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IR Notes 184 – 20 aprile 2022
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Ralf-Peter Hayen, esperto di cogestione ed ex capo unità nel dipartimento
giuridico del Comitato Esecutivo Federale della Confederazione dei
Sindacati Tedeschi del lavoro (DGB)
Quali
sono le motivazioni che portano i sindacati tedeschi a
richiedere la riforma della Legge sull’ordinamento aziendale
(BetrVG) e quante probabilità vi sono che la proposta di
riforma diventi effettivamente legge? (cfr.: 2. Stati
membri) La Legge sull’ordinamento
aziendale (Betriebsverfassung Gestezt – BetrVG), che
disciplina la cogestione da parte dei comitati aziendali
(Betriebsrat), è entrata in vigore nel 1952. Da allora, è
stata revisionata soltanto trenta anni dopo, nel 1972. Il mondo di
quegli anni era diverso: i fax erano visti come una tecnologia del
futuro e Internet era ancora agli albori. Nel frattempo il quadro
generale e le responsabilità dei comitati aziendali sono cambiati in
modo fondamentale: digitalizzazione, globalizzazione,
internazionalizzazione e soprattutto la necessità di una
trasformazione socio-ecologica sono alcune tra le sfide più
importanti del nostro tempo sia per le aziende, sia per i
rappresentanti dei lavoratori. Le modifiche minori introdotte nel
frattempo, come ad esempio la Legge sulla modernizzazione delle
aziende del 2021, non hanno cambiato sostanzialmente la situazione.
L’iniziativa tende a mettere fine al blocco delle riforme.
Quanto alle prospettive di attuazione da
parte del legislatore, è poco probabile che il Governo federale
accolga integralmente la proposta di riforma in una proposta di
legge nel corso della presente legislatura. Nell’accordo di
coalizione i partiti si sono purtroppo impegnati soltanto a
sviluppare la cogestione in modo “poco invasivo”: ad esempio, si
prevede di dare ai sindacati un diritto di accesso digitale nelle
aziende e di migliorare l’azione penale in caso di ostruzione delle
elezioni e delle attività dei comitati aziendali.
La proposta di riforma vuole essere
piuttosto un contributo al dibattito sugli strumenti giuridici di
cui hanno bisogno i comitati aziendali per partecipare
all’organizzazione del mondo del lavoro di oggi e di domani.
Inoltre, l’applicabilità di queste proposte di riforma non dipende
soltanto dalla volontà degli attori politici che legiferano, ma
anche dai rapporti di forza sociali e dalla capacità dei sindacati
di fare campagna. All’inizio del mese prossimo si terrà il 22°
Congresso Federale della DGB all’insegna dello slogan “Il futuro lo
plasmiamo noi”. Sono certo che farà propria questa iniziativa di
riforma della Legge sull’ordinamento aziendale (BetrVG ) come uno
dei temi chiave per il futuro e per la propria campagna. Quanto al
seguito, c’è da sperare che molte delle proposte normative di
emanazione sindacale e dirette a fare della BetrVG una legge
moderna, vengano riprese dal legislatore a medio termine.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Ralf-Peter
Hayen, Pascale
Turlan, Frédéric Turlan
e
Aimée Waldon. Vedi sul sito la squadra di
lavoro di IR Share.
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Note legali.
