributivo : Le eurodeputate Irena Joveva (Renew Europe) e Mirosława Nykiel (PPE) hanno presentato il 29 settembre, alla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, una bozza di relazione «sul divario retributivo e pensionistico tra uomini e donne nell’UE». Il testo invita la Commissione Europea a elaborare «una nuova strategia ambiziosa in materia di parità tra donne e uomini (…) e a proporre un piano d’azione specifico per eliminare il divario retributivo e pensionistico tra donne e uomini, corredato di obiettivi quantitativi e di un calendario preciso a livello dell’UE». La strategia dovrebbe concentrarsi in particolare sui «settori a prevalenza femminile». Le relatrici chiedono inoltre una rapida e rigorosa trasposizione delle direttive sulla trasparenza retributiva e sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle imprese. Sottolineano infine che la direttiva sulla trasparenza retributiva, «principale strumento legislativo dell’Unione Europea per contrastare il divario retributivo di genere», non deve essere inclusa nei futuri pacchetti omnibus di semplificazione normativa.
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Sindacalismo
Violenza contro le donne : La Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) ha pubblicato i primi risultati di un’indagine sulla violenza e le molestie subite dalle donne nel settore dei trasporti. L’indagine evidenzia come la violenza contro le donne sia «diffusa e sistematica», sottolinea l’ETF. La forma più frequente è quella esercitata da terzi, passeggeri o utenti, che rappresenta il 56% dei casi, ma nel 41% degli episodi gli autori sono colleghi, responsabili o supervisori (cfr. comunicato).
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Intelligenza artificiale : La Confederazione Europea dei Sindacati (CES) ha pubblicato un manuale operativo destinato a sostenere i sindacati nella gestione delle sfide poste dal ricorso alla gestione algoritmica nei luoghi di lavoro. La guida fornisce ai rappresentanti dei lavoratori strumenti concreti per tutelare i lavoratori, le condizioni di lavoro e i loro diritti quando le aziende utilizzano sistemi informatici per monitorare e organizzare l’attività lavorativa.
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2. Stati membri
Germania
Contratto collettivo per il lavoro interinale : La confederazione sindacale DGB e l’organizzazione imprenditoriale GVP hanno siglato un accordo retributivo nell’ambito del nuovo contratto collettivo per i lavoratori interinali (cfr. IR Notes 257). L’intesa prevede un aumento salariale del 2,99% a partire da gennaio 2026, seguito da un ulteriore incremento del 2,5% a settembre 2026 e del 3,5% nell’aprile 2027. Sono stati aggiornati i diritti alle ferie, il bonus natalizio e i premi destinati ai lavoratori iscritti ai sindacati (cfr. comunicato DGB). Il contratto collettivo entrerà in vigore il 1° gennaio 2026 e sostituirà due precedenti contratti collettivi conclusi dalle due organizzazioni imprenditoriali confluite nel GVP (cfr. comunicato GVP).
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Austria
Piano per il la ripresa economica : Il Governo prevede per l’autunno l’attuazione di un ampio pacchetto di misure, tra cui un programma a sostegno del mercato del lavoro (cfr. comunicato). Esso comprende investimenti nella formazione professionale e nell’apprendistato, iniziative di reinserimento rivolte ai disoccupati di lungo periodo, nonché agevolazioni fiscali per i lavoratori che continuano l’attività dopo il pensionamento (cfr. comunicato). È inoltre prevista la costituzione di un gruppo di lavoro incaricato di proporre misure per favorire l’aumento del numero di ore lavorate e per mantenere invariata la soglia di reddito complementare.
