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IR Notes 176 — 15 dicembre 2021
www.irshare.eu
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*** IR Share porge a tutti i suoi lettori i
migliori auguri di buone feste. Dopo una breve pausa invernale,
ci rivedremo il 12 gennaio 2022 con l’IR Notes 177. Non vi
lasceremo però senza informazioni: il sito IR Share sarà
aggiornato regolarmente e potrete anche seguirci sul nostro
account Twitter: @IR_Share. ***
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Editoriale
È Natale per l’Europa sociale
Questo numero di IR Notes ne è la
prova: l’Europa sociale torna alla ribalta.
Il 6 dicembre, i Ministri del Lavoro hanno adottato due posizioni:
sulla direttiva relativa a salari minimi adeguati e sulla direttiva
in materia di trasparenza delle retribuzioni, aprendo la strada ai
negoziati con il Parlamento Europeo, che potrebbero portare
all’adozione di tali direttive nella prima metà del 2022. Alcuni
giorni dopo, la Commissione Europea ha avviato, in rapida
successione: la consultazione sulle linee guida per consentire ai
lavoratori autonomi di concludere contratti collettivi senza violare
il diritto della concorrenza, il piano d’azione per l’economia
sociale, le proposte di raccomandazioni per sviluppare conti
individuali di apprendimento e micro-certificazioni, nonché una
proposta di direttiva per migliorare le condizioni di lavoro dei
lavoratori delle piattaforme digitali. Quest’ultimo testo introduce
nuovi diritti digitali relativi alla gestione algoritmica delle
risorse umane destinati, almeno per il momento, ai lavoratori delle
piattaforme, ma che senza dubbio saranno inclusi nella futura
legislazione volta a regolare il ricorso all’intelligenza
artificiale che si applicherà a tutti i dipendenti. Ieri, la
Commissione ha pubblicato gli orientamenti per una transizione equa
e inclusiva verso la neutralità climatica sotto forma di una
Proposta di Raccomandazione del Consiglio in cui si invitano gli
Stati membri a sviluppare e attuare misure volte a garantire una
transizione giusta verso la neutralità climatica, prendendo in
considerazione gli aspetti sociali e
occupazionali. Infine, il
Parlamento adotterà giovedì 16 dicembre la Relazione
d’iniziativa sulla democrazia sul luogo di lavoro, presentata dall’eurodeputata Gabriele
Bischoff, in cui si chiede alla Commissione una nuova direttiva
volta a rafforzare i diritti di informazione, consultazione e
partecipazione dei lavoratori, insieme ad una revisione della
direttiva sui comitati aziendali europei. È proprio Natale sotto
l’albero dell’Europa sociale! Ma come spesso accade a Natale, manca
un pacchetto: la Commissione osserva il più rigoroso silenzio sulla
proposta di direttiva che pone obblighi di due diligence a carico
delle imprese che operano in tutto il mondo, la cui presentazione è
stata costantemente rinviata dalla scorsa primavera. Essa figurava
nel programma di lavoro della Commissione per il 2021, ma non
compare più in quello del 2022. Rimangono quindi soltanto quindici
giorni per mantenere le promesse ed aprire festeggiamenti a tutto
tondo! Per la redazione di
IR Notes si prospetta, quindi, un 2022 ricco di iniziative che, per
poter monitorare, abbiamo più che mai bisogno del vostro sostegno.
IR Notes dipende solo dai suoi lettori: abbiamo bisogno del vostro
aiuto per farci conoscere e per conquistare la fiducia di nuovi
abbonati! Sentitevi liberi di far circolare questa newsletter
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Vi ringraziamo anticipatamente per ogni
possibile aiuto che potrete darci!
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Agenda
17 gennaio- 27
febbraio Online 2a
edizione tedesca del corso di formazione online “CAE: le regole del
gioco”, che prevede un impegno di circa 2 ore settimanali. Le iscrizioni
devono essere effettuate entro il 10 gennaio 2022 compilando il modulo
online disponibile su: https: https://bit.ly/3FTJU3i. La
formazione è gratuita.
