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IR Notes 165 – 2 giugno 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Carole Bourner, segretaria del comitato aziendale europeo di Generali
In quale contesto è stata elaborata
la dichiarazione congiunta sulle situazioni di emergenza (cfr.
3.Aziende) con la direzione del Gruppo
Generali? La
dichiarazione è stata stilata durante il periodo dell’emergenza
Coronavirus per stabilire un quadro di lavoro, per l’appunto, in
“modalità d’emergenza”. Dato il contesto, la direzione aveva appena
adottato la decisione di collocare tutti i dipendenti in smart
working, inviando istruzioni in tal senso ai dipartimenti IT e a
tutte le unità aziendali. In quel momento, non avevamo affatto in
mente di discutere del cosiddetto “New Normal” futuro, la nuova
normalità del lavoro. La nostra prima bozza era pertanto incentrata
sull’organizzazione del lavoro durante la pandemia. Molto presto,
però, abbiamo inteso andare oltre questo quadro e predisporre un
testo che potesse adattarsi anche in caso di altre crisi, sanitarie
o meno. Inoltre, con il prolungarsi della crisi sanitaria, ci siamo
resi conto che alcune forme di organizzazione sarebbero rimaste
stabilmente; di conseguenza, abbiamo voluto anche preparare il
terreno per il dialogo futuro con la direzione sul cosiddetto “New
Normal”. Non c’è stato il tempo di affrontare tale tema prima
dell’avvio del negoziato nazionale, ma non ha importanza. Il
comitato aziendale europeo potrà intervenire ulteriormente per
negoziare un testo che a sua volta potrà essere utilizzato a
riferimento nazionale per adeguare i primi accordi già conclusi a
questo livello. La
dichiarazione è il frutto di un anno di discussioni e contiene i
grandi principi fondamentali: 1) su tutte le tematiche correlate al
work-life balance, ivi compreso, ad esempio, il rispetto degli orari
di lavoro e il diritto alla disconnessione; 2) abbiamo voluto che
fosse aggiunta una frase su un punto che merita una specifica
attenzione riguardo alle famiglie e tutti coloro che hanno figli,
perché durante questa crisi abbiamo davvero corso il rischio di
perdere delle persone; 3) una frase sulle misure compensative a
favore dei lavoratori, in modo che i paesi possano appellarsi ad
essa per riconoscere un indennizzo ai telelavoratori per i costi
sostenuti. Non si tratta di disposizioni vincolanti, ma è comunque
un modo per far sì che l’argomento possa essere affrontato nei
negoziati locali. La direzione ha accolto molte delle nostre
proposte. Da parte della delegazione che rappresentava i lavoratori,
abbiamo fatto attenzione a non essere troppo tassativi, a non
conferire diritti agibili, per evitare dissensi con i sindacati
locali. Ora, insieme alla
direzione, intendiamo avviare una campagna di comunicazione per far
conoscere la dichiarazione. Sono tante le leve da attivare in
materia di comunicazione affinché il testo sia reso noto al
management locale. E la direzione centrale lo ha capito
perfettamente. Solo in un secondo momento riapriremo il dibattito
sul cosiddetto “New Normal”.
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Agenda
9 giugno Online
Giornata di studio sull’Europa: “Il diritto alle tutele sociali in
Europa: una realtà per tutti i cittadini?”, organizzata dalla
confederazione sindacale belga CSC.
10
giugno Online
Conferenza
EWPCC 2021 sul ruolo dei comitati aziendali europei e dei
comitati di società europea nell’indirizzo delle politiche aziendali
volte a far fronte alle sfide poste dalla Covid in materia di salute,
occupazione e organizzazione del lavoro.
11
giugno Online Seminario
della rete MoveS, organizzato dai membri francesi, sul tema “L’impatto
dell’emergenza Covid-19 sulla libera circolazione dei lavoratori: riflessione
sulle categorie emergenti e il loro potere di trasformazione “,
con un approfondimento dedicato al telelavoro transfrontaliero
(programma non ancora disponibile online).
14-15
giugno Lussemburgo Consiglio
Occupazione e Affari sociali.
21-22
giugno
Online Seminario organizzato
dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) destinato ai nuovi membri dei
comitati aziendali europei. Iscrizione.
28 et 29
giugno
Online Seminario organizzato
dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) e dedicato al ruolo dei comitati
aziendali europei in materia di RSI e di informazioni a carattere non
finanziario. Iscrizione.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Chi siamo?
