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IR Notes 183 – 6 aprile 2022
www.irshare.eu
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Una domanda a …
Dennis Radtke, eurodeputato (PPE)
Lei sta lavorando alla relazione
sulla revisione della direttiva sui comitati aziendali europei.
A questo proposito ha organizzato la settimana scorsa
un’audizione nel Parlamento Europeo con rappresentanti di
aziende, sindacati, esperti e membri dei comitati aziendali
europei (cfr. Prima Pagina, a fronte). Quali sono i messaggi
chiave che si possono trarre da questi
scambi? L’audizione è stata un’occasione importante
per ascoltare le voci di entrambe le parti sociali, oltre a quella
di esperti, come Ralf Scholten che, in quanto avvocato, conosce
molto bene i comitati aziendali europei, ma soprattutto quella dei
membri dei comitati aziendali europei che, vista la loro esperienza,
sono i veri esperti! Loro sanno dove si incontrano i problemi,
perché li vivono regolarmente. Uno dei punti essenziali per me, ed
è stato confermato in particolare dalla testimonianza del
rappresentante del comitato aziendale europeo di Nokia, è la
necessità di garantire l’accesso alla giustizia da parte dei
comitati aziendali europei. A Bruxelles dedichiamo molto tempo a
discussioni sul rispetto dello stato di diritto e, poi, durante
l’audizione, ci rendiamo conto che i comitati aziendali europei non
sono in grado di far valere i loro diritti dinanzi al giudice.
Questo non è accettabile. I comitati aziendali europei devono poter
ricorrere in giustizia, nonché individuare chiaramente quale sia il
foro competente. In secondo luogo, ciò che è emerso dalle audizioni
è la debolezza delle sanzioni. Anche nelle grandi aziende, i
comitati aziendali europei non sono informati e consultati
tempestivamente come invece dovrebbe essere. Bisogna mettere in atto
sanzioni efficaci, perché, per queste aziende, una multa di poche
migliaia di euro non rappresenta un deterrente. Questi due punti –
accesso alla giustizia e rafforzamento delle sanzioni – saranno tra
le priorità della relazione d’iniziativa, che spero di poter far
adottare dalla Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali a
giugno e, poi, dal Parlamento in sessione plenaria a luglio. La
Commissione dovrà poi adottare una posizione, e probabilmente
avviare una procedura di consultazione con le parti sociali europee
per modificare la direttiva.
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Vasileidos
Komiaris,
Pascale Turlan e Frédéric
Turlan.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a
disposizione i link
del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni
dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente
trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima
Pagina
I comitati
aziendali europei sono tigri di carta
Nell’ambito dei lavori di preparazione sulla relazione dedicata alla revisione della
direttiva sui comitati aziendali europei, è stata organizzata il 31 marzo, da
Dennis Radtke, deputato tedesco, ex sindacalista e membro del Partito Popolare
Europeo (PPE) (cfr. Una domanda a…), un’audizione presso il Parlamento Europeo.
Trent’anni dopo l’adozione della prima direttiva nel 1994, i diversi rappresentanti
dei comitati aziendali europei hanno potuto testimoniare le difficoltà riscontrate.
Così, Salvatore Di Gaetano, segretario del comitato aziendale europeo di Adient, componentista americano
scaturito nel 2016 dallo spin-off delle attività automobilistiche di Johnson
Controls, ha dato conto dell’impotenza di alcuni dei comitati aziendali europei.
Salvatore Di Gaetano è stato membro del comitato aziendale europeo della Johnson Controls «dove non
accadeva nulla», ed ha condotto, all’atto della costituzione di Adient, una campagna
per l’istituzione di un nuovo comitato aziendale europeo, sulla base della direttiva
rivista del 2009. Dopo aver cercato di dissuaderlo, l’azienda, senza concedere alcun
intervento formativo, ha istituito una DSN e avviato una trattativa a senso unico.
