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IR Notes 173 – 3 novembre 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Romain Descottes, consigliere confederale con delega all’ambiente presso
lo Spazio Internazionale della CGT
Lei è uno dei co-organizzatori del Forum
sindacale internazionale sulle transizioni ecologiche e sociali
promosso dalla CGT, che si è tenuto da lunedì 14 giugno a sabato 19
giugno 2021. Qual è l’approccio del movimento sindacale nei
confronti della COP26?
L’appello(*) adottato da oltre cinquanta delle centotrenta
organizzazioni partecipanti al forum invita a riaffermare una serie
di rivendicazioni da noi ritenute fondamentali per una transizione
giusta e solidale. Il forum ha inteso rimediare all’assenza di
coordinamento che penalizza il movimento sindacale nel formulare
rivendicazioni concrete che possano creare un equilibrio di potere
con aziende e governi (**). Tali scambi tra organizzazioni sono
necessari in quanto nel movimento sindacale sussistono divisioni
sulla questione del cambiamento climatico, anche in seno ad una
medesima organizzazione. Le due correnti che attraversano la società
si ritrovano anche nel movimento sindacale, tra coloro che puntano
alla crescita verde, dove lavoratori e lavoratrici svolgono un
ruolo reale nelle decisioni in materia di transizione ecologica,
basata su tecnologie che consentono di ridurre o catturare le
emissioni di CO2, e coloro che appartengono piuttosto alla corrente
che spinge per cambiamenti radicali e una profonda messa in
discussione del modello capitalistico-produttivista. Queste diverse
sensibilità si ritrovano tutte confuse nel concetto di “giusta
transizione”, su cui sono d’accordo un po’ tutti, anche se il
termine non fa necessariamente riferimento allo stesso contesto per
i sindacati di alcuni paesi del Sud, le organizzazioni britanniche,
scandinave o canadesi. Il concetto è a volte difficile da definire,
ad esempio quando le aziende si dicono impegnate a favore di una
transizione giusta, e, poi, procedono contemporaneamente a
licenziamenti in attività divenute meno redditizie, come ad esempio
la raffineria Total di Grandpuits (Francia). Una delle sfide per i
sindacati consiste nel definire le proprie posizioni in termini di
mobilitazione. Ad esempio, capire se, come pensiamo noi della CGT,
occorra accompagnare le nostre rivendicazioni a favore di una
transizione giusta con azioni come scioperi, manifestazioni, flash
mob, ecc., benché tale posizione non sia necessariamente condivisa
da tutti. Malgrado ciò, abbiamo invitato i firmatari dell’appello a
fissare una data nel 2022 per una giornata di azione e mobilitazione
a livello mondiale, anche se rischiamo di incontrare delle
difficoltà. Ricordiamo, infatti, che in alcuni paesi uno sciopero su
questioni relative al cambiamento climatico può essere considerato
illegale in quanto assimilato a uno sciopero politico. Altra
questione di rilevanza per i sindacati, nel quadro della COP26, è
l’accesso ai piani di transizione, i piani di ripresa, nonché ai
contenuti degli investimenti previsti dai governi, al fine di
influire sulle strategie definite in vista del raggiungimento della
Carbon neutrality. La prospettiva sindacale sulla transizione
energetica e sul cambiamento climatico deve essere presa in reale
considerazione, andando al di là di una sporadico ascolto delle
nostre richieste.
(*) Link all’appello
del Forum sindacale internazionale per le
transizioni ecologiche e sociali.
(**) Link al bilancio Forum sindacale internazionale sulle
transizioni ecologiche e sociali.
