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IR Notes 162 – 21 aprile 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Laurence Devillers, Professore di Intelligenza artificiale – Programma di
ricerche presso il LISN del CNRS
La Commissione europea ha
presentato oggi una proposta di regolamento sugli utilizzi
dell’intelligenza artificiale (IA). È necessaria una
regolamentazione? Esiste un ruolo per i rappresentanti dei
dipendenti? Una regolamentazione sull’IA affidabile è
necessaria. In questo senso, sono già in vigore il quadro europeo
per la protezione dei dati personali e il regolamento RGPD, ma si
rendeva necessario anche un quadro normativo sugli utilizzi. Il
testo europeo traccia quindi le “linee rosse”, gli utilizzi vietati,
ma lascia anche spazio alla discussione per gestire le inevitabili
tensioni etiche e anticipare l’impatto dell’IA sull’umanità. Si
tratta di un passo importante, dato che questo quadro giuridico
sancisce l’approccio europeo che si fonda sui nostri valori, quelli
dei diritti umani e dell’etica, che devono essere una bussola per lo
sviluppo dell’IA nell’Unione Europea e perché quest’ultima possa
difendere questi valori a livello globale. Stabilire il principio della centralità
dell’umano dovrebbe facilitare l’accettazione dell’IA sia da parte
del mondo del lavoro che dei cittadini. L’IA è una grande
opportunità. È invisibile. Volerla rendere più trasparente darà
maggiormente senso a ciò che ne facciamo. Oltre alle linee rosse
fissate dalla Commissione, deve essere svolto un dibattito in seno
alle aziende, sia da parte di quelle che producono le IA, sia di
quelle che le utilizzano, riguardante i limiti e le possibilità
delle macchine. L’obiettivo non è sostituire l’uomo con l’IA, ma
consentire la cooperazione tra l’IA e l’uomo. Questa collaborazione
deve portare all’emergenza di un’intelligenza collettiva. In questo
contesto, la macchina non deve esercitare responsabilità. Le
macchine devono essere dotate di autonomia su compiti controllati,
ma non devono esplicare responsabilità. Una macchina IA non ha
capacità creativa nel senso umano: può essere creativa ideando cose
nuove con una velocità e una precisione che gli umani non possono
raggiungere, ma non conosce l’importanza, la novità, la bellezza,
l’utilità di ciò che crea. Solo l’uomo potrà valorizzare le
produzioni dell’IA. È essenziale far capire questa cooperazione
alle persone. Nelle
aziende, il dibattito sull’IA dovrà diventare permanente, perché le
riflessioni etiche saranno permanenti. Le macchine ci consentiranno
di risparmiare moltissimo tempo. Per questa ragione dobbiamo darci
il tempo di spiegare l’IA, educare, sperimentare e correggere.
Quando sono gli umani in seno all’azienda a definire collettivamente
quale contributo può dare una macchina, la cosa presenta interesse
di per sé e rende indispensabile questa costruzione collettiva, che
restituisce senso al lavoro degli umani. Così non è quando l’IA
viene imposta senza dibattito. È compito di grande responsabilità
per i manager delle risorse umane formare i lavoratori su questi
temi. Quanto ai rappresentanti del personale, essi dovranno fare in
modo che ogni lavoratore possa continuare ad esercitare il proprio
libero arbitrio e a dare il meglio di sé in azienda, affinché le
varie professionalità umane possano capire cosa è possibile produrre
con le macchine. Occorre sviluppare un duplice approccio: un
rapporto di fiducia, ossia accettare la capacità della macchina di
prevedere e fare ciò che le viene chiesto, e un rapporto di dubbio,
vale a dire essere in grado di rimetterla in
discussione.
> Per saperne di più:
cfr. sito del CNPEN
e del GPAI
“Future of work”. Laurence Devillers è altresì autrice
dell’opera Les
robots émotionnels (L’Observatoire, 2020). Per
seguirla: @lau_devil
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Agenda
27 aprile Online
Conferenza
dell’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) “Exploring
interfaces between labour and environmental law” (Esplorare i
nessi tra diritto del lavoro e diritto ambientale).
