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IR Notes 205 – 5 aprile 2023
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Tom Hayes, direttore generale della società di consulenza BEERG
A suo parere, e alla luce della sua
lunga attività di consulenza in materia di relazioni industriali
per molte multinazionali, le difficoltà di accesso alla
giustizia per i comitati aziendali europei che si riscontrano in
Irlanda, evidenziate nell’ultimo numero di
IR
Notes,
spiegano l’elevato numero di aziende che la scelgono come sede
per i loro comitati aziendali
europei? Assolutamente no! L’arrivo in massa dei
comitati aziendali europei in Irlanda è dovuto alla circostanza che
nel post Brexit molte multinazionali, spesso americane, si sono
trovate nella necessità di dover scegliere un altro Stato membro per
nominare il loro rappresentante in seno al CAE. Queste aziende
vogliono soltanto una cosa: un ambiente giuridico a loro
comprensibile. La scelta dell’Irlanda è apparsa quindi naturale per
motivi di lingua e di somiglianza dell’ordinamento giuridico.
Immaginiamo un’azienda americana che debba affrontare una
controversia con un comitato aziendale europeo; preferirà difendersi
in una lingua che comprende, e leggere tutti i documenti procedurali
in inglese. Francamente, nessuno dei nostri clienti è soddisfatto
della legislazione attuale e mi autorizzano a dirlo apertamente. Tre
anni fa abbiamo pubblicato una nota a cura dell’ex Presidente del Tribunale del
Lavoro irlandese, Kevin Duffy, in cui venivano messe in luce le
carenze della legislazione irlandese. La soluzione, condivisa con
tutte le parti interessate, compresi i sindacati, è molto semplice:
occorre allineare la legislazione relativa ai comitati aziendali
europei con le disposizioni esistenti in materia di contenzioso sul
diritto del lavoro, riconoscendo ai CAE la possibilità di ricorrere
alla mediazione della Workplace Relations Commission (WRC) e, in
caso di mancato accordo, la possibilità di adire il tribunale del
lavoro. Le aziende sono favorevoli. Non è affatto chiaro a cosa sia
dovuto questo blocco a livello governativo, quando la soluzione è
così semplice. È molto probabile che la Commissione Europea apra una
procedura di infrazione nei confronti dell’Irlanda se non otterrà
una risposta in tempi brevi.
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Agenda
29 marzo
Bruxelles
Conferenza congiunta ELA ed Eurofound «Dove
sono le carenze, dove sono i lavoratori?».
25 aprile
Vienna
Conferenza finale del progetto europeo condotto dalle parti
sociali dell’industria delle costruzioni (EFBWW e FIEC) su «Un
mercato del lavoro europeo che funzioni meglio».
28 aprile
Budapest
Conferenza internazionale “Decent Work in the Digital
Age” (Lavoro dignitoso nell’era digitale), organizzata dal
Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università Cattolica Pázmány
Péter, con il sostegno della Friedrich Ebert Stiftung Budapest (informazioni).
3-4 maggi
Stoccolma
Riunione informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari
sociali
12 giugno
Luxembourg
Consiglio Occupazione e Politica sociale
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan e Frédéric
Turlan. Vedi sul sito la squadra di
lavoro di IR Share
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Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
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delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
Più
trasparenza per meno discriminazioni retributive
A poco più di due anni dalla presentazione della proposta da parte della Commissione
Europea (cfr. IR Notes
159), il Parlamento Europeo ha adottato definitivamente la Direttiva
sulla trasparenza delle retribuzioni (cfr. comunicato
e Pay transparency). La
direttiva dovrà ora essere approvata dal Consiglio prima della pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale dell’UE. È previsto un lasso di tempo di tre anni per il
recepimento della direttiva nel diritto nazionale degli Stati membri. Visti i
numerosi cambiamenti che si prospettano, le aziende non avranno molto tempo a
disposizione per prepararsi. La misura chiave è l’introduzione di un nuovo obbligo
per i datori di lavoro che consiste nel produrre un rapporto sui dati relativi al
divario retributivo di genere, che includa le «componenti variabili o complementari»
(art. 9). Per le aziende con oltre di 150 addetti, il rapporto deve essere elaborato
entro quattro anni dall’entrata in vigore della direttiva. Esso dovrà essere poi
aggiornato ogni anno da parte delle aziende con almeno 250 addetti e ogni tre anni
per quelle con un numero di dipendenti compreso tra 150 e 249. Le aziende con
100-149 addetti dovranno stendere il rapporto entro otto anni e poi ripetere
l’esercizio ogni tre anni. Tale meccanismo è corredato da una «valutazione
congiunta» da condurre in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori quando:
1) il rapporto riveli «una differenza del livello retributivo medio tra lavoratori
di sesso femminile e di sesso maschile pari ad almeno 5% in una qualsiasi categoria
di lavoratori»; 2) il datore di lavoro non abbia giustificato questa differenza
sulla base di criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere; 3) il datore
di lavoro non abbia rimediato a questa differenza immotivata (…) entro sei mesi
dalla data della comunicazione delle informazioni sulle retribuzioni (art. 10).
