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IR Notes 163 – Un quadro europeo per l’IA ad alto rischio nel mondo del lavoro

  IR Notes 163 — 5 maggio 2021
www.irshare.eu
 
 
  Editoriale
La fiducia nell’IA senza coscienza non è che rovina dell’anima

Sono molti gli interrogativi sollevati dalla bozza di regolamento sulle IA (cfr. Prima Pagina) in materia di rapporti di lavoro. La bozza non contiene alcun riferimento a lavoratori e parti sociali, eppure le IA già utilizzate nel mondo del lavoro sono considerate ad alto rischio. Sembra chiaro che i lavoratori dipendenti e i lavoratori delle piattaforme online non saranno considerati come “utenti” dell’IA. Di conseguenza, non è prevista alcuna tutela né obbligo di trasparenza a favore dei lavoratori, salvo le disposizioni di cui  all’art. 52, destinate a tutelare gli individui interessati da alcuni tipi di IA.  Ad esempio, l’utente di un sistema di riconoscimento delle emozioni o di un sistema di categorizzazione biometrica deve informare le “persone fisiche” esposte ad esso sulle modalità di funzionamento del sistema medesimo. Pertanto, l’azienda che avesse ricorso a siffatto tipo di IA  dovrebbe essere tenuta ad informare i lavoratori interessati. Resta da vedere come e quale sarà il posto del dialogo sociale su queste tematiche. Per i sistemi di IA ad alto rischio diversi da quelli di cui all’art. 52, le garanzie interessano soltanto gli “utenti”. Di conseguenza, i lavoratori ne sarebbero esclusi. In tutti i documenti pubblicati dalla Commissione, brilla per la propria assenza un qualsivoglia riferimento ai lavoratori e ai loro rappresentanti. Occorrerà quindi affidarsi al Parlamento Europeo per colmare tali lacune. Ciò solleva un ulteriore interrogativo riguardo alla possibilità per gli ordinamenti nazionali di correggere queste carenze, considerato che i regolamenti sono direttamente applicabili, senza necessità di recepimento nel diritto nazionale. Permangono inoltre molte zone d’ombra, quali l’applicazione del regolamento alle sole IA presenti sul mercato o modificate un anno prima dell’entrata in vigore del regolamento medesimo (art. 83). De facto, il testo ammette una vasta gamma di strumenti per il controllo dei lavoratori senza mettere in discussione la loro fondatezza e compatibilità con i valori europei. Eppure, il dialogo sociale ha un ruolo importante da svolgere, come già dimostrato dalle parti sociali europee nel settore delle telecomunicazioni (cfr. IR Notes 154) o delle assicurazioni (cfr. IR Notes n° 160).

 
  Agenda

 


6 maggio
Online
Conferenza organizzata dall’Istituto Jacques-Delors, “Euroquestions: Sommet social de Porto, trois ans après Götebord, quelle Europe sociale ?” (Euroquestions: il Vertice sociale di Oporto, tre anni dopo Götebord, quale Europa sociale?), con Sofia Fernandes, ricercatrice senior.


7-8 maggio
Porto

Vertice sociale europeo.


17 maggio-27 luglio
Online
Formazione gratuita online organizzata dall’lstituto  Sindacale Europeo (ETUI) destinata ai membri (o futuri membri) dei comitati aziendali europei sul tema “The rules of game” (Le regole del gioco dei comitati aziendali europei”). Dodici ore di corso con una cadenza di due ore settimanali dal 17 maggio al 25 luglio per la lingua francese (3a edizione) e dal 24 maggio al 2 luglio per la lingua spagnola (2a edizione).


26-28 maggio
Online
Formazione gratuita online organizzata dall’lstituto  Sindacale Europeo (ETUI) sul dialogo sociale verde “Green social dialogue”. La formazione approfondirà il ruolo della contrattazione collettiva e del dialogo sociale alla luce dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile, con un’attenzione particolare alle “clausole ambientali” da inserire nei contratti collettivi.


