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IR Notes 167 – La Commissione europea fissa l’obiettivo zero infortuni letali nei luoghi di lavoro.

  IR Notes 167 – 29 giugno 2021
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  Una domanda a…
Laurent Vogel, ricercatore associato presso l’Istituto Sindacale Europeo

Qual è la sua analisi della comunicazione della Commissione Europea sulla nuova strategia dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro  (cfr. Prima Pagina)?
Il primo aspetto che mi ha colpito è la poca considerazione di quanto si sia imparato dalla pandemia da Covid-19. Vi sono certamente alcuni riferimenti, compreso quello, molto giusto, riguardo al fatto che le donne sono state maggiormente colpite degli uomini, ma nel complesso la comunicazione avrebbe potuto essere stata redatta due anni fa. Le disparità tra gruppi socio-professionali in termini di mortalità o di ricoveri dovuti alla Covid sono state immense. Eppure nella comunicazione non vengono analizzati gli insegnamenti dell’emergenza coronavirus specificatamente in termini di salute e sicurezza sul lavoro. I Governi si sono accontentati di applicare ai lavoratori le misure sanitarie di tipo generale imposte a tutta la popolazione (distanziamento, gel e mascherine) senza tener conto di questa specificità, rendendo quindi insufficiente la prevenzione, col risultato di fare dell’attività lavorativa un fattore di contagio particolarmente importante. La Commissione aveva annunciato, di fronte al Parlamento Europeo, una revisione della direttiva sugli agenti biologici al fine di prendere in considerazione  i rischi connessi a una pandemia. Emerge chiaramente  come questa possibilità sia stata messa da parte a fronte di un semplice invito agli Stati membri, contenuto in una in una raccomandazione non vincolante, ad includere la Covid-19 nelle tabelle delle malattie professionali, quando la maggior parte dei paesi lo ha già fatto, e in modo molto restrittivo. Questo non è un grande aiuto per i lavoratori.
Il mio secondo commento riguarda l’obiettivo “zero morti sul lavoro”, senz’altro lodevole, ma che porta ad interrogarsi sui mezzi utilizzati per raggiungerlo. La Commissione vuole aumentare la consapevolezza di questi problemi e rafforzare le capacità dei datori di lavoro, ma in una logica piuttosto verticale, in cui il datore di lavoro fissa le regole che devono essere rispettate dai dipendenti. Ma, questa, non è una visione innovante!
Dall’altro canto, bisogna apprezzare il fatto che per la prima volta una strategia europea in questo campo si interessi alle malattie cardiovascolari, sebbene, purtroppo, la risposta sia un po’ debole: la Commissione afferma di voler contribuire allo sviluppo delle conoscenze sull’argomento. Eppure esistono già studi, soprattutto svedesi, che mostrano, ad esempio, un nesso tra queste malattie e il lavoro notturno, il lavoro a turni o gli orari prolungati, così come il ruolo dei fattori psicosociali. La Commissione avrebbe potuto quindi già annunciare misure più concrete.
Tra le delusioni, rilevo due punti: da un lato, la Commissione rende noto che si occuperà dei disturbi muscoloscheletrici (DMS), che rappresentano la prima affezione lamentata dai lavoratori in termini di salute sul lavoro, senza però dare altre indicazioni, sebbene esista, dal 2008, una bozza di proposta di direttiva nei cassetti della Commissione. Dall’altro, la Commissione intende stilare la lista delle sostanze reprotossiche contro le quali occorre tutelare i lavoratori, lasciando intendere che elaborerà successivamente le direttive per ciascuna di esse. Non è questo l’approccio giusto. L’elenco lo conosciamo già: queste sostanze dovrebbero essere incluse nella direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni al fine di  consentire un approccio coerente rispetto alle sostanze che destano maggiore preoccupazione. Infine, un ultimo punto: è stata trascurata l’esposizione ai pesticidi.

 
  Agenda

 


6 e 7 luglio
On-line
In relazione al libro di recente pubblicazione “European Works Councils In Croatia: Experiences And Opportunities For Further Development”, l’Istituto per lo sviluppo e le relazioni internazionali e l’Unione dei sindacati autonomi della Croazia stanno organizzando una formazione online sui Comitati Aziendali Europei (maggiori dettagli dal nostro esperto nazionale Predrag Bejakovic).

