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IR Notes 147 – 9 settembre 2020
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Isabelle Schömann, Segretaria confederale della Confederazione Europea
dei Sindacati
La CES organizza una conferenza sui
comitati aziendali europei il 9 e 10 settembre. Perché la CES
vuole portare avanti questo tema nell’agenda
europea? Nelle imprese transnazionali, i comitati
aziendali europei sono un elemento chiave per garantire
l’informazione e la consultazione dei lavoratori nei diversi paesi
europei in cui opera una multinazionale. Il loro ruolo è
indispensabile per il corretto funzionamento e il mantenimento della
giustizia sociale all’interno dell’impresa transnazionale. È grazie
ai comitati aziendali europei, in particolare, ma anche grazie
all’effettivo esercizio del diritto all’informazione, alla
consultazione e alla partecipazione dei lavoratori, che l’Europa può
vantarsi di essere un’Europa sociale, all’interno della quale questo
diritto è un diritto vivo. Questo aspetto riveste un’importanza
ancora maggiore in tempi di crisi. Stiamo attraversando una crisi
senza precedenti, e, se non si agisce, le ristrutturazioni già in
corso si moltiplicheranno, con conseguenze devastanti per i
lavoratori. I comitati aziendali europei sono in grado di assicurare
che i processi di ristrutturazione siano realizzati in modo
sostenibile e socialmente accettabile con l’obiettivo di tutelare
l’occupazione e di garantire ai lavoratori l’accesso alla
formazione, alla riconversione, nonché a nuova occupazione.
Attualmente, lo stato del diritto europeo e nazionale non consente
tuttavia l’effettivo esercizio del diritto all’informazione, alla
consultazione e alla partecipazione dei lavoratori: molti studi
dimostrano, infatti, che i comitati aziendali europei non sono
informati e/o non sono informati in tempo utile per partecipare
all’elaborazione dei cambiamenti all’interno delle aziende in quanto
le sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi da parte delle
aziende non sono assolutamente dissuasive. Inoltre, i CAE non hanno
un facile accesso alla giustizia, cosa che non permette loro di far
valere i propri diritti. Di fronte all’inerzia dei politici
nonostante i numerosi campanelli d’allarme da noi lanciati, e vista
l’urgenza di agire, la CES e il Parlamento europeo si stanno
attivando. Questa conferenza è un chiaro segnale che garantire la
democrazia sui luoghi di lavoro è la risposta chiave alla crisi
attuale.
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Agenda
16
settembre Online Webinar
dedicato alla procedura EPSU contro la Commissione Europea relativa
all’accordo di settore concluso in seno alle amministrazioni centrali
che la Commissione ha ritenuto di non sottoporre al Consiglio in vista
della sua trasformazione in direttiva europea. Il webinar è organizzato
dall’Atelier de droit social-Crides dell’Università Cattolica di Lovanio
(UCLouvain) in collaborazione con ULB e USaintLouis Bruxelles. Con la
partecipazione di Filip Dorssemont (UCLouvain), Silvia Borelli
(Università di Ferrara), Edoardo Traversa (UCLouvain), Antoine Bailleux
(USaintLouis) ed Emmanuelle Bribosia (ULB). Scrivere a: catherine.vanderlinden@uclouvain.be
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Annuncio funebre
Addio Fernando
L’Europa sociale ha perso
quest’estate uno dei suoi più ardenti difensori nella persona di
Fernando Vasquez. Stroncato da un brutto cancro all’età di
sessantotto anni, Fernando Vasquez ha lasciato la propria impronta
sulla legislazione sociale europea degli anni ‘90 e 2000 difendendo
strenuamente il principio dell’informazione e della consultazione
dei lavoratori. Egli è stato in particolare uno degli artefici della
direttiva 2002/14 che stabilisce un quadro generale per
l’informazione e la consultazione dei lavoratori nell’Unione
Europea, adottata a seguito della la chiusura dello stabilimento
Renault di Vilvoorde, in Belgio. Egli tentò anche di imporre alla
Commissione una vera e propria strategia per anticipare e
accompagnare le ristrutturazioni, fornendo supporto tecnico ad
Alejandro Cercas, eurodeputato spagnolo (S&D) che nel 2013
riuscì a far adottare dal Parlamento una risoluzione per spingere la
Commissione a prendere un’iniziativa legislativa in questo campo.
