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IR Notes 126 – 25 settembre 2019
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Isabelle Schömann, Segretaria confederale della Confederazione Europea
dei Sindacati
Pensa che la campagna condotta
dalla CES a favore di una maggiore democrazia sui luoghi di
lavoro troverà eco presso la Commissione
Europea? Nell’attuale programma della Commissione non
si ritrova né la democrazia sui luoghi di lavoro, né la revisione
della direttiva. Ciò non toglie che in vista delle audizioni dei
nuovi commissari faremo tutto il possibile perché queste tematiche
vengano esplicitamente affrontate. È fondamentale. Un’azienda che
vuole essere sostenibile deve ricomprendere le tre dimensioni:
economica, sociale e ambientale, che non possono essere disgiunte.
Non è più possibile limitarsi ad un modello aziendale volto
essenzialmente al servizio degli azionisti. È un concetto superato e
pericoloso. Gli azionisti non sono che una delle componenti di
un’azienda, e, tra queste, i lavoratori sono una parte essenziale.
Nelle strategie aziendali, il management deve considerare i
lavoratori e i loro rappresentanti come i depositari di esperienze e
competenze a servizio degli interessi dell’azienda. E invece
quest’occasione non viene colta. La Commissione Europea deve
assolutamente prestare ascolto alle istanze che emergono dalla
società, che richiede maggiore partecipazione al processo
decisionale. Deve anche rispettare, e soprattutto promuovere, il
diritto all’informazione, alla consultazione e alla partecipazione
dei lavoratori perché sanciti dai Trattati europei: sono valori
fondamentali che si esprimono in seno alle aziende.
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Agenda
30
settembre Helsinki Conferenza
ad alto livello organizzata nel quadro della presidenza finlandese
dell’UE, dal titolo “Europe
for gender equality: taking stock, taking action” (L’Europa per
la parità di genere: fare il punto, passare all’azione).
16
ottobre Bruxelles Vertice
sociale tripartito.
21-25
ottobre Unione
Europea Settimana
europea per la salute e sicurezza sul lavoro.
24
ottobre Lussemburgo Consiglio
Occupazione e Affari sociali.
24-25
ottobre Francoforte Conferenza
organizzata dalla federazione sindacale tedesca IG Metall per
presentare le best practice attuate in seno ai comitati aziendali
europei. Sarà un’occasione per scambiare anche sullo studio
realizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) presso 1.635
componenti di CAE, con un punto dedicato alla Brexit, sulle prospettive
dell’UE dopo le recenti elezioni e la nomina della nuova Commissione.
28
ottobre Bruxelles Pranzo-dibattito
organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) con Ewan McGaughey,
Senior Lecturer presso il King’s College di Londra, Isabelle Schömann
(ETUC), Aline Hoffmann e Sara Lafuente Hernández (ETUI) sul tema “Un
piano per la democrazia economica in Europa: la prossima tappa per
la codeterminazione dei lavoratori”.
3-6 novembre Berlino Seminario
destinato ai membri dei comitati aziendali europei e dei comitati di
società europee organizzato da quattro federazioni sindacali
tedesche per rafforzare i processi di informazione e
consultazione. Contattare: Doris Meissner – doris.meissner@igbce.de
12-13
novembre Bilbao Vertice
ambienti di lavoro sani e sicuri 2019.
14-15
novembre Bruxelles Conferenza
finale del progetto europeo “European
metal workers participation: state of play and best practices on
the edge”, organizzata dalla federazione sindacale
francese FGMM-CFDT con il sostegno di dodici sindacati associati in
Europa e la consulenza dello Studio Syndex. Interpretazione simultanea
in ceco, francese, inglese, polacco, rumeno e spagnolo. La conferenza è
aperta a tutti i componenti di comitati aziendali europei. Le iscrizioni
sono possibili tramite il sindacato di appartenenza. Contattare:
Caroline Blot – caroline.blot@fgmm.cfdt.fr
3-4
dicembre Bruxelles Conferenza
organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) su “Il
futuro della salute e sicurezza in Europa”, trent’anni dopo
l’adozione della direttiva-quadro del 1989.
