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IR Notes 246 – 19 febbraio 2025
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Carine de Boissezon, Chief Impact Officer – EDF
In un contesto in cui si
moltiplicano le pressioni per ridurre il campo di applicazione
delle direttive “CSRD” e “Due Diligence” attraverso il
“pacchetto Omnibus” (cfr. IR
Notes 244), quali sono le vostre
principali argomentazioni per evidenziare i vantaggi di un
accordo globale sulla responsabilità sociale e
ambientale (cfr. IR
Notes
245)? In EDF non abbiamo atteso l’introduzione di
questa legislazione per impegnarci nella responsabilità sociale
d’impresa (RSI). Siamo fermamente convinti che la transizione
energetica non possa avvenire senza il coinvolgimento attivo dei
lavoratori e delle comunità. I dipendenti rappresentano una
componente essenziale di questo processo. In un gruppo come EDF, che
investe ogni anno 25 miliardi di euro, la performance sostenibile
non può prescindere da una visione strategica che integri la
decarbonizzazione dell’economia, il rispetto dei limiti del pianeta
e la garanzia di una transizione equa. Oggi gli investitori prestano
sempre maggiore attenzione agli aspetti sociali. Ad esempio, hanno
osservato che le aziende che si sono riprese più rapidamente dopo la
crisi del Covid-19 sono quelle che hanno supportato i propri
dipendenti durante quel periodo. Questo accordo stabilisce uno
standard di RSI all’interno del gruppo e rafforza la credibilità del
nostro approccio: il coinvolgimento dei lavoratori è infatti
fondamentale per colmare il divario tra le dichiarazioni di intenti
e l’attuazione concreta. È essenziale che i lavoratori comprendano
le sfide della RSI. Sebbene vi sia la necessità di semplificare le
normative, è altrettanto importante offrire agli investitori
maggiore chiarezza sulla destinazione dei loro capitali, consentendo
loro di valutare meglio la sostenibilità delle imprese. Un’azienda
che adotta una strategia solida di RSI, dimostrando così la propria
competitività e attrattività, dovrebbe poter beneficiare di
condizioni di finanziamento più favorevoli.
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Ambre Grenier-Boley,
Victoria Fonseca,
Iris Turlan, Frédéric Turlan e
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Waldon-Thoroe. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet –
Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
La
legislazione sociale europea in modalità “pausa”
Nel programma
di lavoro per il 2025, presentato l’11 febbraio, la Commissione Europea
evidenzia una serie di iniziative volte a semplificare la legislazione e ad
eliminare «vincoli inutili» per le imprese. Non annuncia alcuna iniziativa
legislativa in campo sociale, limitandosi a ripetere gli annunci già fatti dopo la
rielezione di Ursula von der Leyen: 1)
il nuovo piano d’azione sull’attuazione del pilastro europeo dei
diritti sociali; 2) il nuovo
patto per il dialogo sociale con le parti sociali europee; 3) il lancio dell’Unione delle
competenze per affrontare la «carenza di competenze e di manodopera»; 4) l’adozione di una «tabella di
marcia» per «garantire posti di lavoro di qualità con condizioni di lavoro
dignitose, elevati standard di salute e sicurezza e contrattazione collettiva». Tra
le nuove iniziative non legislative con potenziali ripercussioni sull’occupazione
figurano due «nuove strategie» finalizzare a proteggere le persone LGBTIQ dalla
discriminazione e a combattere il razzismo. Queste saranno precedute da una «tabella
di marcia per i diritti delle donne». Nessuna novità sostanziale, quindi, ma la
comunicazione conferma che quest’anno non verrà introdotta alcuna normativa
vincolante. La Commissione si limiterà a monitorare i tre testi attualmente in
discussione: la direttiva sui tirocini, la revisione della direttiva sui comitati
aziendali europei e la direttiva relativa all’esposizione ad agenti cancerogeni,
mutageni o reprotossici nei luoghi di lavoro. «È la prima volta dal 2019 (…) che
il programma di lavoro non include alcuna nuova legislazione sociale», si è
rammaricata la Confederazione Europea dei Sindacati. Negli allegati
alla comunicazione, la Commissione pubblica anche l’elenco dei testi che
intende presentare. Tra le misure annunciate, diversi “pacchetti Omnibus”
finalizzati a semplificare e modificare una serie di normative. Il primo, che sarà
presentato il 26 febbraio, riguarda lo sviluppo sostenibile e punta a svuotare,
almeno in parte, della loro sostanza le recenti direttive sulla comunicazione di
informazioni non finanziarie (direttiva “CSRD”) e sulla due diligence (direttiva
“CS3D”). Un altro pacchetto prevede l’istituzione di una nuova categoria di società,
“a piccola e media capitalizzazione”, che usufruirebbero di una riduzione dei
vincoli amministrativi, anche se non è chiaro se ciò avrà ripercussioni sulla
legislazione sociale. Un ulteriore pacchetto che prevede l’abrogazione di 37
proposte, include il ritiro della proposta di direttiva sull’attuazione del
principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente da religione,
convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale. Questo testo, in
discussione da anni, mirava a colmare le lacune della direttiva antidiscriminazione
in campo occupazionale. La Commissione prende atto che la proposta «è bloccata».