Lui, che non aveva mai perso le speranze nell’Unione europea, aveva
finito per non credere più nel futuro dell’integrazione europea se
questa fosse continuata seguendo i dogmi neoliberisti e senza
solidarietà e giustizia sociale. Termini, questi, che si trovano nel
Trattato, come gli piaceva ricordare negli ultimi anni, in
particolare nelle conferenze organizzate dall’amico professor Alain
Supiot, per difendere l’idea che non è necessario perdere tempo nel
modificare i trattati europei. Essi contengono già tutte le basi per
una politica sociale progressista. IR Notes, per la quale ha scritto
alcuni articoli, e tutti i lavoratori che hanno potuto godere del
diritto di essere informati sul loro futuro in caso di
riorganizzazione, gli devono molto. La redazione di IR Notes ha
perso un amico ed esprime le sue più sentite condoglianze alla
moglie, ai figli e ai suoi cari.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan, Frédéric Turlan, Sophia Reisecker
e Aimee
Waldon. Vedi sul sito
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lavoro di IR Share.
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0621 Z 93933.
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Prima
Pagina
La
transizione ecologica e sociale nella pratica
Cessare di utilizzare combustibili fossili per produrre energia è una delle misure
volte a ridurre l’impatto delle attività antropiche sul clima. In questo senso, gli
accordi negoziati tra le parti sociali negli ultimi anni sono una prefigurazione di
quanto avverrà nei futuri negoziati che interesseranno altri settori di attività.
Così, nell’ottobre 2018, il governo spagnolo e le federazioni sindacali UGT Fica e
CC.OO Industria hanno firmato un
accordo per una transizione giusta nelle miniere di carbone destinate alla
chiusura, in conformità della decisione
dell’UE (cfr. comunicato UGT
Fica e CC.OO
Industria). L’accordo fa parte di un approccio per una transizione giusta ed
è stato accolto con favore da IndustriAll
Global Union e da IndustriAll Europe.
Più recentemente, il 3 luglio, il Parlamento tedesco ha approvato la legge che fissa
l’uscita dal carbone entro il 2038. La legge prevede l’istituzione di un fondo di
compensazione per i lavoratori di età superiore ai cinquantotto anni che perdono il
lavoro nelle regioni colpite dalla chiusura delle centrali a lignite e delle
miniere. Il fondo, con una dotazione di circa 5 miliardi di euro, è finanziato dal
governo federale e prevede un’indennità transitoria per i lavoratori colpiti per un
massimo di cinque anni fino al pensionamento. Al fine di beneficiare del sostegno
finanziario previsto dal disegno di legge, diverse aziende hanno negoziato accordi
volti a garantire l’occupazione dei lavoratori interessati e ad incoraggiare gli
esodi volontari di quelli più anziani. Il 28 agosto, il management del gruppo RWE
Energy ha infatti siglato un accordo con le organizzazioni sindacali IG BCE e Ver.di
applicabile fino alla fine del 2043 per i suoi 10.000 dipendenti. L’accordo vieta i
licenziamenti forzati. Prevede un piano di esodi agevolati con indennità
differenziate in base all’età, all’anzianità e a fattori sociali; il ricorso a forme
diverse di riduzione dell’orario di lavoro; il ricorso alla formazione con
mantenimento dello stipendio; la creazione di una società di trasferimento (per
preparare il ricollocamento esterno) alla quale il dipendente può essere trasferito
per un anno con un trattamento pari all’80% dell’ultima retribuzione lorda; un
aumento dell’indennità di transizione finanziata dal fondo di adeguamento al fine di
coprire almeno l’80% dell’ultima retribuzione netta, oppure l’assegnazione di un
bonus una tantum di 12.000 euro lordi per coloro che accettano di aderire a questo
regime entro quindici giorni dalla firma dell’accordo. (cfr. comunicato
di Ver.di). Un accordo analogo è stato sottoscritto anche da Onyx e Uniper (4.000
addetti in Germania) (cfr. comunicato
di Ver.di). Tutti testi meritano di essere esaminati attentamente al fine di
individuare quale possa essere il giusto equilibrio tra gli interessi in campo.
