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IR Notes 187 – 1 giugno 2022
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Christine Aumayr-Pintar, Senior research manager, Fondazione europea per
il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
La Fondazione europea per il
miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound)
ha pubblicato, il 19 maggio, le 27 relazioni
nazionali (*) sui principali sviluppi
negli Stati membri in materia di condizioni di lavoro e di
dialogo sociale. Quali sono, secondo lei, i punti salienti del
2021? Nel
secondo anno della pandemia da Covid-19, l’accesso ai luoghi di
lavoro è stato sempre più condizionato, in molti Paesi, a fornire
una prova di vaccinazione, un tampone o un green pass da guarigione.
Soltanto un paese (Austria) ha implementato l’obbligo generale di
vaccinazione, ma la legislazione è stata sospesa poco dopo la sua
introduzione. In diversi Paesi, la vaccinazione è stata resa
obbligatoria per gruppi specifici di lavoratori, obbligo che, ove
contestato, è stato ampiamente riconfermato dai tribunali. Le parti
sociali hanno generalmente incitato i lavoratori alla vaccinazione,
e i sindacati si sono mostrati per lo più contrari alla divulgazione
dello stato vaccinale e delle vaccinazioni
obbligatorie. La
raccomandazione allo smart working è stata reintrodotta nella
maggior parte dei casi in periodi ad alto rischio
epidemiologico. A due anni
dall’inizio dell’emergenza Covid-19, il dialogo sociale rimane un
importante strumento che concorre alla ripresa dell’economia. La
gestione della crisi ha infatti condotto molti governi a fare
affidamento sul dialogo sociale trilaterale per ridurre l’impatto
negativo della pandemia sull’economia e sul mercato del lavoro. Nel
2021, il dialogo sociale trilaterale si è spostato dalle misure
volte ad attenuare gli effetti della crisi, a tematiche quali la
ripresa, i salari minimi o la transizione
ecologica. La
contrattazione collettiva sta mostrando forti segnali di ripresa
dopo l’impatto della pandemia. Laddove i dati sono disponibili, si
evidenzia nella maggior parte dei paesi un aumento del numero di
contratti collettivi siglati nel 2021, sebbene non si sia ancora
ritornati ai livelli pre-pandemici. In essi le problematiche legate
alla crisi stanno perdendo terreno rispetto a tematiche più
tradizionali. Per il prossimo ciclo di negoziati, in un contesto di
crescente inflazione, la sfida principale diventano gli aumenti
retributivi.
(*) Lo studio relativo alla Francia è a cura di IR Share.
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Chi siamo?
IR Notes è
una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
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La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan, Frédéric Turlan
e Aimee
Waldon. Vedi
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lavoro di IR Share.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a
disposizione i link
del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni
dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente
trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima
Pagina
Verso una
revisione tecnica della direttiva CAE
Il Progetto di relazione sulla
revisione della direttiva relativa ai comitati aziendali europei, presentato
il 12 maggio dall’eurodeputato Dennis Radtke (PPE), contiene proposte di modifica
della direttiva dirette a consentire ai comitati aziendali europei di funzionare
normalmente, ossia senza che siano frapposti ostacoli all’esercizio del fondamentale
diritto all’informazione e alla consultazione (cfr. European Works Councils). Come
evidenzia Dennis Radtke, lo scopo non è l’istituzione di nuovi diritti (cfr. IR Notes 183),
bensì la garanzia del rispetto della direttiva attuale. Il testo, che potrà emendato
da parte degli eurodeputati deputati fino al 21 giugno, risponde in pieno
all’obiettivo. Tra le proposte: 1)
Rafforzare le sanzioni: il mancato
rispetto dei diritti dei comitati aziendali europei è attualmente passibile di
sanzioni pecuniarie comprese tra «23 euro e 187.515 euro», le quali non si rivelano
né efficaci, né dissuasive, né proporzionate per le multinazionali interessate. La
relazione suggerisce due approcci: a) aumentare il quantum delle sanzioni
