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IR Notes 140 – 22 aprile 2020
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Christer Thörnqvist, Professore di Scienze Sociali presso l’Università di
Skövde
Come
reagiscono le parti sociali svedesi alla politica
governativa di contrasto al Covid-19, che consiste
essenzialmente nel formulare raccomandazioni di
distanziamento sociale senza fermare
l’economia? Il governo non vuole bloccare l’economia per
timore che dopo un periodo di confinamento il Paese subisca una
nuova ondata di contagio, anche più estesa della prima. Quest’ultimo
aspetto viene costantemente rammentato alla popolazione. Il governo
ha quindi semplicemente formulato delle raccomandazioni, come il
rispetto delle distanze sociali, rimanere confinati per le persone
oltre i settanta anni di età o favorire il telelavoro. Tale politica
è gradita alle aziende, che apprezzano che l’economia continui a
funzionare. Da parte delle organizzazioni sindacali, le uniche
preoccupazioni riguardano i lavoratori direttamente esposti, come le
professioni medico-sanitarie, il personale che si occupa degli
anziani o dei bambini. Le discussioni sono state a volte accese
sulla mancanza dei dovuti dispositivi di protezione, in particolare
le mascherine. In questi settori, così come in quello commerciale, i
sindacati hanno richiesto dispositivi di protezione individuale, che
le aziende hanno fornito laddove possibile. Ad esempio, negli
autobus o nei tram, per proteggere i conducenti, è stato concordato
che i passeggeri non si servano della porta anteriore. Nei negozi
sono state installate delle protezioni per tutelare il personale
addetto alle casse. Tutto questo è stato attuato molto rapidamente,
senza ricorrere ai contratti collettivi, perché le parti sociali non
hanno il tempo di negoziare. Nel complesso, le raccomandazioni del
governo sono ben rispettate, grazie alla fiducia che esiste in
Svezia tra i cittadini, e al “controllo sociale”, che porta a
criticare sui social network coloro che non rispettano le
istruzioni. La fiducia nel governo è cresciuta e, per i sindacati,
il fatto che il Primo Ministro socialdemocratico sia l’ex leader del
sindacato dei metalmeccanici è un fattore rassicurante.
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Un’idea davvero buona
Partecipare all’indagine di Eurofound sull’impatto della crisi da
Covid-19
La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di
lavoro (Eurofound) ha lanciato un’importante indagine
online, in tutte le lingue dell’UE, per fare una prima
valutazione di come la crisi causata dalla pandemia da Covid-19 stia
avendo un impatto sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro dei
lavoratori europei. La redazione di IR Notes invita tutti i suoi lettori
a partecipare al sondaggio (la risposta vi prenderà solo una decina di
minuti).
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Chi siamo?
IR Notes è
una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Sophia
Reisecker, Frédéric Turlan
e Aimee Waldon.
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lavoro di IR Share.
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Prima
Pagina
Il Covid-19
inaugurerà un nuovo periodo di letargo in campo sociale?
Alla luce delle nuove condizioni dovute all’emergenza Covid-19, la Commissione
europea pubblicherà un nuovo programma di lavoro a fine aprile. La stampa ha già
ampiamente ripreso un possibile stand-by del Green Deal, il progetto di punta della
Commissione per accompagnare la conversione ecologica dell’UE ed affrontare
l’emergenza climatica. L’emergenza economica scaccia quindi l’emergenza climatica.
