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IR Notes 266 – Gli eurodeputati puntano a rafforzare il quadro giuridico in materia di ristrutturazioni

  IR Notes 266 – 28 gennaio 2026
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Adam Pokorny, direttore di unità presso la DG Occupazione e affari sociali della Commissione Europea

Lei ha seguito da vicino il dossier relativo all’adozione della revisione della direttiva sui comitati aziendali europei. La direttiva è ora pubblicata ed è entrata in vigore il 31 dicembre scorso. Il compito della Commissione può dirsi concluso?
Assolutamente no. Il ruolo della Commissione consiste ora nel sostenere gli Stati membri al fine di garantire un recepimento corretto e tempestivo della direttiva di modifica (UE) 2025/2450. A tal fine, gli Stati membri sono stati invitati a designare esperti chiamati a ai lavori di recepimento, nonché alle riunioni specifiche di un gruppo di esperti presieduto dai servizi della Commissione. Anche gli Stati membri del SEE/AELS e le organizzazioni europee delle parti sociali sono stati invitati a designare osservatori all’interno di tale gruppo, che si riunirà numerose volte già nei primi mesi del 2026. In tale contesto, i servizi della Commissione forniranno chiarimenti e informazioni di carattere generale sulle diverse modifiche introdotte dalla direttiva. Gli Stati membri e le parti sociali avranno inoltre l’opportunità di porre domande e formulare osservazioni sull’interpretazione delle nuove disposizioni e su tutti gli aspetti connessi alla loro attuazione. I verbali e gli altri documenti relativi ai lavori del gruppo saranno pubblicati nel registro online dei gruppi di esperti della Commissione (riferimento E03694). Al termine delle riunioni, le discussioni saranno sintetizzate in una relazione finale, che sarà anch’essa resa pubblica.
Gli Stati membri dovranno quindi adottare e pubblicare le misure necessarie per il recepimento della revisione entro il 1° gennaio 2028. Tali misure dovranno essere notificate alla Commissione, corredate dalle opportune spiegazioni.
La maggior parte delle nuove disposizioni entrerà in vigore negli ordinamenti nazionali a partire dal 2 gennaio 2029, dopo un periodo di applicazione differito di un anno. Faranno tuttavia eccezione l’abolizione delle esenzioni di alcune imprese dal campo di applicazione e le disposizioni transitorie relative all’adeguamento degli accordi esistenti sui comitati aziendali europei, che si applicheranno immediatamente al termine del periodo di recepimento.
Una volta concluso il processo di recepimento, la Commissione verificherà la completezza e la conformità delle misure notificate e potrà adottare tutte le iniziative procedurali necessarie per colmare eventuali lacune o correggere situazioni di non conformità. Infine, per coloro che ritengono la nuova direttiva di difficile lettura, poiché modifica o integra la direttiva del 2009, va ricordato che, una volta che l’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione Europea avrà incorporato le modifiche previste dalla direttiva (UE) 2025/2450, sul sito EUR-Lex dovrebbe essere pubblicata una nuova versione consolidata della direttiva 2009/38/CE. Pur non avendo valore giuridico né carattere autentico, i testi consolidati faciliteranno notevolmente la consultazione e la comprensione della normativa.

 
  Agenda

 


2 febbraio
Madrid
Presentazione della relazione della commissione di esperti sulla democrazia sul lavoro, incaricata da Yolanda Díaz, ministra spagnola del Lavoro e dell’Economia sociale.


12–13 febbraio
Lefkosia (Cipro)
Riunione informale dei ministri dell’Occupazione dell’UE.


3–4 marzo
Bruxelles
4° Forum europeo per l’occupazione e i diritti sociali, organizzato dalla Commissione europea, dedicato al tema: Europa sociale: dare potere ai cittadini in tempi di incertezza.


9 marzo
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Affari sociali.


18 marzo
Bruxelles
Vertice sociale tripartito.


29 giugno
Lussemburgo
Consiglio Occupazione e Affari sociali.

 
  Chi siamo?

