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IR Notes 128 – Un’Autorità Europea del Lavoro… con scarsa autorità

  IR Notes 128 – 23 ottobre 2019
www.irshare.eu
 
 
  Une question à…
Oliver Röpke, presidente del Gruppo “Lavoratori” del Comitato Economico e Sociale

Come presidente del Gruppo “Lavoratori” del Comitato Economico e Sociale come pensa di poter migliorare l’“agenda sociale” dell’UE nei prossimi mesi?
Lo zoccolo europeo dei diritti sociali deve, tra le altre cose, affrontare le disuguaglianze e la povertà, garantire buone condizioni di vita e di lavoro, fissare un quadro anti-dumping e garantire il rispetto dei diritti sociali nell’Unione Europea. Perché ciò sia possibile, bisogna che lo “zoccolo” ne abbia i mezzi e la forza, in altre parole che possegga risorse adeguate e sufficienti e sia dotato di poteri vincolanti. Le risorse non dovrebbero provenire soltanto dal bilancio europeo, ma anche da quelli nazionali, ed essere considerate come “investimenti sociali” e, in quanto tali, escluse dai parametri di bilancio. Quanto ai poteri vincolanti, il distacco dei lavoratori o la conciliazione tra vita privata e attività professionale, erano un punto di partenza; sono ora necessarie altre iniziative legislative perché la volontà politica si faccia realtà. Tra questi esempi rientra anche l’Autorità Europea del Lavoro (ELA – European Labour Organisation), che rappresenta un inizio promettente, ma manca di poteri effettivi e opera solo tramite ispezioni su base volontaria. Il Gruppo “Lavoratori” ha monitorato l’implementazione e ha alimentato con le proprie idee il processo di creazione dell’Autorità Europea del Lavoro e dello zoccolo europeo dei diritti sociali, inclusa la creazione di procedure per gli squilibri eccessivi in campo macroeconomico e sociale, di regimi di reddito minimo e del meccanismo comune di assicurazione contro la disoccupazione. Pertanto l’agenda sociale potrà essere migliorata soltanto se queste tematiche saranno collocate su un piede di parità rispetto alle politiche economiche e se i relativi strumenti (zoccolo europeo dei diritti sociali, Autorità Europea del Lavoro, ed altri ancora) saranno dotati di risorse sufficienti e di poteri vincolanti. Questi sforzi saranno tuttavia insufficienti se non si riuscirà ad includere le parti sociali e la contrattazione collettiva tanto nel processo di elaborazione delle politiche quanto nel Semestre europeo. La contrattazione collettiva è il solo strumento in grado di offrire soluzioni alle sfide connesse alle nuove forme di lavoro e alle crescenti disuguaglianze che minacciano il progetto europeo nel suo complesso e alimentano i venti del populismo.  Oggi si discute molto di sostenibilità, ma perché questa possa avere successo essa deve includere le dimensioni ambientale, economica e sociale. Questo a sua volta dovrebbe riflettersi in una strategia politica europea globale, con al centro lo zoccolo europeo dei diritti sociali.

 
  Agenda

 


24 ottobre
Lussemburgo
Consiglio Occupazione e Affari sociali.


24-25 ottobre
Francoforte
Conferenza organizzata dalla federazione sindacale tedesca IG Metall per presentare le best practice attuate in seno ai comitati aziendali europei. Sarà un’occasione per scambiare anche sullo studio realizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) presso 1.635 componenti di CAE, con un punto dedicato alla Brexit, sulle prospettive dell’UE dopo le recenti elezioni e la nomina della nuova Commissione.


28 ottobre
Bruxelles
Pranzo-dibattito organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) con Ewan McGaughey, Senior Lecturer presso il King’s College di Londra,  Isabelle Schömann (ETUC), Aline Hoffmann e Sara Lafuente Hernández (ETUI) sul tema “Un piano per la democrazia economica in Europa: la prossima tappa per la codeterminazione dei lavoratori”.