Infine, è previsto un elenco per la valutazione di una decina di atti legislativi,
tra cui le direttive sugli appalti pubblici. Potrebbe essere l’occasione giusta per
rafforzare le clausole sociali e ambientali e favorire le aziende che applicano i
contratti.
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1. Unione
Europea
Legislazione
Linee guida sull’IA : In seguito
all’entrata in vigore dell’IA Act il 1° agosto 2024, Commissione
Europea ha pubblicato il 4 febbraio nuove linee
guida al fine di «garantire un’applicazione coerente, efficace e uniforme»
della normativa in tutta l’UE. Queste linee guida, pur non vincolanti, contengono
spiegazioni giuridiche ed esempi pratici per aiutare le parti interessate a
comprendere e rispettare i requisiti della legislazione. L’attenzione è rivolta in
particolare ai sistemi di IA ad alto rischio vietati, come il social
scoring, la biometria e il riconoscimento delle emozioni. In quest’ultimo
caso, ad esempio, viene chiarito che l’uso di sistemi basati sull’IA per «dedurre la
stanchezza di un pilota o di un autista professionista al fine di allertarlo e
suggerirgli di fare delle pause per evitare incidenti non è un ‘riconoscimento delle
emozioni’, perché quest’ultimo non comprende stati fisici come il dolore o la
stanchezza».
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Attualità
sociale
Reazioni al programma di lavoro della
Commissione : La Confederazione Europea dei Sindacati (CES)
esprime rammarico per il fatto che «i lavoratori siano ampiamente assenti dal
programma di lavoro 2025». In merito alla tabella di marcia sui posti di lavoro di
qualità, la CES avrebbe auspicato l’introduzione di diverse proposte di direttive,
tra cui quelle sull’inquadramento delle catene di subappalto, sulla prevenzione
dello stress lavorocorrelato, sul diritto alla disconnessione e sull’IA nel mondo
del lavoro. Inoltre, l’Unione delle competenze dovrebbe includere anche «una
direttiva sulla transizione equa, che garantisca ai lavoratori il diritto a una
formazione retribuita durante l’orario di lavoro» (cfr. comunicato).
Da parte sua, Markus J. Beyrer, direttore generale di BusinessEurope, riconosce
«iniziative positive, come i pacchetti Omnibus e il programma di semplificazione»,
avvertendo, però, che sarà necessario garantire che la semplificazione prevalga
sulle «123 proposte legislative ancora in sospeso». (cfr. comunicato).
