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IR Notes 155 – 13 gennaio 2021
www.irshare.eu
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Buon anno!
Cari lettori,
IR Share e tutta la redazione vi augurano un buon 2021! Un anno che sarà
forse difficile collettivamente, ma che speriamo ci porti sempre
felicità e gioia. Inaugurando il suo settimo anno di attività, IR Notes
vi informerà sempre con altrettanto piacere nei mesi a venire.
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Una domanda a…
Jonathan Hayward, funzionario del dipartimento internazionale del
sindacato britannico Unite The Union
Cosa cambierà per i comitati
aziendali europei a seguito dell’Accordo
sugli scambi commerciali e la cooperazione sottoscritto il 24
dicembre 2020 tra il Regno Unito e l’UE ? L’accordo non contiene disposizioni
specifiche sui comitati aziendali europei. Mettendo però fine al
periodo di transizione il 31 dicembre 2020, esso implica che dal 1°
gennaio 2021 entreranno in vigore le decisioni adottate dal Regno
Unito in merito al mantenimento della legislazione applicabile ai
comitati aziendali europei. Ai sensi della legge adottata dal Regno
Unito nel 2018 (1), allo scadere del periodo di transizione sarà
automaticamente trasferita nel diritto del Regno Unito sia a
legislazione comunitaria di applicazione diretta, sia le normative
nazionali derivate dal diritto comunitario vigente (come la
direttiva 2009/38 sui CAE). Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2021,
le aziende in cui è già esistente un comitato aziendale europeo di
diritto britannico saranno tenute a mantenere il CAE e a nominare un
rappresentante della direzione centrale in uno degli Stati membri
dell’UE. Tutti i negoziati ai fini dell’istituzione di comitati
aziendali europei già in corso prima del 31 dicembre 2020 possono
essere portati a termine; non è tuttavia più possibile richiedere la
costituzione ex novo di un comitato aziendale europeo.
(1) European
Union (Withdrawal) Act 2018.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Chi siamo?
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è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Stepanka
Lehmann, Pascale
Turlan, Frédéric
Turlan,
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e Mariangela
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lavoro di IR Share.
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0621 Z 93933.
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Prima
Pagina
Adottata la
rifusione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione
Il 16 dicembre scorso è stato raggiunto l’accordo tra il Consiglio e il Parlamento
europeo sul progetto di regolamento che modifica il Fondo europeo di adeguamento
alla globalizzazione (FEG) rinnovando le misure a favore dei lavoratori colpiti da
licenziamento (cfr. European Globalisation Adjustment
Fund). Scopo del Fondo è offrire un sostegno finanziario in caso
di importanti eventi di ristrutturazione al fine di agevolare i lavoratori
dipendenti e autonomi nel reperimento di nuove opportunità lavorative. La richiesta
di sostegno deve essere rivolta dallo Stato membro direttamente alla Commissione
europea. I contributi non sono versati direttamente ai lavoratori interessati, ma
vanno a finanziare programmi che consentono la formazione, la riqualificazione o la
creazione d’impresa. Il Fondo consente quindi di integrare le misure attuate, a
livello nazionale, dall’impresa o dalle imprese che hanno subito una
ristrutturazione e/o dalle autorità pubbliche, per sostenere i lavoratori nella loro
percorso di riconversione. Le modifiche introdotte dal futuro regolamento sono
intese ad agevolare il ricorso al Fondo, finora sottoutilizzato dagli Stati membri:
1) il principale criterio per attivare il fondo è il licenziamento di almeno 200
lavoratori, una soglia inferiore agli attuali 500 licenziamenti che consentirà di
aumentare il numero dei beneficiari; 2) il fondo potrà intervenire per coprire fino
all’85% della spesa a favore dei lavoratori, che corrisponde al tasso di
cofinanziamento più elevato del Fondo Sociale Europeo + (FSE +), facilitando così il
ricorso al FEG nelle regioni meno sviluppate. Il livello di cofinanziamento minimo è
del 60%; 3) il sostegno può essere richiesto quale che sia la causa della
ristrutturazione, ivi compreso gli effetti economici dovuti all’emergenza Covid-19,
la decarbonizzazione e l’automazione, superando così gli attuali motivi di
ammissibilità, quali le trasformazioni della struttura del commercio mondiale o le
conseguenze della crisi economica e finanziaria. Il fondo, simbolo della solidarietà
europea a favore dei lavoratori che perdono il lavoro, potrà pertanto essere
sollecitato con maggiore intensità. Sul fronte della dotazione annuale, i
cambiamenti sono tuttavia relativamente minori, in quanto essa passa da 150 milioni
a 186 milioni all’anno. Il fondo, ancora poco conosciuto, non ha finora mai esaurito
completamente la linea di bilancio. Ad esempio, secondo il rapporto d’attività
pubblicato nel 2019, il fondo ha accolto 13 richieste di sostegno nel 2017 e nel
2018, per un totale di 37,8 milioni di euro (a beneficio di poco meno di 13.000
lavoratori). Esso merita quindi di essere conosciuto più ampiamente, a maggior
ragione in un contesto di accelerazione delle ristrutturazioni, per il contributo
che può offrire al sostegno dei lavoratori che perdono il posto di lavoro. Tutti i
rappresentanti dei lavoratori, anche i comitati aziendali europei, possono utilmente
mobilitarsi per garantire che le autorità pubbliche interessate si impegnino a
presentare le richieste di contributi. Il regolamento deve ancora essere adottato
formalmente dal Consiglio e dal Parlamento prima di essere pubblicato ed entrare in
vigore (cfr. comunicato del Consiglio
et della Commissione).