3-6 novembre
Berlino

Seminario destinato ai membri dei comitati aziendali europei e dei comitati di società europee organizzato da quattro federazioni sindacali tedesche per rafforzare i processi di informazione e consultazione.
Contattare: Doris Meissner – doris.meissner@igbce.de


12 novembre
Noisy-Le-Grand

Seminario internazionale dell’Ires. Sarà oggetto di discussione il lavoro pubblicato da Philippe Pochet (Istituto Sindacale Europeo) dal titolo À la recherche de l’Europe sociale (Alla ricerca dell’Europa sociale), con la partecipazione di Jean-Claude Barbier.


12-13 novembre
Bilbao
Vertice ambienti di lavoro sani e sicuri 2019.


14-15 novembre
Bruxelles
Conferenza finale del progetto europeo “European metal workers participation: state of play and best practices on the edge”, organizzata dalla federazione sindacale francese FGMM-CFDT con il sostegno di dodici sindacati associati in Europa e la consulenza dello Studio Syndex. Interpretazione simultanea in ceco, francese, inglese, polacco, rumeno e spagnolo. La conferenza è aperta a tutti i componenti di comitati aziendali europei. Le iscrizioni sono possibili tramite il sindacato di appartenenza. 
Contattare: Caroline Blot – caroline.blot@fgmm.cfdt.fr


26 novembre
Helsinki

In collaborazione con i Ministeri finlandesi dell’Economia, dell’Occupazione, degli Affari sociali e della Sanità, nonché delle parti sociali, Eurofound organizza un seminario sugli effetti della digitalizzazione sulla qualità di vita sui luoghi di lavoro.


27 novembre
Helsinki

Conferenza della Presidenza di turno finlandese dell’Unione Europea dedicata alla prevenzione del cancro lavoro-correlato


3-4 dicembre
Bruxelles
Conferenza organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) su “Il futuro della salute e sicurezza in Europa”, trent’anni dopo l’adozione della direttiva-quadro del 1989.

 
  Chi siamo?

 


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Prima Pagina
Un’Autorità Europea del Lavoro… con scarsa autorità

È stata inaugurata a Bruxelles lo scorso 16 ottobre la nuova Autorità Europea del Lavoro. Sarà la Commissione Europea ad ospitarla a Bruxelles (cfr. comunicato stampa) finché non sarà terminata la sede centrale di Bratislava, la capitale slovacca, dove si stabilirà in via definitiva. Entro il 2014, l’organico dovrà essere portato a 140 addetti per un bilancio previsto di 50 milioni di euro. In una scheda domande e risposte la Commissione ha specificato il ruolo dell’autorità – la quale possiede già un sito internet: 1) agevolare l’accesso alle informazioni sui diritti e doveri  in caso di mobilità transfrontaliera; 2) sostenere il coordinamento tra Stati membri nel rispetto del diritto applicabile dell’Unione a livello transfrontaliero; 3) svolgere un ruolo di mediazione tra le autorità degli Stati membri al fine di redimere le controversie transfrontaliere. Diversamente da quanto era stato proposto dalla Commissione, l’Autorità non ha il compito di «agevolare la ricerca di soluzioni in caso di squilibri del mercato del lavoro», in particolare in caso di ristrutturazioni aziendali riguardanti diversi paesi. Come previsto dal regolamento del 20 giugno 2019, essa non potrà essere adita direttamente da lavoratori e aziende in caso di controversie sull’applicazione del diritto dell’Unione: questo tipo di contenzioso resta di competenza delle giurisdizioni nazionali. Diversamente da altre autorità, quali l’Autorità bancaria europea, essa non possiede alcun potere sanzionatorio. Non potrà avviare per sua iniziativa ispezioni negli Stati membri al fine di contrastare le frodi in materia di distacco. Il suo intervento è possibile soltanto su richiesta degli Stati membri. Va rilevato che le parti sociali dispongono di quattro seggi nel consiglio d’amministrazione (sui trentaquattro totali, di cui ventisette attribuiti ai rappresentanti degli Stati membri) e di dieci seggi in seno al “gruppo degli stake holder” (sugli undici totali, di cui uno riservato al rappresentante della Commissione), che svolge un ruolo consultivo.  Questi ultimi potranno pertanto esercitare una reale influenza e intendono avvalersi effettivamente della nuova autorità. La Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e la Federazione Europea dei Lavoratori delle Costruzioni e del Legno (FETBB) hanno annunciato di voler sottoporre all’Autorità alcuni casi «rappresentativi dei frequenti abusi subiti dai lavoratori distaccati» (cfr. comunicato della CES).


