|
| |
IR Notes 154 – 16 dicembre 2020
www.irshare.eu
|
|
|
| |
| |
*** IR Share porge a tutti i suoi
lettori i migliori auguri di buone feste. Dopo una breve
pausa invernale, ci rivedremo il 13 gennaio 2021 con l’IR
Notes 155***
|
|
|
 |
| |
Una domanda a…
Aurélie Decker, Direttrice della Federazione Europea dei Servizi alla
Persona (EFSI)
Insieme ad altre tre organizzazioni
(EFFAT, EFFE, UNI Europa), l’EFSI ha sottoscritto una dichiarazione
congiunta affinché i lavoratori del settore
dell’assistenza domiciliare siano ricompresi nei gruppi
prioritari per la vaccinazione contro la Covid-19. Quali sono le
ragioni che vi hanno condotto a questo
passo? Motivati dall’emergenza Coronavirus, già
nello scorso aprile avevamo adottato una dichiarazione al fine di
richiedere un migliore riconoscimento dei lavoratori dei servizi a
domicilio e dell’assistenza domiciliare e un più facile accesso ai
dispositivi di protezione individuale, in particolare le maschere e
i camici. Il nostro settore è stato riconosciuto in molti Paesi come
essenziale per garantire la continuità dei servizi, senza però poter
garantire DPI a tutti i nostri lavoratori, nonostante molti di loro
si occupino di persone anziane, con il rischio di esporsi al virus e
di contagiare le persone da loro assistite. La nostra nuova
iniziativa è connessa alla strategia di vaccinazione resa nota dalla
Commissione Europea in cui il nostro settore non è ricompreso tra
quelli prioritari. Questa stessa situazione si riscontra in alcuni
Stati membri, come l’Irlanda, dove i servizi e l’assistenza
domiciliare non sono considerati prioritari, a differenza delle case
di riposo. Abbiamo pertanto realizzato un progetto europeo che
evidenzia sia l’esistenza di una reale difficoltà di accesso ai DPI,
sia un problema di benessere sul lavoro, a causa dello stress subito
dai lavoratori per il timore di esporsi al virus, mettendo in
pericolo le persone da loro assistite. Oltre a ciò, i nostri
lavoratori sono scarsamente tutelati contro la perdita di lavoro o
non godono affatto di alcune tutele sociali: in Spagna, ad esempio,
i lavoratori domiciliari non sono coperti dall’assicurazione contro
la disoccupazione. Con questa dichiarazione è nostro intento
attirare l’attenzione delle autorità sul nostro settore e sui circa
6 milioni di lavoratori (senza contare i 3,3 milioni di lavoratori
non dichiarati).
|
|
|
 |
| |
Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
|
|
|
 |
| |
Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan, Frédéric Turlan
e Aimee
Waldon. Vedi sul
sito la squadra
di lavoro di IR Share.
Abbonarsi a IR Notes
Con un semplice click
sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu
Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0621 Z 93933.
