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IR Notes 139 – 8 aprile 2020
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Gregory Claeys, ricercatore presso il think tank europeo Bruegel
Ritiene che l’iniziativa SURE
adottata Commissione europea per proporre prestiti agli Stati
membri per finanziare programmi di cassa integrazione (cfr.
Prima Pagina) sia efficace? La proposta della Commissione è una valida
alternativa al Meccanismo europeo di stabilità, attivato durante la
crisi del debito e che consente di concedere prestiti a tassi
agevolati rispetto a quelli di mercato agli Stati membri. In
contropartita è richiesto di sottoscrivere un memorandum contenente
le misure da attuare nell’ambito di una politica di austerità.
Essendo difficile per un Governo accettare siffatta condizione nella
situazione attuale, la Commissione propone un meccanismo analogo:
l’Unione Europea raccoglie fondi sui mercati internazionali per poi
erogarli come prestiti agli Stati membri a un tasso inferiore a
quello che sarebbe praticato a questi stessi paesi se avessero avuto
ricorso direttamente ai mercati. Nel caso attuale, il prestito è
concesso senza altra condizione se non quella di essere utilizzato
per finanziare un meccanismo di cassa integrazione e/o un programma
di sostegno a favore dei lavoratori autonomi. Il sistema, privo di
condizioni particolari, rappresenta un fatto positivo, e ha il
merito di incentivare i paesi ad istituire un regime di cassa
integrazione. Esso non si spinge tuttavia fino al piano immaginato
della Commissione per l’istituzione di un regime europeo di
riassicurazione della disoccupazione, giacché si basa su prestiti e
non su trasferimenti tra Stati membri. Inoltre, la somma proposta,
100 miliardi di euro, rimane modesta, circa lo 0,7% del PIL dell’UE,
allorquando, secondo le stime attuali, il fabbisogno di
finanziamento dell’economia europea è pari a 1.400 miliardi di euro
(circa il 10% del PIL) per coprire tutte le misure a sostegno
dell’economia e dell’occupazione. Infine, tralasciando i paesi che
non hanno interesse ad utilizzarlo – come la Germania in grado di
assumere prestiti sui mercati a tassi negativi, o la Francia, che
ottiene tassi più vantaggiosi di quelli negoziati dall’UE – il
programma SURE non darà vantaggi molto significativi ai paesi
utilizzatori. Ad esempio, se l’Italia dovesse contrarre in questo
modo venti miliardi di euro a tasso zero, invece dell’1,5% che
potrebbe ottenere sui mercati, guadagnerebbe solo il differenziale
tra zero e 1,5%, che alla fine rimane modesto. Tenendo conto del
fabbisogno di liquidità del paese al di là del regime di cassa
integrazione, il contributo SURE, seppur apprezzabile, resta
trascurabile. >
Cfr. Bruegel
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Prima
Pagina
La
Commissione Europea scommette (giustamente) sulla cassa integrazione
Nel tentativo di giovare in ogni modo all’Unione Europea che fatica a rammentare che
la solidarietà è un valore costituzionale (articolo
2 del Trattato UE), la Commissione Europea ha presentato il 2 aprile una proposta di regolamento per
finanziare le misure di cassa integrazione. Quello proposto dalla Commissione non è
tanto un regime di cassa integrazione chiavi in mano, quanto uno strumento
finanziario. Conosciuto come SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an
Emergency), tale strumento «erogherà fino a 100 miliardi di euro sotto
forma di prestiti ai paesi che ne hanno bisogno per garantire un reddito ai
lavoratori e consentire alle imprese di non licenziare» (cfr. comunicato,
comunicato
domande e risposte e Factsheet
sullo strumento SURE). La persona giusta per difendere tale meccanismo di cassa
integrazione è sicuramente Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione.
Infatti, secondo l’OCSE, durante la crisi del 2008, la Germania ha fatto un ricorso
massiccio alla cassa integrazione: tra il 2007 e il 2010 sono stati spesi dieci
miliardi di euro (contro un miliardo di euro per la Francia, a titolo di confronto)
per le indennità versate a 1,5 milioni di dipendenti, salvando in tal modo 235.000
posti di lavoro (0,8% dell’occupazione totale). La durata del periodo durante il
quale lo Stato si è fatto carico di una parte delle retribuzioni versate è arrivata
fino a ventiquattro mesi al culmine della crisi, nel 2009. I sindacati si erano
anche battuti perché le imprese continuassero ad assumere giovani apprendisti. In
sostanza, come spiega Gerhard Bosch, direttore dell’Arbeit und Qualifikation
Institute, in un’intervista pubblicata nel 2011 (1), «queste scelte hanno
consentito alla Germania di uscire dalla crisi con meno disoccupati rispetto al
2008». Alla fine del 2012, l’allora Ministro del Lavoro, Ursula von der Leyen, aveva
esteso il regime cassa integrazione da sei a dodici mesi durante i quali lo Stato si
assumeva parte delle retribuzioni versate per sostenere il settore automobilistico.
