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IR Notes 162 – Un algoritmo non può licenziare un essere umano

  IR Notes 162 – 21 aprile 2021
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Laurence Devillers, Professore di Intelligenza artificiale – Programma di ricerche presso il LISN del CNRS

La Commissione europea ha presentato oggi una proposta di regolamento sugli utilizzi dell’intelligenza artificiale (IA). È necessaria una regolamentazione? Esiste un ruolo per i rappresentanti dei dipendenti?
Una regolamentazione sull’IA affidabile è necessaria. In questo senso, sono già in vigore il quadro europeo per la protezione dei dati personali e il regolamento RGPD, ma si rendeva necessario anche un quadro normativo sugli utilizzi. Il testo europeo traccia quindi le “linee rosse”, gli utilizzi vietati, ma lascia anche spazio alla discussione per gestire le inevitabili tensioni etiche e anticipare l’impatto dell’IA sull’umanità. Si tratta di un passo importante, dato che questo quadro giuridico sancisce l’approccio europeo che si fonda sui nostri valori, quelli dei diritti umani e dell’etica, che devono essere una bussola per lo sviluppo dell’IA nell’Unione Europea e perché quest’ultima possa difendere questi valori a livello globale.
Stabilire il principio della centralità dell’umano dovrebbe facilitare l’accettazione dell’IA sia da parte del mondo del lavoro che dei cittadini. L’IA è una grande opportunità. È invisibile. Volerla rendere più trasparente darà maggiormente senso a ciò che ne facciamo. Oltre alle linee rosse fissate dalla Commissione, deve essere svolto un dibattito in seno alle aziende, sia da parte di quelle che producono le IA, sia di quelle che le utilizzano, riguardante i limiti e le possibilità delle macchine. L’obiettivo non è sostituire l’uomo con l’IA, ma consentire la cooperazione tra l’IA e l’uomo. Questa collaborazione deve portare all’emergenza di un’intelligenza collettiva. In questo contesto, la macchina non deve esercitare responsabilità. Le macchine devono essere dotate di autonomia su compiti controllati, ma non devono esplicare responsabilità. Una macchina IA non ha capacità creativa nel senso umano: può essere creativa ideando cose nuove con una velocità e una precisione che gli umani non possono raggiungere, ma non conosce l’importanza, la novità, la bellezza, l’utilità di ciò che crea. Solo l’uomo potrà valorizzare le produzioni dell’IA.  È essenziale far capire questa cooperazione alle persone.
Nelle aziende, il dibattito sull’IA dovrà diventare permanente, perché le riflessioni etiche saranno permanenti. Le macchine ci consentiranno di risparmiare moltissimo tempo. Per questa ragione dobbiamo darci il tempo di spiegare l’IA, educare, sperimentare e correggere. Quando sono gli umani in seno all’azienda a definire collettivamente quale contributo può dare una macchina, la cosa presenta interesse di per sé e rende indispensabile questa costruzione collettiva, che restituisce senso al lavoro degli umani. Così non è quando l’IA viene imposta senza dibattito. È compito di grande responsabilità per i manager delle risorse umane  formare i lavoratori su questi temi. Quanto ai rappresentanti del personale, essi dovranno fare in modo che ogni lavoratore possa continuare ad esercitare il proprio libero arbitrio e a dare il meglio di sé in azienda, affinché le varie professionalità umane possano capire cosa è possibile produrre con le macchine. Occorre sviluppare un duplice approccio: un rapporto di fiducia, ossia accettare la capacità della macchina di prevedere e fare ciò che le viene chiesto, e un rapporto di dubbio, vale a dire essere in grado di rimetterla in discussione.

> Per saperne di più: cfr. sito del CNPEN e del GPAI “Future of work”. Laurence Devillers è altresì autrice dell’opera Les robots émotionnels (L’Observatoire, 2020). Per seguirla: @lau_devil

 
  Agenda

 


27 aprile
Online

Conferenza dell’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) “Exploring interfaces between labour and environmental law” (Esplorare i nessi tra diritto del lavoro e diritto ambientale).