 


IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco, polacco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Inès Bollet, Victoria Fonseca, Ambre Grenier-Boley, Vasilis Koniaris, Laura Renucci, Frédéric Turlan e Iris Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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Prima Pagina
Gli eurodeputati puntano a rafforzare il quadro giuridico in materia di ristrutturazioni

Il 20 gennaio, con ampia maggioranza, il Parlamento Europeo ha adottato una Risoluzione a sostegno dell’introduzione di una direttiva per una transizione giusta nel mondo del lavoro. Il testo riprende sostanzialmente quello adottato dalla Commissione per l’occupazione e gli affari sociali, fatta eccezione per l’eliminazione, nel dispositivo, del riferimento esplicito che invitava la Commissione Europea a presentare una proposta di direttiva. Questa concessione ai gruppi conservatori del PPE ha un valore prevalentemente simbolico, poiché la risoluzione è stata adottata nell’ambito di una relazione detta “di iniziativa legislativa”. Ciò implica che la Commissione sarà comunque tenuta a indicare se intenda presentare una proposta normativa, oppure a motivare l’eventuale decisione di non darvi seguito. Il riferimento a una direttiva resta peraltro esplicitamente menzionato nel titolo della risoluzione e nell’allegato che ne dettaglia le raccomandazioni. Già nel 2023 il Parlamento europeo aveva sollecitato l’adozione di una direttiva volta a rafforzare i diritti dei lavoratori al fine di anticipare i cambiamenti strutturali e, di conseguenza, i processi di ristrutturazione (cfr. IR Notes 219 e scheda informativa del Parlamento). In questa nuova presa di posizione, i deputati ribadiscono tale orientamento, ritenendo che il successo della duplice transizione ecologica e digitale «dipenderà dalla capacità di garantire che tale transizione sia giusta e inclusiva per i lavoratori, le imprese e le regioni e che contribuisca alla giustizia sociale per tutti», affinché «nessuno sia lasciato indietro».
Di conseguenza, nell’allegato alla risoluzione, il Parlamento raccomanda l’istituzione di un «un quadro dell’Unione di misure politiche che possano essere attuate nelle regioni interessate dalla transizione verde e digitale, al fine di garantire una transizione socialmente equa e inclusiva e la creazione e la protezione di posti di lavoro di qualità». I deputati auspicano un intervento normativo che copra un ampio campo di intervento: «condizioni di lavoro; integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro; informazione e consultazione dei lavoratori; miglioramento dell’ambiente di lavoro per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori». Tra gli obiettivi indicati figura inoltre l’istituzione di «un diritto individuale alla formazione per i lavoratori durante l’orario di lavoro».
L’iniziativa parlamentare ha ottenuto il pieno sostegno del movimento sindacale europeo, sia dalla Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. comunicato) che di IndustriAll Europe (cfr. comunicato). Secondo Ludovic Voet, segretario confederale della CES, ci si attende ora che la Commissione integri tale iniziativa legislativa nell’annunciata legge sui posti di lavoro di qualità. Sul versante datoriale, la proposta è invece giudicata inopportuna. Diverse organizzazioni imprenditoriali hanno ribadito, in una Dichiarazione congiunta del 14 gennaio, la loro opposizione a un qualsivoglia intervento normativo che introduca nuovi obblighi per le imprese; anche il Ceemet ha espresso forti riserve, mettendo in guardia in una nota pubblicata a dicembre sul «rischio di appesantire la burocrazia (…) in un momento in cui l’Europa deve accelerare gli investimenti, l’innovazione e la formazione».


1. Unione Europea
Attualità sociale

Ristrutturazioni : Il 19 gennaio la Commissione europea ha proposto di mobilitare 1,6 milioni di euro dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) a sostegno dei 267 lavoratori licenziati a seguito del fallimento e della chiusura di Tupperware Belgio nel febbraio 2025 (cfr. comunicato).



