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IR Notes 186 – La Conferenza sul futuro dell’Europa vuole molto di più sul piano sociale.

  IR Notes 186 – 18 maggio 2022
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  Una domanda a…
Gianpaolo Meloni, presidente della delegazione speciale di negoziazione per l’istituzione del comitato aziendale europeo di Amazon e rappresentante dei lavoratori in Italia

Insieme ai colleghi della delegazione speciale di negoziazione (DSN) ha appena siglato l’accordo per l’istituzione del comitato aziendale europeo Amazon, la prima delle GAFA a concludere un accordo di questo tipo (cfr. 4. Aziende). Si tratta di un punto di svolta per Amazon?
Prima dell’ultimo incontro di negoziazione a febbraio, nessuno pensava che l’accordo fosse possibile. Appariva infatti chiaro, durante i primi anni di trattative, che la direzione non intendeva giungere ad un accordo e che si sarebbe accontentata dei requisiti minimi della direttiva. Siamo però riusciti, infine, a trovare un compromesso che consente l’istituzione del comitato. Non è perfetto, ma abbiamo ottenuto un testo migliore rispetto alle prescrizioni accessorie, ad esempio, prevedendo il diritto di essere consultati sulle tematiche relative alla salute e sicurezza sul lavoro. L’accordo è stato possibile grazie all’impegno di tutti i membri della DNS, che ho avuto l’onore di presiedere. Abbiamo operato in modo molto democratico, consentendo a tutti i di parlare e contribuire, iscritti e non iscritti al sindacato. Credo che per Amazon questo sia un accordo importante in termini di immagine perché l’azienda è su posizioni antisindacali negli Stati Uniti. A differenza di molti accordi recenti, in quello da noi sottoscritto, sono assenti le parole “sindacato” o “sindacalismo”, nonostante le nostre richieste di coinvolgere le federazioni sindacali europee. Ho l’impressione, tuttavia, che la direzione abbia capito di non poter perdere tempo, risorse ed energie per seguire questa  stessa strada in Europa. Oramai, Amazon tenta di instaurare un dialogo sociale in tutta Europa. Ad esempio, lo scorso settembre abbiamo siglato un contratto collettivo per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori italiani. Spero che la firma dell’accordo relativo all’istituzione del comitato aziendale europeo confermi questo nuovo percorso e che la direzione voglia davvero giocare la carta del dialogo sociale, anche se tutto ciò resta da confermare. Non mi sento di dare piena fiducia ad Amazon; sapremo però presto come si comporterà la direzione. Avremo una prima riunione istitutiva a settembre di quest’anno, contemporaneamente a un corso di formazione, e poi, probabilmente, la prima riunione plenaria dopo la pubblicazione dei risultati di bilancio di Amazon, all’inizio del prossimo anno.

 
  Agenda

 


18 maggio
Online
Dibattito organizzato dall’associazione Praxis Trabalho e Sindicalismo su “L’impatto della contrattazione collettiva sui salari in Portogallo” con interventi di David Card, Premio Nobel per l’Economia 2021, e Ana Rute Cardoso, economista del lavoro presso l’Istituto di Scienze Sociali dell’Università di Lisbona (interpretazione simultanea in inglese e portoghese). Interverranno altresì rappresentanti dell’UGT e della CGPT. Link per la registrazione.


19 maggio
Bruxelles
Presentazione del progetto di relazione sulla proposta di direttiva sui lavoratori delle piattaforme digitali di fronte alla Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento.


19 maggio
Online
Conferenza organizzata da Confrontations Europe, sul tema “Quel avenir pour la politique sociale européenne ?” (Quale futuro per la politica sociale europea), con la partecipazione, in particolare, di Jérôme Brouillet (SGAE) e Yvan Ricordeau (CFDT).


21 maggio
Strasburgo
L’Istituto per le Scienze Politiche di Strasburgo organizza “La Nuit de l’Europe de Sciences Po Strasbourg ” (La notte dell’Europa di Sciences Po Strasburgo) dedicata alla condivisione di idee e conoscenze, con la partecipazione di ricercatori, giornalisti, artisti e studenti per pensare insieme l’Europa in tutte le sue sfaccettature.


