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IR Notes 149 – Il telelavoro sembra affermarsi stabilmente nelle aziende

  IR Notes 149 – 7 ottobre 2020
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Jean-Philippe Charpentier (CFTC), segretario del comitato aziendale europeo Verizon

Con la condanna del management di Verizon per omessa consultazione del comitato aziendale europeo nel Regno Unito, siete riusciti ad ottenere una vittoria giudiziaria (cfr. 3. Aziende). Ha l’impressione che la sentenza del tribunale porterà la direzione sulla strada del dialogo?
Questo è naturalmente ciò che speriamo. Siamo andati in giudizio per far riconoscere la violazione del diritto all’informazione e alla consultazione del comitato aziendale europeo. Il nostro obiettivo è far rispettare la direttiva sui comitati aziendali europei e ottenere che il comitato sia consultato preliminarmente all’adozione di una qualsiasi decisione. Abbiamo avuto successo. Tuttavia, anziché condurre il management al dialogo, queste azioni legali lo stanno conducendo piuttosto verso una posizione di rifiuto rispetto alle richieste da noi avanzate nel corso dell’attuale negoziato per il rinnovo dell’accordo sul CAE ormai scaduto. La responsabile delle Risorse Umane mi ha anche detto, a margine, che cose come queste – portare l’azienda in tribunale – non devono più accadere. Non devono più accadere, nel senso che il comitato aziendale europeo non deve più avere i mezzi per farlo. Ecco perché il management si sta servendo del negoziato in corso per restringere i poteri del comitato aziendale europeo. Invece di partire dall’attuale accordo per la revisione, la direzione vuole fare tabula rasa e rivedere la composizione del comitato, eliminando il seggio assegnato ai paesi con organico inferiore a ottanta dipendenti (in modo da rimuovere alcuni membri) e trasformare il comitato aziendale europeo in un “circolo per gentiluomini.” Si tratta di poter continuare ad adottare decisioni negli Stati Uniti, di applicarle in Europa, senza prima informare o consultare il comitato aziendale europeo. Il management minaccia inoltre di applicare le prescrizioni accessorie della direttiva alla scadenza dell’attuale accordo, mentre noi riteniamo che il vecchio accordo rimanga valido fino alla conclusione del nuovo. Insomma, l’aver esercitato un nostro diritto di fronte alla giustizia induce rappresaglie da parte del management per fare in modo di essere più contestato in tribunale.

 
  Agenda

 


13 ottobre
Online

Consiglio dell’UE. Videoconferenza dei Ministri del Lavoro e degli Affari sociali.


14 ottobre
Online

Vertice sociale tripartito.


15-16 ottobre
Online

Conferenza organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo, la CES e la rete Giuristi europei per i lavoratori (ELW) sul tema “Ripensare il Diritto del Lavoro nell’era digitale”.


19 ottobre
Online

Conferenza organizzata dalla FESE (Federazione dei datori di lavoro dei servizi sociali – Federation of European Social Employers) e dall’EPSU (Federazione sindacale europea dei lavoratori dei servizi sociali – European Public Service Union) su “Il dialogo sociale nei servizi sociali, per un’Europa sociale forte”.


20 ottobre
Online

Conferenza finale del progetto europeo Diresoc
coordinato dal LENTIC (Università di Liegi), in cooperazione con otto partner europei, sul tema “Digitalizzazione e ristrutturazione: quale dialogo sociale)?”.


20 ottobre
Berlino

Conferenza della Presidenza di turno tedesca dell’UE su “La formazione continua di fronte alla transizione digitale e alla crisi del coronavirus: opportunità europee per il lavoro di domani”.


21-22 ottobre
Online

Conferenza della Presidenza di turno tedesca dell’UE su “L’ispezione del lavoro in un mondo del lavoro che cambia, con la digitalizzazione come principale motore di trasformazione”.


4 novembre
Online

Conferenza #Democratizing work con Neera Chandhoke, Isabelle Ferreras e Lisa Herzog organizzata da Kritische Theorie in Berlin / Critical Theory in Berlin.