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0626 Z 9393.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a
disposizione i link
del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni
dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente
trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima
Pagina
La condanna
di Deliveroo per lavoro occulto mina la “finzione” della piattaforma di
intermediazione
Per la prima volta, in Francia, una piattaforma digitale è stata condannata
penalmente per lavoro occulto, per il fatto di aver impiegato fattorini come
lavoratori autonomi invece di assumerli con contratto subordinato. Il caso riguarda
la piattaforma di food delivery Deliveroo, cui il 19 aprile è stata inflitta una
multa di 375.000 euro per il reato di lavoro occulto. Essa dovrà inoltre versare
50.000 euro a titolo di risarcimento danni a ciascuna delle cinque organizzazioni
dei lavoratori che si erano costituite parte civile. I centosedici fattorini
interessati riceveranno ciascuno un importo compreso tra 500 e 4.000 euro per
risarcimento danni. Tale disposizione potrà essere ritoccata al rialzo nelle udienze
che si terranno il 6 febbraio 2023. Infine, due ex dirigenti sono stati condannati
per il reato di lavoro occulto a 30.000 euro di multa e a pene detentive di dodici
mesi con sospensione condizionale e a 5 anni di interdizione da uffici direttivi di
imprese. Un ex responsabile delle operazioni è stato condannato a una pena detentiva
di quattro mesi con la condizionale per «complicità in lavoro occulto», nonché ad
una multa di 10.000 euro. Nelle conclusioni, la giudice ha smantellato il “nucleo”
di Deliveroo: il ruolo della piattaforma non è la semplice intermediazione tra
ristoranti e clienti, bensì un servizio di consegne organizzato che controlla,
dirige e sanziona i fattorini (cfr. Platform work). Lungi dal
considerare, come fa Deliveroo, che si tratti di subappalto di attività a lavoratori
autonomi, il giudice la ritiene piuttosto una «copertura giuridica», un «filtro» il
cui unico scopo è nascondere «una condizione di subordinazione», come riferisce
Barbara Gomes, docente dell’Università di Avignone, per la quale, questo mercoledì,
«la giustizia penale è stata anche giustizia sociale». «È una condanna penale molto
simbolica», come evidenzia Chloé Debas, ricercatrice in scienze politiche e
sindacalista di Solidaires, «perché per anni Deliveroo ha accusato i fattorini, i
sindacati e gli attivisti che li sostenevano, di proferire menzogne quando
spiegavano di essere lavoratori giuridicamente subordinati al datore di lavoro, e,
pertanto, lavoratori dipendenti». Nelle discussioni attualmente in corso tra il
Consiglio e il Parlamento Europeo, tale sentenza, che dimostra che il funzionamento
di una piattaforma rientra nella definizione di datore di lavoro, rafforzerà i
sostenitori della riqualificazione dei lavoratori delle piattaforme come lavoratori
subordinati, o almeno di quelli che soddisfano un certo numero di criteri che
individuano il nesso di subordinazione. Dimostrare che un modello economico si basa
su una massiccia frode sociale, attraverso il ricorso sistematico al lavoro occulto,
può solo indebolire le piattaforme. Inoltre, per Chloé Lebas, il risarcimento
riconosciuto alle cinque organizzazioni sindacali è «la prova che i sindacati
posseggono la legittimità di rappresentare i lavoratori delle piattaforme», cosa che
generalmente le piattaforme negano.
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1. Unione
Europea
Progetti
Trasparenza salariale : Il 5 aprile l’Europarlamento ha sostenuto ampiamente la relazione
presentata da Samira Rafaela (Renew Europe) e Kira Marie Peter-Hansen
(Verdi/ALE) diretta a rafforzare la proposta di direttiva sulla trasparenza
salariale (cfr. Pay
transparency). Gli
eurodeputati hanno abbassato a 50 dipendenti – invece dei 250 previsti dalla
proposta della Commissione (cfr. IR Notes
159) e dalla posizione del Consiglio
(cfr. IR Notes
176) – la soglia dell’obbligo a carico
delle aziende di elaborare una relazione in materia di retribuzioni al fine di
agevolare il confronto tra le retribuzioni, evidenziando ogni eventuale divario
retributivo di genere all’interno della stessa azienda. Non è certo che il
Parlamento riesca ad imporre la propria scelta di fronte ad un Consiglio diviso
e all’opposizione totale delle aziende. Inoltre, nei casi in cui la relazione
sulle retribuzioni evidenzi un differenziale di almeno il 2,5% (invece del 5%
della proposta della Commissione e della posizione del Consiglio), le aziende
saranno tenute ad avviare, congiuntamente con i rappresentanti dei lavoratori,
una valutazione delle retribuzioni al fine di elaborare un piano d’azione a
favore della parità di genere. La Commissione è invitata a creare un “marchio”
da attribuire alle aziende che non evidenzino divari retributivi di genere.
Rimangono solo tre mesi alla Presidenza francese perché si raggiunga un
compromesso su questo testo tra il Consiglio e il Parlamento.