14 -15
febbraio Bordeaux Consiglio
per l’Occupazione e gli Affari sociali.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes,
mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le
definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere
facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Chi siamo?
IR Notes
è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si
occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica
dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite
abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan,
Frédéric
Turlan
e
Aimee
Waldon. Vedi
sul sito la squadra di
lavoro di IR Share.
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Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 93933
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Prima
Pagina
La
Commissione europea è determinata a tutelare i lavoratori delle piattaforme
È questa probabilmente una delle iniziative più progressiste adottate dalla
Commissione Europea negli ultimi vent’anni: una proposta di direttiva che, da un
lato, introduce una presunzione di subordinazione per i lavoratori delle piattaforme
digitali che soddisfano determinati requisiti che provano il nesso di
subordinazione e, dall’altro, concede nuovi “diritti digitali” ai lavoratori delle
piattaforme, sia dipendenti che autonomi, per quanto riguarda la gestione
algoritmica. Possiamo immaginare che questa innovazione introdotta nel diritto
dell’UE non rimarrà limitata in futuro ai soli lavoratori delle piattaforme digitali
(cfr. comunicato
stampa). Non sorprende che gli autisti delle auto da noleggio con conducente
abbiano voluto fare il viaggio fino alla sede della Commissione per offrire un mazzo
di fiori, ringraziandolo per averli ascoltati, a Nicolas Schmit, il Commissario
europeo per l’Occupazione e i Diritti sociali. Bisogna tornare molto indietro nel
tempo per sentire un rappresentante del gruppo della Sinistra Unitaria Europea del
Parlamento Europeo, nella fattispecie Leïla Chaibi, che accompagnava la
delegazione, congratularsi con un commissario europeo, twittando «well done
» a Nicolas Schmit. Tre sono i testi pubblicati dalla commissione il 9
dicembre: 1) una comunicazione
in cui viene definito l’approccio e le misure UE in materia di lavoro tramite
piattaforma, da completare poi con le azioni che le autorità nazionali, le parti
sociali e tutte le altre parti interessate dovranno poi attuare al proprio livello;
2) un Progetto
di orientamenti, in cui vengono chiarite le modalità di applicazione del
diritto della concorrenza europeo in materia di contratti collettivi riguardanti i
lavoratori autonomi individuali (v. infra); 3) una Proposta
di direttiva relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro
mediante piattaforme che prevede misure per determinare correttamente lo
status occupazionale dei lavoratori che operano tramite piattaforme di lavoro
digitali. La proposta di direttiva elenca cinque criteri volti a determinare
se si tratta di rapporto di subordinazione (art. 4.2), quali ad esempio la
sussistenza di una retribuzione predeterminata o il controllo della prestazione,
anche per quanto riguarda la qualità, attraverso strumenti tecnologici. Qualora la
piattaforma risponda ad almeno due dei cinque criteri, si presume legalmente la
sussistenza di un nesso di subordinazione con la conseguenza che i lavoratori
interessati dovranno essere trattati come dipendenti. Qualora la piattaforma intenda
contestare tale circostanza, essa dovrà dimostrare che non sussiste il nesso di
subordinazione. Ciò agevolerà notevolmente i lavoratori che richiederanno la
riqualifica del rapporto di lavoro come subordinato. La direttiva rafforza inoltre
la trasparenza nell’uso degli algoritmi da parte delle piattaforme. Le piattaforme
non devono utilizzare «sistemi automatizzati di monitoraggio e decisione in modo
tale da esercitare un’indebita pressione sui lavoratori della piattaforma o mettere
in pericolo in qualsivoglia modo la salute fisica e mentale di questi ultimi» (art.