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Francia
Occupazione dei lavoratori senior : Il 25 giugno le parti sociali del settore assicurativo hanno firmato un Accordo in materia di occupazione dei lavoratori esperti nel quadro dell’Accordo nazionale intersettoriale (ANI) del 14 novembre 2024 a favore dell’occupazione dei lavoratori esperti, in attesa di recepimento legislativo. Tra gli obiettivi figura il miglioramento dell’inclusione dei lavoratori esperti (NDLR: il termine “senior” è stato abbandonato) e l’accompagnamento nel percorso professionale fino al termine della carriera. L’ANI prevede, su queste tematiche, negoziati obbligatori ogni tre anni nei i diversi settori professionali e nelle imprese con oltre 300 dipendenti. I firmatari dell’accordo relativo al settore assicurativo raccomandano di estendere tale approccio anche alle aziende di dimensioni inferiori. Le imprese sono inoltre invitate a introdurre misure di sostegno per i lavoratori che assistono un familiare e ad agevolare modalità di pensionamento graduale.
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Italia
Regolamentazione dell’IA : La Legge 23 settembre 2025 n.132 recante disposizioni in materia di intelligenza artificiale va oltre i requisiti del regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024 sull’IA. Il testo riprende i principi fondamentali del regolamento, ma adotta un approccio più ampio in merito all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda le condizioni di lavoro, si distinguono tre disposizioni: l’articolo 11, che obbliga le aziende ad informare in modo chiaro i lavoratori sull’impiego dei sistemi di IA; l’articolo 12, che istituisce l’Osservatorio nazionale sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, con il compito di monitorare l’impatto dell’IA sul mercato del lavoro, elaborare strategie normative e individuare i settori più esposti alla trasformazione digitale. Infine, l’articolo 13 vieta ai professionisti di delegare integralmente la propria attività all’IA e stabilisce un obbligo di trasparenza semplice e comprensibile sul suo utilizzo.
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Portogallo
Riforma del Codice del Lavoro : Il Progetto di legge di riforma della normativa sul lavoro, presentato a luglio, sarà esaminato in sede di concertazione sociale il 9 ottobre e successivamente sottoposto al Parlamento. Il Governo sostiene che il Paese necessiti di una legislazione più dinamica e adatta alle nuove sfide economiche. Il testo, che modifica oltre 100 articoli del Codice del Lavoro, punta a rendere più flessibile l’orario di lavoro, a semplificare le procedure di licenziamento e ad abolire le restrizioni al subappalto, con l’obiettivo dichiarato di modernizzare il quadro giuridico e accrescere la produttività. Le parti sociali restano prudenti: le organizzazioni datoriali ritengono che tali misure non possano essere utilizzate come contropartita nei negoziati di bilancio, mentre i sindacati denunciano un arretramento dei diritti dei lavoratori. Manifestazioni di protesta si sono svolte in particolare a Lisbona e Porto, su iniziativa della confederazione sindacale CGTP-IN (cfr. comunicato CGTP-IN).
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3. Aziende
Comitati Aziendali Europei
Ristrutturazioni : Nel corso di una riunione straordinaria del comitato aziendale europeo della Nestlé (Comitato europeo per l’informazione e la consultazione Nestlé – CICEN), svoltasi il 30 settembre, i rappresentanti dei lavoratori europei, attraverso Christophe Kauffmann (CFDT), nominato dalla federazione sindacale internazionale UITA e copresidente del comitato da parte sindacale, hanno chiesto chiarimenti alla direzione in merito al progetto di cessione dell’attività Nestlé Waters (5.500 addetti in Europa) in preparazione dal novembre 2024. Nestlé Waters è al centro di diversi scandali sanitari e ambientali in Francia e in Svizzera. Il gruppo intende completare la cessione entro 12 mesi a favore di un partner minoritario, maggioritario o nell’ambito di una joint venture. Secondo quanto riferito nel comunicato del CICEN, la direzione ha precisato che il partner scelto dovrà condividere gli stessi valori di Nestlé e che le consultazioni con le organizzazioni sindacali inizieranno non appena sarà resa nota la scelta del partner. Durante la riunione, il CICEN ha incaricato la società di consulenza Syndex di assisterlo per l’intera durata del processo di informazione e consultazione. I sindacati chiedono in particolare che non si verifichino tagli occupazionali né chiusure di siti; che venga fornita una garanzia scritta e vincolante sul rispetto obblighi sociali e legali da parte della società rilevatrice; che i rappresentanti del personale siano consultati sui termini della partnership e sui relativi effetti; che sia istituito un comitato di monitoraggio congiunto con i sindacati per verificare l’attuazione degli impegni presi; e che, infine, sia mantenuto un comitato aziendale europeo anche dopo la cessione, per assicurare una solida rappresentanza collettiva a livello europeo nella nuova entità.