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2. Stati
membri
Germania
Proposta di legge di emendamento della legge
sull’ordinamento aziendale (BetrVG) : Alcuni esperti della
confederazione sindacale tedesca DGB, della Fondazione Hans Böckler e del mondo
della ricerca hanno presentato il 6 aprile una riforma globale sotto forma di
proposta di legge, al fine di emendare la Legge sull’ordinamento aziendale
(Betriebsverfassung Gestezt – BetrVG), all’origine della cogestione. La
proposta si incentra su sei punti: 1) nuove norme dirette al miglioramento della
tutela ambientale e l’uguaglianza nelle aziende attraverso il rafforzamento dei
diritti di cogestione; 2) misure volte a garantire la sicurezza dell’occupazione
grazie al miglioramento della cogestione, in particolare nel campo della formazione
continua e della gestione previsionale dell’occupazione; 3) rafforzamento della
cogestione per garantire tutela della persona e dei dati a carattere personale nei
luoghi di lavoro ; 4) disposizioni volte ad assicurare che la cogestione in seno
alle aziende non possa essere di fatto messa a repentaglio da un’organizzazione
aziendale sempre più internazionale e complessa; 5) riforme per una migliore tutela
dei diritti individuali dei lavoratori; 6) riforme per agevolare la tenuta delle
elezioni dei comitati aziendali (Betriebsrat) e impedire i comportamenti
dei datori di lavoro volti a ostacolare la creazione di comitati aziendali. Questa
ampia serie di novità contenute nella proposta di legge sono formulate
dettagliatamente come emendamenti della BetrVG e pubblicate in uno studio.
Un’importante proposta di modifica riguarda la richiesta che il datore di lavoro si
astenga da qualsiasi azione che possa ledere – anche indirettamente – uno dei
diritti del comitato aziendale. In altri termini, non appena il datore di lavoro non
rispetta i diritti del comitato aziendale, deve essere sanzionato, ad esempio con la
possibilità per il comitato aziendale di adire le vie legali per ottenere la
sospensione o l’annullamento di una decisione. Questa possibilità esiste attualmente
soltanto per i diritti connessi alla cogestione, ma non per gli altri diritti, ad
esempio il mancato rispetto degli obblighi di consultazione nel caso di una chiusura
pianificata di un’azienda. Tale prerogativa, assente nelle disposizioni legislative
in materia di comitati aziendali europei (vedi intervista, IR Notes 71),
dovrebbe essere riconosciuta anche ai comitati aziendali tedeschi.
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Spagna
Strumento di valutazione del divario retributivo
: In applicazione del Regio
Decreto 902/2020 del 13 ottobre 2020 sulla parità retributiva tra donne e
uomini, è stato presentato dal Governo, il 13 aprile, uno strumento di
valutazione online, gratuito, elaborato in collaborazione con le parti sociali, che
consente alle aziende di valutare il valore dei posti di lavoro secondo diversi
criteri, quali la natura, le mansioni da svolgere, il livello di qualificazione, le
condizioni in cui viene svolto il lavoro, ecc., con lo scopo di agevolare lo
sviluppo di piani per la parità rendendo possibile l’individuazione di possibili
discriminazioni tra donne e uomini (cfr. comunicato).
- Negoziazione dei piani per la
parità. In una sentenza
del 28 marzo scorso, la Corte Suprema ha respinto il ricorso intentato
dall’organizzazione imprenditoriale CEOE contro l’articolo 5.3 del Regio decreto
901/2020 del 13 ottobre in materia di piani per la parità, il quale
prevede che nelle aziende in cui non sia presente una rappresentanza dei
lavoratori legalmente eletta per mancata tenuta di elezioni sindacali, il potere
di negoziare i piani per la parità spetti ai sindacati più rappresentativi del
settore. Diversamente, secondo il parere del CEOE, in tali fattispecie, la
negoziazione dovrebbe essere condotta dalle cosiddette “commissioni ad hoc”
nominate dai lavoratori. La Corte Suprema ha invece ribadito che i piani per la
parità devono essere oggetto di accordi aziendali, la cui negoziazione non
rientra nei poteri delle “commissioni ad hoc” (cfr. comunicato dell’UGT
e delle CCOO).