27 -29 aprile
Online
Conferenza e congresso della federazione sindacale europea UNI Europa (programma).


7-8 maggio
Porto

Vertice sociale europeo.


2 giugno
Lubiana

La rete MoveS (Free Movement of Workers and Social Security Coordination), finanziata dall’UE, organizza un seminario su “The future of social security coordination in the EU” (Il futuro del coordinamento dei regimi previdenziali e assicurativi nell’UE), che si incentrerà su tre temi: l’assistenza sanitaria transfrontaliera, l’assistenza a lungo termine e le prestazioni in materia di disoccupazione.


10 giugno
Online

Conferenza EWPCC 2021 sul ruolo dei comitati aziendali europei e dei comitati di società europea nell’indirizzo delle politiche aziendali volte a far fronte alle sfide poste dalla Covid in materia di salute, occupazione e organizzazione del lavoro.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a


La squadra: questo numero è stato redatto da Pascale Turlan e Frédéric Turlan
Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP: 0621 Z 93933.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Un algoritmo non può licenziare un essere umano

Il Tribunale distrettuale di Amsterdam ha emesso una sentenza in materia di occupazione, in applicazione dell’articolo 22 del Regolamento generale sulla protezione dei dati del 27 aprile 2016. La sentenza puntualizza, in relazione a una decisione automatizzata riguardante un individuo, che «L’interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona». Il caso, portato davanti al Tribunale distrettuale di Amsterdam, città dove è stabilita la sede europea della piattaforma Uber, riguardava sei autisti, cinque britannici e uno olandese, cui è stato disattivato senza preavviso l’account Uber con la motivazione che le loro credenziali erano state utilizzate contemporaneamente in due luoghi diversi di Londra, lasciando quindi presupporre una frode. In altri termini, gli autisti sono stati accusati di aver comunicato fraudolentemente le loro credenziali dell’app Uber a un altro autista. La decisione adottata da Uber, sembrerebbe senza l’intervento umano del titolare del trattamento dei dati e senza consentire ai driver di esprimere il proprio punto di vista e, quindi, contestare la decisione, ha altresì comportato per gli autisti interessati il ritiro della licenza di noleggio con conducente da parte dell’ente che gestisce le licenze dei conducenti a Londra (Transport for London – TfL). Essi sono stati pertanto privati della possibilità di lavorare per altre applicazioni. Il Tribunale olandese ha ordinato alla società Uber, che non è comparsa all’udienza, di reintegrare i sei autisti riattivando i loro account Uber entro una settimana dalla sentenza, con una penale di 5.000 euro per ogni giorno di ritardo. Uber è stata altresì condannata a pagare oltre 100.000 euro di risarcimento danni, per un importo che oscilla da 8.200 euro a 20.200 euro a seconda del conducente, oltre che ad un’indennità da versare a ciascun driver al fine di coprire le spese legali. Questa applicazione concreta del regolamento europeo ci ricorda che le tecnologie più avanzate devono rimanere sotto il controllo umano, soprattutto quando le decisioni vanno ad incidere sugli esseri umani.
> Per saperne di più:
articolo pubblicato da “The Guardian” (14.04), comunicato dell’Associazione Worker Info Exchange in sostegno dei promotori dell’azione e articolo pubblicato da “Brave New Europe” (grazie Ben Wray!).