27 -29 aprile
Online
Conferenza e congresso della federazione sindacale europea UNI Europa
(programma).
7-8
maggio Porto
Vertice sociale europeo.
2
giugno Lubiana La rete
MoveS (Free Movement of Workers and Social Security Coordination),
finanziata dall’UE, organizza un seminario su “The future of social
security coordination in the EU” (Il futuro del coordinamento
dei regimi previdenziali e assicurativi nell’UE), che si incentrerà su
tre temi: l’assistenza sanitaria transfrontaliera, l’assistenza a lungo
termine e le prestazioni in materia di disoccupazione.
10
giugno Online
Conferenza
EWPCC 2021 sul ruolo dei comitati aziendali europei e dei
comitati di società europea nell’indirizzo delle politiche aziendali
volte a far fronte alle sfide poste dalla Covid in materia di salute,
occupazione e organizzazione del lavoro.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan e Frédéric
Turlan
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lavoro di IR Share.
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delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0621 Z 93933.
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Prima
Pagina
Un algoritmo
non può licenziare un essere umano
Il Tribunale distrettuale di Amsterdam ha emesso una sentenza in materia di
occupazione, in applicazione dell’articolo 22 del Regolamento
generale sulla protezione dei dati del 27 aprile 2016. La sentenza
puntualizza, in relazione a una decisione automatizzata riguardante un individuo,
che «L’interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata
unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca
effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente
sulla sua persona». Il caso, portato davanti al Tribunale distrettuale di Amsterdam,
città dove è stabilita la sede europea della piattaforma Uber, riguardava sei
autisti, cinque britannici e uno olandese, cui è stato disattivato senza preavviso
l’account Uber con la motivazione che le loro credenziali erano state utilizzate
contemporaneamente in due luoghi diversi di Londra, lasciando quindi presupporre una
frode. In altri termini, gli autisti sono stati accusati di aver comunicato
fraudolentemente le loro credenziali dell’app Uber a un altro autista. La decisione
adottata da Uber, sembrerebbe senza l’intervento umano del titolare del trattamento
dei dati e senza consentire ai driver di esprimere il proprio punto di vista e,
quindi, contestare la decisione, ha altresì comportato per gli autisti interessati
il ritiro della licenza di noleggio con conducente da parte dell’ente che gestisce
le licenze dei conducenti a Londra (Transport for London – TfL). Essi sono
stati pertanto privati della possibilità di lavorare per altre applicazioni. Il
Tribunale olandese ha ordinato alla società Uber, che non è comparsa all’udienza, di
reintegrare i sei autisti riattivando i loro account Uber entro una settimana dalla
sentenza, con una penale di 5.000 euro per ogni giorno di ritardo. Uber è stata
altresì condannata a pagare oltre 100.000 euro di risarcimento danni, per un importo
che oscilla da 8.200 euro a 20.200 euro a seconda del conducente, oltre che ad
un’indennità da versare a ciascun driver al fine di coprire le spese legali. Questa
applicazione concreta del regolamento europeo ci ricorda che le tecnologie più
avanzate devono rimanere sotto il controllo umano, soprattutto quando le decisioni
vanno ad incidere sugli esseri umani. > Per
saperne di più: articolo
pubblicato da “The Guardian” (14.04), comunicato
dell’Associazione Worker Info
Exchange in sostegno dei promotori dell’azione e articolo
pubblicato da “Brave New Europe” (grazie Ben Wray!).
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1. Unione
Europea
Progetti
Agenti cancerogeni : La
Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo del Parlamento
Europeo ha adottato il 25 marzo il rapporto di revisione della direttiva 2004/37
sugli agenti cancerogeni e mutageni (cfr. Carcinogens directive
revision). Questa quarta revisione introduce o modifica i valori
limite per tre sostanze: l’acrilonitrile (introduzione di un limite), i composti del
nichel (introduzione di un limite) e il benzene (revisione al ribasso del limite
esistente) (cfr. IR
Notes 149). Gli Eurodeputati hanno richiesto a larghissima maggioranza (46
voti a favore e 6 astenuti) di estendere il campo di applicazione della direttiva
alle sostanze reprotossiche a causa dei loro effetti nocivi sulla salute
riproduttiva, che possono indurre alterazioni della fertilità e persino infertilità.