- Salute mentale e
precarietà. Il Ministero del Lavoro e dell’Economia
Sociale ha istituito il 7 aprile una commissione di esperti dedicata all’impatto
della precarietà del lavoro sulla salute mentale, la quale dispone di sei mesi
per consegnare le proprie conclusioni. Per il Ministro Yolanda Diaz, la
giustizia sociale e la lotta alla precarietà sono «anche una questione di salute
per tutti. Ora più che mai dobbiamo continuare a porre al centro delle nostre
preoccupazioni il lavoro dignitoso, con orari di lavoro e retribuzioni
dignitose» (cfr. comunicato).
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Italia
Bilancio della contrattazione collettiva. :
È stato presentato il 13 aprile dalla Fondazione Di Vittorio e
dalla CGIL il terzo Rapporto
sulla contrattazione di secondo livello in cui vengono analizzati un campione di
2.168 accordi sottoscritti dalle parti sociali tra il 2019 e il 2021, in particolare
862 accordi di livello aziendale. Il rapporto evidenzia una forte crescita degli
accordi che istituiscono comitati paritetici per gestire l’emergenza del Covid-19 e
di quelli dedicati al “lavoro agile”. Il rapporto contiene inoltre alcuni
approfondimenti sul funzionamento del dialogo sociale presso Electrolux, presentato
come modello partecipativo, Autostrade per l’Italia (digitalizzazione e relazioni
sindacali) e ENI per quanto riguarda in particolare il protocollo siglato il 3
dicembre 2020 con le tre federazioni Filctem-Cgil, Femca-CISL, Uiltec-UIL avente ad
oggetto il «Modello di relazioni industriali a supporto del percorso di transizione
energetica» (cfr. comunicato della CGIL
e della Fondazione
Di Vittorio).
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Irlanda
Bonus per l’assunzione di apprendisti donne :
Allo scopo di riequilibrare le quarantuno filiere di
apprendistato a predominanza maschile, il Governo ha annunciato, con effetto
retroattivo al 1° gennaio, il pagamento di un contributo addizionale di 2.666 euro
alle aziende che assumano giovani donne con contratti di apprendistato. Il regime
è aperto anche aperto all’unica filiera a predominanza femminile: l’azienda ha
diritto al contributo per l’assunzione di un apprendista di sesso maschile (cfr. comunicato).
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Francia
Elezioni presidenziali : «Mai la
minaccia di vedere l’estrema destra all’Eliseo (N.d.R.: la sede della presidenza
della Repubblica) è stata così forte. Questo ci obbliga ad intervenire oggi al fine
di evitare questo scenario catastrofico», spiegano in un intervento
congiunto pubblicato dal Journal du Dimanche, i segretari generali
delle due principali confederazioni sindacali, Laurent Berger (CFDT) e Philippe
Martinez (CGT). Se da un lato la CFDT dà chiaramente indicazioni di voto a favore di
Emmanuel Macron (cfr. comunicato)
per bloccare la candidata dell’estrema destra, Marine Le Pen, la CGT dichiara che
«nessun voto del mondo del lavoro deve andare all’estrema destra, che deve essere
combattuta ovunque» (cfr. comunicato).
La terza sigla sindacale, Force Ouvrière, fedele alla propria tradizione, non emette
indicazioni di voto, ricordando, però, che i suoi valori sono contrari a quelli
dell’estrema destra (cfr. comunicato).
Da parte sua, la CFTC spiega che il programma di Marine Le Pen «non è compatibile
con la storia, i valori e il progetto della CFTC». Giudica «il concetto di priorità
nazionale (…) contrario al valore cardinale della dignità della persona umana»
(cfr. comunicato).
Eppure, il voto a favore di Marine Le Pen nei sindacati francesi è comparabile a
quello di tutta la popolazione francese: 21% in media dei voti per i simpatizzanti
di origine sindacale rispetto al 23% per l’intera popolazione francese, secondo un
sondaggio Harris-Liaisons sociales. Si tratta però di otto punti in più rispetto al
2017 e il sondaggio registra picchi del 31% tra i simpatizzanti aderenti a FO e del
29% tra quelli aderenti alla CFTC.
