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IR Notes 175 – 1 dicembre 2021
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Rémi Boyer, DRU del gruppo e responsabile RSI del gruppo Korian
Congiuntamente con il comitato
aziendale europeo, il gruppo Korian ha sottoscritto un
protocollo sulla salute, la sicurezza e la prevenzione degli
infortuni sul lavoro (cfr. 3. Aziende, infra). Come
spiega la scelta di trattare tale tematica a livello
europeo? La
creazione di un gruppo di lavoro permanente sulla salute e la
sicurezza sul lavoro è stata voluta dai rappresentanti dei
lavoratori che l’hanno inserita nell’accordo istitutivo del comitato
aziendale europeo, firmato nel 2019. Si tratta quindi di una
preoccupazione condivisa da tutti ed è diretta a migliorare le
condizioni di lavoro di tutti i collaboratori del gruppo. Il tema è
infatti transnazionale, in quanto in tutti i paesi si registra un
tasso di infortunistica più elevato rispetto ad altri settori. I
nostri risultati sono meno buoni rispetto all’industria delle
costruzioni; anche se gli infortuni da noi registrati sono di lieve
entità, sono molte le assenze dal lavoro dovute a disturbi
muscoloscheletrici. Per questa ragione è interessante indagare se vi
sia un paese che evidenzi risultati migliori rispetto ad altri, se
esista una legislazione nazionale più efficiente o pratiche più
efficaci. Ad esempio, la legislazione italiana (decreto legislativo
n. 81) prevede un robusto sistema di supervisione attraverso i
comitati per il coordinamento delle attività in materia di salute e
sicurezza, presieduti dai responsabili dei diversi insediamenti. È
quindi comprensibile che le nostre sedi italiane evidenzino i
migliori risultati del gruppo. Grazie a questi scambi in seno al
gruppo di lavoro, i partecipanti si sono detti molto naturalmente
che sarebbe utile anche per loro poter usufruire dei pregi di una
certa legislazione o pratica. Questo è il vantaggio del protocollo:
ogni azione proposta si basa su una pratica determinata che può
servire da riferimento. La riduzione degli infortuni sul lavoro è
per il management una sfida centrale in quanto consente di ridurre
le assenze in un settore già sotto pressione in termini di
personale, di migliorare le condizioni di lavoro e, quindi, di
rendere il gruppo più attraente come datore di lavoro. Ciò consente
altresì di migliorare l’efficienza delle modalità operative dei
collaboratori, con meno rotture nella continuità dell’assistenza,
offrendo ai pazienti un servizio di migliore qualità. Il protocollo
si applica ormai in tutti i paesi, e la sua attuazione sarà
monitorata da una commissione di follow-up. Il testo non ha altro
obiettivo se non invitare al dialogo sociale al fine di affrontare
la problematica attingendo alle buone pratiche individuate
dall’accordo, senza tuttavia fornire soluzioni già pronte. Da qui la
scelta di un “protocollo” piuttosto che un “accordo”
vincolante.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes,
mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le
definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere
facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
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occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica
dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
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Prima
Pagina
Eliminare la
violenza contro le donne è un tema anche per le aziende
Il 25 novembre, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza
contro le donne, che ha segnato l’inizio dei 16 giorni di attivismo della campagna
Orange The World, gli eurodeputati hanno esortato i sei Stati membri
dell’UE, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania e Slovacchia, che
non hanno ancora ratificato la Convenzione di Istanbul, conclusa nel quadro del Consiglio
d’Europa, di farlo senza indugio. La Polonia si è invece ritirata dalla
Convenzione. La Convenzione è il primo strumento giuridicamente vincolante volto a
combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica in quattro campi
principali: prevenzione della violenza, protezione delle vittime, perseguimento dei
colpevoli e sviluppo di politiche integrate, complete e coordinate. In essa si
riconosce che la violenza e le molestie di genere sono un problema sistemico
radicato nell’iniquità dei rapporti di potere nella società e nel mondo del lavoro.
