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IR Notes 172 – La Commissione presenta il programma di lavoro per il 2022

  IR Notes 172 – 20 ottobre 2021
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Sylvain Renouvel, Direttore degli affari europei di Nexem e direttore della FESE (Federazione europea dei datori di lavoro dei servizi sociali)

Le parti sociali del settore dei servizi sociali hanno chiesto ufficialmente alla Commissione Europea di istituire un comitato di dialogo sociale settoriale. Sarebbe  una vera novità da oltre dieci anni. Cosa contate di ottenere?
La Federazione europea dei datori di lavoro dei servizi sociali e la Federazione sindacale europea dei sindacati dei servizi pubblici (EPSU) hanno rivolto congiuntamente alla Commissione Europea la richiesta di istituire un comitato europeo di dialogo sociale settoriale per i servizi sociali. Infatti, nonostante impieghino oltre 11 milioni di persone nell’UE a ventisette e nel Regno Unito, questi servizi di assistenza agli anziani, alle persone con disabilità, ai bambini e altri gruppi vulnerabili, non dispongono attualmente di una struttura di dialogo sociale europeo.

Un organo di dialogo sociale riconosciuto consentirà di rispondere meglio alle sfide del settore, quali l’attuale carenza di manodopera e il crescente bisogno di sostegno sociale, in particolare a seguito dell’emergenza  Covid-19 e dell’invecchiamento della popolazione. Le due organizzazioni, di accreditata rappresentatività, si riconoscono reciprocamente come interlocutori del dialogo sociale a livello europeo.
Nello stesso tempo, la nostra collaborazione non ha dovuto attendere il comitato per il dialogo sociale per avviare progetti finanziati dall’UE che hanno condotto all’organizzazione di numerosi seminari e conferenze europee, a dichiarazioni congiunte e espressioni di posizioni, quali ad esempio quelle sulle opportunità e le sfide della digitalizzazione, le politiche di assunzione e la fidelizzazione dei lavoratori, l’impatto della pandemia da Covid-19 e l’importanza di sviluppare il dialogo sociale nell’economia sociale. Attualmente, nel quadro di un progetto dedicato alle conseguenze della crisi dovuta alla pandemia da Covid-19 sui servizi sociali, stiamo lavorando sul capacity building in materia di dialogo sociale nell’Europa centrale e meridionale, nonché sulla condivisione delle pratiche che consentono di migliorare l’attrattiva del settore. L’istituzione del comitato di dialogo sociale settoriale ci consentirebbe di fare molto di più. Abbiamo ricevuto una risposta incoraggiante dal Commissario Schmit, che ci ha informato dell’esame della nostra richiesta nell’ambito del processo di revisione del dialogo sociale settoriale previsto per il 2022.

 
  Agenda

 


25 ottobre
Online
Conferenza finale del progetto di ricerca europeo DISCUS che mira ad analizzare la trasformazione digitale nel settore delle costruzioni dalla prospettiva del dialogo sociale.  (programma e iscrizioni online).


28-29 ottobre
Bruxelles
Conferenza dell’Istituto Sindacale Europeo su “Diritto del lavoro e transizione digitale”.


5 e 6 novembre
Parigi
Colloquio su “Uberizzazione e salute dei lavoratori: analisi pluridisciplinari del lavoro di rider” (per maggiori informazioni: Calenda, https://calenda.org/922069 e programma).


6 dicembre
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica Sociale.

 
  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 
  Chi siamo?


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Prima Pagina
La Commissione presenta il programma di lavoro per il 2022