Saranno ammissibili tutte le richieste presentate a far data dal 1° gennaio 2021.
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1. Unione
Europea
Progetti
- Contratti collettivi per i lavoratori
autonomi : La Commissione Europea ha
pubblicato una prima
valutazione d’impatto volta a conciliare la possibilità per i lavoratori
autonomi, in particolare i lavoratori delle piattaforme online, di concludere
contratti collettivi senza che tali accordi siano considerati intese illecite.
Le parti interessate sono invitate a presentare
osservazioni fino al 3 febbraio 2021.
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Attualità
sociale
Presidenza portoghese dell’UE :
La Presidenza di turno portoghese, al via il 1° gennaio (cfr. sito della presidenza), intende
promuovere in particolare la fiducia nel modello sociale europeo. Essa terrà un
Vertice sociale europeo a Porto nel maggio 2021 al fine di imprimere, come
sottolinea il Programma
di lavoro della Presidenza
(portoghese),
«uno slancio politico all’attuazione del pilastro europeo per i diritti sociali e
del relativo piano d’azione, evidenziandone il ruolo centrale nella ripresa europea
e nell’adattamento alle transizioni in campo climatico, digitale e demografico». Il
Portogallo si prefigge di raggiungere un consenso sulla direttiva relativa ai salari
minimi adeguati e dà “priorità” alla nuova strategia europea per la salute e la
sicurezza sul lavoro. Essa presterà «particolare attenzione» alle «misure vincolanti
in materia di trasparenza salariale e alla proposta di direttiva su un migliore
equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società». La Presidenza
organizzerà inoltre ad aprile una conferenza dedicata all’eliminazione della
violenza contro le donne e alla violenza domestica. Essa intende infine sbloccare la
situazione di stallo nelle trattative tra le istituzioni dell’UE sulla revisione del
regolamento sul coordinamento dei sistemi previdenziali e assicurativi.
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Nuova agenda sociale europea :
Il Parlamento Europeo ha definito le priorità
future nella Risoluzione
su un’Europa sociale forte per transizioni giuste adottata a stragrande
maggioranza il 17 dicembre scorso. Predisposta da due figure di spicco della
Commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento, Agnes Jongerius
(S&D) e Dennis Radtke (PPE), la risoluzione mostra il chiaro intento degli
eurodeputati di schierarsi nel corso del loro mandato a favore del rafforzamento di
un’Europa sociale e di fare del prossimo Vertice sociale europeo di Porto,
organizzato dalla Presidenza portoghese nel maggio 2021, un’occasione per «disegnare
un programma politico ambizioso con obiettivi e indicatori di sostenibilità sociale
identificabili, realizzabili, sostenibili e chiari». Tra le richieste degli
europarlamentari alla Commissione e agli Stati membri, dimezzare la disoccupazione
giovanile entro il 2030, eliminare il divario retributivo di genere (attualmente del
16%) ed impegnarsi a garantire che il 90% dei dipendenti sia coperto da un contratto
collettivo. In termini di democrazia sul lavoro, l’obiettivo è ambizioso: 1) una
nuova direttiva quadro sull’informazione, la consultazione e la partecipazione dei
lavoratori, che ricomprenda le catene di subappalto e il franchising, fissando
«standard minimi, in particolare sull’anticipazione del cambiamento e delle
ristrutturazioni»; 2) una «revisione della direttiva CAE per garantirne, tra le
altre cose, la corretta applicazione, l’accesso alla giustizia e sanzioni efficaci
in caso di violazione», assicurando che il «processo di informazione e consultazione
transnazionale» sia «effettuato preliminarmente all’adozione di una qualsiasi
decisione»; 3) «almeno l’80% delle aziende coperte da accordi di corporate
governance sostenibile entro il 2030, attuando strategie concordate con i lavoratori
per incidere positivamente sullo sviluppo ambientale, sociale ed economico […]»;
4) una direttiva sulla due diligence in materia di diritti umani e di condotta
responsabile degli affari […]» (cfr. comunicato).
