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IR Notes 174 – 17 novembre 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Catarina de Oliveira Carvalho, professore associato presso la Facoltà di
Diritto di Porto – Università Cattolica Portoghese
Quali sono i principali contributi
della nuova legislazione sul telelavoro adottata dal Parlamento
portoghese ? (cfr. 2. Stati membri) Questa legge è chiaramente un miglioramento
della situazione dei telelavoratori e rivede una legislazione
obsoleta concepita in un’epoca in cui il telelavoro riguardava meno
dell’1% dei dipendenti. I tre principali cambiamenti sono: 1)
estensione del campo di applicazione: alcune delle nuove regole sono
applicabili non solo ai dipendenti, ma anche ai telelavoratori che
presentano una dipendenza economica, ma giuridicamente privi di
nesso di subordinazione; 2) miglioramento delle condizioni di
lavoro: i datori di lavoro sono obbligati a fornire al lavoratore le
attrezzature e i software necessari per lo svolgimento del proprio
lavoro e per l’interazione tra il lavoratore e il datore di lavoro,
sono obbligati a rimborsare ai lavoratori le spese aggiuntive
generate dal telelavoro, quali i costi dell’energia e di Internet.
L’orario di lavoro deve essere fissato tramite accordo scritto. I
datori di lavoro hanno inoltre il dovere di astenersi dal contattare
il dipendente durante i periodi di riposo, tranne nei casi di forza
maggiore. È sempre possibile annullare l’accordo di telelavoro
tramite preavviso. Viene migliorata la tutela della privacy dei
telelavoratori, in linea con le raccomandazioni
emesse durante la pandemia dall’Autorità
portoghese per la protezione dei dati. Vengono rafforzate le misure
volte a ridurre l’isolamento del lavoratore, così come la salute e
la sicurezza, i diritti collettivi e i poteri di controllo
dell’autorità del lavoro; 3) miglioramento del work-life balance: il
testo attua alcune delle norme della Direttiva 2019/1158 relativa
all’equilibrio tra attività̀ professionale e vita familiare per i
genitori e i prestatori di assistenza . A questo proposito, il
diritto dei dipendenti a richiedere il telelavoro, attualmente
applicabile solo ai genitori con un figlio di età inferiore ai tre
anni, viene esteso ai genitori con figli fino agli otto anni, a
condizione che sia preso alternativamente da entrambi i genitori al
fine di promuovere la parità di genere. Da tale estensione sono
escluse le aziende con meno di 10 dipendenti. Il diritto a
richiedere il telelavoro è esteso anche agli prestatori di
assistenza familiari. Il testo contiene tuttavia alcune incertezze.
Mantiene una definizione molto rigida di telelavoro (che copre solo
il caso del lavoro a distanza con il ricorso alle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione), tralasciando altri tipi di
lavoro a distanza. L’esclusione dei lavoratori delle aziende con
meno di dieci dipendenti dal diritto di richiedere il telelavoro
sembra essere restrittiva rispetto a quanto previsto dalla direttiva
2019/1158. Infine, il testo non istituisce un diritto alla
disconnessione a favore dei lavoratori dipendenti, preferendo un
obbligo a carico del datore di lavoro di non disturbare il
dipendente durante i periodi di riposo. Seppur lodevole, tale
obiettivo di protezione presuppone un contratto scritto che indichi
l’orario di lavoro del dipendente, il che rischia di privare il
dipendente della flessibilità attesa quando si pratica il
telelavoro.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes,
mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le
definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere
facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Predrag
Bejakovic, Tamas Gyulavári,
Catarina de Oliveira
Carvalho, Pascale Turlan
e Frédéric
Turlan. Vedi
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lavoro di IR Share.
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0626 Z 93933
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Prima
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Gli
eurodeputati spingono per rafforzare la direttiva sui salari minimi
La Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo ha adottato a
larga maggioranza (37 voti a favore, 10 contrari e 7 astenuti), lo scorso 11
novembre, la Relazione sulla Proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati
nell’Unione Europea presentata dalla Commissione nell’ottobre 2020 (cfr. IR Notes 151).