7.2). Inoltre, nel caso in cui le decisioni adottate siano svantaggiose per il
lavoratore, quali ad esempio l’esclusione dalla piattaforma, questa dovrà fornire ai
lavoratori «l’accesso a una persona di contatto designata (…) per discutere e
chiarire i fatti, le circostanze e le ragioni che hanno condotto alla decisione»
(art. 8). Una decisione che potrà essere impugnata. Le piattaforme saranno inoltre
tenute ad informare e consultare i lavoratori e i loro rappresentanti sulle
decisioni in merito al ricorso alla gestione algoritmica (art. 9). Il testo dovrà
ora essere discusso in seno al Consiglio e al Parlamento Europeo.
> Per
maggiori informazioni si veda l’articolo di analisi del
testo presentato dalla Commissione a cura di Valerio De Stefano e Antonio Aloisi “European
Commission takes the lead in regulating platform work”, pubblicato
in Social Europe. Si veda anche il Policy Brief dell’ETUI , “Does
it pay to work?
Unpaid labour in the platform economy”, che analizza il tempo
e le attività non retribuite dei lavoratori che operano tramite piattaforma.
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1. Unione
Europea
Progetti
Il Consiglio da il via al negoziato su due
direttive : In occasione del Consiglio del
6 dicembre i Ministri dell’Occupazione e degli Affari sociali hanno adottato la loro
posizione sulla Proposta
di direttiva relativa a un quadro per salari minimi adeguati nell’Unione
Europea (cfr. comunicato
stampa, e IR
Notes 151 per la proposta della Commissione). Il Consiglio ha adottato la
sua posizione nonostante i rifiuti di Danimarca e Ungheria e le astensioni di
Germania e Austria. Può ora cominciare il negoziato con il Parlamento Europeo (cfr.
IR Notes 174) al
fine di conciliare le posizioni in vista dell’adozione della Direttiva su salari
minimi sotto la Presidenza di turno francese dell’UE. Il Consiglio ha adottato
altresì la posizione
sulla Proposta di Direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni
(cfr. comunicato
stampa, e IR
Notes 159 per la proposta della Commissione). I negoziati su questa
direttiva potranno iniziare non appena il Parlamento avrà adottato una decisione (il
voto in commissione è previsto per il 10 febbraio 2022). Il testo, che è stato
approvato con cinque astensioni (Germania, Austria, Ungheria, Svezia e Slovacchia),
servirà da base per i negoziati con il Parlamento, con un punto di attrito in vista:
la soglia oltre la quale saranno imposti obblighi di trasparenza per i datori di
lavoro. La proposta della Commissione, accettata dal Consiglio, fissa detta soglia a
250 dipendenti, mentre il Parlamento prevede una soglia più bassa, ad esempio 50
lavoratori, secondo quanto proposto da una delle relatrici. Se, però, alcuni Stati
sembrano essere favorevoli alla riduzione della soglia (Spagna, Italia, Finlandia,
Lussemburgo), altri, come i Paesi Bassi, hanno chiaramente annunciato che la soglia
di 250 è il minimo e costituisce la “linea rossa” da non superare, come ha riferito
il Ministro del Lavoro sloveno, Janez Cigler Kraljj, durante la conferenza
stampa. Il Consiglio ha inoltre approvato due conclusioni: 1) su Lavoro
sostenibile lungo tutto l’arco della vita per garantire che le persone
entrino e rimangano nel mondo del lavoro per tutta la loro vita lavorativa; 2) su L’impatto
dell’intelligenza artificiale sulla parità di genere nel mercato del lavoro
; in questo senso se utilizzata per la gestione delle risorse umane, l’IA dovrebbe
promuovere la trasparenza e la parità di genere, in particolare nei settori della
retribuzione, della formazione, dell’accesso alla promozione e dello sviluppo di
carriera.
> Cfr.
anche: comunicato
stampa in cui sono illustrati tutti i punti affrontati.