rifacendosi alla recente legislazione europea, portandolo fino a 10 milioni di euro
o al 2% del fatturato globale annuo (raddoppiandolo in caso di recidiva); b)
sanzionare le aziende escludendole dagli appalti pubblici, nonché dagli aiuti e
sostegni europei per tre anni. Prima di arrivare alle sanzioni, Dennis Radtke
propone la sospensione temporanea delle decisioni adottate dalla direzione centrale
in caso di contestazione per violazione degli obblighi di informazione e
consultazione. 2) Agevolare l’accesso alla giustizia: perché le sanzioni siano efficaci,
occorre la facoltà di ricorrere in giustizia. I comitati aziendali europei «non
hanno accesso diretto alla giustizia in molti Stati membri», in particolare in
Irlanda, la cui legislazione attira numerose multinazionali che vi trasferiscono le
loro sedi europee. Per il relatore, ogni Stato deve stabilire procedure che
consentano l’applicazione «rapida ed efficace» dei diritti dei comitati aziendali
europei e le aziende devono sostenere i costi diretti dovuti all’applicazione delle
procedure, incluse le spese legali del comitato, e le spese di viaggio, vitto e
alloggio di almeno un rappresentante dei lavoratori. 3) Ricordare la
natura preventiva dell’informazione-consultazione: l’ultima indagine
dell’ETUI pubblicata nel 2019 ha rivelato che solo il 20% dei comitati
aziendali europei viene informato e consultato preliminarmente all’adozione della
decisione da parte della direzione, circostanza che invece, secondo la direttiva,
dovrebbe essere la norma. Nella definizione di consultazione dovrebbe essere
chiarito che il comitato aziendale europeo deve «esprimere un parere preliminare
sulla base delle informazioni fornite» dall’azienda, e non semplicemente un
«parere» secondo la direttiva attuale. 4) Eliminare dalla direttiva le disposizioni che
limitano l’effetto utile: nella relazione si prendono in
esame le diverse disposizioni di cui si servono le aziende per limitare i diritti
dei comitati aziendali europei. In tale ottica si intende porre fine ai vecchi
accordi (detti “ex articolo 13″), che potranno rimanere in vigore fintantoché «gli
obblighi che discendono dalla presente direttiva siano già stati pienamente
rispettati». L’obbligo di riservatezza, che si rivela un bavaglio per alcuni CAE,
non si applicherebbe ai membri dei comitati aziendali europei quando comunicano ai
comitati aziendali nazionali, o a rappresentanze locali dei lavoratori, informazioni
che abbiano incidenza sulla situazione dei lavoratori. La definizione di
transnazionalità riprende, nel corpo della direttiva, il considerando 16 della
direttiva 2009/38 che la riferisce a questioni che riguardano «direttamente o
indirettamente» il gruppo nel suo complesso o almeno due entità in due Stati membri
diversi.
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1. Unione
Europea
Legislazione
La Covid-19 è una malattia professionale :
In sede di comitato consultivo dell’UE per la sicurezza e la
salute sul luogo di lavoro (CCSS), gli Stati membri e le parti sociali hanno
raggiunto il 18 maggio un accordo sulla necessità di
riconoscere la Covid-19 come malattia professionale nei settori dell’assistenza
socio-sanitaria e dell’assistenza domiciliare, nonché, in un contesto pandemico, nei
settori in cui sono maggiori le attività con un rischio accertato di infezione (cfr.
comunicato).
«La Commissione aggiornerà la Raccomandazione
del 19 settembre 2003 sulle malattie professionali sulla base di tale
accordo, al fine di promuovere il riconoscimento della COVID-19 come malattia
professionale da parte di tutti gli Stati membri», ha dichiarato Nicolas Schmit,
Commissario europeo per l’Occupazione e i Diritti Sociali. Questo riconoscimento
consentirà ai lavoratori dei settori interessati, che hanno contratto tale malattia
sul lavoro, in particolare il long-Covid, di acquisire diritti specifici ai sensi
della normativa nazionale, ad esempio, il diritto a un indennizzo più favorevole
rispetto a quanto previsto per una malattia non lavorocorrelata. Sebbene siano già
molti i paesi ad aver compiuto questo passo, la raccomandazione porterà ad una
maggiore armonizzazione. La federazione sindacale europea EPSU si è rallegrata per
l’adozione di una decisione a favore della quale si erano battuti i propri aderenti
(cfr. comunicato).