Si invita la Commissione a presentare un piano d’azione entro la fine del 2021 al
fine di stabilire i limiti relativi ad ulteriori 25 sostanze, tra cui il piombo, i
composti del piombo e il mercurio. Un’ulteriore richiesta riguarda l’estensione
della protezione ai lavoratori esposti a miscele di più sostanze, senza che nessuna
di esse raggiunga necessariamente uno dei valori limite, nonché l’inclusione dei
farmaci pericolosi a cui sono esposti 12,7 milioni di lavoratori sul posto di lavoro
(cfr. anche la campagna
della federazione sindacale europea EPSU a favore dell’inclusione dei farmaci
pericolosi). Il 13 aprile la Commissione ha approvato il mandato per avviare il
negoziato interistituzionale con il Consiglio in vista di ottenere l’adozione del
rapporto prima lettura (cfr. comunicato
da parte del Parlamento) durante la presidenza di turno portoghese. La nuova
normativa potrebbe entrare in vigore in tutti gli Stati membri dal 2023. Questi
nuovi sviluppi sono stati accolti con favore dalla Confederazione Europea dei
Sindacati (cfr. comunicato).
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Attualità
sociale
- Primo regime di aiuti del FEG nel contesto
della pandemia. La Commissione Europea ha proposto il 31
marzo di stanziare 4,5 milioni per sostenere gli oltre 5.000 lavoratori
dipendenti e autonomi del settore del turismo in Estonia che hanno perso il
lavoro a causa della pandemia da Covid-19. È questo il primo caso di ricorso al
Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (cfr. European Globalisation Adjustment
Fund) al fine di far fronte alla perdita di posti di lavoro
determinata dalla pandemia (cfr. comunicato).
- Futuro dell’Europa. È
stata inaugurata il 19 aprile una piattaforma digitale multilingue volta a
consentire ai cittadini europei di esprimere la propria opinione sulle questioni
che considerano importanti per il futuro dell’UE (cfr. comunicato).
La piattaforma è destinata a contribuire al dibattito oggetto della Conferenza
sul futuro dell’Europa (cfr. la comunicazione della Commissione del 22 gennaio
2020, “Dare
forma al futuro dell’Europa”) che sarà inaugurata il 9 maggio (Festa
dell’Europa) da parte delle istituzioni europee (Commissione, Consiglio e
Parlamento). Le modalità operative sono definite nella Dichiarazione
adottata il 10 marzo.
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Giurisprudenza
Discriminazione fondata sull’età :
La Corte di Giustizia dell’UE si è pronunciata in relazione ad
un caso greco riguardante un dipendente di un centro sportivo del settore pubblico.
Nel quadro delle politiche attuate al fine di far fronte agli impegni assunti nei
confronti dei creditori, consistenti a realizzare risparmi per 300 milioni di euro
nel 2012, la Grecia aveva introdotto un «regime di riserva di manodopera». Il regime
ha interessato 30.000 lavoratori di età superiore a 58 anni che ne hanno usufruito
per un periodo di 12 -24 mesi, fino al pensionamento. I lavoratori inseriti in tale
regime erano assoggettati a una riduzione della retribuzione pari al 60% e, al
termine del contratto di lavoro, perdevano l’indennità di licenziamento. La Corte di
Giustizia ha ritenuto che tale fattispecie configurasse sicuramente una disparità di
trattamento fondata sull’età, ma che occorresse determinare se questa fosse
giustificata (cfr. Discrimination on the grounds of
age). Su quest’ultimo punto, la Corte ha ritenuto che gli
imperativi connessi alla riduzione della spesa pubblica non costituissero una
ragione valida. Nell’esposizione delle proprie motivazioni, il Governo greco ha
puntualizzato che in gioco c’era anche il mantenimento della piena occupazione (il
regime permetteva infatti di evitare licenziamenti) e il riequilibrio della piramide
dell’età a favore dei dipendenti pubblici giovani. Sebbene possano suscitare una
certa perplessità, queste due argomentazioni hanno consentito alla Corte di
Giustizia di giustificare la discriminazione diretta in quanto il regime contestato
«persegue altresì finalità rientranti nella politica del lavoro di cui all’articolo
6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78, in linea di principio idonee a giustificare
obiettivamente e ragionevolmente una disparità di trattamento fondata sull’età». Si
tratta di un ulteriore esempio di come gli Stati membri possano facilmente aggirare
il divieto di discriminazione fondata sull’età (CGUE
15 aprile 2021, causa C-511/19, AB e comunicato
stampa).