In essa sono altresì evidenziate le conseguenze negative della violenza domestica su
occupazione, produttività, salute e sicurezza. Si tratta dello strumento più
completo nel campo della lotta contro la violenza di genere, compresa la violenza
domestica. Eppure alcuni Stati membri non hanno ancora aderito, malgrado il fatto
che Commissione Europea stia predisponendo una direttiva per combattere la violenza
contro le donne per il 2022 e si sia prefissata l’obiettivo di ratificare la
Convenzione di Istanbul. Il monitoraggio dell’attuazione della Convenzione da
parte dei paesi firmatari è affidato ad un organismo indipendente specializzato, il
GREVIO, che
pubblica regolari rapporti di valutazione, per ogni paese, al fine di valutare il
rispetto e i progressi ancora da compiere. È in parte sulla base delle
raccomandazioni di quest’organismo che il Belgio ha pubblicato, il 25 novembre, il
suo nuovo Piano
d’azione nazionale contro la violenza di genere 2021-2025, che mira a
rafforzare «la sensibilizzazione e la formazione dei datori di lavoro, dei membri
del personale e delle persone responsabili della difesa dei loro diritti in seno
all’azienda». Il piano prevede «la possibilità di adottare nuove misure di sostegno
a favore delle vittime di violenza e molestie nel mondo del lavoro». Inoltre, il
GREVIO ha pubblicato il 24 novembre la Raccomandazione
generale n. 1 sulla dimensione digitale della violenza contro le donne, che
ricomprende in particolare la violenza di genere «sul posto di lavoro, compreso il
telelavoro e il lavoro fornito su/attraverso piattaforme». È, questo, un documento
di qualità e completo che riguarda tutte le nuove forme di violenza e molestie e che
potrebbe rappresentare un’utile fonte di ispirazione per le aziende nella
definizione della loro politica di prevenzione. Spettano infatti alle imprese «una
responsabilità e un ruolo importante nella lotta contro la violenza sulle donne
nella sfera privata», come si puntualizza nella Carta
d’impegno della Rete europea delle aziende contro la violenza domestica,
elaborata nel quadro del progetto europeo Cease e adottata
da una decina di imprese. «Quando i datori di lavoro dimostrano di essere
consapevoli della violenza domestica e informano i loro team del supporto
disponibile, ciò contribuisce notevolmente a rimuovere i tabù sugli abusi
domestici», afferma la Carta. Tuttavia, le iniziative a livello di gruppi e comitati
aziendali europei sono ancora troppo rare a fronte di un problema che appare
chiaramente transnazionale.
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1. Unione
Europea
Progetti
Salari minimi : Il 25 novembre
gli eurodeputati hanno adottato la decisione di avviare i negoziati con il Consiglio
in vista dell’adozione della proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati
nell’Unione Europea (cfr. IR Notes 151). Il
mandato di negoziazione è stato approvato a larga maggioranza con 443 voti a favore,
192 contrari (soprattutto da parte del PPE, ma anche di alcuni deputati di Renew) e
58 astenuti (cfr. comunicato
del Parlamento). Il mandato fa riferimento alla relazione di Dennis Radtke (PPE) e
Agnes Jongerius (S&D), adottata l’11 novembre dalla Commissione per
l’Occupazione e gli Affari sociali (cfr. IR Notes 174). Esso
sarà avviato subito dopo l’approvazione della posizione del Consiglio, in occasione
della prossima riunione del Consiglio Occupazione e Affari Sociali che si terrà il 6
dicembre. I rappresentanti degli Stati membri avevano infatti raggiunto un accordo
sulla proposta di direttiva lo scorso 24 novembre, invitando il Consiglio ad
adottarla. Come si legge nel documento
del Consiglio, un’«ampia maggioranza di delegazioni» ha sostenuto lavoro svolto
dalla Presidenza di turno slovena e «ha convenuto con la Presidenza che il testo
presentato riflette il centro di gravità del Consiglio». Il documento puntualizza
che «molte delegazioni hanno insistito per non apportare ulteriori modifiche al
testo, in quanto si tratta di un equilibrio delicato senza ulteriori margini di
aggiustamento», preannunciando un complicato negoziato con il Parlamento, che aveva
ampiamente migliorato il testo della Commissione. Il testo è stato quindi ritenuto
«sufficientemente maturo per essere trasmesso al Consiglio» il 6 dicembre. Solo la
Danimarca ha subito dichiarato che voterà contro. Le organizzazioni imprenditoriali
si sono schierate contro il testo elaborato dal Parlamento. Secondo l’organizzazione
delle industrie metallurgiche e tecnologiche, Ceemet, questa direttiva «comporterà
probabilmente la fine dei sistemi di contrattazione collettiva che pur funzionano
bene. Tale interferenza va contro l’autonomia delle parti sociali e indebolirà ciò
che la direttiva si propone di rafforzare» (cfr. comunicato).
