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IR Notes 177 – 12 gennaio 2022
www.irshare.eu
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Buon anno!
IR Share e tutta la redazione vi augurano
un buon 2022! Un anno che sarà forse difficile collettivamente, come
già il 2020 e il 2021, ma che speriamo ci porti sempre felicità e
gioia. Inaugurando il suo ottavo anno di attività, IR Notes vi
informerà sempre con altrettanto piacere nei mesi a venire.
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Una domanda a…
Francisco Javier Gómez Abelleira, titolare di Diritto del Lavoro e della
Previdenza Sociale presso l’Università Carlos III di Madrid
Qual è la sua analisi della riforma
del mercato del lavoro adottata a fine dicembre dal Governo
spagnolo sotto forma di decreto legge e che deve ancora essere
approvato dal Parlamento? Dopo mesi di trattative tripartite tra il
Governo e le parti sociali, alla fine di dicembre è stato raggiunto
un accordo su una riforma del mercato del lavoro che riguarda tre
aree: contratti a tempo determinato, cassa integrazione parziale e
contrattazione collettiva. Perché l’accordo fosse possibile, tutte
le parti hanno dovuto sacrificare qualcosa di importante. Per il
governo e i sindacati l’obiettivo iniziale era abrogare
completamente la riforma del lavoro del 2012 (una riforma
conservatrice che introduceva una maggiore flessibilità nei rapporti
di lavoro, minori costi di licenziamento e maggiore decentramento
della contrattazione collettiva). Per le organizzazioni
imprenditoriali era importante mantenere la flessibilità del lavoro
(in particolare i contratti a tempo determinato e il decentramento
della contrattazione collettiva). Il raggiungimento dell’accordo significa che
i principali aspetti della riforma del lavoro del 2012 saranno
conservati, ma che Governo e sindacati hanno raggiunto un obiettivo
importante: il contratto collettivo di categoria prevarrà
sull’accordo collettivo aziendale per quanto riguarda l’ammontare e
la struttura dei salari. Le aziende mantengono invece la preminenza
degli accordi aziendali in altre aree, come la ripartizione delle
ore di lavoro. Il Governo e i sindacati raggiungono un altro
obiettivo: i contratti collettivi vengono prorogati per un anno
oltre la data di scadenza salvo diversamente concordato tra le
parti. Per altri aspetti,
la nuova riforma del 2021 non risponde alle aspettative di Governo e
sindacati: ad esempio, non affronta i motivi, le procedure, gli
effetti e i costi dei licenziamenti (individuali e collettivi). Essa
non incide sulle modifiche sostanziali delle condizioni di lavoro
introdotte dalla riforma del 2012: i datori di lavoro possono
modificare unilateralmente le condizioni di lavoro purché esista una
sufficiente giustificazione economica, tecnica o organizzativa e se
le suddette condizioni non siano fissate da contratto
collettivo. Quantunque
meno ambiziosa di quanto inizialmente voluto dal Governo, la riforma
potrebbe nondimeno avere un impatto significativo sul mercato del
lavoro. Infatti, una delle caratteristiche peggiori del mercato del
lavoro spagnolo è l’abuso dei contratti a tempo determinato come
forma di flessibilità del lavoro: le aziende ne fanno un uso
eccessivo invece di ricorrere ad altre forme di flessibilità del
lavoro (come la riduzione dell’orario o la cassa integrazione). Una
lezione importante dalla pandemia è che le aziende possono mantenere
i livelli di occupazione e conservare i loro lavoratori anche in
tempi difficili: i regimi giuridici messi in atto durante la
pandemia, per i quali aziende, sindacati e amministrazioni pubbliche
hanno cooperato al fine di evitare licenziamenti eccessivi, si sono
ora insediati come modalità normali per affrontare le crisi future
(a livello generale, settoriale o aziendale).
> Per approfondimenti
sulla riforma del mercato del lavoro, cfr. l’articolo in inglese del nostro esperto nazionale,
Francisco Javier Gomez Abelleira.