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Progetti
Tutelare i lavoratori delle piattaforme digitali
: È stato presentato il 19 maggio ai membri della
Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo dall’eurodeputata
Elisabetta Gualmini (S&D) un Progetto
di relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante
piattaforme digitali (cfr. comunicato).
La relazione modifica in modo significativo la proposta della Commissione Europea.
Le principali modifiche riguardano: 1) l’applicazione delle disposizioni relative
alla gestione algoritmica non solo ai lavoratori delle piattaforme, bensì a tutti i
lavoratori soggetti, per quanto riguarda le loro condizioni di lavoro o
l’organizzazione del loro lavoro, a sistemi di monitoraggio e decisionali
automatizzati o semi-automatizzati. Questa previsione estenderebbe esteso
notevolmente il campo di applicazione della direttiva. 2) La proposta della
Commissione prevede che quando le condizioni di lavoro soddisfano almeno due dei
cinque criteri per qualificare il rapporto di lavoro come subordinato, il lavoratore
deve essere considerato lavoratore dipendente. L’eurodeputata opta per la
presunzione subordinazione applicata a tutti i lavoratori, che sarebbero pertanto
considerati come lavoratori dipendenti, a meno che le piattaforme non dimostrino che
si tratta effettivamente lavoratori autonomi. Tale posizione è sostenuta da Ludovic
Voet, vice segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. comunicato
della CES). A suo parere, infatti, far rispettare la presunzione di rapporto di
subordinazione non spetta né ai lavoratori, tramite procedure giudiziarie, né alle
autorità pubbliche.
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Attualità
sociale
Semestre europeo : Il 23 maggio
la Commissione europea ha adottato una serie di documenti contenenti orientamenti
rivolti agli Stati membri in materia di politiche economiche, sociali e ambientali
(cfr. European Semester). Come
previsto, in particolare a causa della guerra in Ucraina, la Commissione conferma,
per il 2023, la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, consentendo agli
Stati membri di derogare alle regole di bilancio dell’UE al fine di sostenere i loro
sistemi sanitari e la loro economia (cfr. comunicato).
Tra i diversi documenti, segnaliamo una comunicazione
che ricorda i principali orientamenti per le politiche economiche, le raccomandazioni
agli Stati membri e una Proposta
di Decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche degli
Stati membri in materia di occupazione (cfr. comunicato).
Tali orientamenti sono stati aggiornati quest’anno rivolgendo «un’attenzione
particolare all’ambiente post-Covid, a che le trasformazioni ecologiche e digitali
siano socialmente eque, nonché prendendo in considerazione le recenti iniziative, in
particolare quelle in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia,
come le misure volte a garantire l’accesso al mercato del lavoro alle persone in
fuga dalla guerra in Ucraina», dichiara la Commissione.
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Lettera di messa in mora all’Irlanda in merito
alla legislazione sui CAE : Il 19 maggio la Commissione
Europea ha inviato una lettera di messa in mora al Governo irlandese, evidenziando
le carenze nel recepimento della Direttiva 2009/38 relativa ai comitati aziendali
europei. La Commissione ha individuato «una serie di lacune nella legislazione
irlandese, la quale non garantisce il diritto dei rappresentanti dei lavoratori,
nella delegazione speciale di negoziazione, o nel comitato aziendale europeo, di
adire la giustizia nazionale in caso di controversie in materia di violazione dei
diritti e degli obblighi previsti dalla direttiva. Può trattarsi, ad esempio, di
controversie relative al diritto di richiedere l’assistenza e la presenza di un
esperto durante le riunioni di negoziazione, ovvero di controversie relative agli
obblighi di riservatezza» (cfr. comunicato,
punto 10). Secondo l’esperto in materia di comitati aziendali europei del sindacato
irlandese SIPTU, Denis Sheridan, l’iniziativa fa seguito ad una denuncia presentata
da rappresentanti del SIPTU (cfr. comunicato
SIPTU). Di fronte all’afflusso di multinazionali che, a causa della Brexit, hanno
trasferito la loro sede europea in Irlanda attratte dalle lacune nella legislazione
irlandese che rendono difficile, per i comitati aziendali europei, l’avvio azioni
giudiziarie, la SIPTU aveva allertato il Governo sulla necessità di rivedere la
legislazione nazionale. Invano. Da qui la denuncia alla Commissione. Il Governo
irlandese ha ora due mesi di tempo per rispondere alla Commissione. In assenza di
risposta, o in caso di risposta non convincente, la Commissione può emettere un
parere motivato, l’ultimo passo prima di portare l’Irlanda davanti alla Corte di
Giustizia per inadempienza.