- Trasparenza finanziaria.
La Commissione giuridica del Parlamento Europeo ha avviato i lavori sulla base
della relazione
stesa da Pascal Durand (Renew) al fine di rivedere la direttiva sulle
informazioni non finanziarie. Nella relazione si raccomanda di estendere il
campo di applicazione della direttiva alle aziende con meno di 250 dipendenti
che operano in settori “ad alto rischio”, in cui siano individuate rilevanti
problematiche ambientali (estrazione di minerali) e umane, come il settore
tessile, che è esposto al lavoro minorile e al lavoro forzato. Si prevede che
la votazione in Parlamento si tenga nel mese di marzo. Gli Stati membri sono
favorevoli alla proposta di direttiva, la cui adozione potrebbe avvenire
rapidamente durante la presidenza di turno francese dell’UE (prima metà del
2022).
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Attualità
sociale
Semestre europeo : La
Commissione Europea ha presentato il 24 novembre il ciclo del semestre europeo 2022
per il di coordinamento delle politiche economiche. Il “pacchetto d’autunno”
comprende l’analisi annuale della crescita sostenibile, i pareri sui progetti di
bilancio degli Stati membri della zona euro per il 2022, le Raccomandazioni
strategiche per la zona euro e la Proposta
di relazione comune sull’occupazione (cfr. comunicato)
(cfr. anche European semester).
Quest’ultima reazione fornisce una panoramica completa dei diversi indicatori del
mercato del lavoro degli Stati membri supportata da abbondanti dati comparativi al
fine di valutare la performance degli Stati membri. Essa aggiorna anche i principali
indicatori del quadro di valutazione della situazione sociale, classificando i paesi
in base alla loro performance rispetto ad ciascuno degli indicatori (v. page 33)
(cfr. anche Social scoreboard). Il
rapporto esamina lo sviluppo del lavoro attraverso le piattaforme digitali e «chiede
un’azione politica» sullo status giuridico, il miglioramento delle condizioni di
lavoro e l’accesso alla protezione sociale. Viene inoltre ricordata l’importanza del
coinvolgimento nelle riforme delle parti sociali.
- Sostegno ai lavoratori
licenziati. Il 19 novembre scorso la Commissione Europea
ha adottato la decisione di sostenere i 297 lavoratori di Airbus licenziati in
Francia a causa della pandemia da Covid-19, proponendo lo sblocco di 3,7 milioni
di euro di aiuti nel quadro del Fondo europeo di adeguamento alla
globalizzazione (cfr. European Globalisation Adjustment
Fund) di 3,7 milioni di euro (cfr. comunicato).
- Conferenza Internazionale del
Lavoro. La 109ª sessione della Conferenza
Internazionale del Lavoro, interrotta a causa della pandemia Covid 19, è
ripresa da remoto il 25 novembre, per concludersi l’11 dicembre. Due sono i temi
all’ordine del giorno: le disuguaglianze
e mondo del lavoro (cfr. documento
della conferenza) e le competenze
e l’apprendimento permanente (cfr. relazione
di lavoro). L’11 dicembre si terrà la sessione plenaria al fine di
esaminare le relazioni dei gruppi di lavoro e delle commissioni, e chiudere
ufficialmente la sessione (cfr. comunicato).
