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IR Notes 161 – 7 aprile 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
René Repasi, Professore di Diritto Internazionale e dell’Unione Europea
presso l’Università Erasmus di Rotterdam
Durante il webinar organizzato il
1° aprile dalla Confederazione Europea dei Sindacati, lei ha
menzionato quale potrebbe essere l’impatto sui comitati
aziendali europei in seguito alla conclusione dell’accordo sugli
scambi commerciali e la cooperazione o tra l’UE e il Regno
Unito. La clausola di non-regresso prevista da tale accordo può
essere invocata dai comitati aziendali europei per mantenere nel
loro seno la rappresentanza dei lavoratori
britannici?
Giuridicamente, i privati non possono invocare un diritto previsto
dall’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione. L’accordo
dispone infatti chiaramente che le i diritti e gli obblighi da esso
previsti riguardano esclusivamente le parti dell’accordo, ovvero
l’UE e il Regno Unito. I privati non possono pertanto invocare la
clausola di non-regresso in esso contenuta, secondo la quale i
firmatari si impegnano a non ridurre gli standard in termini di
condizioni di lavoro o di diritti all’informazione e alla
consultazione. In relazione a tale clausola occorre ricordare che
essa consente a una delle parti di avviare la procedura di
salvaguardia prevista dall’accordo, qualora l’altra parte riducesse
tali diritti sociali. Per
quanto riguarda i comitati aziendali europei, ricordiamo che è
riconosciuto loro il diritto di ricevere informazioni e di essere
consultati dalla direzione centrale delle aziende. Giacché il Regno
Unito non è più considerato un paese coperto dall’accordo relativo
ai comitati aziendali europei, il semplice fatto che esso sia fuori
dall’UE comporta la perdita, da parte dei comitati aziendali
europei, del diritto di informazione e consultazione sulle questioni
transnazionali che coinvolgono, oltre ad uno degli Stati membri, il
Regno Unito. Inoltre, la fuoriuscita dell’organico riferito al Regno
Unito può mettere in discussione l’esistenza stessa di un comitato
aziendale europeo qualora questo scenda al di sotto delle soglie
previste dalla direttiva 2009/38. Nello stesso tempo, i comitati
aziendali europei istituiti in conformità della direttiva 2009/38,
adottata quando il Regno Unito era ancora nel novero degli Stati
membri, possono legittimamente invocare di continuare ad esistere
anche se il Regno Unito è fuori dall’UE. Qualora le direzioni
centrali non accettino l’adozione di un protocollo aggiuntivo che
mantiene chiaramente il Regno Unito nell’ambito geografico dei loro
accordi, tale fattispecie può comportare una riduzione dei diritti
di informazione e consultazione dei lavoratori dell’UE, con la
conseguenza che l’UE sarebbe condotta ad agire per ristabilire
l’equilibrio con i comitati aziendali europei istituiti secondo il
diritto britannico, i quali continueranno a coprire i lavoratori
dell’UE. In altre parole, se un gran numero di aziende insediate
negli Stati membri escludesse i lavoratori del Regno Unito, è lecito
attendersi che la Commissione Europea tuteli l’obbligo di
non-regresso, ad esempio tramite una direttiva che sancisca che la
direttiva 2009/38 si applica tanto agli Stati membri quanto al Regno
Unito.
> Per saperne di
più: si veda il profilo di René
Repasi sul sito dell’Università
Erasmus di Rotterdam.
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Agenda
13
aprile Online Conferenza
organizzata dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione
professionale (CEDEFOP) dal titolo “Getting
the future right : Towards smarter and people-centred skills
intelligence” (Preparare il futuro: verso un’intelligenza delle
competenze più fine e incentrata sulle persone). Cfr. Programma.
13
aprile Bruxelles Riunione
della Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo
con all’ordine del giorno l’adozione del mandato negoziale per la quarta
revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni.
16
aprile Online
Avvio del corso online proposto dall’Istituto Sindacale Europeo
(ETUI) sul tema “Comitati aziendali europei: le regole del gioco”, dal
16 aprile la versione
inglese, dal 17 maggio la versione
francese e dal 24 maggio la versione
spagnola. Informazioni: Ilaria Costantini (icostantini@etui.org) e
Sylviane Mathy (smathy@etui.org). I
corsi sono completamente gratuiti.