- Negoziato tra le parti sociali sulla
pariteticità. È stata raggiunta tra le parti sociali il
14 aprile l’intesa sulla bozza di accordo nazionale intercategoriale sul
funzionamento del dialogo sociale a livello intercategoriale e il ruolo delle
parti sociali nella gestione delle istituzioni paritetiche, quali
l’assicurazione contro la disoccupazione o i regimi pensionistici
complementari. Il testo, che dovrà poi essere approvato dalle diverse
organizzazioni sindacali entro il 15 giugno, prevede altresì l’istituzione di
uno spazio di dialogo sociale volto a elaborare, su base paritetica, e
autonomamente dal Governo, l’agenda delle tematiche in discussione, invitando i
futuri governi a non emettere più alcun “documento di inquadramento ” per i
negoziati intercategoriali. Tale tipologia di documento era stato concepito
negli ultimi anni dal Governo al fine di specificare il quadro di bilancio entro
il quale dovevano limitarsi i risultati dei negoziati ed era percepito dalle
parti sociali come una lesione della loro autonomia.
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Romania
Contratto collettivo bancari e smart working :
Le parti sociali del settore finanziario e bancario hanno
sottoscritto l’8 aprile il secondo contratto collettivo di categoria, dopo il primo
del 2018. Si tratta di uno dei pochi accordi di categoria esistenti in Romania. Lo
stesso giorno è stato sottoscritto anche un accordo sullo smart working. I due testi
si applicheranno a circa 23.000 dipendenti. Il contratto porta il salario minimo
lordo a 3.300 lei, dal precedente livello fissato nel 2018 a 2.500 lei (da 505 a 667
euro circa) e prevede scatti legati all’anzianità (cfr. comunicato
dell’organizzazione imprenditoriale CBPR). Come evidenzia UNI Europa, l’accordo
sullo smart working contempla la possibilità di coprire i costi per le
apparecchiature, pone limiti al monitoraggio dei lavoratori che operano da remoto e
stabilisce il diritto alla disconnessione (cfr. comunicato
di UNI Europa).
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3. Paesi
Terzi
Regno
Unito
Strategia nazionale in favore della salute delle
donne : Il Governo inglese ha pubblicato una sintesi
dei contributi ricevuti dalle 436 organizzazioni ed esperti che hanno risposto
all’invito a partecipare all’elaborazione della prima “Strategia in favore della
salute delle donne” (cfr. comunicato
stampa), che ha fatto seguito al documento
pubblicato dal governo lo scorso dicembre. Per il Ministro della Salute delle Donne
Maria Caufield, «le donne hanno vissuto in un sistema sanitario concepito
principalmente da uomini e per gli uomini». È giunto il momento di «colmare il
divario di genere nella salute». Un impegno che riguarda anche la salute nei luoghi
di lavoro. Alcuni dei contributi sono incentrati infatti sulla salute delle donne
nei luoghi di lavoro, e dovrebbero indurre una riflessione globale su come rendere
il posto di lavoro più accogliente per le lavoratrici, affrontando le sofferenze
legate a endometriosi, mestruazioni, menopausa, aborti spontanei o all’impatto della
violenza domestica sul lavoro. In relazione alla menopausa (cfr. anche IR Notes 176),
oltre alle classiche vampate di calore, molte organizzazioni hanno fornito esempi di
sintomi poco conosciuti come la nebbia cognitiva, la perdita di memoria e l’ansia,
che possono avere un impatto diretto e grave sulla concentrazione delle donne,
impedendo loro di svolgere il proprio lavoro. Le aziende dovrebbero combattere i
tabù e la stigmatizzazione legati alle donne in menopausa, con la conseguenza, tra
le altre cose, di ottenere una migliore ritenzione della forza lavoro femminile, una
maggiore produttività e un minore assenteismo nella popolazione attiva. Il documento
affronta ulteriori problematiche, come l’endometriosi, sostenendo che le donne
dovrebbero poter ricorrere ai congedi per malattia in caso di bisogno, piuttosto che
attingere ai congedi retribuiti quando hanno necessità di assentarsi dal lavoro. Si
attira inoltre l’attenzione sulla violenza domestica che può portare molte donne a
perdere il lavoro in quanto l’aggressore ha ‘sabotato’ la loro capacità di lavorare,
o ancora l’interruzione di gravidanza (aborto spontaneo), o i casi di bambini nati
morti.