La Commissione europea ha adottato, il 19 ottobre, il Programma di lavoro per il 2022, dal titolo “Insieme per un’Europa più forte”. Esso prevede 42 nuove iniziative che coprono le sei principali ambizioni definite negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen. Alcune tabelle, contenute negli allegati al testo, schematizzano le proposte, le revisioni o i testi ritirati perché considerati obsoleti  Il programma di lavoro annuncia una consultazione pubblica, lanciata il giorno stesso, per dibattere le regole di bilancio (sospese durante la crisi da Covid-19) e il quadro di governance economica dell’UE. È questo un banco di prova per i ventisette Stati membri, che sono chiamati a decidere se tornare all’ortodossia di bilancio, con criteri di convergenza vincolanti, come il 3% di deficit pubblico, o se concordano nel mantenere un alto livello di spesa pubblica, malgrado ciò implichi l’allontanamento dai requisiti di bilancio finora obbligatori. In campo sociale, comunque, per quanto la Commissione affermi l’estrema efficacia dello “Strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in situazioni di emergenza” (SURE), intende comunque analizzarne i risultati senza impegnarsi su un’eventuale istituzionalizzazione dello stesso. Riguardo all’occupazione, il principale punto del programma è il monitoraggio dell’attuazione del piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, senza ulteriori dettagli. In compenso, vengono preannunciati alcuni testi specifici: 1) un’iniziativa legislativa volta a migliorare la protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro (nel terzo trimestre) che terrà conto dei risultati della consultazione delle parti sociali. La Commissione coglie l’occasione per tendere la mano al Parlamento Europeo, citando la recente relazione (cfr. infra) da questo pubblicata e, nel concludere, si dice concorde con gli eurodeputati sul fatto che «la questione dell’amianto è motivo di grande preoccupazione»; 2) un’ulteriore iniziativa legislativa è destinata a rafforzare l’indipendenza degli enti per la promozione della parità (nel terzo trimestre) ed inciderà sul modo in cui sono trattate, anche nel mondo del lavoro, le violazioni del principio di non discriminazione; 3) la revisione della direttiva relativa alla certificazione dei macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul sistema ferroviario, che dovrebbe facilitare la mobilità dei macchinisti. Inoltre, pur riconoscendo che «la pandemia ha evidenziato l’importanza di poter contare su solide reti di sicurezza in campo sociale», la Commissione, che già fatica a promuovere la sua proposta di direttiva sui salari minimi, annuncia una semplice raccomandazione sul reddito minimo. Sarà quindi un testo non vincolante a dover «sostenere le azioni degli Stati membri» (nel terzo trimestre) in materia di creazione di reti di sicurezza. Inoltre, preannunciata nel programma (ma non presente negli allegati), la Commissione presenterà una comunicazione allo scopo di rafforzare il dialogo sociale a livello nazionale e comunitario al fine di «sostenere il ruolo chiave delle parti sociali nel promuovere una ripresa economica, sociale che sia equa e basata sulla coesione, nonché le transizioni ecologiche, digitali e del mercato del lavoro». Infine, nonostante la fuoriuscita del Regno Unito, la Commissione si attiene al suo approccio “one in, one out” «con l’obiettivo di ridurre sistematicamente e proattivamente gli oneri imposti dalla legislazione esistente quando si introducono nuovi oneri». Si tratta di un  «ritornello populista» come sottolinea Luca Visentini, segretario della Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. comunicato), che potrebbe rivelarsi fatale nel campo del diritto del lavoro e, in particolare, in materia di salute e sicurezza sul lavoro.


1. Unione Europea
Attualità sociale

Principali risultati del Consiglio Occupazione e Affari Sociali : Non è stato adottato alcun testo di rilevo durante il Consiglio dei Ministri dell’Occupazione del 15 ottobre. I ventisette hanno inteso soprattutto rilanciare il processo del Semestre europeo – il ciclo tramite il quale gli Stati membri coordinano le rispettive politiche economiche, sociali e fiscali nell’ambito dell’UE (cfr. European Semester). È auspicio dei ministri tornare ad un semestre con una forte dimensione sociale. Essi hanno pertanto dibattuto su come il piano d’azione relativo al Pilastro europeo dei diritti sociali possa consentire di prendere meglio in considerazione, durante il prossimo semestre, i diritti sociali, e in particolare i tre obiettivi generali dell’UE in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà. Sono stati adottati i messaggi chiave del Comitato per l’occupazione, i messaggi chiave del Comitato per la protezione sociale, nonché una decisione per riconfermare nel 2021 le guidelines adottate nel  2020. Sono questi i documenti che saranno utilizzati dalla Commissione per elaborare le raccomandazioni agli Stati membri. I Ministri hanno anche dibattuto il quadro europeo sulla salute e la sicurezza sul lavoro, ritenendo che le nuove tecnologie e il lavoro da remoto siano strumenti pertinenti al fine di consentire ai lavoratori anziani di mantenere i loro posti di lavoro Durante la conferenza stampa, la presidenza slovena ha evidenziato la preoccupazione dei ministri per quanto riguarda la salute mentale e i rischi psicosociali dei lavoratori. I ventisette hanno inoltre adottato le Conclusioni sull’“Integrazione della dimensione di genere nel bilancio dell’UE” (cfr. comunicato del Consiglio).