Nello stesso tempo, questi stessi accordi rappresentano anche una messa in guardia
rivolta ai livelli decisionali: ciò che è socialmente accettabile lo è in quanto lo
Stato interviene nel finanziamento dei diversi regimi. In mancanza di fondi
sufficienti, la transizione ecologica non può essere sociale.
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1. Unione
Europea
Legislazione
Pubblicazione del “Pacchetto mobilità” :
Sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea il 31 luglio scorso tre testi volti a migliorare le condizioni di lavoro dei
conducenti e a ridurre il rischio di concorrenza sleale nel trasporto stradale (cfr.
IR Notes n°146, Prima Pagina). In particolare: 1) il Regolamento
n° 2020/1054 del 15 luglio 2020 per quanto riguarda gli obblighi minimi in
materia di periodi di guida massimi giornalieri e settimanali, di interruzioni
minime e di periodi di riposo giornalieri e settimanali e per quanto riguarda il
posizionamento per mezzo dei tachigrafi; 2) il Regolamento
n° 2020/1055 del 15 luglio 2020 relativo all’adeguamento all’evoluzione del
settore del trasporto su strada; 3) la Direttiva
n° 2020/1057 del 15 luglio 2020 che stabilisce norme specifiche sul distacco
dei conducenti nel settore del trasporto su strada.
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Progetti
- Libera circolazione in tempi di pandemia :
Il 4 settembre scorso è stata adottata dalla Commissione
europea una proposta
di raccomandazione del Consiglio diretta a garantire che tutte le misure
adottate dagli Stati membri in materia di restrizione della libera circolazione
a causa della pandemia da COVID-19 siano coordinate e comunicate chiaramente a
livello comunitario (cfr. comunicato).
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Attualità
sociale
Iniziativa Sure : Il 24 agosto
la Commissione Europea ha presentato al Consiglio alcune proposte di decisione per
la concessione di un sostegno finanziario di 81,4 miliardi di euro (sui 100 miliardi
di euro previsti in bilancio) a quindici Stati membri nell’ambito dello strumento
Sure, il meccanismo temporaneo che consente agli Stati membri di accedere a prestiti
a tassi agevolati per sostenere o istituire regimi di cassa integrazione (cfr. comunicato).
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Sindacalismo
Salario minimo : Il Comitato
Esecutivo della Confederazione Europea dei Sindacati ha sottoposto alla votazione
dei suoi affiliati il Progetto
di risposta alla seconda consultazione avviata dalla Commissione Europea sulla
fissazione di un salario minimo equo nell’Unione europea. Il testo,
approvato con un’ampia maggioranza dei votanti (85% a favore, 11% contro e 4
astenuti), chiede in particolare che gli Stati membri non possano fissare il salario
minimo legale al di sotto di una “soglia di decenza”; la fine di pratiche sleali
come le trattenute del datore di lavoro sul salario minimo legale, ma anche la
promozione del diritto alla contrattazione collettiva in ogni Stato membro. La CES
non fa mistero della mancanza di unanimità su questo testo al suo interno e ha
avviato contemporaneamente un piano d’azione per sostenere le sue richieste nei
confronti delle istituzioni europee e degli Stati membri chiedendo il sostegno dei
suoi affiliati.
- Direttiva sulle ristrutturazioni.
In un articolo su Social
Europe, le due vicesegretarie generali della federazione sindacale
europea IndustriAll Europe, Isabelle Barthès e Judith Kirton-Darling, «tirano il
campanello d’allarme per mettere in guardia decisori e politici sull’ondata di
ristrutturazioni aziendali che si profila». Per farvi fronte, si richiamano alla
risoluzione
adottata nel gennaio 2013 dal Parlamento Europeo su iniziativa
dell’eurodeputato spagnolo Alejandro Cercas, con il sostegno del compianto
Fernando Vasquez, chiedendo alla Commissione Europea di presentare «una proposta
di atto legislativo sull’informazione e la consultazione dei lavoratori,
l’anticipazione e la gestione delle ristrutturazioni». Le autrici ritengono che
sia giunto il momento di rimettersi al lavoro e di agire prima di essere
travolti dallo tsunami delle future ristrutturazioni.
