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IR Notes 233 – 26 giugno 2024
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Mireille Randretsa, direttrice delle Relazioni industriali, Eramet
Cosa
ha portato il vostro gruppo a preferire il dialogo sociale
per fissare una base comune di tutele sociali (cfr. 3.
Aziende) piuttosto che l’adozione di misure
unilaterali? Nel 2022 il nostro gruppo
minerario ha trasformato il proprio CAE per adeguarlo alla realtà
della sua forza lavoro oramai all’80% extra-UE istituendo l’Eramet
Global Forum (EGF), che rappresenta tutti i lavoratori del gruppo
nel mondo. Il suo ruolo è sempre stato, sin dall’origine, negoziare
accordi con la direzione. Per noi, tutti i lavoratori, a prescindere
dalla loro nazionalità o dal loro status, devono poter ottenere lo
stesso livello di informazioni e fruire di una base di garanzie
essenziali. Questo primo accordo, che stabilisce una base di tutele
sociali per tutti, è stato negoziato direttamente con l’EGF, ma in
futuro saremo probabilmente condotti a negoziare accordi tematici,
ad esempio sulla diversità, l’inclusione o i diritti umani,
direttamente con la federazione IndustriAll Global Union, di cui un
rappresentante partecipa già ai lavori dell’EGF con lo status di
invitato permanente. Il dialogo con l’EGF ci ha consentito di
arricchire e di chiarire il nostro primo progetto, in particolare
per quanto riguarda la definizione di due azioni annuali di
prevenzione in materia di salute. I rappresentanti dei lavoratori
hanno preferito lasciare l’iniziativa al dialogo sociale locale in
funzione dei fabbisogni specifici. Le azioni sono quindi radicate
nelle realtà locali, come in Argentina, dove condurremo un progetto
incentrato sulla prevenzione in materia di lavoro in alta quota, in
quanto operiamo a circa 3870 metri di altitudine. Le discussioni con
i rappresentanti dei lavoratori hanno consentito inoltre di
migliorare la garanzia per la neutralizzazione dell’impatto del
congedo di maternità e di piena adozione sulle retribuzione e i
percorsi di carriera. L’obiettivo è garantire l’applicazione di un
aumento individuale, in modo che le lavoratrici che hanno ottenuto
buoni risultati continuino a godere dei frutti del loro impegno
durante il congedo di maternità o di adozione. Infine, grazie al
dialogo, il congedo di maternità retribuito al 100% è stato esteso
da 14 a 16 settimane.
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Agenda
27-30
giugno New York 20°
congresso annuale dell’International Labour and Employment Relations
Association (ILERA).
5 luglio
Bordeaux Colloquio
organizzato dall’Institut du travail dell’Università di Bordeaux, dal
titolo “Dopo Maastricht, 30 anni di Europa sociale – La Corte di
Giustizia e il diritto sociale dell’Unione Europea”. Contatto: institutdutravail@u-bordeaux.fr
16 luglio
Bruxelles
Consiglio Occupazione e politica sociale.
19-20 settembre
Bordeaux
Colloquio internazionale annuale del CIECST-Comparative
occupational health studies: “Invecchiamento della popolazione
lavorativa: quali sfide per la salute nei luoghi di lavoro, per il
ritorno o permanenza nel mondo del lavoro e la politica pensionistica”
(cfr. registrazione).
9 ottobre
Budapest
Riunione informale dei ministri dell’occupazione e della
politica sociale.
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
273 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Iris
Turlan e Frédéric
Turlan.. Vedi sul sito
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delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet –
Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
La revisione
della Direttiva CAE è sui binari giusti
In occasione del Consiglio Occupazione e Affari Sociali del 20 giugno, i Ministri del
Lavoro dei 27 Stati membri hanno adottato l’“orientamento generale” finalizzato il 5
giugno (cfr. IR Notes
232) e relativo alla proposta di revisione della direttiva sui comitati
aziendali europei presentata a gennaio dalla Commissione Europea (cfr. IR Notes 222). È
su questa base che potranno essere avviati i negoziati con il Parlamento non appena
quest’ultimo sarà in grado di adottare il mandato negoziale basato sulla relazione
Radtke, frutto del lavoro della Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali
del Parlamento (cfr.