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Giurisprudenza
Qualificazione dei periodi di disponibilità :
La Corte di Giustizia ha esaminato il caso di un vigile del
fuoco della città di Dublino autorizzato a svolgere un’attività lavorativa autonoma
in qualità di conducente di taxi pur essendo assoggettato ad un regime di
disponibilità permanente 7 giorni alla settimana e 24 ore al giorno. Durante tale
periodo di reperibilità, il vigile del fuoco era tenuto a partecipare al 75% delle
operazioni della sua brigata e ad essere in grado di raggiungere la propria caserma
entro un termine massimo di dieci minuti in caso di convocazione di emergenza
(cfr., per i fatti, comunicato
stampa). I periodi di reperibilità devono essere qualificati come orario di
lavoro o periodo di riposo? Secondo la Corte di giustizia, tale periodo di guardia
in regime di reperibilità «non costituisce “orario di lavoro” (…) se da una
valutazione globale di tutte le circostanze del caso di specie, in particolare
dall’ampiezza e dalle modalità di tale facoltà di esercitare un’altra attività
professionale nonché dall’assenza di un obbligo di partecipare a tutti gli
interventi effettuati a partire da tale caserma, risulta che i vincoli imposti a
detto lavoratore durante tale periodo non sono tali da incidere obiettivamente e in
maniera molto significativa sulla facoltà di quest’ultimo di gestire liberamente,
nel corso di detto periodo, il tempo durante il quale le sue prestazioni
professionali come vigile del fuoco non sono richieste» (CGUE,
11 novembre 2021, causa C-214/20, MG).
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Dialogo
sociale settoriale
Elettricità : È
stata adottata il 15 novembre dalle parti sociali del settore dell’elettricità,
l’organizzazione imprenditoriale Eurelectric e le federazioni sindacali europee EPSU
e industriAll Europe, una Dichiarazione congiunta a favore
di una transizione giusta che va ad integrare la Dichiarazione già adottata nel
2017. I firmatari si impegnano «a garantire un dialogo sociale globale a livello
europeo, nazionale, regionale, settoriale e aziendale, includendo i comitati
aziendali europei come parte integrante delle strategie di transizione» (cfr.
comunicato di IndustriAll
Europe).
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2. Stati
membri
Austria
Accordo salariale nel settore metalmeccanico :
Le parti sociali del settore metalmeccanico hanno concluso il 19
novembre un accordo salariale per i 110.000 lavoratori del settore. I salari minimi
previsti dal contratto collettivo aumenteranno del 3,45% il 1° gennaio 2022,
attestandosi a 2.069 euro. I salari reali saranno aumentati del 3%, mentre i 18.000
apprendisti del settore riceveranno un aumento del 3,45%. Essi riceveranno inoltre
un “ticket” climatico (KlimaTicket) che
consente loro di utilizzare gratuitamente tutti i trasporti pubblici in tutto il
territorio austriaco. L’importo sarà pagato dalle aziende, e rappresenterà un
risparmio di 821 euro (coloro che l’hanno già acquistato riceveranno un rimborso).
Inoltre, tramite accordo aziendale sarà possibile per i dipendenti convertire
l’aumento del 3% in ulteriori 4,5 ore di riposo mensili (cfr. comunicato
del sindacato ProGE).
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Francia
Lavoro minorile, lavoro forzato e moderna
schiavitù : Lo scorso 9 novembre la Francia ha lanciato la
strategia nazionale per accelerare l’eliminazione del lavoro minorile, del lavoro
forzato, del traffico di esseri umani e della schiavitù contemporanea in Francia e
nel mondo intero (cfr. comunicato).