|
|
|
 |
|
|
|
Prima
Pagina
L’intelligenza artificiale diventa un tema di dialogo sociale
Le parti sociali europee del settore delle telecomunicazioni (ETNO e UNI Europa)
hanno adottato, il 30 novembre scorso, una dichiarazione congiunta
sull’intelligenza artificiale. È questa la prima volta che le parti sociali
europee a livello settoriale dedicano un testo a questo tema. Il loro lavoro fa
seguito all’accordo europeo sulla
digitalizzazione adottato lo scorso giugno e il cui capitolo 3, dedicato
all’intelligenza artificiale, sancisce il principio che gli esseri umani devono
mantenere il controllo sull’IA (cfr. IR Notes 145). Le
parti sociali del settore delle telecomunicazioni sottolineano l’importanza del
dialogo sociale nella progettazione e implementazione dell’IA, in particolare per
quanto riguarda tematiche quali la raccolta e la gestione dei dati, l’intelligenza
artificiale etica e l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori. La
responsabilità delle parti sociali consiste nel «contribuire a dare forma alla
progettazione, sviluppo e regolamentazione dei sistemi di IA e nel sensibilizzare
gli sviluppatori e gli utenti di IA alle preoccupazioni etiche». Inoltre, «ai
sindacati europei e alle organizzazioni imprenditoriali spetta un ruolo chiave nella
risoluzione di questioni complesse riguardanti l’occupazione, la formazione, la
natura del lavoro, le disuguaglianze e i sistemi protezione sociale». I firmatari
mettono in rilievo che «i sistemi di IA devono essere il più trasparente possibile
per i lavoratori, per consentire loro di capire sia come vengono utilizzati i loro
dati sia come vengono adottate le decisioni che li riguardano». È altresì necessario
essere vigili sulle «distorsioni algoritmiche e la conseguente discriminazione
occupazionale» in modo che l’IA sia «al servizio delle persone, non contro di
loro». I firmatari invitano le loro controparti a livello settoriale a sviluppare
politiche di formazione e riqualificazione professionale con il sostegno degli Stati
membri, diversificando al contempo il reclutamento di talenti per gestire l’IA. I
governi dovrebbero inoltre «promuovere programmi di istruzione e formazione in
materia di IA e di etica dell’IA». Con al loro attivo l’accordo europeo sulla
digitalizzazione, insieme alla dichiarazione congiunta recentemente sottoscritta, le
parti sociali dispongono di una solida base per sviluppare e alimentare il dialogo
sociale in materia di IA in nome della trasparenza.
|
1. Unione
Europea
Legislazione
Diritti umani :
Il 7 dicembre il Consiglio ha adottato una decisione
e un regolamento
che istituiscono un regime globale di sanzioni in materia di diritti umani. Per la
prima volta, l’UE crea un quadro di riferimento che le consentirà di colpire
individui, enti e organismi, compresi soggetti statali e non statali che si rendano
responsabili di gravi violazioni dei diritti umani o abusi gravi in tutto il mondo,
ovunque si verifichino, o che partecipino o intrattengano un qualsivoglia legame con
questo tipo di violazioni e abusi. Oltre alle gravi violazioni dei diritti umani
(schiavitù, tortura, esecuzioni, ecc.), il testo copre altre violazioni o abusi
quali la tratta di esseri umani, la violenza sessuale e di genere, o le violazioni
della libertà di riunione pacifica, di associazione o di opinione, quando sono
diffuse, sistematiche o di natura particolarmente grave. Le sanzioni previste
consistono nel divieto di ingresso nel territorio dell’UE per le persone fisiche, e
nel congelamento dei fondi per gli enti. Inoltre, alle persone e agli enti dell’UE
sarà vietato mettere a disposizione, direttamente o indirettamente, fondi alle
persone che figurano in detto elenco. (cfr. comunicato). > Per saperne di più: European
Parliamentary Research Service, Martin Russel, EU
human rights sanctions:
Towards a European Magnitsky Act, dicembre 2020.
- Trasporto su strada. La
Commissione Europea ha pubblicato una prima
serie di domande e risposte sull’applicazione della nuova legislazione
sociale in materia di trasporti stradali, entrata in vigore il 20 agosto
scorso (cfr. Regolamento
2020/1054 del 15 luglio 2020) in particolare per quanto riguarda i tempi
di guida e le condizioni di riposo dei conducenti (cfr. Mobility package). Il
documento, che sarà regolarmente aggiornato dalla Commissione Europea, vuole
essere una guida per i conducenti, gli operatori del trasporto su strada e le
autorità di controllo al fine di garantire che le regole siano applicate e
monitorate in modo armonizzato in tutto il territorio dell’UE. L’iniziativa è
stata accolta con favore dalla Federazione Europea dei Lavoratori dei Trasporti
– ETF (cfr. comunicato).
|
Attualità
sociale
Dovere di vigilanza : È stato
appena compiuto un progresso importante verso l’introduzione di un dovere di
vigilanza a carico delle aziende europee che operano su scala globale. Il Consiglio
ha infatti adottato il 1° dicembre delle conclusioni
in cui si invitano gli Stati membri e la Commissione Europea a promuovere i diritti
umani nelle catene di fornitura globali e il lavoro dignitoso nel mondo (cfr. comunicato).