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a


La squadra: questo numero è stato redatto da Predrag Bejakovic, Christer Thörnqvist, Pascale Turlan e Frédéric Turlan.
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IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
La Commissione europea fissa l’obiettivo zero infortuni letali nei luoghi di lavoro.

Il 28 giugno, la Commissione europea ha presentato il Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027, che definisce le azioni future dell’UE volte a ridurre il numero di infortuni sul lavoro (3.300 infortuni letali all’anno e 3,1 milioni di infortuni non letali), nonché il numero di lavoratori vittime di malattie professionali (200.000 all’anno) (cfr. comunicato stampa). Se da una parte la frequenza degli infortuni letali è diminuita di circa il 70% tra il 1994 e il 2018, dall’altra il calo degli infortuni è rallentato significativamente dal 2009, giustificando l’adozione di nuove iniziative a livello europeo. All’interno di questo nuovo quadro strategico, la Commissione sviluppa una serie di iniziative, alcune legislative e vincolanti, insieme ad altre che si basano sull’azione delle parti sociali o sul finanziamento di ricerche  e di campagne di comunicazione. Tra gli interventi legislativi, la Commissione ha in progetto la revisione, entro il 2023,  delle direttive in materia di digitalizzazione e di ricorso al telelavoro: la Direttiva 89/654, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro e la Direttiva  90/270 del 29 maggio 1990 relativa alle prescrizioni minime in materia di sicurezza e di salute per le attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali. Per quanto riguarda il diritto alla disconnessione, fortemente voluto dal Parlamento Europeo, la Commissione assicura un adeguato monitoraggio della tematica, senza indicare né date, né strumenti. Per combattere le malattie professionali, nel 2022 la Commissione intende fissare o abbassare alcuni limiti di esposizione per l’amianto (direttiva 2009/148), il piombo e gli isocianati (direttiva 98/24) e, nel 2024, per il cobalto (direttiva 2019/130). L’enfasi è posta sulle sostanze alle quali i lavoratori si troveranno ad essere esposti nell’ambito della transizione ecologica (rinnovamento termico, batterie elettriche). La Commissione annuncia anche l’aggiornamento delle norme UE relative alle sostanze pericolose, al fine di combattere il cancro, le malattie riproduttive e quelle respiratorie. Inoltre, nel quadro della direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione agli agenti cancerogeni e mutageni, essa intende avviare nel 2023 una consultazione delle parti sociali sui valori limite ridotti per i fumi di saldatura, gli idrocarburi policiclici aromatici, l’isoprene e l’1,4-diossano, nonché definire l’elenco prioritario dei prodotti reprotossici, per il quale non è stata ancora fissata una data. L’impatto della digitalizzazione viene trattato nel quadro di una campagna di sensibilizzazione promossa dall’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di affrontare i disturbi muscoloscheletrici e i rischi psicosociali. Su quest’ultimo punto, le parti sociali europee devono valutare i problemi emergenti legati alla salute mentale sul lavoro e proporre linee d’azione entro la fine del 2022. Uno degli obiettivi dichiarati della Commissione è sviluppare un approccio “Vision Zero” da applicare ai lavoratori vittime di infortuni letali sul lavoro nell’UE, con l’obiettivo di ridurli il massimo possibile.


1. Unione Europea
Attualità sociale

Democrazia sul lavoro e comitati aziendali europei : L’Eurodeputata Gabriele Bischoff (S&D) presenterà, il 1° luglio, alla Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento, il progetto di relazione d’iniziativa dal titolo “Democrazia sul lavoro: un quadro europeo per i diritti di partecipazione dei lavoratori e la revisione della direttiva sui comitati aziendali europei”. In questo testo ambizioso, Gabriele Bischoff invita la Commissione ad introdurre «una nuova direttiva quadro sull’informazione, la consultazione e la partecipazione dei lavoratori per i diversi tipi di imprese europee, ivi comprese le catene di subappalto e i franchising (…), al fine di fissare standard minimi su aspetti come l’anticipazione del cambiamento e la ristrutturazione». Occorre infatti «assicurare che l’informazione e la consultazione siano parte integrante del processo decisionale aziendale a tutti i livelli». Si prevede che la Commissione rimaneggi in via migliorativa le direttive sulle società europee, sulle società cooperative europee e sul diritto societario e modifichi la direttiva 2001/86 al fine di introdurre standard minimi europei per la rappresentanza dei dipendenti nei consigli di vigilanza, portandola da 2 a 3 seggi nelle aziende con 50 o più dipendenti, fino alla metà dei seggi nelle aziende con oltre 1.000 dipendenti. La relazione denuncia le carenze della direttiva sui comitati aziendali europei, peraltro regolarmente evidenziate dai sindacati: garantire l’accesso alla giustizia, porre fine alle esenzioni per i vecchi accordi cosiddetti «volontari»; introdurre sanzioni in caso di mancato rispetto dei diritti di informazione e consultazione; consolidare il concetto di «carattere transnazionale di una questione» o prevenire gli abusi in materia di norme sulla riservatezza.
> Prospettive:
se la relazione sarà adottata dalla Commissione Occupazione e Affari Sociali in autunno, e poi in plenaria, la Commissione Europea dovrà prendere posizione sul tema e adottare eventualmente un’iniziativa, quale, ad esempio, una consultazione delle parti sociali europee (cfr. European social dialogue).