1. Unione Europea
Legislazione

Attualità sociale

Consolidamento dell’Europa sociale : Il 10 ottobre è stata adottata ad ampia maggioranza dal Parlamento europeo la risoluzione su “Occupazione  e politiche sociali nella zona euro”, in cui i deputati illustrano una parte dei temi che figurano nel mandato dei commissari europei specificando le loro aspettative (cfr. comunicato stampa). I deputati evidenziano che «gli obiettivi sociali ed economici dell’Unione dovrebbero avere pari priorità e risorse finanziarie garantite nel prossimo bilancio dell’Unione». A tale titolo, le raccomandazioni rivolte dal Consiglio ai paesi «dovrebbero essere coerenti con gli obiettivi economici, sociali e ambientali dell’Unione e dovrebbero rafforzarsi a vicenda e non contraddirsi ». In particolare, i deputati chiedono alla Commissione di proporre: 1) un sistema europeo di assicurazione contro la disoccupazione «al fine di tutelare i cittadini e di ridurre la pressione sulle finanze pubbliche in presenza di shock esterni»; 2) «una strategia di lotta contro la povertà» tramite la creazione di una «garanzia europea per l’infanzia»; 3) una politica per rispondere «ai fabbisogni sociali delle persone che rimangono tagliate fuori dal mercato del lavoro»; 4) «uno strumento giuridico che garantisca a ciascun lavoratore dell’Unione un salario minimo equo»; 5) una direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni «al fine di colmare al più presto il divario retributivo tra uomini e donne»; 6) la creazione di un «diritto alla disconnessione digitale»; 7) «una strategia di pianificazione a lungo termine a  favore dell’integrazione delle minoranze etniche nel mercato del lavoro al fine di attenuare il rischio di esclusione»; 8) un’azione volta a garantire le tutele sociali dei lavoratori delle piattaforme digitali, e tutti i loro diritti sociali e del lavoro, a prescindere dal loro status professionale, estendendo loro la copertura dei contratti collettivi». In altre parole, il Parlamento assume chiaramente il ruolo di istituzione europea che rammenta agli Stati membri la dimensione sociale della costruzione europea.


Giurisprudenza

Sanzione per inosservanza delle formalità in materia di distacco : La Corte di Giustizia ha ricordato agli Stati che il principio della libera prestazione di servizi deve essere rispettato anche nel voler limitare gli abusi in materia di distacco dei lavoratori. Al fine di eseguire una riparazione urgente, un’azienda austriaca ha subappaltato una parte dei lavori, in successione, a due aziende croate. Durante un controllo, le autorità hanno comminato pesanti multe per oltre due milioni di euro alle due società croate e ai loro amministratori, in ragione delle inadempienze riscontrate nella presentazione della documentazione salariale. La Corte ha ritenuto che l’entità delle sanzioni non «non appare adeguata alla gravità delle violazioni sanzionate», puntualizzando che l’attuazione di siffatti obblighi  potrebbe essere assicurata tramite  «misure meno restrittive, quali la fissazione di ammende con un importo meno elevato o l’introduzione di un massimale per tali sanzioni, senza necessariamente accompagnare queste ultime a pene detentive sostitutive» (CGUE, 12 settembre 2019, cause riunite C‑64/18, C‑140/18, C‑146/18 et C‑148/18, Zoran Maksimovic).


