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IR Notes 264 – Un cammino tortuoso per rafforzare la qualità dell’occupazione

  IR Notes 264 – 17 dicembre 2025
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Maxime Legrand, presidente della Confederazione Europea dei Quadri (CEC European Managers)

Su quali temi della consultazione delle parti sociali europee sui posti di lavoro di qualità intendete incentrare la vostra azione?
Per CEC European Managers le questioni da affrontare sono numerose e interconnesse. Riteniamo tuttavia prioritario concentrarci sulla salute mentale e sui rischi psicosociali. La sfida centrale, per noi, è l’introduzione di un autentico diritto alla disconnessione. Oggi i manager sono particolarmente esposti alla stanchezza derivante dall’iperconnettività: molti si destreggiano costantemente tra due telefoni e due computer, sollecitati in modo continuo da chiamate e notifiche, anche attraverso i social network. I dati parlano chiaro: questa situazione si traduce in un aumento delle assenze per malattia tra i lavoratori che rappresentiamo.
È quindi fondamentale intervenire a monte, puntando sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione delle imprese. Per noi, un lavoro di qualità è anche un lavoro sostenibile, stabile e dignitoso, fondato su una leadership di qualità. Deve coniugare sicurezza, prevedibilità, opportunità di sviluppo e un ambiente di lavoro rispettoso.
Insisteremo inoltre sull’importanza della formazione. Le imprese chiedono maggiore flessibilità nei processi di riduzione degli organici, ma quando i lavoratori hanno già lasciato l’azienda è troppo tardi per intervenire. Prima di qualsiasi uscita dal mercato del lavoro, è indispensabile prevedere meccanismi di riqualificazione che consentano di orientare i lavoratori verso nuove professionalità, in particolare quelle legate alla transizione verde e digitale.
È poi necessario rafforzare le competenze manageriali. In questo senso, rivendichiamo un diritto individuale alla formazione per i manager, affinché possano affrontare le nuove esigenze che emergono. Infine, e si tratta di un punto centrale della nostra agenda, la qualità dell’occupazione passa anche attraverso il rafforzamento del dialogo sociale sull’organizzazione del lavoro. In alcuni Paesi questo dialogo è già una realtà: le imprese consultano, o addirittura co-progettano, l’organizzazione del lavoro insieme ai rappresentanti dei lavoratori, con risultati concreti in termini di miglioramento della qualità dei posti di lavoro. Tuttavia, ciò non avviene ovunque. È quindi indispensabile un’iniziativa dell’Unione europea che incoraggi le aziende a collaborare con noi per rispondere alle trasformazioni attuali e future.

 
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IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco, polacco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Predrag Bekakovic, Inès Bollet, Victoria Fonseca, Ambre Grenier-Boley, Laura Renucci, Iris Turlan y Frédéric Turlan Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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Prima Pagina
Un cammino tortuoso per rafforzare la qualità dell’occupazione

Il 4 dicembre la Commissione Europea ha presentato una comunicazione che definisce una tabella di marcia sui posti di lavoro di qualità finalizzata all’elaborazione di una futura legge, la cui presentazione è prevista per la fine del 2026. Il documento risulta tuttavia piuttosto deludente, poiché ripropone elementi già noti senza chiarire in modo concreto le intenzioni della Commissione. In particolare, non vengono specificati gli strumenti che si intendono utilizzare, limitandosi ad affermare che la futura legge «potrà essere accompagnata da iniziative non legislative e terrà conto della diversità dei sistemi nazionali». In tema di ristrutturazioni aziendali, la Commissione ricorda il proprio impegno a «discutere con le parti sociali un quadro per transizioni eque, l’anticipazione del cambiamento, un intervento più rapido e l’attuazione di un sistema di informazione e consultazione». L’elemento di novità della comunicazione risiede però nella volontà di riesaminare la legislazione vigente. A tal fine, la Commissione prevede di avviare uno studio sulle pratiche di ristrutturazione delle imprese, per verificare se «le norme applicabili consentano alle start-up, alle scale-up e alle imprese innovative di adattarsi e innovare», nonché di raccogliere dati «sull’attuazione delle direttive in materia di informazione e consultazione, licenziamenti collettivi e trasferimenti d’impresa». Questo approccio appare sorprendente, considerando che nel 2013 era stato condotto un «fitness check». Resta quindi aperto l’interrogativo se la Commissione intenda intraprendere un percorso di semplificazione e deregolamentazione del diritto sociale oppure se preferisca seguire l’orientamento del Parlamento Europeo, che chiede un rafforzamento dei diritti di informazione e consultazione nel contesto delle transizioni verde e digitale. Nel complesso, la comunicazione non chiarisce l’obiettivo finale della futura legge, nonostante essa venga presentata come il risultato di «un processo di consultazione senza precedenti con le parti sociali», svolto tra aprile e giugno 2025. Parallelamente, la Commissione ha avviato anche la prima fase di una nuova consultazione delle parti sociali, i cui esiti potrebbero confluire nella proposta legislativa sui lavori di qualità. Il documento individua possibili ambiti di intervento da parte dell’UE: 1) la gestione algoritmica e l’intelligenza artificiale nel lavoro per «rafforzare la tutela dei lavoratori, valorizzando il principio del controllo umano, la fiducia e la trasparenza, i limiti etici e la proporzionalità, e promuovendo un dialogo sociale rafforzato»; 2) la sicurezza e la salute sul lavoro, inclusi i rischi psicosociali e quelli legati al telelavoro;  3) il subappalto con un’azione dell’UE «mirata ai settori in cui i dati fanno emergere rischi di pratiche fraudolente»; 4) le transizioni eque, in particolare per garantire una partecipazione tempestiva e adeguata dei lavoratori alle decisioni aziendali e promuovere la contrattazione collettiva e il dialogo sociale; 5) l’applicazione del diritto dell’UE e il coinvolgimento delle parti sociali al fine assicurare il rispetto delle norme esistenti, anche attraverso «un’efficacia adeguata delle ispezioni». Per ciascun ambito, tuttavia, la Commissione introduce formule di cautela, come l’esigenza di evitare «di imporre inutili oneri aggiuntivi» o di «creare requisiti o restrizioni superflue» o di «procedere a una semplificazione normativa», a dimostrazione dell’allineamento con l’attuale orientamento verso la deregolamentazione e le direttive omnibus. Su questi temi, la Commissione chiede infine alle parti sociali di esprimersi sull’adeguatezza delle problematiche individuate, sulla pertinenza di un intervento dell’UE e sulla loro eventuale disponibilità ad avviare negoziati.