25 maggio
Strasburgo
Giornata di studi sul diritto sociale europeo organizzata dall’Istituto del Lavoro dell’Università di Strasburgo sul tema “Droits sociaux et harmonisation sociale en Europe : quelles avancées ?” (Diritti sociali e armonizzazione sociale in Europa: quali progressi), con la partecipazione, in particolare, di Mélanie Schmidt et Nicolas Moizard (link per la registrazione).


2-3 giugno
Parigi
Conferenza organizzata dalla presidenza francese dell’UE dal titolo “Les nouveaux défis de la lutte contre les discriminations en Europe : quel rôle pour les organismes de promotion de l’égalité ?” (Le nuove sfide nella lotta contro la discriminazione in Europa: quale ruolo per gli organismi di parità).


16 giugno
Lussemburgo

Consiglio Occupazione e Politica sociale.


22 giugno
Online
Webinar organizzato da Global Deal dal titolo “Social dialogue: A key pillar of due diligence” (Dialogo sociale: un pilastro chiave della due diligence).


22-24 giugno
Bruxelles
Conferenza annuale della Confederazione Europea dei Sindacati e dell’Istituto Sindacale Europeo dal titolo “
A blue print for equality (Un piano d’azione per l’uguaglianza).


27-28 giugno
Amburgo
22ª Conferenza dell’EWC Academy rivolta ai  comitati aziendali europei e ai comitati di SE, con la partecipazione in particolare, di Gabriele Bischoff, Udo Rehfeldt e Ilaria Armaroli.


29 giugno-1° luglio
Londra

Prima conferenza globale  “Safe To be Me: A Global Equality Conference”, organizzata dal Governo britannico, che ha pubblicato un
invito a presentare contributi al fine di individuare le pratiche aziendali LGBT+ friendly (cfr. comunicato).


8-10 settembre
Barcellona

13e ILERA European Congress, sul tema “Industrial relations and Green transition”  (Relazioni industriali e transizione verde).

 
  Chi siamo?


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è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 248 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Predrag Bejakovic, Pascale Turlan e Frédéric Turlan.
Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
La Conferenza sul futuro dell’Europa vuole molto di più sul piano sociale.