IR Notes 228). Prima di evidenziare le principali modifiche introdotte dal
Consiglio (cfr. Progetti), occorre rilevare alcuni punti: 1) i rappresentanti dei cinque
Stati membri (Francia, Italia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna) intervenuti
all’atto del voto hanno sostenuto tutti il testo, seppur con sfumature diverse. Ad
esempio, la Spagna ha auspicato che il Parlamento rafforzi le sanzioni in caso di
violazione del diritto all’informazione-consultazione, mentre la Repubblica Ceca ha
ricordato la necessità di non aumentare gli oneri a carico delle imprese. Ciò detto,
il consenso a favore della direttiva è generale. 2) Il testo del Consiglio, come
ha affermato rallegrandosene il Commissario europeo per i diritti sociali, Nicolas
Schmit, «rispetta l’equilibrio» del testo presentato dalla Commissione, anche se le
disposizioni in materia di sanzioni sono state «edulcorate». 3) L’approccio generale del
Consiglio costituisce pertanto una «solida base per i negoziati interistituzionali»,
ha aggiunto Nicolas Schmit, lasciando intendere che le discussioni del trilogo
potrebbero andare avanti rapidamente tanto più che le posizioni del Consiglio e del
Parlamento non sono troppo distanti. 4)
L’orientamento generale è stato adottato a tempo di record, a
soli quattro mesi dalla presentazione della proposta della Commissione, grazie al
ruolo attivo della Presidenza belga dell’UE, che ha accelerato il ritmo per
raggiungere un consenso già sul quarto testo di compromesso da essa elaborato. 5) L’intensa attività di
lobbying da parte delle organizzazioni imprenditoriali, con due lettere inviate ai
rappresentanti degli Stati membri durante le discussioni (cfr. IR Notes 232, IR Notes 230 e
IR Notes 228) non
è riuscita ad apportare modifiche sostanziali alla proposta di direttiva e a
rallentare il processo di adozione. 6)
Un forte argomento a favore dell’adozione della direttiva è
l’obiettivo di rafforzare il dialogo sociale, che è (ri)tornato ad essere un tema
chiave, in particolare con l’adozione della direttiva sui salari minimi adeguati. La
confindustria europea non può opporvisi. 7)
Non è escluso che il tema della revisione della direttiva in sé
non interessi i più: anche se le statistiche non sono aggiornatissime, il 50% circa
degli Stati membri non possiede aziende che abbiano un comitato aziendale europeo,
mentre circa 50% dei comitati aziendali europei è concentrato in tre Stati membri
(Germania, Francia e Irlanda). Inoltre, il testo riguarda soltanto una piccola
minoranza delle imprese presenti nell’UE: le multinazionali, le cui argomentazioni a
favore della riduzione degli oneri finanziari e amministrativi che gravano su di
loro risultano alquanto inconcepibili. In sostanza, salvo colpo di scena nel nuovo
Parlamento Europeo, la direttiva rivista dovrebbe essere adottata abbastanza
rapidamente, forse anche durante la Presidenza di turno ungherese dell’UE, che
partirà il 1° luglio.