Lo stesso ragionamento vale per le questioni sociali. In una lettera
al Presidente del Consiglio, l’organizzazione imprenditoriale europea
BusinessEurope chiede, in tutte le materie, «una maggiore flessibilità
nell’applicazione dell’attuale quadro normativo», rilevando come sia «necessario un
elevato grado di flessibilità in termini di scadenze per le consultazioni pubbliche
o di date per l’applicazione delle nuove regole». Inoltre, «i tempi previsti
dovrebbero essere significativamente estesi» e qualsiasi «nuova legislazione
dovrebbe essere attentamente valutata alla luce dell’attuale situazione di crisi per
garantire che le imprese non si trovino ad affrontare nuove e significative
pressioni che ne mettano a repentaglio l’esistenza». Infatti, se da un lato
BusinessEurope sostiene certamente l’iniziativa SURE volta ad aiutare gli Stati
membri a finanziare la cassa integrazione (cfr. IR Notes 139, Prima
Pagina), dall’altro sottolinea che si tratta di un “sostegno eccezionale” adatto a
“circostanze eccezionali”, ma che non può essere «visto come un precedente per un
regime europeo permanente di assicurazione contro la disoccupazione, al quale
rimaniamo contrari». Questa posizione, che invita l’Unione a concentrarsi
esclusivamente sulla ripresa dell’economia europea, ricorda quella promossa
all’inizio degli anni 2000, quando BusinessEurope riteneva necessario “congelare” la
legislazione sociale europea per consentire l’integrazione dei nuovi Stati membri
dell’Europa centrale e orientale, nel 2004 e nel 2007. La conseguenza fu il
“congelamento” delle materie sociali fino alla seconda metà del mandato di
Jean-Claude Juncker (2014-2019). Di fronte alla crisi economica causata
dall’epidemia da Covid-19, qualsiasi iniziativa che possa aumentare il costo del
lavoro subirà attacchi da tutti i fronti. Pertanto, la strategia europea per la
parità di genere, con l’adozione di misure vincolanti in materia di trasparenza
retributiva, il salario minimo europeo o la nuova strategia europea per la salute e
la sicurezza sul lavoro, o ancora il miglioramento della protezione dei lavoratori
delle piattaforme, saranno tematiche per le quali alcuni riterranno che l’urgenza
sia piuttosto metterle in sordina. Occorrerà quindi essere molto convincenti per
porre la giustizia sociale e una transizione ecologica equa al centro del progetto
europeo.
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1. Unión
Europea
Progetti
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Dialogo
sociale settoriale
Digitalizzazione nel settore dell’elettricità. :
Le parti sociali europee del settore dell’elettricità hanno
lanciato il 9 aprile un quadro di
azioni per accompagnare il processo di digitalizzazione. Esso definisce le
azioni da intraprendere entro il 2022, in particolare la definizione di linee guida
per una transizione digitale socialmente responsabile al verificarsi di
ristrutturazioni dovute all’introduzione di processi digitalizzati più avanzati. I
firmatari intendono promuovere il dialogo sociale a tutti i livelli al fine di
individuare soluzioni che garantiscano la salute, il benessere e l’equilibrio tra
lavoro e vita privata, prevedendo disposizioni socialmente responsabili sul
telelavoro e il diritto alla disconnessione. Nella posizione comune che
accompagna il quadro d’azione, si sottolinea che «l’economia europea sta
attraversando un periodo turbolento a causa dell’emergenza da Covid-19» e che
«l’implementazione delle nuove tecnologie e di nuovi modelli di business può
agevolare una rapida ripresa del settore elettrico dopo il previsto rallentamento
economico». I firmatari «si impegnano a costruire il futuro del lavoro attraverso
una trasformazione digitale giusta che vada a beneficio di tutti».
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Dichiarazioni congiunte relative alla crisi da
Covid-19. Le parti sociali europee di diversi settori
d’attività hanno recentemente adottato una serie di dichiarazioni congiunte
collegate alla crisi causata dalla pandemia da Covid-19:
- Telecomunicazioni: è stata
adottata il 7 aprile una posizione comune relativa
all’emergenza Covid-19. Il testo specifica che le aziende del settore
«rendono ampiamente accessibile ai loro dipendenti la possibilità di lavorare da
casa». Questa esperienza consentirà ai firmatari di trarre importanti lezioni al
fine di «rendere questo nuovo metodo di lavoro accessibile ai più, al fine di
massimizzare i benefici tratti da questa emergenza a vantaggio dell’ambiente,
del business e dell’equilibrio tra lavoro e vita privata».
- Industria alimentare: sono
state adottate il 9 aprile le linee guida settoriali sulla
tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Scopo del documento
congiunto è individuare gli standard minimi da applicare nelle aziende
alimentari durante l’emergenza.
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2. Stati
membri
Germania
Tribunali del lavoro in videoconferenza :
Il Ministero Federale del Lavoro e degli Affari sociali ha
presentato un disegno di legge per garantire il funzionamento dei tribunali del
lavoro e di quelli sociali durante l’epidemia da Covid-19. Anche i due giudici
“onorari”, uno in rappresentanza dei lavoratori e l’altro dei datori di lavoro, che
assistono il giudice ordinario, potranno partecipare all’udienza o alla
deliberazione in remoto. I giudici potranno inoltre ordinare, nei limiti del
ragionevole, la partecipazione all’udienza in videoconferenza alle parti, ai loro
rappresentanti e legali, nonché ai testimoni e periti. >
Riunioni dei comitati aziendali (Betriebsrat). Il
23 marzo il Ministro Federale del Lavoro e degli Affari sociali ha emanato una circolare,
non vincolante a favore dell’organizzazione delle riunioni dei comitati aziendali in
videoconferenza o in teleconferenza.