Alla fine del 2019, il Governo tedesco ha nuovamente ammorbidito le condizioni di
accesso alla cassa integrazione per sostenere il settore automobilistico in cattive
acque. Con la crisi del Covid-19, il Governo tedesco stima che 2,35 milioni di
lavoratori si iscriveranno alla cassa integrazione. Inoltre, al termine della crisi
del 2008, numerosi studi hanno evidenziato i meriti della cassa integrazione
adottata nei paesi dove non esisteva (cfr. 4. Studi e rapporti). Purtroppo, però,
possiamo solo rammaricarci che la cassa integrazione non sia rimasta all’ordine del
giorno della Commissione e degli Stati membri. Eppure l’esistenza di un meccanismo
permanente a garanzia di gran parte del reddito dei lavoratori e del loro contratto
di lavoro in circostanze eccezionali avrebbe fatto onore all’Unione Europea. Presa
di contropiede, di fronte all’emergenza sanitaria ed economica, la Commissione non
può far altro che attivare l’arma finanziaria – probabilmente insufficiente (cfr.
Una domanda a…) – per incoraggiare gli Stati membri ad assumere prestiti agevolati
presso l’Unione stessa al fine di finanziare i loro regimi di cassa integrazione
ovvero, novità rispetto alla crisi del 2008, il sostegno ai lavoratori autonomi.
Occorrerà però che la solidarietà si confermi: ogni prestito dovrà essere
convalidato dai ventisette paesi. Analogamente, la Commissione annuncia che
accelererà i lavori sul meccanismo europeo di riassicurazione della disoccupazione,
che già figura nel suo programma di lavoro. L’obiettivo è far leva sulla solidarietà
europea per finanziare il meccanismo di disoccupazione di uno Stato membro che si
trovasse ad affrontare un forte deterioramento del suo mercato del lavoro a causa di
uno shock esterno. L’iniziativa SURE si avvale del sostegno pieno della
Confederazione europea dei Sindacati. (cfr. comunicato). (1) Liaisons
Sociales Europe n° 290, 17 novembre 2011
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
- Professioni critiche. La
Commissione Europea ha presentato il 30 marzo, una comunicazione sulle linee
guida per garantire la libera circolazione dei lavoratori delle professioni
critiche per la lotta contro la pandemia di coronavirus. Le linee guida
stabiliscono un elenco di lavoratori per i quali è essenziale poter continuare a
circolare liberamente nell’UE (cfr. comunicato).
- Distribuzione di
dividendi. La Confederazione Europea dei Sindacati ha
lanciato un appello molto chiaro in favore della sospensione del versamento dei
dividendi da parte delle società al fine di destinare tali risorse (stimate a
359 miliardi di euro) alla «tutela dei posti di lavoro e delle retribuzioni»
(cfr. comunicato).
Sono stati condotti dei dibattiti al proposito in diversi gruppi europei, a
volte con la partecipazione dei comitati aziendali europei.