- Sostegno ai lavoratori greci
dell’industria degli elettrodomestici. Il 30 maggio la
Commissione europea ha proposto di sbloccare gli aiuti del Fondo europeo di
adeguamento alla globalizzazione a favore dei 206 lavoratori licenziati dalle
aziende del settore degli elettrodomestici in Grecia. (cfr. comunicato).
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Giurisprudenza
Diritto applicabile al personale navigante :
Il 19 maggio la Corte di Giustizia ha emesso una
sentenza in materia di legislazione previdenziale applicabile al personale
navigante di una compagnia aerea (CGUE,
19 maggio 2022, causa C-33/21, INAIL e INPS), che offre anche alla Corte la prima opportunità di chiarire il
nuovo criterio di collegamento, introdotto nel 2012 dal Regolamento 883/2004,
ossia la «base di servizio» per determinare la legislazione previdenziale
applicabile al personale navigante. Il caso riguarda 219 lavoratori di Ryanair
assegnati all’aeroporto di Bergamo. Gli enti previdenziali italiani hanno
ritenuto che detti lavoratori, assunti con contratti di lavoro irlandesi e
soggetti alla previdenza sociale irlandese, dovessero versare i contributi in
Italia. I certificati E101 sono stati prodotti tardivamente da Ryanair alla
giurisdizione italiana per dimostrare che si trattava effettivamente di
lavoratori distaccati soggetti alla legislazione previdenziale irlandese. In
sede di appello, i magistrati hanno passato al vaglio i certificati E101: pur
non evidenziando certificati fraudolenti, è stato rilevato che essi «non erano
numerati né classificati in modo comprensibile od ordinato, che vi erano 321
certificati, quindi probabilmente alcuni doppioni, e che essi non coprivano
tutti i 219 dipendenti della Ryanair assegnati all’aeroporto» di Bergamo. I
giudici hanno pertanto reputato che tutti i lavoratori non validamente coperti
dal certificato E101 rientrassero nella legislazione italiana. E con ragione,
ha ritenuto la Corte di Giustizia: tale legislazione deve essere applicata a
tale personale navigante, anche se lavora soltanto per un periodo di 45 minuti
al giorno in un locale destinato ad accogliere l’equipaggio, denominato
«crew room», e «per il resto del tempo lavorativo, si trova a bordo
degli aeromobili» della compagnia. Infatti, ai sensi del Regolamento 1408/71,
applicabile per una parte di tali periodi, la crew room costituisce
«una succursale o una rappresentanza permanente» ed esiste un «collegamento
significativo» del personale «con il luogo a partire dal quale» quest’ultimo
«adempie principalmente le sue obbligazioni nei confronti del datore di lavoro».
La Corte giunge alla stessa constatazione per i periodi che rientrano nel nuovo
Regolamento 883/2004. Parimenti accade quando la Corte applica il criterio della
base di servizio introdotto nel 2012: l’attività del personale navigante è
«considerata come attività svolta nello Stato membro in cui si trova la base di
servizio», ovvero il luogo designato dalla compagnia in cui l’equipaggio
normalmente inizia e termina il proprio orario di lavoro (cfr. comunicato).