IR Notes
è una comunicazione trasmessa ogni 15
giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese,
italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme
alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni
sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul
sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan e Frédéric
Turlan
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delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0621 Z 93933.
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Prima
Pagina
Un grande
passo per la trasparenza fiscale, un piccolo ma utile passo per la trasparenza
sociale
Dopo cinque anni di duri negoziati con i diversi governi, i legislatori hanno
raggiunto un accordo sulla revisione della Direttiva 2013/34 che porta a prevedere
la «comunicazione, da parte di alcune imprese e filiali, di informazioni relative
alle imposta sugli utili», obbligando in tal modo le multinazionali a rendere note
le informazioni sulle imposte assolte nei diversi paesi. La proposta di direttiva
dovrà ancora essere approvata dalle commissioni competenti del Parlamento e poi in
plenaria, oltre che dal Consiglio. Il voto in plenaria dovrebbe aver luogo dopo la
pausa estiva. Spetterà poi agli Stati membri recepire la direttiva, che contiene
alcune norme che obbligano le multinazionali (e le loro filiali), con un volume
d’affari superiore a 750 milioni di euro, e che operano in più paesi, a pubblicare e
rendere accessibili le informazioni sull’ammontare delle imposte versate in ciascuno
Stato membro. Le informazioni dovranno essere rese disponibili su Internet in un
formato unico e leggibile da una macchina. Al fine di agevolare l’utilizzo di tali
informazioni e per una migliore trasparenza, i dati dovranno includere in
particolare la natura delle attività della società, l’importo dell’utile o della
perdita lorda prima delle imposte, l’importo dell’imposta sul reddito maturata e
pagata, nonché l’importo degli utili generati. Tra le informazioni da comunicare,
due sono di particolare interesse per le parti sociali: da un lato, il nome della
società capogruppo e, all’occorrenza, l’elenco di tutte le sue filiali, una breve
descrizione della natura delle loro attività e la loro ubicazione geografica, e
dall’altro, il numero di dipendenti in equivalenti tempo pieno.
Informazioni, queste, che dovrebbero agevolare le procedure dei rappresentanti
dei lavoratori di tali multinazionali in caso intendano istituire un comitato
aziendale europeo. Alcuni gruppi sono effettivamente poco trasparenti sul numero di
dipendenti nell’UE e sulla ventilazione dell’organico per paese. Questo storico
passo avanti sul piano della fiscalità potrebbe anche avere un effetto trainante
sulla rappresentanza collettiva dei lavoratori nell’UE. > Per saperne di più: articolo
dell’Eurodeputata Evelyn Regner (S&D) pubblicato da Social Europe.
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1. Unione
Europea
Legislazione
Adozione definitiva del fondo per una
transizione giusta : È stato adottato il 18 maggio a larga
maggioranza dall’Europarlamento il Regolamento
che istituisce il Fondo per una transizione giusta. Il Fondo è destinato a
sostenere la ricerca di lavoro e la riconversione professionale, nonché l’inclusione
dei lavoratori e delle persone alla ricerca di occupazione nella transizione
dell’economia verso la neutralità climatica. A tale scopo, il Fondo potrà attingere
a una dotazione di 17,5 miliardi di euro (invece dei 40 miliardi inizialmente
previsti) al fine di finanziare i «piani territoriali di transizione giusta»
elaborati dagli Stati membri che si impegnano a raggiungere la neutralità climatica
entro il 2050. Spetterà agli Stati elaborare i piani territoriali, «nel quadro di un
dialogo sociale con le parti interessate, e in cooperazione con queste ultime».
Secondo la federazione sindacale europea IndustriAll Europe, la creazione di questo
fondo rappresenta «un passo importante per i lavoratori e i sindacati nella lotta a
favore di misure di accompagnamento destinate a consentire la transizione dei
lavoratori» (cfr. comunicato). Una volta
ottenuta l’approvazione formale del Consiglio, il regolamento entrerà in vigore il
ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella GUUE (cfr. comunicato
stampa del Parlamento Europeo).