La consultazione della società civile e dei cittadini sul futuro dell’Unione Europea, avviata nel marzo 2021, ha prodotto una relazione finale, di certo non deludente quanto alle ambizioni in campo sociale. Innanzitutto, la Conferenza auspica l’estensione del voto a maggioranza qualificata al Consiglio. Ciò comporterebbe l’abbandono della regola dell’unanimità ancora esistente in materia sociale (art. 153 TFUE) per alcune tematiche: la previdenza sociale e tutele dei lavoratori; la tutela dei lavoratori in caso di risoluzione del contratto di lavoro; la rappresentanza e la difesa collettiva degli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro, ivi compreso la cogestione; le condizioni di lavoro dei cittadini di paesi terzi che risiedono regolarmente nel territorio dell’Unione. Un ulteriore cambiamento degno di nota è l’attribuzione del diritto di presentare proposte di direttiva al Parlamento europeo, l’istituzione europea generalmente più progressista. Per tali cambiamenti radicali sarà necessaria una revisione dei trattati, voluta dalla maggioranza delle parti interessate e che dovrebbe condurre all’istituzione di una convenzione composta da rappresentanti delle istituzioni europee, dei governi e dei parlamenti nazionali. Oltre a tali modifiche istituzionali, la Conferenza sul futuro dell’Europa ha espresso molteplici richieste di rafforzamento dell’Europa sociale. La proposta 14 invita a infatti a «rafforzare le competenze dell’Unione nel campo delle politiche sociali e a proporre una legislazione armonizzata in  tutta l’Unione, al fine di promuovere le politiche sociali e garantire l’uguaglianza dei diritti, ivi compreso in materia di salute (…)». Essa raccomanda  inoltre di stabilire «un reddito minimo, affinché nessuno sia lasciato in disparte». La proposta 13, relativa a mercati del lavoro inclusivi, richiede misure atte a «garantire che i diritti sociali siano pienamente tutelati e prevalgano sulle libertà economiche in caso di controversie, anche introducendo un protocollo sul progresso sociale nei trattati». La relazione scaturita dalla conferenza sostiene alcune iniziative esistenti, quali l’istituzione di «salari minimi legali che garantiscano una qualità di vita dignitosa e comparabile a ogni lavoratore in tutti gli Stati membri» o «una legislazione europea efficace e proporzionata, volta a garantire che gli standard del lavoro dignitoso siano pienamente attuati lungo tutte le catene globali del valore». La conferenza apre anche una nuova strada, lanciando un appello a favore della revisione della Direttiva sull’orario di lavoro al fine di «garantire un equilibrio sano tra attività professionale e vita privata». In materia di discriminazione, viene promossa l’assunzione di «coloro che sono generalmente più colpiti dalle discriminazioni (in particolare i giovani, gli anziani, le donne e le persone appartenenti alle minoranze), anche attraverso sovvenzioni e, in una seconda fase, attraverso quote temporanee». La relazione auspica inoltre che l’UE garantisca il controllo umano sui processi decisionali che utilizzano l’intelligenza artificiale sul posto di lavoro nonché la trasparenza sugli algoritmi utilizzati. Chiede che siano presi in considerazione «gli effetti dannosi della sorveglianza digitale senza limiti sul posto di lavoro» e si garantisca che «le nuove forme di occupazione, come il lavoro tramite piattaforme digitali, rispettino i diritti dei lavoratori e offrano condizioni di lavoro dignitose». Oltre alle ripetute richieste a favore di una migliore partecipazione delle parti sociali nella governance dell’UE e di un rafforzamento della contrattazione collettiva, la relazione ricorda che «nelle istituzioni e nella società in generale, ivi compreso sul posto di lavoro, la democrazia prende corpo grazie alle parti sociali», ad esempio, attraverso l’informazione e consultazione dei lavoratori «prima dell’introduzione di tecnologie digitali che esercitino un impatto sulle condizioni di lavoro». Le istituzioni europee annunceranno in autunno come intendono rispondere a tali aspettative (cfr. comunicato del Parlamento europeo e scheda del Parlamento europeo  sulla Conferenza sul futuro dell’Europa).


1. Unione Europea
Attualità sociale

  • Sostegno ai lavoratori licenziati da Air France : Il 10 maggio la Commissione Europea ha proposto un sostegno del Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione (FEG) a favore dei 1.580 ex dipendenti di Air France che hanno perso il lavoro a causa della pandemia da Covid-19. Il contributo richiesto al FEG ammonta a 17,7 milioni di euro. Nel 2020, i dipendenti di KLM avevano ricevuto un sostegno di 5 milioni di euro (cfr. comunicato).

Giurisprudenza

Parità di trattamento per i lavoratori interinali : La Corte di Giustizia dell’UE si è pronunciata il 12 maggio sul caso di due lavoratori interinali portoghesi messi a disposizione di un’impresa utilizzatrice (Luso Temp) per un periodo di poco superiore a due anni (cfr. CGUE, 12 maggio 2022, causa C-426/20, Luso Temp). In applicazione della legislazione specifica sul lavoro temporaneo, al termine del loro contratto, i due lavoratori hanno percepito un’indennità corrispondente a quarantaquattro giorni di ferie retribuite, allorché, se fossero stati assunti direttamente dall’azienda utilizzatrice per occupare esattamente lo stesso posto per lo stesso periodo, avrebbero avuto diritto a sessantasette giorni per uno di essi e a sessantacinque giorni per l’altro. Tuttavia, l’articolo 5 della Direttiva 2008/104 del 19 novembre 2008 sul lavoro temporaneo specifica che «Per tutta la durata della missione presso un’impresa utilizzatrice, le condizioni di base di lavoro e d’occupazione dei lavoratori tramite agenzia interinale sono almeno identiche a quelle che si applicherebbero loro se fossero direttamente impiegati dalla stessa impresa per svolgervi il medesimo lavoro» (cfr. Temporary agency work). Secondo la Direttiva, le suddette «condizioni di base » comprendono le disposizioni generali e vincolanti in vigore nell’impresa utilizzatrice, relative in particolare ai «periodi di riposo» e alle «ferie». Per la Corte di Giustizia, la nozione di «condizioni essenziali» deve essere interpretata «nel senso che essa include un’indennità, dovuta dal datore di lavoro a causa della cessazione del rapporto di lavoro interinale, per i giorni di ferie annuali retribuite non godute, nonché per l’indennità per ferie corrispondente». L’esclusione di tali indennità «sarebbe contraria agli obiettivi» perseguiti dalla Direttiva, in quanto ridurrebbe, in particolare, «l’ambito di applicazione della tutela concessa ai lavoratori tramite agenzia interinale in materia di parità di trattamento»  (cfr. comunicato).


