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IR Notes 139 – La Commissione Europea scommette (giustamente) sulla cassa integrazione

  IR Notes 139 – 8 aprile 2020
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Gregory Claeys, ricercatore presso il think tank europeo Bruegel

Ritiene che l’iniziativa SURE adottata Commissione europea per proporre prestiti agli Stati membri per finanziare programmi di cassa integrazione (cfr. Prima Pagina) sia efficace?
La proposta della Commissione è una valida alternativa al Meccanismo europeo di stabilità, attivato durante la crisi del debito e che consente di concedere prestiti a tassi agevolati rispetto a quelli di mercato agli Stati membri.  In contropartita è richiesto di sottoscrivere un memorandum contenente le misure da attuare nell’ambito di una politica di austerità. Essendo difficile per un Governo accettare siffatta condizione nella situazione attuale, la Commissione propone un meccanismo analogo: l’Unione Europea raccoglie fondi sui mercati internazionali per poi erogarli come prestiti agli Stati membri a un tasso inferiore a quello che sarebbe praticato a questi stessi paesi se avessero avuto ricorso direttamente ai mercati. Nel caso attuale, il prestito è concesso senza altra condizione se non quella di essere utilizzato per finanziare un meccanismo di cassa integrazione e/o un programma di sostegno a favore dei lavoratori autonomi. Il sistema, privo di condizioni particolari, rappresenta un fatto positivo, e ha il merito di incentivare i paesi ad istituire un regime di cassa integrazione. Esso non si spinge tuttavia fino al piano immaginato della Commissione per l’istituzione di un regime europeo di riassicurazione della disoccupazione, giacché si basa su prestiti e non su trasferimenti tra Stati membri. Inoltre, la somma proposta, 100 miliardi di euro, rimane modesta, circa lo 0,7% del PIL dell’UE, allorquando, secondo le stime attuali, il fabbisogno di finanziamento dell’economia europea è pari a 1.400 miliardi di euro (circa il 10% del PIL) per coprire tutte le misure a sostegno dell’economia e dell’occupazione. Infine, tralasciando i paesi che non hanno interesse ad utilizzarlo – come la Germania in grado di assumere prestiti sui mercati a tassi negativi, o la Francia, che ottiene tassi più vantaggiosi di quelli negoziati dall’UE – il programma SURE non darà vantaggi molto significativi ai paesi utilizzatori. Ad esempio, se l’Italia dovesse contrarre in questo modo venti miliardi di euro a tasso zero, invece dell’1,5% che potrebbe ottenere sui mercati, guadagnerebbe solo il differenziale tra zero e 1,5%, che alla fine rimane modesto. Tenendo conto del fabbisogno di liquidità del paese al di là del regime di cassa integrazione, il contributo SURE, seppur apprezzabile, resta trascurabile.
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Cfr. Bruegel

 
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Prima Pagina
La Commissione Europea scommette (giustamente) sulla cassa integrazione