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Dialogo
sociale settoriale
Ferrovie. Le parti sociali del
settore ferroviario (ETF e CER) hanno riaperto il 18 maggio il negoziato a livello
europeo per un accordo vincolante a favore della promozione dell’occupazione
femminile nel settore. Il negoziato era stato avviato nel 2019, e poi sospeso
durante l’emergenza Covid-19. Le parti sociali intendono ora raggiungere un accordo
prima dell’estate, quindici anni dopo la conclusione dell’ultimo accordo vincolante
(cfr. comunicati ETF,
IT
et CER).
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2. Stati
membri
Germania
Legge di modernizzazione dei consigli aziendali
: Il 28 maggio il Parlamento ha adottato in
via definitiva la Legge per la modernizzazione dei consigli aziendali
(Betriebsrätemodernisierungsgesetz) (cfr. comunicato).
Il testo, che sarà pubblicato a breve, semplifica la procedura elettorale per
l’elezione dei rappresentanti dei consigli aziendali (Betriebsrat),
migliora la tutela dei lavoratori che si fanno promotori della creazione di tali
istanze, porta da 18 a 16 anni l’età per votare alle elezioni e, sulla scorta delle
esperienze effettuate durante l’emergenza Coronavirus, conferisce un assetto
permanente alle riunioni virtuali dei comitati aziendali nonché al ricorso alla
firma elettronica per gli accordi aziendali. Il testo consolida inoltre i poteri
conferiti ai consigli aziendali, riconoscendo un diritto di codecisione
sull’introduzione del telelavoro e poteri più ampi in caso di ricorso
all’intelligenza artificiale, in particolare se utilizzata per la selezione dei
lavoratori. È altresì previsto il diritto di ricorrere alla consulenza di un esperto
allorquando il comitato aziendale debba valutare l’introduzione o l’uso dell’IA
nell’esercizio delle proprie funzioni. Il legislatore ha inoltre esteso le tutele in
materia di infortuni sul lavoro al percorso di andata e ritorno tra il lavoro e il
luogo di abitazione del lavoratore (e non più soltanto i percorsi “per motivi
professionali”, quali, ad esempio, tra l’ufficio e la stampante) e ai percorsi
connessi alla cura dei figli.
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I sindacati e i lavoratori possono comunicare
virtualmente : È stato siglato il 22 aprile
un Accordo collettivo tra la
federazione sindacale tedesca dell’industria chimica e l’organizzazione
imprenditoriale del settore della gomma che consente ai sindacati comunicare con i
lavoratori in azienda tramite il ricorso a strumenti elettronici. Si tratta del
primo accordo di questo genere in Germania. Le difficoltà riscontrate durante la
pandemia da Covid-19 per il mantenimento dei contatti tra i sindacati e i lavoratori
dipendenti hanno condotto a questo testo che consente al sindacato IG-BCE di inviare
e-mail ai lavoratori, di utilizzare gli strumenti di videoconferenza dell’azienda
per le riunioni sindacali, nonché la bacheca intranet dell’azienda per le
comunicazioni sindacali (cfr. comunicati di IG-BCE
e di IndustriAll
Europe).
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Francia
Rappresentatività sindacale: nuova misurazione :
Il 26 maggio, il Ministero del Lavoro ha
pubblicato i risultati
ottenuti dai sindacati nelle elezioni professionali. È su questa base che si
definirà la rappresentatività dei sindacati a livello di categoria e nazionale.
Perché un’organizzazione sindacale possa essere considerata rappresentativa sul
piano nazionale e interprofessionale essa deve ottenere almeno l’8% dei voti. Sono
cinque le confederazioni sindacali, che superano tale soglia, con alcune variazioni
rispetto ai risultati del 2017. La CFDT rimane in testa con il 27,77% dei voti,
seguita dalla CGT (22,96%), FO (15,24%), dalla CFE-CGC (11,92%) e dalla la CFTC
(9,50%). I risultati per ramo di attività saranno resi pubblici progressivamente da
settembre 2021 (cfr. comunicato).
- Quote rosa. Il 12 maggio
l’Assemblea Nazionale ha approvato all’unanimità una Proposta di legge volta ad
accelerare una reale parità economica e professionale tra donne e uomini. Il
testo, che deve ora essere sottoposto al vaglio del Senato, richiede alle
aziende con oltre 1.000 dipendenti di raggiungere una proporzione di almeno il
30% di donne tra «dirigenti e membri degli organi direttivi» entro il 2027, e il
40% entro il 2030.
- Sviluppo del mentoring.