27 aprile Online
Conferenza
dell’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) “Exploring
interfaces between labour and environmental law” (Esplorare i
nessi tra diritto del lavoro e diritto ambientale).
27 -29 aprile
Online
Conferenza e congresso della federazione sindacale europea UNI Europa
(programma).
7-8
maggio Porto
Vertice sociale europeo.
2
giugno Lubiana La rete
MoveS (Free Movement of Workers and Social Security Coordination),
finanziata dall’UE, organizza un seminario su “The future of social
security coordination in the EU” (Il futuro del coordinamento
dei regimi previdenziali e assicurativi nell’UE), che si incentrerà su
tre temi: l’assistenza sanitaria transfrontaliera, l’assistenza a lungo
termine e le prestazioni in materia di disoccupazione.
10
giugno Online
Conferenza
EWPCC 2021 sul ruolo dei comitati aziendali europei e dei
comitati di società europea nell’indirizzo delle politiche aziendali
volte a far fronte alle sfide poste dalla Covid in materia di salute,
occupazione e organizzazione del lavoro.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a
La squadra: questo
numero è stato redatto da Sylvain
Nadalet, Pascale Turlan
e Frédéric
Turlan. Vedi sul sito la squadra di
lavoro di IR Share.
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
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0621 Z 93933.
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Prima
Pagina
Lo sciopero
non è una “circostanza straordinaria”
Un passeggero aveva prenotato un volo che doveva essere operato dalla compagnia aerea
SAS, ma che è stato cancellato a seguito dello sciopero dei piloti della compagnia
in Norvegia, Svezia e Danimarca. Lo sciopero è durato sette giorni portando alla
cancellazione di 4.000 voli e coinvolgendo 380.000 passeggeri. Il passeggero ha
ceduto il proprio diritto al risarcimento alla società Airhelp, che ha adito le vie
legali per richiedere i 250 euro del risarcimento, come previsto dal regolamento n.
261/2004. A fronte di tale richiesta, la compagnia aerea ha sostenuto che lo
sciopero costituisse una «circostanza eccezionale» ai sensi del suddetto
regolamento, e pertanto fosse esonerata dall’obbligo di compensazione pecuniaria. La
Corte di Giustizia ha invece ritenuto che lo sciopero dei piloti SAS non
costituisse una «circostanza straordinaria» (CGUE,
23 marzo 2021, causa C-2820, Airhelp, e comunicato
stampa). Nella sentenza si evidenzia infatti come, secondo la giurisprudenza
costante della Corte, perché si configuri la nozione di «circostanze straordinarie»
sono determinanti due condizioni cumulative. Sono questi eventi che, da un lato, per
la loro natura o origine, non sono inerenti al normale esercizio dell’attività del
vettore aereo e, dall’altro, sfuggono all’effettivo controllo di quest’ultimo.
Queste due condizioni sono cumulative e devono essere oggetto di valutazione caso
per caso e soggette a un’interpretazione rigorosa (CGUE,
17 aprile 2018, causa C-195/17, Krüsemann) nel caso di uno sciopero
selvaggio dichiarato dai piloti. La Corte prosegue rilevando che «il diritto di
sciopero costituisce un diritto fondamentale previsto dall’articolo 28 della Carta
dei diritti fondamentali dell’Unione Europea». Pur rappresentando un momento
conflittuale che mira a paralizzare l’attività, la Corte ritiene che esso «resti
nondimeno una delle possibili espressioni della negoziazione sociale e, pertanto,
deve essere visto come un evento inerente al normale esercizio dell’attività del
datore di lavoro interessato». Pertanto, «uno sciopero il cui scopo si limiti a
ottenere da un’impresa di trasporto aereo un aumento della retribuzione dei piloti,
una modifica dei loro orari di lavoro nonché una maggiore prevedibilità in materia
di tempo di lavoro costituisce un evento inerente al normale esercizio dell’attività
di tale impresa, in particolare quando un simile sciopero sia organizzato nel
rispetto della legge». Per la Corte, il diritto di sciopero costituisce un diritto
fondamentale del lavoratore e il fatto di esercitare tale diritto e, quindi, indire
uno sciopero «deve considerarsi rientrante nell’ordine del prevedibile per ogni
datore di lavoro, in particolare quando un tale sciopero sia preceduto da un
preavviso», come per l’appunto nel caso di specie. La Corte ha ritenuto che il
vettore non poteva ignorare che i piloti intendessero far valere rivendicazioni e
disponeva, in linea di principio, dei «mezzi per prepararvisi e, se del caso, per
attenuarne le conseguenze, ragion per cui esso conserva, in una certa misura, il
controllo degli eventi».