Nel tentativo di giovare in ogni modo all’Unione Europea che fatica a rammentare che la solidarietà è un valore costituzionale (articolo 2 del Trattato UE), la Commissione Europea ha presentato il 2 aprile una proposta di regolamento per finanziare le misure di cassa integrazione. Quello proposto dalla Commissione non è tanto un regime di cassa integrazione chiavi in mano, quanto uno strumento finanziario. Conosciuto come SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), tale strumento «erogherà fino a 100 miliardi di euro  sotto forma di prestiti ai paesi che ne hanno bisogno per garantire un reddito ai lavoratori e consentire alle imprese di non licenziare» (cfr. comunicato, comunicato domande e risposte e Factsheet sullo strumento SURE). La persona giusta per difendere tale meccanismo di cassa integrazione è sicuramente Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione. Infatti, secondo l’OCSE, durante la crisi del 2008, la Germania ha fatto un ricorso massiccio alla cassa integrazione: tra il 2007 e il 2010 sono stati spesi dieci miliardi di euro (contro un miliardo di euro per la Francia, a titolo di confronto) per le indennità versate a 1,5 milioni di dipendenti, salvando in tal modo 235.000 posti di lavoro (0,8% dell’occupazione totale). La durata del periodo durante il quale lo Stato si è fatto carico di una parte delle retribuzioni versate è arrivata fino a ventiquattro mesi al culmine della crisi, nel 2009. I sindacati si erano anche battuti perché le imprese continuassero ad assumere giovani apprendisti. In sostanza, come spiega Gerhard Bosch, direttore dell’Arbeit und Qualifikation Institute, in un’intervista pubblicata nel 2011 (1), «queste scelte hanno consentito alla Germania di uscire dalla crisi con meno disoccupati rispetto al 2008». Alla fine del 2012, l’allora Ministro del Lavoro, Ursula von der Leyen, aveva esteso il regime cassa integrazione da sei a dodici mesi durante i quali lo Stato si assumeva parte delle retribuzioni versate per sostenere il settore automobilistico. Alla fine del 2019, il Governo tedesco ha nuovamente ammorbidito le condizioni di accesso alla cassa integrazione per sostenere il settore automobilistico in cattive acque. Con la crisi del Covid-19, il Governo tedesco stima che 2,35 milioni di lavoratori si iscriveranno alla cassa integrazione. Inoltre, al termine della crisi del 2008, numerosi studi hanno evidenziato i meriti della cassa integrazione adottata nei paesi dove non esisteva (cfr. 4. Studi e rapporti). Purtroppo, però, possiamo solo rammaricarci che la cassa integrazione non sia rimasta all’ordine del giorno della Commissione e degli Stati membri. Eppure l’esistenza di un meccanismo permanente a garanzia di gran parte del reddito dei lavoratori e del loro contratto di lavoro in circostanze eccezionali avrebbe fatto onore all’Unione Europea. Presa di contropiede, di fronte all’emergenza sanitaria ed economica, la Commissione non può far altro che attivare l’arma finanziaria – probabilmente insufficiente (cfr. Una domanda a…) – per incoraggiare gli Stati membri ad assumere prestiti agevolati presso l’Unione stessa al fine di finanziare i loro regimi di cassa integrazione ovvero, novità rispetto alla crisi del 2008, il sostegno ai lavoratori autonomi. Occorrerà però che la solidarietà si confermi: ogni prestito dovrà essere convalidato dai ventisette paesi. Analogamente, la Commissione annuncia che accelererà i lavori sul meccanismo europeo di riassicurazione della disoccupazione, che già figura nel suo programma di lavoro. L’obiettivo è far leva sulla solidarietà europea per finanziare il meccanismo di disoccupazione di uno Stato membro che si trovasse ad affrontare un forte deterioramento del suo mercato del lavoro a causa di uno shock esterno. L’iniziativa SURE si avvale del sostegno pieno della Confederazione europea dei Sindacati. (cfr. comunicato).
(1) Liaisons Sociales Europe n° 290, 17 novembre 2011


1. Unione Europea
Attualità sociale

  • Professioni critiche. La Commissione Europea ha presentato il 30 marzo, una comunicazione sulle linee guida per garantire la libera circolazione dei lavoratori delle professioni critiche per la lotta contro la pandemia di coronavirus. Le linee guida stabiliscono un elenco di lavoratori per i quali è essenziale poter continuare a circolare liberamente nell’UE (cfr. comunicato).

  • Distribuzione di dividendi. La Confederazione Europea dei Sindacati ha lanciato un appello molto chiaro in favore della sospensione del versamento dei dividendi da parte delle società al fine di destinare tali risorse (stimate a 359 miliardi di euro) alla «tutela dei posti di lavoro e delle retribuzioni»  (cfr. comunicato). Sono stati condotti dei dibattiti al proposito in diversi gruppi europei, a volte con la partecipazione dei comitati aziendali europei.