Inoltre, in un considerando della direttiva si puntualizza che «Se non vi sono
rappresentanti dei lavoratori, questi dovrebbero essere designati dai lavoratori ai
fini della valutazione congiunta delle retribuzioni». La Direttiva rende
obbligatoria l’adozione di «sistemi retributivi che assicurino la parità di
retribuzione», obbligando i datori di lavoro a utilizzare sistemi di valutazione e
inquadramento professionale neutri sotto il profilo del genere (art. 4). La
Direttiva conferisce altresì diritti diretti: i candidati a un impiego hanno il
diritto di ricevere informazioni sulla «sulla retribuzione iniziale o sulla relativa
fascia» da attribuire alla posizione in questione (art. 5); i lavoratori hanno il
diritto di «richiedere e di ricevere per iscritto» informazioni «sul loro livello
retributivo individuale e sui livelli retributivi medi, suddivisi per sesso, per le
categorie di lavoratori che svolgono il loro stesso lavoro o un lavoro di pari
valore (art. 7)». Inoltre, nessuna clausola contrattuale può vietare ai dipendenti
di comunicare informazioni sulla loro retribuzione. La direttiva introduce
un’inversione dell’onere della prova qualora il datore di lavoro non abbia attuato i
propri obblighi in materia di trasparenza retributiva ove i lavoratori «abbiano
prodotto (…) elementi di fatto in base ai quali si possa presumere che ci sia
stata discriminazione diretta o indiretta». La direttiva rafforza le sanzioni,
facilita l’accesso alla giustizia e introduce il diritto al risarcimento. Infine,
introduce nel diritto dell’UE la discriminazione intersezionale, ossia «la
discriminazione fondata su una combinazione di discriminazioni fondate sul sesso e
su qualunque altro motivo» di discriminazione oggetto di
protezione.
> Per saperne di più: il divario
retributivo di genere nell’UE è stato ridotto dal 16,4% nel 2012 al 12,7% nel 2021
(cfr. dati
Eurostat, scheda
del Parlamento e Gender pay gap).
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Rafforzamento del dialogo sociale :
La Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali del
Parlamento Europeo ha predisposto, per un’adozione prevista il 26 aprile, un Progetto
di proposta di risoluzione sul rafforzamento dialogo sociale. Il testo
abbraccia diversi temi, in risposta alle proposte della Commissione Europea volte al
rafforzamento del dialogo sociale (cfr. IR Notes 201)
chiedendo nel contempo l’adozione di nuove direttive in materia sociale. In una lettera inviata il 27 marzo
ai membri della Commissione, otto organizzazioni imprenditoriali settoriali hanno
espresso una ferma opposizione a tutto quanto possa ostacolare l’autonomia delle
parti sociali, come ad esempio la definizione di un obiettivo di copertura
contrattuale del 90%, come proposto nella bozza, cosa che a loro parere rappresenta
una «interferenza», da parte delle autorità pubbliche, nel processo di fissazione
delle retribuzioni. «Siamo favorevoli al dialogo sociale e alla contrattazione
collettiva. Ma il loro rafforzamento deve avvenire tramite le parti sociali», spiega
Delphine Rudelli, Direttrice generale di Ceemet, una delle otto organizzazioni
firmatarie (cfr. Strengthening collective
bargaining). Le aziende chiedono inoltre alla Commissione di non
proporre una nuova direttiva sull’informazione e la consultazione dei lavoratori, in
quanto ritengono «adeguata nella sua forma attuale» la direttiva relativa ai
comitati aziendali europei.