Nell’ambito del piano
“Un giovane, una soluzione”, il Governo ha istituito il Servizio
“Un giovane, un mentore” al fine di accelerare lo sviluppo del mentoring
sostenendo 100.000 giovani dal 2021, e 200.000 entro il 2022. Il mentoring
consente ai giovani di età compresa tra i 13 e i 25 anni di entrare in contatto,
per periodi brevi o lunghi, con volontari esperti (lavoratori, pensionati,
studenti, ecc.). Questi interagiscono regolarmente con i giovani dispensando
consigli, condividendo esperienze, conoscenze e network, al fine di aiutarli a
costruire un progetto professionale.
- Sperimentazione in materia di transizioni
collettive. Il Ministero del Lavoro ha sottoscritto i
primi accordi rientranti nel regime delle “Transizioni collettive” previsto dal
piano governativo per la ripresa economica. Si tratta di un nuovo sistema,
costruito insieme alle parti sociali, che consente alle aziende di anticipare i
cambiamenti economici nel loro settore di appartenenza e ai lavoratori di
usufruire di sostegni per intraprendere serenamente un percorso di
riconversione. Esso agevola la mobilità professionale e intersettoriale verso
professionalità emergenti o carenti, in settori in cui si riscontrano difficoltà
nel reperire forza lavoro. Attraverso un percorso formativo certificato da un
attestato di qualifica riconosciuto dal ramo professionale, i beneficiari hanno
la possibilità di entrare in contatto con il settore di loro scelta prima di
trovare un’assunzione da parte di un’azienda. Durante il percorso formativo i
lavoratori non sono in disoccupazione e conservano la retribuzione. A seconda
delle dimensioni dell’azienda, lo Stato finanzia parzialmente o integralmente i
progetti di riconversione dei lavoratori (ivi compreso gli oneri sociali, e ogni
altro onere previsto da leggi o contratti), i costi della formazione per una
durata massima di ventiquattro mesi, nonché una quota rilevante della
retribuzione dei lavoratori interessati. I gruppi Korian e Derichebourg sono
stati i primi a sottoscrivere un accordo per i dipendenti che desiderano seguire
un corso di formazione per ottenere un titolo di studio come operatore
socio-sanitario. Il 19 maggio, Korian e i supermercati Monoprix hanno lanciato
un nuovo regime destinato a 60 lavoratori attualmente assunti come cassieri o
vetrinisti per seguire un corso di formazione retribuito in vista di ottenere la
qualifica di operatore socio-sanitario. Una volta ottenuto il titolo di studio,
riconosciuto dallo Stato, tali lavoratori potranno essere assunti con contratto
a tempo indeterminato da Korian (cfr. comunicato del Ministero
del Lavoro e fascicolo
stampa di Korian).
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Covid-19 e telelavoro : A
seguito di un anno di negoziati, è stata sottoscritta il 10 aprile scorso tra il
gruppo assicurativo italiano Generali e il comitato aziendale
europeo una Dichiarazione
congiunta sulle grandi crisi. Il testo mira a stabilire «principi generali»
per tutti gli insediamenti europei «al fine di incoraggiarli a sviluppare iniziative
autonome, nel rispetto delle specificità di ciascun paese, per affrontare situazioni
di crisi, alla stregua di quella causata dalla COVID-19, e per avviare una
transizione graduale alla normalità». «È un testo fondamentale per noi
rappresentanti dei lavoratori», spiega Carole Bourner, segretaria del comitato
aziendale europeo, «in quanto non solo dà garanzie in caso di situazioni di
emergenza, ma pone altresì le basi per il nostro negoziato futuro sul cosiddetto
“New Normal”», la nuova normalità del lavoro. Nella dichiarazione si prende atto che
lo smart working e la digitalizzazione hanno portato ad una migliore conciliazione
vita-lavoro e, nello stesso tempo, a una maggiore produttività e miglioramento dei
risultati aziendali. Il testo contiene inoltre disposizioni su salute e sicurezza,
formazione, work-life balance, aspetti relativi alla diversità e all’inclusione, con
riferimento alla precedente Dichiarazione congiunta
sottoscritta nel 2019. Una delle principali clausole riguarda lo smart working, in
quanto viene consacrato il diritto alla disconnessione dopo la giornata lavorativa,
incoraggiando il management locale a gestire i possibili effetti dell’isolamento dei
lavoratori, nonché l’impatto psicologico del lavoro da remoto. Il testo specifica
che il comitato ristretto sarà tenuto periodicamente informato sull’attuazione e
l’evoluzione dello smart working nei paesi rappresentati in seno al comitato
aziendale europeo.