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1. Unione
Europea
Progetti
Revisione della Direttiva sui comitati aziendali
europei : I Ministri del Lavoro europei hanno adottato il 20
giugno la Posizione del Consiglio
sulla proposta di direttiva che modifica la Direttiva relativa ai comitati
aziendali europei (cfr. Prima Pagina e European
works councils). Uno dei principali interventi del Consiglio è stato operare
un chiarimento sulla spinosa definizione delle «questioni transnazionali», definita
una fonte di «incertezza giuridica» che condiziona la competenza dei comitati
aziendali europei. Sono considerate questioni transnazionali quelle che si può
«ragionevolmente prevedere interessino» il gruppo «nel (suo) complesso o almeno due
imprese o stabilimenti dell’impresa o del gruppo ubicati in due Stati membri
diversi». Vengono inseriti due paragrafi al fine di specificare quando dette
condizioni sono soddisfatte: 1)
quando «si può ragionevolmente prevedere che le misure prese in esame » dalla
direzione dell’impresa «incidano sui lavoratori di tale impresa o gruppo, o dei
relativi stabilimenti, in più di uno Stato membro»; 2) quando si può ragionevolmente
prevedere che le misure prese in esame dalla direzione dell’impresa «incidano sui
lavoratori di tale impresa o gruppo, o dei relativi stabilimenti, in uno Stato
membro e che le conseguenze di tali misure incidano sui loro lavoratori in un altro
Stato membro». Il quinto considerando chiarisce detta disposizione spiegando che il
secondo paragrafo consente di «tenere conto dei casi in cui le imprese prevedono
misure, quali licenziamenti, collocamenti in esubero o allocazione delle attività di
produzione ed esternalizzazione delle attività, che, pur essendo mirate
esplicitamente agli stabilimenti di un solo Stato membro, si può ragionevolmente
prevedere incideranno sui lavoratori di tale impresa di un altro Stato membro, ad
esempio a causa di cambiamenti nella catena di approvvigionamento o nelle attività
di produzione transfrontaliere». Il considerando circoscrive inoltre la competenza
del comitato aziendale europeo specificando che deve trattarsi di «misure che
potrebbero incidere in modo sostanziale sui lavoratori, vale a dire con
ripercussioni non trascurabili su di essi e non limitate solo ai singoli lavoratori
o alle decisioni operative ordinarie». Infine, lo stesso quinto considerando
puntualizza che «livello di ragionevolezza dovrebbe essere accertato con
obiettività, tenuto conto della natura e dello scopo delle misure previste e delle
circostanze del caso». Altre modifiche riguardano il sistema sanzionatorio, che
costituirà verosimilmente una delle pietre di inciampo con il Parlamento. Le
disposizioni iniziali che descrivevano le modalità di determinazione delle sanzioni
da parte degli Stati membri sono state eliminate dal corpo della direttiva e
rinviate al considerando 18. Quest’ultimo specifica che le sanzioni devono tenere
conto di fattori quali le dimensioni e la situazione finanziaria dell’impresa (ad
esempio, il fatturato annuo), la gravità, la durata, le conseguenze e il carattere
doloso o colposo della violazione. Da ultimo, il Consiglio non rimette in
discussione l’obiettivo di rinegoziare gli accordi di deroga per allinearli
all’articolo 6 della futura direttiva in cui, ricordiamo, sono specificati i punti
che devono essere contenuti in un accordo CE europeo.
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Bacino europeo di talenti :
Il Consiglio ha adottato il 13 giugno la
propria posizione sulla Proposta
di regolamento che istituisce un bacino di talenti dell’UE. Si tratta di una
piattaforma online a livello europeo che abbinerà i profili delle persone in cerca
di lavoro provenienti da paesi terzi con le offerte di lavoro provenienti dalle
aziende dell’UE alla ricerca di professionalità carenti (cfr. comunicato).
Il 4 giugno il movimento sindacale europeo ha inviato una lettera
ai decisori politici al fine di esprimere la propria opposizione al testo, che
«darebbe il via libera agli squali del recruitment e ai loro metodi da
sfruttamento». Inoltre, il testo «aprirebbe la porta a una corsa al ribasso delle
condizioni di questi lavoratori e incoraggerebbe il ricorso a manodopera a basso
costo sempre più sfruttata, a gran danno di tutti i lavoratori».