1. Unione Europea
Legislazione

Direttiva CAE. : La Direttiva 2025/2450 del 26 novembre 2025 che modifica la direttiva 2009/38/CE per quanto riguarda l’istituzione e il funzionamento dei comitati aziendali europei e l’effettiva applicazione dei diritti di informazione e consultazione transnazionale è stata pubblicata nella GUUE l’11 dicembre. Gli Stati membri dovranno recepirne le disposizioni entro il 1° gennaio 2028. Nel corso del negoziato, l’obiettivo iniziale di semplificazione della legislazione dell’UE è stato accantonato al fine di raggiungere un compromesso che consentisse l’adozione della direttiva. In particolare, il testo prevede un’applicazione differita a partire dal 2 gennaio 2029: gli Stati membri disporranno quindi di due anni per il recepimento, mentre le misure adottate diverranno applicabili solo un anno più tardi. Sono tuttavia previste alcune eccezioni: le disposizioni che recepiscono l’articolo 1, punti 12) e 13) si applicheranno anticipatamente, a decorrere dal 2 gennaio 2028. Esse riguardano l’abrogazione dell’articolo 14 della direttiva del 2009 e l’introduzione di un nuovo articolo 14 bis, paragrafi 1, 2 e 3. Di conseguenza, a partire dal 2 gennaio 2028, i rappresentanti dei lavoratori (o la direzione centrale) potranno chiedere o avviare la rinegoziazione di accordi che non includano ancora tutti gli elementi obbligatori previsti dall’articolo 6, come modificato. Tali elementi comprendono, in particolare, il formato delle riunioni, le risorse finanziarie e materiali, incluso almeno il ricorso a esperti e la formazione dei membri. La deroga è giustificata dal considerando 34, secondo cui è «possibile che gli accordi relativi ai comitati aziendali europei conclusi (…) prima del recepimento della presente direttiva – e, quindi, prima del 1° gennaio 2028 – non affrontino le prescrizioni relative al contenuto di tali accordi quali modificati dalla presente direttiva. È pertanto opportuno prevedere disposizioni transitorie che consentano alle parti di tali accordi di modificarli». Resta infine da chiarire la ragion d’essere del termine di un anno previsto per rinviare l’applicazione delle altre disposizioni della direttiva. Come precisato nel considerando 33, tale periodo è volto a «concedere ai rappresentanti dei lavoratori e alla direzione (…) tempo sufficiente per esaminare le prescrizioni minime rivedute e prepararsi alla loro applicazione», quali, ad esempio, le nuove definizioni di consultazione, carattere transnazionale di un progetto, o gestione delle informazioni riservate.