Dialogo sociale settoriale

Industria chimica : Le parti sociali europee del settore chimico hanno adottato una dichiarazione congiunta invitando la Commissione Europea a intensificare gli sforzi al fine di attuare la strategia europea nei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica (STEM). Per i firmatari, le competenze in tali aree «sono fondamentali per rispondere ai cambiamenti (strutturali) determinati dalle ambizioni climatiche, dalla digitalizzazione o dalla Strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità». Tra le proposte, quella secondo cui gli Stati membri dovrebbero «incoraggiare e sostenere tirocini ben retribuiti per gli studenti STEM, come previsto dal contratto collettivo dell’industria chimica spagnola» (cfr. comunicato).


2. Stati membri
Germania

Cambio di leader al vertice della DG : Il congresso della principale confederazione sindacale dell’UE, la DGB, ha portato al vertice la deputata socialdemocratica Yasmin Fahimi, 54 anni, nata ed eletta ad Hannover.  È la prima presidente donna della DGB e, come il suo predecessore Reiner Hoffmann, proviene dal sindacato chimico IG BCE.  Con i consensi del sindacato dei servizi, Ver.di, Yasmin Fahimi è stata eletta con l’ampia maggioranza del 93,2% dei voti. Spetterà ora a lei proseguire il ringiovanimento e la femminilizzazione degli iscritti e, il cui numero è sceso di circa 2 milioni dall’inizio del secolo, e di circa 200.000 dall’ultimo congresso, fino a raggiungere 5,7 milioni di membri.  Favorevole all’imposizione di un’imposta sul patrimonio, il suo compito sarà difendere il potere d’acquisto dei lavoratori tedeschi e di accompagnarli nelle “transizioni”, un concetto che abbraccia l’adattamento ai cambiamento climatico, la digitalizzazione dell’economia e la demografia. Sul fronte delle posizioni europee non vi saranno grandi cambiamenti. La mozione adottata dal Congresso sostiene tutte le iniziative volte a rafforzare l’Europa sociale e riprende la maggior parte delle rivendicazioni della Confederazione Europea dei Sindacati a favore della democrazia sul lavoro, quali, ad esempio, la revisione della Direttiva sui comitati aziendali europei, o l’adozione di un protocollo sociale ad integrazione del Trattato UE. Dall’Unione Europea, ci si attende lo sviluppo della contrattazione collettiva, in particolare attraverso le procedure di appalto pubblico.


Austria

  • Aumenti in diversi settori : È stato raggiunto il 6 maggio un accordo salariale tra le parti sociali dell’industria elettrica ed elettronica per i 67.000 lavoratori del settore. Le retribuzioni aumentano retroattivamente del 4,8% dal 1° maggio, con un aumento minimo nominale di 130 euro, che si traduce in un aumento del salario minimo del 6,7%. L’aumento sale all’8,6% per gli apprendisti, portando la loro retribuzione mensile a 1.000 euro nel primo anno per arrivare a 1.950 euro nel quarto anno. L’accordo è stato concluso per un periodo di dodici mesi (cfr. comunicato GPA). Nel settore chimico (47.000 addetti), le parti sociali hanno concordato il 3 maggio un aumento del 4,95% applicabile dal 1° maggio, su dodici mesi, con uno scatto minimo di 120 euro, che rappresenta un aumento del  salario minimo pari al 5,9% (cfr. comunicato GPA). Accordi dello stesso tenore erano stati raggiunti in precedenza nel settore cartario (+ 4,9%, cfr. comunicato) e in quello tessile (+ 4,5%, cfr. comunicato).

