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IR Notes 136 – 26 febbraio 2020
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Christophe Casado Bolivar, avvocato specializzato in diritto del lavoro,
Studio legale FARHO Avocats
Secondo una sentenza
di un tribunale spagnolo le pause per fumare una
sigaretta o mangiare un panino possono essere dedotte
dall’orario di lavoro effettivo. Perché questa decisione ha
suscitato tante reazioni in Spagna? Sul mercato del lavoro spagnolo il lavoro
non dichiarato è molto presente. Durante il periodo di crisi, le
autorità hanno prestato scarsa attenzione a questo problema, mentre
i sindacati richiedevano maggiori controlli. Ottemperando a una
sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, nel marzo 2019 il Governo
ha approvato una legge per imporre un registro dell’orario di lavoro
generalizzato a quasi totalità dei dipendenti. A tal fine,
l’Ispettorato del Lavoro ha pubblicato una guida
per spiegare come attuare la sentenza, invitando le aziende a
trovare soluzioni negoziate con i rappresentanti del personale, in
particolare per qualificare i tempi intermedi che non sono né
completamente orario di lavoro effettivo né completamente tempi di
riposo. In assenza di tali accordi, l’Ispettorato del Lavoro ha
minacciato di applicare sanzioni severe in caso di violazione del
nuovo obbligo. Questo provvedimento, contestato dai datori di
lavoro, ha indotto un’azienda ad applicare il testo alla lettera,
chiedendo ai dipendenti di timbrare il cartellino in uscita prima di
una pausa sigaretta o di un panino, in modo che questi momenti non
siano più considerati come orario di lavoro effettivo e retribuito.
L’Audiencia Nacional si è pronunciata a favore
dell’azienda, con grande disappunto del sindacato CC.OO, che invece
contestava le pratiche dell’azienda. La sentenza ha messo in
fibrillazione le parti sociali e suscitato molti commenti in attesa
di conoscere la posizione della Corte Suprema.
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Editoriale
La Francia ha appena vissuto un
intenso dibattito sulla questione dei giorni di congedo di cui
dovrebbe godere un lavoratore che perde un figlio, o il partner.
In tali casi, il
Codice del Lavoro prevede tre giorni di congedo retribuiti a carico
del datore di lavoro. Ritenendo che questo congedo fosse troppo
breve, i Parlamentari francesi avevano presentato un disegno di
legge per portarlo a dodici giorni. Il Governo, che ha inizialmente
respinto il disegno di legge, ha giustificato il proprio rifiuto con
il desiderio di non gravare le imprese del costo di tale misura, che
dovrebbe essere coperta dalla solidarietà nazionale. Proprio in tal
senso il Governo intende proporre un emendamento nel prossimo
futuro. Il dibattito in Francia ha avviato la discussione in Belgio,
dove la situazione è simile: i genitori di un bambino deceduto hanno
diritto soltanto a tre giorni di congedo, da prendere tra la data
del decesso e il giorno della sepoltura. Diverse organizzazioni, tra
cui le tre confederazioni sindacali CSC, FGTB e CGSLB, hanno
richiesto un’estensione di questo congedo retribuito, nonché di
quello per morte del coniuge (sempre tre giorni). Un primo dibattito
tenuto in Parlamento il 12 febbraio ha riguardato le proposte di
legge presentate dai Deputati, di cui una prevedeva un’estensione
fino a dieci giorni. Anche in Italia e in Lussemburgo questo congedo
è di tre giorni, ma alcuni contratti collettivi possono prevedere
una durata maggiore, come ad esempio il settore bancario in
Lussemburgo (cinque giorni). La legge portoghese prevede cinque
giorni di congedo. In Croazia, un lavoratore ha diritto a sette
giorni di ferie pagate all’anno per far fronte a determinati eventi
familiari, tra cui la morte di un figlio o del partner. Nel Regno
Unito, una misura che entrerà in vigore il 6 aprile prevede due
settimane di congedo retribuito in questo tipo di frangente. La
diversità di approccio potrebbe portare la Commissione Europea a
proporre un’armonizzazione di tali congedi facendo appello alle
proprie competenze in materia di miglioramento delle condizioni di
lavoro e alla sua volontà di raggiungere equilibrio tra attività
professionale e vita familiare. Questa tematica è di rilevanza anche
per il dialogo sociale all’interno delle imprese transnazionali,
dove è difficilmente giustificabile che un dipendente che si trovi a
dover affrontare la stessa tragedia possa beneficiare di due
settimane di congedo se lavora nel Regno Unito o solo di tre giorni
se invece il suo lavoro è in Belgio, Francia o Lussemburgo.