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4.
Aziende
Società
europee
Quadro della procedura di
informazione-consultazione : È stato
sottoscritto un Accordo in materia di
informazione, consultazione e partecipazione a livello
europeo tra il gruppo Atos SE (109.000
addetti), specializzato nei servizi digitali, e la delegazione speciale di
negoziazione, scaturita dal precedente comitato europeo di Atos SE, il cui
accordo era stato cessato dalla direzione nel 2020 per mancata intesa tra le
parti sulla negoziazione di un protocollo aggiuntivo (cfr. IR
Notes 163). Alla fine del 2021, la
Corte d’Appello di Versailles aveva emesso una sentenza che obbligava la direzione a ripristinare il comitato precedentemente
disciolto almeno fino a marzo 2022, data entro la quale sarebbe dovuta avvenire,
in caso di mancato accordo, l’istituzione del nuovo comitato secondo le
disposizioni accessorie della Direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori nelle
società europee (cfr. IR Notes
176). Le parti sono infine riuscite a
sottoscrivere un nuovo accordo prima di tale scadenza, il quale andrà a
sostituirsi a quello concluso nel 2012. Il testo prevede una procedura di
informazione e consultazione chiaramente cadenzata, con una fase di informazione
e, una volta soddisfatte le richieste del comitato, una fase di consultazione.
Il processo dovrebbe svolgersi in un periodo compreso tra sessanta e
settantacinque giorni, a seconda dell’oggetto della consultazione, con una
proroga di quindici giorni in caso di ricorso alla consulenza di un esperto
(entro un massimo di 175.000 euro all’anno). Al termine del periodo, che può
essere prorogato, il comitato emette un parere formale. Se ciò non avviene, la
direzione chiude la consultazione ritenendo che il comitato abbia espresso un
parere implicitamente negativo. Le due riunioni annuali del comitato devono
tenersi in presenza, con la possibilità per i supplenti di seguirle da remoto
«in modalità ascolto». I gruppi di lavoro istituiti in seno al comitato devono
utilizzare le «tecnologie della comunicazione» e, in alcuni casi, in particolare
se la durata non supera quattro ore, le riunioni straordinarie possono essere
tenute da remoto. Al ricorrere di circostanze eccezionali, il comitato ha la
facoltà di nominare un gruppo di lavoro al fine di elaborare un parere, che
dovrà poi essere approvato dal comitato stesso. In termini di partecipazione, il
comitato europeo può eleggere un «comitato partecipativo», composto da tre
membri, che funga da collegamento tra il comitato europeo stesso e il consiglio
d’amministrazione. Un’equilibrata clausola di riservatezza prevede che la
direzione non deve definire «arbitrariamente» le informazioni come riservate,
bensì esporre le ragioni della riservatezza, specificandone la durata nel tempo.
Un’ulteriore clausola prevede particolari tutele per coloro che ricoprono il
mandato di membro del comitato europeo e stabilisce che il bureau del comitato
stesso debba essere informato di ogni procedura di licenziamento che riguardi
uno dei membri. Ogni membro dispone di 160 ore annuali per esplicare il proprio
mandato, oltre a quattro giorni di formazione all’anno. L’appartenenza al
comitato è considerata dalla direzione come un «contributo pertinente e
produttivo» e dovrebbe essere presa in considerazione nella «pianificazione del
carico di lavoro» e nei colloqui di valutazione.