Anche il dibattito tra gli Stati membri procede e si prevede il raggiungimento di un
accordo politico («orientamento generale») in vista del Consiglio Occupazione e
Affari Sociali del 6 dicembre. Il Parlamento e il Consiglio potranno allora avviare
il negoziato per la definizione di un testo comune con la prospettiva di adottare la
direttiva durante il semestre della Presidenza di turno francese (prima metà del
2022). Un negoziato che non si prospetta semplice, in quanto il Parlamento ha
rafforzato il testo proposto dalla Commissione, mentre la Presidenza di turno
slovena, al fine di ottenere l’accordo della maggioranza dei governi, continua a
snellirlo. La proposta della Commissione prevede infatti la necessità «fissare
livelli adeguati di salario minimo» senza ulteriori precisazioni, laddove, l’11
novembre, gli eurodeputati sono andati oltre, adottando emendamenti di compromesso in
cui si chiedono «livelli adeguati ed equi di salari minimi per garantire almeno uno
standard di vita dignitoso ai lavoratori e alle loro famiglie». Benché la direttiva
proposta non imponga agli Stati alcun indicatore per valutare l’adeguatezza del
salario minimo, gli eurodeputati vogliono obbligare gli Stati a utilizzare due
indicatori comunemente adottati a livello internazionale: il 60% del salario mediano
lordo e il 50% del salario medio lordo, agevolando in tal modo le comparazioni. Gli
eurodeputati respingono inoltre la possibilità, lasciata agli Stati membri dalla
proposta della Commissione, di derogare al salario minimo, o consentendo
l’applicazione di detrazioni sulla retribuzione versata ai lavoratori, che di
conseguenza scende al di sotto del salario minimo legale, o tramite la fissazione di
salari minimi inferiori al salario minimo legale per alcune categorie di lavoratori,
come i lavoratori con disabilità. Gli eurodeputati hanno anche chiarito che il
testo si applica a tutti i lavoratori, sia nel settore privato che in quello
pubblico, e che la contrattazione collettiva per fissare i salari minimi deve
svolgersi con i «sindacati», rifiutando il termine più vago di «organizzazioni di
lavoratori». Gli eurodeputati intendono altresì rafforzare il ruolo della
contrattazione collettiva: mentre la Commissione vorrebbe fissare al 70% la
percentuale di lavoratori coperta da un contratto collettivo che fissi un salario
minimo, gli eurodeputati hanno portato la percentuale all’80%. Notiamo che secondo
lo studio d’impatto della Commissione quest’ultima soglia è stata raggiunta soltanto
da sei paesi nel 2018, rispetto a dieci paesi per quella del 70%. Di conseguenza, il
passo da compiere è molto lungo per raggiungere il livello stabilito attraverso
l’attuazione di un piano d’azione nazionale, e possiamo immaginare che la cosa
scoraggerà senz’altro molti governi. Molto giustamente, la co-relatrice Agnes
Jongerius (S&D, Olanda), ha affermato: «questa legislazione segna una rottura
con il passato. Nella crisi precedente, abbassare i salari minimi e smantellare la
contrattazione collettiva settoriale è stata la dura medicina prescritta a molti
Stati membri, mentre ora lottiamo per rialzare i salari minimi e rafforzare la
contrattazione collettiva in Europa».