Frédéric Turlan
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Una buona idea
L’ILO vi dà la parola
L’ILO ha lanciato un’iniziativa in
occasione della Giornata mondiale della giustizia
sociale, il 20 febbraio, invitando tutti i
cittadini a spiegare ai decisori perché ritengono che la giustizia
sociale sia importante per loro. Tutto quello che bisogna fare è
prendere la parola postando un video di dieci secondi con l’hashtag
#MyFutureOurPlanet. Poi “taggare” 3 persone chiedendo loro di
condividere anch’esse le loro opinioni. In questo modo, tutti potranno
far sentire la propria voce a favore della giustizia sociale, delle
popolazioni e del pianeta! (cfr. comunicato
e video di lancio).
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Prima
Pagina
Un primo
passo verso un inquadramento dell’intelligenza artificiale
La Commissione Europea ha presentato una comunicazione su una strategia
europea in materia di dati e un Libro
bianco sull’intelligenza artificiale – un approccio europeo fondato
sull’eccellenza e la fiducia (cfr. comunicato)
aprendo una consultazione fino al 19 maggio. Per quanto riguarda l’intelligenza
artificiale (IA), la Commissione intende sviluppare una legislazione che distingua
l’IA ad “alto rischio” dalle altre IA. Il primo tipo di IA sarebbe sviluppato
seguendo regole severe, mentre il secondo potrebbe essere più flessibile. Tra le IA
ad “alto rischio”, la Commissione ricomprende “il ricorso all’applicazione dell’IA
nel recruiting”. Dal punto di vista sindacale, l’accoglienza è piuttosto positiva,
anche se il movimento sindacale chiede maggiore spazio per il dialogo sociale (cfr.
comunicati stampa di UNI
Europa e della ETUC).
Per l’organizzazione imprenditoriale BusinessEurope è necessario «ripristinare
l’equilibrio tra l’innovazione aperta e la tutela della società» (cfr. comunicato).
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
- Salario minimo : Uno
«strumento giuridico comunitario sui salari minimi non solo sarebbe contrario al
Trattato, ma, per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Commissione Europea,
dovrebbe anche essere dettagliato e complesso, senza che però questo garantisca
che esso funzioni nella pratica. È tempo di abbandonare questa idea», spiega
senza mezzi termini Samuel Engblom, Direttore delle politiche sociali di TCO, la
confederazione sindacale generale svedese degli impiegati, in un op-ed
pubblicato sul sito web della confederazione in risposta al documento presentato
dalla Commissione per consultare le parti sociali europee sulla definizione di
salari minimi equi nell’UE. (cfr. IR Notes n°
133). L’analisi rispecchia perfettamente la riluttanza delle parti
sociali dei paesi nordici a separarsi dal loro modello in cui il primato spetta
alla contrattazione collettiva.