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Summit sull’intelligenza artificiale :
Il 10 febbraio, la Ministro Astrid Panosyan-Bouvet ha riunito a
Parigi i principali attori del settore in occasione del IA Action Summit per
discutere le sfide e le opportunità legate all’intelligenza artificiale. Tra i
partecipanti figuravano, Gilbert F. Houngbo, direttore generale dell’Organizzazione
Internazionale del Lavoro (ILO), Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutivo della
Commissione Europea per la qualità dell’occupazione e i diritti sociali, nonché
rappresentanti della Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC) e
dell’Organizzazione internazionale dei datori di lavoro (IOE). Uno dei principali
risultati dell’evento è stata l’adozione di un Impegno
per un’IA responsabile ed etica nel mondo del lavoro, sottoscritto da
aziende quali Airbus, L’Oréal, Bayer, Renault e KPMG, oltre che da organizzazioni
sindacali. I firmatari si impegnano a promuovere un’IA al servizio dei lavoratori e
delle imprese, aderendo ai seguenti principi fondamentali: 1) promuovere il dialogo
sociale; 2) investire nel
capitale umano; 3) garantire
la sicurezza, la salute, l’autonomia e la dignità sul lavoro; 4) garantire la non
discriminazione nel mercato del lavoro; 5)
tutelare la privacy dei lavoratori; 6) favorire la produttività e
l’inclusione nelle aziende e nelle catene del valore. Per tradurre questi principi
in azioni concrete, un gruppo di lavoro internazionale elaborerà, entro settembre
2025, una serie di indicatori che consentiranno alle aziende di misurare i propri
progressi. I risultati delle autovalutazioni saranno poi consolidati e presentati al
vertice del G7 che si terrà nel 2026 in Francia, con l’obiettivo di dimostrare
l’impatto collettivo di tale impegno.
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IA e luoghi di lavoro : Il 13
febbraio la Commissione Europea ha diffuso i risultati di un sondaggio Eurobarometro
dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. Alla domanda su
quali regole siano essenziali per affrontare i rischi e massimizzare i benefici
delle tecnologie digitali nei luoghi di lavoro, compresa l’intelligenza artificiale,
gli intervistati hanno collocato al primo posto la tutela della privacy (82%) e il
coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nella progettazione e nell’adozione
di queste tecnologie (77%) (cfr. comunicato).
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Giurisprudenza
Esposizione al biossido di titanio :
Nel 2023, a seguito di un ricorso presentato dai produttori e
dagli utilizzatori di biossido di titanio (TiO₂), il Tribunale dell’Unione Europea
aveva emesso una sentenza
a loro favore, annullando la classificazione del TiO₂ come cancerogeno per
inalazione (cfr. IR
Notes
202). Di conseguenza, i produttori non sarebbero più tenuti a informare i
lavoratori sulla presenza di polveri contenenti TiO₂ in forma nanometrica. Eppure,
nel 2019, gli esperti scientifici dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche
(ECHA) avevano classificato questa sostanza come «cancerogena di categoria 2 per
inalazione», aprendo la strada alla sua regolamentazione. Gli effetti della sentenza
del Tribunale sono stati sospesi a seguito del ricorso presentato dalle autorità
francesi dinanzi alla Corte di Giustizia dell’UE, con il sostegno dell’ECHA e dei
governi olandese e svedese. Il 6 febbraio, l’avvocato generale della Corte di
Giustizia ha reso note le sue conclusioni,
accogliendo le motivazioni della Francia e della Commissione. Secondo tali
conclusioni, il Tribunale dell’Unione avrebbe dovuto attenersi all’interpretazione
scientifica dell’ECHA e non revocare la classificazione del TiO₂ motivando
l’assenza nel biossido di titanio di proprietà cancerogena «intrinseca», in quanto
il rischio deriva dal suo accumulo nei polmoni. L’avvocato generale invita pertanto
la Corte di Giustizia ad annullare la sentenza del Tribunale dell’UE, rinviando il
procedimento davanti al Tribunale stesso affinché questo confermi la classificazione
del TiO₂ come cancerogeno per inalazione. In tal modo verrà confermato l’obbligo di
informazione da parte delle aziende (cfr. articolo in Veille
Nanos pubblicato dall’associazione AVICENN).
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2. Stati
membri
Germania
Accesso alle e-mail dei dipendenti :
Il 28 gennaio il Tribunale Federale del Lavoro ha emesso una
sentenza in merito al diritto di IG-BCE, il sindacato firmatario del contratto
collettivo applicato da Adidas, di ottenere dal datore di lavoro gli indirizzi
e-mail dei circa 5.400 dipendenti dell’azienda per finalità di reclutamento. La
richiesta del sindacato si basava sull’art. 9, comma 3, della Legge fondamentale
sulla libertà sindacale; che tutela il diritto delle organizzazioni sindacali di
informare e comunicare con i lavoratori attraverso i loro indirizzi e-mail
professionali. Tuttavia, il Tribunale ha chiarito che, nella valutazione del diritto
di azione sindacale, devono essere considerati anche i diritti fondamentali del
datore di lavoro e dei lavoratori, nonché le disposizioni dell’art. 8 della Carta
dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Sulla base di questo equilibrio tra
diritti contrapposti, il Tribunale ha stabilito che il datore di lavoro può
legittimamente rifiutarsi di fornire al sindacato l’accesso indiscriminato alle
e-mail dei dipendenti (cfr. comunicato).