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Austria
Commercio. Le parti sociali
hanno ottenuto che i dipendenti del settore del commercio usufruiscano di
particolari dispositivi di protezione durante tutta la durata dell’emergenza
Coronavirus (cfr. accordo).
Gli orari di apertura dei negozi sono stati ridotti, e l’orario di chiusura
anticipato alle 19.00 al massimo. Per proteggere I dipendenti dal virus, sono stati
collocati pannelli in plexiglas in corrispondenza delle casse, e i lavoratori
dispongono di mascherine e guanti. L’uso delle mascherine è stato altresì reso
obbligatorio per decreto, per tutti i clienti, dal mese di aprile (cfr. comunicati
della federazione
sindacale GPA-djp e di UNI
Europa). Inoltre, i sindacati richiedono che venga riconosciuta un’indennità
esentasse a tutti coloro che svolgono attività essenziali. Per il momento non sono
stati registrati progressi in questo senso, ma molte aziende offrono già incentivi
non finanziari, come ad esempio i voucher nel settore del commercio.
- Cassa integrazione. Dal 1°
marzo, le aziende possono presentare richiesta di cassa integrazione per un
periodo di tre mesi (prorogabile per altri e tre mesi), con effetto retroattivo.
A seconda della retribuzione lorda percepita, i lavoratori riceveranno tra l’80
e il 90% della retribuzione netta relativa al periodo considerato. Saranno
stanziati aiuti di Stato per rimborsare le aziende. La richiesta di cassa
integrazione deve ottenere il consenso delle parti sociali. Il 20 aprile erano
all’incirca circa 900.000 i lavoratori in cassa integrazione (cfr. comunicato
del Governo).
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Danimarca
- Miglioramento delle prestazioni. :
L’accordo tripartito siglato il 14 marzo è stato emendato il
30 marzo al fine di migliorare il livello del reddito sostitutivo. L’indennità
statale resta fissata al 75% della retribuzione totale corrisposta ai
dipendenti, ma il tetto è stato portato da 23.000 a 30.000 corone (da circa
3.080 a 4.000 euro) al mese. Il restante 25% rimarrà a carico delle aziende. Il
regime è stato prorogato e rimarrà in vigore dal 9 marzo al 9 giugno. Sarà
inoltre sospesa, durante il medesimo periodo, la cosiddetta “regola delle 225
ore”, secondo la quale i beneficiari dell’assistenza sociale devono dimostrare
la loro disponibilità sul mercato del lavoro lavorando almeno 225 ore l’anno,
pena la riduzione delle prestazioni godute.
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3.
Aziende
Reazioni dei CAE all’emergenza Coronavirus. :
Per aggiornare quanto illustrato nell’IR Notes n°138)
abbiamo contattato nuovamente i segretari dei comitati aziendali europei
interrogandoli sulle conseguenze della pandemia. Riportiamo qui di seguito una
sintesi della nostra analisi,
integralmente disponibile in inglese e in francese. Poi, come sempre, vi
invitiamo a condividere con noi le vostre iniziative e testimonianze per arricchire
le nostre analisi (frederic.t@irshare.eu).
- Stop alle riunioni fisiche.
Sono state rimandate tutte le riunioni fisiche, sia le
plenarie (LafargeHolcim, GSK) che quelle dei comitati
ristretti, dei gruppi di lavoro (Generali), o anche le
attività formative (Carrefour). Rimandati anche
i negoziati per il rinnovo degli accordi (ArcelorMittal).
- Sì alle riunioni a distanza.