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1. Unione
Europea
Legislazione
Trasparenza delle comunicazioni finanziarie :
L’11 novembre, il Parlamento Europeo ha adottato in via
definitiva la Direttiva che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la
comunicazione delle informazioni sull’imposta sul reddito da parte di talune imprese
e succursali (cfr. Risoluzione
legislativa). Gli eurodeputati hanno seguito la Posizione
del Consiglio, approvata il 28 settembre (cfr. IR Notes 173),
aprendo così la strada all’adozione di questa direttiva, generalmente denominata
“Comunicazione pubblica paese per paese” (CBCR). Occorre ricordare che la direttiva
obbligherà le società multinazionali con fatturato superiore a 750 milioni di euro a
rendere pubblica, mediante una specifica comunicazione, l’imposta sul reddito da
esse versata. La comunicazione conterrà anche «un elenco di tutte le imprese figlie
consolidate nel bilancio dell’impresa capogruppo», nonché una «breve descrizione
della natura delle loro attività», insieme al «numero di dipendenti su base
equivalente a tempo pieno» (articolo 48 quater). Come ricorda il considerando n. 4,
«la comunicazione pubblica paese per paese potrebbe avere anche un impatto positivo
sui diritti dei lavoratori all’informazione e alla consultazione di cui alla
direttiva 2002/14/CE che istituisce un quadro generale relativo all’informazione e
alla consultazione dei lavoratori e, grazie all’aumento delle conoscenze delle
attività delle imprese, sulla qualità del dialogo che si svolge all’interno delle
imprese». La direttiva verrà prossimamente pubblicata nella GUUE. «Posso affermare
oggi con orgoglio che il Parlamento Europeo non soltanto ha ascoltato gli appelli
dei cittadini a favore della trasparenza in materia di fiscalità delle imprese, ma
ha anche fornito delle risposte», ha dichiarato su Twitter
Evelyn Regner (S&D), relatrice del testo e Presidente della Commissione per i
diritti delle donne e la parità di genere.
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Attualità
sociale
- Aiuti alle
ristrutturazioni. La Commissione Europea ha proposto l’8
novembre di sostenere i 320 lavoratori licenziati da 50 imprese del settore
automobilistico nella regione di Aragona (Spagna) che hanno perso il lavoro a
causa della pandemia di COVID-19 e della carenza di semiconduttori. Il costo
totale di tali misure di sostegno è stimato in 1,7 milioni di euro, di cui l’85%
(1,4 milioni di euro) sarà versato dal Fondo europeo di adeguamento alla
globalizzazione al fine di sostenere questi lavoratori nella ricerca di una
nuova occupazione finanziando un percorso didattico o formativo. La regione di
Aragona pagherà i restanti 300.000 euro (cfr. comunicato).
- Consultazione in materia di giusta
transizione. Come contributo alle riflessioni per
definire una proposta di Raccomandazione del Consiglio su come affrontare gli
aspetti sociali e occupazionali della transizione giusta verso la neutralità
climatica, la Commissione Europea ha lanciato il 29 ottobre una Consultazione
pubblica aperta a tutti (disponibile in tutte le lingue dell’UE) che
termina il 19 novembre. La raccomandazione fornirà orientamenti agli Stati
membri su come garantire una giusta transizione verso la neutralità climatica.
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Dialogo
sociale settoriale
Settore ferroviario : Le parti
sociali europee del settore ferroviario (CER e ETF) hanno sottoscritto, il 5
novembre, un Accordo
autonomo al fine di promuovere l’occupazione femminile (cfr. European social dialogue).
Secondo i firmatari, si tratta di un testo che «entra nella storia come primo
accordo settoriale europeo» su questa tematica. Scopo dell’accordo è: 1) attirare un
maggior numero di donne, in particolare nei settori in cui sono largamente
sottorappresentate; 2) aumentare la diversità di genere e porre fine alla
segregazione occupazionale basata sul genere; 3) creare un ambiente di lavoro
positivo per rendere le imprese ferroviarie, e più generalmente il settore
ferroviario, un settore attraente per le donne e far in modo che restino nel lungo