Direttiva omnibus : Il 9 dicembre il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio finalizzato a semplificare gli obblighi in materia di rendicontazione societaria di sostenibilità e al dovere di diligenza delle imprese. Come prevedibile, l’intesa riprende in larga misura l’impostazione della relazione approvata dal Parlamento il 13 novembre (cfr. IR Notes 262), introducendo un significativo alleggerimento del quadro normativo definito dalla direttiva rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) e sul dovere di diligenza delle imprese in materia di sostenibilità (CS3D). L’ambito di applicazione delle direttive è stato drasticamente ridimensionato: l’obbligo di due diligence applicherà esclusivamente alle imprese con oltre 5000 addetti e un fatturato minimo, coinvolgendo poco più di 1.000 società (il 70% in meno rispetto alla previsione iniziale). Inoltre, l’accordo va oltre quanto proposto dal Parlamento, sia posticipando di un ulteriore anno il termine per il recepimento della CS3D (ora fissato al 26 luglio 2028), con obblighi operativi per le imprese a partire da luglio 2029, sia eliminando l’obbligo di predisporre un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Per quanto riguarda la direttiva CSRD, inizialmente applicabile a 46.450 imprese, solo 4.792 imprese dovranno conformarsi. Una “semplificazione” del 90%! In definitiva, la nuova disciplina interesserà un numero di imprese inferiore persino a quello previsto dalla precedente direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, che coinvolgeva circa 11.700 imprese. L’accordo, già formalmente approvato dal Consiglio e dal Parlamento, dovrebbe essere confermato in via definitiva dal Parlamento il 16 dicembre (con 428 voti a favore, 218 contrari e 17 astenuti), consentendo la successiva pubblicazione della direttiva nella GUUE (cfr. comunicato del Consiglio). In merito, Andreas Rasche, professore e vicepreside della Copenhagen Business School, osserva criticamente che «considerare queste due normative esclusivamente come fattori di costo e presentarle come uno svantaggio competitivo può forse quietare i sentimenti populisti (…) ma non rappresenta una strategia vincente per il futuro dell’Europa».


Attualità sociale

Accompagnamento delle transizioni : Con un’ampia maggioranza (42 voti a favore, 12 contrari e 2 astensioni), il 3 dicembre i deputati della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento Europeo hanno adottato una Risoluzione a sostegno di una direttiva finalizzata a tutelare i lavoratori nel contesto delle transizioni verde e digitale. Il testo, che dovrà ancora recepire gli emendamenti di compromesso, sarà presentato a gennaio per l’adozione in seduta plenaria. Entro i tre mesi successivi, la Commissione Europea sarà chiamata a precisare le misure che intende adottare oppure a motivare l’eventuale decisione di non proporre un’iniziativa legislativa. La risoluzione sollecita l’istituzione di «un quadro dedicato all’anticipazione e alla gestione del cambiamento, fondato sull’informazione e la consultazione obbligatorie e tempestive dei lavoratori e dei loro rappresentanti, nonché sul dialogo sociale e sulla contrattazione collettiva nella definizione di misure e meccanismi di una transizione equa». Il testo prevede inoltre il riconoscimento di un diritto individuale alla formazione durante l’orario di lavoro e sottolinea «la necessità di tutelare la salute mentale e il benessere psicosociale dei lavoratori nel corso delle transizioni», attraverso misure da integrare «nei piani di transizione a livello aziendale».



Garanzia europea delle competenze : Il 27 novembre la Commissione Europea ha lanciato un primo progetto pilota di garanzia europea delle competenze, con una dotazione finanziaria di 14,5 milioni di euro. L’iniziativa è rivolta ai lavoratori del settore automobilistico – dai costruttori ai subappaltatori – esposti al rischio di perdita di occupazione (cfr. comunicato). La Commissione ha pubblicato un invito a presentare proposte volto a finanziare interventi destinati ad accelerare e rendere più efficace la transizione di questi lavoratori verso occupazioni in settori strategici in crescita o emergenti, attraverso programmi mirati di aggiornamento e riconversione professionale. La federazione sindacale europea IndustriAll Europe ricorda di aver sempre chiesto «l’attuazione di misure preventive che tutelino i lavoratori mediante una formazione di qualità, invece di far ricadere su di essi i costi delle trasformazioni industriali». Il progetto pilota «offre esattamente questo», sottolinea con soddisfazione la federazione (cfr. comunicato).


Dialogo sociale europeo

Istruzione : Il 2 dicembre, le parti sociali europee del settore dell’istruzione hanno concluso un Accordo quadro autonomo europeo sul telelavoro e il diritto alla disconnessione. In un contesto in cui i negoziati intersettoriali su questi temi non hanno avuto esito positivo, l’accordo definisce principi comuni in materia di telelavoro e riconosce il diritto alla disconnessione per tutti i lavoratori. Di natura volontaria e non vincolante, il testo intende fungere da riferimento per le discussioni e i negoziati a livello nazionale o locale.