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Giurisprudenza
Una pausa che non è riposo : La
Corte di Giustizia è stata chiamata a pronunciarsi in caso delicato riguardante la
direttiva sull’organizzazione dell’orario di lavoro. Il caso riguarda un vigile del
fuoco ceco impiegato per tre anni in un sito industriale con un contratto di lavoro
a turni. Per la pausa pranzo, disponeva di trenta minuti per recarsi in una mensa, a
condizione però di poter essere chiamato in qualsiasi momento ad intervenire in due
minuti. Essendo retribuiti soltanto i periodi di intervento, il dipendente ha
richiesto il pagamento dell’intera pausa ritenendo di non essere realmente fuori
servizio. Nelle sue conclusioni (CGUE,
Concl., 13 febbraio, causa C-107/19, XR), l’avvocato generale, il cui parere
è generalmente seguito dalla Corte di Giustizia, ha ritenuto che lo scopo perseguito
dall’art. 4 della direttiva 2003/88 (diritto ad una pausa qualora l’orario di lavoro
superi sei ore) non appare raggiungibile «se il lavoratore può subire in qualsiasi
momento un’interruzione della propria pausa». «Tale incertezza connessa al
verificarsi di un intervento (…) è tale da porre il lavoratore in una situazione
di allerta permanente, circostanza che contrasta con la finalità di riposo della
pausa».
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2. Stati
membri
Spagna
- Abolizione del licenziamento per assenze
ripetute : Il 18 febbraio scorso il Governo ha approvato
l’abolizione del licenziamento per assenze ripetute dal lavoro, anche se
giustificate. Il ricorso a questo tipo licenziamento prevedeva un’indennità di
licenziamento di venti giorni retributivi per ogni anno lavorato. Nei prossimi
giorni, non appena sarà pubblicato il Regio Decreto, sarà quindi abrogato
l’articolo 52, lettera d) dello Statuto dei Lavoratori spagnolo. L’articolo
prevedeva la risoluzione del contratto di lavoro al verificarsi di assenze dal
lavoro intermittenti, seppur giustificate, pari al 20% delle ore lavorative in
due mesi consecutivi, a condizione che le assenze complessive nei dodici mesi
precedenti fossero pari al 5% delle ore lavorative o al 25% delle ore lavorative
in quattro mesi non continuativi in un periodo di dodici mesi. In pratica,
questa forma di risoluzione del contratto di lavoro penalizza i dipendenti che
si assentano dal lavoro a causa di frequenti e brevissimi congedi per malattia.
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Italia
Inquadramento dell’indennità di licenziamento :
Il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS), l’organo di
controllo dell’applicazione della Carta sociale europea del Consiglio d’Europa, ha
reso una decisione
(pubblicata l’11 febbraio) in cui si condanna la legislazione italiana del lavoro
che fissa un tetto massimo all’indennità di licenziamento. La CGIL aveva infatti
presentato nel 2017 un ricorso contro una delle disposizioni del Job Act, sostenendo
che l’Italia violasse l’articolo 24 (Diritto ad una tutela in caso di licenziamento)
della Carta sociale Europea, in quanto il meccanismo risarcitorio prestabilito di
cui al decreto legislativo n° 23/2015 non consente alle vittime di licenziamenti
illegittimi di ottenere per via giudiziaria un indennizzo congruo rispetto al danno
subito e che abbia carattere dissuasivo nei confronti del datore di lavoro. Il
decreto prevede, infatti, che l’indennità sia limitata e che il suo importo sia
fissato in modo rigorosamente automatico a seconda dell’anzianità. Il CEDS ricorda
che «qualsiasi tetto che abbia l’effetto che il risarcimento concesso non sia
commisurato al danno subito e non abbia sufficiente carattere dissuasivo è, in linea
di principio, contrario alla Carta». Osserva altresì che, in caso di licenziamento
illegittimo, «la vittima ha la possibilità di scegliere tra due possibilità di
risarcimento dei danni materiali – giudiziale o stragiudiziale – entrambe limitate e
che non coprono i danni patrimoniali effettivamente subiti dalla data del
licenziamento». Per il CEDS, le condizioni per l’attuazione di queste opzioni
risarcitorie sono «tali da incoraggiare, o almeno non scoraggiare, il ricorso a
licenziamenti illegittimi». La CGIL, che si rallegra di questa vittoria, chiede una
riforma legislativa volta a rafforzare le garanzie per i lavoratori (cfr. comunicato
della CGIL).