Giurisprudenza

Sospetto di frode al distacco : Vueling, la compagnia aerea low-cost spagnola, è stata oggetto di due controversie in Francia per aver assunto personale di volo con lo status di lavoratore distaccato. Nel 2012 la Corte d’Appello di Parigi aveva dichiarato Vueling colpevole di lavoro non dichiarato per aver distaccato irregolarmente lavoratori in Francia e condannato tale società al pagamento di una multa di 100.000 euro. La Corte aveva rilevato da parte di Vueling una violazione intenzionale delle norme applicabili, in particolare domiciliando quarantuno dei lavoratori interessati presso l’indirizzo della propria sede sociale in Spagna, senza poi essere in grado di fornire una spiegazione seria che potesse escludere il sospetto di frode. La sentenza è stata confermata nel 2014 dalla Sezione penale della Corte di Cassazione francese. In seguito a tale sentenza, il Tribunale distrettuale (Tribunal de Grande Instance) di Bobigny adito dalla cassa pensionistica francese cui sarebbe dovuto essere affiliato il personale di Vueling addetto all’aeroporto di Roissy-Charles-De-Gaulle, si è rivolto alla Corte di Giustizia europea al fine di accertare se, in considerazione della condanna penale per lavoro non dichiarato, si potesse escludere la validità dei certificati A1 rilasciati ai lavoratori distaccati interessati. Tali certificati erano stati rilasciati dalla previdenza sociale spagnola per attestare la loro affiliazione al suo regime. Quattro anni dopo i fatti, le autorità francesi hanno chiesto al regime spagnolo di ritirarli, secondo la procedura di dialogo tra le istituzioni prevista dalla legislazione europea. Tuttavia il regime spagnolo ne ha confermato la validità in quanto il ritiro retroattivo avrebbe comportato troppe difficoltà pratiche di attuazione. Rifiutando di ritenere che un sospetto di frode consenta a un giudice nazionale di annullare i certificati A1, la Corte di Giustizia frustra le speranze di coloro che ritengono che le autorità francesi possano farsi giustizia da sole annullando la validità dei certificati A1 sulla base della sentenza penale francese che ha dimostrato la frode. Secondo la Corte, le autorità e le giurisdizioni francesi «possono accertare l’esistenza di una frode e, di conseguenza, disapplicare detti certificati solo dopo essersi assicurati», da un lato, che la procedura di dialogo sia stata «prontamente avviata» per consentire al regime spagnolo di verificare la validità dei certificati sulla base delle informazioni fornite dalle autorità francesi. D’altra parte, il regime spagnolo deve essersi astenuto «dal procedere a tale riesame e dal prendere posizione, entro un termine ragionevole, su detti elementi, se del caso, annullando o ritirando i certificati di cui trattasi». Soltanto il rispetto di tali tappe può consentire alle autorità dello Stato membro ospitante di disapplicare i suddetti certificati A1. Inoltre, la Corte ha dichiarato che la condanna in sede penale (emessa, a suo avviso, in violazione del diritto dell’Unione) non consente alla giurisdizione civile, dinanzi alla quale la cassa pensionistica ha intentato l’azione legale, di disapplicare detti certificati A1 al fine di condannare Vueling al pagamento dei contributi previdenziali non versati dal personale di volo della compagnia aerea. In conclusione, questa rigorosa applicazione del diritto comunitario non avrà permesso di accertare il sospetto di frode  al distacco,  a causa della mancata rapidità di intervento da parte dell’amministrazione francese (CGUE, 2 aprile 2020, cause C‑370/17 e C‑37/18, CRPNPAC e Vueling).



  • Trasferimenti di diverse aziende. Una lavoratrice è stata assunta da un’impresa di pulizie per prestare la sua opera in diversi stabili della città di Gand (Belgio). Dopo che l’azienda per cui lavora perde la nuova gara d’appalto, i servizi di pulizia vengono suddivisi tra le due società aggiudicatarie. Una delle due società rifiuta di riassumere la dipendente, considerando che non fosse avvenuto alcun trasferimento di attività. La Corte di Giustizia ha invece ritenuto, per la prima volta, che il contratto di lavoro possa essere trasferito a due entità diverse in proporzione alle funzioni svolte dal lavoratore prima del trasferimento, purché non vengano pregiudicate le condizioni di lavoro e i diritti del lavoratore interessato. Qualora la scissione del contratto di lavoro si riveli impossibile, o comporti un deterioramento, «tale contratto può essere risolto».  Detta risoluzione deve essere considerata come avvenuta per effetto del o dei cessionari, quand’anche tale risoluzione fosse avvenuta su iniziativa del lavoratore (CGUE, 26 marzo 2020, causa C-344/18, ISS Facility Services).


Dialogo sociale europeo

  • Dichiarazione congiunta : Il 24 marzo le  parti sociali europee hanno adottato una dichiarazione congiunta invitando i governi ad approvare le misure proposte dalla Commissione Europea «senza alcun ritardo, né modifiche che potrebbero indebolirne l’impatto».   I firmatari invitano gli Stati a coinvolgere le parti sociali nazionali nell’elaborazione e nell’attuazione delle misure nazionali. L’obiettivo è «mantenere l’occupazione dei lavoratori durante questo periodo, proteggerli dalla disoccupazione e dalla perdita di reddito nonché mitigare le perdite finanziarie». Tutte «le imprese, in particolare tutti i tipi di PMI, e tutti i lavoratori, compresi i lavoratori autonomi e i precari che sono i più vulnerabili devono ottenere un sostegno finanziario».