Link per rivedere
le sessioni del forum su
Youtube.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes,
mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le
definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere
facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito
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numero è stato redatto da Pascale
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Prima
Pagina
I giovani
europei sono più saggi della retorica della Green Economy
La COP26 evidenzia il divario esistente tra i vari attori e al loro interno, tra
coloro, cioè, che vedono il cambiamento climatico come una straordinaria opportunità
per generare crescita, in particolare investendo massicciamente in tecnologie
destinate a rendere più verde l’aviazione civile o a catturare il CO2, mentre altri
sottolineano la necessità di trasformare le nostre società in modo da ridurre i loro
consumi e, quindi, le emissioni di gas serra. La Commissione Europea si colloca
chiaramente nel primo campo, con la sua presidente, Ursula von der Leyen, che ha
ricordato, alla vigilia del vertice del G20 e della COP26, che «la riduzione delle
emissioni e la prosperità possono andare di pari passo, che è possibile ridurre le
emissioni di gas serra, produrre in modo più pulito, più sano e più sostenibile e,
nel contempo, sviluppare l’economia». A suo parere, l’innovazione nelle tecnologie
verdi è essenziale per combattere il riscaldamento globale, vale a dire
«l’innovazione nell’idrogeno pulito, i carburanti sostenibili per l’aviazione, lo
stoccaggio del carbonio, la cattura dell’anidride carbonica e lo stoccaggio di
energia». Sono, queste, tutte soluzioni tecniche sostenute dall’inedito
partenariato concluso lo scorso giugno tra la Commissione e la rete Breakthrough
Energy, fondata da Bill Gates, allo scopo di stimolare gli investimenti nelle
tecnologie climatiche (cfr. comunicato)
tramite un fondo dotato di finanziamenti privati e pubblici, ivi compresi quelli dei
programmi europei, dell’ordine di un miliardo di dollari (820 milioni di euro). Va
rilevato che il Parlamento Europeo non sembra aver avuto voce in capitolo nella
conclusione di tale partenariato. Sul fronte delle aziende, si afferma il concetto
di Net Zero. Esso mira a compensare la non attuazione dell’articolo 6 dell’Accordo
di Parigi, il quale prevede per i diversi paesi meccanismi di scambio di quote di
emissioni per raggiungere l’obiettivo nazionale di riduzione globale delle
emissioni. In mancanza di accordo su questo punto, come spiega Romain Descottes,
consigliere confederale della CGT (cfr. Una domanda a…), i promotori del Net Zero
propongono alle multinazionali un’alternativa tra: «ridurre l’impronta carbonio,
oppure compensare tramite la creazione di pozzi di carbonio, spesso nei paesi del
sud (riforestazione, tecnologie di stoccaggio del carbonio). Le multinazionali sono
fortemente impegnate in progetti di questo tipo e pubblicano piani Net Zero, spesso
con l’impegno a finanziare, con poco aggravio economico, pozzi di carbonio, e senza
che i rappresentanti dei lavoratori abbiano voce in capitolo». Quanto ai
sostenitori della “decrescita”, favorevoli ad una trasformazione della società e dei
modelli di produzione, sembrano segnare il passo, sostenuti da coloro che non hanno
interessi economici immediati da difendere: i giovani. Sono i giovani aderenti al
movimento Friday for Future, guidati dalla svedese Greta Thunberg, i giovani
partecipanti alla Conferenza sul futuro dell’Europa, le cui idee sono state
presentate in una relazione
che raccoglie le loro venti principali proposte. Essi chiedono di «eliminare
immediatamente tutti gli incentivi all’utilizzo di combustibili fossili»,
sanzionare «le imprese (…) per i danni all’ambiente» o incoraggiare i datori di
lavoro ad «agevolare l’uso di mezzi di trasporto sostenibili». Nel campo della
giustizia sociale, la loro proposta è l’istituzione di fondi specifici per «porre
fine ai tirocini non retribuiti». Si dichiarano inoltre favorevoli alla creazione
di un «unico sistema fiscale» e di un’Europa federale. Sono tutte misure che
sostengono piuttosto cambiamenti comportamentali e sistemici, e sono una prova della
maturità di questi giovani.
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
- Trasparenza retributiva.
Cinque deputati della Commissione per i diritti della donna e
l’uguaglianza di genere partecipano a una missione di tre giorni a Reykjavik,
dal 3 al 5 novembre, dedicata alle misure di trasparenza retributiva e
l’eliminazione del divario retributivo tra i sessi. Come evidenziato dagli
eurodeputati, «L’Islanda ha introdotto, nel 2018, la prima politica al mondo che
obbliga le aziende e le istituzioni con oltre venticinque dipendenti a fornire
la prova del versamento di una pari retribuzione a uomini e donne per un lavoro
di pari valore» (cfr. comunicato).
- Sostegno ai lavoratori
licenziati. La Commissione Europea ha proposto il 28
ottobre lo sblocco 5,4 milioni di euro del Fondo europeo di adeguamento alla
globalizzazione (cf. (v. European Globalisation Adjustment
Fund) a sostegno degli ex lavoratori di due aziende sarde: la
compagnia aerea Air Italy (611 licenziamenti) e la società di stoccaggio merci
del Porto Canale di Cagliari (190 licenziamenti) (cfr. comunicato).