I comitati aziendali europei si sono organizzati tramite
conference call, con cadenza spesso settimanale. Ad esempio, LafargeHolcim, tiene
settimanalmente una conferenza telefonica con interpretazione simultanea in
inglese e francese cui partecipano la segretaria del CAE, i coordinatori
sindacali, il Direttore delle Risorse Umane Gruppo e il Direttore delle Risorse
Umane Europa. Inoltre, all’emergenza Covid-19 è stata dedicata una conference
call tra i membri del comitato per la salute e la sicurezza del CAE e i manager
responsabili della salute e sicurezza a livello di Gruppo. Il gruppo Eiffage, che opera nel
settore delle costruzioni, ha organizzato una conference call congiunta tra il
comitato ristretto del CAE e la segreteria del Comitato di Gruppo. In seno
all’azienda Carrefour,
come spiega Michel Enguelz, segretario del comitato aziendale europeo «abbiamo
richiesto e ottenuto lo che si possano tenere le riunioni del comitato ristretto
(sei membri)». Tre incontri si sono già svolti il 30 marzo, il 10 aprile e il 21
aprile. Pierre Goulaieff, segretario del comitato aziendale internazionale di
Capgemini, spiega che la
frequenza delle riunioni del comitato ristretto, di regola una al mese, è
raddoppiata durante il periodo dell’emergenza. Nel gruppo Generali, dal mese di marzo
è stata organizzata ogni lunedì una telefonata su Skype tra la segreteria del
comitato aziendale europeo, il vice segretario e i loro interlocutori della
Direzione Risorse Umane Gruppo. Riunione settimanale anche tra la direzione e la
segreteria del comitato aziendale europeo di Axa (dieci membri). Alcune
aziende promuovono esplicitamente questo tipo di dialogo sociale rafforzato.
Secondo il direttore generale del gruppo Axa, Thomas Buberl, il
dialogo sociale è un passo necessario che continuerà durante questa crisi come
anche nella fase successiva. Per Benoît de Rufray, CEO di Eiffage, «ciò che farà la
differenza tra le nostre performance e quelle dei nostri concorrenti non è la
durata della sospensione dell’attività, bensì la capacità di tornare
gradualmente a livelli normali di attività, che dipendono, tra l’altro, dalla
qualità del nostro dialogo».
- L’interpretazione simultanea è ancora una
questione delicata. Alcuni comitati utilizzano gli
strumenti esistenti in azienda (Microsoft
Teams, Webex e Skype.) Quando
l’inglese è l’unica lingua di lavoro Axa, Dassault Systèmes,
Capgemini, GSK, Orange), lo scambio funziona;
diversamente la situazione diventa complicata. «Le riunioni tra il comitato
ristretto e il management dell’azienda sono organizzate tramite Microsoft Teams,
ma senza interpretazione, il che rappresenta una difficoltà per il membro
spagnolo», evidenzia Philippe Luppo, segretario del comitato aziendale europeo
di Eiffage. Per Hélène
Debegnac, segretaria del comitato aziendale europeo di LafargeHolcim, «La
conference call con interpretazione simultanea è accettabile quando le lingue
sono soltanto due, altrimenti quando sono di più diventa molto complicata, per
cui è essenziale ricevere un documento scritto in anticipo». «Abbiamo fatto un
tentativo di riunione del comitato ristretto in videoconferenza tramite
Microsoft Teams, che ha funzionato bene, associando il sistema Interactio, che
trasmette l’interpretazione tramite uno smartphone» – spiega Martine Peyronnet,
segretaria del comitato aziendale europeo di Bel – «Il problema è che il
sistema ha funzionato soltanto per alcuni minuti durante la preparatoria. Poi,
siamo stati costretti ad annullare l’incontro con la direzione». A volte è il
fai-da-te che predomina. «Abbiamo sperimentato una chiamata tra i membri del
comitato ristretto via Jitsi, ma è tutt’altro
che semplice, perché non tutti i membri parlano inglese», spiega Carole Bourner,
segretaria del comitato aziendale europeo di Generali. A parte queste
esperienze, occorre rilevare che riceviamo anche feedback di incontri
multilingue in cui è andato tutto bene. In seno al gruppo Carrefour, ad esempio, le
riunioni si svolgono in videoconferenza, con il sistema Google Meet e
l’interpretazione dal francese verso lo spagnolo e l’olandese. Anche le riunioni
tra il comitato ristretto e il management delle Generali funzionano molto
bene con l’interpretazione, come anche in Veolia.
- Raccolta di informazioni sul campo.
Alcuni comitati aziendali europei inviano ai loro membri
questionari via mail (Safran, Legrand), online (Eiffage), oppure file Excel
(Generali). Altri CAE
organizzano riunioni con interpretazione tra i membri del comitato ristretto
(Generali), o tra questo e
alcuni componenti del comitato aziendale europeo (Eiffage). Questi scambi
diretti di informazioni compensano le informazioni provenienti dall’azienda,
talvolta ritenute insufficienti (ArcelorMittal, Bel, GSK). Gli scambi sono quotidiani
(in inglese) tra i membri del comitato aziendale europeo di Safran, che si riuniscono
anche due volte a settimana con il management dell’azienda. La ricerca di
informazioni può anche essere effettuata di concerto con l’azienda. Ad esempio,
il 20 aprile, la direzione del gruppo Axa e il comitato aziendale
europeo hanno avviato un’indagine mondiale denominata “Checking”: attraverso
quattro domande si intende raccogliere le opinioni dei dipendenti, valutare
l’impatto della situazione attuale sulla loro salute mentale e abitudini
lavorative, e insieme migliorare l’azione di sostegno da parte del gruppo.