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2. Stati
membri
Francia
- Rafforzamento delle misure sanitarie :
Al fine di rafforzare la lotta contro
l’epidemia da COVID-19, il Governo ha aggiornato l’8 aprile il Protocollo
nazionale rendendo più stringenti gli obblighi delle imprese in materia
di smart working e le norme relative alla ristorazione collettiva. Lavorare da
remoto almeno 4 giorni a settimana diventa oramai la regola: ogni azienda è
tenuta a definire «un piano d’azione per le prossime settimane al fine di
ridurre il più possibile il tempo trascorso dai dipendenti sui luoghi di
lavoro».
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Irlanda
Lavoro da remoto : Facendo
seguito al piano Remote Working Strategy reso noto il 17 gennaio (cfr. IR notes 157) il
Governo ha inteso organizzare il ricorso al lavoro da remoto congiuntamente con le
parti sociali attuando con effetto immediato il diritto alla disconnessione tramite
il nuovo codice di condotta (Code
of Practice on Right to Disconnect) pubblicato il 1° aprile (cfr. comunicato).
Tale codice funge da guida e da raccolta di best practice per le aziende e i loro
lavoratori. Pur se sprovvisto di valore legale, esso può essere fatto valere in caso
di controversia. «Il diritto alla disconnessione è il diritto del lavoratore, al di
fuori del normale orario lavorativo, di potersi disimpegnare dal lavoro e astenersi
dal partecipare a comunicazioni elettroniche legate al lavoro, quali e-mail,
telefonate o altri messaggi». Tre sono i diritti sanciti dal codice: 1) il diritto
del lavoratore a non essere obbligato a svolgere abitualmente un’attività lavorativa
al di fuori del normale orario di lavoro; 2) il diritto di non essere penalizzato
per il rifiuto di occuparsi di problematiche professionali al di fuori del normale
orario di lavoro; 3) il dovere di rispettare il diritto di un terzo a disconnettersi
(ad esempio, non inviando sistematicamente email o effettuando chiamate al di fuori
del normale orario di lavoro). Inoltre, la Workplace Relations Commission
(WRC) intende avviare una consultazione
pubblica nazionale online sul riconoscimento per via legislativa del diritto
al lavoro da remoto. L’intento del governo è fissare «un quadro chiaro» per il
ricorso al lavoro da remoto, prevedendo all’occorrenza «un modello ibrido o misto
che combini il lavoro da remoto e quello in sede» con la presenza di «un nucleo di
persone che si troveranno stabilmente in ufficio o sul posto di lavoro per esigenze
personali proprie».
- Estensione del congedo
parentale. Il Parent’s Leave and Benefit Act
2019, così come modificato dal Family
Leave and Miscellaneous Provisions Act 2021, porta il congedo
parentale da due a cinque settimane da fruire entro i primi due anni di vita del
bambino o, in caso di adozione, entro due anni dall’affidamento del bambino alla
famiglia. Il congedo può essere goduto da entrambi i genitori. Si tratta di un
congedo retribuito che va ad aggiungersi a quello di paternità (Paternity
leave) di due settimane, e al congedo parentale (Parental
leave, un congedo non retribuito che può estendersi fino a ventisei
settimane) (cfr. comunicato).