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Prima
Pagina
Una
revisione della direttiva sui CAE è possibile?
Dopo aver proceduto alla valutazione della direttiva 2009/38 sui comitati aziendali
europei, la Commissione Europea ha ritenuto che non fosse necessaria la revisione
del testo e ha invitato le parti sociali a collaborare con la Commissione stessa al
fine di elaborare una guida pratica. La Confederazione Europea dei Sindacati (CES)
non ha però inteso proseguire questa esperienza iniziata nell’aprile scorso finché
non verrà assunto un impegno a favore del rafforzamento del testo. Inoltre, in
occasione della conferenza annuale dei comitati aziendali europei organizzata dalla
CES l’11-12 settembre scorso a Bruxelles, è stata sottoscritta dagli oltre 200
partecipanti, in rappresentanza di un centinaio di CAE di diciotto paesi europei,
una dichiarazione
a favore di una maggiore democrazia sui luoghi di lavoro (cfr. comunicato
e link
al video della conferenza). Oltre a rivendicare una direttiva-quadro che
riprenda e rafforzi i diritti all’informazione, alla consultazione e alla
partecipazione dei lavoratori, contenuti nelle diverse direttive, la CES mira
altresì ad ottenere la revisione della direttiva sui CAE. Non è questa una novità,
ma questa volta le circostanze sembrano alimentare le speranze del movimento
sindacale. 1) La composizione della nuova Commissione Europea lascia sperare alla
CES di poter trovare un ascolto (cfr. infra). 2) I deputati europei delle
principali formazioni politiche democratiche intervenuti alla conferenza hanno
sostenuto unanimemente l’iniziativa e la necessità della revisione della direttiva.
«Poiché siamo tutti d’accordo, allora cosa aspettiamo?», ha detto, a mo’ di
conclusione, Marc Born, segretario del CAE IBM. 3) I componenti dei CAE che sono
intervenuti nel corso delle due giornate di lavoro hanno richiesto regolarmente, di
fronte ai membri della Commissione, mezzi concreti per l’esercizio dei loro diritti:
rafforzare le sanzioni per i casi in cui il processo di informazione e consultazione
non fosse rispettato, una situazione ancora molto frequente; ottenere risorse per
avviare una procedura giudiziaria quando il CAE non possegga risorse proprie (è
stato suggerito un fondo di solidarietà sociale); poter ricorrere ad una
giurisdizione europea specializzata per questo tipo di contenzioso. Questa dinamica
non riuscirà probabilmente ad incidere sulla linea di BusinessEurope, contraria alla
revisione, e dovrà ancora amplificarsi per convincere gli stati membri.
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Una Commissione Europea dal volto sociale.
Ampio spazio ai commissari con un passato legato alle tematiche
dell’occupazione e degli affari sociali (cfr. comunicato
della Commissione) nella nuova Commissione Europea. Oltre alla presidente, Ursula
von der Leyen, prima Ministro della Famiglia, poi del Lavoro, il portafoglio del
commissario per l’Occupazione è stato assegnato a Nicolas Schmit, ex-Ministro del
Lavoro del Lussemburgo, una new entry del Parlamento Europeo e grande fautore del
dialogo sociale. Valdis Dombrovskis (Lettonia), già vicepresidente per l’Euro e il
dialogo sociale nella Commissione Junker, diventa vicepresidente esecutivo e
coordinerà le attività in favore di un’economia al servizio delle persone. Dovrà
pilotare, insieme con Nicolas Schmit, le politiche in materia di salario minimo e il
meccanismo europeo di riassicurazione dei sistemi nazionali di assicurazione contro
la disoccupazione. Frans Timmermans (Olanda), uno dei tre vicepresidenti esecutivi
della nuova commissione, ha sostenuto fortemente durante la campagna per le europee
la creazione di un fondo per una transizione giusta perché l’obiettivo di
un’economia carbon-free sia raggiunto in modo socialmente equo. Evidenziano un
percorso simile in campo sociale anche altri commissari, come Ylva Johansson,
attuale Ministro del Lavoro svedese, che guiderà il portafoglio “Affari interni” e
si occuperà dell’integrazione dei migranti. L’organizzazione imprenditoriale europea
BusinessEurope ha accolto molto favorevolmente la futura commissione – ancora
soggetta alla convalida del Parlamento europeo (cfr. comunicato)
e – molte lodi sono piovute dal fronte della Confederazione Europea dei Sindacati
(CES). La nuova compagine «ci porta a credere che nel corso dei prossimi cinque anni
potranno essere compiuti progressi in materia sociale – sottolinea Luca Visentini,
segretario generale della CES. […] Siamo lieti di constatare che a posti chiave sono
state proposte personalità politiche con provata sensibilità nei confronti della
causa dei lavoratori» (cfr. comunicato).