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Dialogo
sociale settoriale
Telecomunicazioni : È stata
adottata il 15 marzo dalle parti sociali del settore delle telecomunicazioni una Dichiarazione congiunta di
condanna di ogni tipo di violenze e molestie nei luoghi di lavoro. Il testo
invita le parti sociali, a livello di categoria o aziendale, a negoziare «adeguate
misure di sostegno e sicurezza per le vittime di violenza domestica» e ad
organizzare sessioni di informazione e formazione (cfr. Harassment and violence at
work).
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2. Stati
membri
Danimarca
Molestie sessuali : È stata
adottata dal Parlamento il 23 marzo la Legge sulle molestie
sessuali in attuazione dell’accordo trilaterale raggiunto in materia nel
marzo 2022. Come evidenzia il Governo, il testo mira a sostenere il «necessario
cambiamento culturale in ogni luogo di lavoro». La legge richiede alle aziende di
«creare un ambiente in cui si possa svolgere il proprio lavoro senza incorrere in
molestie e di affrontare gli episodi di molestie sessuali». Prevede inoltre che la
vittima possa richiedere un risarcimento ai coloro che hanno commesso il reato (cfr.
comunicato).
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Spagna
Salute mentale : La Ministra del
Lavoro, Yolanda Díaz, ha presentato una relazione
su Precarietà lavorativa e salute mentale. In essa si «afferma in modo forte e
chiaro», dichiara Yolanda Díaz, «che esiste un nesso tra salute mentale e
disuguaglianza, che l’impatto sulla salute mentale dei lavoratori più precari è più
del doppio, e che la situazione più grave si riscontra tra le donne, gli immigrati e
i giovani». La commissione che ha steso il rapporto propone di migliorare le
condizioni le tutele, la salute e l’assistenza dei lavoratori, nonché la creazione
di un «sistema di salute mentale universale, equo, gratuito, umano e di qualità»
(cfr. comunicato).
Gli esperti sottolineano che sono cause del deterioramento della salute mentale
l’economia informale, la precarietà, le forme decentrate di organizzazione della
produzione e la sottovalutazione delle cure necessarie, evidenziando altresì che
anche in caso di contratti stabili si rileva un impatto negativo dovuto a
problematiche quali la disconnessione, gli straordinari o gli orari di lavoro
imprevedibili.
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Francia
Riforma pensionistica :
Nonostante le forti proteste popolari e un fronte sindacale
unito, il Governo è riuscito ad approvare la Legge di modifica relativa al
finanziamento della previdenza sociale recante alcune disposizioni relative alla
riforma del sistema pensionistico. Il Governo si è avvalso di una disposizione della
Costituzione (contenuta nell’articolo 49.3), che consente il varo di un
provvedimento senza il voto dell’Assemblea Nazionale mettendo pertanto in gioco la
propria responsabilità per consentire l’approvazione del Progetto
di legge. La riforma è stata quindi approvata il 20 marzo (cfr. dossier
legislativo). Prima di entrare in vigore, la riforma deve essere promulgata
dal Presidente della Repubblica, a condizione che la Corte Costituzionale, che dovrà
pronunciarsi il 14 aprile, ne confermi la costituzionalità (cfr. comunicato).
Tra le misure principali ricordiamo: 1) l’età pensionabile legale sarà gradualmente
innalzata a 64 anni con una cadenza di tre mesi l’anno a partire dal 1° settembre
2023, fino a raggiungere i 64 anni nel 2030; 2) vengono ravvicinate le scadenze, già
contenute nella precedente riforma, previste per l’aumento dell’anzianità
contributiva necessaria per ottenere il massimo pensionistico; i 43 anni
contributivi saranno richiesti dal 2027 (anziché dal 2035), con un innalzamento di
un trimestre all’anno (anziché un trimestre ogni tre anni); 3) viene mantenuta a 67
anni l’età anagrafica in cui viene soppressa la penalizzazione, rendendo così
possibile il pensionamento con il massimo importo; 4) sono previste diverse misure
di adattamento dei regimi relativi alle carriere lunghe e al pensionamento
anticipato; 5) vengono aboliti diversi regimi speciali per i nuovi assunti (aziende
municipalizzate dei trasporti (RATP), industrie del settore elettricità e gas,
ecc.); 6) viene prevista una pensione minima per i lavoratori che hanno effettuato
una carriera completa a tempo pieno; 7) al fine di agevolare l’occupazione dei
lavoratori anziani, il testo prevede un “indice dei senior” che obbligherà le
aziende, come nel caso della parità di genere, a valutare le loro pratiche volte al
mantenimento in attività (e di assunzione) dei lavoratori anziani. La legge impone
inoltre alle parti sociali di negoziare un accordo nazionale sull’occupazione dei
senior. In caso contrario, il Governo sperimenterà un contratto di lavoro specifico
(a tempo indeterminato, cosiddetto “CDI senior”) che darà luogo a uno sgravio
contributivo.