2 giugno
Lubiana

La rete MoveS (Free Movement of Workers and Social Security Coordination), finanziata dall’UE, organizza un seminario su “The future of social security coordination in the EU” (Il futuro del coordinamento dei regimi previdenziali e assicurativi nell’UE), che si incentrerà su tre temi: l’assistenza sanitaria transfrontaliera, l’assistenza a lungo termine e le prestazioni in materia di disoccupazione.


10 giugno
Online

Conferenza EWPCC 2021 sul ruolo dei comitati aziendali europei e dei comitati di società europea nell’indirizzo delle politiche aziendali volte a far fronte alle sfide poste dalla Covid in materia di salute, occupazione e organizzazione del lavoro.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a


La squadra: questo numero è stato redatto da Pascale Turlan e Frédéric Turlan
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IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Un quadro europeo per l’IA ad alto rischio nel mondo del lavoro

La Proposta di Regolamento che stabilisce norme armonizzate sull’intelligenza artificiale presentato dalla Commissione Europea il 21 aprile, è il primo quadro giuridico sull’intelligenza artificiale (AI) nell’Unione Europea. Essa è accompagnata da una comunicazione in cui la Commissione spiega l’iniziativa, da due allegati, il primo riguardante il regolamento, il secondo la comunicazione, da un terzo documento, il Piano coordinato sull’IA da sviluppare con gli Stati membri, nonché da una proposta di Regolamento Macchine che andrà a sostituire l’attuale direttiva «Macchine» (cfr. comunicato stampa). Una volta adottati, i regolamenti si applicheranno direttamente negli Stati membri, senza necessità di una legislazione di recepimento.  In materia di rapporti di lavoro, l’allegato III del regolamento elenca le IA “ad alto rischio” che richiedono un inquadramento: 1) IA utilizzata per l’assunzione o la selezione di persone fisiche, in particolare la pubblicità delle posizioni vacanti, il pre-screening o la selezione delle candidature, la valutazione dei candidati attraverso colloqui o test; 2) IA utilizzata per l’adozione di decisioni sulla promozione e la cessazione di rapporti contrattuali connessi al lavoro, per l’assegnazione dei compiti e per il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni e del comportamento delle persone in tali rapporti; 3) IA utilizzata per determinare l’accesso alla formazione professionale o per valutare gli studenti negli istituti di istruzione e formazione professionale. Questi sistemi di IA sono considerati ad alto rischio in quanto possono esercitare un impatto significativo sulle future prospettive di carriera e, quindi, sui futuri mezzi di sostentamento di queste persone. La Commissione afferma che questi sistemi, quando sono «progettati e utilizzati male», possono perpetuare modelli di discriminazione, ad esempio nei confronti delle donne, alcuni gruppi di età, persone con disabilità, o persone con determinate origini razziali o etniche, o ancora con determinati orientamenti sessuali. Inoltre, i sistemi di IA utilizzati per monitorare le prestazioni e il comportamento di queste persone possono incidere sul loro diritto alla protezione dei dati e alla privacy.  Il regolamento prevede che l’elenco dei sistemi di IA ad alto rischio possa essere modificato dalla Commissione a determinate condizioni. Il fatto che l’IA figuri in tale elenco comporta, tra l’altro, due obblighi volti a fornire garanzie agli “utenti” (cfr. Editoriale). Queste IA sono progettate e sviluppate in modo tale, da un lato, perché il loro funzionamento sia sufficientemente trasparente da consentire agli utenti di interpretare i risultati del sistema e di utilizzarli in modo appropriato (art. 13) e, dall’altro, grazie, in particolare, ad adeguati strumenti di interfaccia uomo-macchina, per poter essere efficacemente supervisionate da persone fisiche durante il periodo di utilizzo del sistema di IA.  La supervisione umana ha lo scopo di prevenire o minimizzare i rischi per la salute, la sicurezza o i diritti fondamentali che possono insorgere quando si utilizza un sistema di IA ad alto rischio (art. 14).  Tali obblighi sono stati certamente previsti al fine di costruire la fiducia nell’IA definita “ad alto rischio”, una fiducia che deve essere basata anche sull’obbligo di conformità a carico dei fornitori di IA. Questi ultimi devono infatti praticare una sorta di autocertificazione di conformità prima di immettere l’IA sul mercato o in servizio.  La solidità delle garanzie fornite dal progetto di regolamento sull’intelligenza artificiale presentato dalla Commissione Europea non è scontata e la loro applicazione concreta nel campo dei rapporti di lavoro solleverà necessariamente numerosi interrogativi (cfr. Editoriale, a lato).