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Giurisprudenza
Sospetto di frode al distacco :
Vueling, la compagnia aerea low-cost spagnola,
è stata oggetto di due controversie in Francia per aver assunto personale di volo
con lo status di lavoratore distaccato. Nel 2012 la Corte d’Appello di Parigi aveva
dichiarato Vueling colpevole di lavoro non dichiarato per aver distaccato
irregolarmente lavoratori in Francia e condannato tale società al pagamento di una
multa di 100.000 euro. La Corte aveva rilevato da parte di Vueling una violazione
intenzionale delle norme applicabili, in particolare domiciliando quarantuno dei
lavoratori interessati presso l’indirizzo della propria sede sociale in Spagna,
senza poi essere in grado di fornire una spiegazione seria che potesse escludere il
sospetto di frode. La sentenza è stata confermata nel 2014 dalla Sezione penale
della Corte di Cassazione francese. In seguito a tale sentenza, il Tribunale
distrettuale (Tribunal de Grande Instance) di Bobigny adito dalla cassa
pensionistica francese cui sarebbe dovuto essere affiliato il personale di Vueling
addetto all’aeroporto di Roissy-Charles-De-Gaulle, si è rivolto alla Corte di
Giustizia europea al fine di accertare se, in considerazione della condanna penale
per lavoro non dichiarato, si potesse escludere la validità dei certificati A1
rilasciati ai lavoratori distaccati interessati. Tali certificati erano stati
rilasciati dalla previdenza sociale spagnola per attestare la loro affiliazione al
suo regime. Quattro anni dopo i fatti, le autorità francesi hanno chiesto al regime
spagnolo di ritirarli, secondo la procedura di dialogo tra le istituzioni prevista
dalla legislazione europea. Tuttavia il regime spagnolo ne ha confermato la
validità in quanto il ritiro retroattivo avrebbe comportato troppe difficoltà
pratiche di attuazione. Rifiutando di ritenere che un sospetto di frode consenta a
un giudice nazionale di annullare i certificati A1, la Corte di Giustizia frustra le
speranze di coloro che ritengono che le autorità francesi possano farsi giustizia da
sole annullando la validità dei certificati A1 sulla base della sentenza penale
francese che ha dimostrato la frode. Secondo la Corte, le autorità e le
giurisdizioni francesi «possono accertare l’esistenza di una frode e, di
conseguenza, disapplicare detti certificati solo dopo essersi assicurati», da un
lato, che la procedura di dialogo sia stata «prontamente avviata» per consentire al
regime spagnolo di verificare la validità dei certificati sulla base delle
informazioni fornite dalle autorità francesi. D’altra parte, il regime spagnolo deve
essersi astenuto «dal procedere a tale riesame e dal prendere posizione, entro un
termine ragionevole, su detti elementi, se del caso, annullando o ritirando i
certificati di cui trattasi». Soltanto il rispetto di tali tappe può consentire alle
autorità dello Stato membro ospitante di disapplicare i suddetti certificati A1.
Inoltre, la Corte ha dichiarato che la condanna in sede penale (emessa, a suo
avviso, in violazione del diritto dell’Unione) non consente alla giurisdizione
civile, dinanzi alla quale la cassa pensionistica ha intentato l’azione legale, di
disapplicare detti certificati A1 al fine di condannare Vueling al pagamento dei
contributi previdenziali non versati dal personale di volo della compagnia aerea. In
conclusione, questa rigorosa applicazione del diritto comunitario non avrà permesso
di accertare il sospetto di frode al distacco, a causa della mancata rapidità di
intervento da parte dell’amministrazione francese (CGUE,
2 aprile 2020, cause C‑370/17 e C‑37/18, CRPNPAC e Vueling).
- Trasferimenti di diverse aziende.
Una lavoratrice è stata assunta da un’impresa di pulizie per
prestare la sua opera in diversi stabili della città di Gand (Belgio). Dopo che
l’azienda per cui lavora perde la nuova gara d’appalto, i servizi di pulizia
vengono suddivisi tra le due società aggiudicatarie. Una delle due società
rifiuta di riassumere la dipendente, considerando che non fosse avvenuto alcun
trasferimento di attività. La Corte di Giustizia ha invece ritenuto, per la
prima volta, che il contratto di lavoro possa essere trasferito a due entità
diverse in proporzione alle funzioni svolte dal lavoratore prima del
trasferimento, purché non vengano pregiudicate le condizioni di lavoro e i
diritti del lavoratore interessato. Qualora la scissione del contratto di lavoro
si riveli impossibile, o comporti un deterioramento, «tale contratto può essere
risolto». Detta risoluzione deve essere considerata come avvenuta per effetto
del o dei cessionari, quand’anche tale risoluzione fosse avvenuta su iniziativa
del lavoratore (CGUE,
26 marzo 2020, causa C-344/18, ISS Facility Services).
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Dialogo
sociale europeo
- Dichiarazione congiunta :
Il 24 marzo le parti sociali europee hanno adottato una dichiarazione congiunta
invitando i governi ad approvare le misure proposte dalla Commissione Europea
«senza alcun ritardo, né modifiche che potrebbero indebolirne l’impatto». I
firmatari invitano gli Stati a coinvolgere le parti sociali nazionali
nell’elaborazione e nell’attuazione delle misure nazionali. L’obiettivo è
«mantenere l’occupazione dei lavoratori durante questo periodo, proteggerli
dalla disoccupazione e dalla perdita di reddito nonché mitigare le perdite
finanziarie». Tutte «le imprese, in particolare tutti i tipi di PMI, e tutti i
lavoratori, compresi i lavoratori autonomi e i precari che sono i più
vulnerabili devono ottenere un sostegno finanziario».