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Irlanda
Piano d’azione nazionale contro il razzismo :
Il Governo ha reso noto il 21 marzo il Piano
d’azione nazionale contro il razzismo che prevede iniziative nel campo
dell’occupazione, quali l’elaborazione di una guida rivolta ai lavoratori e alle
aziende allo scopo di combattere il razzismo e promuovere l’uguaglianza razziale sul
posto di lavoro in tutti i settori, accompagnata da una campagna di
sensibilizzazione. Il piano introduce altresì misure specifiche sia per i settori e
i luoghi di lavoro in cui le minoranze etniche sono sottorappresentate, sia per
quelli in cui sono sovrarappresentati (cfr. comunicato).
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Italia
Controlli a tappeto sui rider :
È stata condotta il 24 marzo un’operazione su larga scala a
livello nazionale al fine di accertare la situazione dei ciclofattorini che lavorano
per le piattaforme di food delivery. L’operazione è diretta a tutelare i lavoratori
rider dalle nuove forme di sfruttamento, note come caporalato digitale, realizzato
attraverso cessioni di account per accedere alle piattaforme di food delivery,
dietro la corresponsione al titolare dell’account di una quota percentuale del
guadagno giornaliero del lavoratore. Il fenomeno riguarda solo i lavoratori
stranieri. È emerso che l’11% dei rider stranieri lavorano in cessione di account
(cfr. comunicato del Ministero
del Lavoro e, per ulteriori informazioni, dei Carabinieri).
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Romania
Rafforzamento della contrattazione collettiva :
Il Governo ha riesaminato la riforma del
dialogo sociale adottata nel 2011, che aveva abolito la contrattazione collettiva a
livello nazionale, ridotto il ruolo degli accordi di categoria a favore del
contrattazione di secondo livello nelle aziende con oltre 21 dipendenti, causando il
crollo della copertura dei contratti collettivi dal 100% a circa il 32% (cfr. Living and working in
Romania). In applicazione di questa importante riforma del
dialogo sociale e della contrattazione collettiva, adottata tramite la Legge 367/2022
del 19 dicembre 2022 (cfr. articolo
dell’AFSRU), il Governo ha appena adottato un provvedimento volto ad estendere,
dagli attuali 30 a 58, il numero dei settori in cui è possibile negoziare contratti
collettivi (cfr. comunicato).
Il Governo ha adottato altresì una Bozza
di decreto per integrare ed emendare la legge del 19 dicembre 2022.
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3. Stati
terzi
Norvegia
Obbligo di ricollocamento. : Il
Parlamento (Stortinget) ha adottato il 17 marzo un emendamento alla Legge
sull’ambiente di lavoro, in base al quale le aziende che fanno parte di un gruppo
sono tenute a proporre un posto di lavoro adeguato e un accesso prioritario ad una
nuova posizione in caso di riduzione della forza lavoro in altre parti del gruppo.
Questo obbligo di ricollocamento esteso, che secondo le dichiarazioni del Ministro
del Lavoro è destinato a «rafforzare la tutela dell’occupazione dei lavoratori»,
entrerà in vigore il 1° gennaio 2024 (cfr. comunicato).
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Regno
Unito
Long Covid : La confederazione
sindacale TUC ha pubblicato il 27 marzo i risultati di un sondaggio condotto tra
circa 3.000 intervistati riguardante l’impatto del Long Covid. Il numero di persone
che dichiarano di soffrire dei sintomi del Long Covid è aumentato da 970.000
nell’agosto 2021 a due milioni, secondo l’ultimo studio
condotto dall’Ufficio nazionale di statistica britannico. L’indagine ha rilevato che
il 14% di coloro che dichiarano di soffrire di Long Covid ha perso il lavoro. Il TUC
chiede un’azione urgente per garantire che le persone affette da Long Covid siano
adeguatamente tutelate e propone una serie di raccomandazioni, tra cui
l’introduzione di adeguamenti ragionevoli per i lavoratori interessati (cfr. comunicato).