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Italia
Gig-economy : È stato siglato
il 24 marzo l’Accordo
tra le confederazioni sindacali Cgil, Cisl et Uil e l’organizzazione imprenditoriale
Assodelivery, alla presenza del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando (cfr. comunicato
del Ministero del Lavoro). Questo “Protocollo quadro sperimentale per la legalità
contro il caporalato, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel
settore del food delivery” mira a «contrastare l’intermediazione illecita di
manodopera e il fenomeno del caporalato, nonché, più in generale, ogni forma di
sfruttamento lavorativo nel complesso settore della consegna di beni per conto
altrui». Entro sei mesi dalla stipula del protocollo le aziende firmatarie si
impegnano ad adeguarsi agli obblighi previsti dal protocollo, in particolare il
controllo sull’organizzazione del lavoro e sugli algoritmi di misurazione delle
prestazioni. L’accordo si snoda intorno a tre punti chiave: 1) l’impegno delle
aziende aderenti ad Assodelivery ad adottare un modello organizzativo ai sensi del
d.lgs. 231/2001, idoneo a prevenire comportamenti scorretti all’interno di
un’azienda, e di un Codice Etico; 2) l’impegno delle piattaforme a non ricorrere ad
aziende terze, almeno fino a quando non verrà creato un apposito albo delle stesse
piattaforme; 3) costituzione di un Organismo di Garanzia il cui compito sarà di
vigilare sulle dinamiche lavorative dei riders con lo scopo di analizzare eventuali
attività illegali.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Mantenimento dei Britannici in seno al CAE :
Dopo diversi anni di discussioni tese, è stato siglato il 30
marzo tra la direzione del gruppo francese Safran (55.000 addetti in
Europa), il comitato aziendale europeo e il rappresentante di IndustriAll Europe, un
Protocollo aggiuntivo che
consente alla delegazione britannica di rimanere in seno al comitato aziendale
europeo. Pur prendendo atto che il Regno Unito «non soddisfa più i requisiti
giuridici necessari per essere rappresentato» nel comitato aziendale europeo dopo la
fine del periodo di transizione (31 dicembre 2020), le parti sottolineano che
«essendo stata assicurata, fin dall’istituzione del comitato, la rappresentanza dei
lavoratori del Regno Unito», esse «convengono espressamente di mantenere il Regno
Unito nel perimetro dell’accordo, confermando il mantenimento dei suoi membri (…)
e delle prerogative riconosciute al paese alla stessa stregua degli altri Stati
membri». Attraverso l’adozione di tale protocollo, il gruppo intende rafforzare il
comitato ristretto del CAE, il cui numero di membri diminuisce da sette a cinque, di
cui quattro provenienti, per quanto possibile, da paesi diversi dalla Francia.
Questa evoluzione si è resa necessaria «in considerazione delle sfide poste dal
dialogo sociale europeo e dell’intensa attività svolta dal comitato ristretto del
comitato aziendale europeo». Nella newsletter pubblicata dal CAE
si sottolinea che «questa firma segna la fine di una lunga battaglia di cinque anni,
condotta dai vostri rappresentanti eletti europei, affinché non siano indeboliti i
diritti di informazione, consultazione e partecipazione del secondo paese del gruppo
in termini di organico in Europa». Per il CAE si tratta di «un segnale positivo
inviato dalla nuova governance» aziendale.