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Dialogo
sociale settoriale
- Dichiarazioni congiunte :
Per far fronte all’emergenza del
coronavirus, le parti sociali di diversi rami d’attività hanno adottato
recentemente alcune dichiarazioni congiunte, in particolare: il settore
finanziario, i servizi
sociali o ancora l’industria agroalimentare.
Anche le organizzazioni imprenditoriali hanno adottato delle dichiarazioni,
rivolte in particolare alle autorità al fine di richiedere mezzi di prevenzione
destinati ai propri lavoratori (pulizie industriali). I
siti delle federazioni sindacali europee elencate più oltre (cfr. 2. Stati
membri) aggiornano le informazioni su tali dichiarazioni. I contenuti riguardano
principalmente la tutela dei lavoratori, le richieste di sostegno per l’economia
e la salvaguardia dell’occupazione.
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2. Stati
membri
La redazione si sta mobilitando per tenervi
informati sulle misure adottate da ciascun paese per far fronte all’epidemia
di Covid-19. : Con l’ausilio dei nostri corrispondenti e
grazie ai contatti stabiliti con tutti i Ministeri del Lavoro e le parti sociali
degli Stati membri, vi proponiamo una nuova rassegna delle iniziative adottate.
Alcune risorse sono disponibili anche sul sito internet di IR Share e sulla nostra pagina Facebook. Le informazioni sui paesi che non siamo
riusciti a trattare in questo numero sono disponibili in inglese e
francese Sentitevi liberi di scaricare dal nostro sito ogni documento che vi sembri utile
e/o di pubblicare informazioni sulla nostra pagina pagina Facebook. Vi invitiamo
altresì a seguire le pagine dedicate a questa emergenza sui siti internet della Confederazione
Europea dei Sindacati nonché dell’Istituto Sindacale Europeo che ha
trasformato la sua pagina Reformwatch in Covid Social Impact al fine
di seguire paese per paese le iniziative attuate. Segnaliamo anche le pagine delle
federazioni sindacali europee IndustriAll Europe
(settore metalmeccanico, ben documentata), EFBW
(settore delle costruzioni) et EFFAT (settore
agroalimentare), o ancora il centro
risorse messo online dall’OCSE.
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Germania
Rafforzamento della cassa integrazione :
È cresciuto il numero degli accordi sottoscritti dalle parti
sociali a livello settoriale al fine di migliorare il regime legale di cassa
integrazione consentendo il versamento di un’indennità compresa tra il 60% e il 67%
della retribuzione. Sono stati sottoscritti accordi in proposito nel settore
metalmeccanico (cfr. IR
Notes 138), chimico,
della carta e del vetro. In particolare,
nell’industria chimica, l’indennità versata è salita al 90% della retribuzione
netta. La cassa integrazione può essere introdotta più rapidamente, entro soli tre
giorni. Sono previste ulteriori misure volte ad agevolare il telelavoro e consentire
turni di dodici ore per limitare i contatti e gli spostamenti.
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Spagna
- Sostegno alle persone in situazione di
vulnerabilità : Il Governo ha adottato
un decreto,
in data 31 marzo, che prevede misure a sostegno di specifici gruppi vulnerabili,
come i lavoratori domestici, i lavoratori temporanei che hanno perso il lavoro e
non hanno diritto all’assegno di disoccupazione, le persone che non sono in
grado di pagare il canone di locazione, le donne vittime di violenza di genere e
i lavoratori autonomi.
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Ungheria
- Deroghe al Codice del Lavoro :
Prima dell’adozione della legge del 30 marzo che consente al
Governo di Viktor Orban di legiferare tramite decreto nel contesto di uno stato
di emergenza a tempo indeterminato, il governo aveva già adottato il decreto
47/2020, il cui articolo 6, paragrafo 4, consente al datore di lavoro di
derogare, in modo favorevole o sfavorevole al lavoratore, a tutte le
disposizioni del Codice del Lavoro mediante accordo tra le parti.