1. Unione Europea
Progetti

Proposta di regolamento macchine : Il quadro europeo sull’IA (cfr. è accompagnato da una bozza di Regolamento Macchine che andrà a sostituire l’attuale Direttiva “Macchine”. Il progetto mira ad agevolare la libera circolazione delle macchine in seno all’Unione e a proteggere i consumatori e i lavoratori che le utilizzano. Il testo è accompagnato da un Allegato, una Valutazione d’impatto, e una Sintesi. Come afferma la Commissione, «L’espressione “macchine e attrezzature” copre una vasta gamma di prodotti destinati a privati o a professionisti, che vanno dai robot alle linee di produzione industriale, passando per i tagliaerba, le stampanti 3D e i macchinari destinati ai cantieri». Quanto alle aziende, queste dovranno effettuare una sola valutazione di conformità.



Proposta di direttiva sulla comunicazione di informazioni a carattere non finanziario : La Commissione Europea ha presentato il 21 aprile una proposta di Direttiva sull’informativa in materia di sostenibilità delle imprese. La proposta ha lo scopo di armonizzare la divulgazione delle informazioni sulla sostenibilità da parte delle aziende, fornendo così alle società finanziarie, agli investitori e al pubblico informazioni comparabili e affidabili sulla sostenibilità (cfr. comunicato e comunicato domande e risposte). Le aziende saranno tenute a pubblicare un rapporto di sostenibilità, che dovrà consentire, tra le altre cose, ai rappresentanti dei lavoratori di capire l’impatto della loro azienda sull’ambiente e la società, nonché la sua strategia di sostenibilità. Questo nuovo testo riguarderebbe tutte le grandi imprese e tutte le società quotate, ossia circa 50.000 imprese, rispetto alle 11.000 dell’attuale direttiva relativa alle informazioni non finanziarie. Pur contenendo innegabili progressi rispetto alla direttiva attuale, il testo necessita ancora di alcuni miglioramenti, come evidenzia Sigurt Vitols, ricercatore senior presso il Social Science Center Berlin (WZB) e ricercatore associato presso l’ETUI, in un’analisi pubblicata da Social Europe.


Legislazione

Nuovo regolamento sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione : Il Parlamento Europeo ha adottato definitivamente, il 27 aprile, la bozza di regolamento che emenda il funzionamento del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) (cfr. European Globalisation Adjustment Fund) destinato al sostegno dei lavoratori che hanno perso il lavoro a causa delle ristrutturazioni dovute alla globalizzazione (cfr. comunicato del Parlamento). Le principali modifiche rispetto al Regolamento 1309/2013 sono: 1) l’accelerazione della procedura di concessione degli aiuti; 2) l’estensione alle ristrutturazioni che interessano almeno 200 lavoratori (invece degli attuali 500); 3) l’abbandono del riferimento alla sola globalizzazione, in quanto il fondo può essere mobilitato anche per ristrutturazioni connesse alla transizione digitale e all’automazione, nonché all’emergenza coronavirus; 4) il finanziamento tramite il fondo di una quota maggiore dello stanziamento preventivato per l’attuazione delle misure previste dallo Stato membro. Il bilancio annuale è fissato a 186 milioni di euro rispetto ai 150 milioni di euro del periodo 2014-2020. Il regolamento entrerà in vigore dopo la sua prossima pubblicazione nella GUUE.