Il Consiglio accoglie con favore l’impegno della Commissione Europea a presentare
nel 2021 un quadro giuridico per un piano d’azione dell’UE in materia di gestione
responsabile delle catene di fornitura globali al fine di promuovere i diritti
umani, gli standard di due diligence sociale e ambientale, nonché la
trasparenza. Infine, il Consiglio invita gli Stati a intensificare
gli sforzi per attuare le linee guida dell’ONU su imprese e diritti umani, anche
attraverso piani d’azione nazionali che comprendano una tanto misure volontarie
quanto misure obbligatorie. È la prima volta che un simile consenso viene raggiunto
a livello di capi di Stato e di Governo. Considerato che il Parlamento Europeo è
anch’esso favorevole ad un’azione in questo campo, il tema dovrebbe andare in porto
rapidamente, tanto più che diversi Stati, come la Francia, hanno già adottato una
legislazione che impone un dovere di vigilanza alle loro multinazionali. Altri
Stati, come la Germania, intendono introdurla. Hubertus Heil, il Ministro Federale
del Lavoro, preme infatti sul Governo perché presenti un progetto di legge in tal
senso e si è apertamente rallegrato per le conclusioni adottate dal Consiglio (cfr.
comunicato).
In Finlandia, il Ministero dell’Economia e dell’Occupazione nominerà un gruppo di
lavoro per assisterlo nell’elaborazione di una legislazione sulla condotta
responsabile delle imprese (cfr. comunicato).
Il tema sarà anche al centro della revisione della direttiva
2014/95 sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario che
la Commissione intende intraprendere il prossimo anno. > Per saperne di più: European
Parliamentary Research Service, Ionel Zamfir, Towards
a mandatory EU system of due diligence for supply chains, ottobre
2020.
|
Strategia europea per i trasporti :
Il 9 dicembre la Commissione Europea ha presentato la Strategia
per la mobilità sostenibile e intelligente, accompagnata da un piano
d’azione di 82 iniziative che guideranno il suo lavoro nei prossimi quattro anni.
Questa strategia si incentra sulla trasformazione ecologica e digitale del settore
al fine di raggiungere l’obiettivo fissato dal Green
Deal europeo: «una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2050, ottenuta
grazie a un sistema di trasporti intelligente, competitivo, sicuro, accessibile e a
prezzi abbordabili» (cfr. comunicato).
In questo settore, che occupa direttamente circa 10 milioni di lavoratori nell’UE,
la Commissione rileva condizioni di lavoro dure e «precarie», sottolineando «in
particolare i lunghi orari di lavoro, il tempo trascorso fuori casa e il lavoro
scarsamente retribuito». Condizioni di lavoro, queste, «aggravate dalla mancanza di
rispetto delle norme del Diritto del Lavoro e da un controllo inadeguato sulla loro
attuazione», aggiunge la Commissione. Essa ritiene inoltre che «l’introduzione di
standard sociali più elevati contribuirebbe direttamente a invertire la generale
mancanza di attrattiva del settore come attualmente osservato» (paragrafo 93). A tal
fine prevede l’adozione di «misure relative alle diverse modalità di trasporto al
fine di rafforzare il quadro legislativo sulle condizioni di lavoro degli addetti
del settore», garantendo «la corretta attuazione dei diritti sociali applicabili
(…)» (cfr. Mobility package). Essa «si
impegnerà a difendere elevati standard sociali, in particolare nel settore del
trasporto aereo» (paragrafo 94). La Commissione riconosce che la trasformazione
ecologica e digitale «che deve essere socialmente equa e giusta, non sarà cosa
semplice» (paragrafo 109). Essa «formulerà raccomandazioni sui «mezzi per mitigare
gli effetti di questi cambiamento sui lavoratori» (paragrafo 95). La Federazione
Europea dei Lavoratori dei Trasporti (ETF) accoglie con favore l’impegno a
migliorare le condizioni di lavoro e a rafforzare l’applicazione della legislazione
in materia. Tuttavia, Livia Spera, Segretario Generale dell’ETF, «si rammarica che
il piano d’azione non contenga dettagli sulle modalità di attuazione di tale
impegno» (cfr. comunicato
e testo
della dichiarazione dell’ETF). Sul fronte imprenditoriale, la strategia
viene recepita in modo diverso, raccogliendo ampi favori da parte delle
organizzazioni datoriali del settore ferroviario (cfr. comunicato
della CER), ma è condannata dall’Unione internazionale delle aziende del trasporto
su strada (IRU), che teme la distruzione del settore del trasporto passeggeri
effettuato con autobus, erroneamente giudicato dalla Commissione, secondo l’IRU,
come una fonte eccessiva di gas serra (cfr. comunicato).