Pilastro europeo dei diritti sociali : A seguito di un’interrogazione orale presentata dagli eurodeputati alla Commissione Europea lo scorso dicembre, Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione con delega ai diritti sociali, è intervenuta nel corso di un dibattito al Parlamento Europeo il 22 gennaio. Ha annunciato che la Commissione presenterà «i risultati dell’esame del piano d’azione 2021 a luglio», precisando che le «azioni future» saranno definite sulla base di «un’analisi approfondita dell’attuazione» del primo piano d’azione adottato nel 2021, «ma anche, e soprattutto, tenendo conto delle lacune e delle nuove esigenze individuate».


Dialogo sociale settoriale

Banche : Il 15 gennaio le parti sociali europee del settore bancario hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta sulla prevenzione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro. Il documento affronta la violenza di genere e domestica, quella perpetrata da terzi e le molestie in ambito lavorativo. Esso invita le parti sociali ad attuare, a tutti i livelli, comprese le imprese multinazionali, misure di prevenzione, individuazione e accompagnamento delle vittime. Oltre alle iniziative di sensibilizzazione dei lavoratori e alla formazione dei dirigenti, i firmatari sollecitano in particolare l’estensione delle politiche interne di prevenzione alle situazioni di lavoro da remoto, nonché l’offerta, su richiesta dei lavoratori interessati, di modalità di lavoro flessibili e/o di congedi, insieme all’adozione di misure volte a evitare, per quanto possibile, sanzioni disciplinari o licenziamenti per ritardi o assenze quando siano accertate violenze o molestie connesse al lavoro (cfr. comunicato).


2. Stati membri
Austria

Occupazione per gli over 55 : I disoccupati di lungo corso over 55 beneficeranno di un accesso agevolato al mercato del lavoro, grazie a una misura diretta a creare   3.000-6.000 posti di lavoro (cfr. comunicato), tramite sovvenzioni al settore non profit e all’economia sociale (60%), nonché l’erogazione di aiuti all’inserimento per le imprese private (cfr. comunicato). Le organizzazioni sindacali sostengono ampiamente l’iniziativa. Tuttavia, la confederazione sindacale ÖGB chiede garanzie su condizioni di lavoro adeguate, mentre la Camera dei Lavoratori (AK) insiste sulla stabilizzazione strutturale del finanziamento (cfr. comunicati ÖBG e AK).


Bulgaria

Genitorialità : Il Parlamento ha approvato un pacchetto di modifiche al Codice del Lavoro e al Codice della Famiglia, introducendo misure volte a migliorare le condizioni di lavoro dei genitori lavoratori dipendenti. L’attenzione si è concentrata in particolare su una maggiore flessibilità del lavoro da remoto e sull’adattamento degli orari, al fine di favorire un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata (cfr. comunicato).


Finlandia

Riforma del mercato del lavoro : Il 15 gennaio il Governo ha presentato al Parlamento un disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, con l’obiettivo di far entrare in vigore le misure il prossimo 1° aprile. Secondo il Governo, l’allentamento della legislazione sociale mira ad «agevolare l’assunzione di nuovi lavoratori, in particolare per le PMI». La riforma prevede in particolare: 1) la possibilità di stipulare un contratto a tempo determinato, della durata di un anno, senza obbligo di motivarne il ricorso, quando si tratti del primo rapporto di lavoro tra un’azienda e un lavoratore; 2) il diritto di risolvere tale contratto a tempo determinato dopo sei mesi, con l’obbligo per il datore di lavoro di motivare la decisione; 3) la riduzione del termine di preavviso in caso di licenziamento da 14 a 7 giorni; 4) la soppressione dell’obbligo di riassunzione di un lavoratore licenziato per motivi non inerenti alla persona, in caso di vacanza di un posto di lavoro, per le imprese con meno di 50 dipendenti.