«L’azienda proponeva che il comitato aziendale europeo fosse informato e consultato
soltanto su progetti che riguardassero almeno il 5% dell’organico in Europa, con la
conseguenza che il comitato non avrebbe avuto alcuna competenza in caso di
licenziamenti collettivi di 1.500 dipendenti!» ha dichiarato indignato Salvatore Di
Gaetano. Inoltre la direzione si è rifiutata di concedere il diritto di visitare i
siti e, nonostante il gruppo non abbia dipendenti in Irlanda, ha scelto di negoziare
secondo il diritto irlandese. La prima riunione si è infine tenuta nel 2017,
sottolinea Salvatore Di Gaetano, e da allora non si è mosso più nulla. «Abbiamo
scritto diverse volte alla direzione per richiedere una procedura di
informazione-consultazione su tematiche transnazionali, e ogni volta ci è stata
rifiutata» adducendo il pretesto che si trattava di una questione da affrontare a
livello nazionale. «Non hanno nulla da temere», puntualizza, perché, in Irlanda, la
sanzione massima per una violazione dei diritti del comitato aziendale europeo
ammonta a 20.000 euro, sempre a patto che si riesca a portare a termine una
procedura giudiziaria. «È inaccettabile!», ha dichiarato concludendo. Come Bettina
Haller, segretaria del comitato aziendale europeo di Siemens, egli chiede sanzioni
dissuasive, non necessariamente finanziarie, in quanto il loro importo non è
generalmente dissuasivo, ma sotto forma di sospensione del progetto di
riorganizzazione. Bettina Haller auspica altresì che i membri dispongano di più
tempo per svolgere queste attività e che sia riconosciuto loro il diritto di
visitare i siti. Petr Nesmerak, membro del comitato ristretto del comitato aziendale
europeo di Bosch, insiste
sulla necessità di riunirsi più di una volta all’anno: «Abbiamo bisogno di più tempo
insieme per avere scambi costruttivi». Per Domenico Colapinto, portavoce del
comitato aziendale europeo di Adecco, «una direzione extra-UE
non dovrebbe più poter scegliere quale diritto applicare per disciplinare il
comitato aziendale europeo». «Dovrebbe essere privilegiato il diritto dello Stato
membro dove si trova il maggior numero di lavoratori», come afferma Dennis Radtke.
In conclusione, l’avvocato tedesco Ralf Scholten, partner dello studio LNS, ha
evidenziato che la revisione deve garantire la corretta applicazione del testo della
direttiva. «Non vogliamo nuovi diritti», ha proseguito Dennis Radtke, «bensì
garantire il rispetto della legge e porre fine a situazioni inaccettabili,
consentendo ai comitati aziendali europei di avere la personalità giuridica, di
poter ricorrere in giustizia e di ottenere sanzioni realmente efficaci». Nessuna
rivoluzione per i comitati aziendali europei, ma una volontà condivisa di garantire
almeno il rispetto dell’esistente: il diritto all’informazione e alla
consultazione, diventato un diritto fondamentale dell’UE all’atto dell’adozione
della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE nel 2000. Bisogna «fare in modo di
aggiungere per lo meno cinque o dieci dentini a questa tigre ‘sdentata’» che sono i
comitati aziendali europei perché possano «fare un po’ male», ha dichiarato in
conclusione Dennis Radtke.
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1. Unione
Europea
Progetti
Economia circolare : La
Commissione europea ha presentato, il 30 marzo, un “pacchetto” di proposte in
relazione Geen Deal europeo a favore dell’economia circolare, che avrà un forte
impatto sul mondo del lavoro in considerazione dei necessari adattamenti da esso
implicati: riorganizzazioni connesse a cambiamenti produttivi, formazione dei
lavoratori per acquisire nuove competenze…) (cfr. comunicato).