Attualità sociale

Vertice sociale di Oporto : La Presidenza di turno portoghese terrà a Oporto, i prossimi 7 e 8 maggio, il vertice sociale europeo, oltre di tre anni dopo il precedente vertice sociale europeo di Göteborg (cfr. Tripartite Social Summit). In questa occasione, il Primo Ministro portoghese intende dare «un nuovo impulso politico all’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali». Nicolas Schmit, commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali, presenterà il piano d’azione relativo al pilastro europeo dei diritti sociali prima che i partecipanti si uniscano ai gruppi di lavoro paralleli sui temi “lavoro e occupazione”, “competenze e innovazione” e “welfare e tutele sociali”. Le parti sociali europee e i rappresentanti delle istituzioni europee concluderanno la giornata. I capi di Stato e di Governo terranno una riunione informale del Consiglio il giorno seguente e adotteranno una dichiarazione congiunta. Date le discordanze tra gli Stati membri, il livello di ambizione della dichiarazione rimane ancora incerto.



  • Sostegno ai lavoratori licenziati. La Commissione Europea ha proposto nelle ultime settimane diversi interventi del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per sostenere il ritorno al lavoro: 1) sostegno ai 476 ex lavoratori delle fabbriche  metalmeccaniche della GMH Guss in Germania, che hanno perso il lavoro a seguito delle delocalizzazioni operate in paesi extraeuropei da diversi clienti  (cfr. comunicato DE IT); 2) sostegno agli ex dipendenti della società di servizi aeroportuali Swissport Belgium, che hanno perso il lavoro a causa dell’impatto della crisi da coronavirus  (cfr. comunicato); 3) sostegno agli oltre 5.000 lavoratori dipendenti e autonomi del settore del turismo in Estonia che hanno perso il loro lavoro o hanno cessato la loro attività a causa della pandemia (cfr. comunicato).
    >
    Per maggiori informazioni: scheda sul  FEG prodotta dalla Commissione Europea (in inglese), e sito del FEM.


Dialogo sociale settoriale

Servizi sociali : Le parti sociali europee del settore dei servizi sociali (FSESP e FESE) hanno adottato il 26 aprile una Dichiarazione congiunta in cui si invita  la Commissione Europea ad istituire un comitato di dialogo sociale settoriale europeo «dedicato e riconosciuto», il quale «a sua volta contribuirà a sviluppare il dialogo sociale negli Stati membri e li sosterrà nell’affrontare le sfide». Esse ritengono di rappresentare il più grande settore economico in termini di occupazione (circa 11 milioni di lavoratori) ad essere  ancora escluso dal dialogo sociale settoriale europeo. Se la richiesta verrà accolta dalla Commissione, si tratterà del primo successo in oltre di dieci anni.


Sindacalismo

  • L’industria si apre ai lavoratori LGBTIQ : Il comitato esecutivo della federazione sindacale europea IndustriAll Europe ha adottato il 15 aprile una presa di posizione a sostegno dei luoghi di lavoro arcobaleno, in cui la federazione si impegna «a garantire la parità di trattamento e il rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali e queer che mettono in discussione la loro identità (LGBTIQ)».

2. Stati membri
Francia

  • Rappresentanza dei lavoratori delle piattaforme online : Il Governo ha adottato, il 21 aprile, il Decreto (Ordonnance) n° 2021-484 che istituisce una forma di rappresentanza collettiva dei lavoratori delle piattaforme online per le categorie definite dall’art. L. 7341-1 del Codice del Lavoro, ossia gli autisti di autoveicoli e i fattorini «con un veicolo a due o tre ruote, che sia o no provvisto di motore». Il testo prevede l’organizzazione delle elezioni dei rappresentanti dei lavoratori delle piattaforme digitali nel 2022. È questo è un primo passo che dovrebbe poi condurre a una contrattazione collettiva secondo modalità da definire, come afferma il Comunicato del Consiglio dei Ministri, in un testo di futura adozione. La bozza di decreto  presentata a marzo prevedeva l’obbligo di negoziazione almeno una volta per ogni ciclo elettorale biennale. Il contenuto del negoziato è lasciato alla libera scelta  dei rappresentanti dei lavoratori, all’interno delle sette tematiche individuate, tra cui figurano le condizioni di esercizio dell’attività o le modalità di determinazione del reddito dei lavoratori.