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Responsabilità sociale
Linee guida dell’OCSE : Il Punto di contatto nazionale (PCN) francese dell’OCSE ha pubblicato il comunicato finale sul procedimento riguardante il gruppo tessile Shein, esponente dell’ultra fast fashion. L’iniziativa, avviata nel 2023 da due deputati francesi, contestava al gruppo il mancato rispetto delle linee guida dell’OCSE, ritenendo il suo modello economico insostenibile sul piano ambientale e sociale. In assenza di accordo tra le parti, il PCN ha rilevato diverse non conformità rispetto ai principi delle linee guida e seguirà l’attuazione delle proprie raccomandazioni a sei e dodici mesi. Pur riconoscendo alcuni progressi, il PCN osserva che la politica di sostenibilità del gruppo «presenta numerose non conformità» e denuncia «una palese mancanza di progressi in materia di trasparenza riguardo alla governance e alle informazioni finanziarie». Invita inoltre Shein ad applicare pienamente le Linee guida dell’OCSE, in particolare per quanto riguarda il «dovere di diligenza nelle proprie attività, prodotti e servizi, nonché lungo la catena di approvvigionamento», nel rispetto dei «diritti umani e delle condizioni di lavoro».
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4. Studi e rapporti
Sindacalismo : Secondo i dati più recenti del database ICTWSS dell’OCSE/AIAS, pubblicati il 30 settembre in un Policy Brief, l’adesione ai sindacati continua a diminuire in tutta l’area OCSE. Il tasso di sindacalizzazione si è infatti dimezzato dal 1985, passando dal 30% al 15% nel 2023-2024. Il calo è generalizzato, con poche eccezioni (Islanda, Belgio e, in misura minore, Canada, Corea e Norvegia). L’adesione resta molto più elevata nel settore pubblico (41,3%) rispetto a quello privato (10,1%). Al contrario, l’iscrizione alle organizzazioni imprenditoriali è rimasta pressoché stabile. Nonostante l’aumento della copertura contrattuale sia divenuto un obiettivo dell’UE, la tendenza non è positiva: il tasso di copertura dei contratti collettivi è sceso dal 47% nel 1985 al 33,6% nel 2023-2024, con riduzioni più marcate nei paesi dell’Europa centrale e orientale, nel Regno Unito e in Grecia. La copertura resta invece alta nei paesi dotati di sistemi di contrattazione multi-aziendale, circostanza che conferma l’importanza di rafforzare tale livello negoziale per migliorare le condizioni di lavoro e retributive.
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Aviazione civile : L’Università di Gand ha pubblicato un interessante studio sulle condizioni di lavoro nell’aviazione civile, dieci anni dopo il primo rapporto sul lavoro atipico nell’aviazione civile. I risultati destano preoccupazione. Secondo lo studio, «i lavoratori con impieghi precari o atipici si sentono meno liberi di sollevare obiezioni o di discostarsi dalle istruzioni» delle compagnie aeree, «anche quando sono in gioco aspetti legati alla sicurezza». «Al contrario, chi dispone di contratti stabili e sicuri dimostra maggiore fiducia nel segnalare le proprie preoccupazioni e nell’agire di conseguenza». Inoltre, i membri dell’equipaggio assunti come lavoratori autonomi «registrano i risultati peggiori in termini di benessere, sicurezza del posto di lavoro, affaticamento e sicurezza, mentre il lavoro interinale presenta rischi moderati; l’assunzione diretta rimane la formula più favorevole».
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