La Commissione propone un quadro, sotto forma di una Proposta
di regolamento sull’ecodesign dei prodotti sostenibili, al fine di «rendere
quasi tutti i beni fisici presenti sul mercato dell’UE più rispettosi dell’ambiente,
circolari ed efficienti sotto il profilo energetico lungo l’intero ciclo di vita,
dalla fase di progettazione fino all’uso quotidiano, al cambio di destinazione e
alla gestione del fine vita». Sulla base di detto quadro, verranno elaborati testi
specifici, per prodotto. Sono state quindi presentate: 1) una Comunicazione
relativa alla strategia dell’UE per i prodotti tessili sostenibili e
circolari tesa ad affrontare la moda veloce: entro il 2030, i prodotti
tessili immessi sul mercato dell’UE dovranno essere riciclabili e di lunga durata,
realizzati il più possibile con fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e
prodotti nel rispetto dei diritti sociali e dell’ambiente. La Commissione intende
altresì adottare linee guida per rafforzare le imprese dell’economia sociale nelle
attività di raccolta e riciclaggio, in quanto queste creano tra 20 e 35 posti di
lavoro per 1.000 tonnellate di tessuto raccolto; 2) una Proposta di revisione del
regolamento che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei
prodotti da costruzione inserendo nuovi requisiti volti a garantire che tali
prodotti siano progettati e fabbricati grazie a tecniche che li rendano «più
durevoli, riparabili, riciclabili e più facili da rifabbricare».
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Attualità
sociale
Accoglienza degli Ucraini : La
Commissione Europea ha pubblicato il 23 marzo una comunicazione
al fine di chiarire agli Stati membri l’applicazione della Direttiva sulla
protezione temporanea (cfr. IR Notes 181) e, in
particolare, le disposizioni in essa contenute in materia di rispetto del principio
di uguaglianza, di accesso al mercato del lavoro, un diritto presentato come
essenziale per garantire l’inserimento dei rifugiati ucraini. Gli Stati possono
attingere ai diversi fondi europei (programma CARE, Fondo asilo, migrazione e
integrazione, ecc.) per offrire programmi educativi, finanziare programmi di
formazione in azienda o sostenere servizi di assistenza all’infanzia, che sono
fondamentali per la partecipazione al mercato del lavoro delle molte donne giunte
con i loro figli. Sono in corso di creazione strumenti, come un sito di risorse,
volto ad agevolare il riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute in
Ucraina. Sono tutti strumenti utili per le parti sociali, che sono invitate a
partecipare in prima persona alla corretta applicazione della protezione temporanea,
in particolare le aziende.
- SURE sta funzionando bene.
Il 24 marzo la Commissione Europea ha pubblicato la terza
relazione semestrale sull’attuazione e l’impatto di SURE (cfr. SURE initiative), lo
strumento da 100 miliardi di euro che, nel 2020 durante l’emergenza Covid-19 ,
ha consentito di tutelare 30 milioni di lavoratori e 2,5 milioni di aziende
(cfr. comunicato
stampaT).
Il fondo, disponibile fino a dicembre 2022 potrebbe essere prorogato o
istituzionalizzato a causa degli impatti provocati dalla crisi in Ucraina,
anch’essi presi in considerazione nella relazione.
- Tirocini di qualità. La
Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica, fino al 13 giugno e
disponibile in tutte le lingue, diretta a raccogliere opinioni sulla qualità dei
tirocini svolti dai giovani nelle aziende per fare esperienza (cfr. Traineeship). I risultati
saranno analizzati dalla Commissione nell’ottica della revisione della Raccomandazione
del 10 marzo 2014 su un quadro di qualità per i tirocini che sembra non
bastare a garantire tirocini di qualità (cfr. comunicato
e modulo di
iscrizione).
- Vertice sociale trilaterale.
Alla vigilia del Consiglio europeo del 24 marzo, i leader dell’UE e le
parti sociali europee si sono riuniti in occasione di un vertice sociale
trilaterale dedicato in gran parte agli impatti della guerra in Ucraina (cfr.
comunicato
ec comunicato di Eurocadres).
- Accesso alla contrattazione collettiva per
i lavoratori autonomi. La Commissione per l’Occupazione
e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo ha ascoltato il commissario europeo
e vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager, sul Progetto
di linee guida sul diritto alla contrattazione collettiva per i lavoratori
autonomi, che dovrebbe rendere possibile la non applicazione del diritto
europeo della concorrenza in materia di intese, al fine di non ostacolare la
conclusione di contratti collettivi da parte dei lavoratori autonomi (cfr. IR Notes 176).