Amianto : Il 19 ottobre il Parlamento Europeo ha votato in plenaria la relazione (cfr. sintesi), presentata dall’eurodeputato danese Nikolaj Villumsen (GUE), in cui si invita la Commissione Europea a presentare direttive per una migliore tutela dei lavoratori contro i rischi derivati dall’esposizione all’amianto nel contesto della politica di ristrutturazione termica presentata dalla Commissione nella Comunicazione del 14 ottobre 2020. Gli eurodeputati chiedono una direttiva quadro europea in materia di strategie nazionali di rimozione dell’amianto, che preveda la valutazione dell’amianto presente nel costruito, tramite la creazione di registri digitali pubblici in cui si possa censire tutto l’amianto  presente in un paese o in una regione. Tali registri dovrebbero essere accessibili ai lavoratori e alle aziende, ai proprietari, agli abitanti e agli utenti degli edifici, ed essere regolarmente aggiornati.  Gli Stati sono invitati ad agevolare le procedure di riconoscimento di tali patologie tramite l’introduzione dell’inversione dell’onere della prova, in particolare allorquando i registri sono di recente creazione, nonché a determinare risarcimenti adeguati per i lavoratori affetti da patologie correlate all’amianto. Alla Commissione si richiede di presentare una proposta di direttiva che stabilisca requisiti minimi per il riconoscimento e l’indennizzo delle malattie professionali, comprese quelle legate all’amianto. Gli Stati, dal canto loro, dovranno agevolare il riconoscimento e il risarcimento delle vittime documentate di esposizione secondaria attraverso il contatto non professionale con l’amianto. Nella relazione si richiede inoltre una riduzione drastica del valore limite di esposizione professionale (Vlep) per l’amianto. La soglia minima attuale è stata fissata dall’UE a 100.000 fibre per m3 (0,1 fibre/cm3). Se da un lato la maggior parte degli Stati applica tale  soglia minima, altri applicano Vlep molto più bassi, come ad esempio i Paesi Bassi che lo fissano a 2.000 fibre/m3 (0,002). Pertanto, sulla base di lavori di ricerca scientifica, il Parlamento richiede un abbassamento di detta soglia a 0,001 fibre/cm3 (1.000 fibre/m3). Interrogato a margine del Consiglio Occupazione e Affari Sociali del 15 ottobre, Nicolas Schmit, Commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali, ha spiegato che è in corso un dibattito sulla richiesta di abbassamento del Vlep e che verrà interessato a questo proposito il Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul lavoro perché esprima un parere sulla relazione presentata dal Parlamento. «Verranno senz’altro fissati nuovi valori limite, il processo è in corso», ha infatti affermato. Occorre ricordare che la Commissione era intervenuta nel dibattito parlamentare chiedendo agli eurodeputati di non abbassare i valori limite al fine di lasciare alle parti sociali la cura di individuare la soluzione migliore.


Salute e sicurezza sul lavoro : È in corso di esame da parte della Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo la relazione sul nuovo Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027 presentata dalla Commissione europea il 28 giugno 2021 (cfr. IR Notes 167). La relatrice, l’eurodeputata Marianne Vind MEP (S&D, Danimarca), intende rafforzare la strategia chiedendo alla Commissione di adottare atti legislativi in materia di telelavoro, diritto alla disconnessione, prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici e rischi psicosociali. Nella relazione, che potrà essere emendata fino al 9 novembre, si evidenzia che è giunto il momento «di adottare un approccio di serietà riguardo ai problemi derivanti da stress, ansia, depressione, molestie e burnout, come anche riguardo all’impatto negativo sulla conciliazione tra attività professionale e vita privata per quei lavoratori che lavorano nel tempo libero». La relazione riprende gran parte delle richieste della Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. ETUC position) e dovrebbe essere adottata in Commissione il 26 gennaio 2022.



  • Ristrutturazioni. La Commissione Europea ha proposto di attivare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per uno stanziamento di 1,2 milioni di euro a favore di 300 ex lavoratori del settore siderurgico nei Paesi Baschi, in Spagna. È la prima richiesta di intervento al FEG ai sensi del nuovo regolamento per il periodo 2021-2027 (cfr. comunicato).