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Attualità
sociale
- I lavoratori autonomi possono negoziare
collettivamente : Contemporaneamente alle proposte
dedicate ai lavoratori delle piattaforme (cfr. Prima pagina), la Commissione
Europea ha presentato i Progetto di orientamenti
relativi all’applicazione del diritto dell’UE in materia di concorrenza ai
contratti collettivi riguardanti le condizioni di lavoro dei lavoratori
autonomi individuali prestatori di servizii, ossia coloro che non
impiegano lavoratori dipendenti (cosiddetti solo self-employed
persons). Secondo tali orientamenti, alcune categorie di contratti
collettivi, conclusi da lavoratori autonomi che si trovano «in una situazione
comparabile a quella dei lavoratori dipendenti», non rientrano nel campo di
applicazione dell’articolo 101 del TFUE (che vieta gli accordi tra imprese che
abbiano per oggetto di restringere il gioco della concorrenza all’interno del
mercato interno, in particolare quelli consistenti nel fissare direttamente
o indirettamente i prezzi d’acquisto o di vendita). I lavoratori autonomi
posti «in una situazione comparabile a quella dei lavoratori subordinati» sono
quei lavoratori, economicamente dipendenti, che lavorano «fianco a fianco» con i
dipendenti ovvero tramite piattaforme digitali. In tali orientamenti si
puntualizza che la Commissione non interverrà contro alcune altre categorie di
contratti collettivi, come quelli conclusi tra lavoratori autonomi individuali
prestatori di servizi ed società aventi una determinata portata economica: una o
più entità che rappresentino l’intero settore di attività, un’entità con un
fatturato annuo combinato superiore a due milioni di euro e il cui organico sia
pari o superiore a dieci unità, ovvero con più entità che superino
congiuntamente una di queste soglie. La Commissione rileva che di fronte a tali
entità i lavoratori autonomi individuali prestatori di servizi hanno un potere
contrattuale insufficiente per incidere sulle loro condizioni di lavoro. Il
progetto di comunicazione che presenta detti orientamenti è aperto a consultazione
pubblica fino al 24 febbraio 2022 e i contributi possono essere inviati
per e-mail, in tutte le lingue dell’UE, al seguente indirizzo: COMP-COLLECTIVE-BARGAINING-1@ec.europa.eu.
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Piano d’azione per l’economia sociale :
La Commissione Europea ha presentato il 9
dicembre una comunicazione dal titolo “Costruire
un’economia che funzioni per le persone: un
piano d’azione per l’economia sociale” che mira a sostenere un settore che
rappresenta 2,8 milioni di organizzazioni (cooperative, mutue assicurative,
associazioni, fondazioni e imprese sociali) e il 6,3% della forza lavoro europea
(cfr. Factsheet
e comunicato
stampa). Tale comunicazione è integrata da un documento
di lavoro della Commissione, insieme a un secondo documento
sugli “scenari” per accompagnare la transizione ambientale e digitale
dell’economia sociale che la Commissione sottopone alla consultazione delle
parti interessate. La Commissione annuncia anche una raccomandazione del Consiglio
sulla definizione delle condizioni quadro per l’economia sociale, che proporrà nel
2023. La Confederazione Europea dei Sindacati (CES) ha accolto positivamente
l’iniziativa, seppur senza molto entusiasmo (cfr. comunicato).
L’organizzazione che rappresenta le aziende del settore, Social Economy Europe, è
molto più entusiasta e vede questo come il traguardo del lavoro di promozione
dell’economia sociale iniziato nel 2014 (cfr. comunicato).
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- Conti individuali per l’apprendimento e
microcertificazione : La Commissione
Europea ha presentato il 10 dicembre due proposte di raccomandazioni del
Consiglio, una riguardante i conti
individuali per l’apprendimento, e l’altra sulle microcertificazioni.
