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IR Notes 163 — 5 maggio 2021
www.irshare.eu
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Editoriale
La fiducia nell’IA senza coscienza non è che rovina dell’anima
Sono molti gli interrogativi sollevati
dalla bozza di regolamento sulle IA (cfr. Prima Pagina) in materia
di rapporti di lavoro. La bozza non contiene alcun riferimento a
lavoratori e parti sociali, eppure le IA già utilizzate nel mondo
del lavoro sono considerate ad alto rischio. Sembra chiaro che i
lavoratori dipendenti e i lavoratori delle piattaforme online non
saranno considerati come “utenti” dell’IA. Di conseguenza, non è
prevista alcuna tutela né obbligo di trasparenza a favore dei
lavoratori, salvo le disposizioni di cui all’art. 52, destinate a
tutelare gli individui interessati da alcuni tipi di IA. Ad
esempio, l’utente di un sistema di riconoscimento delle emozioni o
di un sistema di categorizzazione biometrica deve informare le
“persone fisiche” esposte ad esso sulle modalità di funzionamento
del sistema medesimo. Pertanto, l’azienda che avesse ricorso a
siffatto tipo di IA dovrebbe essere tenuta ad informare i
lavoratori interessati. Resta da vedere come e quale sarà il posto
del dialogo sociale su queste tematiche. Per i sistemi di IA ad alto
rischio diversi da quelli di cui all’art. 52, le garanzie
interessano soltanto gli “utenti”. Di conseguenza, i lavoratori ne
sarebbero esclusi. In tutti i documenti pubblicati dalla
Commissione, brilla per la propria assenza un qualsivoglia
riferimento ai lavoratori e ai loro rappresentanti. Occorrerà quindi
affidarsi al Parlamento Europeo per colmare tali lacune. Ciò solleva
un ulteriore interrogativo riguardo alla possibilità per gli
ordinamenti nazionali di correggere queste carenze, considerato che
i regolamenti sono direttamente applicabili, senza necessità di
recepimento nel diritto nazionale. Permangono inoltre molte zone
d’ombra, quali l’applicazione del regolamento alle sole IA presenti
sul mercato o modificate un anno prima dell’entrata in vigore del
regolamento medesimo (art. 83). De facto, il testo ammette una vasta
gamma di strumenti per il controllo dei lavoratori senza mettere in
discussione la loro fondatezza e compatibilità con i valori europei.
Eppure, il dialogo sociale ha un ruolo importante da svolgere, come
già dimostrato dalle parti sociali europee nel settore delle
telecomunicazioni (cfr. IR Notes
154) o delle assicurazioni (cfr.
IR
Notes n° 160).
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Agenda
6 maggio Online Conferenza
organizzata dall’Istituto Jacques-Delors, “Euroquestions:
Sommet social de Porto, trois ans après Götebord, quelle Europe
sociale ?” (Euroquestions: il Vertice sociale di Oporto, tre anni
dopo Götebord, quale Europa sociale?), con Sofia Fernandes,
ricercatrice senior.
7-8
maggio Porto
Vertice sociale europeo.
17 maggio-27
luglio Online Formazione
gratuita online organizzata dall’lstituto Sindacale Europeo (ETUI)
destinata ai membri (o futuri membri) dei comitati aziendali europei sul
tema “The rules of game” (Le regole del gioco dei comitati
aziendali europei”). Dodici ore di corso con una cadenza di due ore
settimanali dal 17 maggio al 25 luglio per la lingua
francese (3a edizione) e dal 24 maggio al 2 luglio per la lingua
spagnola (2a edizione).
26-28 maggio Online Formazione
gratuita online organizzata dall’lstituto Sindacale Europeo (ETUI) sul
dialogo sociale verde “Green
social dialogue”. La formazione approfondirà il ruolo della
contrattazione collettiva e del dialogo sociale alla luce dei
cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile, con un’attenzione
particolare alle “clausole ambientali” da inserire nei contratti
collettivi.