|
Dialogo
sociale settoriale
- Ripresa europea. : È stata
adottata dalle parti sociali europee del settore metalmeccanico e tecnologico
(Ceemet e IndustriAll Europe) una posizione congiunta in
cui si invita l’Unione europea e gli Stati membri «a investire in una ripresa
economica rapida» e «nel futuro della base industriale europea» (cfr. comunicato).
|
Giurisprudenza
Applicazione della direttiva sul distacco dei
lavoratori al trasporto su strada : La
Corte di Giustizia ha emesso una sentenza relativa ad una società di trasporto merci
con sede nei Paesi Bassi che si avvaleva di autisti messi a sua disposizione in base
a contratti di noleggio da due delle sue filiali situate in Germania e in Ungheria.
Gli autisti caricavano merci in Olanda per trasportarle verso altri Stati membri,
effettuando operazioni di cabotaggio sempre nel territorio olandese. Tuttavia, la
società olandese non ha considerato tali lavoratori come lavoratori distaccati in
Olanda e, di conseguenza, non ha applicato loro il contratto collettivo per
l’autotrasporto. Tale posizione è stata contestata da uno dei sindacati firmatari
dell’accordo, che ha ritenuto che esso dovesse essere esteso agli autisti messi a
disposizione. Nel caso in esame, la Corte di Giustizia ha ricordato la sua
precedente giurisprudenza (CGUE,
19 dicembre 2019, causa C-16/18, Dobersberger): «ai sensi della direttiva
96/71, un lavoratore non può essere considerato distaccato nel territorio di uno
Stato membro se l’esecuzione del suo lavoro non presenta un legame sufficiente con
tale territorio» (cfr.Posted workers). «Nel caso di
lavoratori mobili quali gli autisti del trasporto internazionale su strada assume
altresì rilievo a tale scopo stabilire il grado di intensità del legame delle
attività svolte da un simile lavoratore, nell’ambito della fornitura del servizio di
trasporto al quale è stato assegnato, con il territorio di ciascuno Stato membro
interessato». Il legame con il territorio di uno Stato può essere caratterizzato dal
fatto che il conducente stesso vi effettua «operazioni di carico o scarico di merci,
di manutenzione o di pulizia dei veicoli di trasporto». Per contro, «non può essere
considerato «distaccato», ai sensi della direttiva 96/71, un lavoratore che svolga
prestazioni di carattere molto limitato nel territorio dello Stato membro nel quale
è inviato nell’ambito di un trasporto su strada di merci. Ciò vale per un autista
che (…) si limita a transitare nel territorio di uno Stato membro. Lo stesso
varrebbe nel caso di un autista che effettuasse unicamente un trasporto
transfrontaliero dallo Stato membro in cui ha sede l’impresa di trasporti fino al
territorio di un altro Stato membro o viceversa». Peraltro, il fatto che un autista
messo a disposizione della società olandese «riceva le istruzioni inerenti alle sue
missioni, inizi o concluda le medesime presso la sede» dell’azienda olandese «non è
di per sé sufficiente per ritenere che egli sia stato «distaccato» in Olanda «se lo
svolgimento del suo lavoro non presenta, sulla base di altri fattori, un legame
sufficiente con tale territorio» (CGUE,
1° dicembre 2020, causa C-815/18, Federatie Nederlandse
Vakbeweging). > Si veda anche: la
Corte di Giustizia ha respinto i ricorsi presentati da Ungheria e Polonia contro la
direttiva 2018/957 che modifica la legislazione sul distacco dei lavoratori. La
Corte ha puntualizzato che il legislatore ha il diritto di modificare l’equilibrio
di tale normativa in materia di libera prestazione dei servizi tenendo conto degli
«obiettivi trasversali» del Trattato, quali la promozione di un elevato livello di
occupazione o la garanzia di un’adeguata protezione sociale (cfr. CGUE, 8 dicembre
2020, causa
C‑620/18, Ungheria e causa
626/18, Polonia, nonché il comunicato
stampa).