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Giurisprudenza
Riconoscimento della disabilità e tutele :
Al fine di procedere ad un licenziamento collettivo, un’azienda
ha adottato quattro criteri: l’assegnazione a uno dei processi produttivi, una
produttività inferiore al 95%, una minore polivalenza nei posti di lavoro
dell’impresa nonché la registrazione di un tasso di assenteismo elevato. Una
lavoratrice, spesso malata, affetta da una menomazione fisica, ma non riconosciuta
come disabile rientra nei quattro criteri e viene licenziata. Si tratta di un
licenziamento discriminatorio a causa della disabilità? La Corte di Giustizia ha
precisato in quali circostanze il concetto di “handicap” si applichi ad un
lavoratore, vale a dire «solo qualora tale stato comporti una limitazione della
capacità, risultante in particolare da menomazioni fisiche, mentali o psichiche
durature, che, in interazione con barriere di diversa natura, può ostacolare la
piena ed effettiva partecipazione dell’interessato alla vita professionale su base
di uguaglianza con gli altri lavoratori». Spetta al giudice nazionale verificare se
tali condizioni siano soddisfatte e all’occorrenza determinare se si tratta di
licenziamento discriminatorio. La Corte rileva che tali criteri «sono
apparentemente neutri», ma che la loro applicazione può comportare una disparità di
trattamento. Il giudice nazionale deve pertanto accertare che prima di procedere al
licenziamento l’azienda abbia previsto misure efficaci e pratiche destinate a
sistemare il luogo di lavoro in funzione dell’handicap. Qualora non avesse adottato
« soluzioni ragionevoli» ai sensi dell’articolo 5 della direttiva 2000/78, detto
licenziamento configura «una discriminazione indiretta fondata sulla disabilità».
Tuttavia, aggiunge la Corte, la direttiva «non prescrive l’assunzione, la promozione
o il mantenimento dell’occupazione né prevede la formazione di un individuo non
competente, non capace o non disponibile ad effettuare le funzioni essenziali del
lavoro in questione, fermo restando l’obbligo di prevedere una soluzione appropriata
per i disabili». (CGUE,
11 settembre 2019, causa C-397/18, DW).
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Dialogo
sociale settoriale
- Navigazione fluviale : È
stato sottoscritto, lo scorso 25 luglio, tra due organizzazioni imprenditoriali
e la federazione sindacale europea ETF un accordo volto a migliorare le
condizioni di lavoro a bordo delle navi da crociera fluviale garantendo
condizioni concorrenziali eque per il settore. Dopo la fase di analisi, le parti
«trarranno conclusioni congiunte e proporranno misure o accordi vincolanti
adeguati da attuare entro l’autunno 2020» (cfr. comunicati dell’ETF
dell’EBU).
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2. Stati
membri
Germania
Occupazione e futuro : Il
Ministero federale del Lavoro e degli Affari sociali ha reso noti il 20 settembre
scorso i risultati della consultazione avviata nel settembre 2018 sul futuro del
lavoro (cfr. comunicato).
La consultazione, dal titolo “Neue Arbeit – Neue Sicherheit” (Nuovo lavoro
– Nuova sicurezza) ha prodotto due pubblicazioni, l’una della sintesi della
consultazione stessa (Zuhören),
l’altra con le soluzioni proposte dal ministero (Anpacken).