Dialogo sociale

Politica industriale : In occasione di una conferenza congiunta il 9 ottobre scorso, i datori di lavoro e i sindacati europei hanno esortato la nuova Commissione Europea e il Parlamento Europeo a condurre una strategia industriale europea più proattiva e ambiziosa (cfr. Comunicato della CES e di BusinessEurope). Il tema figurava anche all’ordine del giorno del vertice sociale tripartitico del 16 ottobre (cfr. Dichiarazione congiunta).


Dialogo sociale settoriale

  • Agroalimentare. Sono stati resi noti il 15 ottobre scorso dalle parti sociali del settore agroalimentare (EFFAT e FoodDrinkEurope) i risultati del progetto condotto in materia di dialogo sociale con finanziamenti europei al fine di esplorare i cambiamenti riscontrati nell’occupazione e nelle sfide legate alla digitalizzazione (cfr. comunicato dell’EFFAT e rapporto).

  • Assicurazioni e banche. La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ha pubblicato lo scorso 7 ottobre gli studi di rappresentatività relativi ai settori assicurativo e bancario. Tali studi consentono di verificare la rappresentatività delle parti sociali dei settori considerati su richiesta della Commissione Europea.

  • Ferrovie. Le parti sociali europee del settore ferroviario  (CER e ETF) hanno avviato il 16 ottobre un negoziato per un accordo europeo volto a promuovere l’occupazione delle donne nel settore (cfr. comunicati dell’ETF e della CER).


2. Stati membri
Danimarca

Regolamentazione del trasporto stradale : Il Governo ha conferito incarico ad un comitato di predisporre un rapporto sull’introduzione del salario minimo per i lavoratori mobili del cabotaggio stradale al fine di garantir loro una retribuzione consona con i livelli fissati dai contratti collettivi danesi. La pubblicazione del rapporto è prevista per il mese di dicembre. Nel frattempo, entrerà in vigore già dal 1° novembre una nuova normativa, accolta con grande favore dall’EFFAT (cfr.  comunicato), riguardante i conducenti di autobus stranieri che praticano il cabotaggio in territorio danese.


Grecia

  • Abolizione della responsabilità in solido del committente : È stata abrogata dall’articolo 117 della legge 4623/7.8.2019 la responsabilità in solido del committente, istituita dopo l’adozione di una legge del 2018 secondo la quale questi poteva essere dichiarato congiuntamente responsabile per il pagamento degli stipendi, degli oneri sociali e del trattamento di fine rapporto dovuti dal contraente. Non si applica più, nel subappalto, il concetto di responsabilità congiunta.

> Maggiori informazioni sulle evoluzioni giuridiche negli Stati membri si trovano nei Flash reports on Labour Law di luglio e agosto 2019.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Inosservanza della procedura di consultazione : In una sentenza emessa lo scorso 9 ottobre, la giurisdizione britannica competente per il contenzioso in materia di comitati aziendali europei, il Central Arbitration Committee (CAC) ha condannato in nodo netto l’azienda americana Verizon, per omesso rispetto dei termini contenuti nell’accordo costitutivo del comitato aziendale europeo. Nell’ambito di una riorganizzazione che avrebbe condotto alla soppressione di 216 posti di lavoro, il management di Verizon, prima dell’annuncio ufficiale, si è limitato ad informare soltanto il comitato ristretto del CAE, allorquando l’accordo prevede non soltanto una riunione d’informazione, bensì di consultazione del comitato ristretto, estesa ai componenti del CAE che rappresentano i paesi interessati dalla ristrutturazione.  Non avendo dato seguito alle istanze rivolte dal segretario del comitato aziendale europeo per la convocazione del comitato ristretto in formato allargato, l’azienda è stata condannata dal CAC per inosservanza delle procedure. Essa dovrà pertanto farsi carico delle spese legali sostenute dal CAE per difendere i propri interessi. «Il comitato aziendale europeo ha avviato una nuova procedura di fronte ad un’altra giurisdizione britannica la quale dovrà pronunciarsi sull’opportunità di condannare l’azienda a una sanzione che può ammontare anche a 100.000 euro», spiega Jean-Philippe Charpentier, segretario del CAE. L’obiettivo è mostrare ai lavoratori del gruppo che la condanna del CAC non è puramente simbolica. La sentenza del CAC riveste particolare rilievo in quanto il problema del finanziamento di un procedimento giudiziario da parte di un organo di rappresentanza del personale – che non dispone di risorse ad hoc – si pone regolarmente in caso di contenzioso.