Dialogo sociale settoriale

  • Dichiarazioni congiunte : Per far fronte all’emergenza del coronavirus, le parti sociali di diversi rami d’attività hanno adottato recentemente alcune dichiarazioni congiunte, in particolare: il settore finanziario, i servizi sociali o ancora l’industria agroalimentare. Anche le organizzazioni imprenditoriali hanno adottato delle dichiarazioni, rivolte  in particolare alle autorità al fine di richiedere mezzi di prevenzione destinati ai propri lavoratori (pulizie industriali). I siti delle federazioni sindacali europee elencate più oltre (cfr. 2. Stati membri) aggiornano le informazioni su tali dichiarazioni. I contenuti riguardano principalmente la tutela dei lavoratori, le richieste di sostegno per l’economia e la salvaguardia dell’occupazione.

2. Stati membri

La redazione si sta mobilitando per tenervi informati sulle misure adottate da ciascun paese per far fronte all’epidemia di Covid-19. : Con l’ausilio dei nostri corrispondenti e grazie ai contatti stabiliti con tutti i Ministeri del Lavoro e le parti sociali degli Stati membri, vi proponiamo una nuova rassegna delle iniziative adottate. Alcune risorse sono disponibili anche sul sito internet di IR Share e sulla nostra pagina Facebook. Le informazioni sui paesi che non siamo riusciti a trattare in questo numero sono disponibili in inglese e francese Sentitevi liberi di scaricare dal nostro sito ogni documento che vi sembri utile e/o di pubblicare informazioni sulla nostra pagina pagina Facebook. Vi invitiamo altresì a seguire le pagine dedicate a questa emergenza sui siti internet della Confederazione Europea dei Sindacati nonché dell’Istituto Sindacale Europeo che ha trasformato la sua pagina Reformwatch in Covid Social Impact al fine di seguire paese per paese le iniziative attuate. Segnaliamo anche le pagine delle federazioni sindacali europee IndustriAll Europe (settore metalmeccanico, ben documentata),  EFBW (settore delle costruzioni) et EFFAT (settore agroalimentare), o ancora il centro risorse messo online dall’OCSE.


Germania

Rafforzamento della cassa integrazione : È cresciuto il numero degli accordi sottoscritti dalle parti sociali a livello settoriale al fine di migliorare il regime legale di cassa integrazione consentendo il versamento di un’indennità compresa tra il 60% e il 67% della retribuzione. Sono stati sottoscritti accordi in proposito nel settore metalmeccanico (cfr. IR Notes 138), chimico, della carta e del vetro. In particolare, nell’industria chimica, l’indennità versata è salita al 90% della retribuzione netta. La cassa integrazione può essere introdotta più rapidamente, entro soli tre giorni. Sono previste ulteriori misure volte ad agevolare il telelavoro e consentire turni di dodici ore per limitare i contatti e gli spostamenti.


Spagna

  • Sostegno alle persone in situazione di vulnerabilità : Il Governo ha adottato un decreto, in data 31 marzo, che prevede misure a sostegno di specifici gruppi vulnerabili, come i lavoratori domestici, i lavoratori temporanei che hanno perso il lavoro e non hanno diritto all’assegno di disoccupazione, le persone che non sono in grado di pagare il canone di locazione, le donne vittime di violenza di genere e i lavoratori autonomi.

Ungheria

  • Deroghe al Codice del Lavoro : Prima dell’adozione della legge del 30 marzo che consente al Governo di Viktor Orban di legiferare tramite decreto nel contesto di uno stato di emergenza a tempo indeterminato, il governo aveva già adottato il decreto 47/2020, il cui articolo 6, paragrafo 4, consente al datore di lavoro di derogare, in modo favorevole o sfavorevole al lavoratore, a tutte le disposizioni del Codice del Lavoro mediante accordo tra le parti.