3. Aziende
Società europee

Scioglimento contestato di un comitato europeo : La direzione del gruppo di servizi IT Atos SE (120.000 addetti) ha annunciato il 16 aprile lo scioglimento dell’Atos SE Council, uno dei primi comitati francesi di società europea, istituito tramite un accordo del 2012 su iniziativa di Thierry Breton, l’attuale commissario europeo per il mercato interno, tra le cui responsabilità figurano anche la politica industriale e il digitale. Ricordiamo che il dialogo sociale europeo di questo comitato aveva ottenuto un premio nel 2017. La direzione ha comunicato il recesso dall’accordo nel 2020 avviando il periodo di rinegoziazione di sei mesi, al termine del quale non è stato raggiunto l’accordo tra le parti. L’obiettivo dichiarato dalla direzione consisteva nel miglioramento dell’efficienza e dell’agilità del comitato riducendo il numero di rappresentanti e ridefinendo il processo di informazione e consultazione. Al proposito, i rappresentanti dei lavoratori concordano con la necessità di rivedere alcuni aspetti procedurali, ma intendono  mantenere lo spirito del loro accordo senza ridurre le loro prerogative. Secondo i membri del disciolto comitato ristretto, la direzione ha annunciato l’intenzione di convocare al più presto la  delegazione speciale di negoziazione al fine di negoziare un nuovo accordo. In altri termini, essendo stato disciolto il comitato, non vi sarà più alcuna procedura di informazione e consultazione a livello europeo per un periodo di 12-18 mesi, sempre che il negoziato proceda rapidamente. Tuttavia, prima dello scioglimento, il comitato aveva approvato il mandato al segretario per intraprendere un’azione legale al fine di contestare la decisione dell’azienda. È stato così avviato un procedimento di fronte al tribunale giudiziario di Pontoise (1° grado), da cui dipende la sede del gruppo, per rivendicare in particolare il ripristino dell’Atos SE Council. L’udienza per la procedura d’urgenza (référé) è convocata l’11 maggio; il provvedimento dovrebbe essere emesso in tempi rapidi. Il giudice si baserà innanzitutto sul testo dell’accordo, che sembra chiaro quanto agli intenti dei firmatari. Infatti, nell’articolo 23 § 4 è specificato che «qualora fosse notificato il recesso, le parti avvieranno immediatamente il processo di rinegoziazione». Come infatti è avvenuto. Il medesimo articolo specifica inoltre: «fintanto che le parti non avranno sottoscritto un nuovo accordo, prevale il presente accordo». Tale disposizione fa ben sperare per la continuità dell’Atos SE Council fintanto che le parti non avranno raggiunto un accordo su un nuovo testo.