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Ucraina : Il Consiglio ha
approvato il 13 giugno la proposta della Commissione di prorogare, fino al 4 marzo
2026, la protezione temporanea per i rifugiati ucraini, prima concessa fino al 4
marzo 2025. La protezione temporanea consente ai rifugiati di accedere al mercato
del lavoro (cfr. comunicato).
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Attualità
sociale
Presidenza di turno ungherese dell’UE :
L’Ungheria ha presentato le priorità della sua presidenza di
turno dell’UE, che inizierà il 1° luglio all’insegna dello slogan “Make Europe
great again“. Le priorità fondamentali del programma
di lavoro riguardano, in particolare, il rafforzamento della competitività
dell’UE e la riduzione della pressione migratoria. Nel settore dell’occupazione e
delle politiche sociali, la «sfida maggiore» è la carenza di manodopera. La
Presidenza intende raggiungere «un tasso di occupazione più elevato tra la
popolazione inattiva in età lavorativa», in particolare, tra i giovani,
«ottimizzando le potenzialità delle esperienze di studio-lavoro e di occupazione
studentesca», e, tra i lavoratori più anziani, facendo in modo che possano «rimanere
nel mercato del lavoro se lo desiderano, anche cumulando lavoro e pensione». Per
rimediare alla carenza di manodopera occorre anche «promuovere l’equilibrio tra
lavoro e vita privata» e migliorare la qualità del lavoro. In materia di diritto del
lavoro, la Presidenza intende «portare a termine la revisione della direttiva sui
comitati aziendali europei (cfr. Progetti) e compiere progressi sulle proposte di
direttiva e raccomandazioni del Consiglio sui tirocini (cfr. IR Notes 227).
Infine, avvierà le discussioni sulle prossime iniziative della Commissione: la
proposta di direttiva sul telelavoro e il diritto alla disconnessione e la proposta
di sesta revisione della direttiva sui limiti di esposizione alle sostanze
cancerogene, mutagene e reprotossiche, che prevederà norme riguardanti l’esposizione
al cobalto.
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2. Stati
membri
Germania
Conflittualità in aumento :
Secondo uno studio della
Fondazione Hans Böckler, il 2023 è stato un anno particolarmente conflittuale, con
312 vertenze industriali. Sono state perse più 1,5 milioni di giornate lavorative,
oltre il doppio rispetto al 2022 (674.000 giornate perse). Tuttavia, nel confronto
internazionale, la Germania rimane pur sempre nei limiti inferiori: il numero medio
annuo di giorni di assenza dovuti alla partecipazione ad azioni collettive di
protesta è di 18 giorni ogni 1.000 lavoratori tra il 2013 e il 2022. Il Belgio è al
primo posto, con una media annuale di 103 giorni di assenza ogni 1.000 lavoratori
tra il 2013 e il 2022, seguito da Francia (92 giorni) e Finlandia (90 giorni) (cfr.
comunicato).
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Un passo indietro per la codeterminazione :
In Germania la legge obbliga le aziende con oltre 2.000
lavoratori a introdurre la cogestione nei consigli di sorveglianza, riservando il
50% dei seggi ai rappresentanti dei lavoratori (invece di un terzo nelle aziende con
organico compreso tra 500 e 2.000 lavoratori). Tuttavia, uno studio
della Fondazione Hans Böckler evidenzia che tale obbligo viene sempre meno
rispettato, se non addirittura aggirato. La percentuale di aziende con una
rappresentanza paritaria nei consigli di sorveglianza è scesa al 60,5% nel 2022,
rispetto al 67,5% nel 2019. In particolare, non istituisce un consiglio di
sorveglianza la maggioranza delle imprese a conduzione familiare e quelle dei
settori dei servizi e del commercio al dettaglio. Lo studio conferma il ricorso allo
statuto di società europea come espediente per aggirare la legislazione: solo una SE
con oltre 2.000 addetti su sei rispetta il processo di codecisione paritetico (cfr.