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Società
europee
Un CAE di filiale :
La direzione di Hutchinson, una filiale del
gruppo energetico Total, che produce e commercializza prodotti derivati dalla
trasformazione della gomma, ha convocato per la prima volta mercoledì 2 giugno il Gruppo di informazione e scambio
economico e sociale europeo. Si tratta di un organo di rappresentanza dei
lavoratori europei specifico alla filiale ed istituito tramite accordo.
L’istituzione era prevista fin dal negoziato per la costituzione del Comitato della
Società Europea, concretizzatasi poi tramite accordo sottoscritto da Total il 15
aprile 2020. Il Gruppo è un organo d’informazione e di dialogo sociale dedicato a
Hutchinson in quanto tale, «complementare e distinto dal comitato europeo di Total e
dagli organi nazionali già esistenti in seno al gruppo Hutchinson in Europa».
Pertanto, i rappresentanti del gruppo Hutchinson continueranno a far parte del
comitato della SE del gruppo Total. L’istanza è formata da 15 membri (di cui 4 per
la Francia, 3 per la Polonia e 2 per la Germania), ed è competente per le questioni
transnazionali che riguardano sia l’intero gruppo nella sua dimensione comunitaria,
sia almeno due società o siti del gruppo ubicati in diversi Stati membri. Una delle
caratteristiche originali dell’accordo è l’estensione della competenza a «questioni
che, prescindendo dal numero di Stati membri interessati, sono connesse ad
un’evoluzione strategica significativa» determinata da una decisione della direzione
centrale, «in considerazione della portata dell’impatto di questa sull’organico
europeo del paese interessato». Possono inoltre essere sollevate alcune «tematiche
locali», «allorquando la tematica stessa abbia incidenza sulla posizione europea di
Hutchinson relativamente alla tematica interessata».
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4. Studi e
rapporti
Rischi connessi all’uso dell’IA :
Valerio De Stefano e Simon Taes ci allertano collettivamente in
un Foresight Brief dell’Istituto Sindacale Europeo (ETUI), dal titolo Algorithmic
Management and Collective Bargaining (Gestione algoritmica e contrattazione
collettiva), sull’urgenza di prendere coscienza dei rischi, di cui non immaginiamo
neppure la portata, connessi all’uso della gestione algoritmica del lavoro e più in
senso lato dell’intelligenza artificiale. Lo studio, ricco di esempi in materia di
ricorso all’IA sul lavoro, mostra come «l’introduzione dell’IA e della gestione
algoritmica applicata al lavoro consente una sorveglianza pervasiva delle attività e
del rendimento dei lavoratori, innescando gravi rischi di sfruttamento,
discriminazione nonché rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, di portata
tale da essere difficilmente previsibili oggi dalla maggior parte dei datori di
lavoro». Nonostante questi rischi immani, il ruolo dei sindacati è gravemente
trascurato. Per questa ragione avevamo tirato il campanello d’allarme evidenziando
come nel progetto di regolamento sull’IA non sia contenuto alcun riferimento alle
parti sociali (cfr. IR
Notes n° 163). Eppure, come ricordano gli autori facendo riferimento
all’articolo 88 del regolamento generale europeo sulla protezione dei dati, «è
fondamentale che i contratti collettivi riducano i rischi connessi alla sorveglianza
e al processo decisionale basato sugli algoritmi. Attraverso i contratti collettivi
è possibile infatti garantire la rappresentanza degli interessi dei lavoratori ed
evidenziare la necessità di garanzie essenziali per la tutela dei diritti
fondamentali del lavoro». Data l’urgenza di farsi carico di queste problematiche,
gli autori invitano i lavoratori dipendenti, e più specificatamente i sindacati in
Europa, a riflettere su diversi interrogativi, quali: “Sappiamo se e in che misura
la gestione algoritmica è già utilizzata nel nostro paese?”; “Siamo consapevoli dei
rischi connessi a tali evoluzioni?”; “In che modo, tramite i contratti collettivi, è
possibile offrire garanzie migliori e adeguate al contesto della gestione
algoritmica?”; “Quale può essere il ruolo dei sindacati nella regolamentazione della
gestione algoritmica?“.
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