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2. Stati
membri
Germania
Velo islamico sui luoghi di lavoro :
Il Tribunale Federale del Lavoro ha emesso una sentenza relativa
all’uso del velo islamico nei luoghi di lavoro. Il caso riguarda un’informatica che
aveva presentato domanda per insegnare in una scuola pubblica del Land di Berlino.
La donna si era descritta come musulmana osservante affermando di indossare il velo
come espressione del suo credo religioso. Dopo aver sostenuto un colloquio, un
dipendente dell’amministrazione le ha chiesto quale fosse la sua posizione in merito
alla Legge sulla Neutralità di Berlino, che comporta un divieto generale per i
docenti di indossare abiti con connotazioni religiose nell’esercizio delle loro
funzioni. La ricorrente ha dichiarato in quell’occasione che non avrebbe tolto il
velo in classe. Vistasi respingere la propria candidatura, la donna ha ritenuto di
essere stata oggetto di discriminazione per motivi religiosi da parte del Land, in
violazione della legislazione tedesca sulla non discriminazione (AGG). Il Tribunale
Federale ha ritenuto che la Legge sulla Neutralità introduca un divieto generale che
deve essere interpretato alla luce della AGG, della Costituzione, del diritto
dell’UE, nonché della Carta europea dei diritti fondamentali. Esso ha pertanto
stabilito che la donna è stata effettivamente oggetto di discriminazione e le ha
riconosciuto il diritto al risarcimento. Per il Tribunale Federale, il divieto di
indossare il velo islamico è valido solo in caso di minaccia reale per il pacifico
svolgimento dell’insegnamento o la neutralità dello Stato, circostanza non
dimostrata dalle autorità. Pertanto, il divieto generale costituisce una violazione
sproporzionata della libertà religiosa (Bundesarbeitsgericht, sentenza del 27 agosto
2020 – 8 AZR 62/1, cfr. comunicato).
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Austria
Modifica del regime di cassa integrazione
parziale : Le parti sociali austriache (ÖGB, WKO) e il
Governo hanno concordato a fine luglio un nuovo regime di cassa integrazione
parziale che rimarrà in vigore fino al 30 marzo 2021. È possibile la riduzione
dell’orario di lavoro tra il 30% e l’80%. Quanto ai lavoratori, essi ricevono una
indennità pari all’80%, all’85% o anche al 90% della retribuzione netta, a seconda
del livello retributivo lordo. Le parti sociali hanno chiarito che verranno
effettuati attenti controlli al fine di accertare che l’accesso al regime da parte
delle aziende abbia una giustificazione economica reale. Secondo il nuovo regime, i
dipendenti in cassa integrazione parziale sono tenuti a seguire contemporaneamente
un percorso formativo. La confederazione sindacale ÖGB ha altresì proposto un regime
di orario di lavoro, cosiddetto “90 per 80”: se quattro dipendenti riducono
volontariamente il loro orario di lavoro all’80% (da 40 ore a 32), è possibile
assumere una quinta persona per una settimana lavorativa di 32 ore. In tal caso la
retribuzione sarebbe ridotta soltanto al 90% e la differenza sarebbe integrata dal
servizio pubblico per l’impiego (cfr. articolo
in Kompetenz). La proposta ha incontrato l’ostilità da parte delle aziende
e Governo per il momento non ha dato seguito. > Per
saperne di più: video
della conferenza stampa diffusa dall’ÖGB.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Via libera all’acquisizione : Il
28 agosto il comitato aziendale europeo del gruppo canadese Bombardier ha espresso un parere positivo
sull’acquisizione del ramo trasporti di Bombardier – Bombardier Transportation – da
parte del Gruppo Alstom. Il progetto di acquisizione ha ricevuto il via libera della
Commissione Europea il 31 luglio. Il CAE ha espresso nel parere la propria
soddisfazione per il processo e la qualità delle «informazioni condivise dalla
direzione aziendale con il comitato ristretto, gli esperti e lo stesso CAE». Il CAE
ha inoltre svolto durante il processo tutta una serie di incontri, tra cui un
incontro con il management di Alstom e i rappresentanti del Forum Europeo del Gruppo
Alstom. Il comitato ristretto si è riunito settimanalmente con gli esperti di Syndex
per discutere in dettaglio le informazioni ottenute. In termini di sostanza,
l’offerta di Alstom si presenta come «la migliore soluzione», dato il basso numero
di duplicazioni tra le produzioni, alla complementarietà delle tecnologie utilizzate
e alla solidità finanziaria della società rilevatrice. Inoltre il CAE, preoccupato
per alcune risposte date alle obiezioni formulate dalla Commissione riguardo a tre
attività, ha ottenuto dal management l’istituzione di tre gruppi di lavoro
specifici. Il CAE rileva inoltre che l’acquisizione comporterà indubbiamente una
riduzione di posti di lavoro, in particolare nelle funzioni di supporto e ribadisce
pertanto la richiesta al management di Alstom di garantire che il processo di
integrazione avvenga senza ricorrere a licenziamenti forzati o chiusure di siti.