1. Unione Europea
Progetti

Agenti cancerogeni : La Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo del Parlamento Europeo ha adottato il 25 marzo il rapporto di revisione della direttiva 2004/37 sugli agenti cancerogeni e mutageni (cfr. Carcinogens directive revision). Questa quarta revisione introduce o modifica i valori limite per tre sostanze: l’acrilonitrile (introduzione di un limite), i composti del nichel (introduzione di un limite) e il benzene (revisione al ribasso del limite esistente) (cfr. IR Notes 149). Gli Eurodeputati hanno richiesto a larghissima maggioranza (46 voti a favore e 6 astenuti) di estendere il campo di applicazione della direttiva alle sostanze reprotossiche a causa dei loro effetti nocivi sulla salute riproduttiva, che possono indurre alterazioni della fertilità e persino infertilità. Si invita la Commissione a presentare un piano d’azione entro la fine del 2021 al fine di stabilire i limiti relativi ad ulteriori 25 sostanze, tra cui il piombo, i composti del piombo e il mercurio. Un’ulteriore richiesta riguarda l’estensione della protezione ai lavoratori esposti a miscele di più sostanze, senza che nessuna di esse raggiunga necessariamente uno dei valori limite, nonché l’inclusione dei farmaci pericolosi a cui sono esposti 12,7 milioni di lavoratori sul posto di lavoro (cfr. anche la campagna della federazione sindacale europea EPSU a favore dell’inclusione dei farmaci pericolosi). Il 13 aprile la Commissione ha approvato il mandato per avviare il negoziato interistituzionale con il Consiglio in vista di ottenere l’adozione del rapporto prima lettura (cfr. comunicato da parte del Parlamento) durante la presidenza di turno portoghese. La nuova normativa potrebbe entrare in vigore in tutti gli Stati membri dal 2023. Questi nuovi sviluppi sono stati accolti con favore dalla Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. comunicato).


Attualità sociale

  • Primo regime di aiuti del FEG nel contesto della pandemia. La Commissione Europea ha proposto il 31 marzo di stanziare 4,5 milioni per sostenere gli oltre 5.000 lavoratori dipendenti e autonomi del settore del turismo in Estonia che hanno perso il lavoro a causa della pandemia da Covid-19. È questo il primo caso di ricorso al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (cfr. European Globalisation Adjustment Fund) al fine di far fronte alla perdita di posti di lavoro determinata dalla pandemia (cfr. comunicato).

  • Futuro dell’Europa. È stata inaugurata  il 19 aprile una piattaforma digitale multilingue volta a consentire ai cittadini europei di esprimere la propria opinione sulle questioni che considerano importanti per il futuro dell’UE (cfr. comunicato). La piattaforma è destinata a contribuire al dibattito oggetto della Conferenza sul futuro dell’Europa (cfr. la comunicazione della Commissione del 22 gennaio 2020, “Dare forma al futuro dell’Europa”) che sarà inaugurata il 9 maggio (Festa dell’Europa) da parte delle istituzioni europee (Commissione, Consiglio e Parlamento). Le modalità operative sono definite nella Dichiarazione adottata il 10 marzo.


Giurisprudenza

Discriminazione fondata sull’età : La Corte di Giustizia dell’UE si è pronunciata in relazione ad un caso greco riguardante un dipendente di un centro sportivo del settore pubblico. Nel quadro delle politiche attuate al fine di far fronte agli impegni assunti nei confronti dei creditori, consistenti a realizzare risparmi per 300 milioni di euro nel 2012, la Grecia aveva introdotto un «regime di riserva di manodopera». Il regime ha interessato 30.000 lavoratori di età superiore a 58 anni che ne hanno usufruito per un periodo di 12 -24 mesi, fino al pensionamento. I lavoratori inseriti in tale regime erano assoggettati a una riduzione della retribuzione pari al 60% e, al termine del contratto di lavoro, perdevano l’indennità di licenziamento. La Corte di Giustizia ha ritenuto che tale fattispecie configurasse sicuramente una disparità di trattamento fondata sull’età, ma che occorresse determinare se questa fosse giustificata (cfr. Discrimination on the grounds of age). Su quest’ultimo punto, la Corte ha ritenuto che gli imperativi connessi alla riduzione della spesa pubblica non costituissero una ragione valida. Nell’esposizione delle proprie motivazioni, il Governo greco ha puntualizzato che in gioco c’era anche il mantenimento della piena occupazione (il regime permetteva infatti di evitare licenziamenti) e il riequilibrio della piramide dell’età a favore dei  dipendenti pubblici giovani. Sebbene possano suscitare una certa perplessità, queste due argomentazioni hanno consentito alla Corte di Giustizia di giustificare la discriminazione diretta in quanto il regime contestato «persegue altresì finalità rientranti nella politica del lavoro di cui all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78, in linea di principio idonee a giustificare obiettivamente e ragionevolmente una disparità di trattamento fondata sull’età». Si tratta di un ulteriore esempio di come gli Stati membri possano facilmente aggirare il divieto di discriminazione fondata sull’età (CGUE 15 aprile 2021, causa  C-511/19, AB e comunicato stampa).