9-10 novembre
Dortmund

Conferenza della Presidenza di turno tedesca dell’UE su “Stop al cancro sul lavoro “, con un approfondimento particolare dedicato ai pericoli dell’amianto e alle possibilità di sostituzione delle sostanze pericolose.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Ingel Kadarik, Pascale Turlan, Frédéric Turlan e Aimee Waldon. 
Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP: 0621 Z 93933.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Il telelavoro sembra affermarsi stabilmente nelle aziende

«Sembra ora molto probabile che l’esperienza di lavorare da casa durante la crisi del COVID-19 porterà a una crescita del telelavoro quando la crisi si attenuerà», spiegano gli autori del nuovo studio pubblicato dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), basato su oltre 87.000 risposte a un questionario online. Questo importante lavoro fa seguito al primo studio pubblicato a maggio, che ha evidenziato come il 37% degli occupati nell’UE sia passato al telelavoro a causa della pandemia (cfr. Telework). Per molti (24%), si trattava della prima esperienza di lavoro da casa (cfr. IR Notes 142, Prima Pagina). Il nuovo studio, condotto a luglio, subito dopo i vari periodi di lock-down, contiene un capitolo specifico dedicato alle esperienze di telelavoro durante la crisi del Covid-19. Durante la pandemia, circa la metà dei dipendenti del campione selezionato ha lavorato da casa almeno per una parte del tempo. Non sorprende che coloro che lavoravano da casa fossero in misura predominante lavoratori appartenenti al settore dei servizi, residenti in città, impiegati o quadri con un livello di istruzione superiore. Tra i telelavoratori, un terzo ha riferito di lavorare esclusivamente da casa (oltre il 50% in Belgio e oltre il 40% in Irlanda, Italia, Spagna e Francia). Meno della metà (47%) ha riferito che le attrezzature necessarie per lavorare da casa erano state fornite dal datore di lavoro, per il fatto che il passaggio al telelavoro è avvenuto in modo imprevedibile. I telelavoratori hanno affermato più spesso degli altri dipendenti di lavorare nel tempo libero, soprattutto in presenza di bambini in casa. Essi riferiscono altresì che nella maggior parte dei casi non esiste una separazione fisica tra gli spazi di lavoro e quelli di vita. L’esperienza sembra però essere stata positiva per un gran numero di lavoratori (70%). Oltre tre quarti dei lavoratori (78%) intervistati hanno dichiarato di preferire lavorare da casa almeno occasionalmente; diverse volte a settimana (32%), o più volte al mese (poco più del 20%). Pochissimi intervistati (13%) hanno dichiarato di voler telelavorare da casa ogni giorno. Infine, lo studio evidenzia come non vi sia unanimità riguardo al passaggio al “telelavoro al 100%”: circa la metà (45%) degli intervistati, che non ha mai lavorato da casa durante la crisi del Covid-19, ha dichiarato che preferirebbe non trovarsi mai in questa situazione.
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Per saperne di più: Le conclusioni di vasto questo studio, che affronta anche temi quali l’occupazione, il rischio di povertà o di esclusione, sono, secondo Eurofound, «cupe e allarmanti». I giovani, i disoccupati e le donne sono le categorie che subiscono un impatto sproporzionato rispetto alle altre categorie della popolazione. L’8% dei lavoratori dipendenti intervistati ha perso il lavoro dopo la crisi da Covid-19 (rispetto al 13% dei lavoratori autonomi).


1. Unione Europea
Progetti

Revisione della direttiva agenti cancerogeni : La  Commissione Europea ha presentato, il 22 settembre, la quarta modifica della direttiva 2004/37 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni, dopo le revisioni già effettuate nel dicembre 2017 (cfr. IR Notes n° 89), gennaio 2019 (cfr. IR Notes n° 113) e giugno 2019 (cfr. IR Notes n° 123). In quest’ultima revisione vengono fissati i valori limite di esposizione per l’acrilonitrile e i composti del nickel, e abbassati quelli per il benzene.
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Per saperne di più: intervista ad Agnes Jongerius in IR Notes n°147; comunicato domande e risposte della Commissione e comunicato stampa.