2
giugno Lubiana La rete
MoveS (Free Movement of Workers and Social Security Coordination),
finanziata dall’UE, organizza un seminario su “The future of social
security coordination in the EU” (Il futuro del coordinamento
dei regimi previdenziali e assicurativi nell’UE), che si incentrerà su
tre temi: l’assistenza sanitaria transfrontaliera, l’assistenza a lungo
termine e le prestazioni in materia di disoccupazione.
10
giugno Online
Conferenza
EWPCC 2021 sul ruolo dei comitati aziendali europei e dei
comitati di società europea nell’indirizzo delle politiche aziendali
volte a far fronte alle sfide poste dalla Covid in materia di salute,
occupazione e organizzazione del lavoro.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan e Frédéric
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0621 Z 93933.
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Prima
Pagina
Un quadro
europeo per l’IA ad alto rischio nel mondo del lavoro
La Proposta di Regolamento che
stabilisce norme armonizzate sull’intelligenza artificiale presentato dalla
Commissione Europea il 21 aprile, è il primo quadro giuridico sull’intelligenza
artificiale (AI) nell’Unione Europea. Essa è accompagnata da una comunicazione in cui la
Commissione spiega l’iniziativa, da due allegati, il primo riguardante il
regolamento, il secondo la
comunicazione, da un terzo documento, il Piano
coordinato sull’IA da sviluppare con gli Stati membri, nonché da una proposta di Regolamento
Macchine che andrà a sostituire l’attuale direttiva «Macchine» (cfr. comunicato
stampa). Una volta adottati, i regolamenti si applicheranno direttamente
negli Stati membri, senza necessità di una legislazione di recepimento. In materia
di rapporti di lavoro, l’allegato III del regolamento elenca le IA “ad alto rischio”
che richiedono un inquadramento: 1) IA utilizzata per l’assunzione o la selezione di
persone fisiche, in particolare la pubblicità delle posizioni vacanti, il
pre-screening o la selezione delle candidature, la valutazione dei candidati
attraverso colloqui o test; 2) IA utilizzata per l’adozione di decisioni sulla
promozione e la cessazione di rapporti contrattuali connessi al lavoro, per
l’assegnazione dei compiti e per il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni
e del comportamento delle persone in tali rapporti; 3) IA utilizzata per determinare
l’accesso alla formazione professionale o per valutare gli studenti negli istituti
di istruzione e formazione professionale. Questi sistemi di IA sono considerati ad
alto rischio in quanto possono esercitare un impatto significativo sulle future
prospettive di carriera e, quindi, sui futuri mezzi di sostentamento di queste
persone. La Commissione afferma che questi sistemi, quando sono «progettati e
utilizzati male», possono perpetuare modelli di discriminazione, ad esempio nei
confronti delle donne, alcuni gruppi di età, persone con disabilità, o persone con
determinate origini razziali o etniche, o ancora con determinati orientamenti
sessuali. Inoltre, i sistemi di IA utilizzati per monitorare le prestazioni e il
comportamento di queste persone possono incidere sul loro diritto alla protezione
dei dati e alla privacy. Il regolamento prevede che l’elenco dei sistemi di IA ad
alto rischio possa essere modificato dalla Commissione a determinate condizioni. Il
fatto che l’IA figuri in tale elenco comporta, tra l’altro, due obblighi volti a
fornire garanzie agli “utenti” (cfr. Editoriale). Queste IA sono progettate e
sviluppate in modo tale, da un lato, perché il loro funzionamento sia
sufficientemente trasparente da consentire agli utenti di interpretare i risultati
del sistema e di utilizzarli in modo appropriato (art. 13) e, dall’altro, grazie, in
particolare, ad adeguati strumenti di interfaccia uomo-macchina, per poter essere
efficacemente supervisionate da persone fisiche durante il periodo di utilizzo del
sistema di IA. La supervisione umana ha lo scopo di prevenire o minimizzare i
rischi per la salute, la sicurezza o i diritti fondamentali che possono insorgere
quando si utilizza un sistema di IA ad alto rischio (art. 14). Tali obblighi sono
stati certamente previsti al fine di costruire la fiducia nell’IA definita “ad alto
rischio”, una fiducia che deve essere basata anche sull’obbligo di conformità a
carico dei fornitori di IA. Questi ultimi devono infatti praticare una sorta di
autocertificazione di conformità prima di immettere l’IA sul mercato o in servizio.