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Agenda
17-20
gennaio Strasburgo
Sessione plenaria del Parlamento Europeo
27-28 gennaio
Online
Workshop organizzato dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) su “Rischi
psicosociali (PSR) lavorocorrelati nell’Unione Europea” che propone,
sulla base di uno studio dell’ETUI, una mappatura dell’UE sul quadro
giuridico nazionale, i contratti collettivi e la giurisprudenza relativa
ai rischi psicosociali, al fine di alimentare una discussione sulla
potenziale adozione di una direttiva europea su questo tema (Programma
e iscrizioni).
7-8
febbraio Online Formazione
organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo (ETUI) per i nuovi membri
dei comitati aziendali europei o membri delle delegazioni speciali di
negoziazione (ulteriori date proposte: 10-11 febbraio). Scrivere
a: esantaniello@etui.org e link
per l’iscrizione.
14 febbraio
Bordeaux Riunione informale del Consiglio Occupazione
e Politica sociale.
16 febbraio Online Apertura
del Mooc “Diritto
del Lavoro europeo” (in francese), organizzato dal Cnam. Il
corso online è gratuito e si svolge dal 16 febbraio al 4 aprile 2022 (le
iscrizioni sono aperte). IR Notes è partner di questa iniziativa guidata
da Michel Miné, professore del Cnam e titolare della cattedra di Diritto
del Lavoro e Diritti Umani.
17-18
febbraio Strasburgo
Conferenza organizzata dalla Presidenza di turno francese dell’UE e dal
Comitato economico e sociale europeo dedicata all’economia sociale e
solidale
14 marzo Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica sociale
16
giugno Lussemburgo
Consiglio Occupazione e Politica sociale
27-28 giugno Amburgo 22ª
Conferenza dell’EWC Academy rivolta ai comitati aziendali europei e
ai comitati di SE, con la partecipazione in particolare, di
Gabriele Bischoff, Udo Rehfeldt e Ilaria Armaroli.
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Chi siamo?
IR Notes
è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si
occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica
dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite
abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.a
La squadra: questo
numero è stato redatto da
Francisco
Gomez Abelleira, Sylvain
Nadalet, Pascale Turlan
e
Frédéric
Turlan.
Vedi
sul sito la squadra di
lavoro di IR Share.
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Con un semplice click
sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu
Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 9393.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes,
mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le
definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere
facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima
Pagina
Le tematiche
sociali nell’agenda della presidenza francese
La presidenza di turno francese del Consiglio dell’UE (cfr. Council of the European
Union), iniziata il 1° gennaio, ha presentato l’agenda delle
priorità nel campo dell’occupazione e degli affari sociali. Il programma è in gran
parte determinato dalle iniziative già in corso; tuttavia la Presidenza ha
l’opportunità di incidervi portando avanti in via prioritaria alcune problematiche
specifiche. Ad esempio, il Programma
di lavoro della presidenza francese, evidenzia la volontà di «condurre il
negoziato con il Parlamento Europeo sulla proposta di direttiva su salari minimi
adeguati nell’Unione». A pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Francia
(aprile), l’adozione di tale direttiva rappresenterebbe indubbiamente un
apprezzabile vantaggio politico per l’attuale Presidente della Repubblica, Emmanuel
Macron, criticato per la sua politica ritenuta da alcuni eccessivamente liberale.