IR Notes 231 e Co-determination).
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Grecia
Tutela dei lavoratori contro i rischi da stress
da termico : In seguito all’emissione da parte dei servizi
metereologici di un bollettino di allerta che segnalava elevate temperature tra l’11
e il 13 giugno, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha pubblicato
l’11 giugno una Circolare
diretta alle aziende. Il testo prevede in determinate aree geografiche dei periodi
di sospensione obbligatoria dell’attività lavorativa tra le ore 12.00 e le ore 17.00
per i lavori manuali svolti all’aperto quando la temperatura raggiunge 40° o più, o
38° nei cantieri navali. Sono consentite solo le consegne di pacchi o pasti con
veicoli climatizzati. La sospensione dell’attività lavorativa non si applica alle
attività economiche che coinvolgono infrastrutture importanti e socialmente critiche
nei settori della sanità, dei trasporti e dei servizi pubblici, ma le aziende
interessate devono applicare le disposizioni sull’orario di lavoro previste da una
precedente Circolare
del 3 giugno. Per il mancato rispetto di tali obblighi è prevista, da parte
dell’Ispettorato del Lavoro, una sanzione pecuniaria di 2.000 euro per ogni
lavoratore interessato (cfr. comunicato).
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3.
Aziende
Comitati
aziendali europei
Trasparenza sulla situazione finanziaria :
Per rispondere alle preoccupazioni dei lavoratori, Il 18 giugno
le federazioni sindacali IUF ed EFFAT hanno richiesto alla direzione della
multinazionale del turismo Club
Med, di proprietà del conglomerato cinese Fosun, «di fornire
ai sindacati informazioni trasparenti sulla gestione finanziaria del gruppo» (cfr.
comunicato).
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Negoziati
transnazionali
Base di tutele sociali : il 5
giugno, il gruppo minerario Eramet
(10.700 addetti) ha concluso un accordo globale volto alla
creazione di una base comune di tutele sociali, negoziato con il proprio comitato
aziendale globale, l’Eramet Global Forum (EGF) (cfr. IR Notes 212 e Global works council). A
differenza di altre multinazionali che hanno introdotto garanzie sociali in via
unilaterale, Eramet è uno dei pochi gruppi ad aver scelto di negoziare con i
rappresentanti dei lavoratori, ossia, in questo caso, i membri del bureau dell’EGF
provenienti da Gabon, Francia continentale, Nuova Caledonia, Norvegia e Senegal
(cfr. intervista a fronte). L’accordo prevede tre categorie di garanzie: 1) maternità e condizioni di
accoglienza a favore delle donne: oltre all’introduzione di 16 settimane di congedo
di maternità retribuito al 100%, l’accordo innova in due campi. In primo luogo, si
richiede la messa a disposizione di «spogliatoi e servizi igienici specifici per le
donne, nonché di adeguati dispositivi di protezione individuale». In secondo luogo,
prevede una «garanzia di aumenti retributivi» perché la maternità o l’adozione «non
rappresentino un freno agli aumenti retributivi». Alle donne saranno garantiti gli
aumenti generali, oltre ad un aumento individuale corrispondente alla media degli
aumenti individuali concessi alla categoria di appartenenza. 2) Salute e prevenzione:
l’accordo garantisce l’accesso all’assistenza sanitaria, la copertura sanitaria, il
monitoraggio regolare della salute sul lavoro e l’attuazione di due iniziative di
prevenzione all’anno a livello locale. 3) Coperture in caso di morte:
il gruppo si impegna a selezionare alcune compagnie assicurative al fine di
garantire un capitale caso morte pari a 12 mensilità di stipendio ai beneficiari del
lavoratore deceduto. Le misure a favore della maternità entreranno in vigore
immediatamente, laddove le altre dovranno essere attuate entro la fine del 2026.
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