|
Sindacalismo
Violenza contro le donne :
La Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) ha pubblicato una nuova Guida per contrastare la violenza
e le molestie contro le donne nel mondo del lavoro (cfr. comunicato)
(cfr. violence and harassment). La
guida si basa sugli strumenti stabiliti dalla Convenzione ILO n. 190 sulla violenza
e sulle molestie e aiuterà le parti sociali a livello aziendale e settoriale a
sviluppare politiche efficaci sui luoghi di lavoro al fine di prevenire ed eliminare
la violenza e le molestie contro le donne che lavorano nel settore dei trasporti A
sostegno della guida, l’EFT ha diffuso una serie di interviste con la dott.ssa Jane
Pillinger, un’esperta globale sull’uguaglianza di genere e la violenza di genere sui
luoghi di lavoro (link ai video).
|
2. Stati
membri
Germania
- Status dei “crowdworkers” :
Lo scorso 1° dicembre il Tribunale Federale
del Lavoro ha emesso una sentenza
sullo status dei “crowdworkers“. Secondo la decisione, l’effettiva
esecuzione di microincarichi da parte degli utenti di una piattaforma online
sulla base di un accordo con un operatore (“crowdsourcer”) può essere
qualificata come rapporto di lavoro. Nel caso in esame, la piattaforma
organizza, per conto dei propri clienti, il controllo della presentazione di
prodotti di marca nei commerci al dettaglio e nelle stazioni di servizio. La
piattaforma delega l’attività controllo a lavoratori cui conferisce l’incarico
di fotografare l’esposizione della merce e di rispondere alle domande sulla
visibilità data ai prodotti. Il contratto che lega questi lavoratori alla
piattaforma contiene un sistema di incentivi che ha portato, nel caso di specie,
un lavoratore ad essere occupato a tempo pieno. La Corte ha ritenuto quindi che
esso debba considerarsi lavoratore dipendente.
|
Belgio
- Congedo per nascita :
È prevista il 16 dicembre l’approvazione da
parte del Parlamento del progetto di
legge programmatica (cfr. Titolo 6, capitolo unico) che prevede la
proroga del congedo per la nascita di un figlio, aperto a padri e al
co-genitore, a partire dal 1° gennaio 2021. Esso sarà portato da 10 a 15 giorni,
prima di essere esteso a 20 giorni nel gennaio 2023. Questi giorni aggiuntivi
per la nascita del figlio dovranno essere fruiti dal lavoratore entro quattro
mesi dal giorno del parto. La retribuzione viene mantenuta a tre giorni a carico
del datore di lavoro. I giorni rimanenti sono coperti dall’istituto
previdenziale. I lavoratori autonomi (cfr. titolo 1, capitolo 5) usufruiranno
dell’estensione alle stesse condizioni dell’attuale indennità di paternità e di
nascita introdotta nel maggio 2019.