Visto però il preannunciarsi di un negoziato difficile con gli eurodeputati, la
Presidenza francese non annuncia né l’adozione del testo né un compromesso con il
Parlamento (cfr. IR
Notes 174 e IR
Notes 175). Il secondo testo in agenda è la proposta di direttiva sul
miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme. Essa si
trova tuttavia in uno stato di avanzamento molto meno definito del primo in quanto è
stata appena presentata dalla Commissione (cfr. IR Notes 176),
allorquando la proposta di direttiva sul salario minimo è già stata adottata dal
Consiglio e dal Parlamento. La Presidenza francese dichiara che anche su questo
testo «avvierà le discussioni» in seno al Consiglio. Rileviamo al proposito che la
proposta della Commissione è molto lontana dalla modalità in cui il Governo francese
cerca di normare le condizioni del lavoro tramite piattaforma in Francia, ossia
tramite il ricorso al dialogo sociale. Il terzo testo è la proposta di direttiva
sulla trasparenza retributiva, per la quale, una volta che il Parlamento avrà
adottato la propria posizione, «la Presidenza porterà avanti i negoziati nell’ambito
dei Triloghi», dato che il Consiglio ha già raggiunto un accordo politico durante la
Presidenza di turno slovena (cfr. IR Notes 176 e IR Notes 159). La
Presidenza intende altresì «far progredire le discussioni sulla proposta di
direttiva su un migliore equilibrio di genere nei consigli di amministrazione»,
bloccata al Consiglio da quasi dieci anni. Segnaliamo inoltre che un Programma
congiunto è stato elaborato dalla Presidenza francese, e dalle le future
presidenze ceca (seconda metà del 2022) e svedese (prima metà del 2023). Il
programma del “Trio di presidenza” definisce le priorità per i prossimi diciotto
mesi, che riguardano il rafforzamento del modello sociale europeo e le modalità per
rendere i mercati del lavoro più inclusivi per i lavoratori anziani e le persone con
disabilità. Figurano in esso altresì il miglioramento delle condizioni di lavoro per
le persone che lavorano tramite le piattaforme, la salute e la sicurezza nei luoghi
di lavoro e le misure per affrontare le disuguaglianze di genere. Inoltre, il trio
«promuoverà l’introduzione di obblighi di dovuta diligenza in materia di diritti
umani e impatto ambientale e sosterrà la definizione di norme UE in materia di
comunicazione societaria sulla sostenibilità, al fine di promuovere un modello UE
di impresa responsabile».
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1. Unione
Europea
Progetti
Agenti cancerogeni e mutageni. :
La Presidenza del Consiglio e il Parlamento Europeo hanno
raggiunto un accordo provvisorio il 16 dicembre 2021 sulla revisione della Direttiva
cancerogeni e mutageni (cfr. Carcinogens directive
revision).. Questa quarta revisione della direttiva è stata
proposta dalla Commissione Europea nel settembre 2020 (cfr. (cfr. IR Notes 149). Esso
deve ancora essere approvato formalmente dal Consiglio e dal Parlamento, prima della
pubblicazione nella GUUE. Il nuovo testo prevede una maggiore protezione grazie alla
fissazione di limiti di esposizione per l’acrilonitrile e i composti del nichel e
all’abbassamento delle soglie per il benzene. Attualmente, sono circa 33.000 i
lavoratori esposti all’acrilonitrile, 79.000 ai composti di nichel e un milione al
benzene. Gli eurodeputati hanno inoltre ottenuto l’inclusione nel campo di
applicazione della direttiva di dodici sostanze reprotossiche, i cui effetti nocivi
sulla riproduzione possono comportare un’alterazione della fertilità o persino
infertilità. La nuova direttiva coprirà quindi trentanove sostanze: le venticinque
per le quali il valore limite di esposizione professionale era previsto dalla
precedente versione della direttiva, oltre i due nuovi limiti e i dodici agenti
reprotossici. Il testo prevede altresì l’adozione, entro la fine del 2022, di un
piano d’azione volto ad inserire venticinque nuove sostanze cancerogene nel campo di
applicazione della direttiva. È inoltre prevista una migliore protezione per gli
operatori che trattano farmaci pericolosi, che dovranno ricevere una migliore
formazione su come manipolarli in modo sicuro. Si invita la Commissione a formulare
orientamenti in materia di formazione, sorveglianza e controllo entro la fine del
2022.
> Cfr.
anche: Scheda
informativa dell’agenzia europea OSHA-EU, nonché i comunicati del Consiglio
e del Parlamento.