- Salute delle donne. È
stata pubblicata il 14 marzo da parte della confederazione sindacale TUC una
relazione su “Salute
delle donne e luoghi di lavoro”, in cui vengono formulate diverse
raccomandazioni su mestruazioni e menopausa, gravidanza e salute materna sul
posto di lavoro, o ancora la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
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4.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Nuovi CAE : È stato sottoscritto
in seno al gruppo americano Google un accordo per
l’istituzione del comitato aziendale europeo. Oltre i lavoratori europei, esso
coprirà anche il Regno Unito e la Svizzera, due dei tre principali paesi in cui
opera Google in Europa, insieme all’Irlanda. La prima riunione si terrà entro sei
mesi dall’elezione e la nomina dei membri (cfr. comunicato
di UNI Europa). È stato inoltre istituito il comitato aziendale europeo di CNH Industrial, azienda leader
nella produzione di macchinari destinati al settore dell’agricoltura e delle
costruzioni nata a seguito della scissione di Iveco (cfr. comunicato
sindacale). Infine, l’azienda farmaceutica francese Biomérieux (5.127 addetti
nell’UE) ha sottoscritto il 16 gennaio un Accordo relativo al comitato
aziendale europeo, che succede agli accordi precedenti.
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5. Studi e
rapporti
Infortuni in smart working :
Eurogip ha pubblicato il 31 marzo una relazione in cui si effettua
uno studio comparativo tra i diversi regimi in materia di infortuni sul lavoro
durante lo smart working in sette paesi europei (Austria, Finlandia, Francia,
Germania, Italia, Spagna, Svezia). Per ciascuno dei paesi studiati, il rapporto
presenta, tra le altre cose, una panoramica delle normative in vigore e degli
obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro relativi allo smart working, le
disposizioni applicabili agli infortuni che si verificano durante questa tipologia
lavorativa e la giurisprudenza in materia.
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Rispetto della Carta Sociale Europea :
Il Comitato europeo dei Diritti Sociali (CEDS) ha pubblicato il
22 marzo le “Conclusioni 2022” sulla conformità di 33 Stati esaminati agli articoli
della Carta sociale europea relativi ai diritti del lavoro. Questo strumento
consente di verificare il rispetto di una serie di articoli della Carta da parte dei
paesi membri del Consiglio d’Europa. Il Comitato pubblica altresì rapporti
nazionali, le cui conclusioni sono di sicura utilità ai giuristi o alle parti
sociali dei diversi paesi. Tra le violazioni più comuni il Comitato rileva
l’insufficiente promozione dei meccanismi di contrattazione collettiva e l’assenza
di un diritto effettivo dei lavoratori a partecipare al processo decisionale in seno
alle aziende, relativamente a condizioni di lavoro, organizzazione del lavoro e
ambiente di lavoro. Il Comitato puntualizza che si estende anche alle molestie
online l’obbligo di promuovere «la sensibilizzazione, l’informazione e la
prevenzione delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro, o in relazione al lavoro,
nonché di adottare ogni adeguata misura atta a tutelare i lavoratori da tali
comportamenti» (art. 26) (cfr. scheda
sintetica, sintesi
della relazione e comunicato
con i link verso i rapporti nazionali.
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IA e gestione algoritmica :
L’ONG tedesca AlgorithmWatch ha pubblicato il 16
marzo, con il sostegno della Fondazione Hans-Böckler, uno studio
in cui si raccomanda un migliore coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori
nell’implementazione dell’IA e dei sistemi decisionali automatizzati, dalla
concezione all’applicazione. Gli autori intendono andare oltre la legislazione che
enfatizza un approccio di riduzione del rischio e «discussioni sindacali incentrate
sugli standard etici». «È urgente la necessità di adottare approcci più orientati
alla pratica e al processo», responsabilizzando «i lavoratori rispetto al processo
decisionale algoritmico», attraverso «requisiti di trasparenza, sostegno ad approcci
di governance co-partecipativa o finanziamento di programmi di formazione incentrati
sui sistemi decisionali automatizzati destinati i rappresentanti dei lavoratori».
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