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
- Vertice sociale trilaterale :
Lo scorso 24 marzo i leader dell’UE e le parti sociali si
sono incontrati in occasione di un vertice sociale trilaterale, evento che
tradizionalmente precede il Consiglio Europeo (cfr. Tripartite Social Summit).
Il comunicato del vertice mette in primo piano l’Europa sociale. Infatti,
secondo le dichiarazioni del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, in
occasione del vertice sociale di Oporto che si terrà il 7 maggio «metteremo
l’Europa sociale al primo posto della nostra agenda politica», esortando ad
andare verso «una crescita sostenibile che non si misuri soltanto in termini di
PIL». Per la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, il vertice di
Oporto «offrirà a tutti, ai sindacati e ai datori di lavoro, ma anche alla
società civile e alle istituzioni, l’opportunità di rinnovare il nostro impegno
comune a favore dell’Europa sociale che vogliamo costruire». Meno liricamente,
Luca Visentini, segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati,
ha rilevato che gli Stati membri devono «sfruttare appieno il sostegno dell’UE
per prolungare la tutela dei posti di lavoro e delle retribuzioni fino al
completamento della ripresa ed estenderla a tutti i lavoratori», puntualizzando
che «la metà dei fondi SURE dell’UE a tutela dei posti di lavoro e delle
retribuzioni non è utilizzata» (cfr. comunicato).
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2. Stati
membri
Germania
Accordo retributivo nel settore metalmeccanico :
È stato siglato il 30 marzo tra la federazione
sindacale IG Metall e le aziende del Land Renania Settentrionale Vestfalia un
accordo retributivo per i 700.000 metalmeccanici della regione. Questo accordo
“pilota” dovrebbe poi essere replicato nelle altre regioni per coprire i 3,8 milioni
di lavoratori dell’industria metalmeccanica ed elettronica. L’accordo prevede, da un
lato, il versamento di un bonus cosiddetto “Corona” di un importo pari a 500 euro
nel giugno 2021, e, dall’altro, un aumento mensile ari al 2,3%. Detto aumento verrà
accantonato fino a rappresentare il 18,4% di una mensilità nel febbraio 2022, e poi
raggiungere il 27,6% di una mensilità nel febbraio 2023 (ossia 12 x 2,3%). Tale
integrazione retributiva, denominata “Transformationsgeld”, potrà essere
versata in un’unica soluzione ovvero, nelle aziende in difficoltà, potrà essere
trasformata in ferie. Cumulato ad altre voci retributive il
“Transformationsgeld” dovrebbe rendere possibile il passaggio a una
settimana lavorativa di 32 ore senza riduzione della retribuzione mensile
proporzionalmente alla riduzione dell’orario di lavoro” (cfr. comunicato
di IG Metall).
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- Accordo retributivo nel settore
siderurgico. Siglato il 27 marzo l’accordo
retributivo tra la federazione sindacale IG Metall e le aziende dell’industria
siderurgica della Germania nordoccidentale (70.000 lavoratori). Esso scadrà il
31 maggio 2022. Il 30 giugno 2021, verrà versato ai lavoratori un bonus
cosiddetto “Corona” pari a 500 euro. Sono inoltre previste due ulteriori rate di
250 euro ciascuna da versare il 28 dicembre 2021 e il 28 febbraio 2022. Dal 28
febbraio 2023, tale integrazione retributiva salirà a 600 euro, versati in
un’unica soluzione. L’integrazione verrà poi adeguata in funzione delle future
contrattazioni retributive, e potrà essere convertita in ferie tramite contratto
collettivo al fine di mantenere l’occupazione. È stato anche riconfermato
l’incentivo una tantum annuale di 1.000 euro introdotto nel 2020. Esso sarà
versato nel giugno 2022 e, a scelta del dipendente, può essere convertito in
giorni di ferie (cfr. comunicato
IG Metall).