Attualità sociale

Per un’Europa antirazzista : La Commissione Europea ha presentato il 18 settembre il Piano d’azione dell’UE contro il razzismo 2020-2025 (cfr. comunicato stampa) annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione della Presidente, Ursula von der Leyen (cfr. IR Notes n°148). Nell’ambito di questo vasto piano, che abbraccia tutti i settori, la Commissione presenterà una relazione sull’applicazione della direttiva 2000/43 che attua la parità di trattamento indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica, e della direttiva 2000/78 che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (cfr. Racism and xenophobia; Discrimination on the grounds of racial or ethnic origins). Potrebbe poi prendere iniziative legislative per rivedere questi testi prima del 2022. La Commissione accoglie con favore la “Carta della diversità” adottata dalle aziende e prevede l’organizzazione, a maggio 2021, di un evento ad alto livello con i responsabili delle imprese firmatarie. Sarà inoltre sviluppato un kit di strumenti online destinato alle imprese al fine di «aiutarle a valutare la loro diversità interna e le strategie per la diversità tramite sondaggi, modificabili, da sottoporre al personale, un questionario scaricabile e raccomandazioni per migliorare la diversità nella loro organizzazione sulla base dei risultati della valutazione». Inoltre, il prossimo “Piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali” viene presentato come uno strumento volto a «migliorare la lotta contro la discriminazione nel campo dell’occupazione». Grazie all’azione della Commissione a favore di un’Unione antirazzista, il tema entrerà inevitabilmente nel dialogo sociale, anche a livello aziendale. Ciò accade già in Germania, ad esempio, dove la federazione sindacale IG BCE ha recentemente predisposto un modello di accordo, ad uso dei suoi membri, per la conclusione di accordi aziendali relativi alla lotta contro il razzismo (cfr. IR Notes 146, 2. Stati membri).



Salari minimi : Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato un parere in materia di “Salari minimi dignitosi in tutta Europa”. Il parere raccomanda «un approccio comune dell’UE, con obiettivi strategici chiari per gli Stati membri, da raggiungere con mezzi diversi e garantendo il coinvolgimento delle parti sociali». L’approccio, che rientrerebbe nell’ambito di «sistemi di contrattazione collettiva ben funzionanti, potrebbe garantire la salvaguardia tanto dei diritti dei lavoratori a una remunerazione equa e alla libertà di associazione, quanto delle esigenze dei datori di lavoro in materia di produttività e di competitività».



Dovere di vigilanza : In un parere esplorativo adottato il 18 settembre scorso, il Comitato economico e sociale europeo afferma che è giunto il momento per la Commissione Europea di proporre una legislazione che istituisca un dovere di vigilanza  con carattere vincolante (dovere di diligenza). Alle vittime di violazioni dei diritti umani, connesse all’attività delle aziende, deve essere garantito l’accesso ai tribunali e alle autorità amministrative, nonché a procedure eque. La futura iniziativa dell’UE «dovrebbe garantire un’ampia copertura della definizione dei diritti umani e ambientali, ivi compresi i diritti dei lavoratori e dei sindacati». Questo dovere di diligenza si applicherebbe a tutte le imprese, con i dovuti adeguamenti per le PMI. Le imprese saranno tenute ad effettuare un’analisi dei rischi, ad attuare misure di monitoraggio, a verificare la loro efficacia, a comunicare e a coinvolgere «le organizzazioni sindacali rappresentate nell’azienda».
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Segnaliamo: I cittadini svizzeri sono chiamati ad esprimere il proprio voto, il 29 novembre, in un referendum sull’adozione di una legislazione sul dovere di vigilanza delle multinazionali svizzere.



  • Intelligenza artificiale : La Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo ha adottato un rapporto sull’intelligenza artificiale (IA) invitando la Commissione Europea a presentare un nuovo quadro giuridico che stabilisca i principi etici da rispettare nell’UE per lo sviluppo, la diffusione e l’uso dell’IA, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi software, algoritmi e dati  (cfr. Digitisation). La Commissione Affari Legali sostiene un’IA incentrata sull’essere umano, fatta e controllata da esseri umani, che tenga conto della responsabilità sociale e ambientale, nonché dei diritti fondamentali, e che garantisca le tutele contro i pregiudizi e le discriminazioni. Il rapporto sarà sottoposto al voto durante la sessione plenaria che si terrà dal 19 al 22 ottobre (cfr. comunicato).