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Italia
Protocollo “Imprese essenziali” :
Mentre la maggior parte dei luoghi di lavoro
sono chiusi a causa di decreti governativi adottati per limitare la diffusione del
Covid-19, i lavoratori delle aziende ancora operative hanno espresso gravi
preoccupazioni per la salute e la sicurezza richiedendo misure preventive per
arrestare il contagio sui luoghi di lavoro. Alcuni lavoratori hanno scioperato,
oltre allo sciopero regionale indetto dai metalmeccanici della Lombardia e del
Lazio. L’azione ha condotto il Governo a discutere con le parti sociali un
protocollo che ha portato ad un accordo, che, come sottolinea la confederazione
sindacale CGIL, è stato concluso il 25 marzo dopo un «negoziato molto difficile e
tecnico» riguardante una lista di una lista di ”imprese
essenziali” autorizzate a continuare la loro attività.
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Polonia
Violazione dell’autonomia delle parti sociali :
Tutte le parti sociali che compongono il Consiglio del Dialogo
sociale, un organo consultivo indipendente al quale partecipano le otto
organizzazioni rappresentative delle aziende e dei sindacati, hanno rivolto una lettera congiunta al governo
il 28 marzo per protestare contro «un attacco delle autorità nei confronti
dell’indipendenza dell’organo e dell’autonomia delle parti sociali». Secondo i
firmatari, la nuova legge sulla lotta contro l’epidemia di Covid-19, adottata lo
stesso giorno dalla camera bassa, contiene una disposizione che autorizza il Primo
Ministro, durante il periodo dello stato di emergenza sanitaria, a destituire i
membri del Consiglio. Le parti sociali polacche hanno ricevuto il pieno sostegno
delle parti sociali europee (cfr. lettera
congiunta).
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Repubblica
Ceca
- Un intervento a favore dei lavoratori
autonomi: Tra le misure adottate dal Governo il 24-26
marzo in risposta all’emergenza legata al Covid-19, figurano alcuni interventi a
sostegno dei lavoratori autonomi attraverso prestiti a tasso zero ed
esonerazioni dal pagamento degli anticipi minimi sull’assicurazione malattia e
la previdenza sociale per sei mesi. Inoltre, i lavoratori autonomi che sono
stati danneggiati dalle misure restrittive (chiusura di attività
commerciali…), e che non dispongono di altre fonti di reddito, riceveranno un
sostegno finanziario diretto pari a 15.000 corone (549 euro) mensili. Lo Stato
si farà carico dell’80% degli stipendi dei dipendenti dei ristoranti e dei
negozi chiusi a causa dell’epidemia per un periodo di dieci giorni. Le aziende
potranno optare per un regime di cassa integrazione in cui lo Stato si assume
tra il 50% e ‘80% delle retribuzioni dei dipendenti. Lo Stato compensa anche il
reddito dei genitori di bambini di età inferiore ai tredici anni che non potendo
frequentare le scuole devono essere accuditi in casa.
> Per
maggiori informazioni sui paesi cfr. altresì le misure adottate in
Portogallo per attenuare
gli effetti della pandemia del Covid-19 sull’occupazione nonché ai
Flash reports on Labour Law
(February 2020) pubblicati
dalla Commissione Europea.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Raccomandazioni sindacali nel contesto del
Covid-19 : Le federazioni sindacali europee hanno emesso
delle raccomandazioni
ai loro affiliati destinate ai comitati aziendali europei (comitati di
società europee/ delegazioni speciali di negoziazione) per affrontare la crisi del
Covid-19. Le federazioni intendono «garantire che la videoconferenza non sostituisca
la riunione fisica in sé e che le aziende non si servano della crisi di Covid-19
come pretesto per cancellare» le riunioni ordinarie nel 2020. Esse ritengono altresì
che questa crisi costituisca una «circostanza per sua stessa natura eccezionale e,
de facto, transnazionale [tale da] giustificare lo svolgimento di riunioni
straordinarie di informazione e consultazione dedicate all’impatto potenziale della
crisi sugli interessi dei lavoratori». Raccomandano «di ricorrere in via eccezionale
a riunioni online, in condizioni specifiche, da concordare tra le parti». Inoltre,
«deve essere chiaramente stabilito che lo svolgimento di riunioni in videoconferenza
deve essere limitato alla durata dell’emergenza del Covid-19». Le federazioni
ritengono che i CAE debbano richiedere al management un aggiornamento regolare sulla
situazione accertandosi contemporaneamente che ogni delegato degli organi di
rappresentanza europea riferisca regolarmente sulla situazione del proprio paese.