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Accordo globale sugli investimenti con la Cina :
Si è concluso, il 30 dicembre scorso, il negoziato per l’Accordo
globale sugli investimenti tra UE e Cina (cfr. comunicato
della Commissione ; scheda
informativa sull’accordo). Le parti dovranno ora finalizzare il testo
dell’accordo, non ancora reso noto. Esso sarà poi sottoposto all’approvazione del
Consiglio e del Parlamento Europeo. Il testo prevede «impegni sul rispetto dei
principi fondamentali dell’OIL e sull’effettiva applicazione delle convenzioni
dell’OIL già ratificate», insieme ad un «impegno specifico sulla ratifica delle
convenzioni fondamentali dell’OIL relative al lavoro forzato». Occorrerà ora
verificare se questi impegni convinceranno il Parlamento europeo che il 17 dicembre
2020 ha adottato una Risoluzione
sul lavoro forzato e la condizione degli Uiguri. Gli eurodeputati chiedono «al
Governo cinese di ratificare e attuare le Convenzioni dell’OIL n. 29 sul lavoro
forzato, n. 105 sull’abolizione del lavoro forzato, n. 87 sulla libertà sindacale e
la tutela del diritto sindacale e n. 98 sul diritto di organizzazione e di
contrattazione collettiva». Invitano inoltre le aziende «a valutare i loro impegni
nello Xinjiang, ad esercitare la loro responsabilità sociale d’impresa conducendo
auditing indipendenti» sul «rispetto dei diritti umani in tutte le loro catene di
fornitura e, se necessario, a porre fine a rapporti commerciali».
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Corporate governance e direttiva europea sui CAE
: Il 17 dicembre il Parlamento Europeo ha
adottato, con una maggioranza molto ristretta, una Risoluzione
sul governo societario sostenibile. Secondo le dichiarazioni del relatore,
il testo «richiede la fissazione di chiari standard europei sulla rendicontazione
ambientale, sociale e di governance per le imprese» (cfr. comunicato).
Gli eurodeputati accolgono con favore l’impegno della Commissione Europea a rivedere
nel 2021 la Direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non
finanziario, ribadendo la loro richiesta di estenderne il campo di applicazione a
tutte le grandi società quotate e non quotate stabilite nell’UE, comprese le società
di paesi terzi che operano nell’Unione. Il Parlamento sottolinea che «i
rappresentanti dei lavoratori dovrebbero essere coinvolti nella definizione del
processo di comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e nella
verifica delle informazioni, in particolare quelle riguardanti gli obiettivi di
sostenibilità sociale e gli aspetti legati alle catene di fornitura e produzione,
ivi compresi l’esternalizzazione e i subappalti». GIi eurodeputati sottolineano
altresì la necessità di «un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nei processi
decisionali dell’impresa per una migliore considerazione degli obiettivi e degli
impatti sociali e ambientali a lungo termine». A tal fine, invitano la Commissione a
«vagliare la possibilità di rivedere la direttiva sui comitati aziendali europei e
di stabilire un nuovo quadro normativo sull’informazione, la consultazione e la
partecipazione dei dipendenti nelle imprese europee».