periodo; 4) creare un ambiente di lavoro che metta fine al pensiero stereotipato e a
una cultura aziendale dominata dal sesso maschile, condizione indispensabile per far
sì che le donne continuino a lavorare a lungo per le aziende del settore; 5)
eliminare la discriminazione basata sul genere; 6) garantire pari opportunità a
donne e uomini, a tutti i livelli e in tutte le aree; 7) raggiungere l’uguaglianza
tra uomini e donne. A tal fine, entro ventiquattro mesi, ogni azienda affiliata alla
CER dovrà definire e attuare una politica di parità e di diversità di genere,
tenendo conto delle misure proposte nelle otto aree di azione stabilite
dall’accordo. Riequilibrare la quota di entrambi i sessi in questo settore è una
preoccupazione di lunga data delle parti sociali, che già nel 2007 avevano adottato
le Raccomandazioni comuni per una
migliore rappresentanza e inserimento delle donne, monitorate annualmente
nel quadro di relazioni ad hoc (cfr. 6a
relazione annuale per il 2020) (cfr. comunicati stampa della CER et dell’ETF,
da cui è possibile scaricare l’accordo in tutte le lingue dell’UE). Come spiega il
Dr. Alberto Mazzola, Direttore esecutivo de la CER «Non sarà una singola misura a
condurre ad un aumento della forza lavoro femminile nel settore ferroviario, bensì
il pacchetto di misure nel suo insieme. Tra due anni, quando rivaluteremo l’accordo,
saremo in grado di dire cosa ha avuto il maggior impatto, di individuare le lacune
e, quindi, di migliorare il testo. Penso che il punto chiave sia che ora le aziende
avranno adottato una politica di genere e diversità – anche se la maggior parte di
loro lo avevano già fatto – fondata su una base comune con requisiti specifici da
prendere in considerazione. Ciò consentirà altresì di monitorare meglio la
situazione e rilevare i progressi compiuti».
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2. Stati
membri
Croazia
- Significativo aumento del salario minimo :
Il salario minimo mensile netto per il 2022 ammonterà a
3.750 HRK (500 euro), registrando un aumento del 10,3%, e supererà per la prima
volta il 50% del salario medio netto (raggiungerà infatti il 52,7%). Il salario
minimo lordo nel 2022 ammonterà a 4687,50 HRK (627 euro). L’aumento è previsto
in un decreto governativo adottato il 28 ottobre, a seguito della consultazione
di tutte le parti sociali. In agosto, il livello del salario mediano era pari a
6.014 HRK (802 euro). Il nuovo salario minimo salirà pertanto al 60% del
salario mediano, una delle soglie suggerite nella proposta di direttiva della
Commissione relativa a salari minimi adeguati nell’UE (cfr. Prima pagina).
L’Associazione imprenditoriale croata (CEA) ritiene che un aumento così
significativo non sia in linea con l’attuale situazione economica e potrebbe
pertanto mettere in pericolo le aziende in settori ad alta intensità di lavoro
come l’industria tessile e del cuoio, in un contesto in cui aumentano i prezzi
delle materie prime e dell’energia (cfr. articolo
sul sito Večernji).
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Ungheria
Obbligo vaccinale : Dal 1°
novembre, ai sensi del Decreto
governativo n° 598/2021, le aziende possono richiedere la vaccinazione come
condizione per eseguire una prestazione lavorativa per fini di tutela della salute
sul lavoro, a seconda delle caratteristiche del luogo di lavoro e della posizione
occupata. Se il lavoratore non è in grado di dimostrare, entro quarantacinque
giorni, di essere vaccinato con almeno una dose, il datore di lavoro può concedergli
un congedo non retribuito. Dopo un anno di congedo non retribuito, il datore di
lavoro può porre fine al rapporto di lavoro senza ulteriori motivazioni e con
effetto immediato. Tale regolamento è stato adottato senza alcuna consultazione con
le parti sociali, anche se alcune organizzazioni datoriali avevano richiesto una
norma di questo tenore. Nella pratica, soltanto un numero limitato di datori di
lavoro applica il decreto richiedendo la vaccinazione, in quanto la carenza di
manodopera è il problema principale in molti settori e le aziende temono di perdere
i loro lavoratori.