La solidità delle garanzie fornite dal progetto di regolamento sull’intelligenza
artificiale presentato dalla Commissione Europea non è scontata e la loro
applicazione concreta nel campo dei rapporti di lavoro solleverà necessariamente
numerosi interrogativi (cfr. Editoriale, a lato).
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1. Unione
Europea
Progetti
Proposta di regolamento macchine :
Il quadro europeo sull’IA (cfr. è accompagnato
da una bozza
di Regolamento Macchine che andrà a sostituire l’attuale Direttiva
“Macchine”. Il progetto mira ad agevolare la libera circolazione delle macchine in
seno all’Unione e a proteggere i consumatori e i lavoratori che le utilizzano. Il
testo è accompagnato da un Allegato,
una Valutazione
d’impatto, e una Sintesi.
Come afferma la Commissione, «L’espressione “macchine e attrezzature” copre una
vasta gamma di prodotti destinati a privati o a professionisti, che vanno dai robot
alle linee di produzione industriale, passando per i tagliaerba, le stampanti 3D e i
macchinari destinati ai cantieri». Quanto alle aziende, queste dovranno effettuare
una sola valutazione di conformità.
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Proposta di direttiva sulla comunicazione di
informazioni a carattere non finanziario :
La Commissione Europea ha presentato il 21
aprile una proposta di Direttiva
sull’informativa in materia di sostenibilità delle imprese. La proposta ha
lo scopo di armonizzare la divulgazione delle informazioni sulla sostenibilità da
parte delle aziende, fornendo così alle società finanziarie, agli investitori e al
pubblico informazioni comparabili e affidabili sulla sostenibilità (cfr. comunicato
e comunicato
domande e risposte). Le aziende saranno tenute a pubblicare un rapporto di
sostenibilità, che dovrà consentire, tra le altre cose, ai rappresentanti dei
lavoratori di capire l’impatto della loro azienda sull’ambiente e la società, nonché
la sua strategia di sostenibilità. Questo nuovo testo riguarderebbe tutte le grandi
imprese e tutte le società quotate, ossia circa 50.000 imprese, rispetto alle 11.000
dell’attuale direttiva relativa alle informazioni non finanziarie. Pur contenendo
innegabili progressi rispetto alla direttiva attuale, il testo necessita ancora di
alcuni miglioramenti, come evidenzia Sigurt Vitols, ricercatore senior presso il
Social Science Center Berlin (WZB) e ricercatore associato presso l’ETUI, in un’analisi
pubblicata da Social Europe.
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Legislazione
Nuovo regolamento sul Fondo europeo di
adeguamento alla globalizzazione : Il Parlamento Europeo ha
adottato definitivamente, il 27 aprile, la bozza di regolamento che emenda il
funzionamento del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) (cfr. European Globalisation Adjustment
Fund) destinato al sostegno dei lavoratori che hanno perso il
lavoro a causa delle ristrutturazioni dovute alla globalizzazione (cfr. comunicato
del Parlamento). Le principali modifiche rispetto al Regolamento
1309/2013 sono: 1) l’accelerazione della procedura di concessione degli
aiuti; 2) l’estensione alle ristrutturazioni che interessano almeno 200 lavoratori
(invece degli attuali 500); 3) l’abbandono del riferimento alla sola
globalizzazione, in quanto il fondo può essere mobilitato anche per ristrutturazioni
connesse alla transizione digitale e all’automazione, nonché all’emergenza
coronavirus; 4) il finanziamento tramite il fondo di una quota maggiore dello
stanziamento preventivato per l’attuazione delle misure previste dallo Stato membro.