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Attualità
sociale
Rafforzare la democrazia sui luoghi lavoro :
Il 16 dicembre 2021 il Parlamento Europeo ha adottato a larga
maggioranza una Risoluzione
volta a rafforzare la democrazia sul lavoro, presentata dalla deputata
Gabriele Bischoff (S&D). Il testo mira a rafforzare la partecipazione dei
lavoratori nelle decisioni aziendali e chiede la revisione di diverse direttive, tra
cui quelle sui comitati aziendali europei. Le aziende che utilizzano strumenti di
mobilità europei, in particolare quelli previsti dalla Direttiva 2019/2121 sulle
fusioni transfrontaliere, o dallo Statuto della Società Europea (SE), dovranno
rispettare le «norme minime dell’UE che disciplinano la partecipazione e la
rappresentanza dei lavoratori nei consigli di vigilanza, anche per quanto riguarda
la parità di genere». A tal fine, «il numero/la percentuale di seggi» nei consigli
di amministrazione «dei rappresentanti dei lavoratori dovrebbe variare da pochi
seggi alla parità a seconda del numero di dipendenti dell’impresa e delle sue
filiali». Nella risoluzione si rileva inoltre che lo «statuto dell’UE relativo alla
società europea può consentire involontariamente alle aziende, attraverso
scappatoie» di eludere le normative nazionali, in particolare riguardo alla
rappresentanza dei lavoratori nei consigli di amministrazione o nei consigli di
vigilanza. Si invita pertanto la Commissione a porre rimedio a tali scappatoie. Per
quanto riguarda la revisione della Direttiva 2009/38 riguardante i comitati
aziendali europei, gli eurodeputati intendono rafforzare i diritti di informazione e
consultazione, in particolare in caso di ristrutturazione. Essi deplorano inoltre il
fatto che «le risorse finanziarie, materiali e giuridiche necessarie per consentire
ai comitati aziendali europei di svolgere le loro funzioni in modo adeguato non
siano sempre fornite dalla direzione centrale». Inoltre, la Commissione e gli Stati
membri sono invitati a garantire che «sia tenuto conto del parere del comitato
aziendale europeo nelle decisioni aziendali, e che tale parere sia espresso prima
della conclusione della consultazione al rispettivo livello e prima dell’adozione di
una decisione da parte degli organi di governo». Infine, gli eurodeputati chiedono
di porre fine alle «esenzioni» che mantengono in vita i vecchi accordi cosiddetti
“volontari” sottoscritti oltre vent’anni fa, di chiarire il concetto di carattere
transnazionale, nonché di «prevenire l’abuso delle norme sulla riservatezza quale
mezzo per limitare l’accesso all’informazione e la partecipazione effettiva».
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- Coordinamento dei sistemi previdenziali e
assicurativi : I rappresentanti degli
Stati membri (Coreper) hanno respinto il 22 dicembre 2021 l’accordo
interistituzionale raggiunto la settimana precedente sul regolamento relativo al
coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (cfr. Free movement and social
security), la cui revisione era in discussione da cinque
anni. Nove Stati membri hanno votato contro il testo; cinque si sono astenuti,
tra cui Germania e Polonia, impedendo qualsiasi voto a maggioranza qualificata.
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2. Stati
membri
Italia
Protocollo nazionale sul lavoro in modalità
agile : È stato sottoscritto tra il Ministro del Lavoro e
ventisei organizzazioni sindacali e imprenditoriali un Protocollo
sul lavoro in modalità agile che offre un quadro di riferimento non
vincolante da poter trasporre nei contratti collettivi. Attraverso tale iniziativa,
priva di effetti vincolanti, il Governo prende atto dei rapidi sviluppi registrati
su questo tema posteriormente alla Legge n. 81/2017, detta “Jobs Act del lavoro
autonomo e smart working”. Basandosi sulla disamina di oltre duecento contratti
collettivi, il Governo intende esprimere regole che, al di là dei periodi pandemici,
possano essere adattate, e fissa i seguenti principi: 1) il lavoro agile differisce
dal telelavoro; l’accordo individuale di lavoro agile sottoscritto tra il datore di
lavoro e il lavoratore deve prevedere l’alternanza dei periodi di lavoro da casa (o
da altro luogo) e lavoro in azienda, così come i luoghi che sono esclusi per lo
svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dell’azienda; 2) l’adesione al
lavoro agile deve avvenire su base volontaria, ossia il rifiuto del lavoratore non
sarà soggetto ad alcuna sanzione; 3) la durata dell’accordo individuale di lavoro
agile può essere a tempo determinato o indeterminato, ma è prevista la possibilità
di recesso tanto per il datore di lavoro quanto per il lavoratore; 4) fermo restando
la durata dell’orario massimo, il lavoro agile implica la flessibilità dell’orario
di lavoro (non sono previsti di regola straordinari), ad esempio attraverso
l’articolazione in fasce orarie, e ivi compresa la fascia di disconnessione. 5)
l’accordo di lavoro agile deve prevedere le forme e modalità di controllo da parte
del datore di lavoro; 6) il datore di lavoro deve fornire gli strumenti necessari
per lo svolgimento della prestazione lavorativa e ne sostiene i costi. Qualora il
lavoratore utilizzi strumenti propri, le parti provvedono a stabilire i criteri e i
requisiti minimi di sicurezza da implementare e possono concordare eventuali forme
di indennizzo per le spese.