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Irlanda
Piano d’azione per il clima : il
4 novembre, il governo ha presentato il Piano
d’azione 2021 per il clima, che illustra in dettaglio tutte le misure da
adottare in ogni settore economico al fine di ridurre le emissioni complessive di
gas serra del 51% entro il 2030 e far sì che il paese sia sulla strada giusta per
una riduzione netta delle emissioni entro il 2050. Il documento contiene un capitolo
sulla giusta transizione, incentrato sul dialogo sociale ritenuto un elemento
«essenziale per l’elaborazione di una visione sulle modalità di attuazione del
quadro per una giusta transizione». Si tratta, però, di un dialogo sociale esteso ai
cittadini, ai lavoratori autonomi e che include le parti sociali in un organismo
specifico, il National Dialogue on Climate Action (NDCA). Il documento
contiene inoltre un capitolo specifico sulla giusta transizione per la regione delle
Midlands, in cui è prevista la cessazione graduale dell’estrazione della torba. Una
sezione è dedicata all’istruzione e alla formazione per garantire che il paese
possegga le competenze necessarie per lo sviluppo delle nuove professionalità
connesse alla green economy.
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Portogallo
- Telelavoro : Il Parlamento
ha adottato il 5 novembre scorso una nuova legislazione sul telelavoro che
prende la forma di un emendamento al Codice del lavoro adottato in fretta e
furia prima dello scioglimento del Parlamento in seguito alla bocciatura della
legge di bilancio. La riforma era in discussione dal marzo 2021, a causa
dell’impatto della pandemia sul numero di persone che lavoravano da remoto.
Infatti, nel secondo trimestre del 2020, era in telelavoro il 23,1% dei
dipendenti (cfr. comunicato
INE). La precedente legislazione, introdotta nel Codice del lavoro nel 2003 al
fine di recepire l’accordo quadro europeo sul telelavoro (rivisto nel 2009), si
è rivelata insufficiente per affrontare i nuovi problemi emersi (cfr. anche Una
domanda a… a fronte).
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Rilevamento di una filiale : È
stata adottata dal gruppo Engie la decisione di cedere le
attività di servizi tecnologici, riunite nella filiale Equans (76.000 addetti), al
gruppo francese Bouygues.
Quest’ultimo integrerà la propria divisione Energy & Services in Equans,
portando il numero totale degli addetti a 96.000 (cfr. comunicato
Bouygues e presentazione).
Il comitato aziendale europeo di Engie, che aveva ascoltato tutti i candidati
all’acquisizione (vedi IR Notes 173), ha
pubblicato in un comunicato la
propria analisi delle offerte, senza prendere posizione a favore di nessun
candidato. In tale documento, il comitato aziendale europeo chiede la
contrattualizzazione degli impegni sociali in un accordo di cui siano parte «come
minimo la società rilevataria e le parti sociali, di modo ché l’accordo sia
giuridicamente opponibile. In concreto, si tratta di formalizzare tutti gli impegni
assunti (tutti o parte dei quali saranno probabilmente inclusi nel contratto di
vendita) in un accordo specifico in modo che gli impegni siano assunti non solo tra
Engie e la società rilevataria, ma anche tra società rilevataria e i rappresentanti
del personale» di Equans.
- Mantenimento temporaneo del Regno
Unito. È stato sottoscritto tra il management del gruppo
farmaceutico francese Sanofi
e il comitato aziendale europeo un accordo sul mantenimento
temporaneo dei rappresentanti dei lavoratori del Regno Unito, che rimarrà in
vigore per il periodo di quattro anni di mandato appena iniziato. Verrà avviato
un negoziato a fine mandato per determinare se il mantenimento è definitivo o
meno.
- Digitalizzazione. Il
comitato aziendale europeo dell’assicuratore italiano Generali ha istituito un
nuovo gruppo di lavoro di nove membri dedicato ai progetti in materia di
digitalizzazione e alle conseguenze di questa sull’occupazione e le diverse
professionalità. Il comitato e il management avvieranno presto le discussioni al
fine di definire i contorni del futuro “new normal”, in particolare per quanto
riguarda il ricorso al telelavoro.
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Accordi
transnazionali
Molestie e diritti sindacali. :
Il management della catena alberghiera spagnola RIU Hotels &
Resorts (24.000 addetti) e la federazione sindacale internazionale UITA-IUF hanno
sottoscritto due accordi, il primo, relativo ai diritti sindacali e, il
secondo, in materia di molestie
sessuali (cfr. Harassment and violence at
work), il primo
accordo globale su tale tema « basato sulla nuova norma ILO, la Convenzione 190,
sull’eliminazione della violenza e delle molestie di genere nel mondo del lavoro»,
come dichiara la UITA-IUF (cfr. comunicato).