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Centro di servizi condivisi :
L’11 febbraio, il gruppo siderurgico ArcelorMittal ha comunicato al
comitato ristretto del comitato aziendale europeo l’intenzione di valutare possibili
ottimizzazioni dei processi aziendali per garantire servizi centralizzati e più
efficienti nel segmento Europa». La direzione ha riferito di un piano che prevede il
«consolidamento di alcune attività di supporto attraverso lo sviluppo del nostro
centro di servizi condivisi, con l’obiettivo di svolgere parte di queste attività in
India». Non sono stati forniti dettagli sul numero di posti di lavoro interessati,
ma la misura riguarderà diversi paesi europei e, probabilmente, diverse centinaia di
posti di lavoro. Il comitato ristretto ha richiesto l’avvio di una procedura di
informazione e consultazione.
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Accordi
transnazionali
Work-life balance : Il 17
gennaio, la direzione di Safran
(60.000 addetti in
Europa) e la federazione sindacale europea IndustriAll Europe hanno ufficialmente
sottoscritto l’Accordo
quadro europeo Family related – “Vita familiare e vita lavorativa”
(cfr. IR Notes
242). È il terzo accordo quadro europeo sottoscritto dal produttore di
apparecchiature aerospaziali, dopo quelli dedicati allo sviluppo
delle carriere e delle competenze e all’inserimento
dei giovani (cfr. European Framework Agreement).
Stando alle informazioni, si tratta del primo accordo europeo che affronta in modo
specifico il tema della vita familiare, con l’obiettivo di offrire «un quadro di
supporto che promuova una visione positiva della genitorialità e del sostegno ai
familiari» (cfr. Work–life balance). Il testo
si propone di «favorire una maggiore flessibilità e adattabilità nell’organizzazione
dell’orario di lavoro per i lavoratori. L’accordo garantisce il mantenimento della
retribuzione durante le assenze per visite mediche, sia per la persona che si
sottopone a un percorso di procreazione assistita sia per il coniuge. Le lavoratrici
in gravidanza hanno diritto a «ore di riposo quotidiane e retribuite», il cui numero
e modalità di utilizzo sono definiti a livello locale. Sono inoltre previste misure
a sostegno delle gravidanze non portate a termine, tra cui cinque giorni di permesso
retribuito se l’interruzione si verifica dopo il terzo mese, un diritto esteso anche
al coniuge della lavoratrice. Oltre al congedo di maternità (16 settimane) e al
congedo di paternità (3 settimane), entrambi retribuiti al 100%, l’accordo introduce
un congedo per «presenza del genitore». Questo è destinato ai lavoratori con figli a
carico «affetti da malattia, disabilità o infortunio particolarmente grave che
richiedono la costante presenza e cure impegnative. Il congedo può essere
frazionato, trasformato in part-time o rinnovato». Il testo lascia ad ogni paese la
cura di definire un approccio armonizzato per l’attuazione del congedo. Sono
previste diverse forme di flessibilità dell’orario di lavoro, tra cui la possibilità
per i giovani genitori di usufruire di un part-time all’80% per due mesi
consecutivi, con retribuzione al 90%. Agevolazioni simili sono offerte alle famiglie
monoparentali e ai genitori di bambini con disabilità, prevedendo la possibilità di
un part-time tra il 50% e l’80%. Sono inoltre garantite misure di flessibilità a
coloro che assistono un bambino con disabilità, con una malattia di lunga durata o
un familiare a carico, tra cui, genitori, coniuge del genitore, coniuge, fratelli,
sorelle, o figli adulti. Per far vivere l’accordo, è stata istituita una commissione
di monitoraggio. Inoltre, un opuscolo informativo sarà reso disponibile in diverse
lingue e accompagnato da un webinar di presentazione.
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