2. Stati membri
Francia

  • Rafforzamento delle misure sanitarie : Al fine di rafforzare la lotta contro l’epidemia da COVID-19, il Governo ha aggiornato l’8 aprile il Protocollo nazionale rendendo più stringenti gli obblighi delle imprese in materia di smart working e le norme relative alla ristorazione collettiva. Lavorare da remoto almeno 4 giorni a settimana diventa oramai la regola: ogni azienda è tenuta a definire «un piano d’azione per le prossime settimane al fine di ridurre il più possibile il tempo trascorso dai dipendenti sui luoghi di lavoro».

Irlanda

Lavoro da remoto : Facendo seguito al piano Remote Working Strategy reso noto il 17 gennaio (cfr. IR notes 157) il Governo ha inteso organizzare il ricorso al lavoro da remoto congiuntamente con le parti sociali attuando con effetto immediato il diritto alla disconnessione tramite il nuovo codice di condotta (Code of Practice on Right to Disconnect) pubblicato il 1° aprile (cfr. comunicato). Tale codice funge da guida e da raccolta di best practice per le aziende e i loro lavoratori. Pur se sprovvisto di valore legale, esso può essere fatto valere in caso di controversia. «Il diritto alla disconnessione è il diritto del lavoratore, al di fuori del normale orario lavorativo, di potersi disimpegnare dal lavoro e astenersi dal partecipare a comunicazioni elettroniche legate al lavoro, quali e-mail, telefonate o altri messaggi». Tre sono i diritti sanciti dal codice: 1) il diritto del lavoratore a non essere obbligato a svolgere abitualmente un’attività lavorativa al di fuori del normale orario di lavoro; 2) il diritto di non essere penalizzato per il rifiuto di occuparsi di problematiche professionali al di fuori del normale orario di lavoro; 3) il dovere di rispettare il diritto di un terzo a disconnettersi (ad esempio, non inviando sistematicamente email o effettuando chiamate al di fuori del normale orario di lavoro). Inoltre, la Workplace Relations Commission (WRC) intende avviare una consultazione pubblica nazionale online sul riconoscimento per via legislativa del diritto al lavoro da remoto. L’intento del governo è fissare «un quadro chiaro» per il ricorso al lavoro da remoto, prevedendo all’occorrenza «un modello ibrido o misto che combini il lavoro da remoto e quello in sede» con la presenza di «un nucleo di persone che si troveranno stabilmente in ufficio o sul posto di lavoro per esigenze personali proprie».



  • Estensione del congedo parentale. Il Parent’s Leave and Benefit Act 2019, così come modificato dal Family Leave and Miscellaneous Provisions Act 2021, porta il congedo parentale da due a cinque settimane da fruire entro i primi due anni di vita del bambino o, in caso di adozione, entro due anni dall’affidamento del bambino alla famiglia. Il congedo può essere goduto da entrambi i genitori. Si tratta di un congedo retribuito che va ad aggiungersi a quello di paternità (Paternity leave) di due settimane, e al congedo parentale (Parental leave, un congedo non retribuito che può estendersi fino a ventisei settimane) (cfr. comunicato).