La strategia si incentra su tre azioni: 1) una più stretta collaborazione tra
l’Ispettorato del lavoro e la Missione interministeriale per la protezione delle
donne contro la violenza e la lotta contro il traffico degli esseri umani; 2) la
conclusione di un accordo con le parti sociali al fine di comunicare tali
informazioni alle imprese; 3) il rafforzamento della cooperazione europea nella
lotta contro il traffico degli esseri umani, in particolare attraverso la
mobilitazione dei servizi dell’Ispettorato del lavoro e dell’Autorità Europea del
Lavoro. Questa iniziativa risponde a uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
(Sustainable Developpment Goals – SDG) del Programma delle Nazioni Unite
per lo Sviluppo Sostenibile del 2015, che esorta gli Stati ad «Adottare misure
immediate ed efficaci per eliminare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù̀
moderna e alla tratta degli esseri umani e assicurare la proibizione e
l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, incluso il reclutamento e
l’impiego di bambini-soldato, e porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme
entro il 2025» (SDG 8.7).
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Irlanda
Diritto al congedo legale per malattia :
L’Irlanda è uno dei pochi paesi in cui non
esiste un regime di congedo per malattia stabilito per legge e finanziato dal datore
di lavoro. Questo fattore sembra aver contribuito alla gravità della pandemia da
Covid-19, in quanto molti dipendenti non hanno potuto lavorare da remoto o hanno
potuto permettersi finanziariamente di prendere congedi se malati o se erano stati a
stretto contratto con malati di Covid. La situazione dovrebbe cambiare grazie al “Sick
leave bill”. Se il progetto di legge pubblicato il 4 novembre sarà
approvato, dal gennaio 2022 i dipendenti avranno diritto a tre giorni consecutivi o
non consecutivi di congedo legale per malattia all’anno nel caso in cui «un giorno
in cui potrebbero lavorare normalmente, non sono in grado di farlo a causa di
malattia o infortunio». Il congedo sarà retribuito dal datore di lavoro e la sua
durata aumenterà gradualmente nel tempo, salendo a cinque giorni nel 2023, sette
giorni nel 2024 e dieci giorni nel 2025. La durata può tuttavia essere soggetta a
modifica da parte del Governo in funzione dei criteri stabiliti dal progetto di
legge, quale ad esempio lo stato dell’economia in generale, l’ambiente
imprenditoriale e la competitività del paese. L’importo dell’indennità non è
fissato per legge. Sul sito del Governo si legge che l’indennità sarà inizialmente
fissata al 70% della retribuzione, entro un massimo di 110 euro giornalieri. La
percentuale potrà tuttavia essere modificata tramite decreto ministeriale. Per poter
fruire dell’indennità, i lavoratori dovranno presentare un certificato medico e
dimostrare tredici settimane di continuità lavorativa presso l’azienda. Non potrà
essere adottata alcuna sanzione nei confronti di un dipendente per il fatto che
abbia usufruito del congedo legale per malattia, e la durata della sua assenza non
può essere dedotta ai fini del calcolo del diritto ad altri congedi (ferie annuali,
congedo parentale, maternità, paternità, ecc.). Le suddette disposizioni non si
applicheranno nel caso in cui il contratto di lavoro preveda un regime più
favorevole per il dipendente. Questa nuova disposizione andrà principalmente a
vantaggio dei lavoratori con bassi livelli retributivi, in quanto in questi casi, le
aziende di solito non finanziano le assenze per malattia. Si tratta di un grande
cambiamento per le aziende, cui esse si preparano già da alcuni mesi. Tuttavia, per
le aziende che non dispongono delle risorse per farsi carico dell’indennità per
malattia come per legge, è previsto che possano richiedere al tribunale del lavoro
un’esenzione per un periodo compreso tra tre mesi e un anno.
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
- Istituzione di comitati.
Al termine di un difficile negoziato, il 12 ottobre scorso è stato
siglato, tra la direzione del gruppo irlandese di costruzioni CRH (77.000
addetti) e il sindacato SIPTU l’accordo istitutivo del comitato aziendale
europeo (cfr. comunicato
SIPTU).