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Una legge per ridurre le disparità retributive :
La Legge 5
novembre 2021n.162 in materia di pari opportunità, entrata in vigore il 3
dicembre, mira a ridurre il divario retributivo. La legge amplia la portata della
discriminazione diretta e indiretta al fine di proteggere i candidati in fase di
selezione del personale. Il concetto di discriminazione ricomprende ora non solo un
trattamento pregiudizievole, bensì ogni modifica che incida sull’organizzazione o
l’orario di lavoro, motivati dallo stato di gravidanza, maternità o paternità e
dall’esercizio dei relativi diritti, o ancora semplicemente dal sesso, dall’età
anagrafica o dalle esigenze di cura personale o familiare e che pone o può porre la
lavoratrice in almeno una delle seguenti condizioni 1) posizione di svantaggio
rispetto alla generalità degli altri lavoratori; 2) limitazione delle opportunità
di partecipazione alla vita o alle scelte aziendali; 3) limitazione dell’accesso ai
meccanismi di avanzamento e di progressione nella carriera. Oltre a tali modifiche,
viene adottato un approccio incentivante attraverso un meccanismo di certificazione
della parità di genere che consenta ai datori i lavoro di attestare le misure
concrete adottate al fine di ridurre il divario di genere in relazione alle
opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale, alla gestione delle
differenze di genere e alla tutela della maternità (i criteri verranno stabiliti per
decreto). Detta certificazione sarà richiesta al fine di accedere a di sgravi
contributivi o a finanziamenti. Le aziende che occupano oltre cinquanta dipendenti
(invece dei 100 precedenti) sono tenute a redigere con cadenza biennale un rapporto
sulla situazione del personale maschile e femminile per ciascuna delle
professionalità presenti in azienda.
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- Misure diverse di politica sociale :
Dopo il passaggio al Senato e alla Camera,
è stata approvata il 30 dicembre Legge
di Bilancio 2022, che introduce importanti misure per il lavoro e le
politiche sociali (cfr. Presentazione
del Ministero del Lavoro), in particolare l’estensione degli ammortizzatori
sociali (CIGO e CIGS) alle aziende attualmente non coperte, oltre al
rafforzamento degli obblighi in termini di responsabilità sociale per le aziende
con almeno 250 addetti che intendono chiudere una struttura in Italia. Queste
sono tenute a darne comunicazione, con un preavviso di almeno 90 giorni, alle
organizzazioni sindacali e le diverse autorità competenti. Entro 60 giorni
l’azienda predispone un piano per limitare le ricadute occupazionali e delineare
gli interventi di politica attiva finalizzati a garantire il ricollocamento dei
lavoratori coinvolti e la valorizzazione degli asset industriali. Il mancato
rispetto di tale procedura comporta la nullità del licenziamento. Viene inoltre
incrementato di 50 milioni di euro il Fondo per il sostegno della parità
salariale di genere e, in via sperimentale, per l’anno 2022, è riconosciuto,
nella misura del cinquanta per cento, l’esonero per un anno del versamento dei
contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore
privato a decorrere dal rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del
congedo obbligatorio di maternità. La misura consente alle donne di percepire
una retribuzione netta superiore per un periodo massimo di un anno a decorrere
dalla data del predetto rientro. Essa è volta ad incentivare il rientro delle
donne nel mercato del lavoro. Rimane immutata l’aliquota di computo delle
prestazioni pensionistiche.