|
Francia
- Salute sul lavoro :
Il 9 dicembre è stato raggiunto tra le
parti le parti sociali un accordo interprofessionale
sulla salute nei luoghi di lavoro. L’applicazione del testo richiederà
modifiche legislative e regolamentari. Il Ministro del Lavoro ha assicurato che
«nel recepire l’accordo nel Diritto del lavoro, sarà cura del Governo far sì che
il contenuto e l’equilibrio del testo siano rispettati». Obiettivo principale
dell’accordo è rafforzare la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle
malattie professionali. Esso prevede la creazione di un “passaporto
prevenzione” per ogni lavoratore, che certificherà gli interventi formativi
seguiti nel campo della salute sul lavoro. Il testo affronta inoltre le misure
volte a ridurre il rischio che i dipendenti malati o vittime di un infortunio
fuoriescano dal mercato del lavoro (“prevenzione della disinserzione
professionale”). Esso comprende una sezione dedicata alla qualità della vita sul
lavoro e prevede la “modernizzazione” dei servizi di medicina del lavoro
interaziendali riconoscendo il ruolo dei servizi medici locali in termini di
visite mediche o di ritorno al lavoro.
|
Regno
Unito
- Campagna per i diritti sociali :
Il 2 dicembre scorso il Governo del Galles ha avviato una campagna
informativa al fine di incoraggiare i dipendenti ad aderire a un
sindacato e le aziende ad un’organizzazione imprenditoriale. «Non è una
preoccupazione nuova», dichiara Hannah Blythyn, vice ministro per l’edilizia
abitativa e il governo locale, «ma l’emergenza Coronavirus e le sfide da essa
poste hanno acuito la necessità di agire subito». Ricordando la sua esperienza
nel movimento sindacale, spiega «quanto sia importante per i lavoratori e le
aziende comprendere i loro diritti e le loro responsabilità, nonché i vantaggi
che si possono trarre da consulenze esperte e dalla
rappresentanza».
> Si veda anche:
la campagna lanciata in Scozia dal sindacato Unite a favore del miglioramento
delle condizioni di lavoro e di aumenti retributivi nel settore dell’assistenza
alla persona (cfr. articolo in
The National).
|
3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Mancata consultazione : Il
Central Arbitration Committee (CAC), il tribunale britannico specializzato nelle
controversie relative alle relazioni industriali, in particolare quelle riguardanti
i comitati aziendali europei, ha emesso una sentenza
il 2 dicembre in una causa che opponeva la direzione del gruppo informatico
americano HP al suo comitato
aziendale europeo, istituito secondo il diritto britannico (e trasferito
successivamente in diritto irlandese). Il CAE ritiene di non essere stato
adeguatamente informato e consultato durante una ristrutturazione che ha comportato
circa 350 tagli di posti di lavoro in Europa. Il CAC ha accolto le motivazioni del
CAE e ha invitato l’azienda a presentare informazioni più dettagliate durante la
prossima riunione plenaria, ma non ha richiesto la sospensione del processo o una
riunione straordinaria.
|
Responsabilità sociale
Linee guida ambientali : Sono
state adottate congiuntamente, il 6 novembre, dal gruppo francese Vinci, leader nel settore delle
costruzioni, e dal comitato aziendale europeo del gruppo, le linee guida ambientali
in quanto «quadro di riferimento volto a limitare gli effetti diretti e indiretti
delle nostre attività sugli ecosistemi da cui dipendiamo». Le linee guida propongono
un «approccio improntato al miglioramento continuo e al progresso», che presuppone,
tra gli altri, la «formazione e la sensibilizzazione» di tutti i lavoratori del
gruppo alle tematiche ambientali. I risultati delle azioni intraprese saranno
misurati attraverso indicatori che saranno poi pubblicati nella relazione annuale
del Gruppo. Essi saranno inoltre presentati «regolarmente al Comitato Esecutivo, al
Consiglio di Amministrazione e al comitato aziendale europeo». Inoltre, «gli impegni
in termini di tutela ambientale sono ripartiti all’interno di ogni polo del gruppo
al fine di promuoverne l’applicazione e il miglioramento continuo».
|
|
|