- Clausola anti-Brexit. Il
13 aprile scorso la direzione del gruppo Air France KLM congiuntamente col
comitato aziendale europeo hanno sottoscritto un Protocollo integrativo
che modifica la portata dell’accordo affinché esso possa applicarsi a tutto il
gruppo, «ossia a tutte le sue filiali e sub-filiali nei paesi europei (paesi
appartenenti all’Unione europea, allo Spazio Economico Europeo, alla Svizzera e
alla Gran Bretagna)».
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Accordi
transnazionali
Salute e sicurezza sul lavoro :
Il gruppo francese Korian
(57.500 addetti), specializzato nell’assistenza agli anziani, ha
sottoscritto il 17 novembre, congiuntamente al comitato aziendale europeo, il primo
accordo transnazionale del gruppo sotto forma di un protocollo relativo alla salute,
la sicurezza e la prevenzione degli infortuni sul lavoro (EN ES DE IT) (cfr. Una
domanda a… a fronte). Il protocollo è il frutto di un anno di negoziato in seno ad
un gruppo di lavoro del comitato aziendale europeo dedicato al tema della salute e
della sicurezza sul lavoro e si basa sulle «migliori pratiche osservate nei vari
paesi in cui opera il gruppo». Segnaliamo che è questo è il primo accordo sul tema
siglato in un gruppo del settore sanitario (cfr. comunicato
stampa). Il protocollo sarà attuato dal management di ciascun paese; una
commissione di monitoraggio a livello europeo si riunirà due volte l’anno per
valutarne i progressi. Il contenuto è organizzato intorno ai sei grandi orientamenti
del piano d’azione, come ad esempio l’asse n. 2: «Promuovere soluzioni sostenibili
allo scopo di migliorare le condizioni di lavoro sul campo, in particolare
attraverso l’implementazione di strumenti adeguati e la formazione», che si
traducono poi in una serie di azioni da intraprendere, ognuna collegata ad un
esempio concreto. Ad esempio, per la Francia, l’implementazione di attrezzature
adeguate si riferisce all’installazione di rotaie per spostare i pazienti. Sul
fronte delle azioni che portano ad ispirarsi alla migliore legislazione nazionale,
si invita a seguire l’esempio dei comitati in materia di salute, sicurezza e
manutenzione in Italia. È questa una dimostrazione dell’utilità dei comitati
aziendali europei, oltre al ruolo centrale da essi svolto nel campo
dell’informazione e della consultazione dei lavoratori.
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4. Studi e
rapporti
Condizioni di lavoro in Qatar :
In coincidenza con il termine dei lavori per la realizzazione
delle infrastrutture per la Coppa del Mondo, l’ILO ha pubblicato un rapporto in cui
si traccia il bilancio delle vittime e degli infortuni sul lavoro in Qatar per
l’anno 2020 (One
is too many:
The collection and analysis of data on occupational injuries in
Qatar – Uno è troppo: raccolta e analisi dei dati sugli infortuni
sul lavoro in Qatar). Il rapporto sottolinea che il 95% della forza lavoro del
Qatar è costituita da migranti, molti dei quali lavorano nel settore delle
costruzioni. Le cadute dall’alto e gli incidenti stradali sono le principali cause
di lesioni gravi, seguite dalla caduta di oggetti nei cantieri. Le vittime sono
principalmente migranti provenienti da Bangladesh, India e Nepal. Il rapporto
evidenzia le lacune nella raccolta dei dati e le differenze di trattamento da parte
dei molteplici ministeri e istituzioni che classificano gli infortuni e le vittime
sul lavoro: «Nella maggior parte dei casi, i referti medici (o di altro tipo) non
contengono dettagli sufficienti al fine di determinare in via definitiva se si
tratta di eventi letali verificatisi sul lavoro». Secondo l’ILO, sembrerebbe che le
raccomandazioni del rapporto abbiano già generato alcuni cambiamenti. Tali carenze
sono state altresì denunciate in un recente rapporto di Amnesty International (In
the Prime of Their lives – Nel fiore degli anni).
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