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Giurisprudenza
Formazione al di fuori dell’orario di lavoro :
La Corte di Giustizia ha emesso una sentenza il 28 ottobre
secondo la quale il tempo dedicato a seguire un corso di formazione professionale
presso un ente di formazione, su richiesta del datore di lavoro e al di fuori del
normale orario di lavoro del dipendente, deve essere considerato come orario di
lavoro. La Corte ha ritenuto che «quando un lavoratore riceve dal suo datore di
lavoro istruzioni di seguire una formazione professionale per poter esercitare le
funzioni da lui svolte e, del resto, tale datore di lavoro ha a sua volta firmato il
contratto di formazione professionale con l’impresa chiamata a fornire tale
formazione, si deve considerare che, durante i periodi di formazione professionale,
tale lavoratore si trova a disposizione del suo datore di lavoro». Pertanto, il
fatto che il lavoratore sia «costretto ad essere fisicamente presente sul luogo
designato dal datore di lavoro e a rimanere ivi a disposizione di quest’ultimo» è
«un fattore determinante» per considerare che sussistano gli elementi caratteristici
della nozione di orario di lavoro» (CGUE,
28 ottobre 2021, causa C-909/19, Unitatea Administrativ Teritorială D.).
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Dialogo
sociale settoriale
Revisione del dialogo sociale settoriale :
La Commissione Europea ha organizzato lo scorso 21 ottobre un
primo seminario tecnico dedicato al contributo delle parti sociali all’elaborazione
delle politiche comunitarie (cf. European social dialogue).
Sono previsti altri due seminari con le parti sociali settoriali: il primo relativo
ai risultati e all’impatto del dialogo sociale (18 novembre), il secondo alla
struttura del dialogo sociale (9 dicembre). A monte di tali iniziative, il parere
delle parti sociali era stato raccolto attraverso un sondaggio. I seminari
dovrebbero condurre ad una revisione del funzionamento del dialogo sociale
settoriale. Questo esercizio rientra in una più ampia iniziativa, da presentare nel
2022, diretta a sostenere il dialogo sociale a livello europeo e nazionale (cfr. comunicato
della Commissione).
- Crisi del magnesio. La
federazione sindacale europea IndustriAll Europe, congiuntamente a undici
organizzazioni datoriali e associazioni industriali hanno adottato, il 22
ottobre, una posizione
comune al fine di richiedere ai responsabili politici dell’UE di agire
con urgenza per far fronte all’attuale carenza di magnesio di importazione
cinese, che «minaccia migliaia di aziende in Europa, tutte le catene di
approvvigionamento e i milioni di posti di lavoro che da queste
dipendono».
> Brevi: contributo congiunto
delle parti sociali europee del settore dei trasporti in occasione della COP26.
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Sindacalismo
Campagna a favore di una transizione giusta :
A qualche giorno dall’apertura della COP26, la
federazione sindacale europea IndustriAll Europe ha lanciato una vasta campagna a
favore di una transizione giusta al fine di richiedere una «dimensione sociale più
forte nel campo delle politiche climatiche europee» con un forte coinvolgimento dei
suoi affiliati (cfr. articolo e comunicato), in
particolare su Twitter (cfr. comunicato).
- Servizi sociali. La
Federazione Sindacale Europea dei Servizi Pubblici (EPSU) ha pubblicato il 27
ottobre uno studio
in cui vengono evidenziarti gli insegnamenti tratti dalla pandemia da Covid-19
nel settore dell’assistenza a lungo termine, e in particolare nelle strutture di
assistenza residenziale per anziani. Come emerge dal rapporto, «Dall’inizio
della pandemia, l’Europa ha affrontato una situazione di fuga di manodopera di
una portata senza precedenti, in particolare nel settore dell’assistenza
residenziale». Secondo Eurostat, tra il 2019 e il 2020 421.000 lavoratori sono
fuoriusciti dal settore dei servizi sociali, aggravando la carenza di manodopera
e le condizioni di lavoro (cfr. comunicato
dell’EPSU).
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2. Stati
membri
Austria
- Negoziati tesi nel settore metallurgico :
Dopo il terzo incontro negoziale rimasto
infruttuoso, il 28 ottobre l’esecutivo della confederazione sindacale ÖGB ha
dato il via libera ad azioni di sciopero nel settore metallurgico qualora anche
l’incontro negoziale del 2 novembre non dovesse portare ad un accordo. Le
aziende propongono un aumento del 2,1%, mentre i sindacati PRO-GE e GPA chiedono
il 4,5% per i 190.000 lavoratori metalmeccanici (cfr. comunicato).
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Francia
Quote rosa per i dirigenti : È
stato adottato parte del Senato un disegno di legge che mira a introdurre una quota
di rappresentanza di ogni sesso tra gli alti dirigenti e i membri degli organi
direttivi nelle aziende con organico superiore a 1.000 addetti (cfr. testo adottato dal Senato). Ai
sensi dell’art. 7 del predetto testo, «La proporzione di dirigenti e membri degli
organi direttivi di ogni sesso non deve essere inferiore al 30%». Inoltre, otto anni
dopo l’entrata in vigore della legge, la percentuale deve salire al 40%. Il mancato
rispetto di tali quote potrebbe comportare una sanzione finanziaria fino all’1% del
monte stipendi. Il testo deve ora essere adottato in sede di “Commissione
congiunta”, che riunisce i membri di entrambe le camere del Parlamento.