Italia

Protocollo “Imprese essenziali” : Mentre la maggior parte dei luoghi di lavoro sono chiusi a causa di decreti governativi adottati per limitare la diffusione del Covid-19, i lavoratori delle aziende ancora operative hanno espresso gravi preoccupazioni per la salute e la sicurezza richiedendo misure preventive per arrestare il contagio sui luoghi di lavoro. Alcuni lavoratori hanno scioperato, oltre allo sciopero regionale indetto dai metalmeccanici della Lombardia e del Lazio. L’azione ha condotto il Governo a discutere con le parti sociali un protocollo che ha portato ad un accordo, che, come sottolinea la confederazione sindacale CGIL, è stato concluso il 25 marzo dopo un «negoziato molto difficile e tecnico» riguardante una lista di una lista di ”imprese essenziali” autorizzate a continuare la loro attività.


Polonia

Violazione dell’autonomia delle parti sociali : Tutte le parti sociali che compongono il Consiglio del Dialogo sociale, un organo consultivo indipendente al quale partecipano le otto organizzazioni rappresentative delle aziende e dei sindacati, hanno rivolto una lettera congiunta al governo il 28 marzo per protestare contro «un attacco delle autorità nei confronti dell’indipendenza dell’organo e dell’autonomia delle parti sociali». Secondo i firmatari, la nuova legge sulla lotta contro l’epidemia di Covid-19, adottata lo stesso giorno dalla camera bassa, contiene una disposizione che autorizza il Primo Ministro, durante il periodo dello stato di emergenza sanitaria, a destituire i membri del Consiglio. Le parti sociali polacche hanno ricevuto il pieno sostegno delle parti sociali europee (cfr. lettera congiunta).


Repubblica Ceca

  • Un intervento a favore dei lavoratori autonomi: Tra le misure adottate dal Governo il 24-26 marzo in risposta all’emergenza legata al Covid-19, figurano alcuni interventi a sostegno dei lavoratori autonomi attraverso prestiti a tasso zero ed esonerazioni dal pagamento degli anticipi minimi sull’assicurazione malattia e la previdenza sociale per sei mesi. Inoltre, i lavoratori autonomi che sono stati danneggiati dalle misure restrittive (chiusura di attività commerciali…), e che non dispongono di altre fonti di reddito, riceveranno un sostegno finanziario diretto pari a 15.000 corone (549 euro) mensili. Lo Stato si farà carico dell’80% degli stipendi dei dipendenti dei ristoranti e dei negozi chiusi a causa dell’epidemia per un periodo di dieci giorni. Le aziende potranno optare per un regime di cassa integrazione in cui lo Stato si assume tra il 50% e ‘80% delle retribuzioni dei dipendenti. Lo Stato compensa anche il reddito dei genitori di bambini di età inferiore ai tredici anni che non potendo frequentare le scuole devono essere accuditi in casa.

> Per maggiori informazioni sui paesi cfr. altresì le misure adottate in Portogallo per attenuare gli effetti della pandemia del Covid-19 sull’occupazione nonché ai Flash reports on Labour Law (February 2020) pubblicati dalla Commissione Europea.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Raccomandazioni sindacali nel contesto del Covid-19 : Le federazioni sindacali europee hanno emesso delle raccomandazioni ai loro affiliati destinate ai comitati aziendali europei (comitati di società europee/ delegazioni speciali di negoziazione) per affrontare la crisi del Covid-19. Le federazioni intendono «garantire che la videoconferenza non sostituisca la riunione fisica in sé e che le aziende non si servano della crisi di Covid-19 come pretesto per cancellare» le riunioni ordinarie nel 2020. Esse ritengono altresì che questa crisi costituisca una «circostanza per sua stessa natura eccezionale e, de facto, transnazionale [tale da] giustificare lo svolgimento di riunioni straordinarie di informazione e consultazione dedicate all’impatto potenziale della crisi sugli interessi dei lavoratori». Raccomandano «di ricorrere in via eccezionale a riunioni online, in condizioni specifiche, da concordare tra le parti». Inoltre, «deve essere chiaramente stabilito che lo svolgimento di riunioni in videoconferenza deve essere limitato alla durata dell’emergenza del Covid-19». Le federazioni ritengono che i CAE debbano richiedere al management un aggiornamento regolare sulla situazione accertandosi contemporaneamente che ogni delegato degli organi di rappresentanza europea riferisca regolarmente sulla situazione del proprio paese.