Gli Stati membri, insieme alle parti sociali, sono invitati a: 1) creare conti
individuali per l’apprendimento per tutti gli adulti in età lavorativa,
alimentandoli con diritti formativi; 2) creare un catalogo digitale, accessibile
da smartphone, di corsi formativi di qualità, adeguati al mercato del lavoro, da
poter essere finanziati nel quadro dei conti individuali di apprendimento; 3)
proporre sistemi di orientamento professionale e di convalida dei saperi che
prevedano anche congedi formativi retribuiti. La filosofia del sistema è
collocare «l’individuo direttamente al centro dello sviluppo delle competenze»
(cfr. comunicato
e scheda
informativa).
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- Mediazione delle controversie sulla libera
circolazione : L’Autorità Europea del Lavoro (ELA), la nuova agenzia dell’UE, ora
definitivamente insediata a Bratislava (Slovacchia), ha adottato il 29 novembre
una procedura di mediazione delle controversie in materia di mobilità della
forza lavoro negli Stati membri dell’UE, nonché un accordo di cooperazione con
SOLVIT. L’ELA «sarà in grado di fornire alle autorità nazionali un meccanismo su
misura volto a risolvere le controversie sulla mobilità del lavoro», che mira in
particolare a risolvere le problematiche che insorgono nell’ambito del distacco
dei lavoratori, «in modo rapido e senza costi» (cfr. comunicato
dell’ELA).
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Presidenza francese dell’UE :
Durante la conferenza stampa del 9 dicembre il
Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha presentato le priorità del semestre
di presidenza di francese dell’UE, che inizierà il 1° gennaio. Sulle questioni
sociali, il Presidente ha sottolineato che «se l’Europa non protegge meglio i più
deboli, se lascia libero corso al dumping sociale e si mostra come un mercato privo
di regole, si verificheranno altre Brexit». Ha sottolineato che l’Europa deve creare
posti di lavoro. «Se l’Europa è quella della disoccupazione, sarà l’Europa della
guerra, questa è la nostra prima sfida: creare lavoro, creare lavoro, creare
lavoro», ha scandito (cfr. video). «Se bisogna
investire cento, mille per riuscirci, allora dobbiamo farlo». La Francia assicura
anche che l’adozione della direttiva su salari minimi adeguati nell’UE «sarà al
centro della nostra Presidenza». «Le discussioni di qualità in seno al Consiglio
hanno consentito progressi significativi», ha evidenziato Emmanuel Macron, che vuole
«completare» questa iniziativa. Nell’agenda della Presidenza figurano altresì la
proposta di direttiva sulla trasparenza retributiva e quella sull’equilibrio di
genere nei consigli di amministrazione. Infine, Emmanuel Macron intende anche
compiere progressi sulla questione della due diligence delle multinazionali, un
testo che la Commissione aveva annunciato per questo mese di dicembre (cfr. comunicato
e cartella
stampa).
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Dialogo
sociale settoriale
Settore bancario : Le parti
sociali del settore bancario hanno firmato, il 7 dicembre, una Dichiarazione congiunta sul
lavoro da remoto e le nuove tecnologie (cfr. comunicati di EBF
e UNI Europa) che fa seguito a due dichiarazioni precedenti, una sul telelavoro
(EN
ES DE IT) (2017), l’altra sull’impatto
della digitalizzazione sull’occupazione (2018). La dichiarazione congiunta
mette in evidenza i «diritti digitali» rispetto, ad esempio, agli strumenti di
controllo dei lavoratori (principio di trasparenza e proporzionalità) o le decisioni
adottate dagli algoritmi. Nella dichiarazione si trattano inoltre i diritti
collettivi, la salute e la sicurezza, la conciliazione vita-lavoro, l’orario di
lavoro e il diritto alla disconnessione. Il testo definisce il lavoro da remoto e
invita i datori di lavoro a consentire ai sindacati e ai rappresentanti dei
lavoratori di rimanere in contatto con i loro rappresentati anche da quando sono in
remoto, ad esempio attraverso «spazi di incontro digitali sicuri».