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- Nuovo comitato : Si è
tenuta il 22-23 settembre, a Monaco di Baviera, la riunione costitutiva del
comitato aziendale europeo di Siemens
Energy. Il comitato, formato da ventidue membri
provenienti da tredici paesi, ha eletto il segretario e i membri del comitato
ristretto del comitato aziendale europeo, senza la partecipazione dei delegati
di Regno Unito, Francia, Croazia e Polonia, per i quali il processo di nomina
non è stato ancora completato (cfr. comunicato
di IG Metall Siemens).
>
Lettura: l’ultimo
numero della rivista CFDT Cadres, interamente dedicato
all’Europa sociale, riporta un articolo di Marie-Christine Lebert,
segretaria nazionale CFDT Cadres e consigliere dei lavoratori al CdA di
Worldline, che sottolinea come «I
comitati aziendali europei possono costruire una visione internazionale
delle questioni sociali».
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Irlanda
- Rientro al lavoro :
Il 22 ottobre, il Governo ha pubblicato una nota aggiornata
su Returning
Safely to the Workplace (Ritornare in sicurezza sul luogo di lavoro)
in cui, ribadendo l’importanza delle misure di prevenzione (ventilazione,
indossare la mascherina, distanziamento, ecc.), si prepara il rientro in
presenza nei luoghi di lavoro. Questo rientro «deve continuare ad essere
attuato in modo progressivo e prudente, a seconda dei settori e delle
esigenze specifiche delle imprese», ha puntualizzato il Primo Ministro (cfr.
comunicato).
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Olanda
Quote rosa negli organi direttivi :
Il 29 settembre il Senato ha adottato una nuova
legislazione che contiene due misure volte a promuovere una maggiore diversità nei
consigli di amministrazione delle società: 1) una quota di nomine per i consigli di
vigilanza delle società quotate per far sì che uomini e donne occupino ciascuno
almeno un terzo dei seggi nei predetti consigli. Tale quota si applicherà a tutte le
nuove nomine dei membri dei consigli di vigilanza; 2) diventerà obbligatorio per le
grandi società pubbliche e private a responsabilità limitata fissare obiettivi
adeguati e ambiziosi al fine di migliorare la diversità di genere in seno ai
consigli d’amministrazione e nell’alta dirigenza. Le società saranno tenute a
riferire annualmente sui progressi compiuti. La legge entrerà in vigore il 1°
gennaio 2022. La sua adozione è un buon segnale per ottenere lo sblocco di una
proposta di direttiva in sospeso da oltre sette anni a livello comunitario.
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3. Stati
terzi
Regno
Unito
- Cambiamento climatico : Il
Governo ha presentato il 29 ottobre un disegno di legge inteso a sancire per via
legislativa i requisiti obbligatori perché le maggiori aziende e istituzioni
finanziarie del Regno Unito comunichino sui rischi e le opportunità legati al
clima. Dal 6 aprile 2022, oltre 1.300 tra le più grandi aziende e istituzioni
finanziarie saranno tenute a divulgare informazioni finanziarie relative al
clima, in linea con le raccomandazioni della task-force sulle informazioni
finanziarie relative al clima (Taskforce
on Climate Related Financial Disclosures – TCFD). La legge, una
volta approvata dal Parlamento, si applicherà, tra le altre, alle aziende
private con oltre 500 addetti e un fatturato di 500 milioni di sterline (circa
588 milioni di euro) (cfr. comunicato).
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4.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Audizione delle società rilevatarie nell’ambito
di una cessione : La segreteria del
comitato aziendale europeo del gruppo Engie «ha sempre partecipato da
vicino, fin dal 30 settembre 2021, al processo di cessione» di Equans (76.000
addetti), la filiale per i servizi tecnici del gruppo energetico francese, valutata
tra 5 e 6 miliardi di euro. Secondo le dichiarazioni della segreteria, in un «quadro
metodologico eccezionale», essa ha potuto «incontrare e ascoltare», nel corso due
giorni, il 7 e l’8 ottobre, i rappresentanti delle quattro società in corsa per
rilevare la controllata di Engie. Oltre al fondo d’investimento
americano Bain Capital, le
altre tre società interessate erano le francesi Bouygues, Eiffage e Spie. In questo contesto, si
sono potute accrescere le garanzie a favore dei lavoratori trasferiti, andando oltre
gli impegni definiti da Engie al momento della decisione della cessione, vale a dire
il mantenimento dei posti di lavoro per due anni. Infatti, nel giugno scorso, il
management di Engie aveva presentato al comitato aziendale europeo gli impegni
sociali unilaterali a carico della futura società rilevataria. Successivamente, i
membri del comitato aziendale europeo avevano elaborato «un documento all’attenzione
delle società interessate al rilevamento (…) in cui si viene definito lo zoccolo
delle richieste per investimenti socialmente responsabili» (cfr. comunicato e garanzie richieste).