Grecia

Riforma del sistema contrattuale : Il dialogo sociale ha compiuto un passo significativo con la presentazione, a dicembre, di un progetto di legge del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, che recepisce l’“Accordo sociale nazionale per il rafforzamento dei contratti collettivi di lavoro”, siglato tra Governo e parti sociali. L’iniziativa, accolta con favore in particolare dalla vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Roxana Mînzatu, mira a rafforzare il quadro giuridico del dialogo sociale e a promuovere la contrattazione collettiva (cfr. comunicato del Ministero del Lavoro). Il progetto di legge si fonda sul Piano d’azione nazionale adottato dal Ministero del Lavoro, in conformità con la direttiva 2022/2041 relativa ai salari minimi adeguati. Il piano d’azione, previsto fino al 2030, si articola attorno a cinque assi principali: 1) il rafforzamento del quadro giuridico della contrattazione collettiva; 2) l’istituzione di un gruppo di lavoro dedicato che coinvolga le parti sociali; 3) la raccolta e il miglioramento dei dati statistici sulla copertura contrattuale; 4) azioni di ricerca, informazione e formazione; 5) il monitoraggio dell’attuazione delle misure. Il progetto di legge è sottoposto a consultazione pubblica fino al 28 gennaio, e i contributi ricevuti dovrebbero essere presi in considerazione nella versione finale. La riforma mira a riparare gli effetti delle misure introdotte con il Memorandum imposto dall’UE durante la crisi del debito, che avevano smantellato il sistema della contrattazione collettiva in Grecia con l’obiettivo  ridurre i salari. In particolare, era stata sospesa l’estensione dei contratti collettivi settoriali, impedendo che anche quelli che coprivano la maggioranza dei lavoratori di un settore potessero essere dichiarati di applicazione generale. Ne è derivata una forte frammentazione delle condizioni salariali e di lavoro, con lavoratori che svolgevano le stesse mansioni nello stesso settore soggetti a trattamenti molto diversi a seconda che il loro datore di lavoro fosse firmatario o meno. L’accordo sociale ribalta esplicitamente questa impostazione, facilitando le estensioni e abbassando le soglie di rappresentatività, con l’obiettivo di ripristinare le norme settoriali. «L’impatto pratico di questi sviluppi dipenderà dalla loro attuazione e dalla capacità delle parti sociali di impegnarsi attivamente nelle contrattazioni collettive a livello settoriale e aziendale», spiega Vasilis Koniaris, docente di relazioni industriali europee all’Università della Macedonia, a Salonicco. «Tuttavia, l’accordo sociale rappresenta un punto di riferimento essenziale per comprendere l’attuale evoluzione del dialogo sociale in Grecia».


Paesi Bassi

Inquinamento acustico : Un rapporto presentato il 10 novembre al Ministero degli Affari sociali e dell’Occupazione evidenzia che oltre il 50% dei lavoratori è esposto al rumore, che nel 34% dei casi provoca affaticamento, stress e difficoltà di concentrazione (cfr. comunicato SER). Secondo gli autori dello studio sulle condizioni di lavoro negli “open space”, ancora poco analizzati nella ricerca, della ricerca, le principali fonti di disturbo sono le conversazioni tra colleghi (56%) e il rumore delle attrezzature e dei macchinari, quali stampanti, sistemi di allarme acustico e allarmi (oltre il 30%).


Norvegia

Rischi psicosociali : A seguito della modifica dell’articolo 4-3 della legge sull’ambiente di lavoro, adottata il 20 giugno dal Parlamento, l’obbligo di garantire un ambiente di lavoro pienamente adeguato si applica ora esplicitamente anche agli aspetti psicosociali, a partire dal 1° gennaio. La normativa fornisce quattro nuovi esempi di rischi psicosociali di cui le imprese devono tenere conto: 1) requisiti o aspettative vaghi o contraddittori; 2) requisiti emotivi e tensione psicologica, in particolare nei lavori che comportano interazioni umane; 3) carichi di lavoro e pressioni temporali tali da creare uno squilibrio tra i compiti assegnati e il tempo disponibile; 4) la presenza o l’assenza di adeguato sostegno sul luogo di lavoro (cfr. comunicato dell’Ispettorato del Lavoro).