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Sindacalismo
- Le mestruazioni sono una tematica sindacale
: La federazione sindacale globale UITA-IUF ha reso nota
il 27 maggio una dichiarazione
in cui invita i suoi affiliati ad adottare iniziative concrete nei luoghi
di lavoro al fine di affrontare le difficoltà che incontrano le donne durante le
mestruazioni. La dichiarazione esplicita la risoluzione sul tema adottata dalla
federazione durante il Congresso del 2017.
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2. Stati
membri
Germania
Obbligo di vaccinazione : L’art.
20a della Legge sulla Protezione contro le Infezioni (IfSG) impone, dal 15 marzo,
l’obbligo di vaccinazione a carico dei lavoratori che prestano la loro attività in
istituzioni sanitarie e istituti per la cura e l’accoglienza di anziani, disabili o
persone non autosufficienti, in cui essi potrebbero entrare in contatto con persone
vulnerabili nel corso delle loro attività. I lavoratori interessati devono
presentare alla direzione una prova di vaccinazione o di guarigione, o ancora un
certificato medico di controindicazione medica permanente alla vaccinazione. La
Corte Costituzionale Federale ha respinto diversi ricorsi costituzionali contro tale
obbligo (cfr. comunicato).
La tutela dei cosiddetti gruppi vulnerabili ha la preminenza sulla violazione dei
diritti fondamentali del personale sanitario e assistenziale. L’obbligo di
vaccinazione è quindi considerato costituzionale.
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Belgio
- Piano nazionale LGBTQI+ :
Il Governo ha presentato il Piano
per un Belgio LGBTQI+ friendly che contiene 133 misure, alcune delle
quali riguardano il campo dell’occupazione. Si tratta principalmente di misure
di comunicazione e di sensibilizzazione. In termini di modifiche legislative, il
piano propone di includere la riassegnazione di genere tra le disposizioni in
materia di tutela contro le rappresaglie contenute nella Legge relativa al
benessere (oltre alle caratteristiche esistenti dell’identità di genere e
dell’espressione di genere) (cfr. comunicato).
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Spagna
Studio sindacale sull’economia circolare :
La confederazione sindacale spagnola UGT ha pubblicato il 17
maggio uno studio
sull’economia circolare, che sostiene una giusta transizione, nonché ricorso alla
contrattazione collettiva. Il campo di applicazione della contrattazione collettiva
deve essere esteso fino a ricomprendere le questioni relative alla transizione
ecologica, al fine di affrontarne, in questo processo, l’impatto sull’occupazione e
sulla qualità del lavoro. Essa dovrebbe trattare dei fabbisogni formativi dei
dipendenti e di salute e sicurezza sul lavoro, anticipando le esigenze future (cfr.
comunicato).
L’UGT suggerisce l’introduzione nei contratti collettivi di clausole che impegnino
le aziende ad avviare azioni a favore dell’ambiente e dell’economia circolare,
garantendo la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. L’UGT
richiede inoltre l’istituzione sul posto di lavoro della figura del delegato per
l’ambiente, con un “credito di ore” che gli consenta di dedicarsi in modo specifico
alla risoluzione dei problemi ambientali dell’azienda in generale, e allo sviluppo
circolare e low carbon in particolare (cfr. Circular economy). Ciò
sarebbe completato dalla creazione di strutture dedicate alle questioni ambientali
attraverso l’istituzione di un Comitato per l’ambiente, composto dai delegati per
l’ambiente, e da un pari numero di rappresentanti delle aziende, ovvero estendendo
le funzioni del Comitato per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro alle tematiche
ambientali.
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Francia
Equilibrio di genere nel management aziendale :
Sono entrate in vigore il 1° marzo le disposizioni dirette a
garantire una rappresentanza equilibrata dei sessi all’interno dell’alta dirigenza
delle aziende, introdotte dalla Legge
del 24 dicembre 2021 finalizzata ad accelerare la parità economica e
professionale (nota come legge Rixain), e sono oggetto di una circolare
del Ministero del Lavoro. Grazie a questo testo, nelle aziende con oltre 1.000
dipendenti, i datori di lavoro dovranno ora pubblicare ogni anno gli eventuali
divari nella presenza di donne e uomini tra i dirigenti e i membri degli organi
direttivi. Tale divario deve altresì essere reso noto sul sito web del Ministero del
Lavoro. Inoltre, dal 1° marzo 2026, la percentuale di ciascun sesso in ognuno di
questi gruppi non dovrà essere inferiore al 30%.