Scopo principale dell’audizione era rassicurare gli eurodeputati, preoccupati
che tale apertura alla contrattazione collettiva portasse all’emergere di un
terzo status tra i il lavoro subordinato e quello autonomo (cfr. comunicato).
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Dialogo
sociale settoriale
Il futuro del dialogo sociale :
Mentre la Commissione porta avanti la revisione delle regole del
dialogo sociale europeo, la cui conclusione è prevista nella seconda metà del 2022,
le nove federazioni sindacali europee hanno pubblicato una posizione
comune che ha il merito della chiarezza: quando le parti sociali concludono
un accordo, sia intercategoria che settoriale, esso deve essere trasmesso al
Consiglio entro tre mesi perché possa essere oggetto di trasposizione tramite
direttiva. Un lasso di tempo in cui la Commissione dovrà accertare la legalità del
testo rispetto alla legislazione UE e la rappresentatività delle parti sociali
firmatarie. La Commissione non potrà esercitare alcun controllo di opportunità,
diversamente da quanto è accaduto quando ha rifiutato di trasmettere al Consiglio
l’accordo settoriale europeo sulla informazione e consultazione nei governi centrali
(cfr. EPSU case). Un posizione,
questa, in controtendenza rispetto alla posizione espressa dalla Corte di Giustizia
nel caso EPSU relativamente al diritto di iniziativa spettante alla Commissione
(cfr. IR Notes 169).
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2. Stati
membri
Germania
- Lotta al razzismo. Il
Ministero Federale del Lavoro e la confederazione sindacale DGB hanno lanciato
il 21 marzo, nel quadro del Progetto
congiunto per lo sviluppo delle competenze democratiche nelle aziende,
un sito web “Il nostro
lavoro, la nostra diversità“, che offre una mappa di
trentaquattro progetti regionali e settoriali nel campo della lotta contro i
discorsi razzisti, di estrema destra e complottisti nelle
aziende.
- Malati e al lavoro. Da un
sondaggio commissionato da IG Metall e realizzato su 6.000 lavoratori, circa la
metà degli intervistati (48%) ha dichiarato di aver lavorato almeno una volta
nel corso dell’anno scorso anche se molto malati. Il fenomeno ha riguardato
maggiormente le donne (53%) rispetto agli uomini (43%). Nel corso degli ultimi
dodici mesi, il numero di giorni lavorati durante la malattia è stato pari o
superiore ad una settimana per circa un terzo dei lavoratori intervistati. La
prevalenza di dipendenti malati al lavoro è più elevata nelle aziende con un
clima sociale difficile (68%) o con un elevato carico di lavoro (cfr. comunicato).
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Grecia
Nuovo contratto collettivo per i bancari :
È stato sottoscritto un nuovo contratto collettivo di categoria
tra la Federazione greca dei sindacati del settore bancario e i rappresentanti delle
quattro maggiori banche che occupano oltre il 70% dei lavoratori del settore.
L’accordo prevede per il periodo 2022-2024 un aumento complessivo del 5,6% in tre
fasi: 2% nel 2022, 1% nel 2023 e 2,5% nel 2024. Le banche si impegnano ad adottare
ogni misura utile al fine di salvaguardare l’occupazione ed evitare licenziamenti.
L’accordo prevede alcune disposizioni in materia di smart working, tra cui
l’assunzione, da parte del datore di lavoro, delle spese sostenute dal lavoratore
ricollegabili al lavoro da remoto, insieme alla formazione continua per far fronte
alle sfide della digitalizzazione. L’accordo rappresenterà la base di contrattazione
per gli accordi aziendali, fissando dei minimi e stabilendo il principio della
disposizione più favorevole. È il primo accordo di categoria concluso in un periodo
di forte pressione inflazionistica (l’inflazione ha raggiunto l’8% su un anno a
marzo, secondo i dati Eurostat). Esso servirà da riferimento per altri settori che
presto concluderanno contratti collettivi.