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3. Paesi
Terzi
- Redditi dei manager : È
ricorrente nel Regno Unito la tematica dei “Fat Cats”, con riferimento
ai manager strapagati. Una ricerca dell’High Pay Centre suggerisce che il
reddito mediano dei CEO del FTSE 100 per il 2022 ha superato il salario mediano
annuale di un lavoratore a tempo pieno nel Regno Unito intorno alle ore 9 di
venerdì 7 gennaio (cfr. comunicato). La
segretaria generale del TUC Frances O’Grady sollecita «grandi riforme per
riportare sulla terra le retribuzioni dei CEO». Per la sindacalista, «I Comitati
per le retribuzioni dei dirigenti devono cambiare. Essi dovrebbero includere
rappresentanti dei lavoratori che possano esprimersi in favore di un giusto
equilibrio retributivo rispetto ai lavoratori ordinari. Inoltre i sistemi di
incentive per i manager dovrebbero essere sostituiti da meccanismi di
partecipazione agli utili aperti a tutto il personale. Troppa ricchezza è
accumulata ai vertici» (cfr. comunicato).
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4.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Adattamento a seguito di scissione :
Il gruppo CNH Industrial NV, una holding
di diritto olandese, scaturita nel 2013 dalla fusione tra Fiat Industrial e la sua
filiale americana CNH Global, ha operato una scissione, con, da una parte, la
filiale del gruppo Iveco,
quotata in borsa, che riunisce le attività stradali di CNH International e, in
particolare, i marchi Iveco, Iveco Bus, Heuliez Bus e Astra, e, dall’altra, CNH
Industrial, che conserva la produzione di macchine agricole e da costruzione. La
direzione di CNH Industrial e il comitato ristretto del comitato aziendale europeo,
istituito nel 2015 in base alle prescrizioni accessorie della legge olandese di
recepimento della direttiva, hanno firmato un accordo il 23 novembre 2021 al fine di
adattare la composizione del comitato aziendale europeo alla nuova configurazione.
Giacché entrambi gruppi risultanti dalla scissione rientrano nell’ambito di
applicazione della legislazione sui comitati aziendali europei per i livelli di
organico presente nell’UE, anche il gruppo Iveco dovrebbe avviare una procedura
volta ad istituire il comitato aziendale europeo.
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Revisione di accordi : La
direzione del gruppo logistico Geodis (41.837 addetti, di cui
15.500 in Francia) ha rinnovato, il 6 giugno 2021, l’accordo dell’8 febbraio 2010
relativo alla Comitato Europeo di Concertazione (CEC), secondo la denominazione
scelta per il CAE del gruppo. Anche dopo il nuovo Accordo la composizione
rimane molto incentrata sulla Francia, con sette degli otto seggi del bureau del CAE
riservati alle organizzazioni sindacali francesi. «In uno spirito di apertura e
tenuto conto della portata internazionale del gruppo», l’accordo specifica che il
comitato «riceverà regolarmente informative sul gruppo non limitate al perimetro
strettamente europeo». Inoltre, il segretario del comitato è «invitato a partecipare
alle riunioni del Consiglio di Vigilanza di Geodis come uditore con ruolo
consultivo». La «consultazione previa» ai sensi dell’accordo «consiste, per la
Direzione Generale del Gruppo, nell’organizzare un’informativa» precisa e tempestiva
al fine di consentire al CEC, tramite il bureau, di esprimere il suo parere entro un
lasso di tempo che non deve superare i ventuno giorni». Il CEC dispone di pacchetto
di risorse per il proprio funzionamento pari a 12.500 euro annui, oltre ad un
budget di 10.000 euro all’anno destinato alla formazione dei membri. I membri del
comitato ristretto dispongono di 120 ore annue di permesso sindacale, mentre gli
altri membri condividono un monte di 650 ore all’anno.
> Altri
accordi on line su IR Share: Groupe Up e Keolis.
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Sindacalismo
- Rete internazionale : La
rete sindacale del gruppo farmaceutico Sanofi, cui appartengono una
trentina di paesi, si è riunita virtualmente il 16 dicembre al fine di scambiare
opinioni sugli orientamenti del gruppo e sulle difficoltà incontrate in materia
di dialogo sociale. Con l’istituzione della rete, IndustriAll Global Union si
prefigge lo scopo di convincere il gruppo a negoziare un accordo quadro
internazionale al fine di avviare un dialogo sociale a livello globale.