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Italia
- Inserimento dei migranti nel settore edile
: È stato sottoscritto un protocollo tra il Governo e le
parti sociali del settore edile per l’inserimento socio-lavorativo di oltre
3.000 persone, tra richiedenti e titolari di protezione internazionale o
temporanea, tra cui i cittadini ucraini, titolari di protezione speciale, minori
stranieri non accompagnati in transizione verso l’età adulta ed ex minori
stranieri non accompagnati (cfr. comunicato).
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Irlanda
Prima valutazione dello smart working :
il Governo ha presentato una Valutazione
dell’impatto del lavoro da remoto sull’economia e sulla società, in cui si
dedica ampio spazio all’occupazione. Per i lavoratori dipendenti, i costi aggiuntivi
per riscaldamento ed elettricità, stimati rispettivamente a 79 euro e 30 euro
all’anno, sarebbero compensati dai risparmi derivanti dalla riduzione dei tragitti
casa-lavoro, stimati a 413 euro per ogni lavoratore. Inoltre, coloro che lavorano da
remoto possono risparmiare una media di 93 ore all’anno riducendo i loro
spostamenti, con un vantaggio monetario stimato equivalente a 1103 euro. La
riduzione degli spostamenti contribuirebbe a «risparmiare 164.407 tonnellate di CO2
all’anno, con un risparmio monetario equivalente di 7,5 milioni di euro» (a
condizione che gli smart worker non aumentino gli spostamenti intorno alle loro
abitazioni). Il rapporto, che sottolinea come il lavoro da remoto agevoli la
partecipazione al mercato del lavoro delle persone con disabilità e con
responsabilità familiari, suggerisce un sostegno mirato all’“avvio”, destinato alle
persone con disabilità o con basso reddito, in particolare per le attrezzature, e
insiste sul fatto che la promozione del lavoro da remoto da parte delle aziende non
le dispensa dal continuare ad organizzare in maniera adeguata le postazioni di
lavoro nei loro sedi. Occorre rilevare che la domanda di alloggi nelle aree rurali
aumenterà nel 2021, cosa che dovrebbe indurre il Governo a migliorare l’accesso alla
banda larga in tutto il Paese.
- Parità retributiva. Il
Gender Pay Gap Information Act (Legge relativa all’informazione in
materia di divario retributivo) del 13 luglio 2021 obbliga le aziende ad
elaborare una relazione in cui si esplicitano gli eventuali divari della
retribuzione oraria in base a una serie di parametri. Annunciata l’8 marzo in
occasione della Giornata della Donna (cfr. comunicato),
il 10 maggio è stata pubblicata una guida,
in cui vengono spiegate le modalità di calcolo in modo da consentire
l’applicazione della legge alle aziende che nel 2022 hanno occupato oltre 250
lavoratori. Seguiranno le aziende con oltre 150 dipendenti (2024), ed infine
quelle con oltre 50 dipendenti (2025). Le aziende che rientrano nella prima fase
hanno tempo fino a dicembre per presentare i loro rapporti.
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Lussemburgo
- Congedi familiari : Il
Consiglio di Governo del 18 maggio ha adottato due proposte di legge. La prima
dà diritto alla fruizione del congedo straordinario per nascita di un figlio a
chiunque sia riconosciuto come secondo genitore equivalente ai sensi della
legislazione nazionale in materia. La seconda recepisce la Direttiva 2019/1158
del 20 giugno 2019 sull’equilibrio tra lavoro e vita privata a per i genitori e
i prestatori di assistenza, stabilendo i requisiti minimi per il congedo di
paternità, il congedo parentale e il congedo per assistenza, nonché le modalità
di lavoro flessibile per i lavoratori che sono genitori o prestatori di
assistenza (cfr. comunicato).