Il bilancio annuale è fissato a 186 milioni di euro rispetto ai 150 milioni di euro
del periodo 2014-2020. Il regolamento entrerà in vigore dopo la sua prossima
pubblicazione nella GUUE.
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Attualità
sociale
Vertice sociale di Oporto :
La Presidenza di turno portoghese terrà a
Oporto, i prossimi 7 e 8 maggio, il vertice sociale europeo, oltre di tre anni dopo
il precedente vertice sociale europeo di Göteborg (cfr. Tripartite Social Summit). In
questa occasione, il Primo Ministro portoghese intende dare «un nuovo impulso
politico all’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali». Nicolas Schmit,
commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali, presenterà il piano
d’azione relativo al pilastro europeo dei diritti sociali prima che i partecipanti
si uniscano ai gruppi di lavoro paralleli sui temi “lavoro e occupazione”,
“competenze e innovazione” e “welfare e tutele sociali”. Le parti sociali europee e
i rappresentanti delle istituzioni europee concluderanno la giornata. I capi di
Stato e di Governo terranno una riunione informale del Consiglio il giorno seguente
e adotteranno una dichiarazione congiunta. Date le discordanze tra gli Stati membri,
il livello di ambizione della dichiarazione rimane ancora incerto.
- Sostegno ai lavoratori
licenziati. La Commissione Europea ha proposto nelle
ultime settimane diversi interventi del Fondo europeo di adeguamento alla
globalizzazione per sostenere il ritorno al lavoro: 1) sostegno ai 476 ex
lavoratori delle fabbriche metalmeccaniche della GMH Guss in Germania, che
hanno perso il lavoro a seguito delle delocalizzazioni operate in paesi
extraeuropei da diversi clienti (cfr. comunicato
DE IT); 2) sostegno agli ex dipendenti della società di servizi aeroportuali
Swissport Belgium, che hanno perso il lavoro a causa dell’impatto della crisi da
coronavirus (cfr. comunicato);
3) sostegno agli oltre 5.000 lavoratori dipendenti e autonomi del settore del
turismo in Estonia che hanno perso il loro lavoro o hanno cessato la loro
attività a causa della pandemia (cfr. comunicato).
> Per maggiori informazioni:
scheda
sul FEG prodotta dalla Commissione Europea (in inglese), e sito
del FEM.
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Dialogo
sociale settoriale
Servizi sociali : Le parti
sociali europee del settore dei servizi sociali (FSESP e FESE) hanno adottato il 26 aprile una
Dichiarazione congiunta in cui
si invita la Commissione Europea ad istituire un comitato di dialogo sociale
settoriale europeo «dedicato e riconosciuto», il quale «a sua volta contribuirà a
sviluppare il dialogo sociale negli Stati membri e li sosterrà nell’affrontare le
sfide». Esse ritengono di rappresentare il più grande settore economico in termini
di occupazione (circa 11 milioni di lavoratori) ad essere ancora escluso dal
dialogo sociale settoriale europeo. Se la richiesta verrà accolta dalla Commissione,
si tratterà del primo successo in oltre di dieci anni.
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Sindacalismo
- L’industria si apre ai lavoratori LGBTIQ :
Il comitato esecutivo della federazione sindacale europea
IndustriAll Europe ha adottato il 15 aprile una presa
di posizione a sostegno dei luoghi di lavoro arcobaleno, in cui la
federazione si impegna «a garantire la parità di trattamento e il rispetto dei
lavoratori e delle lavoratrici lesbiche, gay, bisessuali, transgender,
intersessuali e queer che mettono in discussione la loro identità (LGBTIQ)».
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2. Stati
membri
Francia
- Rappresentanza dei lavoratori delle
piattaforme online : Il Governo ha
adottato, il 21 aprile, il Decreto
(Ordonnance) n° 2021-484 che istituisce una forma di rappresentanza
collettiva dei lavoratori delle piattaforme online per le categorie definite
dall’art.
L. 7341-1 del Codice del Lavoro, ossia gli autisti di autoveicoli e i
fattorini «con un veicolo a due o tre ruote, che sia o no provvisto di motore».