Revisione di accordi : Il management del gruppo Nexans (27.000 addetti) e i membri del comitato aziendale europeo hanno emendato l’accordo del 16 luglio 2003 per mezzo di un accordo integrativo sottoscritto il 12 febbraio 2019. Il testo rafforza i mezzi del CAE e precisa l’articolazione con le istanze nazionali. «Perché l’iter abbia un effetto utile», le procedure di informazione e consultazione delle istanze rappresentative degli Stati interessati da un progetto che richieda la consultazione del comitato aziendale europeo «non potranno iniziare prima dell’avvio della procedura a livello del comitato stesso». Le istanze interessate «non potranno pertanto essere convocate prima» che il comitato aziendale europeo stesso «non sia stato convocato, né tenere la prima riunione prima che si sia tenuta la prima riunione del CAE».



  • Brexit. È stato sottoscritto il 26 giugno scorso tra il management del gruppo Veolia e i componenti del comitato aziendale europeo un accordo integrativo all’accordo istitutivo del CAE al fine di aggiungere una disposizione che consenta di mantenere il Regno Unito all’interno del campo di applicazione dell’accordo in caso di recesso dall’UE. I componenti britannici del CAE godono degli stessi diritti, prerogative e tutele degli altri membri del comitato. Peraltro, il 19 dicembre 2018  era già stato sottoscritto dal management del gruppo Suez e dal comitato aziendale europeo un accordo integrativo teso a raggiungere lo stesso fine senza fare esplicito riferimento al Regno Unito.

  • Chiusura contestata. Il comitato ristretto del comitato aziendale europeo di Michelin, riunito il 9 ottobre in seduta straordinaria per una riunione dedicata all’annuncio della chiusura dello stabilimento di Bamberg (Germania), che occupa 860 lavoratori, ha adottato una dichiarazione per denunciare tale decisione


Accordi transnazionali

Diritti fondamentali : La multinazionale belga Umicore (10.700 addetti), specializzata nella tecnologia dei materiali, e la Federazione sindacale internazionale IndustriAll Global Union hanno rinnovato per la terza volta lo scorso 17 ottobre l’accordo-quadro mondiale sullo sviluppo sostenibile. Esso contiene nuove disposizioni sulla violenza e le molestie sul lavoro, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, le questioni ambientali, nonché alcune previsioni in materia di ragionevole diligenza nella catena di approvvigionamento e nella trasformazione digitale (cfr. comunicati di IndustriAll e di Umicore (in olandese).
> Cfr. anche:
il gruppo tessile spagnolo Inditex (174.000 addetti) e la federazione sindacale internazionale UNI Europa hanno celebrato lo scorso 3 ottobre i dieci anni della firma dell’accordo-quadro internazionale (cfr. comunicato Uni Global Union).



  • Molestie sessuali. È stato siglato lo scorso 7 ottobre tra il management del gruppo cooperativo lattiero-caseario danese Arla (19.190 addetti) e la federazione sindacale internazionale UITA l’Accordo relativo alle molestie sessuali (cfr. comunicato dell’UITA).


Syndicalisme

Conseil syndical mondial : le Conseil syndical mondial du groupe suédois SKF (47000 salariés) a rassemblé plus de 40 délégués de 20 pays, entre le 30 septembre et le 3 octobre. Les participants ont échangé entre eux sur la numérisation et la santé-sécurité. Ils ont également discuté une journée entière avec la direction sur les perspectives, les stratégies et les activités du groupe (v. communiqué IndustriAll Global Union).

 

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Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

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