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Inquadramento dei fattorini : Al
fine di contrastare gli abusi registrati nel corso degli ultimi anni, il Ministero
federale del Lavoro ha pubblicato un progetto di legge (Paketboten-Schutz-Gesetz)
volto a garantire maggiori tutele ai dipendenti delle società di consegna pacchi, in
particolare applicando una norma già in vigore nel settore edile e nell’industria
delle carni che rende il principale committente responsabile in solido per il non
versamento dei contributi da parte dei subappaltatori (cfr. comunicato).
L’iniziativa è stata accolta con grande favore dalla federazione sindacale Ver.di
(cfr. comunicato).
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Estonia
- Delle guidelines per promuovere il
telelavoro : Nel giugno 2017 è stato concluso dalle
parti sociali estoni un accordo
congiunto sul telelavoro (versione inglese) in cui vengono illustrate
dieci regole secondo le quali: il telelavoro è volontario, si basa su un accordo
mutuo, a parità di responsabilità tutti i lavoratori dovrebbero avere le stesse
possibilità di telelavorare, i telelavoratori hanno gli stessi diritti degli
altri lavoratori. Nell’aprile 2018 un accordo dal contenuto simile ha riguardato
il settore pubblico. La principale difficoltà per le aziende riguarda la salute
e sicurezza, in particolare le modalità per garantire la salute e la sicurezza
dei lavoratori quando svolgano la loro attività fuori dalla sede dell’azienda.
Infatti, la legge stabilisce la responsabilità del datore di lavoro a
prescindere dal luogo in cui il lavoratore eserciti la propria attività. Infine,
nel luglio scorso, il Ministero degli Affari sociali ha emesso delle guidelines
e delle raccomandazioni (in estone) in materia di telelavoro rivolte
alle aziende e ai lavoratori in cui si affronta la tematica in modo
approfondito, con una particolare attenzione alla salute e sicurezza (quando,
dove e come può essere svolto il telelavoro, come garantire la salute e
sicurezza e come valutare i rischi).
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Regno
Unito
- Discriminazione di classe :
La confederazione sindacale britannica TUC ha avviato una
campagna al fine di far riconoscere come motivo di discriminazione, oltre a
quelli fondati sul sesso, la religione o l’età, anche quelli connessi alla
classe sociale (cfr. comunicato).
Essa si basa su uno studio
in cui si dimostra che i laureati provenienti da ambienti più agiati hanno il
doppio delle possibilità di ottenere un lavoro con una retribuzione di 30.000
sterline rispetto a quelli provenienti da classi più popolari (cfr. articolo).
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Revisione di accordi : Con l’accordo integrativo del 12
febbraio, la società francese leader nella produzione di cavi Nexans e i membri del comitato
aziendale europeo, istituito tramite accordo del 16 luglio 2003
hanno proceduto alla revisione dell’accordo iniziale. Il testo rafforza i mezzi a
disposizione del CAE e precisa l’articolazione con le istanze nazionali. «Perché
l’iter abbia un effetto utile», le procedure di informazione e consultazione delle
istanze rappresentative degli Stati interessati da un progetto che richieda la
consultazione del comitato aziendale europeo «non potranno iniziare prima dell’avvio
della procedura a livello del comitato stesso». Le diverse istanze rappresentative
interessate «non potranno pertanto essere convocate » prima che il comitato
aziendale europeo «non sia stato convocato, né tenere la prima riunione prima che si
sia tenuta la prima riunione del CAE». Tuttavia il processo di consultazione delle
aziende interessate «potrà all’occorrenza essere concluso prima del termine della
consultazione» del CAE, a seconda della legislazione applicabile. L’accordo
integrativo prevede altresì una clausola di revoca e di revisione secondo la quale
l’accordo resterà in vigore, anche dopo la sua cessazione, fino alla conclusione di
un nuovo accordo e per una durata massima di tre anni.