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Società
europee
Rispetto del principio “prima e dopo” :
In una sentenza del 18 agosto, il Tribunale Federale tedesco del
Lavoro ha sottoposto alla Corte di Giustizia dell’UE una questione pregiudiziale
relativa alla possibilità per i sindacati IG-Metall e Ver.di nominare ciascuno un
sindacalista esterno all’azienda a far parte del consiglio di vigilanza del gruppo
SAP SE come rappresentante dei lavoratori. Secondo il Tribunale Federale, in caso di
costituzione di una società europea (SE) mediante trasformazione di una società per
azioni soggetta a cogestione paritetica, l’articolo 21, paragrafo 6, della legge
tedesca sul coinvolgimento dei lavoratori nella SE prevede che nell’accordo sul
coinvolgimento dei lavoratori nella SE sia contenuta una procedura di selezione
specifica, proposta dai sindacati, per la nomina dei rappresentanti dei lavoratori
nel consiglio di vigilanza (cfr. comunicato). Nel caso di
specie, una disposizione dell’accordo stipulato nel 2014 tra il management di SAP e
la delegazione speciale di negoziazione consente di ridurre il numero di consiglieri
da 18 a 12, cancellando il diritto delle organizzazioni sindacali a nominare due
rappresentanti. SAP ritiene di essere nel giusto, in particolare in virtù del
principio di autonomia delle parti posto a fondamento della negoziazione degli
accordi sul coinvolgimento dei lavoratori nella SE. Il Tribunale Federale ha
ritenuto invece che tale norma relativa alle nomine sindacali dovesse essere
rispettata. Si è quindi rivolto alla Corte di Giustizia dell’UE perché questa
accerti la compatibilità della legislazione tedesca con l’articolo 4, paragrafo 4,
della direttiva 2001/86 dell’8 ottobre 2001, che prevede, nel caso di una SE
costituita mediante trasformazione, che l’accordo sul coinvolgimento dei lavoratori
stabilisca, per tutti gli elementi relativi alla partecipazione dei lavoratori,
l’applicazione del principio “prima-dopo”, ossia l’accordo deve prevedere un livello
quantomeno identico a quello che esisteva nella società da trasformare in SE. La
decisione è stata accolta con favore sia dall’IG Metall (cfr. comunicato)
che da Ver.di (v. comunicato). > Per
saperne di più: comunicato
stampa della Fondazione Hans Böckler e lo studio da essa recentemente
pubblicato sulle strategie attuate dalle aziende tedesche per sottrarsi alla
cogestione, in particolare la trasformazione in SE (cfr. comunicato).
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Negoziato
transnazionale
Crisi e Covid-19 : La direzione
del gruppo agroalimentare Danone e la federazione
sindacale internazionale UITA si sono impegnate, il 3 agosto, ad aprire i negoziati
sulle misure di sostegno ai lavoratori e ad attenuare le conseguenze negative della
pandemia da Covid-19. Nella dichiarazione congiunta è
stato riconosciuto che, quale che sia accordo raggiunto, esso dovrà essere
incentrato sull’individuazione e la tutela dei lavoratori più vulnerabili. Inoltre,
attraverso la formazione, dovrà essere data la priorità al ricollocamento dei
lavoratori all’interno dell’azienda. Durante i percorsi formativi, la cui durata
massima può estendersi fino a due anni, Danone garantisce che i dipendenti
mantengano il contratto di lavoro, la retribuzione e i relativi benefici (cfr. comunicato dell’UITA).
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