Giurisprudenza

Sciopero nel settore del trasporto aereo : La Corte di Giustizia ha completato la sua giurisprudenza sul risarcimento dei passeggeri di una compagnia aerea il cui volo è stato cancellato a causa di uno sciopero del  personale. A meno che non si tratti di richieste che possano essere soddisfatte soltanto dalle autorità pubbliche, detti scioperi sono inerenti al normale esercizio dell’attività del vettore aereo, anche se illegittimo. Pertanto, le compagnie aeree non possono esimersi dal risarcire i passeggeri. La Corte riconosce in tal modo che l’azione collettiva «resta nondimeno una delle possibili espressioni della negoziazione sociale e, pertanto, deve essere visto come un evento inerente al normale esercizio dell’attività del datore di lavoro interessato» (CGUE, 6 ottobre 2021, C‑613/20, Eurowings).


Dialogo sociale settoriale

  • Elettricità : Si è tenuta, il 22 settembre, la conferenza finale del progetto Skills2Power, organizzata dalle parti sociali europee del settore dell’elettricità. Scopo della conferenza era sviluppare strategie congiunte e concrete al fine di anticipare e monitorare i fabbisogni in materia di qualifiche, di perfezionamento e riconversione dei lavoratori del settore dell’elettricità in Francia, Italia, Spagna, Ungheria e Svezia  (cfr. sintesi della relazione finale e comunicato della FSESP).

2. Stati membri
Francia

  • Accordo sulla formazione professionale : Le parti sociali hanno concluso un accordo quadro intersettoriale nella notte dal 14 al 15 ottobre al fine di riesaminare la riforma della formazione professionale adottata nel 2018. Il testo apre la strada a sette negoziati tematici che le parti sociali intendono condurre entro la fine di giugno 2022. Uno di essi riguarderà il sistema di “transizione professionale”, che consente di finanziare la riconversione dei lavoratori che intendono cambiare settore d’attività. Come evidenzia il quotidiano Les Échos, «(…) l’importanza dell’accordo non risiede tanto nel contenuto, che si tradurrà, a breve termine, in un numero molto esiguo di cambiamenti nella legislazione sociale, quanto nel significato politico», giacché consente alle parti sociali di dimostrare che sono in grado di portare avanti un negoziato secondo tempistiche proprie, senza l’intervento del governo, per poi influire sul Governo che emergerà dalle prossime elezioni presidenziali dell’aprile 2022.

Lussemburgo

Green pass sul lavoro : Nel Discorso sullo stato della Nazione il Primo Ministro Xavier Bettel ha confermato il 12 ottobre che i datori di lavoro potranno richiedere ai loro dipendenti di essere in possesso del green pass (CovidCheck), attualmente necessario per accedere a luoghi pubblici, quali i ristoranti. Si tratta di un ulteriore vincolo per spingere alla vaccinazione allo scopo di «proteggere la salute dei lavoratori da un lato, e consentire un ritorno alla normalità dall’altro». La proposta è stata respinta in blocco dalle tre confederazioni sindacali nazionali (cfr. Lettera congiunta indirizzata al Primo Ministro e articolo nel Luxemburger Wort), mentre la stampa evidenzia che le aziende stanno procedendo in ordine sparso sul ricorso al CovidCheck (cfr. articolo nel Luxemburger Wort). La nuova misura dovrebbe entrare in vigore il 1° novembre.



  • Diritto al part-time. Il Primo Ministro Xavier Bettel ha comunicato che il Governo sta predisponendo «un Piano per la conciliazione vita/lavoro» che mira a introdurre un diritto al lavoro part-time. Il passaggio al part-time non dovrebbe però incidere sui «futuri diritti pensionistici delle madri e dei padri», in quanto «lo Stato si farà carico di una parte dei contributi». Il Premier ha inoltre puntualizzato che coloro che hanno esercitato tale diritto potranno,  entro un certo periodo di tempo, tornare al lavoro a tempo pieno. Il piano includerà anche una misura che premia i genitori che hanno fruito entrambi del congedo parentale, al fine di «promuovere un’equa ripartizione dei ruoli nelle famiglie».

  • Telelavoro. Il Primo Ministro Xavier Bettel ha rimarcato che «la pandemia ha evidenziato anch’essa chiaramente i vantaggi del telelavoro», poiché «molti lavoratori ne hanno percepito» gli «effetti secondari positivi». Rifiutando di tornare al modello attuale in cui «centinaia di migliaia di persone, partendo da numerose e diverse località, si recano ogni giorno al lavoro nello stesso agglomerato urbano», il Premier ha annunciato che il governo «accelererà la decentralizzazione dei posti di lavoro» per «avvicinare la casa e il lavoro».