  • Comitato temporaneo di crisi : A causa dell’annullamento della riunione inaugurale del comitato aziendale europeo di Coca-Cola European Partners (cfr. IR Notes n° 135), i membri della delegazione speciale di negoziazione, sostenuti dall’Effat, la federazione europea di appartenenza, hanno chiesto alla direzione di istituire un «comitato ristretto di crisi» per garantire un minimo di informazione e consultazione in attesa della prima riunione del comitato aziendale europeo, durante la quale sarà possibile all’elezione di un comitato ristretto secondo le forme prestabilite.

Responsabilità sociale

Mantenimento dei salari e fondo di solidarietà : Per rispondere all’emergenza del Covid-19, il gruppo alimentare Danone ha annunciato le seguenti quattro misure: 1) sono garantiti fino al 30 giugno tutti i contratti di lavoro e le retribuzioni dei 100.000 dipendenti nel mondo intero; 2) è garantita a tutti i dipendenti del mondo intero la copertura estesa (salute, assistenza all’infanzia, quarantena); 3) è previsto un premio specifico per tutti i dipendenti che devono essere presenti sul luogo di lavoro durante la pandemia; 4) sarà concesso un sostegno finanziario di 250 milioni di euro alle «15.000 piccole imprese del nostro ecosistema globale» (cfr. comunicato et video del CV&O Emmanuel Faber). Altri gruppi hanno costituito fondi di solidarietà, in parte finanziati da riduzioni delle retribuzioni fisse e/o variabili dei dirigenti e/o dal versamento dei dividendi. Sodexo, il gruppo specializzato nei servizi di ristorazione, ha annunciato l’implementazione di un programma globale di sostegno ai dipendenti per un valore di 30 milioni di euro (cfr. comunicato). Il gruppo alberghiero Accor ha creato un fondo di 70 milioni di euro per coprire i costi di ricovero dei 300.000 dipendenti che non usufruiscono di tutele sociali (cfr. comunicato). Altri gruppi hanno annunciato tagli alle retribuzioni dei dirigenti, come Michelin o Plastic Omnium senza una specifica assegnazione, ma in segno di solidarietà con i dipendenti in cassa integrazione. Il gruppo energetico Enel ha stipulato una polizza assicurativa a copertura degli oltre 68.000 dipendenti del gruppo in tutto il mondo in caso di ricovero ospedaliero a causa del virus COVID-19 (cfr. comunicato).


4. Studi e rapporti

Cassa integrazione in Europa : Secondo un documento di lavoro della Commissione, pubblicato nel 2010, in Europa, prima della crisi del 2008, una dozzina di stati possedevano un sistema di cassa integrazione e altri e nove paesi lo hanno istituito. In un rapporto pubblicato nel 2010, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro ha analizzato quindici regimi di cassa integrazione  evidenziando l’ampia variazione nell’entità della riduzione massima dell’orario di lavoro: dal 10% al 100% e una corrispondente indennità pari al 55%-80% della perdita di retribuzione. In particolare, il rapporto raccomandava l’introduzione permanente di tali meccanismi, abbinati ad interventi formativi. Uno studio molto esaustivo dell’OCSE, pubblicato nel gennaio 2011, ha sottolineato altresì che «i sistemi di indennizzo previsti dalla cassa integrazione hanno un’incidenza rilevante sulla salvaguardia dell’occupazione nelle fasi di recessione economica». Pochi documenti recenti offrono una panoramica dei meccanismi in vigore nei diversi paesi europei, tanto più che essi vengono rapidamente modificati per rispondere alle mutate circostanze nazionali. Quanto alla banca dati degli strumenti legislativi di Eurofound, essa è aggiornata al 2019, e fornisce una sintesi dei principali meccanismi esistenti (effettuando una ricerca dei meccanismi “working time flexibility”) per paese. Un recentissimo studio del WSI Institute (Hans-Böckler-Stiftung Institute) su cassa integrazione e emergenza del coronavirus (Kurzarbeitergeld in der Corona-krise) fa il punto sulle normative in vigore in Germania (nonché sui contratti collettivi di settore che migliorano il reddito sostitutivo rispetto al sistema giuridico) e in Europa. Infine, sempre aggiornata, la Briefing note della Confederazione Europea dei Sindacati del 30 marzo, che fornisce una tabella riassuntiva dei meccanismi in vigore, includendo le ultime modifiche apportate dagli Stati membri.

 

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