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Irlanda
- Congedi per malattia : È
stato adottato in via definitiva il 30 marzo da parte del Governo irlandese il
Sick Leave Bill 2022, che istituisce il congedo per malattia come
tutela legale. Il testo, che deve essere ancora formalmente approvato dal
Parlamento, introdurrà per la prima volta il congedo legale per malattia. Il
nuovo regime partirà con tre giorni all’anno nel 2022, una volta promulgata la
legge, per salire poi a cinque giorni nel 2024, sette giorni nel 2025 e dieci
giorni nel 2026. L’indennità di malattia versata dai datori di lavoro sarà pari
al 70% dello stipendio, con un tetto giornaliero di 110 euro (cfr. comunicato).
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Italia
Recepimento di due direttive :
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 31 marzo due schemi di
decreto legislativo che recepiscono due direttive europee (cfr. comunicato
del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali): 1) la Direttiva
2019/1158 del 20 giugno 2019 relativa all’equilibrio tra attività professionale
e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza. Il testo
prevede un congedo di paternità, della durata di dieci giorni lavorativi, fruibile
dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai due mesi precedenti ai cinque
successivi al parto. Il livello della relativa indennità è del 30% della
retribuzione, nella misura di tre mesi intrasferibili per ciascun genitore, per un
periodo totale complessivo pari a sei mesi. Inoltre, è stata aumentata, da dieci a
undici mesi, la durata complessiva del diritto al congedo spettante al genitore
solo, nell’ottica di un’azione positiva che venga incontro ai nuclei familiari
monoparentali. I datori di lavoro che stipulano accordi per lo svolgimento
dell’attività lavorativa in modalità agile, sono obbligati a dare priorità alle
richieste provenienti da lavoratori con figli fino a 12 anni, o senza limite di età
nel caso di figli con disabilità. Tale priorità è riconosciuta altresì alle
richieste di lavoratori che svolgono attività di prestatori di assistenza. È stato
esteso il diritto all’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome,
anche per gli eventuali periodi di astensione anticipati per gravidanza a rischio;
2) la Direttiva
2019/1152 del 20 giugno 2019 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e
prevedibili nell’Unione europea: il decreto rafforza le tutele minime in
materia di informazione a favore di tutti i lavoratori, inclusi quelli con contratti
non standard (tra cui lavoratori delle piattaforme digitali) ad esclusione dei
rapporti di lavoro autonomo. Si riconoscono una serie di nuovi diritti sostanziali
quali una durata ragionevole del periodo di prova, la possibilità per il lavoratore
di svolgere un impiego parallelo al di fuori dell’orario di lavoro stabilito, la
prevedibilità minima degli orari di lavoro.
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3. Paesi
Terzi
Regno
Unito
Modifica delle condizioni di lavoro e salario
minimo : In risposta alla decisione della compagnia di
traghetti P&O di licenziare ottocento lavoratori con effetto immediato e
sostituirli con lavoratori temporanei (cfr. IR Notes 182), il
Governo ha annunciato l’elaborazione di una guida (Statutory Code of
Practice) in cui saranno specificate «le modalità secondo cui le aziende
dovranno tenere consultazioni eque, trasparenti e significative in merito ai
cambiamenti previsti delle condizioni di lavoro». In caso di inadempienza, i
tribunali del lavoro potranno aumentare del 25% il risarcimento riconosciuto ai
lavoratori dipendenti. I sindacati ritengono tuttavia insufficiente l’iniziativa
(cfr. articolo in Union
news). Il governo ha altresì annunciato un disegno di legge che
obbligherà gli operatori di traghetti in partenza dai porti britannici ad applicare
alle retribuzioni dei marittimi il salario minimo britannico, anche se battono una
bandiera di comodo. Allo scopo di garantire immediatamente questa tutela ai
marittimi, il Ministro dei Trasporti ha chiesto ai porti di rifiutare l’ingresso ai
traghetti che non versano ai lavoratori il salario minimo dal 30 marzo, dando in tal
modo efficacia immediata alle nuove norme che entreranno in vigore nelle prossime
settimane (cfr. comunicato).
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4.