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Ristrutturazioni : La direzione di Vallourec ha annunciato il
18 maggio al comitato aziendale europeo del gruppo un importante piano di
ristrutturazione che porterà alla perdita di 2.950 posti di lavoro, in
particolare in Germania (2.500 posti di lavoro), dove verranno chiusi, entro la
fine del 2023, due siti di produzione con il conseguente trasferimento della
produzione in Brasile, e in Francia (320 posti di lavoro). In seguito
all’annuncio, circa mille un lavoratori tedeschi si sono recati, su iniziativa
del sindacato IG Metall, presso la sede del gruppo vicino a Parigi. Ritenendo
che i tentativi effettuati per tentare di individuare una possibile società
rilevataria per i siti tedeschi fossero “una farsa”, l’IG Metall ha inteso
stabilire un rapporto di forza al fine di negoziare le migliori condizioni
possibili per la fuoriuscita dei lavoratori tedeschi (cfr. comunicato).
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4. Studi e
rapporti
La contrattazione collettiva può contribuire ad
una ripresa sostenibile : L’ILO ha presentato il 5 maggio un
importante studio sul ruolo della contrattazione collettiva (Social
Dialogue Report 2022:
Collective bargaining for an inclusive, sustainable and resilient recovery).
Sulla base dell’esame condotto sui contratti e le pratiche collettive in 80 paesi
con livelli diversi di sviluppo economico, nonché sui quadri giuridici e normativi
di 125 Paesi, lo studio evidenzia come la contrattazione collettiva possa ridurre
efficacemente le disuguaglianze retributive in un’azienda, in un settore o in una
categoria (cfr. comunicato
e sintesi).
La contrattazione collettiva incide anche positivamente sulle disuguaglianze di
genere. Lo studio evidenzia inoltre il valore aggiunto dei contratti collettivi
nell’affrontare la pandemia da Covid-19 e nell’adozione di pratiche di lavoro ibride
e da remoto dignitose. Sulla scorta di tali insegnamenti, l’ILO sottolinea che la
contrattazione collettiva sarà «uno strumento essenziale per affrontare i
cambiamenti fondamentali che stanno sconvolgendo il mondo del lavoro». Questo
appello in favore dello sviluppo della contrattazione collettiva, che peraltro fa
eco a una delle preoccupazioni della Commissione Europea, conferisce una portata
universale al diritto alla contrattazione collettiva (può produrre effetti positivi
ovunque nel mondo) e contiene rari dati comparativi. Per rafforzare la
contrattazione collettiva, l’ILO invita a dare nuova vita alle organizzazioni
imprenditoriali e dei lavoratori, a riconoscere in modo effettivo il diritto alla
contrattazione collettiva per tutti i lavoratori, a prescindere dal loro status, e a
rafforzare il dialogo sociale al fine di realizzare gli obiettivi dello sviluppo
sostenibile. I risultati dello studio saranno presentati il 14 giugno (cfr. Agenda).
- Guida contro la discriminazione nei
confronti delle persone LGBTIQ+. Al fine di contribuire
all’inclusione delle persone LGBTIQ+ nel mondo del lavoro, l’ILO ha elaborato
una Learning
guide rivolta ai rappresentanti governativi, alle organizzazioni
imprenditoriali, quelle dei lavoratori, nonché alle altre parti interessate.
- Studio sull’occupazione e la
sindacalizzazione nel settore Fintech. Si è tenuta il 10
maggio a Copenaghen la conferenza finale di un progetto di ricerca finanziato
dall’UE mirato ad analizzare l’impatto delle aziende del settore Fintech sul
settore finanziario, nonché il ruolo che i sindacati potrebbero svolgere in esse
per garantire buone condizioni di lavoro. È disponibile il rapporto finale: The
digital transformation of financial services markets and industrial
relations – Exploring FinTech development in Denmark, Estonia, the
Netherlands and Sweden (La trasformazione digitale dei mercati
dei servizi finanziari e le relazioni industriali. Esplorare lo sviluppo della
tecnofinanza in Danimarca, Estonia, Paesi Bassi e Svezia).
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