Croazia

  • Aumenti nel settore pubblico : Il Governo e i sindacati hanno siglato un accordo il 26 aprile al fine di aumentare il trattamento degli addetti del pubblico impiego del 4%, con effetto retroattivo al 1° maggio. Sono state in tal modo accolte le rivendicazioni sindacali, invece della proposta governativa che consisteva in un aumento del 2%. Dall’inizio del mandato dell’attuale Primo Ministro croato Andrej Plenković nel 2016, la retribuzione dei 240.000 addetti del pubblico impiego, congelata dal 2012 al 2016, ha registrato un incremento  del 18,31% L’accordo, che ha anche aumentato il livello di alcuni bonus o indennità, sarà un sicuro punto di riferimento per i futuri negoziati nel settore privato (cfr. articolo di Vlada).

Spagna

Un passo avanti verso il congedo mestruale : Il Ministro per la Parità, Irene Montero, ha annunciato che il Governo includerà nella proposta di legge sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria della gravidanza, discusso il prossimo 17 maggio in Consiglio dei Ministri, il diritto delle donne con forti dolori mestruali  a fruire di un’invalidità temporanea speciale, a carico dello Stato fin dal primo giorno, come avviene attualmente per l’interruzione dal lavoro per infortunio o malattia professionale. Qualora il testo fosse approvato, la Spagna diventerebbe il primo Paese europeo a consentire il congedo per malattia per dolori mestruali. La proposta è stata accolta favorevolmente da Carolina Vidal López, Segretaria Confederale per le donne, l’uguaglianza e le condizioni di lavoro delle CCOO, che si dice d’accordo con il riconoscimento di un congedo di tre giorni per dolori mestruali (cfr. comunicato).




  • Il ritorno del “mondo di prima”. La confederazione sindacale UGT lamenta in un comunicato il progressivo abbandono dello smart working,  motivato dalla diminuzione della gravità della pandemia e dal radicamento della cultura del “faccia a faccia”.  Il telelavoro è infatti sceso al livello minimo negli ultimi due anni, con solo il 13,1% degli addetti in smart working  (di cui il 7,5% per un volume di ore superiore al 50% della giornata lavorativa, e il 5,6% solo occasionalmente). Per l’UGT, le aziende e le amministrazioni hanno approfittato della cosiddetta eccezione “Covid” (una disposizione transitoria della legge sul lavoro da remoto) «per evitare di instaurare definitivamente lo smart working nel loro modello produttivo, frenando così le aspirazioni di milioni di lavoratori». L’UGT evidenzia inoltre il numero molto basso di contratti collettivi sul telelavoro firmati nel 2021,  centoventitré  in tutta la Spagna.


Francia

  • Fallimento delle prime elezioni sindacali nelle piattaforme digitali : Sono state un fiasco le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori “autonomi” che collaborano con le piattaforme di delivery e con quelle che forniscono autovetture da noleggio con conducente. Il passo è preliminare all’avvio di un dialogo sociale in questi due settori che potrebbe portare ad un negoziato sui contratti collettivi. Degli 84.000 rider registrati (molto meno del numero totale), solo  l’1,83% ha partecipato al voto. Le prime tre organizzazioni sindacali hanno ottenuto ciascuna tra i 300 e i 400 voti.  Per i 39.000 conducenti, il tasso di partecipazione ha raggiunto il 3,91%. Sarà un difficile compito sostenere il modello promosso dalla Francia nei negoziati in corso in seno al Consiglio dell’UE sulla direttiva relativa alla tutela dei lavoratori delle piattaforme digitali, in particolare attraverso il riconoscimento dello status di lavoratori subordinati quando siano soddisfatti alcuni requisiti.