Riconoscimento biometrico e facciale : Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (CEPD) e il Garante Europeo della Protezione dei Dati (EDPS) hanno adottato il 18 giugno un Parere congiunto sulla proposta di regolamento che stabilisce norme armonizzate in materia di intelligenza artificiale. Si richiede: 1) il divieto generale di qualsivoglia uso dell’IA per il riconoscimento automatico delle caratteristiche umane in aree accessibili al pubblico (riconoscimento del viso, impronte digitali e qualsiasi altro segnale biometrico o comportamentale); 2) il divieto dei sistemi di intelligenza artificiale che utilizzino la biometria per classificare gli individui in gruppi basati su ogni tipo di categoria che generi le discriminazioni di cui all’articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali; 3) il divieto del ricorso all’IA per qualsivoglia raiting di tipo sociale, nonché per dedurre le emozioni di una persona fisica (tranne casi molto specifici, come alcuni scopi sanitari) (cfr. comunicato stampa). Parimenti, oltre 145 organizzazioni, tra cui i quelle sindacali, hanno richiesto il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica in una Lettera aperta (Ban Biometric Surveillance) che invita in particolare i lavoratori delle aziende tecnologiche, con il sostegno dei sindacati, a organizzarsi per quanto possibile contro lo sviluppo o la vendita di tecnologie di riconoscimento facciale o di riconoscimento biometrico a distanza. «La sorveglianza orwelliana dei lavoratori, a loro insaputa o senza il loro consenso, viola la legislazione europea sulla privacy, nonché i valori e principi democratici fondamentali dell’UE», ricorda Isabelle Schömann, vice segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. Comunicato)) durante la presentazione del Policy Brief dell’Istituto Sindacale Europeo (Etui), elaborato a cura di Aida Ponce Del Castillo, in cui si promuove l’adozione di una direttiva sull’IA specifica alla materia del lavoro. La CES ha inviato una lettera agli Eurodeputati invitandoli «a correggere lo squilibrio tra gli interessi delle imprese e dei lavoratori nelle proposte formulate dalla Commissione europea» (per la proposta della Commissione, cfr. IR Notes 163, e per il precedente studio dell’Etui, cfr. IR Notes 165).



  • Recovery plan. L’organizzazione imprenditoriale europea BusinessEurope ha pubblicato l’11 giugno il Barometro delle riforme (BusinessEurope Reform Barometer 2021), che riflette la visione delle diverse organizzazioni aderenti negli Stati membri riguardo al Recovery Plan europeo e alle sue applicazioni nazionali. Soltanto l’11% delle federazioni aderenti ritiene che l’impatto dei piani di ripresa e di resilienza adottati dai rispettivi governi sarà significativo o molto significativo. Oltre la metà delle federazioni ritiene che i rispettivi piani nazionali di recupero e di resilienza non pongano sufficiente l’enfasi sulla competitività delle imprese, e in particolare su ricerca, sviluppo e innovazione (cfr. comunicato).

  • Riunione dei ministri del lavoro del G20. In occasione della riunione del 23 giugno, i Ministri del Lavoro del G20 hanno adottato una dichiarazione dal titolo “Favorire una ripresa inclusiva, sostenibile e resiliente dei mercati del lavoro e delle società” (cfr. comunicato) che riporta negli allegati gli impegni volti a garantire più posti di lavoro alle donne, e di migliore qualità, in riferimento all’impegno di ridurre del 25% entro il 2025 il divario di genere in materia di partecipazione al mercato del lavoro. La dichiarazione menziona anche un’adeguata protezione sociale per tutti, la regolamentazione dello smart working (diritto alla disconnessione incluso) e il lavoro tramite piattaforme digitali.