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Accordi
transnazionali
Una Carta dello smart working :
Il gruppo bancario BNP Paribas ha reso pubblica il
6 aprile una Carta europea sul
telelavoro sottoscritta lo scorso
novembre con il comitato aziendale europeo e le federazioni sindacali europee
UNI Europa e FECEC (cfr. comunicato). Il testo propone «un quadro comune» per tutto il gruppo in Europa
al fine di sviluppare e rafforzare il telelavoro (ad eccezione dei periodi
emergenziali, quali ad esempio la pandemia da Covid-19 (cfr. Telework). Esso si applica in 22 paesi e riguarda
132.000 lavoratori. La Carta stabilisce alcuni principi generali come la quota
massima di lavoro esercitato in smart working fissata al 50%, e la presenza
minima in ufficio di un giorno a settimana. Il testo fissa il principio della
«doppia volontarietà» (quella del lavoratore e del manager; non viene stabilito
alcun diritto al telelavoro) e della reversibilità permanente su richiesta sia
del dipendente che del manager. Il luogo in cui si esercita il telelavoro deve
essere la residenza del dipendente o «qualsivoglia altro luogo privato, di
carattere temporaneo o permanente, ubicato all’interno del paese» che consenta
di rientrare in ufficio, ove necessario, nell’arco di tempo di mezza giornata.
Il luogo deve essere adatto al lavoro da remoto (sicurezza, ergonomia,
tranquillità, connessione sicura, ecc.) e, per motivi di sicurezza, non può
trattarsi di «un terzo luogo esterno» come uno spazio di coworking. Gli smart
worker transfrontalieri non sono esclusi dal regime; verrà tuttavia effettuato
un apposito studio al fine di valutare la loro situazione rispetto alle
normative esistenti e alla loro copertura sanitaria. Le parti prevedono almeno
una forma di indennizzo tra quattro possibilità: indennità finanziaria,
attribuzione di buoni pasto, accesso a tariffe preferenziali di provider
internet o accesso a offerte negoziate dall’azienda tramite «partnership
esterne».
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Sicurezza dei lavoratori trasferiti :
Lo scorso 7 aprile il comitato aziendale europeo di Engie ha
adottato il protocollo sottoscritto tra il comitato stesso e il gruppo di
costruzioni Bouygues in cui vengono formalizzati gli impegni sociali assunti dal
gruppo Bouygues nell’ambito dell’acquisizione della società Equans appartenente al
gruppo Engie. Il protocollo « determina le modalità della continuità del dialogo
sociale a livello europeo quando Equans entrerà a far parte del gruppo Bouygues»
(cfr. IR Notes
174). Esso è stato firmato ufficialmente il 13 aprile e dovrà ora
raccogliere le firme delle tre federazioni sindacali europee (EPSU, IndustriAll e
EFBWW) che accompagnano il comitato aziendale europeo di Engie (cfr. comunicato del CAE di Engie).
È il primo accordo transnazionale tra un comitato aziendale europeo, l’azienda
cessionaria (Bouygues) e le federazioni sindacali europee, senza che l’azienda
cedente (Engie) se ne assuma la responsabilità.
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5. Studi e
rapporti
Straordinari : Un recente studio
di Eurofound evidenzia una frattura tra paesi in cui gli straordinari fanno parte
delle regolari mansioni dei lavoratori per i quali devono rendersi disponibili, ed
altri in cui sono considerati eccezionali, ed autorizzati solo in casi specifici
(cfr. Overtime). Con lo sviluppo del
lavoro da remoto a seguito della pandemia, anche il modo in cui si registrano le ore
di lavoro sta cambiando e gli straordinari sono spesso invisibili “straordinari
grigi”, cioè né conteggiati, né pagati. In generale, gli straordinari non pagati
sembrano ancora diffusi nell’UE. Lo studio ricorda che gli straordinari e le lunghe
giornate di lavoro hanno effetti deleteri sulla salute fisica e mentale dei
lavoratori e sono fattori di rischio per le malattie.
- Coinvolgimento delle parti
sociali. Da uno studio
della Fondazione per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
(Eurofound) emerge l’insufficiente coinvolgimento delle parti sociali nella
predisposizione dei piani nazionali di per la ripresa elaborati ogni anno dagli
Stati membri per la Commissione Europea, nonché, più generalmente, nella
progettazione delle riforme sociali. Lo studio evidenzia la necessità imperiosa
della partecipazione delle parti sociali, in particolare nel contesto delle
misure per affrontare la guerra in Ucraina e il cambiamento climatico.
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