- L’emergere di nuove disparità di
trattamento. I regimi di cassa integrazione, diversi da
paese a paese, le diverse percentuali di indennità versate, o i congedi da
prendere in via obbligatoria oppure volontaria, sono fonte di problemi. In seno
al gruppo Carrefour, come
rileva Michel Enguelz, segretario del comitato aziendale europeo, «abbiamo
osservato pratiche molto diversificate a seconda dei paesi, in particolare per
quanto riguarda gli orari e i giorni di apertura. Non è stato possibile ottenere
ovunque, come in Francia, la chiusura dei negozi la domenica o la riduzione
degli orari di apertura». Un’altra differenza di trattamento è il pagamento di
un bonus esente da imposte e contributi ai dipendenti francesi di Carrefour, ma non a quelli
degli altri paesi in cui il bonus non era previsto tra le misure di sostegno
nazionali.
- Tensioni sul pagamento dei
dividendi. Una questione particolarmente controversa è
la distribuzione dei dividendi. Interrogato dal comitato aziendale europeo, il
management di Eiffage ha
confermato la rinuncia, da parte del consiglio di amministrazione, ai dividendi
relativi all’esercizio 2019, versati nel 2020. Quanto a LafargeHolcim, il comitato
aziendale europeo ha inviato all’Amministratore Delegato del gruppo, al
Presidente del Consiglio di Amministrazione e ai membri del Comitato Esecutivo
«una lettera di protesta contro lo stacco di una cedola identica a quella del
2019», afferma Hélène Debegnac, segretaria del comitato aziendale europeo. Il
gruppo Generali, dal canto
suo, ha deliberato il pagamento del 50% del dividendo previsto e,
contemporaneamente, la costituzione di un fondo di solidarietà, senza ricorrere
alla cassa integrazione.
> Si
vedano anche gli accordi conclusi nel 2019 e messi
recentemente online sul sito IR Share, in particolare quello del gruppo alimentare
Savencia (22.900 addetti in tutto il mondo) e il relativo protocollo aggiuntivo del 16
ottobre 2019.
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Accordi
transnazionali
Analisi dell’impatto umano dei progetti digitali
: La direzione del gruppo chimico belga Solvay (24.000 addetti) e le due
istanze transnazionali di rappresentanza dei lavoratori, il comitato aziendale
europeo e il Solvay Global Forum, hanno firmato il 17 marzo un accordo-quadro globale sulla
trasformazione digitale. Per quanto ci è dato sapere, si tratta del primo
accordo globale interamente dedicato a questa tematica. L’accordo si applica a
qualsiasi «progetto di significativa importanza» volto ad implementare o introdurre
una nuova tecnologia. Le principali fasi di implementazione devono essere oggetto di
un processo di informazione e consultazione tra l’azienda e i rappresentanti dei
lavoratori al livello adeguato a seconda della portata del progetto (globale,
europeo, nazionale e/o di sito). Il processo dovrà svolgersi «preliminarmente
all’adozione della decisione di introdurre una nuova tecnologia sui luoghi di
lavoro». Inoltre, l’azienda si impegna ad avviare, il più precocemente possibile, un
processo sistematico di analisi dell’impatto umano (sulla salute mentale, sul carico
di lavoro, sul controllo o la sorveglianza, ecc.) L’accordo raccomanda il ricorso
alla «comunicazione faccia a faccia, sia di persona che tramite tecnologie di
videoconferenza». Dopo aver ricordato la facilità per i dipendenti di connettersi
alle reti e ai loro colleghi «ovunque e in qualsiasi momento», l’accordo aggiunge
che «questa flessibilità, talvolta a vantaggio di Solvay, non deve mai essere
sfruttata a scapito del benessere dei dipendenti». Nello stesso tempo, considerato
che «la mutata struttura della vita familiare ha condotto molti dipendenti a
richiedere un’organizzazione del lavoro più flessibile», per rispondere a questa
esigenza di conciliazione, il testo contiene una serie di misure volte a sviluppare
il telelavoro. Nel testo si aggiunge che, per soddisfare questa esigenza, Solvay
«sostiene attivamente il principio generale della disconnessione al di fuori
dell’orario di lavoro».
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