Giurisprudenza

Libertà di stabilimento e diritto di sciopero. : La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha emesso una sentenza il 10 giugno in un caso riguardante il boicottaggio di un porto norvegese da parte dei lavoratori dei portuali. La Corte ha affermato che il principio della libertà di stabilimento deve essere preso in considerazione, tra gli altri criteri, al fine di accertare la liceità di un’azione collettiva, come uno sciopero o una serrata. La Corte ha altresì puntualizzato che il principio della libertà di stabilimento non è un diritto fondamentale alla stessa stregua della libertà di associazione, due libertà che non necessitano conciliazione. «Il principio della libertà di stabilimento non è un diritto fondamentale controbilanciato dalla libertà di associazione, quanto piuttosto un elemento, sebbene importante, da prendere in considerazione per valutare la proporzionalità dell’azione collettiva» (cfr. comunicato stampa). Per la Confederazione Europea dei Sindacati (CES), la posizione della CEDU mostra con chiarezza  che il diritto di sciopero è preminente rispetto alle «libertà economiche» del mercato unico. «Trattasi di una sentenza importante per il movimento sindacale europeo», ha dichiarato la CES, «in quanto  stabilisce una chiara gerarchia dei diritti, dando la preminenza a quelli dei lavoratori rispetto alle libertà economiche». La questione è stata a lungo controversa nel diritto comunitario a seguito delle sentenze della Corte di Giustizia europea nei procedimenti Viking e Laval, ma Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha appena fatto chiarezza per la prima volta» (cfr. Viking e Laval; Strike action at EU level).



  • Libertà di espressione e social network. In una sentenza emessa il 15 giugno, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha esaminato la sorte di una lavoratrice impiegata come addetta alle pulizie nel sistema educativo nazionale turco. La dipendente è stata licenziata per aver apposto un “Like” su alcuni contenuti pubblicati su Facebook da terzi, piuttosto sfavorevoli al governo. La Corte ha sottolineato che il pulsante “Like” può essere «considerato come un mezzo per mostrare interesse o approvazione di un contenuto», e costituisce «una forma corrente e popolare di esercizio della libertà di espressione online». La CEDU evidenzia che «Le autorità nazionali non hanno considerato, in particolare, se commenti quali un “Like” possano provocare conseguenze dannose sul posto di lavoro per la ricorrente, tenuto conto del contenuto a cui si riferivano, del contesto professionale e sociale in cui erano stati effettuarti e della loro potenziale portata e impatto. Pertanto, i motivi addotti nel caso di specie per giustificare il licenziamento della ricorrente non possono essere considerati pertinenti e sufficienti».


Sindacalismo

  • Guida sulle molestie e la violenza sul lavoro : In occasione dell’entrata in vigore della Convenzione N°190 de l’ILO e della Raccomandazione N° 206 alcune federazioni sindacali internazionali hanno pubblicato una guida rivolta ai formatori sindacali e un manuale contenente esempi di attività da utilizzare durante gli interventi formativi.

2. Stati membri
Germania

  • Assistenti familiari : In una sentenza del 24 giugno, la Corte Federale ha affermato che gli assistenti familiari stranieri distaccati presso una famiglia privata in Germania hanno diritto al salario minimo legale per le ore lavorate. In esse viene inclusa la disponibilità, che può consistere nel fatto che il/la badante debba vivere nella casa della persona da assistere e sia di solito obbligato/a a lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte secondo le necessità (cfr. comunicato).

Belgio

  • Accordo interprofessionale : L’accordo interprofessionale per il periodo 2021-2022 raggiunto l’8 giugno tra le parti sociali è stato approvato la settimana scorsa dalle tre centrali sindacali CSC, CGSLB e FGTB. Il testo aumenta il salario minimo a 1.702 euro lordi dal 1° aprile 2022, per poi portarlo a 1.772 euro lordi in due fasi.  Il limite massimo del lavoro straordinario sale a 120 ore per tutti i settori, con il mantenimento delle misure di esenzione fiscale. Il testo prevede anche un inquadramento degli aumenti retributivi generalizzati che potranno raggiungere lo 0,4% in due anni (cfr. comunicati della CSC, della FGTB e dell’organizzazione imprenditoriale FEB).