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5. Studi e
rapporti
I comitati aziendali europei al momento della
revisione della direttiva : L’Istituto
Sindacale Europeo (ETUI) ha appena pubblicato uno studio di riferimento sui comitati
aziendali europei che svolgerà un ruolo imprescindibile nel processo di revisione
della direttiva 2009/38 (European
Works Councils: contested and still in the making). L’opera, ben
documentata, analizza con occhi critici questa istanza che, nonostante la revisione
della direttiva nel 2009, rimane ancora principalmente un organismo di informazione.
Secondo l’opinione degli autori, che sottolineano la tendenza dei manager ad usare
il comitato aziendale europeo per servire gli interessi dell’azienda, il suo ruolo
di consultazione è ancora contestato dalle aziende. Il comitato aziendale europeo
rimane un’istanza “in divenire”; i cambiamenti sembrano originare solo dagli attori
sul campo, in particolare i sindacati, tanto le posizioni degli attori istituzionali
a favore di una revisione sembrano bloccate.
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Disparità in Europa :
È questa una delle pubblicazioni di punta
dell’Istituto Sindacale Europeo: Benchmarking
working Europe. L’opera, pubblicata a dicembre, è
incentrata sull’aumento delle disparità «sempre più misurabile e allarmante». Tali
disparità seppur esacerbate dalla crisi dovuta alla Covid-19, sono strutturalmente
presenti da diversi decenni. Ecco un tema su cui riflettere ed agire all’attenzione
di coloro che sono convinti che non vi possa essere una pace duratura senza
giustizia sociale.
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- Rischi psicosociali :
L’Agenzia Europea per la sicurezza e la
salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato uno studio in cui vengono analizzati i
nessi tra fattori di rischio psicosociale e disturbi muscoloscheletrici (DMS).
Una delle conclusioni evidenzia che le misure attuate sul posto di lavoro al
fine di eliminare i rischi psicosociali possono rivelarsi molto efficaci nella
prevenzione dei DMS (cfr. comunicato,
sintesi,
Relazione
integrale). L’Agenzia ha altresì pubblicato un articolo
sulla salute e sicurezza sul lavoro delle persone LGBTI, con un’attenzione
particolare ai rischi psicosociali e organizzativi, tra cui la discriminazione,
le molestie e il bullismo sul posto di lavoro (cfr. comunicato).
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- Giusta transizione :
In un articolo
a cura di Adrien Thomas, ricercatore presso il LISER, l’autore prende in esame
l’elaborazione delle posizioni sindacali internazionali sulla politica
climatica. Sottolinea che il concetto di transizione giusta «consente il
perseguimento contemporaneo di politiche contraddittorie, riuscendo gradito sia
ai sindacati più ambiziosi in materia di clima che a quelli più riluttanti». Il
successo della formula «è stata la sua capacità di superare e nascondere
temporaneamente i disaccordi sul quadro appropriato per le politiche
climatiche». L’autore mette in evidenza una nuova linea di faglia nel movimento
sindacale internazionale, quella Nord-Sud, in particolare su possibili barriere
doganali sostenute dai sindacati del Nord che vedono con sfavore i prodotti con
un’elevata impronta carbonio. Tali meccanismi aprono nuovi «dissensi in seno al
movimento sindacale internazionale, portando in primo piano alcuni dei
disaccordi precedentemente eclissati dalla comune difesa del concetto di
transizione giusta».
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- Concertazione tra le parti sociali in
Belgio : Qual è l’impatto della crisi
di Covid-19 sul dialogo sociale? Uno studio
a cura di Michel Ajzen e Laurent Taskin, dell’Università Cattolica di Lovanio,
fornisce una prima risposta. Analizzando il ruolo delle parti sociali
dall’inizio della pandemia, in funzione delle diverse fasi, gli autori si
interrogano su come la crisi sanitaria possa aver modificato in modo durevole il
dialogo sociale. Rilevano in particolare «la preponderanza del livello aziendale
come livello contrattuale adeguato, e attivato durante la crisi» in cui «la
direzione e i sindacati hanno spesso collaborato per promuovere la sicurezza dei
dipendenti e talvolta anche per la sopravvivenza dell’azienda». Questa pratica
conferma la tendenza al decentramento dei rapporti collettivi di lavoro, ma
«apre anche la strada a nuove dinamiche di partenariato» che vanno oltre certe
«posture dogmatiche» osservate a livello settoriale.
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