Il documento contiene «una serie di richieste di impegni da assumere in campo
sociale al fine di ridurre i rischi per il futuro dei lavoratori, con l’obiettivo
che vengano accolte dalla futura società rilevataria. L’obiettivo è quello di
raggiungere un accordo tripartitico tra le parti sociali, Equans e il futuro
acquirente, prima della conclusione del processo di cessione». Dopo le audizioni
delle società interessate, la segreteria è stata incaricata di elaborare, con il
supporto dei consulenti finanziari del comitato aziendale europeo, un documento di
sintesi relativo alle candidature presentate. Come puntualizzato nel comunicato della segreteria
pubblicato il 28 ottobre, «Il documento di sintesi conterrà due diversi documenti,
il primo contenente una «valutazione comparativa» delle risposte fornite dalle
società candidate alle richieste di garanzie sociali, il secondo in cui vengono
approfonditi «i progetti delle società candidate in totale obiettività». È stato
deciso dalla segreteria di rendere noti tali documenti soltanto dopo il 2 novembre,
alla chiusura della fase di deposito delle offerte da parte delle società
interessate. La segreteria ha inoltre puntualizzato che nella sintesi si è avuto
cura «di restare obiettivi nelle analisi condotte evitando di esprimere
raccomandazioni riguardo a qualsivoglia offerta o candidato».
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Ristrutturazioni :
Il 29 ottobre scorso, il comitato aziendale
europeo del gruppo Schneider
Electric ha inviato una lettera alla direzione
centrale per chiedere il rispetto dei termini dell’accordo europeo sottoscritto
nel 2019, in cui sono stabiliti i requisiti minimi in materia di anticipazione dei
cambiamenti. Il segretario e i due membri spagnoli e italiani del comitato
ristretto del comitato aziendale europeo sono stati informati delle ristrutturazioni
che andranno a riguardare il settore della media tensione in Spagna e in Italia.
Tuttavia, come spiega il segretario nella lettera, «nel corso dell’ultima riunione
del comitato aziendale europeo la direzione si è rifiutata di dare ogni tipo di
informazione riguardo all’organico, i tempi e le conseguenze per i diversi siti
industriali interessati». Oltre a ciò, un membro del consiglio di amministrazione
ha comunicato che erano previsti trasferimenti di produzione tra un sito francese e
uno spagnolo al fine compensare la perdita di una produzione trasferita in Ungheria.
Malgrado questa ristrutturazione presenti tutte le caratteristiche per essere
definita transnazionale, che segua un’altra ristrutturazione che ha interessato le
stesse attività in Francia nel 2020, la direzione non ha previsto l’informazione e
la consultazione del comitato aziendale europeo, come richiesto dal comitato
ristretto. Il comitato ristretto chiede inoltre alla direzione di presentare la
strategia industriale a medio termine (da 3 a 5 anni) al fine di poterla analizzare
con il supporto del consulente finanziario del comitato aziendale europeo.
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Sindacalismo
- Dialogo sociale globale :
In occasione di una riunione della rete sindacale globale di
TK Elevator (50.000 addetti), l’ex divisione ascensori del gruppo tedesco
ThyssenKrupp, la direzione si è detta favorevole al dialogo sociale globale, un
anno dopo la firma dell’Accordo quadro
internazionale (cfr. comunicato
di IndustriAll Global Union).
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5. Studi e
rapporti
Migrazione :
L’edizione 2021 dell’International
Migration Outlook analizza i recenti sviluppi dei flussi migratori e
dell’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro nei paesi dell’OCSE. Nei
venticinque paesi per i quali sono disponibili i dati, il rapporto evidenzia che in
media, nel periodo 2006-2018, «il contributo degli immigrati sotto forma di imposte
e contributi è stato superiore alla spesa pubblica investita per la loro protezione
sociale, la salute e l’istruzione». Il rapporto aggiunge che «una migliore
integrazione degli immigrati porterebbe anche significativi incrementi di bilancio».
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