Italia

Gig-economy : È stato siglato  il 24 marzo l’Accordo tra le confederazioni sindacali Cgil, Cisl et Uil e l’organizzazione imprenditoriale Assodelivery, alla presenza del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando (cfr. comunicato del Ministero del Lavoro). Questo “Protocollo quadro sperimentale per la legalità contro il caporalato, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore del food delivery” mira a «contrastare l’intermediazione illecita di manodopera e il fenomeno del caporalato, nonché, più in generale,  ogni forma di sfruttamento lavorativo nel complesso settore della consegna di beni per conto altrui». Entro sei mesi dalla stipula del protocollo le aziende firmatarie si impegnano ad adeguarsi agli obblighi previsti dal protocollo, in particolare il controllo sull’organizzazione del lavoro e sugli algoritmi di misurazione delle prestazioni. L’accordo si snoda intorno a tre punti chiave: 1) l’impegno delle aziende aderenti ad Assodelivery ad adottare un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001, idoneo a prevenire comportamenti scorretti all’interno di un’azienda, e di un Codice Etico; 2) l’impegno delle piattaforme a non ricorrere ad aziende terze, almeno fino a quando non verrà creato un apposito albo delle stesse piattaforme; 3) costituzione di un Organismo di Garanzia il cui compito sarà di vigilare sulle dinamiche lavorative dei riders con lo scopo di analizzare eventuali attività illegali.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Mantenimento dei Britannici in seno al CAE : Dopo diversi anni di discussioni tese, è stato siglato il 30 marzo tra la direzione del gruppo francese Safran (55.000 addetti in Europa), il comitato aziendale europeo e il rappresentante di IndustriAll Europe, un Protocollo aggiuntivo che consente alla delegazione britannica di rimanere in seno al comitato aziendale europeo. Pur prendendo atto che il Regno Unito «non soddisfa più i requisiti giuridici necessari per essere rappresentato» nel comitato aziendale europeo dopo la fine del periodo di transizione (31 dicembre 2020), le parti sottolineano che «essendo stata assicurata, fin dall’istituzione del comitato, la rappresentanza dei lavoratori del Regno Unito», esse «convengono espressamente di mantenere il Regno Unito nel perimetro dell’accordo, confermando il mantenimento dei suoi membri (…) e delle prerogative riconosciute al paese alla stessa stregua degli altri Stati membri». Attraverso l’adozione di tale protocollo, il gruppo intende rafforzare il comitato ristretto del CAE, il cui numero di membri diminuisce da sette a cinque, di cui quattro provenienti, per quanto possibile, da paesi diversi dalla Francia. Questa evoluzione si è resa necessaria «in considerazione delle sfide poste dal dialogo sociale europeo e dell’intensa attività svolta dal comitato ristretto del comitato aziendale europeo». Nella newsletter pubblicata dal CAE si sottolinea che «questa firma segna la fine di una lunga battaglia di cinque anni, condotta dai vostri rappresentanti eletti europei, affinché non siano indeboliti i diritti di informazione, consultazione e partecipazione del secondo paese del gruppo in termini di organico in Europa». Per il CAE si tratta di «un segnale positivo inviato dalla nuova governance» aziendale.



Comitati ristretti e Brexit. : È stato pubblicato dall’Istituto Sindacale Europeo il Protocollo aggiuntivo n° 8 dell’accordo relativo all’istituzione del comitato aziendale europeo di Saint-Gobain, firmato il 18 dicembre 2020, oltre dieci anni dopo il precedente. Il testo tiene conto, da un lato, del cambiamento operato in seno all’organizzazione del gruppo, che non si articola più in “delegazioni”, ma per paese o gruppo di paesi, e dall’altro, della Brexit. Su questo punto, il protocollo aggiuntivo specifica l’elenco dei paesi coperti, tra cui la Norvegia, la Svizzera e il Regno Unito. Il comitato aziendale europeo, composto da settanta membri, si riunisce almeno una volta all’anno, mentre il comitato ristretto, composto da nove membri, si riunisce quattro volte all’anno nel corso di una giornata, oltre alla riunione preparatoria anch’essa della durata di una giornata. I membri del comitato ristretto usufruiscono di un monte di ore pari a trenta ogni sei mesi; il segretario, di ottanta ore. Queste ore possono essere utilizzate anche in regime di «lavoro da remoto». Il monte ore è portato rispettivamente a quaranta ecentoventi ore nel caso in cui durante un semestre venga convocata una riunione straordinaria. Viene messo a disposizione del comitato uno spazio collaborativo in Microsoft Teams, di cui il segretario è l’amministratore. Il protocollo aggiuntivo conferma il mandato conferito dal comitato aziendale europeo al comitato ristretto ad «esercitare in suo nome e per conto le attribuzioni del CAE in materia di diritti di informazione e di consultazione». Una specifica disposizione prevede inoltre una riunione semestrale tra i membri del comitato ristretto e la direzione di un paese o di un gruppo di paesi al fine di fare il punto sugli sviluppi e sulla strategia del gruppo.