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Downsizing : des négociations sont actuellement en cours au sein du sidérurgiste anglo-indien ArcelorMittal pour réviser son accord de CE européen avec une volonté de la direction d’adapter l’instance à la nouvelle configuration du groupe. En effet, depuis sa naissance en 2006, le groupe a perdu plus du tiers de ses effectifs dans le monde. Dans l’UE, le nombre de salariés est passé de 111000 en 2006 à 83000 fin 2015 pour atteindre 56700 en juin 2021. La direction a présenté, le 23 septembre, lors d’une réunion de négociation, des propositions pour 1/ réduire le nombre de membres au CE européen de 42 à 14 en appliquant les règles de calcul des prescriptions subsidiaires de la directive ; 2/ réduire le nombre de membres du comité restreint de 25 (un chiffre élevé qui permet à chaque organisation syndicale du groupe d’avoir un représentant au sein du comité restreint) à 4 membres, ce qui correspond à l’actuel secrétariat ; 3/ transformer l’actuelle réunion plénière et les trois réunions annuelles du comité restreint en quatre réunions par an du comité européen, dont l’une serait élargie à tous les membres suppléants. La direction insiste pour un « changement de structure » du CE européen en souhaitant un comité « plus efficient », avec une « gouvernance clarifiée » et un nombre de mandats « plus concentré ». De leur côté, les négociateurs mandatés par le CE européen, dont un représentant d’IndustriAll Europe, soulignent qu’ils n’ont pas de mandat pour changer la structure du comité ni le nombre de membres du CE européen ainsi que celui du comité restreint.



Un accordo per inquadrare il negoziato : È stato sottoscritto il 5 maggio 2021, tra la direzione del gruppo energetico francese EDF e i membri del comitato aziendale europeo, un Accordo di metodo relativo al negoziato sulla revisione dell’Accordo istitutivo del comitato aziendale europeo di EDF firmato il 14 novembre 2001, al fine di  inquadrare il suo processo di rinegoziazione nel contesto dell’«emergenza sanitaria prolungata dovuta alla COVID-19». L’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo era già stato riesaminato nel febbraio e nel maggio 2005, e nel giugno 2015. Il negoziato, avviato a fine di settembre, mira  a «rinnovare»  l’accordo per metterlo «più in linea con le questioni strategiche del gruppo». Il testo definisce i termini del negoziato, come la composizione delle delegazioni, l’organizzazione delle riunioni preparatorie e di debriefing, i mezzi concessi, l’uso della videoconferenza, nonché le modalità di firma dell’accordo per via elettronica. I nove membri della segreteria, incaricati del negoziato, riferiscono agli altri membri titolari nel quadro delle riunioni di “back office” che hanno luogo prima e dopo ogni riunione negoziale con la direzione. Della delegazione di negoziazione fanno parte altresì un rappresentante per ciascuna delle federazioni sindacali europee: IndustriAll Europe et FSESP. L’accordo è a tempo determinato e scade il 31 dicembre 2021.


4. Studi e rapporti

Piattaforme digitali e sicurezza sul lavoro : L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (OSHA-EU) ha pubblicato un Policy brief in cui vengono presi in esame i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro dei lavoratori delle piattaforme. Il documento afferma: 1) che questi lavoratori sono più esposti a questi rischi rispetto ad altri lavoratori che svolgono attività simili; 2) che la prevenzione e la gestione dei rischi è più complicata a causa della natura del lavoro e delle condizioni di lavoro in seno alle piattaforme; 3) che riscontrano notevoli lacune nella conoscenza e una mancanza di consapevolezza dei problemi di salute e sicurezza sul lavoro in questo settore.



  • Dialogo sociale durante la COVID-19. L’ILO ha pubblicato uno studio che analizza 381 iniziative di dialogo sociale tripartito e bipartito tra governi e parti sociali a livello nazionale o settoriale, che hanno contribuito a modellare le risposte dei paesi in merito alla crisi (Social dialogue in the COVID-19 pandemic: What works (Il dialogo sociale durante la pandemia da Covid-19 : cosa funziona).

 

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