Aziende
Comitati
aziendali mondiali
Rinnovo del comitato globale :
Istituito informalmente nel 2015 all’interno del gruppo Solvay
(21.000 addetti), il Solvay Global Forum (SGF) è stato formalizzato nell’Accordo
sottoscritto il 7 giugno 2018 (IR Notes 103). Il
testo è stato poi emendato a seguito della firma del nuovo accordo, il 31 marzo
2022, tra il CEO del Gruppo Ilham Kadri e il coordinatore del forum, Albert Kruft,
che ricopre anche la carica di segretario del comitato aziendale europeo. Il forum,
che ha la competenza per sottoscrivere accordi su tematiche transnazionali, è ora
composto da dieci membri invece di otto: quattro rappresentanti del comitato
aziendale europeo, oltre ad un membro per ciascuno dei seguenti paesi: Brasile,
Cina, Corea del Sud, India (nuovo paese) e due membri per gli USA (un membro in
più). La federazione sindacale internazionale IndustriAll Global Union, che non è
firmataria, è invitata a sostenere il processo di nomina. Uno dei rappresentanti
della federazione partecipa alla riunione annuale del forum per presentare un
rapporto sull’attuazione dell’accordo globale (cfr. Infra). L’accordo
consente oramai ai dieci rappresentanti di riunirsi una volta al mese in
videoconferenza per scambiare opinioni. La principale novità è la clausola di
adattamento in caso di cambiamenti sostanziali nel perimetro e/o nella struttura del
gruppo. Si tratta di una disposizione molto attuale dato l’annuncio della Solvay, il
15 marzo, di scindersi in due entità separate entro la seconda metà del 2023. Una di
esse sarebbe destinata alla produzione di materie prime chimiche, l’altra alle
specialità chimiche (cfr. comunicato
stampa). «Nel momento in cui avverrà il cambiamento», si legge nell’accordo,
«le parti si incontreranno con l’obiettivo comune di proseguire l’accordo Solvay
Global Forum nelle nuove entità, con l’adesione e il sostegno di tutte le parti
interessate. Previo accordo delle parti, il SGF sarà inoltre ritenuto valido per la
durata rimanente nelle nuove entità». Infine, evidenziamo la continuità nel dialogo
sociale transnazionale nonostante il cambio di management operato nel marzo 2019.
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Accordi
transnazionali
Rafforzamento di un accordo globale :
Per la terza volta il gruppo chimico belga Solvay (21.000 addetti) ha
rinnovato, con la federazione sindacale internazionale IndustriAll Global Union,
l’Accordo globale sulla
responsabilità sociale e lo sviluppo sostenibile sottoscritto nel 2013 (cfr.
IR Notes 1) e
prorogato nel 2017 (cfr. Accordo). Tra gli strumenti
internazionali a cui il gruppo deve conformarsi, il nuovo Accordo ricomprende, in
particolare, la Convenzione
ILO n. 190 sulla violenza e le molestie ponendo obblighi più rigorosi a
carico della supply chain dei subappaltatori e fornitori. Allo scopo di garantire
il rispetto degli standard fondamentali, «Solvay e il Solvay Global Forum
costituiranno un gruppo di lavoro dedicato al rispetto dei diritti del lavoro presso
i fornitori» conducendo «un’analisi approfondita dei fornitori, ogni anno, in almeno
un paese» e individuando «soluzioni in caso di non conformità». Verrà prestata
particolare attenzione alla supply chain globale delle batterie per veicoli
elettrici «al fine di garantire condizioni etiche lungo tutta la catena di
fornitura». Il capitolo sulla salute e la sicurezza sul lavoro è il primo, nel
quadro di un accordo globale, ad applicare gli insegnamenti tratti dal ricorso allo
smart working durante la pandemia da Covid-19. Il gruppo «riconosce le sfide
specifiche per la salute mentale poste dallo smart working e la necessità di
tutelare il diritto dei lavoratori a disconnettersi e il diritto a un carico di
lavoro realistico che non porti al burnout». A tal fine «il dialogo sociale e/o la
contrattazione collettiva sono le chiavi perché lo smart working sia implementato
con successo». Il nuovo accordo rinforza le disposizioni in materia ambientale
assumendo l’impegno a «rispettare i principi della giusta transizione (come definiti
dall’ILO) allo scopo di fornire il quadro per una transizione equa verso un futuro
resistente in ambito climatico». Ne consegue che «ogni lavoratore che perda il
proprio lavoro a causa di decisioni aziendali determinate da cambiamenti climatici
sarà sostenuto nella transizione verso una nuova occupazione». Più in generale,
l’accordo prevede l’impegno da parte della Solvay a far sì che i lavoratori possano
individuare e acquisire le competenze indispensabili allo sviluppo del proprio
lavoro e della loro occupabilità. Rileviamo inoltre che la clausola relativa alla
risoluzione delle controversie e all’interpretazione prevede che in caso di
divergenza persistente tra le parti, esse «concordano di richiedere il parere di un
esperto dell’ILO, o di altro terzo determinato di comune accordo, per condurre la
mediazione e giungere alla risoluzione della controversia». Infine, come per il
Solvay Global Forum (cfr. supra), in caso di scissione dell’azienda,
l’accordo si applicherà in ciascuna delle entit essa scaturite.