> Nota:
tale decisione potrebbe indebolire l’inquadramento
dell’indennità risarcitoria per i licenziamenti illegittimi adottato in Francia nel 2017.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Un comitato per una grande Europa :
La direzione della filiale olandese del gruppo
farmaceutico israeliano Teva
(26.000 addetti), specializzato nella produzione di farmaci generici, ha firmato il
9 dicembre 2019 un accordo
istitutivo di un comitato aziendale europeo. L’accordo istituisce un
comitato aziendale europeo formato da un massimo di trenta componenti, uno per i
paesi con un numero di dipendenti compreso tra 75 e 999 e due per quelli con oltre
1.000 dipendenti. I paesi con meno di 75 dipendenti «saranno rappresentati da altri
paesi». Va sottolineato che l’ambito geografico di applicazione dell’accordo va
oltre l’UE e comprende il Regno Unito, i paesi dello Spazio Economico Europeo
(Islanda, Norvegia, Svizzera) e, fatto più raro, la Bosnia-Erzegovina, la Repubblica
di Macedonia e la Serbia. Per quanto riguarda la dimensione transnazionale dei
progetti, l’accordo stabilisce che «il management determinerà a proprio giudizio se
fornire informazioni al comitato ristretto su eventi significativi relativi ad un
singolo paese».
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- Reazioni al piano strategico :
Due settimane dopo la presentazione del nuovo piano
strategico “Team23”, che prevede la riduzione di 8.000 posti di lavoro da parte
della banca italiana UniCredit (90.000 addetti),
il comitato aziendale europeo si è riunito in plenaria il 16-18 dicembre 2019
per rinnovare l’organo, attualmente presieduto da Luciano Malvolti (First CISL).
I membri hanno contestato il messaggio dell’azienda secondo cui i licenziamenti
sono semplicemente il risultato del progresso tecnologico. «La digitalizzazione
deve essere anche un’opportunità e il suo impatto può essere gestito
congiuntamente dall’azienda e dai rappresentanti dei lavoratori», ha dichiarato
Luciano Malvolti (cfr. comunicato
di UNI Europa).
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Un negoziato in videoconferenza :
Il 6 febbraio scorso si è tenuta in Italia l’udienza nella causa
promossa dai sindacati italiani Fistel-CISL e SLC-CGIL contro la società italiana
produttrice di carta Sofidel
(6.327 addetti) per il reiterato rifiuto dell’azienda di istituire
un comitato aziendale europeo. Cinque anni dopo la richiesta formulata dalle
organizzazioni sindacali, e poco prima dell’udienza, l’azienda ha finalmente
convocato una delegazione speciale di negoziazione tramite videoconferenza.
Un’iniziativa che UNI Europa analizza come una «manovra per evitare una sentenza
giudiziaria sfavorevole» (cfr. comunicato
di UNI Europa).
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Una guida destinata ai comitati aziendali
europei : È disponibile una guida molto completa
commissionata dalla federazione sindacale ETF sulla base dell’esperienza dei
comitati aziendali europei di Deutsche Bahn e Deutsche Post DHL. Finanziata dalla
Commissione Europea e prodotta da Helmut Gohde, un consulente tedesco esperto di
comitati aziendali europei. In un centinaio di pagine, la guida risponde a molte
delle domande che si pongono i componenti dei comitati aziendali europei e fornisce
una panoramica di ciò che può rientrare nelle competenze di un CAE.