Irlanda

Carta “Women in Finance” : Il Ministro delle Finanze Sean Fleming ha presentato il 27 aprile la prima Carta Women in Finance. I firmatari della Carta, elaborata dal Governo e dalle organizzazioni imprenditoriali, si impegnano ad aumentare  il numero di donne nelle posizioni dirigenziali e nei consigli di amministrazione, al fine di ottenere un migliore equilibrio di genere e un ambiente di lavoro più inclusivo. I dati annuali saranno inviati a un istituto di ricerca indipendente (ESRI) (cfr. comunicato del Governo e scheda di presentazione della Carta). Le aziende dovranno elaborare un piano d’azione, i cui progressi saranno valutati annualmente. La Carta specifica che la responsabilità per i progressi compete al  CEO e alla compagine dirigente dell’azienda.


3. Stati terzi
Regno Unito

  • Salute delle donne nei luoghi di lavoro : È stata annunciata dal Governo il 13 maggio l’istituzione di un fondo destinato alle organizzazioni del settore sanitario e sociale senza scopo di lucro, che consentirà a tali organizzazioni di richiedere sovvenzioni di importo compreso tra 200.000 e 600.000 sterline (circa 235.000 e 706.000) al fine di sviluppare progetti a livello di PMI affinché le donne che nei luoghi di lavoro affrontano la menopausa, problemi di fertilità, aborti spontanei, problemi di salute dovuti alle mestruazioni o ginecologici nei luoghi di lavoro, siano supportate per rimanere o tornare sul posto di lavoro durante la loro carriera (cfr. comunicato).

4. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Istituzione di comitati : Dopo quattro anni di negoziato, è stato sottoscritto l’11 maggio da parte del gigante dell’e-commerce, Amazon (238.000 addetti), l’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo, di cui faranno parte trenta membri, inclusi rappresentanti del Regno Unito. L’accordo sarà soggetto al diritto irlandese a seguito dell’«improvvisa decisione», secondo le dichiarazioni delle federazioni sindacali europee ETF e UNI Europa, da parte della direzione di Amazon, di traferire la giurisdizione dal Lussemburgo all’Irlanda (cfr. comunicato congiunto). «Consideriamo questo accordo come il primo passo per garantire la partecipazione dei lavoratori», spiega Livia Spera, Segretario Generale dell’ETF, «a condizione che la direzione sia all’altezza degli impegni e degli obblighi previsti dall’accordo». Mathias Bolton, responsabile del settore commercio di UNI Global Union, chiede ora alla direzione di Amazon di «impegnarsi in una adeguata contrattazione collettiva con i sindacati». Si tratta chiaramente di un evento nel mondo delle GAFA, dove i negoziati per l’istituzione di comitati aziendali europei sono bloccati o inesistenti. Fatto degno di rilievo, la direzione di Amazon, accampata su posizioni fortemente antisindacali negli Stati Uniti, si apre al dialogo sociale in Europa, con la firma, nel settembre 2021, di un protocollo nazionale per i lavoratori italiani (cfr. comunicato dell’ETF) ed ora con la firma dell’accordo istitutivo del CAE che darà il via al dialogo sociale europeo.  Se inizialmente la direzione aveva assunto la classica posizione di lasciare che i negoziati si trascinassero il più a lungo possibile (tre anni), la posizione è cambiata alla fine del 2021, quando sono ripresi negoziati interrotti durante l’emergenza Covid-19. L’accordo prevede due riunioni annuali del comitato aziendale europeo e quattro riunioni del comitato ristretto (due delle quali al di fuori delle riunioni annuali) con interpretazione simultanea. Il comitato aziendale europeo dispone di alcuni strumenti di funzionamento, come ventiquattro ore di permesso sindacale all’anno per i membri del comitato aziendale europeo e settantadue ore per i membri del comitato ristretto, oltre al diritto a quindici giornate di consulenza all’anno quando ricorre ad un esperto, e a cinque giorni di formazione per ogni membro durante quattro anni del mandato. Il comitato aziendale europeo può avvalersi di un unico esperto, scegliendo tra consulente esterno, o esperto sindacale. Tra i punti deboli dell’accordo, rileviamo l’elevata soglia per essere rappresentati in seno al comitato (1.000 addetti in organico di un paese), nonché la soglia fissata per la tenuta di una riunione straordinaria del comitato ristretto: il progetto deve riguardare il 5% dell’organico (cioè 12.000 lavoratori nell’UE) e almeno il 7% dell’organico in almeno due paesi per un periodo massimo di 90 giorni. Queste stesse percentuali sono utilizzate per definire se la portata di un progetto transnazionale è tale da dar luogo all’avvio di un processo di informazione e consultazione. Il campo di applicazione dell’accordo è stato oggetto di intense discussioni: il comitato aziendale europeo è composto dagli addetti delle operazioni di Amazon nell’UE, il che esclude una parte (minoritaria) dei lavoratori del gruppo che non lavorano direttamente nei magazzini o nella logistica. Si tratta di un punto giuridicamente discutibile, poiché un comitato aziendale europeo deve rappresentare tutti i lavoratori di un gruppo in Europa. Tuttavia, come spiega Sebastian Schulze-Marmeling, il consulente esterno (Syndex-WMP Consult) che ha seguito la delegazione speciale di negoziazione, «il compromesso sta nel fatto che il comitato aziendale europeo rappresenta tutti i dipendenti europei, ma sarà informato e consultato soltanto relativamente al perimetro “Amazon operations”, e soltanto informato sulle altre attività». Da rilevare l’esistenza di una clausola di conciliazione in caso di conflitto, con il ricorso a due conciliatori nominati da ciascuna delle parti.