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Accordi
aziendali
Statuto della persona e “smart working” :
È stato sottoscritto il 29 marzo dalla direzione del gruppo
energetico italiano Enel e da tutte le sigle sindacali (FILCTEM, FLAEI CISL e
UILTEC) un accordo innovativo sullo Statuto
della Persona. Lo Statuto della Persona «punta a valorizzare l’essere umano
rendendolo protagonista di un ecosistema in cui Azienda e organizzazioni sindacali
collaborano alla creazione di un ambiente di lavoro sano, sicuro, stimolante e
partecipativo» (cfr. comunicato
Enel e comunicato
congiunto). Alcuni giorni prima, il 21 marzo, il gruppo aveva siglato un
nuovo Accordo
sullo smart working, di natura sperimentale, che «traccia le nuove modalità
di lavoro per il prossimo futuro, un lavoro misto tra sede e modalità agile, che con
il ritorno alla nuova normalità post-pandemica, renderà compatibile l’attività
lavorativa con i tempi di vita personali e familiari, conciliando esigenze
ambientali (riduzione delle emissioni) e tutele per i dipendenti». L’accordo prevede
fino a un massimo del 60% delle giornate lavorative in smart working e Il 40% in
ufficio. Con riferimento al mese solare, il limite massimo delle giornate di lavoro
da remoto è convenzionalmente fissato in 13 giornate mensili. È previsto il rispetto
di una fascia oraria di disconnessione ricompresa fra le ore 19.00 e le ore 7.30 dei
giorni feriali. Durante tali fasce orarie sono escluse tulle le attività di lavoro
da parte del dipendente: connessione, verifica delle mail, rispondere a messaggi o
leggerli, ecc. Il testo prevede inoltre due fasce in cui il lavoratore deve sempre
assicurare la propria presenza lavorativa per partecipare a riunioni: fascia
mattutina 10.00 -12.30 e fascia pomeridiana 14.30 – 16.30.
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Sindacalismo
Responsabilità sociale : Il
gruppo francese Teleperformance (oltre 400.000
addetti in 83 paesi), leader della gestione delle relazioni con i clienti, è di
nuovo il bersaglio della federazione sindacale internazionale UNI Global Union, la
quale il 25 marzo ha pubblicato un rapporto
in cui si dimostra che il gruppo non merita la certificazione “Great place to
work”. La federazione denuncia il “social washing” e intende far
sentire la propria voce nell’assemblea degli azionisti che si riunirà il 14 aprile
al fine di condurre la direzione a negoziare un accordo quadro internazionale (cfr.
comunicato).
- Tutela dei dati personali.
Sostenuti dalla federazione sindacale internazionale UNI Global Union e
dalla ONG “noyb.eu”, i lavoratori dei magazzini Amazon in Germania, Regno Unito,
Italia, Polonia e Slovacchia hanno presentato, il 14 marzo, richieste di accesso
ai loro dati personali ai sensi dell’articolo 15 del GDPR per conoscere quale
uso dei loro dati faccia Amazon, accusata di applicare algoritmi invasivi, e
persino di spiare i suoi dipendenti (cfr. comunicato).
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