- Comitati aziendali. Il
Governo ha adottato il progetto di legge volto a
rafforzare i comitati aziendali (Betriebsrat) presentato dal Ministro
del Lavoro, Hubertus Heil (SPD). Perché il testo potesse essere accettato dagli
altri partiti della coalizione, la parola “rafforzamento” è stata sostituita da
“modernizzazione”, fermo restando l’obiettivo di agevolare l’istituzione di tali
comitati in seno alle aziende, migliorando le tutele dei lavoratori che li
richiedono e rafforzandone i poteri con particolare riferimento al diritto di
codecisione in caso di ricorso all’intelligenza artificia.
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Irlanda
Il futuro è nelle campagne : Il
governo ha presentato la futura strategia in materia di sviluppo rurale per il
periodo 2021-2025, Our
Rural Futur, parte del piano Project Ireland 2040. Tale
strategia riconosce «l’importanza fondamentale della ruralità per la prosperità e il
benessere». Con la prospettiva della transizione ecologica e della neutralità
carbonica, questo piano molto ambizioso è il primo in Europa dall’insorgere della
pandemia. Esso contiene numerose misure, molte delle quali mirano a sviluppare il
lavoro da remoto e ad attirare i talenti in campagna con la creazione di 400 hub di
remote working, l’introduzione nel 2021 di un diritto al lavoro da remoto e il
passaggio al lavoro da casa o da remoto per almeno il 20% dei dipendenti del settore
pubblico. Più in generale, al fine di ridurre le disuguaglianze e modernizzare il
mondo rurale, la strategia propone misure per rivitalizzare le campagne, creare
occupazione, migliorare l’accesso alle nuove tecnologie, sviluppare l’apprendistato,
creare imprese sociali e lanciare un vasto piano di investimenti volto a migliorare
la vita rurale, tra cui ricordiamo la creazione di un’Assemblea della Gioventù
rurale, lo sviluppo dei servizi e l’accesso all’istruzione superiore online.
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Italia
Ferie forzate per aver rifiutato il vaccino :
Il Tribunale di Belluno ha emesso un provvedimento d’urgenza
confermando la decisione del datore di lavoro di porre in ferie forzate un
infermiere addetto a una casa di riposo che aveva rifiutato di sottoporsi al
vaccino. Il Tribunale si pronuncia in applicazione dell’articolo 2087 c.c., che
impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare
l’integrità fisica dei suoi dipendenti, affermando inoltre l’utilità del vaccino
contro il Covid-19 per il caso di specie. Spettando al datore di lavoro la
determinazione dei periodi di ferie, esso può utilizzarli per allontanare il
lavoratore dal luogo di lavoro. Il Tribunale non si è pronunciato tuttavia sulla
sospensione dal lavoro senza retribuzione e al licenziamento paventati dal
lavoratore.
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Portogallo
- Covid-19 : Il 25 marzo, il
Consiglio dei Ministri ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 il regime
eccezionale e transitorio di riorganizzazione del lavoro volto a minimizzare il
rischio di trasmissione della Covid-19 nel quadro dei rapporti di lavoro (cfr.
comunicato).
Tali disposizioni, contenute nel Decreto legge
79–A/2020, che sarebbe dovuto rimanere in vigore originariamente fino al
31 marzo, si intendono prorogate fino alla fine dell’anno «fatta salva la
possibilità di un’ulteriore proroga a seguito della consultazione delle parti
sociali». Il regime eccezionale si applica alle aziende con oltre 50 lavoratori
in aree territoriali ritenute a rischio. Al fine di mantenere il distanziamento
fisico tra i lavoratori, le aziende devono, in particolare, scaglionare gli
orari di entrata e di uscita dal lavoro, modificare gli orari di lavoro e le
pause. Essi devono inoltre Il promuovere il telelavoro, «quando la natura
dell’attività lo consenta».
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Regno
Unito
- Intelligenza artificiale :
La confederazione sindacale britannica
Trade Union Congress (TUC) ha avviato una campagna (Dignity
at work and the AI revolution) intesa a modificare la legislazione
britannica sulla protezione dei dati al fine di includere un diritto universale
alla “spiegabilità” dei sistemi di IA sui luoghi di lavoro e, in particolare, il
diritto di richiedere una spiegazione personalizzata. Tra le altre cose, il TUC
propone un nuovo diritto alla reciprocità dei dati, un nuovo ruolo per i
sindacati, un comportamento etico in tutte le fasi della catena di produzione e
dell’implementazione dell’IA. Il TUC sostiene i valori fondamentali da
rispettare nelle aziende che fanno ricorso all’intelligenza artificiale.