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Giurisprudenza
- Retribuzione delle ferie annuali al
termine del rapporto di lavoro. La Corte di Giustizia
europea è stata adita relativamente al caso di un lavoratore dipendente
austriaco che ha messo fine al rapporto di lavoro con «dimissioni premature e
ingiustificate». Il lavoratore aveva richiesto un’indennità finanziaria per i
tre giorni ferie annuali retribuite non godute. Il datore di lavoro ha rifiutato
adducendo a motivazione il fatto che la legge austriaca non prevede «alcuna
indennità sostitutiva quando il dipendente termina prematuramente il rapporto di
lavoro senza valido motivo». Basandosi sulla sentenza Mascheck (CGUE
20 luglio 2016, C‑341/15), la Corte ha ritenuto che «il motivo per cui
il rapporto di lavoro è cessato sia privo di rilevanza per quanto riguarda il
diritto a ricevere una indennità finanziaria» e conferma che «la circostanza che
un lavoratore ponga fine, di sua iniziativa, al proprio rapporto di lavoro, non
ha nessuna incidenza sul suo diritto a percepire, se del caso, un’indennità
finanziaria per le ferie annuali retribuite di cui non ha potuto usufruire prima
della cessazione del rapporto di lavoro» (CGUE,
25 novembre 2021, causa C-233/20, Job medium).
- Retribuzione delle ferie pagate a seguito
di malattia. La Corte di Giustizia si è pronunciata in
una causa olandese dichiarando che «i diritti alle ferie annuali retribuite
devono essere determinati, in linea di principio, in funzione dei periodi di
lavoro effettivo svolti in forza del contratto di lavoro, senza tener conto del
fatto che l’importo di tale retribuzione ha subito una riduzione dovuta a una
situazione di inabilità al lavoro a causa di malattia» (CGUE
9 dicembre 2021, causa C-217/20, Staatssecretaris van
Financiën).
- Periodi di disponibilità e numero
forfetario di giornate lavorative annuali. Il 10
novembre il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), responsabile del
controllo del rispetto della Carta Sociale Europea (cfr. European Social Charter)
conclusa nel quadro del Consiglio d’Europa (cfr. Council of Europe), ha
pubblicato una decisione,
in cui ha spiegato le motivazione per le quali il diritto francese relativo al
sistema dei periodi di disponibilità e dei contratti che prevedono un numero
fisso forfetario di giornate lavorative annuali non è conforme alla Carta
Sociale Europea su diversi punti. La procedura era stata promossa dalle
confederazioni sindacali CFE-CGC e CGT (cfr. comunicati della CFE-CGC
e della CGT).
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2. Stati
membri
Germania
Un governo progressista : Il Contratto
di coalizione 2021 – 2025 del nuovo Governo prevede di portare il salario
minimo legale da 9,60 a 12 euro l’ora in un unico aumento. Sarà poi la Commissione
per il salario minimo a decidere quali saranno gli aumenti successivi. È questo uno
dei provvedimenti sociali chiave della nuova coalizione, che ha annunciato il suo
sostegno alla proposta di direttiva su salari minimi adeguati nell’UE (come anche a
quella sulla protezione dei lavoratori delle piattaforme). Tra le altre misure che
meritano rilevo: 1) i comitati aziendali possono decidere di riunirsi online; 2) ai
sindacati viene riconosciuta la possibilità di avere accesso a uno spazio digitale
delle aziende per poter incontrare i lavoratori; 3) deve essere preservata la
legislazione sulla cogestione nell’ambito della creazione di una Società Europea
(SE) per evitare che si possa eluderla completamente o limitarla in caso di aumento
dell’organico della SE; 4) il diritto al lavoro da remoto, a meno che ciò non sia
contrario agli interessi della società, oltre al fatto che «il lavoro mobile deve
essere possibile senza problemi in tutta Europa»; 5) la promozione di spazi di
coworking, in quanto rappresentano «una buona opportunità per il lavoro mobile e il
rafforzamento delle aree rurali»; 6) un aumento della flessibilità dell’orario di
lavoro attraverso i contratti collettivi.