2. Stati membri
Germania

  • Inquadramento del telelavoro : In un’intervista, il Ministro Federale del Lavoro Hubertus Heil (SPD) ha annunciato quest’autunno che è in preparazione un progetto di legge volto ad inquadrare il telelavoro (da casa e in mobilità) che riconoscerà ai dipendenti «nuove libertà, garantendo al contempo una totale separazione tra lavoro e vita privata».

Francia

Un post su Facebook può giustificare il licenziamento : La Corte di Cassazione ha emesso il 30 settembre una sentenza che convalida il licenziamento di una dipendente del gruppo di abbigliamento Petit Bateau, che aveva pubblicato nell’aprile 2014 un’anteprima fotografica della collezione primavera-estate 2015 sulla sua pagina Facebook accessibile ai “suoi amici” (compresi gli addetti ai lavori del settore della moda e i concorrenti). A sostegno della procedura di licenziamento, il datore di lavoro ha fornito come prova una fotografia tratta dall’account Facebook della dipendente, ad esso inviata da un’altra dipendente dell’azienda, “amica” su Facebook con la dipendente licenziata. La dipendente licenziata ha ritenuto che tale prova non fosse ammissibile in quanto l’estrazione di un post da un account privato confugura una violazione della privacy. Pur riconoscendo la violazione della privacy, la Corte ha evidenziato che dagli articoli 6 e 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali emerge che «la produzione di elementi in violazione della privacy della dipendente fosse indispensabile all’esercizio del diritto alla prova e proporzionata allo scopo perseguito, ossia la difesa del legittimo interesse dell’azienda alla tutela della riservatezza nella conduzione degli affari».
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Per saperne di più: Sentenza Corte di Cassazione 30 settembre 2020 (n°19-12.058) e commento dell’avv. Blandine Allix.



  • Estensione del congedo di paternità. La durata del congedo di paternità dovrebbe raddoppiare dal mese di luglio 2021 (cfr. comunicato). Attualmente i padri hanno diritto a undici giorni di congedo di paternità retribuito, a carico dell’istituto di previdenza sociale, oltre a tre giorni per il “congedo per la nascita del figlio” previsti dal Codice del Lavoro a carico del datore di lavoro. L’obiettivo è aggiungere quattordici giorni a carico dell’istituto di previdenza sociale, per arrivare ad un totale di ventotto, di cui sette obbligatori. Nel caso in cui un datore di lavoro tentasse di impedire a un dipendente di godere il congedo di sette giorni, potrebbe incorrere in una sanzione pecuniaria di 7.500 euro. Verrà avviata una concertazione con le parti sociali preliminarmente all’introduzione di questa disposizione nella legge. Con ogni probabilità, il regime subirà ancora modifiche prima dell’adozione, soprattutto in considerazione delle richieste di flessibilità da parte delle aziende, come ad esempio la possibilità di scindere il congedo.


Estonia

  • Estensione dei contratti collettivi : La Corte Suprema ha emesso una sentenza nello scorso mese di giugno secondo la quale la legislazione vigente non consente ai firmatari di un contratto collettivo di estenderlo a tutte le aziende del settore, diversamente dalla prassi in vigore da anni per l’estensione dei contratti collettivi nei settori della sanità e dei trasporti, nonché per la fissazione del salario minimo a livello nazionale. In risposta, il Governo prevede di modificare la legge stabilendo un criterio formale di rappresentatività, secondo il quale un accordo può essere esteso se i membri delle organizzazioni imprenditoriali firmatarie occupano complessivamente almeno il 20% dei lavoratori del settore interessato. Quanto ai sindacati firmatari, al momento non è previsto alcun requisito.

Svizzera

  • Congedo di paternità e libera circolazione : Nel referendum del 27 settembre, i cittadini svizzeri hanno votato a favore dell’introduzione di un congedo di paternità di dieci giorni da fruire entro sei mesi dalla nascita del figlio, in un’unica soluzione o frazionato. È prevista un’indennità pari all’80% della retribuzione (con un tetto massimo di 196 euro al giorno). È stato espresso inoltre un voto favorevole al mantenimento della libera circolazione dei lavoratori tra l’UE e la Svizzera e viceversa. Nel cantone di Ginevra, i cittadini hanno votato a favore di un salario minimo di 4.186 franchi svizzeri (3.880 euro) che va ad interessare 30.000 lavoratori che non usufruiscono del livello più elevato di salario minimo stabilito dai contratti collettivi.