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Giurisprudenza
Distacco di lavoratori interinali :
La Corte di giustizia è stata investita di un caso delicato
riguardante il distacco di manodopera interinale presso un cliente in Germania da
parte di un’impresa di lavoro interinale bulgara. L’autorità bulgara competente per
il rilascio dei modelli A1 ai lavoratori distaccati, che certificano l’iscrizione al
regime previdenziale e assistenziale bulgaro, aveva respinto la richiesta di
rilascio presentata dall’impresa fornitrice per il fatto che l’azienda non svolgesse
“la sua attività principale” sul territorio bulgaro, escludendola pertanto dalla
possibilità di distaccare lavoratori. A tal proposito, secondo la Commissione
Europea, per distaccare lavoratori interinali, è sufficiente che le imprese
fornitrici abbiano dipendenti che lavorino nello Stato di invio e che ivi assumano
lavoratori da somministrare temporaneamente presso le imprese utilizzatrici. Una
volta soddisfatta tale condizione, nulla osta a che l’impresa fornitrice assuma
lavoratori da distaccare esclusivamente presso imprese utilizzatrici stabilite in
altri Stati membri. I governi belga, bulgaro, estone, francese, polacco e finlandese
ritengono invece che un’impresa fornitrice debba svolgere una parte sostanziale
delle proprie attività di somministrazione di mano d’opera alle imprese stabilite
nello Stato di invio, nella fattispecie la Bulgaria, con lo scopo evidente di
evitare una forma di dumping sociale tramite la costituzione di società di comodo,
cosiddette “letter box company”, in paesi con bassi costi sociali al solo
fine di distaccare lavoratori in paesi con costi del lavoro più elevati. Nelle
conclusioni (CGUE,
concl.,10 dicembre 2020, causa C-784/19, Team Power Europe), l’avvocato
generale della CGUE si è espresso a favore della posizione della Commissione
ritenendo che rappresenterebbe un’indebita restrizione imporre alle imprese di
lavoro interinale di svolgere un’attività sostanziale nel paese di invio per poter
distaccare dipendenti in un altro Stato membro. Occorrerà ora attendere la pronuncia
della Corte di Giustizia in un procedimento che suscita non poche inquietudini in
seno al movimento sindacale, in particolare da parte di IndustriAll Europe e della
FETBB/EFBWW (cfr. comunicato congiunto).
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Dialogo
sociale settoriale
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2. Stati
membri
Germania
Rafforzamento dei consigli di fabbrica :
Il Ministro Federale del Lavoro Hubertus Heil
(SPD) ha presentato un disegno di legge in materia di rafforzamento dei consigli di
fabbrica (Betriebsrätestärkungsgesetz).
Il testo contiene diverse misure volte a promuovere la costituzione dei consigli di
fabbrica (Betriebsrat) e a rafforzare le loro competenze. Viene ad esempio
garantita una maggiore tutela contro il licenziamento nei confronti dei lavoratori
impegnati nella costituzione di un consiglio di fabbrica, una tutela attualmente
garantita soltanto ai membri di tali consigli, e non ai lavoratori che si fanno
carico della costituzione. Per quanto riguarda la digitalizzazione e le condizioni
per l’istituzione dello smart working (lett. “Home Office“), al
consiglio di fabbrica è riconosciuto un diritto di cogestione che obbligherebbe il
datore di lavoro a ricercare un accordo con i rappresentanti dei lavoratori.
Inoltre, quando vengono consultati sulla progettazione di sistemi di intelligenza
artificiale da implementare in azienda, è prevista la facoltà per i consigli di
fabbrica di ricorrere alla consulenza esperti propri, la cui spese sono a carico del
datore di lavoro. Il testo prende inoltre spunto dall’emergenza Covid-19,
autorizzando ormai in modo stabile le riunioni in videoconferenza e le firme
elettroniche per la stipula di accordi aziendali (cfr. analisi della rivista arbrb,
di Bund-Verlag
e il comunicato della federazione sindacale Verdi).
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Quote rosa : Il Governo ha
adottato il 6 gennaio scorso un progetto
di legge al fine di obbligare le aziende ad aumentare la presenza delle
donne negli organi direttivi aziendali. Le grandi società quotate in borsa, quelle
soggette alla legislazione sulla cogestione, così come le grandi società controllate
dallo Stato, saranno obbligate a riservare almeno il 30% delle cariche negli organi
direttivi alle donne. Il testo non fissa una scadenza temporale per raggiungere
questo obiettivo minimo. L’adozione della legge rappresenta un piccolo passo avanti
nella giusta direzione, dato il grande ritardo della Germania rispetto agli altri
paesi nella promozione della presenza delle donne negli organi di governance
aziendale. Ciò ha portato il Governo ad accettare, a malincuore, l’introduzione
delle quote prima a lungo respinte in ragione della preferenza per un approccio
volontario da parte delle imprese. I progressi compiuti in questo campo negli ultimi
anni erano però stati giudicati troppo esigui.
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Italia
Un algoritmo discriminatorio :
Il 31 dicembre 2020 il Tribunale di Bologna ha deliberato che le
condizioni di accesso, da parte dei ciclofattorini (“rider”), alla piattaforma
digitale di consegne di pasti pronti a domicilio Deliveroo erano discriminatorie.