- Fusione tra comitato di gruppo e
CAE. È stato sottoscritto il 4 luglio tra la Compagnie des Alpes (5.000
addetti), la società che gestisce le più grandi stazioni sciistiche francesi e
alcuni parchi divertimenti in Europa e tutte le organizzazioni sindacali
rappresentative un accordo
istitutivo di un comitato di gruppo europeo che attua la fusione tra il
comitato di gruppo e il CAE, secondo quanto consentito dal Codice del lavoro
francese. Le parti hanno evidenziato che «il funzionamento contemporaneo delle
due istanze non rappresenta una soluzione ottimale, in quanto i temi e i
partecipanti sono spesso identici».
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Accordi
transnazionali
Parità professionale : A seguito
di un negoziato tra il gruppo Suez
(61.000 addetti nell’UE) e una rappresentanza sindacale emanata dalle due
federazioni sindacali europee EPSU e IndustriAll Europe è stato rinnovato l’accordo di gruppo relativo alla
parità professionale tra donne e uomini sottoscritto nel 2015. Il nuovo accordo siglato il 12
settembre evidenzia il divario retributivo persistente in «alcuni perimetri», la
sottorappresentazione delle donne in «alcune professionalità tecnico-operative»
nonché «nelle funzioni manageriali e nelle posizioni di responsabilità» e, di
contro, una «sovrarappresentazione nei i contratti part-time». I firmatari
intendono: 1) ottenere la parità tra donne e uomini; 2) garantire un migliore
equilibrio tra attività professionale e vita familiare e, grazie al nuovo accordo,
3) rafforzare la prevenzione delle molestie sessuali. L’accordo obbliga inoltre
tutte le entità del gruppo con oltre 150 addetti a dotarsi di piani d’azione in tal
senso, in concertazione con i rappresentanti dei lavoratori. Esso persegue a
obiettivi numerici più ambiziosi rispetto al 2015 e fornisce indicatori di
monitoraggio (cfr. comunicato del gruppo Suez
e dell’EPSU).
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Diversità e inclusione : È stata
sottoscritta il 5 settembre scorso tra il management del gruppo assicurativo
italiano Generali (71.000
addetti) e il comitato aziendale europeo una dichiarazione congiunta su
diversità e inclusione. È questa la seconda dichiarazione congiunta dopo
quella sulla promozione del
telelavoro, adottata nel 2017. I firmatari intendono promuovere in
particolare: 1) la diversità, considerata come una fonte di ricchezza, d’innovazione
e di creatività; 2) l’inclusione, in particolare accompagnando i portatori di
disabilità; 3) l’equilibrio tra attività professionale e vita personale; 4) un
ambiente flessibile; 5) le pari possibilità a tutti i livelli di carriera; 6)
l’eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione. «Questa nuova dichiarazione
congiunta è un segnale forte da parte dell’azienda di voler sviluppare il dialogo
sociale con il comitato aziendale europeo» – rileva Carole Bourner, segretaria del
CAE – «Il CAE non si limita ad essere firmatario di un testo: esso intende svolgere
un ruolo attivo nella fondazione di una politica aziendale a favore della diversità
e della parità».
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- Molestie sessuali. La
federazione sindacale internazionale UITA ha concluso il 15 luglio scorso con il
management del gruppo alberghiero Accorinvest (30.000 addetti)
un accordo sulla prevenzione e
la lotta contro le molestie sessuali (cfr. comunicato dell’UITA). Il
gruppo alberghiero Melia aveva già sottoscritto un accordo sul tema, il primo
ad essere concluso dopo l’adozione della Convenzione
n° 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del
lavoro dell’ILO.
- Digitalizzazione. Il
comitato aziendale europeo del gruppo energetico francese Engie che aveva istituito un
gruppo di lavoro dedicato alle sfide della digitalizzazione dovrebbe adottare
nel prossimo novembre una dichiarazione congiunta insieme al management
dell’azienda, e poi di avviare un negoziato in vista della conclusione, nel
2020, di un accordo più vincolante.
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Politique
socialePolitica sociale
Congedi parentali : Il
management del gruppo del lusso Kering ha annunciato che dal 1°
gennaio 2020 il gruppo estenderà il congedo di paternità o per il partner,
attualmente di cinque giorni, a quattordici settimane retribuite al 100% per tutti i
suoi lavoratori in tutto il mondo (cfr. comunicato).
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