4. Studi e rapporti

Panoramica sull’occupazione e le relazioni industriali durante la pandemia. : La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ha pubblicato un rapporto di sintesi sulle condizioni di lavoro e le relazioni industriali nell’UE nel corso del 2020 (Working life in the COVID-19 pandemic 2020), accompagnato dai 27 rapporti nazionali prodotti dai corrispondenti di Eurofound (tra cui IR Share, l’editore di IR Notes). I rapporti nazionali consentono di osservare le diverse modalità adottate dagli Stati membri per far fronte alla pandemia, il ruolo delle parti sociali e le principali modifiche legislative adottate nel 2020. Un primo articolo di sintesi evidenzia il forte calo delle vertenze collettive nel 2020 (Relative calm on the industrial action front in 2020).



  • Costo del lavoro. Il costo orario del lavoro in tutti i settori economici è stato stimato a 28,5 euro nell’UE e 32,3 euro nell’area dell’euro, in aumento, quindi, rispetto ai 27,7 euro e ai 31,4 euro nel 2019 (ossia un incremento pari a rispettivamente +3,1% nell’UE e +2,9% nell’area euro ), secondo le ultime statistiche Eurostat. I costi orari più bassi sono stati rilevati in Bulgaria (6,5 euro), Romania (8,1 euro) e Ungheria (9,9 euro); i più alti in Danimarca (45,8 euro), Lussemburgo (42,1 euro) e Belgio (41,1 euro). Il costo orario del lavoro è aumentato in tutti gli Stati membri tranne Malta (-4,7%), Cipro (-2,7), Irlanda (-2,7%) e Croazia (-1%). Gli aumenti sono stati superiori al 7% in Portogallo (+8,6%), Ungheria (+7,9%), Bulgaria (+7,8%), Lituania (+7,5%), Repubblica Ceca (+7,4%), Romania (+7,2%) e Slovacchia (+7%).

  • Diritti umani e due diligence. Il Rapporto annuale di Amnesty International sullo stato dei diritti umani nel mondo nel 2020 copre 149 paesi e presenta un’analisi delle principali tendenze in materia di diritti umani nel mondo nel corso del 2020. La pandemia ha rivelato le disuguaglianze sistemiche subite dalle minoranze, dagli operatori sanitari e dalle donne, che sono tra le popolazioni più colpite. Per quanto riguarda l’Europa, il rapporto chiede ai governi di «rivedere le loro tempistiche per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere la neutralità carbonica» e di «condizionare ogni sostegno economico destinato alle aziende ad elevata emissione di CO2 all’impegno di eliminare gradualmente i combustibili fossili entro un periodo di tempo specificato». L’ONG prende altresì posizione a favore di una direttiva in materia di due diligence, affinché «le aziende siano chiamate a rispondere per legge delle violazioni dei diritti umani e dell’ambiente commesse all’interno della loro catena del valore e proponga vie di ricorso alle vittime».

 

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Pubblicata in 6 lingue e disponibile su abbonamento, questa newsletter offre un accesso a informazioni concise, mirate e pratiche sui grandi temi dell'Europa sociale e del dialogo sociale transnazionale.

Insieme ai nostri esperti e corrispondenti nazionali, adottiamo un approccio dinamico, pratico e utile al monitoraggio del panorama sociale europeo.

Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

  • Un'intervista a un professionista del settore delle relazioni industriali, che offre una prospettiva unica su una questione sociale di attualità, su un accordo o su un esempio di buone pratiche.
  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
  • Infine, "IR Notes" ti tiene informato sui principali studi e ricerche condotti sul mondo del lavoro.

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