Nomina contestata. : Le modalità di nomina dei membri dei comitati aziendali europei sono diverse e dipendono dalle procedure nazionali.  A volte, la mancanza di chiarezza consente ai management locali di nominare uno dei loro colleghi o un lavoratore vicino al management stesso. Per tutelarsi dalle irregolarità, il regolamento interno del comitato aziendale europeo di Adecco Group, sottoscritto tra i membri del comitato aziendale europeo e la direzione centrale, contiene un’importante disposizione: in caso di dubbi sulla procedura di nomina stabilita dal management locale, il comitato ristretto informa la direzione centrale al fine di svolgere un’indagine congiunta al fine di verificare la regolarità della procedura. La nomina contestata viene quindi sospesa. Malgrado ciò, è stato possibile che un rappresentante ungherese, nominato a marzo, e la cui legittimità è contestata dal comitato ristretto, fosse incluso nella lista dei partecipanti alla riunione plenaria, iniziata lunedì scorso.  Eppure, il 30 marzo, il comitato ristretto aveva inviato una lettera in merito al responsabile delle risorse umane ungherese esprimendo dubbi sulla procedura di nomina. Dalle indagini condotte dal comitato ristretto, sembra che la direzione abbia favorito un candidato “crumiro”  e che la procedura sia viziata da irregolarità. Il segretario del CAE Klaus Reitgassl ha scritto al “presunto” rappresentante ungherese per chiedergli esplicitamente di non partecipare ai primi due giorni della plenaria trattandosi di una riunione interna riservata ai rappresentanti dei lavoratori.


Accordi aziendali

  • Contratto collettivo nell’industria dei videogiochi : È stato sottoscritto il 29 aprile, tra lo studio croato di sviluppo di videogiochi Gamechuck e l’organizzazione sindacale Novi Sindikat, il primo contratto collettivo dell’industria dei videogiochi in Croazia. Per la prima volta nel Paese viene introdotta, tramite accordo aziendale, una partecipazione agli utili, con la possibilità di distribuire ai dipendenti il 10% degli utili netti, sebbene per il momento questa sia ancora  contenuta (133 euro versati nel 2022). Inoltre, l’accordo prevede la settimana lavorativa ridotta di 35 ore, con una pausa giornaliera retribuita di 45 minuti, 24 giorni di ferie annuali, il rimborso di una visita medica all’anno e la partecipazione dell’azienda a un piano pensionistico integrativo. L’accordo prevede che i lavoratori siano regolarmente informati sull’andamento dell’azienda e che il rappresentante sindacale sia invitato alle riunioni del consiglio di amministrazione  (cfr. comunicato di UNI Global Union e articolo di HRT Vijesti).
 

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