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Comitati ristretti e Brexit. : È
stato pubblicato dall’Istituto Sindacale Europeo il Protocollo aggiuntivo n° 8
dell’accordo relativo all’istituzione del comitato aziendale europeo di Saint-Gobain, firmato il 18
dicembre 2020, oltre dieci anni dopo il precedente. Il testo tiene conto, da un
lato, del cambiamento operato in seno all’organizzazione del gruppo, che non si
articola più in “delegazioni”, ma per paese o gruppo di paesi, e dall’altro, della
Brexit. Su questo punto, il protocollo aggiuntivo specifica l’elenco dei paesi
coperti, tra cui la Norvegia, la Svizzera e il Regno Unito. Il comitato aziendale
europeo, composto da settanta membri, si riunisce almeno una volta all’anno, mentre
il comitato ristretto, composto da nove membri, si riunisce quattro volte all’anno
nel corso di una giornata, oltre alla riunione preparatoria anch’essa della durata
di una giornata. I membri del comitato ristretto usufruiscono di un monte di ore
pari a trenta ogni sei mesi; il segretario, di ottanta ore. Queste ore possono
essere utilizzate anche in regime di «lavoro da remoto». Il monte ore è portato
rispettivamente a quaranta ecentoventi ore nel caso in cui durante un semestre venga
convocata una riunione straordinaria. Viene messo a disposizione del comitato uno
spazio collaborativo in Microsoft Teams, di cui il segretario è l’amministratore. Il
protocollo aggiuntivo conferma il mandato conferito dal comitato aziendale europeo
al comitato ristretto ad «esercitare in suo nome e per conto le attribuzioni del CAE
in materia di diritti di informazione e di consultazione». Una specifica
disposizione prevede inoltre una riunione semestrale tra i membri del comitato
ristretto e la direzione di un paese o di un gruppo di paesi al fine di fare il
punto sugli sviluppi e sulla strategia del gruppo.
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4. Studi e
rapporti
Panoramica sull’occupazione e le relazioni
industriali durante la pandemia. : La Fondazione europea per
il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ha pubblicato un
rapporto di sintesi sulle condizioni di lavoro e le relazioni industriali nell’UE
nel corso del 2020 (Working
life in the COVID-19 pandemic 2020), accompagnato dai 27 rapporti
nazionali prodotti dai corrispondenti di Eurofound (tra cui IR Share, l’editore di
IR Notes). I rapporti nazionali consentono di osservare le diverse modalità adottate
dagli Stati membri per far fronte alla pandemia, il ruolo delle parti sociali e le
principali modifiche legislative adottate nel 2020. Un primo articolo di sintesi
evidenzia il forte calo delle vertenze collettive nel 2020 (Relative
calm on the industrial action front in 2020).
- Costo del lavoro. Il costo
orario del lavoro in tutti i settori economici è stato stimato a 28,5 euro
nell’UE e 32,3 euro nell’area dell’euro, in aumento, quindi, rispetto ai 27,7
euro e ai 31,4 euro nel 2019 (ossia un incremento pari a rispettivamente +3,1%
nell’UE e +2,9% nell’area euro ), secondo le ultime statistiche
Eurostat. I costi orari più bassi sono stati rilevati in Bulgaria (6,5 euro),
Romania (8,1 euro) e Ungheria (9,9 euro); i più alti in Danimarca (45,8 euro),
Lussemburgo (42,1 euro) e Belgio (41,1 euro). Il costo orario del lavoro è
aumentato in tutti gli Stati membri tranne Malta (-4,7%), Cipro (-2,7), Irlanda
(-2,7%) e Croazia (-1%). Gli aumenti sono stati superiori al 7% in Portogallo
(+8,6%), Ungheria (+7,9%), Bulgaria (+7,8%), Lituania (+7,5%), Repubblica Ceca
(+7,4%), Romania (+7,2%) e Slovacchia (+7%).
- Diritti umani e due diligence.
Il Rapporto
annuale di Amnesty International sullo stato dei diritti umani nel mondo
nel 2020 copre 149 paesi e presenta un’analisi delle principali tendenze in
materia di diritti umani nel mondo nel corso del 2020. La pandemia ha rivelato
le disuguaglianze sistemiche subite dalle minoranze, dagli operatori sanitari e
dalle donne, che sono tra le popolazioni più colpite. Per quanto riguarda
l’Europa, il rapporto chiede ai governi di «rivedere le loro tempistiche per
ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere la neutralità carbonica» e di
«condizionare ogni sostegno economico destinato alle aziende ad elevata
emissione di CO2 all’impegno di eliminare gradualmente i combustibili fossili
entro un periodo di tempo specificato». L’ONG prende altresì posizione a favore
di una direttiva in materia di due diligence, affinché «le aziende siano
chiamate a rispondere per legge delle violazioni dei diritti umani e
dell’ambiente commesse all’interno della loro catena del valore e proponga vie
di ricorso alle vittime».
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