Il testo prevede l’organizzazione delle elezioni dei rappresentanti dei
lavoratori delle piattaforme digitali nel 2022. È questo è un primo passo che
dovrebbe poi condurre a una contrattazione collettiva secondo modalità da
definire, come afferma il Comunicato
del Consiglio dei Ministri, in un testo di futura adozione. La bozza di
decreto presentata a marzo prevedeva l’obbligo di negoziazione almeno una volta
per ogni ciclo elettorale biennale. Il contenuto del negoziato è lasciato alla
libera scelta dei rappresentanti dei lavoratori, all’interno delle sette
tematiche individuate, tra cui figurano le condizioni di esercizio dell’attività
o le modalità di determinazione del reddito dei lavoratori.
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3.
Aziende
Società
europee
Scioglimento contestato di un comitato europeo :
La direzione del gruppo di servizi IT Atos SE (120.000 addetti) ha
annunciato il 16 aprile lo scioglimento dell’Atos SE Council, uno dei primi comitati
francesi di società europea, istituito tramite un accordo del 2012 su iniziativa di
Thierry Breton, l’attuale commissario europeo per il mercato interno, tra le cui
responsabilità figurano anche la politica industriale e il digitale. Ricordiamo che
il dialogo sociale europeo di questo comitato aveva ottenuto un premio nel 2017. La
direzione ha comunicato il recesso dall’accordo nel 2020 avviando il periodo di
rinegoziazione di sei mesi, al termine del quale non è stato raggiunto l’accordo tra
le parti. L’obiettivo dichiarato dalla direzione consisteva nel miglioramento
dell’efficienza e dell’agilità del comitato riducendo il numero di rappresentanti e
ridefinendo il processo di informazione e consultazione. Al proposito, i
rappresentanti dei lavoratori concordano con la necessità di rivedere alcuni aspetti
procedurali, ma intendono mantenere lo spirito del loro accordo senza ridurre le
loro prerogative. Secondo i membri del disciolto comitato ristretto, la direzione ha
annunciato l’intenzione di convocare al più presto la delegazione speciale di
negoziazione al fine di negoziare un nuovo accordo. In altri termini, essendo stato
disciolto il comitato, non vi sarà più alcuna procedura di informazione e
consultazione a livello europeo per un periodo di 12-18 mesi, sempre che il
negoziato proceda rapidamente. Tuttavia, prima dello scioglimento, il comitato aveva
approvato il mandato al segretario per intraprendere un’azione legale al fine di
contestare la decisione dell’azienda. È stato così avviato un procedimento di fronte
al tribunale giudiziario di Pontoise (1° grado), da cui dipende la sede del gruppo,
per rivendicare in particolare il ripristino dell’Atos SE Council. L’udienza per la
procedura d’urgenza (référé) è convocata l’11 maggio; il provvedimento
dovrebbe essere emesso in tempi rapidi. Il giudice si baserà innanzitutto sul testo
dell’accordo, che sembra chiaro quanto agli intenti dei firmatari. Infatti,
nell’articolo 23 § 4 è specificato che «qualora fosse notificato il recesso, le
parti avvieranno immediatamente il processo di rinegoziazione». Come infatti è
avvenuto. Il medesimo articolo specifica inoltre: «fintanto che le parti non avranno
sottoscritto un nuovo accordo, prevale il presente accordo». Tale disposizione fa
ben sperare per la continuità dell’Atos SE Council fintanto che le parti non avranno
raggiunto un accordo su un nuovo testo.