3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Inosservanza della procedura di consultazione : In una sentenza emessa lo scorso 9 ottobre, la giurisdizione britannica competente per il contenzioso in materia di comitati aziendali europei, il Central Arbitration Committee (CAC) ha condannato in nodo netto l’azienda americana Verizon, per omesso rispetto dei termini contenuti nell’accordo costitutivo del comitato aziendale europeo. Nel quadro di una riorganizzazione che avrebbe condotto alla soppressione di 216 posti di lavoro, il management di Verizon si è limitato ad informare soltanto il comitato ristretto del CAE prima dell’annuncio ufficiale, allorquando l’accordo prevede non solo una riunione d’informazione, bensì la consultazione del comitato ristretto, allargato ai componenti del CAE appartenenti ai paesi interessati dalla ristrutturazione (cfr. Information and consultation). Non avendo dando seguito alle istanze formulate dal segretario del comitato aziendale europeo volte a convocare il comitato ristretto allargato, l’azienda è stata condannata dal CAC per inosservanza delle procedure e dovrà pertanto farsi carico delle spese legali sostenute dal CAE per difendere i propri interessi. A seguito di tale decisione, il comitato aziendale europeo aveva avviato un nuovo procedimento dinanzi al London Employment Tribunal (Tribunale del Lavoro di Londra), il quale era chiamato a pronunciarsi sull’opportunità di condannare l’azienda ad una sanzione pecuniaria. Detto Tribunale ha confermato gli addebiti nei confronti dell’azienda e ha emesso 1° ottobre, nei confronti dell’azienda, una sentenza di condanna a una sanzione pecuniaria di 35.000 sterline, oltre che al pagamento di 5.000 sterline per le spese legali. Queste due sentenze rivestono particolare rilievo in quanto il problema del finanziamento di una procedura giudiziaria da parte dei CAE, che molto spesso non dispongono di risorse ad hoc, si pone regolarmente in caso di controversie. Esse fanno emergere inoltre le difficoltà che si riscontrano nel far riconoscere una violazione del diritto all’informazione e alla consultazione, insieme all’inefficacia delle sanzioni. Nella fattispecie, la sanzione viene comminata circa due anni dopo i fatti.


Società europee

  • Ristrutturazioni : «La gestione della crisi causata dalla pandemia di Covid-19 non deve avvenire a scapito dei lavoratori. Abbiamo bisogno di soluzioni intelligenti nel 2021e non di licenziamenti in massa», ha affermato il comitato aziendale della società europea Airbus SE (SE-WC) in una dichiarazione adottata il 23 settembre a seguito di una riunione plenaria. «La tutela dei posti di lavoro deve essere una priorità assoluta, perché soltanto mantenendo i nostri lavoratori sarà possibile avere prospettive future dopo la crisi», conclude il comitato nella dichiarazione, formulando una serie di richieste dirette ad evitare licenziamenti forzati.

Sindacalismo

  • Rete sindacale : La Federazione sindacale europea dei servizi pubblici (FSESP) ha avviato il 15 settembre un progetto volto alla creazione di una rete sindacale europea in due multinazionali del settore sanitario: il gruppo norvegese Norlandia (5.750 addetti) e il gruppo francese Colisée (16.000 addetti), specializzato nell’assistenza e cura degli anziani. L’obiettivo è creare una rete sindacale e, successivamente, avviare il negoziato per l’istituzione di un comitato aziendale europeo.

4. Studi e rapporti

Promuovere il dialogo sociale : Proprio nel momento in cui la Commissione Europea ribadisce la necessità di promuovere il dialogo sociale e la contrattazione collettiva, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) pubblica uno studio volto a fornire spunti di riflessione non solo alla Commissione, ma anche a tutte le parti a livello nazionale che intendono rafforzare il dialogo sociale. Il dialogo sociale, è a servizio dell’«interesse generale, (…) e dovrebbe essere sostenuto dai poteri pubblici». Inoltre, le parti sociali dovrebbero essere appoggiate «nelle loro azioni volte ad allargare la loro base, la loro rappresentatività e la loro capacità di negoziare e attuare gli accordi», evidenziano gli autori, esortando a creare un quadro giuridico favorevole al dialogo sociale paritetico (bipartitico) a livello nazionale.

 

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Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

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  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
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