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- Comitato temporaneo di crisi :
A causa dell’annullamento della riunione
inaugurale del comitato aziendale europeo di Coca-Cola European Partners
(cfr. IR Notes n°
135), i membri della delegazione speciale di negoziazione, sostenuti
dall’Effat, la federazione europea di appartenenza, hanno chiesto alla direzione
di istituire un «comitato ristretto di crisi» per garantire un minimo di
informazione e consultazione in attesa della prima riunione del comitato
aziendale europeo, durante la quale sarà possibile all’elezione di un comitato
ristretto secondo le forme prestabilite.
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Responsabilità sociale
Mantenimento dei salari e fondo di solidarietà :
Per rispondere all’emergenza del Covid-19, il
gruppo alimentare Danone ha
annunciato le seguenti quattro misure: 1) sono garantiti fino al 30 giugno tutti i
contratti di lavoro e le retribuzioni dei 100.000 dipendenti nel mondo intero; 2) è
garantita a tutti i dipendenti del mondo intero la copertura estesa (salute,
assistenza all’infanzia, quarantena); 3) è previsto un premio specifico per tutti i
dipendenti che devono essere presenti sul luogo di lavoro durante la pandemia; 4)
sarà concesso un sostegno finanziario di 250 milioni di euro alle «15.000 piccole
imprese del nostro ecosistema globale» (cfr. comunicato et video del CV&O Emmanuel Faber).
Altri gruppi hanno costituito fondi di solidarietà, in parte finanziati da riduzioni
delle retribuzioni fisse e/o variabili dei dirigenti e/o dal versamento dei
dividendi. Sodexo, il gruppo
specializzato nei servizi di ristorazione, ha annunciato l’implementazione di un
programma globale di sostegno ai dipendenti per un valore di 30 milioni di euro
(cfr. comunicato).
Il gruppo alberghiero Accor ha
creato un fondo di 70 milioni di euro per coprire i costi di ricovero dei 300.000
dipendenti che non usufruiscono di tutele sociali (cfr. comunicato).
Altri gruppi hanno annunciato tagli alle retribuzioni dei dirigenti, come Michelin o Plastic Omnium senza una
specifica assegnazione, ma in segno di solidarietà con i dipendenti in cassa
integrazione. Il gruppo energetico Enel ha stipulato una polizza
assicurativa a copertura degli oltre 68.000 dipendenti del gruppo in tutto il mondo
in caso di ricovero ospedaliero a causa del virus COVID-19 (cfr. comunicato).
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4. Studi e
rapporti
Cassa integrazione in Europa :
Secondo un documento di lavoro della
Commissione, pubblicato nel 2010, in Europa, prima della crisi del 2008, una dozzina
di stati possedevano un sistema di cassa integrazione e altri e nove paesi lo hanno
istituito. In un rapporto
pubblicato nel 2010, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di
vita e di lavoro ha analizzato quindici regimi di cassa integrazione evidenziando
l’ampia variazione nell’entità della riduzione massima dell’orario di lavoro: dal
10% al 100% e una corrispondente indennità pari al 55%-80% della perdita di
retribuzione. In particolare, il rapporto raccomandava l’introduzione permanente di
tali meccanismi, abbinati ad interventi formativi. Uno studio
molto esaustivo dell’OCSE, pubblicato nel gennaio 2011, ha sottolineato altresì che
«i sistemi di indennizzo previsti dalla cassa integrazione hanno un’incidenza
rilevante sulla salvaguardia dell’occupazione nelle fasi di recessione economica».
Pochi documenti recenti offrono una panoramica dei meccanismi in vigore nei diversi
paesi europei, tanto più che essi vengono rapidamente modificati per rispondere alle
mutate circostanze nazionali. Quanto alla banca
dati degli strumenti legislativi di Eurofound, essa è aggiornata al 2019, e
fornisce una sintesi dei principali meccanismi esistenti (effettuando una ricerca
dei meccanismi “working time flexibility”) per paese. Un recentissimo
studio del WSI Institute (Hans-Böckler-Stiftung Institute) su cassa integrazione e
emergenza del coronavirus (Kurzarbeitergeld in der
Corona-krise) fa il punto sulle
normative in vigore in Germania (nonché sui contratti collettivi di settore che
migliorano il reddito sostitutivo rispetto al sistema giuridico) e in Europa.
Infine, sempre aggiornata, la Briefing
note della Confederazione Europea dei Sindacati del 30 marzo, che fornisce
una tabella riassuntiva dei meccanismi in vigore, includendo le ultime modifiche
apportate dagli Stati membri.
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