Svezia

Trasparenza retributiva : Il 15 gennaio il Governo ha presentato al Consiglio di Stato (Lagrådet) un disegno di legge di recepimento della direttiva sulla trasparenza retributiva, che intende sottoporre al Parlamento (Riksdag) in primavera, con un’entrata in vigore prevista il 1° luglio. Il testo prevede, in particolare, per le imprese con più di 100 dipendenti l’obbligo di elaborare una relazione sulle retribuzioni, contenente informazioni sulle differenze retributive medie tra donne e uomini. Il documento dovrà essere trasmesso al Mediatore per la non discriminazione (MND), che sarà tenuto a pubblicarne alcune parti (cfr. comunicato).


Repubblica Ceca

Cambio di mansioni : Con una sentenza del 26 novembre, la Corte Costituzionale ha respinto una richiesta di abrogazione di una disposizione del Codice del Lavoro che consente, in determinate circostanze, al datore di lavoro di assegnare il lavoratore a mansioni diverse senza il suo consenso. La norma contestata riguarda in particolare i casi in cui un lavoratore, ad esempio per motivi di salute, non sia più in grado di svolgere le mansioni previste dal contratto di lavoro. I giudici costituzionali qualificano tale trasferimento come una soluzione temporanea, in attesa che l’azienda e il lavoratore concordino le modalità di prosecuzione del rapporto. La Confederazione ceco-morava dei sindacati (ČMKOS) auspica una revisione della legislazione, affinché il cambiamento di mansioni sia sempre il risultato di un accordo tra datore di lavoro e lavoratore.


3. Aziende
Accordi transnazionali

Rinnovi : Il 13 gennaio il gruppo energetico italiano Eni e la federazione sindacale internazionale IndustriAll Global Union hanno rinnovato l’Accordo quadro globale sulle relazioni sociali internazionali, la responsabilità sociale dell’impresa e per una transizione giusta.  Tale revisione introduce diversi cambiamenti significativi rispetto al primo testo del 2019, tra cui i richiami espliciti alle disposizioni della convenzione n. 190 dell’ILO sulla lotta contro la violenza e le molestie sul lavoro, nonché un rafforzamento degli obblighi di dovuta diligenza in materia di diritti umani lungo l’intera catena di approvvigionamento. L’accordo ribadisce inoltre il ruolo centrale del dialogo sociale nell’accompagnare la transizione energetica e le ristrutturazioni, sottolineando al contempo la necessità di garantire una transizione giusta per i lavoratori (cfr. comunicato).



Diritti fondamentali : Il 15 gennaio, il monopolio norvegese della vendita al dettaglio di bevande alcoliche, Vinmonopolet, e la federazione sindacale internazionale UITA hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa che istituisce un meccanismo di segnalazione per i casi di violazione dei diritti del lavoro presso i produttori di bevande alcoliche o di materie prime agricole utilizzate nei prodotti commercializzati da Vinmonopolet. Accordi analoghi sono stati conclusi dai monopoli svedese Systembolaget e finlandese Alko (cfr. comunicato).


Responsabilità sociale

Rete sindacale mondiale : La federazione sindacale internazionale IndustriAll Global Union ha organizzato un incontro in Indonesia il 14 e 15 gennaio che ha riunito per la prima volta una trentina di sindacalisti provenienti dai paesi produttori per Adidas, nonché una delegazione del sindacato tedesco della chimica (IGBCE). L’iniziativa mirava a rafforzare il coordinamento tra i sindacati dei paesi produttori (cfr. comunicato). Gli scambi hanno riguardato le norme sociali e ambientali nelle catene di approvvigionamento, le violazioni dei diritti umani in Birmania presso il fornitore Pou Chen Group, nonché la decisione di Adidas, adottata in Germania, di ritirarsi dall’ambito di applicazione del contratto collettivo settoriale dell’industria calzaturiera (cfr. comunicato). IndustriAll Global Union invita Adidas ad avviare negoziati in vista della conclusione di un accordo quadro internazionale.


4. Studi e rapporti

Protezione sociale : È stata aggiornata la banca dati europea MISSOC, che fornisce informazioni sui sistemi di protezione sociale in tutti i paesi dell’UE, in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. La banca dati, che consente anche di effettuare confronti tra i diversi sistemi nazionali, è consultabile in inglese, francese e tedesco. L’accesso è gratuito e aperto a tutti.

 


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