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Buone pratiche dei CAE del settore
metalmeccanIco : La federazione dei metalmeccanici della
CFDT (FGMM-CFDT) ha pubblicato un opuscolo
riassuntivo del progetto “European Metalworker
Participation: State of play and best practices on the
edge“, sostenuto dalla Commissione Europea e pilotato dalla società
di consulenza Syndex (per le versioni in polacco, ceco e romeno rivolgersi a Caroline Blot). Questo lavoro, che
ha coinvolto più di una dozzina di federazioni sindacali europee del settore
metalmeccanico, fornisce una panoramica del funzionamento di una trentina di
comitati aziendali europei del settore. Il documento contiene in particolare schede
che consentono di valutare il funzionamento dei comitati aziendali europei oggetto
di studio, di grande utilità ai fini del benchmarking.
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Società
europee
- Negoziati in corso :
È attualmente in corso un negoziato in seno
al gruppo Total sulla
partecipazione dei lavoratori in occasione dell’adozione dello status di società
europea da parte del gruppo petrolifero (cfr. comunicato
della FCE-CFDT). La delegazione speciale di negoziazione si riunirà più volte
fino al 15 aprile per affrontare queste tematiche. È altresì in atto un
dibattito per garantire una rappresentanza specifica a Hutchinson, una filiale
del gruppo che occupa 20.700 lavoratori nell’UE.
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Accordi
transnazionali
Rinnovo di accordi :
La multinazionale norvegese delle
telecomunicazioni Telenor
(20.000 addetti) ha rinnovato dopo due anni di negoziato l’accordo-quadro
internazionale sottoscritto nel 2013 con la federazione sindacale internazionale UNI
Global Union. Il nuovo testo aggiunge delle disposizioni in materia di tutela
contro le molestie sessuali e le violenze fisiche, sessuali e psicologiche sui
luoghi di lavoro (cfr. comunicato di UNI
Global Union e di Telenor).
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Responsabilità sociale
Pilastro di protezione sociale :
Il 13 febbraio il Gruppo Saint-Gobain (180.000 addetti) ha
presentato il programma “CARE by Saint-Gobain”, che comprende le seguenti garanzie
minime: 1) un congedo di maternità o di adozione della durata minima di quattordici
settimane retribuito al 100%; 2) un congedo di paternità (o di partner) della durata
minima di tre giorni; 3) copertura dell’80% delle spese mediche per il medico di
base e in caso di ricovero del dipendente e della sua famiglia; 4) una somma
forfettaria pari ad un anno di stipendio in caso di decesso da versare alla famiglia
del dipendente. Questo programma sarà gradualmente implementato in 68 paesi entro la
fine del 2022. Le garanzie relative alla genitorialità saranno applicate entro la
fine del 2020 (cfr. comunicato).
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4. Studi e
rapporti
Nuove tecnologie e occupazione :
Un rapporto
della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
(Eurofound) esamina l’impatto di otto nuove tecnologie sull’occupazione e le
condizioni di lavoro (robotica avanzata, stampa tridimensionale, internet of things;
veicoli elettrici, veicoli autonomi, biotecnologie industriali, blockchain, realtà
virtuale e realtà aumentata). Lo studio evita lo scoglio di proporre proiezioni in
termini di distruzione di posti di lavoro e solleva numerose e interessanti
riflessioni per le parti sociali. Nonostante gran parte di tali tecnologie possano
ridurre l’esposizione dei lavoratori ai rischi fisici, lo studio riferisce di
eventuali effetti psicosociali negativi connessi all’aumento dello stress o al
peggioramento della qualità delle relazioni sui luoghi di lavoro, oltre al presunto
impatto negativo dovuto al controllo automatizzato del rendimento. Quanto alla
privacy e alla raccolta dei dati a carattere personale, oggi i lavoratori «devono
sapere come vengono raccolti memorizzati, trattati e divulgati i dati che li
riguardano». I rappresentanti dei lavoratori e i sindacati dovrebbero inserire le
problematiche che ne discendono (controllo dei dati, sorveglianza, profiling,
geolocalizzazione) nelle discussioni sul posto di lavoro e nelle contrattazioni
collettive. Constatazione, questa, che dovrebbe spingere i rappresentanti dei
lavoratori a formarsi su queste tematiche.
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