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Austria
- Proroga della cassa integrazione :
Di fronte alla recrudescenza dell’epidemia
da Covid-19, le parti sociali e il Governo hanno concordato il 26 novembre di
prorogare il regime di cassa integrazione che garantisce un reddito sostitutivo
pari al 90% della retribuzione netta, fino a marzo 2022 (cfr. comunicato
della confederazione sindacale ÖGB). Verrà versata un’indennità pari a 500 euro
ai lavoratori in cassa integrazione da marzo 2020, e che lo erano ancora in
novembre, Inoltre, la base di calcolo della retribuzione dei lavoratori che
ricevono di regola mance sarà aumentata del 5%.
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Francia
- Congedo per malattia del figlio :
Il Parlamento ha approvato in via definitiva l’8 dicembre un
Progetto di
legge volto a sostenere l’assistenza a bambini affetti da malattie croniche
o da cancro. Viene istituito un congedo specifico per i dipendenti in
caso di diagnosi di tumore o patologia cronica dei figli che richiede ai
genitori di imparare a gestire la malattia. La durata di questo congedo
retribuito, che esiste già in caso di insorgenza di una disabilità nel bambino,
è fissata tramite contratto collettivo. In assenza di contratto collettivo, il
congedo ha la durata minima di due giorni. Il testo si applica a tutte le
aziende, indipendentemente dai livelli di organico, e a tutti i dipendenti, e
non è condizionato all’anzianità in azienda.
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3. Stati
terzi
Regno
Unito
Tenere conto della menopausa :
Nel commentare un rapporto
commissionato, lo scorso luglio, alle principali organizzazioni imprenditoriali e
associazioni professionali nel campo delle risorse umane, il Ministro
dell’Occupazione ha rimarcato, il 25 novembre, che le aziende dovrebbero prendere
maggiormente considerazione sui luoghi di lavoro le problematiche legate alla
menopausa (cfr. comunicato).
Il rapporto contiene raccomandazioni, soprattutto in termini di comunicazione e di
campagna d’informazione, alle quali il governo si impegna a rispondere nei prossimi
mesi. Nel 2019, il Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) aveva pubblicato un rapporto
(cfr. comunicato)
da cui emergeva che tre donne lavoratrici su cinque, di età compresa tra 45 e 55
anni con sintomi della menopausa, affermano che questo ha un impatto negativo sul
loro lavoro, causando un aumento dello stress, difficoltà di concentrazione, ansia o
altro. Secondo il rapporto, circa 900.000 donne hanno lasciato il loro lavoro per un
periodo di tempo indeterminato a causa dei sintomi della menopausa. Questo potrebbe
significare che le donne lasciano le aziende quando sono «al meglio della loro
esperienza», con il conseguente «impatto sulla produttività». Il CIPD aveva altresì
pubblicato alcune guide
per la gestione della menopausa sui luoghi di lavoro, nonché supporti
di comunicazione. Il Comitato Donne e parità della Camera dei Comuni sta
attualmente conducendo un’indagine
su menopausa e luoghi di lavoro.
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4.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Competenze in materia di sviluppo sostenibile :
A seguito della revisione del 9 dicembre, è
stato ampliato, nell’accordo
istitutivo del comitato aziendale europeo del gruppo Eiffage, leader del settore
delle costruzioni, il numero delle tematiche sulle quali il comitato aziendale
europeo deve essere informato e consultato. Sono ora ricomprese le politiche
sociali, ambientali e di sviluppo sostenibile, oltre al rapporto annuale, al
rapporto sul clima e al piano d’azione del gruppo sulla biodiversità. Per quanto ci
è dato sapere, questo è uno dei primi accordi ad essere così esplicitamente aperto
alle questioni dello sviluppo sostenibile, del cambiamento climatico e della
biodiversità.