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3.
Aziende
Responsabilità sociale
Congedo parentale : Al fine di
incoraggiare un’equa condivisione del ruolo genitoriale tra uomini e donne, la casa
automobilistica Volvo ha
deciso di riconoscere agli oltre 40.000 lavoratori in tutto il mondo il diritto a 24
settimane di congedo parentale, retribuito in misura pari all’80% della retribuzione
base. Nel comunicato si riferisce l’esperimento condotto nel 2019 nella zona EMEA
(Europe Middle East & Africa), evidenziando che il 46% dei richiedenti
erano padri. L’iniziativa è supportata da una comunicazione sviluppata con psicologi
comportamentisti per garantire che gli interessati non sentano alcun disincentivo a
fruire del congedo. A titolo di esempio, il supporto
elaborato per la comunicazione fa riferimento ad un congedo parentale di 24
settimane, e non di una durata massima di 24 settimane, al fine di evitare di
spingere i lavoratori a richiedere congedi più brevi (cfr. comunicato
stampa).
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Congedo di maternità e paternità :
Il gruppo bancario italiano UniCredit ha annunciato, il 22
marzo, che dal mese di aprile concederà a tutti i suoi lavoratori (principalmente
situati in Europa) un congedo di maternità di 16 settimane e un congedo paternità di
4 settimane, entrambi retribuiti al 100% (cfr. comunicato).
Come afferma Emanuele Recchia, responsabile delle politiche del lavoro, relazioni
sociali e welfare di UniCredit, questa misura fa parte di «un insieme più ampio di
iniziative in materia di equilibrio tra attività professionale e vita familiare
discusse con il comitato aziendale europeo».
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Accordi
transnazionali
Salute e sicurezza sul lavoro :
Il 15 marzo, la direzione di Sodexo Foodservices Group e la
Federazione sindacale internazionale UITA-IUF hanno sottoscritto una Dichiarazione d’intenti,
allegata all’accordo quadro internazionale del 12 dicembre 2011, in materia di
“Salute e sicurezza, con particolare attenzione al contesto della crisi sanitaria
generata dalla pandemia da COVID-19”. Le parti incoraggiano i sindacati e i
rappresentanti interessati, nominati da Sodexo, ad avviare negoziati a livello
nazionale e/o locale al fine di concludere accordi sulle tematiche della salute e
della sicurezza sui luoghi di lavoro, allineati all’approccio e ai principi globali
reciprocamente riconosciuti (delle convenzioni ILO), nonché ad aggiornare
regolarmente quelli esistenti.
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4. Studi e
rapporti
Home working :
Lo Scottish Trades Union Congress
(STUC) ha pubblicato il 22 marzo i risultati del sondaggio “Covid-19 and Working
from Home” condotto da un’équipe accademica su un campione di 3.000
lavoratori. Il sondaggio rende noto quale è stata l’esperienza dei lavoratori,
nonché le loro speranze e timori per il futuro. Lo studio
è stato condotto dalle Università di Manchester e Strathclyde su richiesta dello
STUC, con il sostegno di diversi sindacati. La segretaria generale dello STUC, Roz
Foyer ha reagito alla pubblicazione dei risultati del sondaggio evidenziando come
«un numero significativo di lavoratori abbia sperimentato un’intensificazione del
lavoro e stress nel corso dell’ultimo anno, ma che per molti altri l’esperienza
complessiva si è rivelata positiva». «Si rileva una preferenza, maggioritaria tra i
lavoratori, per una presenza sul posto di lavoro di due giorni al massimo a
settimana», afferma il professor Phil Taylor, puntualizzando che «sarebbe tuttavia
improprio adottare un approccio generale, in quanto è altresì chiaramente provato
che una significativa minoranza non desidera farvi ricorso». Le aziende dovranno
tenere conto degli interessi e delle preferenze diverse e spesso contrastanti
espresse dai lavoratori, e i sindacati dovranno rappresentarle. L’elaborazione di
accordi agili o ibridi dovrebbe seguire le migliori pratiche ed essere pienamente
negoziato con i sindacati (cfr. comunicato).
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