Con questa sentenza, il Tribunale ha accolto la denuncia presentata contro Deliveroo
da tre federazioni di categoria (Filt, Filcams e Nidl), affiliate alla principale
confederazione sindacale italiana, la CGIL, stabilendo la natura discriminatoria
dell’algoritmo che determina le condizioni di accesso dei “rider” alla piattaforma.
Il giudice ha ritenuto che il sistema di prenotazione riservasse una precedenza ai
rider con ranking più elevati penalizzando coloro che si assentavano dal lavoro, ad
esempio, per partecipare a scioperi o per prendersi cura di un figlio, senza tener
conto delle motivazioni che hanno determinato l’assenza. Inoltre, i ciclofattorini
che avevano rifiutato consegne perché in sciopero sono stati declassati, privandoli
in tal modo dell’accesso alle fasce orarie più ambite dai loro colleghi che, avendo
un ranking migliore, usufruivano di una precedenza nel prenotarle. Tramite questa
sentenza, senza dubbio la prima del genere in Europa, Deliveroo è stata condannata a
risarcire 50.000 euro alle tre organizzazioni sindacali, senza che vi sia stata
quantificazione di un danno reale da parte di un rider o di un sindacato. Intento
del giudice era comminare una sanzione dissuasiva, al di là del danno effettivo. La
sentenza ordinava inoltre la rimozione della natura discriminatoria dell’algoritmo e
la pubblicazione della sentenza su un quotidiano nazionale. Tuttavia, già all’inizio
di novembre, circa due mesi prima della sentenza, Deliveroo aveva già corretto il
funzionamento della propria piattaforma eliminando tale algoritmo.
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Repubblica
Ceca
- Salario minimo e tassazione :
Sono entrate in vigore Il 1° gennaio 2021
due modifiche relative al reddito: 1) il salario minimo mensile ha subito un
aumento di 600 corone (23 €), attestandosi a 15.200 corone (579 €),
corrispondenti ad una retribuzione oraria pari a 90,50 corone (3,40 €), e al
42,4% del salario medio (nel 2020 il salario minimo era pari al 40% del salario
medio). Dal 2015 il salario minimo ha subito aumenti regolari una volta
all’anno; tuttavia quest’ultimo scatto del 4% è il più basso registrato nel
periodo considerato; 2) è stato modificato il calcolo dell’imposta sul reddito
delle persone fisiche: la base imponibile sarà ora il salario lordo e non più il
“superlordo”, nel quale sono inclusi anche i contributi assicurativi versati dal
datore di lavoro.
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3.
Aziende
Accordi
transnazionali
Trasformazione digitale : È
stata sottoscritta il 21 dicembre 2020 tra il gruppo tessile spagnolo Inditex e il comitato aziendale
europeo una Dichiarazione
congiunta riguardante il piano strategico per la trasformazione digitale.
Mentre il gruppo, a cui fa capo tra gli altri anche il marchio Zara, procedeva a
massicce chiusure di punti vendita durante i periodi di lock-down e l’e-commerce
registrava un vero e proprio boom, «i rappresentanti dei lavoratori in seno al
comitato aziendale europeo di Inditex hanno lavorato con il colosso della moda» per
adottare una dichiarazione congiunta, dichiara la federazione sindacale europea UNI
Europa, in cui si afferma la priorità di mantenere l’occupazione durante tutto il
processo di trasformazione digitale. Qualora l’occupazione fosse minacciata, in
particolare a causa della chiusura di punti vendita, la dichiarazione prevede il
coinvolgimento dei sindacati nel ricollocamento dei lavoratori tramite la creazione
di nuova occupazione nelle vicinanze. La dichiarazione riconosce la necessità di
fornire una formazione adeguata ai dipendenti il cui posto di lavoro è interessato
da tali cambiamenti (cfr. comunicato di UNI
Europa).
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Responsabilità sociale
Estensione del congedo di maternità :
Il gruppo chimico belga Solvay ha esteso il congedo di
maternità da 14 a 16 settimane in tutto il mondo a partire dal 1° gennaio 2021 (cfr.
Maternity leave). Esso è ora
aperto a tutti i co-genitori, a prescindere dal sesso o dall’orientamento sessuale e
si rivolge anche ai genitori che adottano un bambino. Il genitore dipendente della
Solvay sarà retribuito al 100% per tutta la durata del congedo (cfr. comunicato).
Nel 2017, il gruppo aveva già sottoscritto un Accordo globale istitutivo di uno
zoccolo di tutele a favore dei lavoratori del gruppo che prevedeva un
congedo di maternità di 14 settimane e un congedo di paternità di una settimana,
entrambi retribuiti al 100%.
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