Telecomunicazioni : Il 13 novembre le parti sociali europee del settore delle telecomunicazioni hanno adottato una Dichiarazione congiunta sull’intelligenza artificiale, che aggiorna quella del 2020 alla luce dell’evoluzione del quadro legislativo (IA Act) e dei progressi dell’IA generativa e agenziale. Il documento si propone come modello per la definizione di un quadro flessibile a favore di un’IA etica e responsabile. Esso sollecita «un dialogo sociale costruttivo, basato su un’informazione e una comunicazione continue e trasparenti», al fine di rafforzare «la fiducia dei lavoratori e facilitare l’adozione dell’IA». I sistemi di IA, sottolinea il testo, devono garantire un livello di trasparenza tale da consentire ai lavoratori di comprendere l’utilizzo dei propri dati e le decisioni che li riguardano.


2. Stati membri
Germania

Ciclo di contrattazioni collettive : Secondo la fondazione Hans-Böckler, nel 2026 prenderà avvio un ampio ciclo di rinnovi contrattuali che interesserà circa 10 milioni di lavoratori dipendenti, in seguito alla scadenza di numerosi contratti collettivi tra dicembre 2025 e novembre 2026 (cfr. comunicato). A titolo di confronto, l’ondata negoziale del 2025 è stata di portata nettamente inferiore, con accordi finora conclusi per circa 6,3 milioni di lavoratori. Una tabella riepilogativa illustra le principali trattative previste nei diversi comparti, tra cui l’industria chimica (febbraio), il commercio al dettaglio (marzo) e, soprattutto, il settore metalmeccanico (ottobre), che interessa circa 3,7 milioni di addetti.



Riforma pensionistica : Il Bundestag ha approvato il progetto di legge sulle pensioni, previsto nell’accordo di coalizione del governo federale (cfr. comunicato). Il cancelliere Friedrich Merz ha inoltre annunciato una riforma organica del sistema pensionistico, basata sulle raccomandazioni di una commissione di esperti attese per il 2026. Le misure prospettate mirano, in particolare, a incentivare la permanenza al lavoro oltre l’età pensionabile e a valorizzare maggiormente i periodi contributivi condivisi legati all’educazione dei figli. La confederazione sindacale DGB ha espresso sostegno a tali orientamenti (cfr. comunicato).
(Foto: Steffen Kugler)


Croazia

Salario minimo : A seguito della consultazione con le parti sociali del 16 ottobre 2025, conclusasi senza un accordo sull’entità dell’aumento, il Governo ha proposto di fissare il salario minimo a 1.050 euro lordi a partire dal 1° gennaio 2026, con un incremento di 80 euro rispetto al 2025. L’Associazione imprenditoriale croata (CEA) ricorda che dal 2019 il salario minimo è aumentato complessivamente del 92%, ossia tre volte più rapidamente della media dell’UE e del 60% in più rispetto ai paesi dell’Europa centrale e orientale. I rappresentanti sindacali, dal canto loro, sottolineano che il salario minimo rimane al di sotto della soglia di povertà, mentre l’utile netto delle imprese tra il 2019 e il 2024 è cresciuto del 112%, a fronte di un aumento del 54% del salario netto medio (cfr. articolo più dettagliato).


Romania

Violenza e molestie : Il governo ha modificato diverse normative (Legge n. 319/2006, Legge n. 53/2003, Legge n. 108/1999) introducendo nuovi obblighi a carico delle imprese in materia di prevenzione e contrasto della violenza e delle molestie sul lavoro, in attuazione della Convenzione ILO n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro. In particolare, è stato rafforzato l’obbligo per le aziende di proteggere le vittime. In presenza di un pericolo imminente e grave per la vita, la salute o la sicurezza, i lavoratori possono chiedere al datore di lavoro una modifica temporanea del luogo o della tipologia di mansione. Qualora tali soluzioni non siano praticabili, anche in assenza della possibilità di ricorrere al telelavoro, il datore di lavoro è tenuto a concedere giorni di ferie retribuite (cfr. comunicato).


3. Aziende
Sindacalismo

La rete sindacale mondiale di Sanofi si è riunita a Parigi il 10 e 11 dicembre, riunendo oltre 50 rappresentanti dei lavoratori dei Paesi in cui il gruppo opera a livello globale. Costituita quasi 10 anni fa, la rete chiede ora una strutturazione del dialogo sociale all’interno di un organismo mondiale, «preferibilmente attraverso un accordo quadro globale» (cfr. comunicato).



Creazione di una rete sindacale : Per la prima volta è stata istituita una rete sindacale mondiale all’interno del gruppo farmaceutico britannico GSK, in occasione di  un incontro tenutosi a Parigi il 9 e 10 dicembre. La nuova rete, coordinata da IndustriAll Global Union, intende avviare «un confronto con GSK finalizzato alla creazione di un comitato aziendale sindacale mondiale, inserito in una strategia globale in materia di relazioni industriali» (cfr. comunicato).

 


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