Francia

Sospensione della riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione : Adito da diverse organizzazioni sindacali che contestavano il Decreto del 30 marzo 2021 relativo alla riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione decisa dal Governo, il Consiglio di Stato, la massima giurisdizione amministrativa francese, ha accolto le motivazioni dei sindacati in un’ordinanza del 22 giugno. Il Consiglio di Stato ha sospeso le regole per il calcolo dell’importo dell’indennità di disoccupazione che dovevano entrare in vigore il 1° luglio, ritenendo che le incertezze della situazione economica non consentono, allo stato, di attuare le nuove norme che intendono promuovere la stabilità dell’occupazione diminuendo l’indennità di disoccupazione per i lavoratori che hanno alternato contratti brevi e periodi di disoccupazione. Durante questo periodo di ripresa post-pandemia, in molti settori le aziende stanno facendo un ampio ricorso a contratti brevi per soddisfare esigenze temporanee. Le nuove regole per il calcolo delle indennità avrebbero penalizzato significativamente i lavoratori di questi settori, che subiscono, piuttosto che scegliere, l’alternanza di periodi di lavoro e periodi di disoccupazione (cfr. comunicato).


Irlanda

  • Settimana di quattro giorni : Il Governo ha annunciato il 22 giugno il lancio degli studi sulle implicazioni sull’occupazione, economiche e ambientali della riduzione dell’orario di lavoro a una settimana di quattro giorni, motivata in particolare da preoccupazioni di tutela ambientale. Sulla scorta degli insegnamenti tratti dall’esperienza del lavoro da remoto durante la pandemia, il Ministro delle Imprese e dell’Occupazione, Leo Varadkar, ha dichiarato che è «troppo presto per affermare se la settimana lavorativa di quattro giorni possa funzionare in Irlanda. L’idea è però ambiziosa: ottenere gli stessi risultati e la stessa produttività, a parità di retribuzione, ma con il 20% in meno di ore lavorate» (cfr. comunicato).

Svezia

Calo delle retribuzioni in Foodora : Il primo accordo collettivo sottoscritto tra la società di food delivery, Foodora, e un sindacato, ha provocato il calo delle retribuzioni per i fattorini con maggiore anzianità. Dopo aver concluso i diversi contratti di lavoro con i propri lavoratori, Foodora ha sottoscritto un contratto collettivo nel febbraio 2020 (cfr. comunicato ), entrato in vigore il 1° aprile 2021. Circa quaranta fattorini si sono trovati di fronte alla scelta di continuare a lavorare con una retribuzione inferiore oppure essere licenziati. L’azienda applica le disposizioni del contratto collettivo a tutti i lavoratori, senza tener conto delle modalità di retribuzione esistenti prima dell’accordo, più favorevoli, o dell’anzianità dei fattorini. Il sindacato ritiene che vi sia una falla nel contratto collettivo e che Foodora non possa in alcun modo diminuire le retribuzioni ed intende deferire il caso di fronte al giudice del lavoro.
> Per saperne di più: articolo (in inglese) del nostro esperto nazionale, Christer Thornqvist.


3. Paesi Terzi
Norvegia

  • Due diligence : Il Parlamento ha approvato il 10 giugno la Legge sulla trasparenza, che obbliga le aziende ad attuare il loro dovere di vigilanza in materia di diritti umani e lavoro dignitoso, non soltanto nella supply chain, ma in tutti i rapporti commerciali. La legge impone alle aziende di effettuare una valutazione dei rischi e di specificare come intendono prevenirli. Tale obbligo si applicherà alle aziende con almeno 50 dipendenti e un fatturato di almeno 70 milioni di corone (circa 7 milioni di euro). Il Norwegian Forum for Development, che riunisce le ONG mobilitate a favore di questo testo, rileva con soddisfazione il basso livello delle soglie di applicazione consentendo in tal modo di coprire circa 8800 imprese. Tuttavia, la legge non affronta la problematica della responsabilità ambientale e non riconosce alle vittime delle violazioni dei diritti umani il diritto di chiedere riparazione di fronte all’autorità giudiziaria (cfr. analisi del Norwegian Forum for Development and Environment).