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Società
europee
Mantenimento di un CAE dopo la revoca
dell’accordo : Il 9 dicembre la Corte d’Appello di
Versailles ha emesso una sentenza nella controversia
che vede opposti il comitato aziendale europeo di Atos SE (Atos SE Counci) e la
direzione del gruppo specializzato nei servizi digitali (107.000 addetti), a seguito
alla decisione di quest’ultima di sciogliere il comitato europeo. Dopo il recesso
dall’accordo istitutivo dell’Atos SE Council nel 2020, e sei mesi di trattative
infruttuose, la direzione deciso di abolire l’istanza. L’articolo 23 § 4
dell’accordo stabilisce che «qualora fosse notificato il recesso, le parti
avvieranno immediatamente il processo di rinegoziazione». Procedura che è stata
espletata. Il medesimo articolo specifica inoltre: «fintanto che le parti non
avranno sottoscritto un nuovo accordo, prevale il presente accordo» (cfr. IR Notes 163). Tale
disposizione fa ben sperare per la continuità dell’Atos SE Council fintanto che le
parti non avranno raggiunto un accordo su un nuovo testo. La direzione, però, ha
ritenuto che tale clausola equivalesse a un’estensione illimitata dell’accordo,
circostanza contraria al diritto francese che vieta gli «impegni perpetui». Il Tribunale di Pontoise, che
era stato adito con procedura d’urgenza (référé) non aveva ritenuto che lo
scioglimento del comitato costituisse una turbativa palesemente illecita (cfr. IR Notes 167),
bensì che tale clausola si prestasse ad interpretazione. Non è invece questa
l’opinione della Corte d’Appello di Versailles che, da un lato, ha accertato la
turbativa manifestamente illecita derivante dallo scioglimento del comitato e,
dall’altro, con un certo senso delle formule ad effetto, ha rilevato che «le parti
non hanno il potere di rendere oscure clausole chiare, in particolare procedendo ad
interpretazioni non necessarie». Per la Corte, non vi è alcun dubbio sul fatto che
«l’effetto di questa clausola è chiaramente la sussistenza dell’accordo fino alla
sottoscrizione del successivo». La Corte d’Appello ha inoltre respinto
l’argomentazione relativa al divieto di impegni perpetui, evidenziando che la
negoziazione di un nuovo accordo istitutivo di un comitato di società europea è
limitata nel tempo: è prevista una durata di sei mesi (prorogabile fino ad un anno);
in mancanza di accordo, l’azienda è tenuta ad istituire un comitato in conformità
con le disposizioni accessorie della direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori
nella società europea. In pratica, secondo la pronuncia della Corte: 1) lo
scioglimento dell’Atos SE Council è illecito e pertanto esso deve essere
ripristinato contemporaneamente ai mandati di tutti i suoi membri; 2) l’accordo
istitutivo rimane provvisoriamente valido almeno fino a marzo 2022, ossia fino al
termine del periodo di negoziazione di un nuovo accordo (o al massimo fino a
settembre 2022 qualora le parti decidessero di prorogare il negoziato); 3) in
mancanza di un accordo allo scadere del periodo di negoziazione, la direzione dovrà
istituire un comitato di società europea in conformità delle prescrizioni accessorie
della direttiva.
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Accordi
transnazionali
- Proroga di un accordo globale :
La direzione del gruppo energetico
francese, EDF (160.000
addetti) e le federazioni sindacali internazionali IndustriALL Global Union e
PSI, hanno firmato il 29 novembre la proroga di due anni dell’Accordo globale sulla
responsabilità sociale del gruppo EDF, concluso nel 2018 per quattro
anni (cfr. comunicato
d’IndustriAll).
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