Accordi transnazionali

Primo accordo globale sul telelavoro : La direzione della casa automobilistica Renault e la federazione sindacale globale IndustriAll Global Union, hanno sottoscritto, il 26 aprile, un Protocollo aggiuntivo ad integrazione dell’Accordo-quadro globale relativo all’evoluzione della vita sui luoghi di lavoro siglato nel 2019, «in cui si definiscono le condizioni per l’esercizio del lavoro a distanza da parte dei lavoratori e lavoratrici». Il testo, sottoscritto all’unanimità delle sigle sindacali, ivi compreso la CGT, la quale non aveva aderito all’accordo quadro, costituisce  «una risposta alla «persistenza della crisi sanitaria e all’interesse marcato e condiviso del gruppo Renault e dei suoi lavoratori per il lavoro a distanza». Scopo del documento è preparare «una nuova era, con un mix di presenza e distanza». L’organizzazione del lavoro sarà condotta a modificarsi seguendo due orientamenti principali: il telelavoro,  utilizzato almeno due giorni a settimana rispettando «una proporzione minima di ritorno in presenza, stimata a circa il 20% dell’orario di lavoro mensile» al fine di «mantenere il legame con gli altri membri dei team e con l’azienda». Le parti sociali propongono quindi un quadro completo per la contrattazione collettiva a livello locale nel rispetto di alcuni principi fondamentali: il passaggio al telelavoro deve essere volontario e reversibile; ogni telelavoratore ha il diritto di ritornare sul luogo di lavoro in presenza al termine di un periodo di sperimentazione. Deve essere riservata un’attenzione particolare a coloro che devono integrarsi in un team che lavora principalmente a distanza. Il testo specifica anche il ruolo dei manager e il supporto fornito dall’azienda (guide pratiche, interventi formativi, ecc.). I manager possono richiedere corsi di formazione per individuare «possibili segnali di avvertimento di iper-connettività». Le parti riaffermano «il diritto di ogni lavoratore(trice) di scegliere se connettersi o non connettersi al di fuori del normale orario lavorativo e durante i periodi di ferie, fermo restando che la connessione deve essere limitata alle fasce orarie connesse all’esecuzione dei loro incarichi professionali». Il testo lascia una grande libertà individuale: il telelavoro può essere svolto dal dipendente d a casa o  da qualsiasi altro luogo a suo piacimento, ovvero in uno spazio di coworking. È altresì possibile svolgere il telelavoro da un paese diverso dal proprio. Per quanto di nostra conoscenza, è questo il primo accordo globale in tale materia. Si tratta di un approccio che differisce da quello di Stellantis, concorrente di Renault,  il quale, per l’attuazione della politica del gruppo relativa al telelavoro, ha preferito la strada del negoziato a livello locale.
>
Cfr. anche: Comunicato di IndustriAll Global Union.


4. Studi e rapporti

Intelligenza artificiale : Secondo i dati Eurostat, il 7% delle aziende dell’Unione Europea con oltre dieci dipendenti ha avuto ricorso ad applicazioni di IA nel 2020: il 2% delle aziende ha utilizzato il machine learning per analizzare internamente i big data; l’1% ha analizzato internamente i big data tramite l’elaborazione del linguaggio naturale, la generazione del linguaggio naturale o il riconoscimento vocale; il 2% ha utilizzato un servizio di chat, dove un chatbot o un operatore virtuale generano risposte in linguaggio naturale per i clienti; il 2% ha usato robot di servizio, che sono dotati di un certo grado di autonomia, ad esempio per eseguire compiti di pulizia, pericolosi o ripetitivi. Tra gli Stati membri, l’Irlanda ha registrato la più alta percentuale di aziende (23%) che hanno utilizzato applicazioni di IA, seguita da Malta (19%), Finlandia (12%) e Danimarca (11%).



  • Telelavoro. Il Parlamento Europeo ha pubblicato il 30 aprile uno Studio che analizza le recenti tendenze relative al ricorso al telelavoro e al lavoro cosiddetto mobile, basato sulle TIC, il suo impatto sui lavoratori, evidenziandone vantaggi e svantaggi, nonché sulle aziende e la società.  Lo studio tenta di individuare le sfide in vista di eventuali azioni politiche a livello UE. Esso è integrato da cinque case study di Stati membri (Finlandia, Germania, Irlanda, Italia e Romania).

 

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Insieme ai nostri esperti e corrispondenti nazionali, adottiamo un approccio dinamico, pratico e utile al monitoraggio del panorama sociale europeo.

Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

  • Un'intervista a un professionista del settore delle relazioni industriali, che offre una prospettiva unica su una questione sociale di attualità, su un accordo o su un esempio di buone pratiche.
  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
  • Infine, "IR Notes" ti tiene informato sui principali studi e ricerche condotti sul mondo del lavoro.

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