L’accordo puntualizza che «qualora un dipendente della RIU si rendesse colpevole di
molestie sessuali, il responsabile di dette molestie sarà assoggettato a sanzioni,
compreso il possibile licenziamento, quale che sia la sua posizione nell’azienda».
Il testo si rivolge anche ai clienti che dovranno essere informati della «politica
di tolleranza zero sulle molestie sessuali» che può portare una direzione locale ad
espellere un cliente a seguito di una denuncia per molestie sessuali presentata da
una lavoratrice dipendente.
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Sindacalismo
Pressioni sul Governo irlandese :
I rappresentanti del principale sindacato irlandese SIPTU
(200.000 aderenti) hanno richiesto al Governo irlandese di intervenire per porre
fine alla pratica delle multinazionali che nominano il loro rappresentante del
comitato aziendale europeo in Irlanda, ovvero decidono di trasferire la loro sede in
Irlanda per «aggirare la direttiva relativa ai comitati aziendali europei e,
quindi, minare le condizioni di lavoro dei lavoratori in altri stati dell’UE». Il
sindacato chiede al governo di adeguare il recepimento irlandese della direttiva.
«Il SIPTU ha presentato formale denuncia dinanzi alla Commissione Europea al fine
di segnalare l’errato recepimento della direttiva sui comitati aziendali europei nel
diritto irlandese», spiega Denis Sheridan, esperto di questioni relative ai CAE
presso il SIPTU, in particolare per quanto riguarda la mancanza di sanzioni adeguate
per le aziende irlandesi che non rispettino la direttiva. Il SIPTU stima che dopo
la Brexit «circa cento aziende abbiano adottato questo comportamento e poi ridotto
il funzionamento del loro comitato aziendale europeo» (cfr. comunicato).
- Reti sindacali. Una
cinquantina di sindacalisti appartenenti alla rete sindacale globale della Caterpillar si sono
incontrati il 3 novembre per discutere di contrattazione collettiva e condizioni
di lavoro (cfr. comunicato
di IndustriAll Global Union). Il giorno precedente, una trentina di
rappresentanti sindacali dei siti de John
Deere in Europa, Brasile e Stati Uniti si erano riuniti
online al fine di discutere della situazione economica, della contrattazione
collettiva nell’azienda su scala mondiale, nonché sviluppare strategie comuni in
vista del futuro dialogo sociale con l’azienda (cfr. comunicato).
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4. Studi e
rapporti
Telelavoro e salute sul lavoro :
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha
pubblicato un rapporto in cui
vengono esaminati i problemi di sicurezza e salute sul lavoro collegati al
telelavoro, insieme alle misure e normative in vigore per poterli prevenire e
gestire. Interviste approfondite con dipendenti e datori di lavoro nei tre paesi
selezionati (Spagna, Francia, Italia) evidenziano gli effetti positivi e negativi
del telelavoro durante la pandemia. Il rapporto si conclude con raccomandazioni
volte a far sì che il telelavoro possa perdurare tutelando la sicurezza e la salute
dei lavoratori. Esso sottolinea inoltre il ruolo importante del dialogo sociale e
della contrattazione collettiva a livello aziendale.
- Personale per l’assistenza a lungo
termine. Il Dipartimento Politica economica, scientifica
e qualità di vita del Parlamento Europeo ha pubblicato un rapporto (Policies
for long-term carers), commissionato dalla Commissione per l’Occupazione
e gli Affari sociali, che fornisce un’analisi approfondita della forza lavoro
che si occupa in modo formale o informale di assistenza a lungo termine nell’UE,
basata sullo studio della letteratura e sull’analisi dei dati. In essa si
esaminano le caratteristiche della forza lavoro, i tipi e le forme di impiego
(atipico), nonché le condizioni di lavoro. Essa contiene inoltre una serie di
raccomandazioni rivolte ai responsabili politici.
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