Regno Unito

Congedo parentale : Al fine di garantire l’effettività del diritto al congedo parentale (Shared Parental Leave and Pay), il Governo ha introdotto uno strumento online volto ad aiutare i futuri genitori a condividere il tempo libero durante le prime fasi chiave della vita del bambino. Il congedo parentale consente ai genitori di condividere fino a 50 settimane di congedo e fino a 37 settimane di retribuzione durante il primo anno di vita del bambino. Grazie a questo nuovo strumento, i genitori saranno in grado di controllare la loro idoneità ad usufruire del sistema, calcolare il loro diritto alla retribuzione e scaricare tutti i documenti necessari per ottenere il congedo dal datore di lavoro. Si noti che i genitori possono anche lavorare ciascuno fino ad un massimo di 20 giorni secondo la formula dello “Shared Parental Leave in Touch Days” (SPLiT). Le giornate SPLiT possono essere utilizzate per lavorare durante la settimana in cui si fruisce del congedo parentale condiviso, avendo così la possibilità di sperimentare il part-time proprio durante tale periodo .



  • Diritti dei lavoratori. Il Governo ha annunciato l’8 giugno la creazione di un nuovo organismo di tutela dei diritti dei lavoratori. Competono alla nuova autorità di garanzia il controllo della normativa in materia di contrasto alla schiavitù moderna, l’applicazione del salario minimo e la tutela dei lavoratori con contratto temporaneo – materie attualmente divise tra tre diversi organismi (cfr. comunicato).


4. Aziende
Società europee

Cessazione e non mantenimento di accordo : Il Tribunale di primo grado di Pontoise si è pronunciato il 23 giugno in un procedimento che opponeva il comitato aziendale europeo di Atos SE, sostenuto da cinque organizzazioni sindacali europee, e la direzione del gruppo, che aveva denunciato l’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo di Atos SE annunciando la costituzione della delegazione speciale di negoziazione al fine di discutere un nuovo accordo (cfr. IR Notes 163). La controversia riguardava l’interpretazione dell’articolo 23 § 4 dell’accordo, il quale, in caso di risoluzione dello stesso, prevede l’avvio di un negoziato e afferma: «prevale il presente accordo finché tra le parti non sia stato siglato un nuovo accordo». Su tale base, i rappresentanti dei lavoratori hanno ritenuto che il comitato dovesse continuare ad esistere fino alla firma del nuovo accordo. Di contro, secondo il parere del tribunale, l’interpretazione della clausola oggetto di contestazione non è così pacifica come potrebbe sembrare, in quanto essa viola il principio del diritto francese che sancisce il «divieto degli impegni perpetui». Infatti, giacché le disposizioni dell’accordo «non contengono alcuna altra previsione se non quella della firma di un nuovo accordo (…), si azzera potenzialmente la facoltà di risoluzione unilaterale concessa a ciascuna delle parti (…), per effetto del rifiuto dell’altra parte di concludere un nuovo accordo». Trattandosi di un problema interpretativo del diritto, il giudice adito per cognizione sommaria ha ritenuto che non vi fosse una chiara turbativa dell’ordine pubblico, respingendo le istanze del comitato aziendale europeo. I rappresentanti dei lavoratori avevano inoltre richiesto, in attesa del raggiungimento di un nuovo accordo, l’istituzione di un “comitato provvisorio”, che operasse secondo le disposizioni accessorie della direttiva sulla partecipazione dei lavoratori nella SE. «Detto concetto di comitato legale “provvisorio” non rientra precisamente in alcuna delle previsioni della legislazione in materia di comitati di società europee»; pertanto l’assenza di un comitato europeo in seno al gruppo, mentre è in corso la ristrutturazione, non rappresenta una turbativa  palesemente illecita.


5. Studi e rapporti

Lavoro stagionale. : La Commissione Europea ha pubblicato il 15 giugno una Relazione sulla mobilità intraeuropea dei lavoratori stagionali in cui sono illustrate le principali sfide che si trovano ad affrontare i circa 650.000-850.000 lavoratori stagionali intracomunitari (secondo le stime): l’accesso alle informazioni sui loro diritti, un’adeguata protezione sociale, un alloggio decente, una retribuzione e condizioni di lavoro decenti  (cfr. comunicato). Tale relazione, annunciata nella Comunicazione della Commissione sugli Orientamenti relativi ai lavoratori stagionali nell’UE nel contesto della pandemia di Covid-19, pubblicata nel luglio 2020, giunge in coincidenza con il lancio, da parte  dell’Autorità Europea del Lavoro, della prima campagna sui diritti dei lavoratori stagionali.

 

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  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
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