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Accordi
transnazionali
Primo accordo globale sul telelavoro :
La direzione della casa automobilistica Renault e la federazione
sindacale globale IndustriAll Global Union, hanno sottoscritto, il 26 aprile, un Protocollo aggiuntivo ad
integrazione dell’Accordo-quadro
globale relativo all’evoluzione della vita sui luoghi di lavoro siglato nel
2019, «in cui si definiscono le condizioni per l’esercizio del lavoro a distanza da
parte dei lavoratori e lavoratrici». Il testo, sottoscritto all’unanimità delle
sigle sindacali, ivi compreso la CGT, la quale non aveva aderito all’accordo quadro,
costituisce «una risposta alla «persistenza della crisi sanitaria e all’interesse
marcato e condiviso del gruppo Renault e dei suoi lavoratori per il lavoro a
distanza». Scopo del documento è preparare «una nuova era, con un mix di presenza e
distanza». L’organizzazione del lavoro sarà condotta a modificarsi seguendo due
orientamenti principali: il telelavoro, utilizzato almeno due giorni a settimana
rispettando «una proporzione minima di ritorno in presenza, stimata a circa il 20%
dell’orario di lavoro mensile» al fine di «mantenere il legame con gli altri membri
dei team e con l’azienda». Le parti sociali propongono quindi un quadro completo per
la contrattazione collettiva a livello locale nel rispetto di alcuni principi
fondamentali: il passaggio al telelavoro deve essere volontario e reversibile; ogni
telelavoratore ha il diritto di ritornare sul luogo di lavoro in presenza al termine
di un periodo di sperimentazione. Deve essere riservata un’attenzione particolare a
coloro che devono integrarsi in un team che lavora principalmente a distanza. Il
testo specifica anche il ruolo dei manager e il supporto fornito dall’azienda (guide
pratiche, interventi formativi, ecc.). I manager possono richiedere corsi di
formazione per individuare «possibili segnali di avvertimento di iper-connettività».
Le parti riaffermano «il diritto di ogni lavoratore(trice) di scegliere se
connettersi o non connettersi al di fuori del normale orario lavorativo e durante i
periodi di ferie, fermo restando che la connessione deve essere limitata alle fasce
orarie connesse all’esecuzione dei loro incarichi professionali». Il testo lascia
una grande libertà individuale: il telelavoro può essere svolto dal dipendente d a
casa o da qualsiasi altro luogo a suo piacimento, ovvero in uno spazio di
coworking. È altresì possibile svolgere il telelavoro da un paese diverso dal
proprio. Per quanto di nostra conoscenza, è questo il primo accordo globale in tale
materia. Si tratta di un approccio che differisce da quello di Stellantis, concorrente di
Renault, il quale, per l’attuazione della politica del gruppo relativa al
telelavoro, ha preferito la strada del negoziato a livello
locale. > Cfr. anche: Comunicato
di IndustriAll Global Union.
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4. Studi e
rapporti
Intelligenza artificiale :
Secondo i dati
Eurostat, il 7% delle aziende dell’Unione Europea con oltre dieci dipendenti ha
avuto ricorso ad applicazioni di IA nel 2020: il 2% delle aziende ha utilizzato il
machine learning per analizzare internamente i big data; l’1% ha analizzato
internamente i big data tramite l’elaborazione del linguaggio naturale, la
generazione del linguaggio naturale o il riconoscimento vocale; il 2% ha utilizzato
un servizio di chat, dove un chatbot o un operatore virtuale generano risposte in
linguaggio naturale per i clienti; il 2% ha usato robot di servizio, che sono dotati
di un certo grado di autonomia, ad esempio per eseguire compiti di pulizia,
pericolosi o ripetitivi. Tra gli Stati membri, l’Irlanda ha registrato la più alta
percentuale di aziende (23%) che hanno utilizzato applicazioni di IA, seguita da
Malta (19%), Finlandia (12%) e Danimarca (11%).
- Telelavoro. Il Parlamento
Europeo ha pubblicato il 30 aprile uno Studio che analizza le
recenti tendenze relative al ricorso al telelavoro e al lavoro cosiddetto
mobile, basato sulle TIC, il suo impatto sui lavoratori, evidenziandone vantaggi
e svantaggi, nonché sulle aziende e la società. Lo studio tenta di individuare
le sfide in vista di eventuali azioni politiche a livello UE. Esso è integrato
da cinque case study di Stati membri (Finlandia, Germania, Irlanda, Italia e
Romania).
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